Marzo marzo marzo… pazzariello! Che dite di prendere in mano penna e agenda e di segnarvi quello di cui avete bisogno per affrontare questi ultimi giorni invernali e salutare degnamente la primavera! Ecco i 5 eventi da non perdere!

BARBAROUX 24 – OPENING PARTY
Qual è il desiderio assoluto delle donne (ma anche degli uomini)? Ma chiaro, le S C A R P E ! Da Barbaroux 24 questo sogno non solo si esaudisce perchè si possono scegliere tra tanti modelli di pellami, forme e colori, ma perchè la scarpa dei tuoi sogni… la puoi realizzare direttamente tu! Come fare? Venire con noi all’opening party in Via Barbaroux 24 e scoprire le bellezze di Barbaroux 24, scegliere con un nostro stilista gli elementi necessari per realizzare la vostra scarpetta di Cenerentola! Ma non solo: basterà partecipare a un piccolo contest e incrociare le dita: le vostre limited personal edition potreste riceverle in regalo! Non vi sembra tutto bellissimo?
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24 MARZO – APERTURA DEL TORINO OUTLET VILLAGE DI SETTIMO TSE
È ufficiale, il Torino Outlet Village di Settimo Torinese aprirà il 24 marzo. Ben 19.500 metri quadrati di superficie commerciale capaci di contenere fino a 90 negozi tra le grandi firme della moda, come da Ralph Lauren ad Armani, Victoria’s Secret, Nike. Siete pronte a spendere tutto il vostro stipendio?
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DAL 2 MARZO – Dal futurismo al ritorno dell’ordine
Le mostre d’arte non possono mai mancare e questa volta vogliamo portarvi nel futur…ismo! Dal 2 marzo sino al 18 giugno il Museo d’Arti decorative Accorsi ospita la mostra “Dal futurismo al ritorno all’ordine”. Pronte per immergervi in geometrie a cui potete dare un significato tutto vostro?
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8 marzo – Festa della Donna a Infini.to
La festa della donna? Noi la passiamo al Planetario, perché l’universo femminile è più bello di quello maschile. Infini.to – Planetario organizza una serata al Museo dello Spazio con spettacolo del Planetario, Teatro e Apericena. Un modo alternativo per parlare di stelle e di gossip con le migliori amiche!
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30 marzo – UN NASTRO INTORNO ALLA BOMBA
Volete incontrare Frida Kahlo? Potete farlo!
Lo spettacolo “UN NASTRO INTORNO ALLA BOMBA, storia di Frida” vede come protagonista Frida Kahlo che in una chiacchierata tra amici confessa al pubblico episodi che hanno toccato la sua vita. Un viaggio che parte dalla sua infanzia per arrivare alla sua morte. Non perdetevelo, è il 30 marzo al Cap 10100!


instaurare un buon rapporto con il nostro fisico), settore relazionale (ovvero l’amore inteso nel senso più ampio del termine), e finanziario (comprendente una sicurezza di base o la capacità di generare flussi di cassa periodici senza dover lavorare)”.
Presso il centro Polski Kot, un angolo stupendo di Polonia a Torino, oggi si inaugura la mostra fotografica di Claudio Benedetto
liberale che potrebbe dare un contributo importante. Democrazia, a meno di accettarne un’ interpretazione in chiave giacobina, significa confronto senza pregiudiziali ideologiche a tutto campo.
dalla Sindaca, dal Presidente del Consiglio Comunale e dell’Associazione Consiglieri Emeriti i consiglieri comunali Renato Altissimo e Carla Spagnuolo
stato deputato, ministro, segretario del PLI,l’altra assessore comunale, consigliere regionale del Psi , Presidente del Consiglio regionale del Piemonte e poi nuovamente consigliere regionale di Fi. Carriere e percorsi totalmente diversi. E’ difficile trovare dei legami , se non nel dimenticato da tutti ” Lib-Lab” (la collaborazione tra liberali e socialisti voluta da Zanone e da Craxi ), sostenuto da Altissimo, ma non certo da Spagnuolo. E non
vengono neppure menzionati coloro che, di norma, si aggiungono alle voci istituzionali (soprattutto amici dello scomparso/a). Forse a quell’ora si limiteranno a parlarne la Sindaca e i due presidenti. Non mi sembra il modo giusto di ricordare, in accoppiata fortuita, due consiglieri comunali che per un decennio sono stati in Sala rossa protagonisti di rilievo, oltretutto in tornate amministrative diverse.
