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Bartoli: “Un OdG per il Metodo Feldenkrais per i bambini con paralisi cerebrale”

Torino, 20 novembre 2025 – Il Consigliere Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), Presidente della V Commissione – Ambiente, ha presentato un Ordine del Giorno collegato alla Delibera di approvazione del Piano Socio-Sanitario Regionale che inserisce nel documento la sperimentazione di innovazioni terapeutiche per ampliare l’offerta di servizi per i bambini con paralisi cerebrale e la concessione di contributi per le spese non coperte dal fondo sanitario regionale sostenute da persone con disabilità psicofisiche residenti nella Regione Piemonte che si avvalgono del Metodo Feldenkrais® quale trattamento riabilitativo debitamente certificato.

Il Metodo Feldenkrais® è un processo educativo che utilizza il movimento per migliorare le possibilità neuromotorie dell’essere umano. Il metodo punta a rafforzare o creare nuove connessioni nel cervello, sfruttando la sua plasticità per compensare i danni esistenti e facilitando la scoperta di nuovi movimenti a partire dalle abilità già esistenti.

“Grazie al Metodo Feldenkrais® – commenta Sergio Bartoli – possiamo offrire nuove opportunità a bambini che hanno gravose difficoltà a compiere le azioni più elementari della quotidianità e nuove speranze alle loro famiglie, costrette a gestire una condizione davvero penalizzante. Compito delle Istituzioni è anche vigilare su nuovi approcci, in particolare su quelli che prevedono un approccio olistico, e sostenerne la diffusione, qualora se ne riscontri l’efficacia”.

“Il Metodo Feldenkrais® può essere un concreto sostegno – conclude Bartoli –, tanto per i bambini con paralisi spastica, il 2 per mille della popolazione, con un impatto economico quantificabile intorno ai 100mila euro all’anno per ciascun bambino, quanto per le altre patologie, tra cui la SLA, su cui questo approccio può risultare significativo”.

Consiglieri regionali PD e GD Torino: Semestre filtro trovata propagandistica

“Servono interventi strutturali e urgenti contro la crisi della formazione sanitaria universitaria e del Servizio Sanitario Nazionale”

 

20.11.2025 – In occasione del primo appello d’esame del semestre filtro di Medicina, i Giovani Democratici di Torino hanno presentato una mozione al Consiglio Regionale del Piemonte per chiedere un intervento urgente contro la crisi della formazione sanitaria universitaria e del Servizio Sanitario Nazionale.

 Il cosiddetto semestre filtro è la prova definitiva dell’improvvisazione e dell’incompetenza con cui il Ministero dell’Università sta affrontando la crisi della formazione sanitariaUna riforma confusa, inutile e dannosa: una farsa. Non risolve nulla, non cura nulla, non cambia nulla. E soprattutto non affronta il problema vero: la mancanza drammatica di medici specialisti e di infermieri nel Servizio Sanitario Nazionale. La ministra Bernini ha venduto l’abolizione del numero chiuso come una rivoluzione epocale, ma oggi – proprio oggi – migliaia di studenti sono ancora a Lingotto Fiere a fare il test di medicina. Non ha abolito niente. Ha solo illuso un’intera generazione con slogan vuoti e spot da campagna social. Il risultato? Caos, disuguaglianze e una selezione ancora più ingiusta. Servono, invece, incentivi forti per trattenere i professionisti nel pubblico, che oggi è svuotato mentre il privato recluta a condizioni migliori. Servono infermieri: in Italia ne mancano 65mila, e i corsi all’università restano con posti vacanti perché la professione è stata abbandonata, lasciata senza tutele, senza dignità e senza retribuzioni adeguate. Di tutto questo la ministra non sembra minimamente consapevole. Continua a sventolare come un trionfo le poche centinaia di posti in più a Medicina inseriti quest’anno, ma è un inganno: nella migliore delle ipotesi quei posti si tradurranno in poche centinaia di specialisti tra dieci anni, quando il fabbisogno sarà già drasticamente calato e il trend si sarà invertito” commenta Giosuè Del Peschio, rappresentante Sanità dei Giovani Democratici di Torino.

