Verso le 20 ha preso fuoco l’ex edificio della ditta di traslochi e trasporti Gondrand, in via Cigna 209, nella zona di Borgo Vittoria. Sono una ventina le squadre dei vigili del fuoco al lavoro per domare il rogo, provenienti da diversi distaccamenti.
(foto: Blerta Lula)

omosessuali, alcuni dei quali probabilmente uccisi per il loro orientamento sessuale, testimoniano tristemente come, in alcune aree del mondo, la strada per l’affermazione della libertà sia ancora lunga e piena di ostacoli.
“E’ necessario che il nostro Paese, attraverso la Presidenza della Repubblica e il Ministero degli Esteri, assuma una posizione inequivocabile di condanna nei confronti di questa grave forma di persecuzione, che richiama alla memoria il cupo periodo nazista, durante il quale l’arresto e la deportazione degli omosessuali era una drammatica realtà”, aggiunge
Si è tenuto nei giorni scorsi il convegno “Verso un approccio regionale alla prevenzione della radicalizzazione”. Il radicalismo inteso a 360°, non solo quello religioso.
diversi operatori attivi nei territori coi soggetti a rischio di radicalizzazione violenta. Un tema che è al centro anche della proposta di legge Dambruoso-Manciulli che è in discussione in Parlamento» – ha dichiarato l’assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
di superamento dei luoghi comuni, degli stereotipi e di contro narrazione, per esempio rispetto alla religione musulmana, di contrasto all’islamofobia e di collegamento del lavoro delle diverse figure attive in questo campo, come il Garante regionale dei detenuti. Un altro strumento concreto può essere rappresentato dalla stesura del disegno di legge regionale “Promozione della cittadinanza” che sostituirà l’attuale legge sull’immigrazione risalente al 1989 e avrà come obiettivo la promozione di politiche di inclusione, che potranno essere anche di prevenzione alla radicalizzazione. L’attuale bozza ė già il frutto di un percorso partecipato intrapreso insieme alle associazioni e ai cittadini/e di origine straniera, in un approccio che sostenga il protagonismo delle comunità straniere, anche rafforzando il loro associazionismo» – ha concluso Monica Cerutti.
Safe Endeavour, “azione sicura” è il nome dell’esercitazione alla quale hanno preso parte 217 capitani che stanno frequentando il 142° corso di Stato Maggiore alla Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino.
La Guardia di Finanza ha sequestrato un centinaio di uova pasquali in un discount del Pinerolese.
La richiesta alla sindaca Appendino è quella di “negare l’autorizzazione a nuove aperture di ipermercati e di rivedere il contratto di servizio con Amiat”. L’appello al Comune giunge da Giancarlo Banchieri, appena rieletto Presidente di Confesercenti
33.597 a 30.379. Segno più solo per il settore della somministrazione, che è passato da 13.190 a 14.577.
Una bandiera accoglie i visitatori. In tinta arancio interrotta da una sola implacabile struggente striscia nera, è la “bandiera dei rifugiati”, disegnata dall’artista siriana Yara Said (fatta sventolare per la prima volta dal Team dei Rifugiati ai Giochi di Rio 2016) e che vuole essere un chiaro riferimento al giubbotto salvagente indossato dai migranti
Iniziate tutte da un “viaggio”. Da strazianti e insicure “fughe” dalla guerra, dalla fame, da massacri e miserie senza limiti; in balia di destini che hanno spesso il volto dell’indifferenza, di muri d’acqua mortali o di terre “altre” ben lontane da quella ricercata “geografia emotiva” (il vero luogo d’origine) che tutti sperano di incontrare; addosso e nei cuori solo incertezze per un futuro in molti casi privo di solidarietà e d’ogni sentore di pietas umana. Tutto questo può essere letto nella toccante mostra allestita alla “Merz”, che nasce dal progetto di ricerca BABE (“Bodies Across Borders: Oral and Visual Memory in Europe and Beyond”), finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze, e diretto da Luisa Passerini. Avviato quattro anni fa, il progetto è scrupolosamente documentato in rassegna attraverso un variegato e toccante materiale – fatto di interviste, filmati, disegni e fotografie – raccolto in Italia e in
Olanda. Le interviste riportano anche le riflessioni di studenti e docenti delle scuole dedicate all’insegnamento della lingua italiana e olandese; altre, di grande interesse, sono state realizzate all’interno delle comunità di migranti più numerose in Europa (come quella peruviana) o di maggior peso per la storia del colonialismo italiano ed olandese, come quelle del Corno d’Africa e dell’Indonesia. Narrazioni e immagini “che incrociandosi con le nostre possono costruire nuove memorie europee”. Per questo motivo, i visitatori sono anche invitati a interagire attivamente, lasciando su lunghi tavoloni predisposti all’occorrenza le loro riflessioni e i loro personali disegni. Perché in fondo “le emergenze – come sottolinea Gustavo Zagrebelsky – ci chiedono, affinché non se ne sia semplicemente travolti, di cercare parole e categorie per affrontare il mondo e sperimentare nuove forme di azione comune”.














Stava trasportando un carico di Fiat Cinquecento la bisarca, che ha preso fuoco ieri alle 19.30, sulla tangenziale di Torino Sud