redazione il torinese

Trame Emergenti e Colpi di Scena

La compagnia teatrale Quinta Tinta presenta TECS – Trame Emergenti e Colpi di Scena, due rassegne in una dedicate al teatro emergente e all’improvvisazione teatrale amatoriale. A partire dal 28 aprile e fino al 20 maggio, ogni venerdì e sabato sera alle ore 21 ci saranno spettacoli con biglietto unico al costo popolare di 5 euro. In particolare, la serata del venerdì sarà dedicata al teatro emergente di prosa, mentre il sabato sarà il turno dell’improvvisazione teatrale con uno spettacolo di una compagnia amatoriale ospite e un altro con gli attori di Quinta Tinta.

IL PROGRAMMA DEL PRIMO WEEK-END:

Venerdì 28 aprile
MALAGENTE – Compagnia Via le Sedie, PROSA

di e con la compagnia Via le Sedie

regia di Francesco Varano

coreografie di Chiara D’Ingeo

actor coach Anna Radici

In Malagente vengono rappresentati quattro quadri di “tipi umani”, caratteri della quotidianità che disturbano, che ci circondano nella vita di tutti i giorni. Sono gli altri ad essere così o anch’io ne faccio parte?

Sabato 29 aprile

DALTROCANTO – Compagnia Quinta Tinta, IMPROVVISAZIONE
Il Cantastorie è stato nel tempo una delle figure più vivaci della tradizione popolare. Aveva un compito poetico, era il propagatore della cultura orale, era una delle poche fonti che il popolo aveva per sapere ciò che accadeva altrove. Si esibiva ovunque e lanciava al pubblico, nobile, borghese, proletario che fosse, il suo canto e le sue storie. Daltrocanto è il cantastorie istantaneo di Quinta Tinta. Daltrocanto nasce, cresce e muore davanti agli occhi del pubblico. Daltrocanto è una storia cantata, raccontata, improvvisata.

AMNESIA – Compagnia Sumadai, IMPROVVISAZIONE
di e con Matteo Barbero, Nancy Citro, Chiara Dacomo, Erica Gattino, Roberto Tavella, Alessandro Monti, Ivano Zanchetta
Alcune persone si risvegliano in un luogo sconosciuto senza ricordare come ci sono arrivate. La loro memoria è ferma a un momento ben preciso, il resto è offuscato. Sarà il pubblico ad aiutarli a ricostruire la propria storia, attraverso suggerimenti che li porteranno fino al momento di quel black out inspiegabile.

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Info e prenotazioni: 3383588315 – teatro@cecchipoint.it

Teatro: Salone delle Arti, Hub multiculturale Cecchi Point – Via Antonio Cecchi, 17/21, Torino
Orario dello spettacolo: ore 21

Costo del biglietto: 5€ biglietto unico

Un solo vigile urbano in Paese: riceve su appuntamento

DALLA LIGURIA

C’è un solo vigile urbano e 12 km quadrati di territorio sono davvero troppi. Così è costretto a ricevere i cittadini su appuntamento. L’Ansa riferisce di questo caso che riguarda  Cisano Sul Neva, piccolo borgo in provincia di Savona:  2 mila gli abitanti e appena 11 dipendenti di cui 2 part-time. Sulla porta del comando è comparso un cartello con scritto ‘Si riceve su appuntamento’ e un numero di cellulare da chiamare per le urgenze. Fino a due anni fa  l’unico agente arrivava addirittura ‘in prestito’ da Albenga.

 

(foto: archivio il Torinese)

UNIONI CIVILI UN ANNO DOPO

CIRINNÀ, GRILLINI E ALTRI NE RIPERCORRONO LA STORIA IN UN LIBRO IN USCITA.

