Dopo gli episodi delle scorse settimane a Porta Nuova e in diverse stazioni della metropolitana, ieri è stata la volta di Porta Susa. La stazione è stata chiusa per un’ora, per la presenza di un bagaglio abbandonato sul marciapiede vicino al binario numero 3. Sono intervenuti gli artificieri che non hanno trovato ordigni o altro e, dopo tutte le verifiche, si suppone che il bagaglio sia stato dimenticato da un passeggero salito su un treno. Disagi per 5 Frecce, 1 intercity e 5 treni regionali, con ritardi fino a 50′ e parziali cancellazioni. La circolazione è ritornata normale alle 19.15.
(foto: il Torinese)

Ieri una corrente d’aria da nord ha attenuato la calura portando vento sotto la Mole e qualche nuvola sulle Alpi, ma già da oggi l’afa torna sovrana sulle aree di pianura.
FOCUS di Filippo Re
suolo. Ma per il regime iraniano dietro l’assalto al centro del potere c’è la mano degli americani e dei sauditi che dopo aver rotto i rapporti diplomatici con il Qatar perchè sostiene il terrorismo ed è troppo vicino agli ayatollah, rivoluzionano le alleanze nel Golfo e puntano a destabilizzare la massima potenza sciita. Gli attentati a Teheran giungono in un momento di grande tensione nella regione cresciuta dopo il viaggio del presidente Trump a Riad dove accusò l’Iran di essere la base del terrorismo nel mondo. Secondo alcuni analisti una guerra frontale tra l’Iran e l’Arabia Saudita, che già si combattono per procura, con l’appoggio di eserciti locali e milizie fedeli, in Siria, Iraq e nello Yemen è oggi molto più vicina. Lo scontro tra sciiti e sunniti e gli attriti all’interno dell’islam sunnita (wahhabiti sauditi e Fratelli musulmani qatarini) può produrre conseguenze nefaste in tutta l’area. Dall’Intifada in Europa alla conquista dell’Asia: è una guerra a tutto campo, sanguinosa sul terreno e martellante sul web, quella lanciata dal Califfo, dall’ Iraq alla Siria, dalla Libia allo Yemen, dal Golfo all’Iran. 
movimento dei cittadini, i Basij (le milizie del popolo) e gli apparati che guidano la repressione? Tutti scavalcati da un manipolo di attentatori che si fanno beffe della sicurezza interna con invidiabili capacità tecniche e organizzative raggiungendo l’obiettivo di colpire gli odiati sciiti dentro le loro mura. Un attacco ai centri politici e simbolici della Repubblica islamica in perfetto stile militare e con le tecniche del terrore che ricorda quelle degli attentati compiuti in Europa dai gruppi jihadisti. Certamente qualcosa di molto più grave di un “problema di poco conto” come lo ha definito Ali Larijani, presidente del Majlis, il Parlamento iraniano. Un evento eccezionale che potrebbe avere serie ripercussioni in tutta la regione e nello stesso Iran. Sono le prime crepe che affiorano in un sistema impenetrabile da quasi 40 anni? Scricchiola la rigida impalcatura militare e teocratica del regno degli ayatollah? Si è trattato certamente di un attacco pianificato da settimane e forse da mesi e che ha potuto contare probabilmente sul sostegno di minoranze sunnite attive in alcune province meridionali del Paese. 
delle più grandi basi militari americane in Medio Oriente con oltre 10.000 soldati e un centinaio di cacciabombardieri. La strategia di Trump è quella di sostenere e difendere la visione saudita della regione con l’obiettivo di isolare il Qatar, rivale di Riad, per l’egemonia nel Golfo Persico. La crisi che spacca il Consiglio di Cooperazione dei Paesi arabi del Golfo e l’isolamento del Qatar, che punta già a nuove intese con Cina e Russia, rimescolano le alleanze nella regione: l’Iran offre a Doha il proprio spazio aereo e marittimo, invia aiuti alimentari a bordo di navi e velivoli da trasporto con tonnellate di merci mentre la Turchia prepara l’invio di truppe nell’emirato “sotto assedio” in base a un accordo di mutua difesa. A questo punto la presenza militare degli Stati Uniti nell’Emirato diventa fonte di preoccupazione per la stessa diplomazia statunitense.
