Il “torinese” comandante Mark e i Lupi dell’Ontario
Le avventure, narrate nell’omonimo fumetto, sono nate più di cinquant’anni fa – nel 1966 – ad opera di un trio di autori torinesi che si facevano chiamare “EsseGesse”, già autori di personaggi famosi nel mondo dei fumetti come Il grande Blek, Capitan Miki, Kinowa e Alan Mistero
L’incubo dei soldati inglesi è un fortino su un isolotto, difeso dalle acque del lago Ontario. Lì vivono i Lupi dell’Ontario e il loro leggendario capo, il Comandante Mark. Le sue avventure, narrate nell’omonimo fumetto, sono nate più di cinquant’anni fa – nel 1966 – ad opera di un trio di autori torinesi. I tre ,che si facevano chiamare “EsseGesse”, erano Pietro Sartoris, Dario Guzzon e Giovanni Sinchetto, già autori di personaggi famosi nel mondo dei fumetti come Il grande Blek, Capitan Miki, Kinowa e Alan Mistero. Le avventure del Comandante Mark si svolgono in meno di un decennio, tra il 1773 e il 1781, nella zona del lago Ontario, al confine tra il Canada e quelli che sarebbero diventati gli Stati Uniti d’America, durante la Guerra di indipendenza americana. Mark è un comandante dei Lupi dell’Ontario, un gruppo di patrioti volontari che combatte contro le Giubbe rosse di Re Giorgio III d’Inghilterra. Rimasto orfano da bambino, Mark – cresciuto col padre adottivo in un villaggio di pellerossa – abbraccia la causa dei patrioti americani quando scopre che suo padre, un capo dei “Figli della Liberta”, è stato impiccato dalle Giubbe Rosse. Quì irrompe la storia vera, poiché Sons of Liberty ( i Figli della Libertà) erano i membri di una società segreta che si poneva l’obiettivo di combattere la madrepatria, dato che questa imponeva pesanti dazi sulla colonia d’oltremare, dallo zucchero alla stampa. Tra le loro azioni più clamorose ci fu quella al porto di Boston, quando alcuni di questi patrioti, travestiti da pellerossa, attaccarono una nave carica di tè , gettarono a mare l’intero prezioso carico. A dividere le peripezie con il Comandante ci sono diversi personaggi come il calvo e coraggioso Mister Bluff, con il volto incorniciato da una folta barba ispida, ex corsaro ed ex compagno di lotta del padre di Mark o El Gancho (un rude marinaio con un uncino alla mano destra). Discorso a parte merita Gufo Triste, capo indiano con l’indole del menagramo, sempre pronto a dispensare le massime del suo trisnonno stregone, improntate al pessimismo e profetizzanti sciagure e guai. Da Gufo Triste e da Flok, il cane pelle, ossa e peli di Mister Bluff, nascono le migliori scenette della serie, essendo l’obiettivo preferito di questo cane ossuto il sedere da addentare del capo delle tribù dei Grandi Laghi che, a sua volta, non perde occasione per rendere pan per focaccia al povero cane, tendendogli i più strampalati trabocchetti. Ciò non toglie che i due, al momento opportuno, quando si tratta di combattere contro le odiate Giubbe Rosse inglesi, sfoderano un grandissimo coraggio. Infine, Betty: biondina dal viso acqua e sapone che incarna l’eterna fidanzata dei personaggi dei fumetti e, in questo caso, del Comandante Mark del quale è gelosissima. Fra i “cattivi” inglesi, il più delle volte sbaragliati dai Lupi dell’Ontario, un cenno va dedicato al crudele e spietato colonnello Sparrow e al maggiore Stoddard. Nelle tavole che narrano le avventure dei nostri eroi non mancano i pirati, i contrabbandieri della peggior specie e gli indiani corrotti dall’acqua di fuoco,orribile intruglio dove al pessimo whisky si mescolavano gli ingredienti più disparati e nocivi. Le avventure del Comandante Mark sono state pubblicate nei 281 numeri della Nuova Collana Araldo, caratterizzandosi rispetto alle altre ( come ad esempio quelle di Tex o di