redazione il torinese

Sgominata la feroce banda dei rapinatori con le accette

polizia volanteTra i malviventi anche Antonino Zafonte che nel 1994  uccise il panettiere Innocenzo Celiberti con 25 coltellate
 

Erano rapinatori seriali, specializzati in colpi nelle tabaccherie e nelle sale scommesse. La banda che faceva uso di pistole e accette, è stata catturata dalla polizia di Torino. In tutto sei persone arrestate,  accusate di cinque colpi avvenuti lo scorso novembre. Tra i malviventi anche Antonino Zafonte, di 43 anni, che nel 1994 nel corso di una rapina commessa insieme ad altre due persone, uccise il panettiere Innocenzo Celiberti con 25 coltellate.

(Foto: il Torinese)

Berlino, Londra, Atene e Madrid più vicine con i voli da Caselle

casellePartono a Pasqua i primi voli

Due nuove rotte Blue Air da Torino verso le capitali europee. Partono a Pasqua i primi voli per Londra Luton e Madrid, due delle sei capitali europee che fanno parte di quindici destinazioni della compagnia aerea. Quattro le frequenze settimanali per entrambe le destinazioni. Blue Air collegherà inoltre Torino con Berlino (dal 2 maggio) e Atene (dal 4 giugno).

Chiusa l'indagine sul medico che curava con il metodo Hamer

sanitaSecondo l’accusa l’indagata non poteva non essere al corrente dell’evoluzione negativa che la terapia in questione avrebbe avuto

L’indagine della Procura di Torino con l’ipotesi di omicidio colposo in relazione a una dottoressa di base di Torino che aveva impartito consigli psicologici e rimedi omeopatici  per curare il melanoma di una sua paziente, che morì  a 53 anni. La paziente deceduta era stata convinta dal medico  a curarsi con il metodo del  medico tedesco Ryke Gerd Hamer. Secondo l’accusa l’indagata non poteva non essere al corrente dell’evoluzione negativa che la terapia in questione avrebbe avuto. Al medico è stata contestata l’aggravante della colpa con previsione e  l’ordine dei medici ha aperto un procedimento. Sul medico era già stato aperto un procedimento per la morte di una bambina di Olbia, di soli 14 mesi, affetta da meningite, curata con lo stesso metodo. Ma il caso,  finì in prescrizione.

Sequestrati 15 cuccioli di cane: traffico di animali?

cani-fotoGli agenti ritengono che si tratti di un allevamento abusivo

Sono 15  i cuccioli di carlino sono  sequestrati dalla polizia municipale di Carmagnola, in una cascina. Gli agenti ritengono che si tratti di un allevamento abusivo. I cani, infatti, erano ancora troppo piccoli perché potessero essere allontanati dalle loro mamme. all’interno dell’edificio, di proprietà di un autotrasportatore italiano, sono stati trovati anche cinque cani adulti e tre maialini tenuti in condizioni igieniche precarie. L’uomo è stato così indagato per traffico internazionale di animali e maltrattamenti. I quadrupedi adulti sono stati trasferiti in altre strutture, ma i cuccioli, che comunque erano ben tenuti anche se sprovvisti di microchip, sono rimasti a lui con l’obbligo che se ne prenda cura adeguatamente.

Torna la "Tutta Dritta", 10 km che "fanno bene"

Domenica 10 aprile 2016 torna Tutta Dritta, la corsa di 10 chilometri, completamente in rettilineo, organizzata da Team Marathon

mezza maraton

Una gara adatta a tutti, unica nel suo genere, per il suo percorso piatto e lineare che parte dal salotto di Torino, Piazza San Carlo, per arrivare alla splendida Palazzina di Caccia di Stupinigi. La competizione, certificata a livello internazionale, permette ad atleti di esperienza e semplici amatori performance importanti, grazie alla grande scorrevolezza che la caratterizza. Tutta Dritta è, per il decimo anno, Campionato Italiano delle Palestre: un’occasione per i tanti frequentatori dei centri sportivi di riscoprire l’attività all’aria aperta.”Correre fa bene a te e agli altri” questo lo slogan scelto da Team Marathon per presentare un’importante iniziativa: per ogni pettorale acquistato sarà devoluto 1€ all’Associazione “ Quelli che… con Luca ” onlus che si sta impegnando a favore del progetto di “ Terapia Molecolare ” , una sfida italiana nell’approfondire e sviluppare una nuova forma di terapia contro la leucemia infantile. D a segnalare, all’interno del “Tutta Dritta Village”, la presenza l’8 e il 9 aprile di FAB – Fondo Assistenza e Benessere , che effettuerà visite gratuite di prevenzione medica con il suo “Camper per la Salute”. Sport, benessere, divertimento e solidarietà: questi gli ingredienti dell’edizione 2016. Correre fa bene al corpo alla mente, come dimostrano le migliaia di appassionati che ogni giorno affollano i parchi cittadini. Tutta Dritta vuole promuovere questa buona pratica con una giornata all’insegna dell’attività sportiva e dello stare insieme, aiutando anche chi non può parteciparvi attivamente.

