redazione il torinese

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

Briga e Tenda 70 anni fa – Via Nizza e via Madama Cristina, cose senza senso – Berrino, Matteotti e il pasticcere torinese – Il grande Umberto Eco – Maria Valabrega, Lucio Pisani e la scuola torinese

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Briga e Tenda 70 anni fa
Con il trattato di pace firmato il 10 febbraio 1947 e ratificato nel settembre dello stesso anno- oltre all’Istria ,alla Venezia Giulia, alla Dalmazia e a Fiume che passarono alla Jugoslavia- passò alla Francia anche la piccola comunità italiana delle Alpi Marittime di Briga e Tenda. Invano Benedetto Croce all’Assemblea costituente difese l’italianità di quelle terre. Invano Vittorio Badini Confalonieri che fu deputato alla Costituente e al parlamento italiano in rappresentanza del Collegio di Cuneo, si battè per impedire la mutilazione richiesta dalla Francia. Anche la M.O. della Resistenza Enrico Martini Mauri che aveva combattuto fascisti e tedeschi a capo delle Divisioni Alpine Autonome, si schierò per la difesa dell’italianità di Briga e Tenda. Solo i comunisti si comportarono come fecero con le terre del confine orientale. E infatti a scrivere di quella vicenda è stato uno dei più faziosi giornalisti che si siano occupati di Resistenza , quel Mario Giovana, partigiano sicuramente valoroso, che nessuno però può seriamente considerare uno storico, ma semmai un ideologo prestato alla storiografia. In un saggio pubblicato incredibilmente da Firpo, Giovana vide come forma di totalitarismo novecentesco il nazifascismo , trascurando l’altro mostro totalitario, il comunismo sovietico, cinese ecc. Ho conosciuto Giovana e ho potuto constatare di persona la sua istintiva, sanguigna faziosità. Era così di natura, neppure le forme venivano salvate. Chi la pensava diversamente da lui ,era un nemico, magari un neofascista. Con il suo libretto “Frontiere ,nazionalismi e realtà locali” edito dal Gruppo Abele egli non ha “recuperato la dimensione esatta di quei conflitti nel contesto di una realtà complessa”, ma ha sparato a zero contro chi ebbe il coraggio di difendere il nome di un’Italia sconfitta che non doveva essere umiliata. Vittorio Emanuele Orlando ,riguardo al trattato di pace del ’47 , parlò di “cupidigia di servilismo” verso i vincitori. E Giovana ha anche ovviamente dimenticato la matrice italiana di Nizza che fu la patria di Giuseppe Garibaldi. Ancora oggi tanti italiani come il benemerito Achille Ragazzoni, ci ricordano quella storia e molti nizzardi sentono le profonde radici italiane della loro terra .Anche al Consolato italiano di Nizza si ritrovano tanti italiani non necessariamente solo in vacanza sulla Costa Azzurra.

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Via Nizza e via Madama Cristina, cose senza senso
Il piano di lavori per via Nizza che partiranno in autunno rappresenta un gravissimo errore.
Rivela la gretta miopia del quartiere 8 ,incapace di vedere che via Nizza è una via importante dell’intera città, non di San Salvario. Avevano già devastato, ”riqualificandola”, piazza Saluzzo ,suscitando le giuste critiche del critico d’arte Angelo Dragone, ma almeno quella piazza è interna al quartiere e può, al massimo, riguardare la movida che impazza e i funerali nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Via Nizza collega la stazione con il Lingotto e con piazza Bengàsi (non Béngasi, come dicono i torinesi). Pensare di mettere due piste ciclabili dicasi due, riducendo ad una sola corsia la percorrenza delle auto appare assurdo, ma occorrerebbe ben altro aggettivo, per rendere l’idea dell’assurdità del progetto.Spariscono anche 125 parcheggi a partire dalla stazione , in una zona in cui ci sono le Poste e altri uffici importanti. In compenso, ci sarà lo spazio per qualche piantina. Bizzarria ambientalista inutile che neppure i Verdi, ai loro tempi, avrebbero pensato di fare. Gianni Vernetti era ed è una persona intelligente, anche quando era verde. Solo altri pensarono di incatenarsi alle piante di piazza Madama Cristina per impedire il parcheggio sotterraneo, ma poi anche loro capirono e smisero. Carpanini che era uomo di buon senso, forse li convinse. Il piano di riqualificazione di via Nizza esprime una logica da sabato del villaggio, da natio borgo selvaggio, avrebbe detto Bepi Dondona, non da città. Non dico da grande città perché sarebbe pretendere troppo. Un’idea pregrillina, che trova nei grillini gli entusiasti realizzatori. I lavori di asfaltatura in Via Madama Cristina della corsia dei tram appare priva di senso. Non intendono ripristinare il 18 come linea tranviaria ,lasciando il bus. Il 18 è una delle poche linee che funzionino con cadenza ragionevole. Perché investire soldi in una asfaltatura che non serve ? Un rebus inestricabile. Sempre a riguardo di linee di bus ,anche il 67 transita in via Madama Cristina. Parte da piazza Albarello ed arriva a Moncalieri. A Moncalieri ha deviato il vecchio percorso per servire più punti della città. Ma a Torino è una linea fantasma.L’attesa di un 67 è di circa mezz’ora, a volte anche oltre. Forse sarebbe il caso di intervenire per rendere quella linea un servizio per la città. Spesso, dopo aver atteso inutilmente il 67, vado a piedi o ricorro ad un taxi. Ma c’è chi deve spostarsi necessariamente in bus e viene trattato da cittadino di serie b.