Višegrad è un esempio terrificante di pulizia etnica e la cattiva coscienza di coloro che hanno troppi scheletri nell’armadio tende a giustificare la rimozione collettiva, motivandola con la pesantezza dei ricordi e del disagio che questi provocano. Alcuni capitoli sono come un pugno nello stomaco; duro, ma necessario. Il racconto, colmo di passione civile e preciso, quasi chirurgico nel mettere in ordine fatti e testimonianze, riporta al clima terribile di quei giorni e di quei mesi dove tutto iniziava: i furti, la distruzione sistematica delle proprietà dei cittadini bosniaci-musulmani, le torture e le sparizioni, l’omicidio e lo stupro di massa. E’ un orribile calvario quello vissuto da migliaia di persone sulla linea di confine tra la Bosnia e la Serbia. Un albergo può chiamarsi “Vilina Vlas” ( “capelli di fata”, come nelle fiabe) e nascondere tra le sue mura l’orrore puro? A Višegrad è accaduto. E’ lì che avevano il loro quartier generale i “signori neri di Višegrad”, i due cugini Milan e Sredoje Lukić. Due assassini e stupratori, condannati all’ergastolo e a 30 anni dal tribunale dell’Aja, che incutono ancora oggi timore al solo nominarli. In fondo da quelle parti, sulle sponde della Drina, è come se il genocidio continuasse. Per questo ha ragione Luca Leone nel ricordarci che occorre non dimenticare. Anzi: bisogna “leggere per capire”. Anche se è difficile. Anche se viene voglia di chiudere gli occhi e la mente davanti agli orrori narrati nel libro. Ma bisogna sapere. Perché sulle terre di quella che un tempo è stata la Jugoslavia soffia ancora forte il vento del nazionalismo. E semina un po’ ovunque le spore del negazionismo. E’ pur vero che la guerra appartiene ormai ad un passato lontano, ma il germe della violenza è ancora ben vivo e inquina la vita di tutti i giorni. Bisogna cercare “sotto al tappeto la polvere grigia del dolore e della tragedia che piedi nazionalisti hanno cercato malamente e vigliaccamente di nascondere, dopo aver dato fuoco alla stoppa ed essere rimasti a godersi, applaudendo, l’incendio”.
durante un conflitto. Così, il negazionismo è diventato una sorta di strategia di Stato. Qualcosa di simile ad una auto-assoluzione considerato il fatto che molti degli attuali politici sono le stesse persone che avevano qualche responsabilità o ruolo nell’apparato politico serbo all’epoca del genocidio. E la loro ideologia è ancora la stessa: un marcato nazionalismo che, negando i fatti, nega le proprie colpe e continua a provocare dolore e sconcerto alle vittime di tanta violenza. Nel libro che offre, appunto, una documentata testimonianza “corale”, parlano uomini straordinari come Amor Mašović ( il presidente dell’ente federale bosniaco per la ricerca delle persone scomparse), Rato Rajak – il sindaco di Rudo (“gigante dalle spalle un po’ curve e dalla mente illuminata”) – o l’ex generale Jovan Divjak, l’eroe serbo che difese Sarajevo. Ma sono soprattutto le donne ad essere protagoniste, vittime, ma anche testimoni determinate, inflessibili. Il dolore di Dzana, Lejla emerge, potente e drammatico, insieme al loro coraggio e a quello di tante altre donne. I racconti di Bakira Hasečić, la “lady Wiesenthal“ della Bosnia, lasciano senza parole. Una narrazione lucida, dolorosa, che strappa le parole e le memorie come pezzi dell’anima. Ogni ricordo è un morso nella carne. Per questo reportage e per tante altre storie e racconti bisogna essere grati a Luca Leone – autore anche di“Srebrenica. I giorni della vergogna” , “Bosnia Express” , “I bastardi di Sarajevo” e molti altri testi – uno dei più attenti e informati “testimoni” delle vicende bosniache.
Rientrato l’allarme bomba che, stamane, intorno alle 10,30, davanti alla stazione di Porta Nuova
Rinviati a giudizio i quattro indagati per il caso di Andrea Soldi, il 45enne torinese affetto da schizofrenia
già avviene per il tennis), voluta dal Comitato nazionale padel della Fit da quest’anno, allungherà le giornate di torneo, ma consentirà ai giocatori meno esperti di iscriversi ad un torneo dello Slam senza incontrare al primo turno avversari di categoria superiore.
Rossi (Lorenzo), Orecchio, Spizzica ed i forti giocatori di casa Trevisan, Severini, Cremona e Carrara, mentre tra i grandi assenti i fratelli Capitani, Burzi, Sarmiento, Pupillo (Alessandro), Sinisi, Bruno, Girodat, Planas; in ambito femminile, invece, erano presenti Testud (già n. 7 al mondo di tennis WTA), Celata, Papacena, Lombardi, Camorani, Maderna, Tommasi, Grimaldi, Pollacci e Campagna, mentre assenti erano le nazionali Moroni e La Monaca.
categoria maschile, si sono imposti Pozzoni/Zanini su Bosio/Falleni, entrambe coppie milanesi ed, in quello di quarta categoria maschile, Rivera/Sciutto su Marchisio/Rizzitiello.
In Piemonte, invece, i tesserati di padel nel 2016 erano poco meno di trecento; nel 2017 questo numero è destinato ad aumentare grazie alle diverse iniziative organizzate a livello agonistico ed amatoriale, rispettivamente, dalla federazione e dai circoli. A dimostrare la crescita del padel nella nostra regione e l’impegno dei club, basti pensare che dai cinque campi del 2015, oggi si contano circa trenta campi, di cui solo una quindicina a Torino e nella prima cintura. L’interesse e la passione per questo sport sta crescendo velocemente ed i risultati, in termini di livello di gioco, si vedono già nel fatto che diversi giocatori piemontesi prendano parte a competizioni fuori dai propri confini regionali, per mettersi alla prova con le altre realtà nazionali.
L’espressione “Pet Therapy” è di origine anglosassone e, tradotta in italiano, significa”interventi assistiti con animali”. Si tratta di una nuova tecnica di intervento basata sull’utilizzo degli animali come co-terapeuti in campo medico e psicologico
animali, fino a sfociare in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del Febbraio 2003, che riconosce come cura ufficiale l’utilizzo di animali da compagnia a fini clinico-terapeutici. Il 25 Marzo 2015 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’”Accordo e le linee guida in materia di interventi assistiti con gli Animali”, che stabiliscono regole omogenee sul territorio Nazionale e definiscono gli standard di qualità per la corretta applicazione di questa terapia.
uomo-animale.