Presenti anche i Consiglieri regionali del PD Daniele Valle, Gianna Pentenero, Nadia Conticelli Simona Paonessa che hanno appunto presentato una mozione in Consiglio regionale chiedendo un intervento urgente contro la crisi della formazione sanitaria universitaria e del Servizio Sanitario Nazionale “Noi chiediamo ciò che è puro buonsenso – commentano i Consiglieri PD –ossia abolire il semestre filtro, ripristinare i fondi tagliati all’università, programmare con lungimiranza fabbisogni e specializzazioni, finanziare il SSN almeno al 7,5% del PIL, ridare dignità al lavoro degli infermieri e di tutte le professioni sanitarie. Il Consiglio Regionale del Piemonte deve farsi carico di questa battaglia e portarla al Governo. La ministra ascolti finalmente studenti, docenti, professionisti e sindacati, invece di inseguire slogan. La sanità italiana non ha bisogno di propaganda: ha bisogno di soluzioni, competenza e coraggio”.

Continua il Consigliere regionale PD Mauro Salizzoni: “Spesso sentiamo parlare di “emergenza” in sanità, ma siamo di fronte a una vera e propria trasformazione strutturale che mette alla prova la tenuta del sistema e l’universalismo delle cure sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Un sistema che forza scelte professionali al prezioso capitale umano del comparto sanitario: stiamo, infatti, osservando un numero rilevante di medici che decide di lasciare l’ospedale pubblico. Le stime ci dicono che nel solo 2024 circa 7.000 medici ospedalieri hanno dato le dimissioni e, se estendiamo lo sguardo agli ultimi 18 mesi, il numero sale a 8.000 dirigenti. Per chi resta nel sistema, anche le prospettive di crescita sono limitate: solo il 12% raggiunge il ruolo di primario e tra questi le donne sono appena il 2%. Paradossalmente, guardando al futuro remoto, rischiamo il problema opposto: con l’aumento degli accessi all’università, le proiezioni indicano un possibile surplus di oltre 220.000 medici tra il 2025 e il 2040.  A questo fenomeno si somma il fattore demografico. Nel 2025 è infatti previsto il pensionamento di 14.918 medici. Fortunatamente questo numero scenderà progressivamente, arrivando a 8.674 nel 2031 e a 4.864 nel 2040, ma nell’immediato la coincidenza tra uscite volontarie e pensionamenti crea una sfida complessa per la gestione dei reparti.

E’ fondamentale per la tenuta del sistema – conclude Salizzoni – ridurre il divario con l’Europa e ridare valore al capitale umano della nostra sanità, non con slogan, ma con politiche serie e strutturate condivise con chi, in prima linea, vive quotidianamente le sfide del nostro sistema sanitario”.

 

Daniele Valle, Vicepresidente Commissione Sanità

Mauro Salizzoni, Portavoce Commissione Sanità

Gianna Pentenero, Presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale

Nadia Conticelli, Consigliera regionale

Simona Paonessa, Consigliera regionale

Giovani Democratici Torino

Il Congresso Fondativo di Patto per il Nord

“I valori del passato in un chiaro progetto per il futuro”

Nel weekend del 15 e 16 novembre 2025, al Teatro di Treviglio (BG), centinaia di persone
provenienti da 54 province del Nord e fino a Marche e Umbria si sono riunite per il Congresso
Fondativo di Patto per il Nord. Due giornate cariche di entusiasmo, emozione e voglia di ricostruire
una comunità politica basata su valori mai dimenticati e mai traditi.
Il Congresso ha mostrato il volto di un movimento nuovo, concreto e determinato a riportare al
centro il territorio, contro una politica nazionale percepita come distante e orientata ad
assistenzialismo e clientelismo. È stato sottolineato come il Nord, motore economico del Paese, sia
stato spesso penalizzato da scelte discutibili, come lo sperpero di 14 miliardi per il Ponte sullo
Stretto o l’assunzione di ulteriori 369 forestali in Sicilia.
Il cambiamento, secondo Patto per il Nord, deve partire dal basso, dai Comuni e dai territori, per
costruire uno Stato Federale moderno, ispirato ai modelli svizzero e tedesco.