Zagor) , per gli episodi sempre autoconclusivi e raramente a puntate. Storie a fumetti che, oltre tutto, si racchiudevano in 64 pagine rispetto alle 98 dello standard bonelliano, dedicando le restanti pagine ad altri personaggi della Essegesse come i già citati Alan Mistero e Il Grande Blek, oppure Kerry il Trapper. La ragione del successo di questa serie a fumetti è racchiusa nella caratterizzazione dei personaggi. Il comandante Mark è il prototipo dell’eroe senza macchia e senza paura che lotta per gli ideali di libertà. E’ bello, giovane, aitante ed elegante, con la sua giubba e il berretto di castoro, oltre ad essere abilissimo nella scherma e dotato di una mira infallibile.La serie iniziata nel settembre del 1966 terminò nel gennaio del 1990 con il numero 281 ( “L’ultima vittoria” ) nel quale Mark e Betty si sposano e gli americani – guidati da George Washington – vincono sugli inglesi, ottenendo l’indipendenza dalla corona. Le avventure del Comandante Mark e dei suoi “lupi”, per quanto agli occhi dei più critici possano apparire scontate, sono riuscite a mantenere il loro fascino proprio per essere fuori dal tempo e immutate negli anni. Ed è per questo che, leggendole ancora oggi, riescono a suscitare ancora delle piacevoli emozioni.
Marco Travaglini
A Saluzzo “A” come “Artigianato”
Nell’antica “Capitale del Marchesato”, prende il via con l’88^edizione della “Mostra Nazionale dell’Artigianato”, la Rassegna “start/storia e arte – Saluzzo”
Dall’11 aprile al 17 maggio: “Casa Cavassa” e “Il Quartiere”
Saluzzo (Cuneo)
Il via sabato 11 aprile, negli spazi rinascimentali del “Museo Civico – Casa Cavassa” (via San Giovanni, 5), per arrivare fino a domenica 17 maggio. C’è più di un mese di tempo per visitare l’88^ “Mostra Nazionale dell’Artigianato”, primo grande evento inserito nella 10^ edizione di “start/storia e arte – Saluzzo”, promossa dal “Comune di Saluzzo”, con l’attenta regia della “Fondazione Amleto Bertoni”. Preziosa chicca di quest’anno, l’esposizione – a ricco ampliamento della “Mostra” – intitolata “Di bosco, di legno, disegno”, curata da Axel Iberti, designer di “formazione politecnica”, già protagonista del rilancio del marchio iconico “Gufram” (fondato nel 1996 in Piemonte) chiamato a interpretare il materiale simbolo del territorio con lo sguardo e gli strumenti del “design contemporaneo”.
“Casa Cavassa” si trasforma così in un “hub internazionale e d’avanguardia” da cui parte un suggestivo percorso che mette in dialogo i “pezzi unici” degli artigiani, dislocati anche negli spazi legati al “Premio Matteo Olivero”, fino ad arrivare a “Il Quartiere – ex Caserma Musso” (piazza Montebello, 1), “polo socio culturale” che ospita botteghe, laboratori e storie di chi fa dell’artigianato la propria vita. L’itinerario espositivo propone una ricca passerella di opere firmate da “maestri storici” e “talenti contemporanei”, autori spesso fantastici e visionari impegnati in creazioni uniche e “bizzarre” tradotte attraverso il confronto creativo con un materiale “duttile, naturale e vivo come il legno”. Fra i “designer iconici”, si va dunque da Philippe Starck pioniere francese del cosiddetto “design democratico”, attivo dagli anni ’80, con “Dick Deck”, sedia in legno che “sfida la gravità” con gambe asimmetriche, enfatizzando la venatura naturale come firma materica, a (sempre per restare in tema e solo per citarne alcuni) Godefroy de Vireau con la sua “Echelle”, seduta-scala in legno di betulla che evoca equilibri precari, in gentile concessione della “Fondazione Ferrero Comotto” fino a Ettore Sottsass (con la madia “Freemont” in legno laccato) e ad Alighiero Boetti (con il leggio “Leggi” di ispirazione “minimalistico – concettuale”).

