FOCUS di Filippo Re
Si sbriciola sempre di più il Califfato nel Siraq, come un mosaico che va in pezzi, frantumato dalle continue offensive delle truppe protette dal cielo dai jet della coalizione internazionale. Almeno tre milioni di persone sono già state sottratte alla ferocia dell’Isis, liberate da un incubo durato oltre tre anni. Resta però in piedi il progetto jihadista di esportare ideologia islamista e conquiste altrove, come già avviene, nel resto del Continente asiatico, in Africa, e in Europa dove brigate di foreign fighters sono state addestrate per colpire con ogni mezzo. Il Daesh non è morto, concordano analisti ed esperti dell’Onu, e pur avendo perso l’unità territoriale del suo Califfato rimane una concreta minaccia militare. Cacciato dalle sue “capitali”, l’Isis fa ancora paura e si rifugia nelle nuove “province”, i wilaya che i miliziani del Califfo amministrano in varie parti del Medio Oriente e anche altrove, fino al sud-est asiatico. Qui ritrovano forza e brutalità per rinascere. Dopo Mosul, in Iraq è caduta anche Tel Afar, Deir Ezzor in Siria sta per essere ripresa, la roccaforte Raqqa è prossima alla capitolazione, le enclave jihadiste al confine con il Libano sono state smantellate, la continuità geografica dell’autoproclamato Califfato è solo un brutto ricordo. Gli uomini neri del califfo sono in rotta ovunque dopo aver perduto l’80% dei territori che controllavano in Iraq e il 60% di quelli siriani. Tel Afar era l’ultima cittadina irachena della provincia di Ninive occupata dall’Isis da tre anni. Per l’esercito del premier Al Abadi si tratta di una conquista importante poiché Tel Afar, situata tra Mosul e il confine siriano, è una località strategica nella regione nord-occidentale
dell’Iraq. Come era già accaduto per la conquista dell’antica Ninive, anche a Tel Afar decine di migliaia di civili sono rimasti intrappolati in città tra due fuochi incrociati e molti di loro sono stati usati dai jihadisti come scudi umani. Ora le forze armate di Baghdad appoggiate da milizie sciite filo-iraniane puntano verso la cittadina di Al Ayadieh, a una ventina di chilometri a nord di Tel Afar, verso la frontiera siriana. Giorni contati per l’Isis anche in Siria. Il lungo assedio jihadista a Deir Ezzor, sul fiume Eufrate, nell’est della Siria, è stato spezzato dall’esercito governativo e dalle milizie alleate. Per tre anni i soldati del califfo hanno assediato la città difesa da una guarnigione fedele al presidente Bashar al Assad e i civili sono sopravvissuti all’accerchiamento grazie ai viveri

e ai medicinali lanciati dagli aerei di Damasco. Nei giorni scorsi l’esercito siriano, appoggiato da truppe russe e dai raid aerei, ha guadagnato terreno e sconfitto più volte i fondamentalisti islamici nella provincia di Deir Ezzor, ricca di petrolio e gas. Anche Raqqa è sul punto di crollare davanti all’avanzata di curdi e forze speciali americane. Gran parte della città è stata riconquistata dopo sanguinosi combattimenti casa per casa. Anche nella battaglia di Raqqa i civili pagano il prezzo più alto. Molti muoiono sotto le bombe, chi tenta di fuggire viene ucciso e tanti altri vengono usati come scudi umani. Testimoni oculari di varie organizzazioni umanitarie denunciano bombardamenti indiscriminati che distruggono case e ospedali. In un rapporto di Amnesty International si legge che da quando è iniziata l’offensiva verso Raqqa centinaia di civili sono stati uccisi o feriti dai colpi dell’artiglieria e sotto i bombardamenti della coalizione a guida americana. Cecchini, esplosivi e mine hanno completato il massacro. A sud di Raqqa avanzano anche le forze lealiste siriane,
sostenute dai russi, che cercano di stringere in una morsa i jihadisti del Daesh. Mentre il Califfato vive la sua lunga agonia, i cristiani rimasti nelle terre dell’Eufrate e del Tigri si contano sulla punta delle dita. “Le guerre hanno decimato le popolazioni e la presenza cristiana è ormai ridotta a numeri decimali”. Le parole di padre Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, lasciano poco spazio alla speranza. Nel suo recente intervento al Meeting di Rimini l’ex Custode francescano di Terrasanta ha chiarito una volta per tutte che il Medio Oriente è una regione completamente frammentata e in Siria “la sfida più grande è convincere le persone a tornare e a rientrare nelle loro case ma le prospettive sono incerte, le vite sono da ricostruire e nulla sarà come prima”. L’Iraq risulta tra gli Stati dove il calo del numero dei cristiani è più marcato a causa delle continue guerre che hanno distrutto la nazione. Negli anni Novanta erano oltre un milione e nel 2006 appena 300.000. Nel 2014, in seguito all’occupazione della Piana di Ninive da parte dello “Stato islamico” i cristiani fuggiti nel Kurdistan iracheno, in Giordania, Turchia e Libano, sono stati circa 140.000 mentre altri 50.000 hanno abbandonato il Paese. In Siria, dilaniata dalla guerra civile che infuria dal 2011, la popolazione cristiana è