 
A un anno dall’approvazione della storica legge sulle Unioni Civili (11 maggio 2016), esce per i tipi di Diderotiana Editrice
 
I DIRITTI DELL’AMORE
Quarant’anni di lotte per il matrimonio egualitario
di Igor Boni, Monica Cirinnà, Enzo Cucco, Bruno de Filippis, Filomena Gallo, Chiara Gribaudo, Franco Grillini, Yuri Guaiana, Luca Imarisio
 
con un contributo di Sergio Lo Giudice
a cura di Silvja Manzi
 
 
Il saggio, a più voci, ripercorre la lunga battaglia per arrivare alla legge che ha riconosciuto le unioni omosessuali e prospetta iniziative future, politiche e legislative.
Monica Cirinnà (la senatrice che ha dato il nome alla legge) e Chiara Gribaudo (la deputata che l’ha difesa alla Camera) ritornano ai giorni concitati dell’iter parlamentare.
Franco Grillini (fondatore di Arcigay Nazionale) ne approfitta per raccontare, per la prima volta, la storia quarantennale di una lotta che non è ancora finita.
Luca Imarisio (professore di diritto costituzionale) fa una disamina e comparazione delle leggi europee in materia, mentre Bruno de Filippis (magistrato, esperto in diritto di famiglia) e Filomena Gallo (avvocato e segretario nazionale Associazione Luca Coscioni) tracciano delle strategie di intervento legislativo.
Infine Enzo Cucco (Fondazione Fuori!), Yuri Guaiana (responsabile politica internazionale Associazione Radicale Certi Diritti) e Igor Boni (direzione nazionale Radicali italiani) tirano il filo delle storiche battaglie di liberazione sessuale e sui diritti civili, con uno sguardo al futuro e alle necessarie, ulteriori riforme al diritto di famiglia.
 
Il volume verrà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino (18-22 maggio) presso lo spazio dibattiti di Radio Radicale e sarà disponibile presso lo stand della casa editrice Diderotiana (Padiglione 2 G30).

Fca, risultati da record. Utile in crescita del 34%, vola in borsa. E le ricadute su Torino?

Fca vola in borsa Borsa a Milano (ieri  in rialzo del 4,6% a 10,10 euro) e chiude il primo trimestre 2017 con risultati da  record: l’utile netto è pari a 0,6 miliardi di euro (+34%) mentre l’utile netto adjusted è in crescita del 27% a 0,7 miliardi di euro. L’Ebit adjusted sale  dell’11% a 1,5 miliardi di euro. Tutti i settori sono in miglioramento ad eccezione dell’America Latina. Vengono confermati gli obiettivi per il 2017: ricavi netti tra 115 e 120 miliardi di euro, ebit adjusted oltre 7 miliardi di euro, utile netto adjusted oltre 3 miliardi di euro, indebitamento netto industriale sotto i 2,5 miliardi di euro. L’indebitamento netto industriale cresce  nel primo trimestre 2017 a 5,1 miliardi di euro, con una crescita stagionale  rispetto al dicembre dell’anno precedente ridotta a 0,5 miliardi di euro, verso un incremento di 1,5 miliardi di euro nel primo trimestre 2016. Resta solo l’amaro in bocca, per quanto riguarda l’azienda che per oltre un secolo ha rappresentato Torino, per la mancanza di segnali positivi per quanto riguarda le ricadute sulla città. C’è da sperare che l’andamento positivo del gruppo possa davvero rilanciare lo stabilimento di Mirafiori e l’occupazione.

 

(foto: il Torinese)

Da New York la coreografa Yin Yue, per una nuova creazione del BTT

 LEZIONI APERTE CON YIN YUE / FoCo technique

Pacchetto di 5 lezioni: 50 € Lezione singola: 15 €

 Se sei interessato a partecipare alle lezioni scrivi a info@ballettoteatroditorino.org