E ancora gli artisti olandesi Ward Wijnant con le opere della serie “Blend” e Onno Adriansee con le opere della serie “Dawn”. Fra i nomi più contemporanei in mostra saranno presenti (in una selezione necessariamente compiuta a grandi balzi) opere da “Studio Nucleo” (Piergiorgio Robino e Daphne Forestieri, Torino) a Monoferments (Monostudio Associati, Milano), con la sedia e panca “Tempesta” in ciliegio recuperato da uragani, “forme curve che onorano cicli naturali e forza primordiale del legno urbano”. La mostra infine apre uno sguardo attento agli artisti e designer piemontesi di diverse generazioni: da Luca Federico Ferrero (Torino, 1995, Accademia Albertina) ad Enzo Mastrangelo (Alba, 1975, architetto-artista), fino a Enzo Bersezio (Lesegno Cuneo, 1943, allievo di Sandro Cherchi), all’ebanista saluzzese Omar Barbero e alla ditta “Salvi Harps” fondata da Victor Salvi negli anni 50 del ‘900.
Nei due fine settimana di sabato e domenica 11-12 e 18-19 aprile, il pubblico potrà immergersi nelle “Botteghe del Fare”, con oltre sessanta tra botteghe e Associazioni, dislocate a “Il Quartiere” di Piazza Montebello, con spazi aperti sabato dalle 15 alle 20 e domenica dalle 10 alle 20, dove mani esperte modellano i materiali più disparati intrecciando tradizione e avanguardia. Qui siamo nel grande cuore della “Mostra Nazionale dell’Artigianato”, in cui scoprire di tutto e di più, tessuti stampati a mano e capi in lana “scalda-anima”, sartoria “upcycling” che ridà vita a scarti tessili in abiti pezzi unici, accessori “outdoor” lavorati a ferri e uncinetto, fino ad arredi tessili confortevoli e ricami creativi che narrano storie locali. Per non dimenticare gioielli contemporanei d’ogni forma e fattura, mentre il cuoio si piega in lavorazioni precise e il ferro si forgia in creazioni robuste e naturalmente, protagonista assoluto, il “legno del Monviso”. Nelle stesse giornate dedicate alle botteghe al “Quartiere”, gli Artigiani esporranno le loro opere nei luoghi della città che ospitano i “Premi Matteo Olivero” degli anni passati, quali il “Foyer del Cinema Teatro Magda Olivero”, i “Fondi Storici” presso l’“Ex Biblioteca Civica” e la “Sala Capitolare” del “Chiostro di San Giovanni”.
Durante tutto il periodo della “Mostra”, saranno moltissimi anche gli appuntamenti collaterali, mostre e concerti; domenica 19 aprile, inoltre, a “Casa Cavassa” per tutta la giornata ci sarà una sezione del “Museo” dedicata completamente ai bambini, con il “Progetto Bimbi Materio”, a cura dell’ “Associazione Sinergia Outdoor”, nato “come risposta concreta a una crisi silenziosa:l’impoverimento dell’intelligenza manuale”.
Per info: www.startsaluzzo.it
g.m.
Nelle foto: Immagini di repertorio; Philippe Starck “Dick Deck; Godefroy de Vireau “Echelle”; Monoferments “Tempesta” (Ph. Anna Ramashova)
Seconda edizione
Don Bosco, Cavassa, Pellico, Carol Rama: undici tesori piemontesi da scoprire
L’iniziativa si terrà in tutto il mondo il 18 e 19 aprile
Torino, 6 aprile 2026 – Sono undici le realtà del Piemonte che prendono parte alle Giornate Internazionali delle Case della Memoria e dei Musei di personalità illustri. L’iniziativa si terrà il 18 e 19 aprile 2026 e vedrà, per il secondo anno consecutivo, case museo di tutto il mondo aprire simultaneamente le porte per consentire al pubblico di scoprire i luoghi vissuti dai Grandi. In totale sono oltre 400 le realtà che hanno aderito nel mondo; in Italia, oltre 150 in 18 regioni. Fino al 15 aprile, su www.casedellamemoria.it, saranno aperte le prenotazioni per il pubblico, per poter visitare i luoghi dove sono nati o hanno vissuto personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia.
