Il concerto che si svolge venerdì 8 aprile alle 21 all’Auditorium Santo Volto di via Borgaro angolo via None, a Torino è un happening di canzoni contro la violenza

Un concerto per ricordare i recenti attentati avvenuti a Parigi, a Bruxelles e in altre parti del mondo e ribadire che la musica e la cultura non hanno muri. È quanto si propone Nous tous pour Paris, Bruxelles et autres, il concerto che si svolge venerdì 8 aprile alle 21 all’Auditorium Santo Volto di via Borgaro angolo via None, a Torino. Un happening di canzoni contro la violenza, per l’integrazione e la solidarietà promossi dal Comitato regionale per i diritti umani, presieduto dal presidente dell’Assemblea legislativa piemontese, l’Ufficio pastorale per la Cultura della Diocesi di Torino e il movimento Noi siamo con voi. Con il presidente dell’Assemblea regionale Mauro Laus intervengono il direttore dell’Ufficio pastorale e il vicepresidente e coordinatore del movimento. Sul palco, la Marco Nieloud Ensemble, composta dai musicisti Michele Patti, Maria Camilla Ormezzano, Michele Millesimo, eGianmaria Nieloud. L’ingresso è gratuito. Musicista, compositore, interprete e polistrumentista, Marco Nieloud è autore di oltre cento canzoni, ha scritto e realizzato numerosi jingle pubblicitari, due commedie musicali in lingua francese, un cd di canzoni per bambini e vari brani di rock melodico. Nato a Parigi e laureato in Lettere ad indirizzo francese, vive e lavora a Torino. Da una quindicina d’anni, con la moglie, dirige l’Associazione culturale Doremifacile, specializzta in corsi ludico-musicali per bambini.


Immagini del nemico e propaganda negli anni tra il 1914 e il ’18 fanno riflettere su un capitolo triste della storia mondiale che ha aperto le porte alla nuova Europa

colore, ed ebrei, ai dubbi dello stesso campione, la cui partecipazione all’interno della squadra avrebbe significato avallare una vita senza problemi all’interno del proprio paese, fantasiosamente libero da ogni razzismo. Il tutto è “narrato” oltre misura, le musiche e le scene madri non fanno altro che enfatizzare, la presenza e l’abbandono del proprio posto da parte di Hitler, nonché la famosa stretta di mano al campione, hanno avuto negli anni differenti versioni per cui il coté più strettamente storico può apparire anche incerto (anche il democratico Roosevelt rifiutò di incontrare Owens alla Casa Bianca in tempi meno sospetti): certo ancora oggi, a distanza di ottant’anni, pare impossibile veder entrare il campione con la moglie, in una serata in suo onore, dall’ingresso riservato agli uomini di colore. Protagonista è Stephan James, attorno a lui Jeremy Irons e William Hurt e Carice van Houten: chi occupa la scena, divenendo quasi il protagonista della bella storia tutta onore e forza d’animo, è Jason Sudeikis nelle vesti del coach Larry Snyder, in ogni momento pronto a credere e rincuorare.
Tra i malviventi anche Antonino Zafonte che nel 1994 uccise il panettiere Innocenzo Celiberti con 25 coltellate
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