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Berrino, Matteotti e il pasticcere torinese
Ad Alassio Enzo Canepa, ottimo sindaco della città regina del turismo ligure, ha deciso di intitolare i giardini del Comune a Mario Berrino, artista noto a livello internazionale, artefice del turismo alassino, creatore del celebre Muretto. Una proposta che fui il primo ad avanzare già nel 2011 quando morì. Questa intitolazione ha suscitato gli appetiti dei parenti di altri alassini e dei loro amici.

Il comandante dei vigili urbani di un paesino vicino ad Alassio ha avanzato -con quali titoli con si sa- la proposta di intitolare una piazza al pasticcere di origini torinesi il cui nonno inventò i “baci” di Alassio, in sé non una grandissima idea perché i baci, sotto nomi diversi, sono diffusi un po’ dappertutto e forse lo erano già prima. Un po’ come i cuneesi che si trovano in tutti i paesi della Provincia Granda. A fare i baci ad Alassio, ad esempio, c’è anche il grande pasticcere Sanlorenzo che produce senza spocchia ottimi prodotti. Anche il Sindaco Canepa, se non vado errato, produce nella sua azienda degli ottimi baci, anche se è laureato in Economia. Per alcuni anni il pasticcere in attesa di ricordo toponomastico ha anche realizzato un caffè concerto in piazza Matteotti dove ha sede il suo locale, che poi chiuse. Una bella ,ma breve meteora degli anni Cinquanta, quando a Torino c’è il caffè concerto Dadone. Ciascuno lecitamente può proporre chi ritiene alla riconoscenza pubblica . E’ un diritto di tutti. Il prof. Tommaso Schivo sicuramente ebbe meriti maggiori del pasticcere che seppe condurre molto bene i suoi affari, ma non si può oggettivamente dire che si sia speso disinteressatamente per Alassio in qualcosa di significativo. La legge che impone dieci anni dalla morte per procedere ad un’intitolazione è molto saggia, ma, in alcuni casi, gli anni per valutare dovrebbero essere raddoppiati. Quando però c’è stato qualcuno che ha buttato lì l’idea peregrina di dedicare al pasticcere piazza Matteotti, mi sono sentito ribollire di rabbia. Giacomo Matteotti non si tocca. E’ un’offesa grave alla storia anche solo pensare di eliminarlo dalla toponomastica alassina. Matteotti è stato un martire della libertà. Pagò con la vita per le sue idee, come i fratelli Rosselli, don Minzoni, il giornalista Carlo Casalegno ammazzato 40 anni fa dai sicari delle BR. Qualche sciocco mi ha rimproverato perché io torinese non ho parteggiato per un altro torinese. Se avevo dei dubbi, questo rimprovero mi ha dato la certezza che l’esimio cav. Balzola, pasticcere in Alassio, deve attendere in lista di attesa. Checchè ne dica l’esimio vigile urbano proponente.