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Il percorso

Partenza alle ore 10 in Piazza San Carlo. La gara si snoda in via Roma fino a ad arrivare in piazza Carlo Felice. Dopo aver attraversato corso Vittorio Emanuele II prosegue in via Sacchi, corso Turati, Corso Unione Sovietica fino a raggiungere Viale Torino nel comune di Nichelino, ultimo tratto fino all’arrivo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. All’interno della residenza sabauda si svolgeranno le premiazioni alle 12.30.

Rubare l’erba, omaggio alle radici contadine

Molti nuclei, oggi disabitati, offrono ancora esempi notevoli di quell’ architettura alpina riconoscibile nei tetti in paglia di segale. Roaschia è stata a lungo la patria di generazioni di famosi pastori transumanti, costretti a spostarsi continuamente dal monte al piano

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Marco Aime, antropologo e scrittore, con “Rubare l’erba” – piccolo, prezioso saggio –  ha reso omaggio alle sue radici, a quella civiltà contadina cuneese che ha sempre saputo ascoltare il respiro della terra e delle stagioni. La sua famiglia, infatti, è di Roaschia, piccolo paese situato nel fondovalle dell’omonimo vallone laterale alla destra del torrente Gesso, a 820 metri sul livello del mare, in mezzo a montagne costellate di frazioni (i roaschini si distribuivano nel passato in ben 52 frazioni intorno al paese). Un paese, con le sue viuzze strette e i cortili aperti , eccezionale per il fresco d’estate ma temibile per il freddo d’inverno. La popolazione, per tradizione, si era sempre divisa in due tra pastori (gratta) e stanziali (üvernenc). In una valle povera , stretta, scarsamente illuminata dal ERBA5sole, terra di pastori e contadini, Roaschia aveva nel 1911 duemila abitanti mentre  oggi ne conta si e no centocinquanta, la maggior parte di essi ha superato i settant’anni. Molti nuclei, oggi disabitati, offrono ancora esempi notevoli di quell’ architettura alpina riconoscibile nei tetti in paglia di segale. Roaschia è stata a lungo la patria di generazioni di famosi pastori transumanti, costretti a spostarsi continuamente dal monte al piano in cerca di quei pascoli che in paese non bastavano mai, dove l’agricoltura si poteva praticare soltanto a livelli di sussistenza e da dove – per sopravvivere – bisognava necessariamente imboccare le strade e le vie del mondo. E così c’erano i “cavié” (commercianti di capelli)e gli “anciuè” (i venditori di acciughe), i quali entrambi a piedi o con un carrettino se ne andavano in giro, spingendosi verso la pianura o a volte sino al mare, comprando e rivendendo. Ma soprattutto c’erano i pastori di pecore e transumanti, ed è a loro che Marco Aime, che ha trascorso in questo paese a venti chilometri da Cuneo lunghi periodi della sua infanzia e della sua adolescenza, dedica questo libro. Il paese, i suoi abitanti e gli alpeggi sono parte della sua storia. Quindi, non solo perché di mestiere fa l’antropologo, in questo libro racconta con una partecipazione diretta, intensa e dal sapore antico di questa terra e della sua gente, dei pastori e della transumanza, un rito ormai del tutto scomparso, gente migrante, a volte costretta a “rubare l’erba” per dar da mangiare alle pecore, che si sposava, lavorava, partoriva e moriva in viaggio, senza un tetto sopra la testa. “Partivano. La gente di queste parti è sempre partita“. Così, i  ricordi di Toni e Margherita, un anziano pastore e sua moglie, fanno rivivere la loro storia nel contesto del  Piemonte rurale di oltre mezzo secolo fa. Pastori, acciugai, venditori di capelli, uomini perennemente in viaggio: Marco Aime si chiede se abbia senso parlare di “radici“, quando esistono “terre dove vivere è un lusso che non ci si può concedere sempre“, quando si è costretti a fuggire dal proprio villaggio per scampare alla povertà, per sopravvivere. Eppure, dice “ continuiamo a pensare che il nomade, il randagio, il bastardo, sianoERBA3 l’eccezione, e che il sedentario sia la norma”. La vita del pastore, segnata dall’universale diffidenza che i sedentari covano per i migranti di ogni tempo e luogo, diventa l’emblema – e la guida – di tutte le nostre peregrinazioni: “È quello il suo sapere, uno dei saperi del pastore, che tu non sai: conoscere la strada, trovarla sempre“. Un libro che rivendica quasi il bisogno di essere letto, per conoscere una vita difficile fatta di silenzi e di solitudine, ma anche piena di scoperte e di conquiste. Quando Aime ci accompagna a Roaschia ( “il paese dai cinque cognomi e dai due mestieri: contadino e pastore”) lo fa per esercitare un diritto di conoscenza e un dovere di memoria. D’inverno, i contadini, restavano in paese mentre i pastori dovevano partire, caricando su un carro i pochi beni e mettendosi in strada, con tutta la famiglia. Poche cose, ad accompagnarli, sul carro: un baule, con gli abiti più belli, quelli “della festa” – perché sia per un matrimonio o in occasione di un funerale bisogna vestirsi con decoro -; il sacco con i vestiti di tutti i giorni, quello con le patate per nutrirsi, i materassi e un po’ di spazio per gli agnelli nati da poco e ancora incapaci di camminare. È così ogni anno, quando l’inverno si avvicinava, in viaggio verso le nebbie della pianura , sempre attenti ai proprietari che difendevano i beni attraversati dal gregge. “La vita era faticosa, se ci penso non mi sembra nemmeno vero che ho fatto quelle cose. Comunque l’abbiamo attraversata” afferma Toni, grattandosi la testa. “Attraversata, perché per Toni e Margherita e per tutti i pastori come loro – scrive l’antropologo Aime – la vita è come una terra, non ci si siede a guardarla, ad attendere che dia qualcosa. La si attraversa”.