precipitata da 2,2 milioni nel 2010 a 1,1 milioni quest’anno con centinaia di migliaia di cristiani che hanno lasciato il Paese. Le radici della Chiesa siriana sono profonde e sopravvivono grazie al coraggio e alle iniziative delle parrocchie locali, dei francescani, dei gesuiti, dei salesiani. Tutto ciò è importante ma non è sufficiente per padre Pizzaballa e “molti cristiani attendono di emigrare definitivamente come testimoniato da tanti giovani iracheni sfollati con cui ho parlato”. Molti di questi giovani hanno trovato un rifugio sicuro nel Kurdistan iracheno, accolti e sfamati dai curdi che hanno svolto un ruolo di primo piano nella liberazione del Siraq dal Daesh. E per la zona autonoma curda irachena si prepara la sfida del referendum per l’indipendenza del Kurdistan che dovrebbe svolgersi il 25 settembre, giorno in cui i curdi dovranno decidere se
diventare o meno indipendenti da Baghdad. Il condizionale è d’obbligo perchè si tratta di un referendum che in realtà nessuno vuole poiché stravolgerebbe i già fragili equilibri geopolitici del Medio Oriente e accenderebbe le aspirazioni all’indipendenza dei curdi che vivono nei Paesi limitrofi. Non lo vogliono la Turchia, l’Iran, il governo iracheno e gli stessi curdi sono tra loro molto divisi e anche contrari alla consultazione. Non lo vogliono neppure gli Stati Uniti che premono per il rinvio del referendum. Ma se il Califfato in Siria e in Iraq è ormai allo sbando, i combattenti di Al Baghdadi e di Al Qaeda continueranno a colpire, dal Maghreb al Sahel, dal nordAfrica all’estremo Oriente attraverso l’Afghanistan e l’Asia centrale con l’obiettivo di realizzare nuove versioni del Califfato e iniziare un’altra stagione di sangue, odio e violenza.
(Filippo Re – da “La voce e il tempo”)
Per la prima volta in Italia è stato eseguito il primo impianto di un dispositivo per la Modulazione della Contrattilità Cardiaca (Cardiac Contractility Modulation: CCM), presso il reparto di Cardiologia dell’ospedale Mauriziano di Torino
settimana dall’esterno mediante una placca posizionata sulla cute soprastante, attraverso un meccanismo di induzione elettrica.Dei malati di scompenso potranno beneficiare di questo trattamento quelli che non rispondono alle terapie attualmente disponibili: farmacologica, terapia resincronizzante cardiaca ed i pazienti che non possono essere inclusi nelle liste trapianto.Il paziente sottoposto all’impianto è un uomo di 57 anni, affetto da una forma avanzata di scompenso cardiaco non idoneo a trapianto di cuore nè ad impianto di dispositivi di assistenza meccanica al circolo. Già portatore di defibrillatore biventricolare, durante il ricovero è stato sottoposto a due procedure di ablazione per gravi aritmie che esitavano in arresto cardiaco. Tuttavia la capacità di contrazione residua del cuore era ormai al limite della sopravvivenza.A seguito dell’intervento di CCM il paziente ha iniziato a manifestare un progressivo e continuo miglioramento delle condizioni cliniche, fino alla dimissione dopo 15 giorni dall’intervento e diversi mesi precedenti di ricovero. Oggi la classe funzionale ed i parametri di contrattilità cardiaca sono migliorati nettamente ed il paziente è in grado di camminare e di provvedere autonomamente alle proprie cure personali. L’ insufficienza cardiaca costituisce un problema di salute pubblica di enorme rilievo. A soffrire di scompenso cardiaco in Italia sono circa 600.000 persone e si stima che la sua frequenza raddoppi ad ogni decade di età. In Piemonte i ricoveri per scompenso rappresentano il 2,2% del totale dei ricoveri, circa 12.000 all’anno. Dopo i 65 anni arriva al 10% circa e rappresenta la prima causa di ricovero in ospedale. Fortunatamente la ricerca scientifica e le nuove tecnologie forniscono soluzioni un tempo impensabili per prolungare e migliorare la durata della vita.