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Il grande Umberto Eco
Umberto Eco era già considerato un maestro venerabile quand’era ancora in vita. Malgrado lui abbia chiesto intelligentemente di evitare convegni su di lui almeno per dieci anni, le messe cantate in suo onore , più che in suo suffragio, sono molte. Ha incominciato la Regione Piemonte a dedicargli la sua biblioteca. Poi le celebrazioni sono continuate. Certamente è stato un grande personaggio e un mio amico , alto magistrato, che fu suo compagno di scuola ad Alessandria ,mi ha raccontato della eccezionalità dell’uomo. Anch’io lo conobbi in qualche occasione e fu il francesista Mario Bonfantini il cui figlio era suo assistente a Bologna, a farmelo conoscere.
Di fronte alla contestazione e anche al terrorismo nascente non fu un buon maestro. Eco è stato in primis il teorico della semiotica in Italia e nel mondo. Guai in certi anni se la lettura di un’opera letteraria, non fosse stata condotta secondo i canoni semiotici. Come ha osservato Paolo Fabbri ,direttore del Centro internazionale di scienze semiotiche , “l’impatto della diminuì già negli anni 90.Oggi la semiotica appare quasi morta. Era la disciplina di cui Eco fu precursore e voce indiscussa. Come si vede, il tempo passa e finisce di toccare anche i grandi. Ed Eco, che piaccia o non piaccia, è stato un grande. L’unico piemontese importante e noto nel modo per i suoi romanzi, del secondo Novecento.

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Maria Valabrega, Lucio Pisani e la scuola torinese
Maria Valabrega Buffa di Perrero è stata la giornalista che dal 1967 -iniziando a seguire la contestazione studentesca-si è occupata per decenni di scuola. Io la conobbi quando lavorava alla Sip di cui era direttore del personale mio zio che la assecondò nella sua passione giornalistica per cui si sentiva nata. Il lavoro di impiegata le stava stretto e riuscì ad entrare alla “Stampa”. Fece cronache della contestazione che spesso erano in contrasto con la linea del giornale espressa nelle pagine nazionali. Era con il cuore dalla parte dei contestatori. Fu severissima con i professori, i presidi e con molte scuole. Lei, laicissima, vedeva in Don Milani un riferimento ideale. La minima cosa che non funzionasse e che a lei pareva giusto segnalare, veniva subito scritta. Una volte stava per “rovinare” un preside che era disperato e si rivolse a me. Io , pur esitante, telefonai a Maria e le spiegai la situazione, senza chiederle nulla. Capi’ che la sua valutazione era sbagliata e scrisse l’articolo con il giusto equilibrio. Salvò un poveruomo senza colpe e senza polso che, con me ,si dimostrò anche privo di gratitudine. Forse dovevo ,alla luce di eventi futuri, lasciarlo massacrare. Si rivelò un vigliacco , quando, tempo dopo, comminò una sanzione disciplinare ad una professoressa, considerata anello debole della catena, dopo aver tollerato tutte le illegalità, le leggerezze e l’inadeguatezza professionale di tutti i tesserati al sindacato confederale . Maria ha svolto comunque una funzione utile perché ha messo in evidenza le pecche della scuola torinese, anche se a volte esagerava. Solo il provveditore Lucio Pisani, futuro deputato del Pci per una legislatura, riuscì a tenerle testa con la sua diplomazia. Pisani, liberandosi dai ruoli istituzionali, riuscì, attraverso la cronaca di Maria Valabrega, ad emergere come un personaggio mediatico. Dispiacque al ministro della P.I. Guido Bodrato, ma trovò il sostegno dei comunisti e dei sindacati confederali.
Con Maria ci siamo frequentati a lungo, spesso mi telefonava e ci siamo anche voluti bene, pur ben sapendo che la pensavamo in maniera diversa, se non opposta. Ma lei aveva rispetto per le idee degli altri. In questo senso era una giornalista esemplare. Fu anche coraggiosa perché non si lasciò imbrigliare da nessuno.

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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
Caro Professore, ho letto i suoi articoli sulle vicende di piazza San Carlo del 3 giugno. Ho apprezzato il suo coraggio e il suo equilibrio. Dopo che è stato dichiarato il lutto cittadino per la morte di una delle vittime della mancata sicurezza della piazza (giudicherà il magistrato ovviamente le singoli responsabilità personali) non ritiene che qualcuno/a debba fare un passo indietro?
Lina Agosti