Come da format, all’iniziativa sono state infatti invitate ad aderire tutte le case, i luoghi abitati dai grandi, i musei che testimoniano l’attività letteraria, artistica o musicale dei personaggi illustri internazionali. Le due giornate vedranno tutti i continenti uniti nel segno della cultura e della memoria alla scoperta di piccole abitazioni o ville monumentali, studi d’artista e veri e propri musei, residenze stabili, “rifugi” estivi, case di collezionisti, dove sono nati o hanno vissuto personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia.
«Fare rete è fondamentale per promuovere la cultura rendendola anche strumento di dialogo fra Paesi diversi del mondo – ha dichiarato Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Le Giornate Internazionali sono uno strumento eccezionale in questa direzione». «Quella del 18 e 19 aprile non è solo un’apertura al pubblico – ha spiegato il vicepresidente Marco Capaccioli – ma un atto di affermazione culturale. Vogliamo dimostrare che esiste una rete solida e coordinata che permette di scoprire i nostri territori e la nostra storia in modo nuovo».

Ecco tutte le realtà che aderiscono all’iniziativa. A Torino domenica 19 è aperto il Museo Francesco Faà di Bruno che include la visita al celebre campanile con vista sulla città (prenotazione obbligatoria); in entrambi i giorni, poi, il Museo Carol Rama propone visita guidata alla casa museo dell’artista con tariffa d’ingresso ridotta (prenotazione obbligatoria), mentre il Museo Casa Don Bosco apre gratuitamente le porte nel weekend. In provincia, a Rivoli, la Fondazione Cerruti, aperta gratuitamente il 19, e la Casa Museo Antonio Carena per un’esperienza immersiva con il curatore Nicolò Balocco. Doppio appuntamento al Castello di Miradolo – Fondazione Cosso di San Secondo di Pinerolo: il 18 ecco la degustazione di tè legata al tema della Camelia e il 19 laboratorio didattico per bambini e visita guidata al parco (attività incluse nel biglietto d’ingresso). Si prosegue con Cuneo e il Museo Casa Galimberti con “Missione Museo Casa Galimberti”: visita guidata sotto forma di gioco-investigazione per adulti e bambini (prenotazione obbligatoria entro le ore 12 del 17 aprile). In provincia, a Saluzzo, ecco Casa Cavassa e Casa Pellico entrambe incluse nel tour guidato “Saluzzo: tra personaggi illustri e dimore da scoprire” del 19 aprile; a Dronero il Museo Civico Luigi Mallé organizza per il solo sabato 18 la visita guidata “Luigi Mallé, dalla direzione dei musei civici torinesi al collezionismo privato”. Infine, la visita guidata gratuita (prenotazione obbligatoria) all’atelier di Angelo Morbelli all’interno di Villa Maria a Rosignano Monferrato (Al).
L’evento è promosso dall’Associazione Nazionale Case della Memoria, che mette in rete 120 case museo italiane, con il patrocinio del Ministero della Cultura, con il supporto e la collaborazione dei comitati Icom Demhist (Comitato Internazionale per le Case Museo Storiche) e Iclcm (Comitato Internazionale per i Musei Letterari e dei Compositori), Icom International, Icom Italia e la Rete Europea delle Case Museo dei Personaggi Illustri. L’evento ha inoltre la media partnership di Rai Italia e TgR Rai. Per la Toscana, vede UniCoop Firenze come sponsor tecnico e si tiene nell’ambito del progetto Memorie di Cultura, realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze.
Beato Francesco Faà di Bruno
Via S. Donato, 31 – 10144 Torino
Email: info@museofaadibruno.it
Telefono: 340 3461409
Sito web: museofaadibruno.it
Descrizione: il museo si sviluppa tra l’appartamento personale e le sale storico-scientifiche del Beato, scienziato e militare. La visita include la Chiesa e il celebre campanile, un’opera di ingegneria e fede con 300 scalini che offrono una vista unica su Torino.