Le ceneri di Erika Pioletti sono ritornate sabato pomeriggio a Beura, dopo la cremazione avvenuta poco dopo le ore 15 al forno crematorio del cimitero Monumentale di Torino
Se i carabinieri vengono accerchiati da una cinquantina di giovani che tentano di impedire i controlli a due venditori abusivi di bibite, qualcosa non funziona. E’ accaduto la scorsa notte nella zona dei Murazzi.
“Certe volte il mondo sembra rovesciarsi completamente. – scrive la sindaca sul social – Una Giunta lavora per adottare strumenti che possano far convivere meglio le esigenze di tutti, confrontandosi con ogni parte per mesi, poi succedono episodi come questo. Perché voglio essere molto chiara: i cittadini che, non solo non supportano, ma si rivoltano contro le Forze dell’Ordine che contrastano i venditori abusivi sono un chiaro segnale di inciviltà. Rappresentano un mondo che non è il mio, una Comunità che no
continuare a divertirsi, ci mancherebbe, ma ci sono anche i cittadini che hanno il diritto di riposarsi e i commercianti onesti che non devono subire concorrenza sleale. Purtroppo l’Italia è il Paese in cui spesso la legge si accetta solo quando tutela il proprio interesse particolare, ma non possiamo arrenderci ad un livello così basso. Il rispetto delle regole e delle libertà altrui è la base per una convivenza civile: su questo non è possibile transigere”, aggiunge Appendino.
Conclude la sindaca: “Ciascuno di noi pretende giustamente che le Istituzioni risolvano i problemi ma ci dev’essere chiaro che la differenza la fanno i comportamenti di ognuno di noi. Finché non ce ne renderemo conto, con senso di responsabilità, la nostra Comunità non progredirà mai. Esprimo quindi netta e ferma condanna verso episodi di inciviltà come questo e come quello della scorsa settimana in Piazza Santa Giulia, e ringrazio per il loro lavoro le Forze dell’Ordine, alle quali la Città continuerà a dare tutto il supporto necessario”.
Tutte le foto di Claudio Benedetto su 
80.000 partecipanti. Entusiasmo e allegria lungo tutto il percorso ma anche tanta emozione al transito in piazza San Carlo dove la festa si è trasformata d’incanto nel commovente e silenzioso ricordo di Erika Pioletti, la giovane donna deceduta dopo i gravi fatti di due settimane fa. In prima fila numerose autorità e rappresentanti delle forze politiche ma non la Sindaca di Torino, Chiara Appendino, che non ha potuto presenziare per altri impegni sopraggiunti nel frattempo. In sua rappresentanza era presente, in prima
fila, l’assessore Marco Giusta che dal palco ha annunciato la nascita, all’interno della Giunta, dell’Assessorato ai Diritti, che accorpa sotto un’unica delega Pari
Opportunità e Integrazione, sottolineando poi anche l’importanza di una manifestazione che mai come quest’anno ha restituito respiro e speranza a tutta la città. Ultima nota di colore da segnalare, la bellissima iniziativa della Circoscrizione 1 che, all’angolo tra via Roma e via Bertola, ha installato dei particolari semafori di celebrazione della giornata.
Come dimostrano le Comunali. L’unico modo per battere il centro destra e l’avventurismo del movimento 5 stelle alle prossime elezioni politiche e’ quello di lavorare per una vera e convinta unita’ del centro sinistra
che sono andate al voto alle Comunali del 2016 e quest’anno, per rendersi conto che quando le forze del centro sinistra si dividono vincono gli avversari. Che poi siano i 5 stelle o il centro destra cambia poco. Pertanto Renzi e Pisapia, per fermarsi ai due principali leader dell’attuale centro sinistra a livello nazionale, non possono dividersi in vista delle elezioni. Per questo serve una coalizione di centro sinistra unita, plurale, coesa e di governo. Un’alternativa credibile a questo progetto, purtroppo o per fortuna, ad oggi non esiste.