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Anch’io mi sono posto il problema di un passo indietro. Ovviamente vanno distinte le responsabilità penali che riguardano la magistratura da quelle politiche che riguardano il Consiglio Comunale e che ogni cittadino ha il diritto di giudicare. Mi pare che il sindaco Appendino abbia sottovalutato gli eventi, abbia tardato a dare spiegazioni, limitandosi a leggere la relazione dei vigili urbani e a garantire che fatti così non sarebbero mai più capitati. Troppo poco. Fuori posto la sostituzione dell’assessore all’Ambiente. La delega alla sicurezza era del Sindaco, non di altri. Non vorrei peccare di intellettualismo, ma sono convinto che, se i responsabili avessero letto Machiavelli, forse si sarebbero comportati diversamente. Il prefetto Saccone l’ha sicuramente letto, è persona coltissima. Il grande fiorentino diceva che l’imprevedibile della vita (che lui definiva fortuna ) doveva essere sempre considerato ,anche se sfuggiva alle previsioni. Parlando attraverso una metafora, diceva che le piene dei fiumi non si possono prevedere, ma se si costruiscono dei buoni argini, esse possono essere contenute o comunque possono essere meno devastanti. In piazza san Carlo sono mancati i buoni argini della prevenzione, d’altra parte già “Valentina” che finì contro i pilastri del ponte della Gran Madre per la piena del Po, era stata un segno non bello di imprevidenza. Non era successo neppure sul Tevere ,con la sindaca Raggi.

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In migliaia sfilano al corteo del Pride. Silenzio in piazza San Carlo in memoria di Erika

In migliaia hanno preso parte oggi al corteo del ‘Piemonte Pride’ che ha attraversato  il centro cittadino. La sfilata è stata aperta  dalla banda della Polizia Municipale e dal gonfalone della Città. Dietro lo striscione ‘A corpo libero’, slogan della manifestazione, il gruppo delle autorità, dall’assessore comunale Giusta, a quello regionale Cerutti, al presidente del Consiglio piemontese Laus.  Tra i partecipanti Gianni Reinetti, il primo uomo a essere unito in matrimonio con un altro uomo, mancato  pochi mesi fa, cerimonia celebrata dalla sindaca Chiara Appendino.  “E’ un’emozione – ha detto Reinetti  all’Ansa – e un grande onore essere qui: la mia presenza testimonia  la voglia di continuare a portare avanti il percorso iniziato. Provo tristezza perché mi manca la persona più importante della mia vita ed è  un dolore che che non passerà mai, ma sono sicuro che oggi c’è anche lui a marciare qui con noi”. In piazza san Carlo sul corteo festoso è calato il silenzio, in memoria di Erika Pioletti, morta nel caos del 3 giugno. La sindaca Appendino oggi non era presente perché –  hanno detto ai giornalisti i suoi collaboratori – ha preso parte alla cerimonia di cremazione della donna.

(foto: Coordinamento Torino Pride Glbt)

Ariana Grande a Torino dopo Manchester e piazza San Carlo

Manchester e Torino, legate in qualche modo da un filo di paura. A sole due  settimane dai drammatici fatti di piazza San Carlo, Torino ospita stasera il primo grande evento di massa, il concerto al PalaAlpitour di Ariana Grande, la giovane cantante protagonista il 22 maggio scorso dello spettacolo di Manchester trasformato in tragedia dall’attentato dell’Isis. A Torino per l’evento si registra il  tutto esaurito, con un pubblico di giovanissimi fans. Da stamattina è attivo il piano di controlli e divieti: sono stati  vietati trolley, zaini, borse, macchine fotografiche,  bottiglie di vetro e lattine. Di fronte al PalaAlpitour sono state sistemate le zone di filtraggio per i controlli. Nel servizio d’ordine sono impegnati 160 steward, i cancelli sono stati aperti  alle 18.

 

 

Fiori e un manifesto per Erika in piazza San Carlo

E’ stato deposto un mazzo di fiori, vicino alla fotografia di Erika, su un manifesto che unisce dolore e proteste. “Un torinese” , questa la firma con pennarello rosso,  ha voluto ricordare in questo modo in piazza San Carlo, sulle grate dell’area recintata dall’autorità giudiziaria,  quanto accaduto la tragica sera del 3 giugno durante la proiezione su maxischermo della finale di Champions League. Erika – si legge sul manifestino – è stata “uccisa dalle nostre paure bestiali”. Ci sono poi le critiche all'”amministrazione comunale di turno”, che viene accusata di “incompetenza”.