L’intervento di Paolo Grimoldi
Il Congresso ha eletto Paolo Grimoldi Segretario Politico di Patto per il Nord. Nel suo intervento ha
dichiarato:
“Non siamo qui per ricordare ciò che eravamo, ma per decidere chi vogliamo essere a partire da
domani. Il Nord produttivo non può più aspettare: da oggi torna ad avere una voce politica chiara,
concreta, legata ai nostri territori e alle persone che ogni giorno fanno funzionare questo Paese.”
E ha aggiunto:
“Non siamo gli ‘ex’, non siamo nostalgici e non siamo una costola di nessuno. Siamo Patto per il
Nord: un partito nuovo, ma l’unico che nasce dai Comuni, dai sindaci, dagli amministratori locali,
dalle imprese e dalle famiglie del Nord.”
Grimoldi ha ribadito che il movimento dialogherà con tutti, ma:
“Non siamo la branca di nessuno, rimaniamo soli!”
E ha concluso:
“Vogliamo stare nelle piazze, nelle aziende, nei municipi. Vogliamo essere il partito che parla con
chi lavora e che porta in politica le istanze vere, non slogan.”

Ospiti e partecipazioni
Alla due giorni hanno preso parte anche rappresentanti di altre forze politiche, tra cui:
Michele Boldrin (Ora!), Luigi Marattin (PLD), Alessandro Sorte (FI), Marco Osnato (FdI),
Giuseppe Benedetto (Fondazione Einaudi), Emilio Del Bono (Pd), Benedetto Della Vedova
(+Europa), Marco Rizzo (DSP), e Filippo Lombardi (già parlamentare svizzero).
In totale, 65 relatori si sono alternati sul palco, rappresentando tutte le regioni del Nord.
Per il Piemonte è intervenuta la delegazione guidata da Renato Walter Togni, affiancato dai referenti
politici provinciali.
Le Mozioni del Piemonte
Il Piemonte ha presentato 10 mozioni, affrontando temi come:
• difesa delle culture locali
• contrasto all’immigrazione illegale e alla criminalità
• sicurezza e legalità
• riforma e snellimento della burocrazia sanitaria
• riconoscimento della Disabilità come condizione autonoma
Togni ha posto particolare attenzione a 3 mozioni da trasformare in Proposte di Legge di Iniziativa
Popolare:
1. Caro bollette energetiche
2. Detassazione delle pensioni da lavoro
3. Reclutamento del personale scolastico su base regionale
Nel suo intervento ha affermato:
“…tutti noi siamo chiamati a un’impresa storica (…) per risvegliare le coscienze dei cittadini delusi
e apatici. Se ormai l’astensionismo è oltre il 50%, un motivo ci sarà! Il nostro compito è far capire
che si può cambiare rotta.”
E ha concluso:
“La regola delle 3 C: Concretezza, Coerenza e Credibilità. (…) NOI e SOLO NOI, con la nostra
faccia pulita e la schiena diritta, siamo quelli che non abbiamo MAI cambiato idea e la coerenza ci
premia.”

