UN CALENDARIO DI APPUNTAMENTI GRATUITI CON GLI INTERIOR DESIGN IKEA PER CELEBRARE LA VITA IN CASA E DARE NUOVA VITA AGLI SPAZI DOMESTICI
Trasformare gli angoli di casa e rinnovare gli spazi, è questo il tema centrale dell’IKEA FESTIVAL, l’evento che a partire dal 26 agosto animerà lo store di Collegno con attività e seminari a tema design e creatività: per tre weekend un denso calendario di attività, volte a raccontare come creare, con una piccola spesa, un ambiente bello e funzionale. Con pochi ma essenziali consigli, gli interior designer IKEA aiuteranno i clienti a sprigionare la propria creatività per dare nuova vita ai propri prodotti e spazi domestici.
IKEA FESTIVAL – APPUNTAMENTI IN STORE
Seminario IKEA Family “Arredare con gusto” – 26 agosto ore 18.00 – I soci IKEA Family potranno partecipare ad un appuntamento speciale in cui gli esperti IKEA condivideranno tips&ideas per arredare la propria libreria di casa in modo non convenzionale. Alla fine del seminario, i soci potranno partecipare ad una food experience al Ristorante, con una degustazione dedicata alle iconiche polpette svedesi.
Iscrizione al seminario, fino a esaurimento posti, su IKEA.it/festival
Seminari sul sistema componibile IVAR – Ogni venerdì e sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00 – Gli esperti IKEA mostreranno ai presenti il sistema IVAR, evidenziando come si presti ad essere utilizzato per diverse attività e come, grazie alla sua versatilità, all’utilizzo sapiente degli accessori e ad alcune piccole modifiche, sia possibile adattarlo al proprio stile e ai propri spazi.
Non è necessaria l’iscrizione
Seminari su come creare un ambiente creativo e funzionale – Ogni venerdì e sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00 – Gli esperti IKEA mostreranno ai partecipanti come è possibile ottimizzare e personalizzare gli spazi domestici con creatività, focalizzandosi su punti chiave essenziali quali la scelta degli accessori e del colore, il layout, lo storage e l’illuminazione. I visitatori potranno lasciarsi ispirare per trasformare la propria casa, risolvendo le problematiche di arredo con sistemi innovativi e accessibili.
Non è necessaria l’iscrizione
Appuntamento con l’ispirazione – Ogni venerdì e sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00 – Per chi lo desidera sarà possibile partecipare, nell’area Ristorante, a uno “speed date” di 20 minuti con un esperto IKEA, con cui chiacchierare di nuove possibili soluzioni per sfruttare al meglio anche i piccoli angoli di casa con decorazioni, accessori e sistemi modulari.
Iscrizione direttamente in negozio
Un nuovo look per mobili e accessori – Ogni venerdì e sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00 – Esperti IKEA mostreranno, attraverso delle dimostrazioni pratiche negli spazi del laboratorio della circolarità, come dare nuova vita ad alcuni prodotti, rinnovandoli con semplici accorgimenti.
Non è necessaria l’iscrizione
Persino il Ferragosto del 1943 a pochi giorni dal 25 luglio passo’ quasi nella normalità. Il Ferragosto è stato sempre una festa rispettata anche da chi non poteva andare in ferie. Tra l’Assunta e San Rocco, tutti o quasi sospendevano il lavoro come a Natale e Santo Stefano. Il mio amico Aldo Viglione , grande avvocato e grandissimo presidente della Regione, sospendeva il lavoro solo a Ferragosto, dicendo di fare “i fucinatori “. La politica ha sempre conosciuto una tregua per agosto, solo quest’anno la direzione del Pd si riunisce oggi. Sicuramente gli aspiranti candidati sono tutti all’erta in tutti i partiti.