Dal 14 al 17 settembre, ogni giorno, dalle ore 18 all’interno del Parco della Pellerina in Corso Appio Claudio 176 interno 30, presso il “Circoletto Rosso” – Tennis Pellerina, sarà possibile partecipare a presentazioni di libri e convegni
14 settembre “Regionali del 2019: uniti si vince?” e in quest’occasione intorno allo stesso tavolo ci saranno il Coordinatore Direzione Nazionale MNS, Giuseppe Scopelliti, e tutti i coordinatori regionali del centro destra piemontese.
come Forza Italia, Lega Nord, UDC, Direzione Italia.
Il Mauto di Torino non ha eguali in Italia, non solo perché conserva oltre duecento autovetture di ottanta differenti marche attraverso le quali è possibile ripercorrere le tappe più significative della storia dell’automobilismo, ma anche perché è l’unico Museo Nazionale dedicato ai veicoli a quattro ruote.
mezzi sperimentali concepiti nel corso del XIX secolo per sostituire il motore ai cavalli, si entra nel «grande garage del futuro» in cui sono raccolti alcuni dei primi preziosi modelli prodotti per essere venduti sul mercato. Seguono le sale in cui si raccontano l’inarrestabile evoluzione e la progressiva diffusione delle automobili. Inizialmente considerate come beni di lusso riservati a pochi, sono indispensabili mezzi di trasporto durante il primo conflitto mondiale prima di diventare, a partire dalla seconda metà del Novecento, oggetti di una nuova dimensione industriale. Alla produzione seriale si accompagnano sempre più lo studio tecnico e la ricerca estetica, finalizzati a produrre veicoli in cui eleganza e prestazioni si combinano alla perfezione. Grazie agli studi di aerodinamica e alla nuova attenzione per il design, nascono automobili straordinarie come la berlinetta sportiva 202 della Cisitalia che, con il suo telaio tubolare e l’elegantissima carrozzeria Pininfarina, segna una vera e propria rivoluzione nello stile delle automobili.
L’itinerario di visita prosegue al primo piano dove le otto immense sale sono dedicate a descrivere le molteplici declinazioni del rapporto che lega l’automobile all’uomo. Si rimarrebbe ore a studiare il pavimento illuminato con la piantina di Torino sulla quale è segnalata la grande quantità di costruttori, carrozzieri, officine e fabbriche che hanno fatto del capoluogo piemontese la città dell’automobile. Allo stesso modo, si resta colpiti dall’incredibile evoluzione che i singoli componenti meccanici – dalla
sapere tecnico. Ad arricchire la visita di questa così come di tutte le altre sezioni del museo sono una serie di postazioni multimediali che permettono al visitatore di scegliere i contenuti e avere un ruolo attivo nel processo di conoscenza. La volontà di personalizzare l’esperienza nelle sale ha portato il Mauto ad essere uno dei primi musei italiani a sviluppare un’App che tutti i visitatori possono scaricare gratuitamente per accedere ad approfondimenti storici, schede tecniche e immagini d’archivio e che ha contribuito a renderlo un museo all’avanguardia, capace di raccontare il passato e al contempo di essere proiettato nel futuro.
Bruna Bertolo storica, giornalista, ricercatrice infaticabile di storia e femminile e di storia della sua amatissima Val di Susa ,ha mandato in tutte le edicole un nuovo libro :”Donne e cucina in tempo di guerra . Dal ’39 al ’45: il conflitto raccontato attraverso le ricette della fame “, edito da Susa libri
La XVIII Giornata Europea della Cultura Ebraica, si celebra il 10 settembre in 35 Paesi europei. In Italia verranno coinvolte 81 località di cui 16 in Piemonte
Dopo settimane di calura e siccità estrema sarà un sabato di maltempo su Torino e sul Piemonte con stato di ‘allerta gialla’,
Domenica 10 settembre 2017, alle ore 11.00 s’ inaugura la 9° edizione della M.A.C. – Mostra d’ Arte Contemporanea – allestita presso lo Spazio La Nisolina di via Mameli 63 in Lu, curata da Nadia Presotto, con le opere degli artisti Niccolò Calvi di Bergolo – Paola Colleoni – Albina Dealessi – Giancarlo Ferraris – Renato Luparia – Ugo Nespolo – Nadia Presotto – Guido Villa
L’attenzione degli inquirenti è puntata sulle transenne che avrebbero aggravato il disastro di piazza San Carlo la sera del 3 giugno
accertamenti tecnici eseguiti nel corso dell’inchiesta. Le transenne impiegate, in ferro e non in plastica, sarebbero state eccessivamente ingombranti e pesanti e potrebbero essere state posizionate in modo inopportuno , intralciando il deflusso della folla. Il procedimento giudiziario è aperto per i reati di
omicidio e lesioni colpose anche in relazione all’articolo 40 del codice penale, che punisce le omissioni di chi era preposto ad evitare gli eventi dannosi.