Marco Travaglini

Librolandia blindata contro il terrorismo riceverà la visita di due premi Nobel

Il Salone, ha detto Milella, ” è un gioiello per Torino e l’Italia”

SALONE EXPO

salone 667Al Salone del Libro di Torino, che aprirà il 12 maggio, saranno ospiti due premi Nobel e il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Sono le anticipazioni della presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Giovanna Milella. Dati e e contenuti della prossima edizione sono stati

salone 483 illustrati alla commissione Cultura di Palazzo Civico. Il Salone, ha detto Milella, ” è un gioiello per Torino e l’Italia” e ha ricordato il lavoro svolto dalla nuova gestione per mettere in sicurezza i conti, risparmiando  900 mila euro, oltre al recente ingresso nella Fondazione del Mibact e del Miur con  300 mila euro l’anno per tre anni da ciascun ministero. Visto il clima internazionale, il salone sarà – seppur con la massima discrezione – “blindato” contro possibili attentati terroristici. Grazie all’impegno delle forze dell’ordine, sarà preso come modello il sistema già adottato in occasione della visita di papa Francesco e dei concerti della star Madonna.

 

(Foto: il Torinese)

Delitto Rosboch: si aggrava la posizione della Rossignoli?

defilippi rosbochGli inquirenti sospettano che subito dopo il delitto, quando sentì al telefono Gabriele per più di dieci volte, abbia avuto un ruolo determinante

Interrogatorio in Procura a Ivrea per Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi. Anche lei è in carcere per l’omicidio dell’ insegnante di Castellamonte, Gloria Rosboch. Con i tre indagati, Gabriele Defilippi, la madre e l’amico-amante del ragazzo,Roberto Obert, è iscritta nel registro degli indagati  Efisia Rossignoli, la donna che, su invito di Gabriele finse di essere direttrice di banca e chiamò al telefono la vittima per rassicurarla sui suoi risparmi. La posizione della donna già coinvolta nell’ambito dell’inchiesta per la truffa,potrebbe essersi aggravata. Gli inquirenti sospettano che subito dopo il delitto, quando sentì al telefono Gabriele per più di dieci volte, abbia avuto un ruolo determinante.Intanto sono stati assegnati gli incarichi per gli accertamenti irripetibili sul dna rinvenuto dai carabinieri del Ris sulla vettura di Roberto Obert.

E l'uomo incontrò il cane

duky cane“E l’uomo incontrò il cane” è la celebre opera dell’etologo Konrad Lorenz. Lo studioso, per primo, analizzò nel profondo il rapporto tra gli esseri umani e gli amici a quattro zampe. L’amore del cane (Duky Dog) per il proprio padrone (Enrico) è un amore ricambiato,  come traspare da questa bella fotografia inviata al “Torinese”.

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