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Yin Yue, coreografa Newyorkese di origini mongole, sarà a Torino dal 29 Aprile al 13 Maggio per lavorare ad una nuova creazione del BTT. Presentato in anteprima a New York nel mese di giugno e in Italia nei primi mesi del 2018, “Con Diviso” parla della distinzione tra le cose che ci separano e le cose che ci uniscono, riflettendo sul fatto che ciò che ci attrae, è spesso proprio ciò che ci divide. Yin Yue lavorerà con i danzatori del BTT usando la tecnica ‘FoCo’, danza contemporanea con influenze di quella tradizionale della Mongolia, tecnica che ha messo a punto a New York, città dove lavora da tempo. I corpi atletici dei nostri danzatori saranno immersi in questo nuovo linguaggio di movimento coinvolti da una musica, altrettanto muscolare, firmata da Giovanni Sollima, che torna nel repertorio musicale del BTT dopo il fortunato “Caravaggio” del 2004.

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www.yydancecompany.com
www.yydancecompany.com/yin-yue

Tre giorni per il giardino

Castello e Parco di Masino – Caravino da venerdì 28 aprile a lunedì 1 maggio 2017

Da venerdì 28 aprile a lunedì 1 maggio 2017 torna nel parco secolare del Castello di Masino a Caravino (TO) l’appuntamento con laTre giorni per il giardino, mostra e mercato di florovivaismo da ventisei anni sinonimo di qualità ed eccellenza, organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano sotto l’attenta regia dell’architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino.

La manifestazione, ideata da Marella Agnelli e Paolo Pejrone nel 1992, è oggi uno dei più importanti e completi appuntamenti florovivaistici internazionali e nelle ultime edizioni ha registrato una media di 25.000 visitatori.

 

Immersi tra colori e profumi primaverili, esperti e appassionati di verde potranno scoprire e acquistare le collezioni e le novità di oltre 160 vivaisti italiani e stranieri accuratamente selezionati, presenti a Masino con il meglio delle loro produzioni, tra cui anche nuove e rare meraviglie per il giardino e l’orto: alberi e arbusti per giardini e terrazzi; piante da frutto e da orto; piante da bacca; piante aromatiche ed erbe medicinali; piante annuali, biennali e perenni da fiore; piante decorative per la foglia; piante acquatiche; piante cactacee e succulente; piante alpine e da roccia; frutti antichi e sementi rare. Tra gli stand saranno in vendita anche cesteria, vasi decorati e sculture; abbigliamento e attrezzi per la cura del verde, serre, tessuti, lampade e arredi per esterno… Infine sarà possibile acquistare frutta, verdura e profumi dell’orto di primavera e altri prodotti biologici.

 

Nel corso della manifestazione verranno organizzati interessanti conferenze e presentazioni di libri sul tema dei giardini e della cura del verde – dalle curiosità sulla pratica dell’orticoltura ai metodi di potatura, dalle rose cinesi alle piante vagabonde e ai loro stratagemmi per “viaggiare” ed espandersi – oltre ai laboratori per bambini Con le mani nella terra, tenuti dall’esperta di didattica orticola Nadia Nicoletti. Il pubblico, inoltre, potrà partecipare alle passeggiate botaniche, visite guidate agli stand degli espositori nelle quali verranno illustrati, ad esempio, gli utilizzi delle erbe aromatiche nei giardini, i segreti delle specie adatte alla coltivazione in vaso e le caratteristiche delle piante acquatiche, che possono vivere anche in piccoli spazi e offrire spettacolari fioriture, e degli esemplari da ombra per i giardini “cresciuti” e “invecchiati” dove si trovano zone non soleggiate, spesso difficili da curare. E, ancora, in programma dimostrazioni di tree climbing sugli alberi del parco del castello.

 

La visita alla manifestazione sarà resa ancora più piacevole dalla fioritura del “Giardino delle Nuvole” – composto da circa 7.000 piante di candide Spireae Van Houttey donate al FAI da Fondazione Zegna e messe a dimora dieci anni fa su progetto di Paolo Pejrone – e dalla visita al settecentesco labirinto di carpini, situato alla fine dell’antico viale di accesso al castello.