Date di apertura: 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata con offerta libera
Programma: ingresso dalle 14.30 alle 18.30. Prenotazione obbligatoria. È gradita un’offerta (€4 consigliati) per la manutenzione del sito a cura dei volontari.
Casa Cavassa
Via San Giovanni, 5 – 12037 Saluzzo (CN)
Email: daniela.grande@comune.saluzzo.cn.it
Telefono: 0175 211438
Instagram: @museisaluzzo
Descrizione: simbolo del Rinascimento saluzzese, la dimora fu trasformata in museo a fine ‘800 dal marchese Tapparelli D’Azeglio. Si articola in 15 sale riccamente decorate con soffitti lignei dipinti e arredi d’epoca.
Date di apertura: 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata a pagamento
Programma: tour guidato “Saluzzo: Tra personaggi illustri e dimore da scoprire”. Partenza da Casa Cavassa verso Casa Pellico e i Fondi Storici della Biblioteca. Prenotazione tramite l’ufficio turistico.
Casa Museo Antonio Carena
Via Rombò 14 – 10098 Rivoli (To)
Email: casamuseocarena@gmail.com
Telefono: 3470393276
Sito web: www.antoniocarena.it
Facebook: Antonio Carena
Instagram: @antoniocarena
Descrizione: la casa dell’artista rivolese Antonio Carena, noto come “Pittore dei cieli”, espone la sua vita privata, gli oggetti che gli sono appartenuti e l’archivio che racconta di un uomo vissuto nella grande bellezza. Sono esposte una cinquantina di opere realize dalla metà degli anni ’40 fino al 2010.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata ad ingresso ridotto 5 euro anziché 10 euro; visita museale nella Casa-studio di Antonio Carena
Programma: nella dimora privata e nell’atelier-giardino, i partecipanti potranno vivere un’esperienza immersiva con il curatore Nicolò Balocco. In occasione delle Giornate Internazionali delle Case Museo, è prevista una riduzione speciale sul biglietto d’ingresso.
Casa Museo Carol Rama
Via Giovanni Francesco Napione 15 – 10124 Torino
Email: giadabattistello.gb@gmail.com
Telefono: 3488622016
Sito web: https://casamuseocarolrama.it/index.php
Facebook: https://www.facebook.com/share/DRZaDPiN6iXru7VA/
Instagram: https://www.instagram.com/casamuseocarolrama/
Descrizione:
Appartamento dove Carol Rama ha vissuto e lavorato dal 1940 al 2015. Lo spazio è un’installazione totale dove opere di Man Ray e Andy Warhol convivono con cimeli di famiglia e utensili da lavoro in un ambiente dove vita e arte si fondono.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata con tariffa ingresso ridotta; visita guidata presso la Casa Museo dell’artista Carol Rama
Programma: visite guidate di circa un’ora per piccoli gruppi (max 5 persone). Sabato 18 e domenica 19 Aprile ore 10:00 e 15:00. Costo: Biglietto ridotto €30 a persona. Prenotazione obbligatoria online.
Casa Pellico
Piazzetta Mondagli, 5 – 12037 Saluzzo (CN)
Email: daniela.grande@comune.saluzzo.cn.it
Telefono: 0175 211438
Sito web: VisitSaluzzo – Casa Pellico
Descrizione: edificio medievale situato in una delle piazze più suggestive di Saluzzo, dove nacque lo scrittore patriota Silvio Pellico nel 1789. Il museo ospita cimeli personali donati dalla sorella dello scrittore.
Date di apertura: 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata a pagamento
Programma: parte del tour integrato domenicale che include Casa Cavassa e la Biblioteca Storica. Maggiori info presso i contatti indicati.
Fondazione Cerruti
Vicolo dei Fiori 5 – 10098 Rivoli (To)
Email: f.bertolotti.bailey@fondazionecerruti.org
Telefono: +393513890690
Sito web: https://fondazionecerruti.org
Facebook: /
Instagram: @fondazionecerruti
Descrizione: la Collezione Cerruti nasce dalla passione e dall’intuito di Francesco Federico Cerruti.
Date di apertura: 19 aprile 2026
Tipo di attività: ingresso gratuito senza guida e colazione tutto il giorno
Programma: 19 Aprile 2026 dalle ore 11 alle ore 18 ingresso gratuito.