Pentenero (PD): “Autonomia, basta propaganda”

“Servono solidarietà e risorse per tutte le Regioni”

 

19 novembre 2025 – “Le pre-intese che il Governo sta portando avanti sull’autonomia differenziata – con accordi separati e senza alcun confronto parlamentare – non sono altro che propaganda a fini elettorali. Così si rischia di spaccare il Paese e di creare Regioni di serie A e Regioni di serie B, con conseguenze gravi per i cittadini e per l’immagine stessa delle Istituzioni. Oggi è stata sottoscritta la pre-intesa a Torino e se da un lato mi fa piacere che il Presidente Cirio, in questa occasione, abbia manifestato gratitudine al Presidente Chiamparino per avere aperto la strada alla riforma, voglio ricordare che le basi e le finalità di quella proposta erano diverse” dichiara la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale, Gianna Pentenero.

“Come ha giustamente sottolineato il Presidente Giani, il regionalismo non può essere usato come strumento di divisione o di contrapposizione. Serve un confronto aperto e serio, che favorisca la solidarietà tra i territori e non le differenze. Il modello Calderoli-Meloni è quello dei figli e dei figliastri: non risolve i problemi, banalizza una battaglia storica e rischia di acuire rivalità e contrasti. Questo governo, a seconda della propria convenienza, si comporta in modo centralista, impugnando leggi regionali su temi come fine vita, balneari, turismo o salario minimo, ma adesso, per mettere bandierine elettorali, in occasione delle regionali in Veneto, si improvvisa autonomista” aggiunge Pentenero.

“Invito il Presidente Cirio, per una volta, a abbandonare la propaganda da campagna elettorale. Il Partito Democratico chiede di aprire un tavolo di lavoro con tutte le Regioni, per discutere delle materie non Lep e affrontare insieme la questione delle risorse e delle regole. Non rapporti preferenziali, non scorciatoie elettorali. L’autonomia deve essere equa, solidale e razionale. È su questo terreno che si misura la serietà di chi governa” conclude la Presidente Pentenero.

Firmata tra Governo e Regione la pre-intesa sull’autonomia differenziata

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È stata sottoscritta oggi dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, e dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, la pre-intesa relativa alle quattro materie dell’Autonomia differenziata, che avvia formalmente il percorso per il riconoscimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alla Regione Piemonte.

La pre-intesa definisce l’attribuzione alla Regione Piemonte di funzioni specifiche in ambiti ritenuti strategici, tra cui la protezione civile, con una maggiore autonomia decisionale e operativa nelle fasi emergenziali; le professioni, con la possibilità di disciplinare nuove figure professionali di rilevanza regionale; la previdenza complementare e integrativa, con la facoltà di attivare strumenti territoriali anche dedicati al personale pubblico, in particolare quello sanitario; e la tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica sanitaria, con una gestione più flessibile della programmazione economica, tariffaria, organizzativa e strutturale, nel pieno rispetto dei livelli essenziali di assistenza stabiliti a livello nazionale.