 

Si rinnova anche quest’anno il gemellaggio tra la “Tre giorni per il giardino” e grandi giardini italiani. Per il 2017 sono stati scelti i famosi giardini delle Isole Borromee sul Lago Maggiore. Il giardino dell’Isola Bella è un paradiso dove si alternano statue e decori architettonici a geometrie e preziosità botaniche, mentre quello dell’Isola Madre è un giardino botanico unico per le essenze vegetali rare e originarie di ogni parte del mondo che conserva. In occasione dell’evento al Castello di Masino, sabato 29, domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio i visitatori che si presenteranno all’ingresso dell’Isola Bella e dell’Isola Madre mostrando il biglietto della “Tre giorni” avranno diritto a un biglietto ridotto: pagheranno quindi € 8,50 invece che € 16 per la visita all’Isola Bella; € 6,50 invece che € 13 per la visita all’Isola Madre; € 10 invece che € 21 per la visita a entrambe le isole nello stesso giorno. Allo stesso modo tutti coloro che nei tre giorni mostreranno all’ingresso del bene del FAI il biglietto delle Isole Borromee potranno accedere con una tariffa speciale di € 5 invece che € 10.

 

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Foto Dario Fusaro

Idee appassionate di giovani creativi in erba

SAVE YOUR PASSIONS Per dar voce ai giovani leader del domani, Torino TED-Ed Club sceglie la Scuola Holden per presentare al pubblico le idee appassionate di giovani creativi in erba.

Per la prima volta a Torino, 14 storie che hanno in comune il dare valore alla propria unicità e alla voglia di lottare per salvare le proprie passioni dal rischio di estinzione.

Saranno raccontate in inglese da ragazzi torinesi – dai 15 ai 17 anni – che si esibiranno sul palco del General Store, l’auditorium della Scuola Holden, venerdì 28 aprile 2017, dalle ore 18 alle 20. Un evento che segue il format delle celebri conferenze TED – ideas worth spreading (“idee che val la pena diffondere”). I ragazzi racconteranno al pubblico le loro idee durante interventi singoli, della durata massima di 10 minuti: potrà essere un’innovazione che sono riusciti a progettare o a realizzare, oppure un’esperienza che ha avuto o avrà un impatto importante nella vita delle persone. La rete globale di TED-Ed conta 250.000 insegnanti che hanno portato il mondo di TED nelle loro scuole. Un progetto di cultura e apprendimento aperto a tutte le scuole di Torino, dove i giovani studenti possono condividere le proprie passioni ed esprimere le proprie idee e avere un’opportunità di formazione unica, che tiene conto di quello che sarà per loro il mondo del lavoro. Questo tipo di esperienza attiva ha come mission la stimolazione creativa dei ragazzi, per orientarli e sensibilizzarli verso argomenti di rilevanza mondiale a livello umanistico, artistico, tecnologico, filosofico e politico. I temi trattati possono essere il potere dei propri sogni, il non essere spaventati dall’essere se stessi, l’influenza e il condizionamento dei social, l’interrogarsi sul concetto di infinito e su come si vorrebbe morire, i progressi della scienza contrapposti alla legge che depenalizza la violenza domestica, la discriminazione, il cambiamento climatico, la felicità e le attività ludiche. Torino TED-Ed Club nasce dall’innamoramento per i TED TALKS di Gabriela Alvarez, Language e Skill Coach. L’idea prende il via dalla forte ambizione di coinvolgere studenti delle scuole medie e dei licei torinesi in un progetto innovativo, completamente gratuito, in cui imparare a comunicare e condividere le proprie idee di fronte a un pubblico. I talk presentati alla Scuola Holden sono il risultato di 13 incontri formativi, avvenuti in parte presso il Toolbok Coworking, durante i quali sono stati esplorati i principi del public speaking.