Il risultato ottenuto permise una forma d’agricoltura e di sopravvivenza dell’uomo ad alte quote. I prodotti del loro lavoro erano soprattutto di tipo caseario: latte, burro e formaggio, provenienti dagli allevamenti bovini degli alpeggi. Il clima ebbe un’importanza decisiva. Negli insediamenti Walser più elevati si registrava un clima secco, con brevi piogge annuali nella stagione estiva. Con l’eccezione della val Formazza dove le precipitazioni sono sempre state più abbondanti ma ben ripartite. In ragione dell’umidità e dell’altitudine i coloni stabilivano se e cosa coltivare. Gli alpeggi della Val Formazza, costruiti quasi tutti tra il XIII e il XV secolo, nacquero per il bisogno, avvertito in tutta Europa, di ampliare i raccolti e i terreni coltivabili. Venne così realizzata la alpwirtschaft, un’economia che traeva la sua forza dall’unione tra agricoltura e allevamento. Era un modello sbilanciato, poiché le coltivazioni si riducevano allo sfalcio e a tre tipi di colture: patata (introdotta a partire dal XVII secolo), segale e canapa. Infatti, era l’allevamento la risorsa primaria del piccolo popolo delle Alpi. Il ritmo delle stagioni regolava l’attività. Nella stagione fredda, la stabulazione invernale avveniva nelle stalle dei villaggi di fondovalle, dove le bestie erano alimentate con il fieno accumulato durante l’estate (fino a ottocento metri d’altitudine). In primavera, allo spuntare delle prime erbe, e in autunno il bestiame veniva fatto salire sui corti maggengali, ricoveri tra gli ottocento e i duemila metri. Infine, gli alpeggi: il bestiame vi pascolava senza doversi nutrire di fieno, tra il 24 giugno (festa di S.Giovanni) e l’8 settembre (natività di Maria), a circa duemila metri.
Giulia Briccarello, 26 anni: “Mi sono laureata nel 2018. Ho fatto molte esperienze e le proposte sono arrivate il giorno dopo essermi laureata. Ho lavorato in RSA, in reparti psichiatrici, riabilitativi e adesso seguo due case di riposo. Attualmente lavoro con pazienti geriatrici e seguo le attività cognitive. I miei pazienti hanno in media 80 anni e con loro facciamo attività di gruppo come cucinare mele cotte da mangiare la sera, giocare a tombola o al gioco dell’oca. Così stimoliamo le capacità cognitive, la memoria e la curiosità. Abbiamo creato un calendario che gli ospiti aggiornano quotidianamente per ricordare dove siamo e la stagione, il mese e il giorno in cui viviamo. Con le signore abbiamo creato un gruppo di cura del sé e ci facciamo la manicure, ci mettiamo lo smalto o la crema idratante. Sono piccoli gesti ma per loro molto significativi. E con un altro gruppetto abbiamo messo su una classe di cucito e facciamo l’uncinetto. Devo quindi ringraziare mia nonna che mi aveva insegnato a fare i centrini che ora sono diventati parte del mio lavoro”.
dei pazienti per rimuovere tutti gli ostacoli che limitavano la loro autonomia. Per esempio ho fatto sostituire vasche da bagno con docce o attrezzato bagni con ausili per permettere loro di lavarsi da soli. Questo grazie al fatto che nel mio corso di laurea ho fatto studi di ergonomia. Ho anche rilasciato valutazioni sulla carrozzina ideale, ovvero mi occupavo di scegliere il miglior supporto per le attività quotidiane basandomi sulle esigenze del singolo paziente. Ho lavorato anche in una clinica di neuroriabilitazione e ho aiutato pazienti a ritrovare l’autonomia nel vestirsi o nell’adattarsi al posto di lavoro a seguito delle abilità perse. Ho anche aiutato i miei pazienti a trovare un nuovo lavoro. Al momento lavoro a Torino in una struttura psichiatrica dove mi faccio carico della gestione delle attività quotidiane per aiutare i miei pazienti a reinserirsi nella vita sociale. Per farti un esempio, usciamo, diamo ai pazienti dei soldi e diciamo loro di fare la spesa. Alla fine dell’attività controlliamo lo scontrino e che effettivamente siano riusciti a portare a termine un compito che per noi è scontato ma per una persona fragile o con deficit potrebbe essere difficile se non impossibile.”
Francesca Chiais, 27 anni: “Il mio sogno è sempre stato quello di lavorare con i bambini. Prima di laurearmi, nel 2018, ho iniziato a collaborare con un’associazione che, una volta terminati gli studi, mi ha confermato tra i collaboratori. In pratica ho trovato lavoro ancor prima di finire l’università. I miei bimbi avevano gravi disabilità, come quelle derivanti da malattie neurologiche. Con loro svolgevo attività sensoriali o motorie per stimolarli. Oggi lavoro principalmente con bambini dai due anni e mezzo in su, in particolare con bambini autistici. Li aiuto a partecipare alla vita sociale, a esprimere le loro richieste, a dire ciò che preferiscono fare. Per esempio con me iniziano a comunicare scegliendo e pronunciando le prime parole. Uso il gioco, costruisco con loro piccoli oggetti, usiamo l’imitazione per imparare a guardare chi si ha davanti e allo stesso tempo imparare cose nuove. Oltre a collaborare con una struttura pubblica a Vercelli, ho aperto il mio studio dove seguo pazienti privati.”