(foto: il Torinese)

Musica d’autore a Baldissero

Al centro comunale Paluc, il week end musicale del 17 e 18 giugno si svolge un’ interessante manifestazione, con un programma musicale per tutti i gusti: jazz, blues, rock, pop, folk, musica d’autore. Si tratta di “Le Baldisere”, organizzato dal Comune di Baldissero Torinese in collaborazione con l’associazione Radar Live, già famosa per la rassegna musicale internazionale “Colnia Sonora”. Spiega l’assessore alla cultura Paola Chiesa: La sfida è quella di rendere “Le Baldisere” un appuntamento fisso, che si rinnova negli anni. Una sana ambizione per la nostra bella collina. Nel 1995 il Comune di Baldissero Torinese presentò già una prima edizione de Le Baldisere, con un programma musicale orientato al folk italiano, scozzese ed irlandese”. Così, a distanza di 22 anni Le Baldisere ritorna, dando cittadinanza a diversi generi musicali e valorizzando al massimo la qualità dei musicisti torinesi, appositamente selezionati: dai Gran Pastis a Dario Lombardo & Andrea Scagliarini, a The Minis, a Billi Spuma e i suoi Gassati, a TrioLina, a Luca Rigazio Trio, ai Two Fellas Robbo & Gariazzo, al Maestro Ugo Viola, fisarmonicista prediletto di Luciano Pavarotti e fondatore del Moncalieri Jazz Festival, pregiata rassegna musicale che quest’anno festeggia la ventesima edizione. Non manca anche una rappresentanza musicale di Baldissero, presente con il musicista Claudio Bondioli & Comitiva Carillon. Conclude l’assessore”. Questa è una conferma della politica dell’Amministrazione Comunale nel valorizzare il proprio territorio a cominciare dalle persone che, nei settori più disparati, lo arricchiscono con le proprie competenze e professionalità”.

Massimo Iaretti

Fca, piena occupazione nel 2018

Sergio Marchionne annuncia che  Fca raggiungerà gli obiettivi finanziari e quelli sociali. Prevede che nel 2018 negli stabilimenti italiani ci sarà  piena occupazione. Afferma: “l’ impegno per rafforzare la rete industriale continua, lo abbiamo avviato già da tempo. E’ stato sempre il nostro impegno anche se qualcuno non ci credeva”.

 

(foto: il Torinese)

“Vivaldi, corrispondenze e trascrizioni”

Giovedì 22 giugno 2017, ore 21 Auditorium “Antonio Vivaldi”

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – Piazza Carlo Alberto 3, Torino

 

L’Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI organizza “Vivaldi, corrispondenze e trascrizioni”, concerto del pianistaGianluca Luisi in programma giovedì 22 giugno alle ore 21 presso l’Auditorium “Antonio Vivaldi” della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in Piazza Carlo Alberto 3.

 

Gianluca Luisi, considerato dalla critica internazionale come uno dei migliori pianisti italiani del nostro tempo, eseguirà per l’occasione musiche di Johann Sebastian Bach (anche nelle trascrizioni di Ferruccio Busoni), Georg Friedrich Händel, Domenico Scarlatti, Antonio Vivaldi, FranzSchubert e Franz Liszt.

 

Il concerto è uno degli appuntamenti inseriti nel calendario dei Giovedì vivaldiani, rassegna di eventi collaterali promossa dall’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nell’ambito della mostra “L’approdo inaspettato. I manoscritti torinesi di Antonio Vivaldi”, e intende sottolineare la presenza dell’Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI all’interno del panorama culturale di Torino, offrendo al pubblico un evento che chiude idealmente l’omaggio stagionale della città ad Antonio Vivaldi proprio nel luogo in cui è custodita gran parte dei suoi manoscritti.

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Ingresso gratuito dalle ore 20:30 fino ad esaurimento posti.

Per informazioni: informazioni@amiciosnrai.it

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Gianluca Luisi è considerato dalla critica internazionale uno dei migliori pianisti italiani del nostro tempo. Si è esibito in sale prestigiose ed in importanti associazioni come la Carnegie Hall, il Musikverein, la Toyota Concert Hall, lo Schleswig-Holstein Musik Festival, il Festival di Husum, il Festival Bach di Lipsia ed in molte altre istituzioni musicali italiane e straniere. Diplomatosi con il massimo dei voti e lode al Conservatorio di Pesaro e si è perfezionato all’Accademia di Imola e con Aldo Ciccolini. È risultato vincitore di numerosi concorsi tra cui il primo premio del 4° concorso Internazionale J. S. Bach di Saarbrücken-Würzburg, ed è stato acclamato dalla critica tedesca come un nuovo interprete di J. S. Bach. Il suo repertorio è vasto e spazia da Bach ai contemporanei. Gianluca Luisi è Bösendorfer Artist e Naxos Recording Artist. È stato in giuria al prestigioso concorso Tschaikowsky e dal 2011 è direttore artistico del concorso storico marchigiano “Coppa Pianisti” di Osimo.