 

Il programma viene promosso con la definizione “1 ciclo 4 skill”: Public speaking, Lingua Inglese, Comunicare con video e presentazioni multimediali, Comunicare sui social per far crescere le idee. Attraverso lavori individuali e di gruppo, il programma è stato arricchito da incontri e workshop guidati da professionisti che lavorano nel campo della comunicazione digitale, per permettere ai ragazzi di esplorare tutte le possibilità del web. Gabriela Alvarez è diventata così licenziataria e Team Leader del progetto, con l’importante collaborazione di Riccardo Antonino, docente di Effetti Speciali a Ingegneria del Cinema e dei mezzi di Comunicazione del Politecnico di Torino e Tania Ciurca, ex studentessa del corso e professionista del settore. A sostegno dell’iniziativa anche Mauro Berruto, Amministratore Delegato della Scuola Holden, che ha sposato il progetto dando il via a una partnership che dimostra quanto la città di Torino sia un luogo dominato da entusiasmo e forti stimoli per i giovani. Supportano con la loro testimonianza Guido Avigdor – Fondatore di Eggers, Gianlorenzo Lagna – Fondatore di Jai Guru Deva-Il Network dei Creativi, Christian Racca – Presidente Associazione PLUG / Senior Engineer @TOP-IX e Mamma Bianca – Bianca Gardella, una mamma entusiasta.

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Per partecipare all’evento è gradita la prenotazione: www.torinotededclub.com

I migliori talk saranno successivamente candidati per i main event dedicati ai giovani in Italia e all’estero.Il successo e l’entusiasmo di questa iniziativa ha stimolato l’interesse di ragazzi provenienti da diverse scuole. Gabriela e il suo team di professionisti stanno già lavorando alla seconda edizione, raccogliendo nuove adesioni per il prossimo ciclo di laboratori.

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Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts, in Piazza Borgo Dora 49 a Torino.

Uomo senza vita nelle acque del Po ai Murazzi

Nel tardo pomeriggio di oggi un canoista ha notato il corpo di un uomo che affiorava dalle acque del Po, all’altezza di piazza Vittorio, in zona Murazzi. I vigili del fuoco  lo hanno riportato a riva e i medici hanno tentato di rianimarlo, ma non è stato possibile salvarlo. La Stampa informa che il corpo è di un uomo sui sessant’anni, che non è stato ancora possibile identificare.

 

(foto: il Torinese)

Antonio Gramsci: Torino lo ricorda a 80 anni dalla scomparsa

Ottant’anni fa moriva Antonio Gramsci e Torino, sua città d’adozione, lo ricorda il 27 aprile, giorno della morte , con una no-stop al Polo del ‘900. Si inizia con un dibattito su “Gramsci e la crisi della politica”,  un aperitivo sardo e uno spettacolo teatrale. “Tutto tranne Gramsci”, ispirato a “Le donne di casa Gramsci” di Mimma Paulesi Quercioli, regia di Susanna Mameli, è invece un omaggio alla madre di Gramsci. Infine, il concorso per giovani artisti under 35 che saranno premiati a dicembre assieme ai vincitori del Premio Giuseppe Sormani. Mentre il 10 ottobre il Polo del ‘900 ospiterà la mostra “Antonio Gramsci e la Grande Guerra”.

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Antonio Gramsci e  la Torino dei primi del ‘900