Fondazione Cosso – Castello di Miradolo
Via Cardonata 2; 10060 San Secondo di Pinerolo (TO)
Email: ufficiostampa@fondazionecosso.it
Telefono: 0121 376545
Sito web: www.fondazionecosso.com
Facebook: Fondazione Cosso
Instagram: fondazionecosso
Descrizione: antica dimora della contessa Sofia Cacherano di Bricherasio, oggi polo culturale d’eccellenza. La Fondazione promuove arte, musica e natura attraverso la sperimentazione e la valorizzazione del castello e del suo storico parco.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata e laboratori (Il compleanno di Sofia / Segreti di foglie e fiori)
Programma: sabato 18 ore 15 visita guidata con la Proprietà; “Una camelia in un tè: tra gusto e benessere”: degustazione di tè legata al tema della Camelia, con un costo di 15€ aggiuntivi rispetto al biglietto di ingresso. Domenica 19 ore 10:30: Laboratorio didattico per bambini (5€+il biglietto di ingresso per gli adulti). Domenica 19 ore 15: visita guidata al Parco. Attività incluse nel biglietto d’ingresso: 4€ per chi ha Abbonamento musei. Acquista il tuo biglietto sul sito o in biglietteria.
Museo Casa Don Bosco
Via Maria Ausiliatrice, 32 – 10152 Torino
Email: ana.martingarcia@museocasadonbosco.it
Telefono: 3534533594
Sito web: https://museocasadonbosco.org/
Facebook: https://www.facebook.com/museocasadonbosco
Instagram: https://www.instagram.com/museo_casadonbosco/?hl=it
Descrizione: il Museo Casa Don Bosco si trova nel complesso di Valdocco, Casa Madre dei Salesiani e luogo di origine dell’opera di San Giovanni Bosco (1815–1888). Inaugurato nell’ottobre 2020, il museo si sviluppa su circa 4.000 metri quadrati distribuiti su quattro piani.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: ingresso libero
Programma: 18 e 19 Aprile 2026 – Ingresso gratuito. È possibile visitare il museo in autonomia con audioguida tramite codice QR.
Museo Casa Galimberti
Piazza Galimberti, 6 – 12100 Cuneo
Email: museo.galimberti@comune.cuneo.it
Telefono: 0171 444801
Instagram: @museo.casa.galimberti
Descrizione: conserva l’appartamento e lo studio della famiglia Galimberti. La narrazione è incentrata su Duccio Galimberti, eroe della Resistenza. Il museo è un luogo vivo di memoria con un ricco archivio e biblioteca.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita itinerante per famiglie (gratuita)
Programma: “Missione Museo Casa Galimberti”: visita guidata sotto forma di gioco-investigazione per adulti e bambini. Sabato 18 ore 15.30; domenica 19 ore 15.30 e 17.00. Prenotazione obbligatoria entro le ore 12 del 17 aprile.
Museo Civico Luigi Mallé
Via Valmala 9 – 12025 Dronero (Cn)
Email: ivana.mulatero@tin.it
Telefono: 3478878051
Sito web: www.museomalle.org
Facebook: @museomalle
Instagram: @museonalleofficial
Descrizione: particolare museo d’arte voluto da Luigi Mallé (Torino 1920 – 1979). La collezione, situata nella casa dei nonni, diviene un lascito importante per il Comune di Dronero. Il museo espone migliaia di oggetti in un’aura di casa vissuta.
Date di apertura: 18 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata con biglietto a pagamento “Luigi Mallé, dalla direzione dei musei civici torinesi al collezionismo privato”.
Programma: sabato 18 Aprile 2026, ore 15,30. Visita guidata alla collezione permanente e alla mostra temporanea. Costo biglietto: 5 euro intero, 3 euro ridotto.