Il documento rappresenta il primo passaggio istituzionale vincolante verso l’intesa definitiva e si inserisce nel quadro normativo definito dalla legge n. 86/2024 e dalla sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale. L’intesa dovrà ora essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio regionale, presso il quale già domani è convocata la Commissione Autonomia per l’esame del testo.
Sorride al momento della firma il ministro Roberto Calderoli, che sottolinea l’opportunità di questo percorso a beneficio di tutto il Paese: «Sono convinto che, senza ideologie o pregiudizi politici, anche altre Regioni si faranno avanti. L’autonomia non toglie nulla a nessuno ma consente di agire con maggiore libertà rispetto ai vincoli che impone lo Stato centrale, e questo va tutto a vantaggio dei cittadini perché la singola Regione conosce meglio i bisogni e saprà dare le migliori risposte concrete. Con queste pre-intese siamo passati allo step successivo, dopo l’approvazione della legge 86/2024, e proseguiremo il cammino insieme ai governatori e con il via libera della stessa premier Meloni, che ha espresso la propria soddisfazione per i passi avanti. Abbiamo davanti un anno e mezzo di legislatura, io son convinto che i tempi ci siano per raggiungere questo risultato».
«Oggi arriviamo a una firma storica che attua l’Autonomia differenziata per il nostro Piemonte, portando a compimento un percorso iniziato nel 2018, quando io ancora non ero presidente e governava il centrosinistra, e che noi abbiamo ampliato e rinforzato nel 2019 e poi nel 2020, mantenendo un impegno programmatico assunto con i cittadini del Piemonte – spiega il presidente Cirio – Oggi attuiamo quello che prevede la nostra Costituzione, ovvero che ci sia la possibilità per le Regioni che lo richiedono, e il Piemonte l’ha richiesto, di poter avere maggiore autonomia su alcune materie per operare meglio e risparmiando risorse. La firma di oggi non è quindi solo un atto formale, ma sostanziale che porterà benefici alla vita dei piemontesi. A titolo di esempio – prosegue il presidente – con l’autonomia la Regione potrà dichiarare subito lo stato di emergenza in caso di calamità naturale, come oggi fa il Friuli Venezia Giulia, oppure destinare risorse aggiuntive per medici e infermieri che scelgono di lavorare, ad esempio, nelle zone di montagna garantendo il diritto alla salute anche nei territori più lontani dalle grandi città, oppure riconoscere le specificità a professioni che per loro natura sono regionali, e non nazionali, come le guide alpine o i maestri di sci».
Alla firma erano presenti anche la vicepresidente Elena Chiorino e l’assessore all’Autonomia Enrico Bussalino, che ha seguito l’intero percorso negoziale e istituzionale insieme al presidente Cirio per conto della Regione, e il presidente della Commissione Autonomia del Consiglio regionale, Andrea Cerutti.
«La firma di questa pre-intesa – dichiara l’assessore Bussalino – rappresenta un passo fondamentale verso un modello istituzionale che rafforza la responsabilità amministrativa e avvicina le decisioni ai territori. Il Piemonte ha competenze, struttura e visione per esercitare queste funzioni con efficienza e trasparenza, nell’interesse dei cittadini e nel pieno rispetto dell’unità nazionale».
La pre-intesa ha una durata di dieci anni, rinnovabile, e prevede l’istituzione di una Commissione paritetica Stato–Regione–Autonomie locali, incaricata di monitorare e accompagnare l’attuazione delle competenze trasferite, garantendo trasparenza, continuità e coerenza con il quadro nazionale.

cs

Carceri minorili, Pd: “Cambiare rotta”

 «Lunedì 17 novembre un giovane detenuto è evaso dal carcere minorile Ferrante Aporti di Torino. Non è un caso isolato. Come non sono un caso isolato le legittime denunce dei sindacati che sottolineano la grave carenza di organico degli istituti minorili. Lo stesso sindacato Osapp ha richiesto le dimissioni del capo del Dipartimento della Giustizia Minorile, sollecitando un intervento del sottosegretario» affermano le Consigliere regionali del PD Simona Paonessa e Gianna Pentenero, ed il responsabile Legalità dei Giovani Democratici Piemonte Filippo Gambini.

Che continuano «le denunce dei sindacati testimoniano come il Ferrante Aporti opererebbe con almeno venti agenti in meno. Una carenza di personale che si ripercuote in modo pesante sul personale impiegato in un lavoro già di per sé molto complesso e a cui va la massima solidarietà. Su questo delicato tema, ci torna in mente la scelta del Governo di impiegare donne e uomini delle proprie Forze dell’Ordine nei centri migranti in Albania, peraltro togliendo risorse a scuola, sanità e politiche attive del lavoro, lasciando sprovvisti di personale e in difficoltà praticamente la totalità di strutture sul territorio nazionale. Va inoltre sottolineato come il sovraffollamento delle strutture carcerarie sia un problema serio da risolvere, non nascondendo la testa sotto la sabbia e dimenticandocene appena i fatti di cronaca spariscono dai giornali».

