Lo storico settecentesco Thesauro sosteneva che la città venne fondata dal fratello di Osiride e porterebbe con sé il marchio indelebile della Terra di Kemet.
C’è un altro legame tra Torino e l’Egitto dei Faraoni oltre al Museo che è il secondo al mondo in materia dopo quello de Il Cairo ? Parrebbe di si, almeno a sentire, lo storico settecentesco Thesauro che sosteneva come la città venne fondata dal fratello di Osiride e porterebbe con sé il marchio indelebile della Terra di Kemet. Il mitico re egizio si fermò, ovviamente sempre secondo questa lettura della storia, dove un fiume gli ricordava il Nilo e fondò
una colonia. Di qui il titolo della conferenza “Torino capitale dell’Egitto ? “ che si terrà sabato 9 aprile, alle ore 21, nel salone comunale di Sciolze in via Roma 2. L’argomento sarà al centro dell’intervento di Libero Pierpaolo Manetti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti la cui risposta affermativa non si baserà su improbabili miti ma su solide realtà, in particolare il ruolo che Torino ha ricoperto da sempre nella salvaguardia del patrimonio storico ed archeologico dell’Egitto. L’evento sarà a cura delle associazioni Montaldo Cultura e Sapori di Sciolze che vede la collaborazione tra i due sodalizi di paesi diversi con l’organizzazione di una prima conferenza cui seguiranno altri momenti in alternanza tra i due territori
Massimo Iaretti
(Foto: il Torinese)





“Da presidente – ha detto Sergio Chiamparino – non posso che esprimere grande soddisfazione per i risultati che non sono frutto del destino, ma di un lavoro organizzato, di scelte su cui si deve continuare ad investire. Tutte le Atl vanno bene, e bisogna puntare sull’asse agricoltura- paesaggio e cultura”.
Gli stati Uniti rappresentano, invece, il primo mercato extra-continentale, con arrivi in Piemonte a quota 104 mila (+31,2%) e a cui corrispondono 272 mila pernottamenti (+36%). In termini di crescita percentuale, particolarmente evidente il raddoppio (+96,2%) degli arrivi dalla Spagna che toccano le 58 mila unità, mentre significativo appare anche l’incremento del 35,9% dalla Russia (59 mila arrivi), del 33,7% dall’Austria (47 mila arrivi), del 22,1% dalla Cina (oltre 23 mila arrivi).

Dietro la fontana dei Giardini reali svetta la Mole Antonelliana. Foto di Vincenzo Maiorano
I dati del ministero dei Beni culturali relativi solo a ieri mattina registrano che sono stati 20.566 i visitatori del Colosseo e della relativa area archeologica, 19.051 agli scavi di Pompei, 12.516 alla Reggia di Caserta, 7.570 ai Musei e Giardini Reali di Torino
Ma veniamo all’iniziativa delle domeniche gratuite al museo voluta dal ministero dei beni culturali , che nella prima domenica di primavera ha fatto registrare lunghe code di cittadini e turisti per ammirare i musei torinesi. Se al primo posto tra i più visitati d’Italia c’è come sempre il Colosseo, va sottolineato che i Musei Reali di Torino ottengono un eccellente riscontro posizionandosi in quarta posizione prima dei giardini di Boboli e gli Uffizi di Firenze e sono preceduti solo da Pompei e dalla Reggia di Caserta.
Nel finale di partita i Granata sfiorano il 3-1 con un gran tiro a giro di Baselli che però colpisce il palo, ma allo stesso tempo rischiano anche di far pareggiare l’Inter sull’ultimo calcio d’angolo della partita