 

L’Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai raccoglie appassionati musicofili che oltre alla finalità di vicinanza alla grande orchestra italiana organizzano incontri, concerti e numerose attività culturali anche in rete con i teatri e i festival tra i più importanti in Europa.

 

La Regione Piemonte contro la tratta: investiti più di 2.000.000 di euro

La Regione Piemonte è in prima linea nel contrasto al fenomeno della tratta di esseri umani. Tante sono le risorse e le iniziative che sono state messe in campo dall’amministrazione regionale e che sono volte a sostenere la Rete regionale composta da enti locali ed enti no profit.

Il Piemonte nel periodo che va da settembre dello scorso anno a novembre di quest’anno ha programmato un investimento di 1.117.481,54 euro per contrastare il fenomeno della tratta. Sono risorse previste nel bilancio approvato per il 2017 dal Consiglio regionale. Del totale 708.537,95 euro verranno distribuiti a cinque enti no profit (Gruppo Abele, Piam, Tampep, Papa Giovanni, Liberazione e speranza) e 408.943,59 euro saranno distribuiti a 3 enti locali (Torino, Bra e Cissaca – Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali dei Comuni dell’Alessandrino). Questi ultimi hanno già ricevuto dalla Regione Piemonte 127.000 euro per progetti di contrasto al fenomeno della tratta per il periodo di fine 2016 e inizio 2017.

A esse si devono aggiungere le risorse dedicate al Bando POR FSE per “Interventi di politica attiva di natura integrata e complementare ai servizi al lavoro a favore delle vittime di grave sfruttamento e tratta”, che peserà per un totale di 1.000.0000 di euro. Un bando che mira a sviluppare livelli di autonomia personale e di piena inclusione favorendo, al contempo, la tenuta nei programmi di reinserimento e riducendo il rischio di ricaduta. Le azioni che sono messe in campo sono volte a intercettare e coinvolgere le vittime di tratta affiancandole e sostenendole in un percorso integrado che prevede attività psixo-socio educative di motivazione ed empowement; assistenza sanitaria, psicologica e supporto legale; corsi di formazione e servizi utili a individuare e validare le competenze professionali. Le organizzazioni che si sono aggiudicate le risorse di questo bando sono: Associazione Ideadonna Onlus, Arcidiocesi di Torino – Ufficio Pastorale Migranti, Associazione Gruppo Abele Onlus, Coop. Soc. Progetto Tenda, Associazione Liberazione e speranza Onlus, PIAM Onlus Asti, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. L’assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti ha messo in evidenza come sia importante rafforzare nelle vittime di tratta la consapevolezza delle proprie capacità e aspirazioni riducendo in loro il sentimento di impotenza e sfiducia. Allo stesso tempo, oltre all’inserimento lavorativo, si deve anche definire un progetto che sia coerente con le competenze possedute e aiutare i soggetti in questione a sviluppare le capacità di ricerca attiva del lavoro. Attenzione specifica anche alle donne madri per l’inserimento e il rapporto con i servizi educativi e scolastici per la fruizione di servizi integrativi di custodia e di aggregazione esistenti sul territorio. Queste risorse rientrano nella programmazione che la Regione Piemonte definisce all’interno della Cabina di regia regionale contro la tratta che verrà convocata a inizio luglio. Parallelamente si stanno definendo con le prefetture progettualità specifiche che vadano a integrare il sistema di emersione della tratta con quello dell’accoglienza dei richiedenti asilo, anche a fronte di un fenomeno sempre più diffuso numericamente e preoccupante che richiede risorse aggiuntive. È anche in fase di approfondimento la sottoscrizione di un protocollo sperimentale tra Regione, Questura di Torino e alcuni presidi ospedalieri tra cui il Sant’Anna di Torino e alcuni consultori, volto ad “agganciare” potenziali vittime di tratta nel momento in cui si rivolgono ai servizi sanitari.