di Marco Travaglini

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Nell’autunno del 1911, il Collegio Carlo Alberto di Torino bandì un concorso, riservato a tutti gli studenti poveri licenziati dai Licei del Regno, offrendo 39 borse di studio, ciascuna equivalente a 70 lire al mese per 10 mesi, per poter frequentare l’Università di Torino: Antonio Gramsci fu uno dei due studenti di Cagliari ammessi a sostenere gli esami a Torino. “Partii per Torino come se fossi in stato di sonnambulismo. Avevo 55 lire in tasca; avevo speso 45 lire per il viaggio in terza classe delle 100 avute da casa”. Il 27 ottobre dello stesso anno concluse gli esami, classificandosi nono e si iscrisse alla Facoltà di Lettere. Vivere a Torino era un’impresa: le 70 lire al mese non bastavano nemmeno per le spese di prima necessità: oltre alle tasse universitarie, dovette pagare 25 lire al mese per l’affitto della stanza al n.57 di Lungo Dora Firenze , a Porta Palazzo, oltre alle spese  di prima necessità , a partire dai pasti  ( “non meno di due lire alla più modesta trattoria”)  e da legna e carbone per il riscaldamento. Non aveva neppure un cappotto, al punto di scrivere nelle sue lettere  come  “la preoccupazione del freddo” non gli permetteva di studiare perché “ o passeggio nella camera per scaldarmi i piedi oppure devo stare imbacuccato perché non riesco a sostenere la prima gelata”. Eppure Antonio Gramsci, tenace e risoluto sardo nato ad Ales  il 22 gennaio 1891  (a quel tempo provincia di Cagliari, ora di Oristano) diventò uno dei più grandi e originali pensatori del ‘900,  studiando a Torino, svolgendo una fitta attività giornalistica, diventando un dirigente del movimento operaio e socialista.

La ricchissima biografia dell’autore dei “Quaderni del carcere”, una delle pietre miliari della letteratura e della teoria politica del  “secolo breve” è nota. Contribuì alla fondazione del Partito comunista d’Italia (Livorno 1921) – diventandone nel 1926 segretario generale –  e de “l’Unità”, nel 1924. Deputato dal 1924, venne arrestato nel 1926 nonostante l’immunità parlamentare, processato dal regime fascista nel 1928 e imprigionato nel carcere di Turi (Bari) fino al 1933, quando, gravemente malato, viene trasferito presso una clinica di Formia e poi alla clinica Quisisana di Roma dove morì ottant’anni fa, il 27 aprile 1937. Il legame tra Gramsci e Torino risulta evidente e  fortissimo per tante ragioni. E i luoghi dove visse e operò nella città “dei quattro fiumi” fanno parte della “geografia” gramsciana, a partire dall’edificio al n.15 di Piazza Carlo Emanuele II , nota ai torinesi come “Piazza Carlina”. In questo stabile  nel cuore di Torino, oggi diventato il  lussuoso Hotel Carlina,  è ospitata “Casa Gramsci”, uno spazio di due vetrine, tra via Maria Vittoria e via San Massimo, aperto al pubblico nel luogo in cui  Gramsci  visse dal 1913 al 1922. C’è anche, da non dimenticare, il palazzo al n.7 di via dell’Arcivescovado. Quasi all’angolo con via XX Settembre, su uno dei muri dell’edificio che ospitò anche la casa editrice Einaudi, il 27 aprile del 1949 venne posata una lapide firmata  “Torino memore “ dove si rammenta che lì “la forte volontà/ e la mente luminosa/ di Antonio Gramsci/ stretti attorno a lui/ gli operai torinesi/ contro la barbarie/ fascista prorompente/ “L’Ordine Nuovo”/ stendardo di libertà/ qui nella bufera/levarono e tennero fermo”. In quel palazzo ebbe sede la redazione del giornale di Gramsci e degli altri futuri fondatori del Pcd’i, come prima l’aveva avuta l’edizione piemontese de “L’Avanti!” . Nei “due grandi camerini” di  via dell’Arcivescovado ( “in cui lavoravano tutti i redattori e i cronisti”, come ricordava uno di loro, Palmiro Togliatti ) nacque, visse e morì “L’Ordine Nuovo” di Gramsci. Un “luogo della memoria” dove si può immaginare il lavoro di quell’insieme di uomini e di cultura, il fervore delle idee, delle passioni e dei progetti che si addensarono in quegli spazi. E’ probabile che lì Gramsci  scrisse perLa città futura, numero unico pubblicato nel febbraio del 1917 a cura della Federazione giovanile piemontese del Partito Socialista, il suo “grido” contro l’indifferenza. Scrisse, tra l’altro: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti..L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza…Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti…Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”. Un testo lucido, aspro che  – dopo cent’anni esatti-  fa ancora riflettere.