Accadde oggi:
La carriera del campione vicentino è stata costellata da infortuni che in tutti gli anni lo hanno costretto a saltare un buon numero di partite.Dotato di una classe limpida e cristallina ma di difficile collocazione tattica,ha avuto problemi con quasi tutti gli allenatori che lo hanno avuto alle loro dipendenze.All’epoca al Brescia, Roby Baggio avrebbe poi giocato la sua ultima partita il 16 maggio 2004 a San Siro contro il Milan (il match finì 4-2 per i rossoneri). 205 le reti realizzate in Serie A: meglio di lui hanno fatto solo Piola,Totti, Nordahl, Meazza,Di Natale ed Altafini. Le sue squadre di club sono state il Vicenza, la Fiorentina, la Juventus, il Milan, il Bologna, l’Inter e il Brescia.
Da tanti addetti ai lavori è considerato il più forte calciatore italiano di tutti i tempi!
Ha vinto 2 campionati con Milan e Juventus,1 coppa Italia ed 1 coppa UEFA sempre con la Juventus.
È tra i 5 giocatori Italiani che hanno vinto il pallone d’oro:Sivori,Rivera,Rossi,Baggio e Cannavaro.
Il divin codino “Baggio” lo ha portato a casa nel 1993.
Enzo Grassano
L’ Aranycsapat di Puskás era destinata a vincere, emblema di un regime – quello comunista ungherese – che l’aveva eletta a simbolo. Fino alla sconfitta nella finale della Coppa Rimet del 1954, unica partita persa dai magiari su cinquanta incontri disputati tra il 1950 e il 1956. Vale la pena ricordare la prima parte, la più esaltante, della “serie magica”: tra il 14 maggio 1950 (sconfitta in Austria per 3-5) e il 4 luglio 1954 (caduta nella finale del Mondiale a opera dei tedeschi, 2-3), collezionò 29 vittorie e 3 pareggi su 32 partite, con 143 gol fatti e 33 subiti. Un gioco offensivo, spumeggiante, irresistibile. Anche l’Italia ne fece le spese. Domenica 17 maggio 1953, a Roma, venne inaugurato lo Stadio Olimpico. Gli azzurri venivano da una tradizione favorevole: da 28 anni gli ungheresi non vincevano sul suolo italiano. Finì con un netto 0-3 per i magiari in maglia rossa ( gol di Hidekguti e “doppietta” di Puskás). Per la prima volta la radio ungherese trasmise un incontro di calcio in diretta e al termine si udirono distintamente gli applausi a scena aperta dell’Olimpico. La storia di questa compagine leggendaria è raccontata magistralmente da Bolognini ne “La squadra spezzata “, riportando il gioco del calcio alla sua essenza, prima che diventasse (purtroppo!!) solo business e denaro. “Il calcio è l’arte di comprimere la storia universale in 90 minuti”, disse George Bernard Shaw.