«Quando il personale educativo e di sorveglianza è sotto pressione, la qualità delle relazioni con i minori detenuti rischia di deteriorarsi – concludono Paonessa, Pentenero e Gambini – e con essa la funzione rieducativa degli istituti che è fondamentale. Come è fondamentale costruire ponti con la comunità, associazioni, Enti locali, per sviluppare percorsi formativi, come quelli di formazione professionale o laboratori creativi. Se un giovane esce da un carcere senza aver avuto veri strumenti per cambiare, la probabilità che commetta di nuovo reati è alta. Investire nella rieducazione significa proprio dare a ragazze e ragazzi un’alternativa, un futuro diverso, una possibilità concreta di reinserimento nella società».

Casa, Grimaldi (AVS): Vicenda Molino parla alla politica, nessun alibi 

“Da mesi ci battiamo per dire che gli speculatori esistono, eccone uno conosciutissimo: Giorgio Molino, il ‘ras delle soffitte’ di Torino, la cui annosa vicenda giudiziaria per evasione fiscale si è appena conclusa con un patteggiamento: tre anni di reclusione da scontare ai domiciliari e 7 milioni di euro evasi da versare al fisco. Parliamo di un uomo che per decenni ha utilizzato società intestate a terzi per gestire oltre 1.400 immobili, cantine e soffitte affittate a persone fragili in condizioni indegne. L’iter giudiziario si è compiuto, ma è compito della politica trovare gli strumenti per impedire queste forme di speculazione edilizia ed evasione fiscale da parte dei grandi proprietari immobiliari, e per garantire al contempo edilizia popolare e canoni agevolati per le famiglie in condizione di difficoltà economica. I casi come quello di Molino sono proprio quelli che una seria ricognizione degli immobili privati permetterebbe di far emergere. E non si usi l’alibi dell’episodio isolato, di competenza della magistratura, per rifiutare di agire su un mercato lasciato a se stesso, che non garantisce il diritto alla casa e non blocca speculazioni e abusi. Serve un Piano casa nazionale, come chiede la nostra proposta di legge e come chiedono le assessore e gli assessori alle politiche abitative di oltre 40 città italiane, che animano l’alleanza municipalista per il diritto alla casa” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

Dalla Grecia a Torino, un aiuto a Marios

Nallo: “Le istituzioni non voltino lo sguardo”

Evi è la mamma di Marios, un ragazzo greco affetto da una malattia rara che gli ha devastato il fegato e il cuore. E la loro storia vi racconta il dolore ma anche il grande coraggio e forza di una madre.

Ieri, Evi e Marios sono arrivati in Italia dopo un vero e proprio viaggio della speranza: un viaggio che nessuna madre dovrebbe essere costretta a fare pur di salvare il figlio. Sono stati fatti atterrare a Pisa, ma Evi, sola, con bagagli alla mano e tanta preoccupazione, ha attraversato 5 ore di viaggio in treno notturno per raggiungere Marios, trasportato al centro trapianti di Torino in ambulanza.

Il racconto che mi ha fatto è duro e lascia aperte molte domande sulla situazione sanitaria in Grecia: ritardi nelle procedure, mancate visite con i medici, un trapianto rimandato all’infinito, fino al ricovero d’urgenza.

Per questo ho presentato un’interrogazione alla Giunta per sapere se la Regione fosse informata dell’arrivo di Marios, se si sia attivata per garantire cure e sostegno, e se stia dialogando con il Governo per chiarire il ruolo delle autorità greche e difendere il diritto di questo ragazzo a essere curato senza ostacoli. La stessa cosa hanno fatto i nostri parlamentari, Fregolent e Borghi, depositando una interrogazione.

In queste ore Marios lotta, ed Evi è qui a sostenerlo con una forza enorme. Il minimo che possiamo fare, come Istituzioni, è non voltare lo sguardo.
E da mamma a mamma, do tutto il mio sostegno.

