Le polemiche che scuotono la maggioranza sul finanziamento della sanità sono la fotografia impietosa di un governo sempre più allo sbando.
Le valutazioni sulle necessità finanziarie vedono il ministro Speranza e il presidente del Consiglio separati da un baratro di 27 miliardi, cioè la differenza fra i 9 miliardi ipotizzati nel Recovery Found e i 36 che sarebbe possibile ottenere attivando il Mes pandemico. Il punto su cui Conte e il M5s, ostili al Mes, portano a sbattere il governo e, purtroppo l’Italia, è un altro: i soldi del Mes sono disponibili in 10, massimo 15 giorni, quelli del Recovery lo saranno fra alcuni mesi, cioè, si spera, a emergenza Covi finita. Ma l’emergenza, appunto, è ora.
L’aggressione della pandemia non accenna a diminuire e il potenziamento della medicina territoriale, la riapertura dei presidi ospedalieri, l’incremento delle terapie intensive o l’assunzione di personale infermieristico specializzato sono necessità impellenti, lo erano già a febbraio e a marzo, ma il governo Conte non ha fatto niente. Soltanto restrizioni alla vita delle persone, unica arma messa in campo, arma che ha trasferito la pandemia all’economia. Di tutto questo dovrebbe interessarsi un governo serio e autorevole, e non di quante task force mettere in campo.
on. Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia

In nessun altro dei Paesi dell’Unione europea si assiste a una simile concentrazione di potere nella figura del presidente del Consiglio. Neppure Orban ha osato mortificare così il Parlamento ungherese. Dall’Europa arriveranno 196 miliardi di euro e nessuna delle istituzioni dello Stato, dal Parlamento alle Regioni e ai Comuni, avrà voce in capitolo per decidere le priorità dei programmi e quindi la destinazione di quelle risorse. Si aggiunga che per la sanità, comparto fra i più bisognosi di interventi su larga scala, si prevede nel PNRR lo stanziamento di appena 9 miliardi quando l’Unione europea aveva calcolato per il settore una cifra intorno ai 36 miliardi da erogare attraverso il Mes pandemico. Le decisioni di Conte, senza una marcia indietro, sono davvero scandalose e configurano un azzoppamento della democrazia parlamentare.