Cosa vi ricorda rosa, rosae, rosae? Sicuramente la scuola e le temutissime versioni di latino. Quante volte abbiamo pensato, probabilmente con sollievo, che la nostra relazione con questo antico idioma sarebbe finita lì, che si sarebbe spenta al suono dell’ultima campanella alla fine del nostro percorso scolastico
Forse a quell’età non siamo in grado di comprendere l’importanza di questa lingua che ha dato voce e ispirazione a filosofi, a pensatori immensi, a personalità straordinarie che hanno segnato e lasciato tracce nella storia; o forse chi aveva il compito di farci entrare in sintonia con questa materia non è riuscito a farcela amare.

Di fatto siamo sposati con latino per tutta la vita, ci accompagna tutti i giorni ed è parte integrante delle conversazioni supportandoci nella comprensione di concetti e significati che altrimenti sarebbero troppo lunghi e complessi da spiegare.
Per capire quanto siamo legati a questa lingua, indubbiamente d’altri tempi ma evidentemente evergreen, possiamo fare un elenco, anche breve, di alcuni termini ed espressioni utilizzati quotidianamente nelle nostre conversazioni sia di carattere privato che professionale.
Agenda: il calendario dove annotiamo le cose da fare o da ricordare e i nostri impegni, album: il raccoglitore dove teniamo le foto, bis, aut aut: una scelta senza alternative, capsula, cellula, data, de visu: visto con i propri occhi, ex, ferramenta, formula, gratis, ad interim: incarico provvisorio, iter, lapsus: errore involontario, lavabo, legenda, libellula, non plus ultra: il massimo, nulla osta, opera omnia: l’insieme delle opere di un autore, pro capite, propaganda: cose da diffondere, prosit!: una forma augurale quando si brinda, raptus: un impulso improvviso,rebus: gioco enigmistico, referendum, retro, solarium, sosia, status, sui generis: originale, super, tot, ultra, una tantum: solamente una volta, vademecum, virus.
Che ne dite poi di parole decisamente attuali come monitor, video, audio, sponsor o tutor, inglese? No ancora latino. Il nostro latino quotidiano, un supporto linguistico, un sempreverde privo di data di scadenza che è parte viva della nostra meravigliosa lingua italiana, ma apprezzato ed utilizzato universalmente per il suo impiego nel linguaggio giuridico, medico o tecnologico.
Un amico quindi, un compagno che trasforma una parte della comunicazione in linguaggio globale ed ecumenico, un gergo immediato che innalza il tono della conversazione rendendola musicale e ricercata.
La nostra storia dunque, le nostre radici ma anche il presente e il futuro della nostra comunicazione; il latino è parte di noi e quindi anche, e soprattutto, in questo caso Melius abundare quam deficere, studiamolo, amiamolo e usiamolo!
Maria La Barbera

La toponomastica non può essere un’occupazione senile per giochi illusionistici e comparsate giornalistiche di consiglieri comunali sedicenti radicali che passano dalla caccia ai crocifissi alle intitolazioni di alcune vie. Altrimenti una materia storica molto seria si snatura, se viene lasciata in mano a certi personaggi che forse già prefigurano un triste Viale (del tramonto) ad essi intitolato, come è stato scritto su un quotidiano con dubbio gusto.

Ci racconta questa avventura il giornalista Cristiano Bussola, in un agile saggio a metà tra la storia del costume e la sociologia della cultura: “Una fetta di sorriso Renzo Villa, l’inventore della tv commerciale raccontato da chi lo ha conosciuto” ( Paola Caramella editrice, 2022, pagg. 230, €. 18 corredato da un ricco apparato fotografico). In realtà l’autore, Renzo Villa non l’ ha mai conosciuto in maniera diretta. Come precisa nelle pagine introduttive, Villa è stato l’ispiratore principale, del suo avviamento alla professione giornalistica prima cartacea alla “Vita Casalese” poi a Prima Antenna, già Studio Televisivo Padano, come cronista e commentatore politico. Attraverso le interviste (alcune dirette alcune telefoniche) a una carrellata di personaggi (portati poi al successo da Villa) l’autore riesce a ricostruire nei minimi particolari, la realizzazione di quel sogno, nell’arco temporale di un decennio. Teo Teocoli e Massimo Boldi (scoperti al mitico Derby di Milano) poi Donatella Rettore e i Righeira solo per citarne alcuni. Ma anche maestranze e tecnici sentiti sui loro rapporti professionali e umani. Pochi anni dopo la sua prematura scomparsa nel 2010 a 69 anni, la moglie Wally Giambelli, la compagna di una vita, attraverso l’ente “Associazione Amici di Renzo Villa” ne tiene viva la memoria con iniziative di promozione sociale e formazione professionale (per materiale audiovisivo e di testo consultare: 