Vittoria Nallo
Consigliera regionale Stati Uniti d’Europa

Castello (Lista Cirio): “Educare i giovani alla prevenzione della violenza”

Passo fondamentale contro i femminicidi e altre forme inaccettabili di prevaricazione

Una mattinata dedicata ai ragazzi delle scuole di Pianezza per analizzare, insieme a esperti di livello nazionale, il fenomeno del cyberbullismo. E’ uno degli eventi che il Comune ha organizzato nell’ambito dell’iniziativa “Pianezza contro la violenza sulle donne”: tra i relatori, i referenti nazionale e regionale dell’Osservatorio Violenza e Suicidio, Stefano Callipo e Ludovica Franchini, l’attrice e conduttrice Emanuela Tittocchia, Ivano Zoppi, Segretario generale della fondazione Carolina, e Cristina Seymandi, Coordinatrice Italia Economy.

Ad aprire il dibattito, moderato dalla giornalista Adele Piazza, Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente PML), Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte: “Coinvolgere i giovani in una seria riflessione sulla violenza – ha affermato Castello -, è indispensabile per prevenire eventi ancora più gravi: se uno dei nostri obiettivi è prevenire la violenza sulle donne e i femminicidi, non possiamo che passare dai giovani, condividendo con loro una seria riflessione sulle dinamiche culturali che vi sono sottese. Nell’ambito della mia delega al Corecom, che si occupa anche di prevenzione del bullismo e cyberbullismo, sottolineo l’importanza dell’attivazione del patentino per i giovani per l’utilizzo di dispositivi elettronici, in modo che siano formati e anche preparati ai rischi che si possono correre online: il nostro dovere, come istituzioni e come adulti, è tutelare le vittime e aiutare anche chi è autore di episodi di cyberbullismo, intervenendo quanto prima”.

“Non posso che ringraziare il Comune di Pianezza e tutti i Comuni piemontesi che in questi giorni stanno organizzando eventi, momenti di riflessione e testimonianza – conclude Mario Salvatore Castello -; è compito anche di tutti noi che siamo impegnati nelle Istituzioni offrire modelli alternativi di società e di comportamento, evitando azioni e soprattutto parole, anche nel dibattito, che possano essere travisate o trascendere il normale livello della dialettica fra le parti. Come componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale mi propongo di essere particolarmente attento e sensibile proprio a questi aspetti: a volte è sufficiente una parola non adeguata o non collocata al posto giusto, nella foga della discussione, per rendere meno efficaci molteplici sforzi e costante impegno per la prevenzione”.

Pentenero (PD): “Cirio tratta l’autonomia come un tema elettorale”

17 novembre 2025 – “Ancora una volta il presidente Cirio affronta un tema delicatissimo come l’autonomia differenziata con fretta e superficialità, piegandolo alle esigenze della campagna elettorale. È evidente che la sua accelerazione sia dettata più dalle imminenti elezioni regionali in Veneto che da una reale visione per il futuro del Piemonte. L’autonomia differenziata dovrebbe essere invece un tema di confronto, approfondimento e convergenza” dichiara la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale, Gianna Pentenero, commentando la notizia della firma delle pre-intese da parte del ministro Calderoli con le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria dei prossimi giorni.

“L’autonomia è una questione che comporta rischi enormi e, solo se ben gestita, qualche possibile opportunità. Ma è troppo importante per essere trattata come un passaggio burocratico o un atto di propaganda. Non esiste autonomia differenziata senza garanzie di uguaglianza e senza risorse certe: altrimenti si rischia di creare cittadini di serie A e di serie B, indebolendo la coesione nazionale e penalizzando proprio i territori più fragili” prosegue la Presidente del Gruppo Pd.

 “Il Partito Democratico ribadisce che la fretta è una cattiva consigliera e che non si dovrebbe ridurre un tema cruciale a una bandiera elettorale. Il Piemonte merita serietà, trasparenza e un confronto vero, non scorciatoie dettate dalla campagna elettorale” conclude Gianna Pentenero.