L’assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte ha voluto sottolineare come l’importante sforzo della Regione Piemonte sia un segnale evidente di come tematiche di questo tipo stiano a cuore dell’amministrazione regionale che è impegnata nella lotta per il sostegno dei diritti di tutte le persone presenti sul territorio regionale.

(foto: il Torinese)

Turin Fashion Week conquista i Murazzi

Torino capitale della moda durante l’ Esposizione Universale del 1911. Lo è stata in passato e tornerà a esserlo anche quest’anno, in occasione della Turin Fashion Week (Tfw), kermesse di moda internazionale che vedrà protagonista il capoluogo subalpino dal 27 giugno al 3 luglio prossimi ai Magazzini Devalle, al numero 5 dei Murazzi sul Po. Quest’anno la Fashion Week torna per la sua seconda edizione, capace di riproporre la moda all’interno della città, sviluppando e promuovendo il commercio del settore degli store del centro cittadino e, al contempo, pubblicizzando e facendo conoscere gli artisti emergenti provenienti da diversi istituti di moda e giovani talentuosi stilisti.


Saranno 65 i fashion designer che parteciperanno alla kermesse, presentando ciascuno una capsule -collection, realizzata appositamente per la sfilata a loro dedicata. In minima parte sono torinesi, la maggior parte di loro proviene da Asia, Europa, Nord e Sud America. Quest’anno, nel rispetto dell’edizione passata, la Turin Fashion Week si arricchisce di un respiro ancora piu internazionale, con la sezione intitolata “Modest Fashion”, ovvero quella dedicata alla moda islamica, con 31 stilisti protagonisti. Tra gli ospiti di questa edizione anche il prestigioso Islamic Fashion and Design Council, che sfilerà per tre giornate, vedendo la partecipazione di Alia Khan, presidente dell’Islamic Fashion and Design Council.

Al termine delle sfilate, il 3 luglio, una giuria speciale composta da Yamna Aghrib, Brand Ambassador LVMH, e Djamila Kerdoun, founder del Sommet International de la Mode, premierà i quattro migliori designer stilisti IFDC con il prestigioso Luxury Awards. Il primo classificato sfilerà al Sim di Parigi, invitato dai più importanti brand dell’alta moda per presentare le proprie creazioni.La Turin Fashion Week è organizzata da Tmoda e patrocinata dal Comune di Torino. Quest’anno propone inoltre una serie di incontri B2B e, in collaborazione con il Circolo del Design, nell’ambito della sezione dedicata alla moda islamica, promuove l’incontro dal titolo “Dall’Islam all’Italia. La moda etica”. Fra i partner figurano CNA, la Commissione Europea e Enterprise European Network.

 

Mara Martellotta

 

MISSIONE COMPIUTA: IN CIMA ALL’ETNA PER PROMUOVERE LA MARATONINA DELLA FELICITA’

Per un podista poco esperto era una missione impossibile, ma è riuscito nell’impresa: abbracciare idealmente tutta l’Italia per promuovere la Maratonina della Felicità partecipando alla Super Maratona dell’Etna, la gara da Guinness dei primati per i suoi 43 km ininterrotti di salita, dalla spiaggia di Marina di Cottone ai 3000 metri di quota, quasi in cima all’Etna. 
E’ ciò che, lo scorso 10 giugno, ha fatto Giuseppe Cicogna, podista amatoriale torinese alla sua prima esperienza con una Super Maratona ad altissimo quoziente di difficoltà; assistito dall’esperto ultra maratoneta Simone Leo (a destra nella foto), testimonial de La Via della Felicità è stato capace di tagliare il traguardo in sette ore, entro il limite massimo di sette ore e mezza imposto dal
regolamento.
“Ringraziamo gli organizzatori per questa opportunità – ha detto Simone Leo – e gli amici del gruppo La Via della Felicità di Catania che ci hanno dato grande affetto e supporto.”
La Via della Felicità è una guida al buon senso scritta da L. Ron Hubbard per migliorare la qualità della vita, il rispetto reciproco e dell’ambiente. Ai contenuti di questo libro è dedicata la Maratonina della Felicità, una manifestazione ludico-motoria sotto l’egida della Federazione Italiana Amatori Sport Per tutti, della Federazione Internazionale degli Sport Popolari, della TAFISA (The Association For International Sports for All) e con il patrocinio della Regione Piemonte che si svolge ogni anno a Torino con partenza dal Parco Colletta. Appuntamento domenica 26 novembre per la IV edizione.