Villa Maria
Via Morbelli, 28; 15030 Rosignano Monferrato
Email: turismo.rosignanomonf@gmail.com
Telefono: 3771693394
Sito web: www.comune.rosignanomonferrato.al.it
Facebook: Rosignano Monferrato
Instagram: rosignanomonferrato_infopoint
Descrizione: Villa Maria residenza estiva del pittore Divisionista. All’interno dello studio troviamo la grande finestra riportata in più opere. Di rilievo i medaglioni ad opera di Giovanni Sotto comoda e i ritratti di Pellizza da Volpedo, Segantini, Bistolfi, Quadrelli e Longoni.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata gratuita (Visita all’ateler)
Programma: prenotazione obbligatoria al numero 3771693394. Visita autonoma lungo il percorso morbelliano.
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Il 10 aprile prossimo, alle ore 18, presso il Pop-App Museum del MUSLI, in via Corte d’Appello 20/F, rivivrà il mondo senza tempo di Peter Pan in una nuova veste artistica ed editoriale, grazie al progetto “L’Arte racconta i Classici”, promosso e ideato da Patrimoni d’Arte e con il patrocinio della Fondazione Tancredi di Barolo e la collaborazione artistica del maestro Maurizio Carnevali. La collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo e il MUSLI Museum della Scuola e del Libro per l’Infanzia, consolida un percorso volto alla valorizzazione del patrimonio culturale piemontese, già avviato con il progetto “L’Arte racconta i Classici – Alice nel Paese delle Meraviglie”, presentato a Palazzo Barolo il 14 novembre scorso.
L’appuntamento, ospitato negli spazi del Pop-App Museum del MUSLI, propone un’esperienza immersiva in cui arte e letteratura si incontrano per offrire una nuova interpretazione del capolavoro di J.M. Barrie. Attraverso un pensiero visivo e narrativo, il progetto restituisce tutta la forza evocativa dell’opera trasformando personaggi e atmosfere in immagini capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. Durante la presentazione, sarà svelata anche una nuova edizione del romanzo realizzata da Patrimoni d’Arte, in collaborazione con il MUSLI di Torino, che riunisce due testi letterari della tradizione e letteraria di Peter Pan: “Peter Pan e Wendy”, nella storica traduzione del 1939 firmata da Milly Dandolo, è “Peter Pan nei giardini di Kensington” nella rara edizione del 1911 pubblicata da Bemporad. L’evento sarà arricchito dall’esposizione di disegni originali da cui sono tratte le tavole illustrate del volume e da un percorso che fa dialogare parole e immagini, guidando il pubblico alla scoperta del progetto artistico ed editoriale incentrato su Peter Pan.
Interverranno all’incontro il prof. Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, il dott. Peter Masi, founder di Patrimoni d’Arte e il maestro Maurizio Carnevali, artista e illustratore.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Info: 011 8644360
Mara Martellotta
Nel mese di aprile continuano gli appuntamenti con le visite guidate straordinarie alla riscoperta degli spazi segreti, normalmente chiusi al pubblico, della Palazzina di Caccia di Stupinigi. L’11 e il 18 saranno attivati i due percorsi che raccontano la storia della Palazzina nelle sue diverse fasi abitative e il progetto architettonico alla base della sua costruzione.
“Passepartout” conduce dietro le porte segrete agli ambienti nascosti della servitù, ai passaggi e ai corridoi ricchi di fascino e di storia e permette di raggiungere la sommità della cupola juvarriana.
“Dietro le porte segrete” è la visita agli ambienti della servitù, ai passaggi e ai corridoi segreti usati per divincolarsi nel dedalo di stanze e raggiungere discretamente le sale e gli appartamenti privati. La visita conduce proprio dietro le porte segrete, negli spazi nascosti dove si muoveva la servitù e dove si trova ancora il quadro dei campanelli automatici che permette di comprendere da vicino il funzionamento di una residenza come quella di Stupinigi.
“Sotto il cervo” è una visita “in verticale” al meraviglioso ambiente ligneo che ospita la cupola del padiglione centrale, realizzato da Filippo Juvarra, con una vista totale sul paesaggio circostante. Dal grandioso salone centrale ovale a doppia altezza si percorrono 50 gradini per raggiungere la caratteristica balconata ad andamento concavo-convesso e infine arrivare, attraverso una stretta scala a chiocciola di ulteriori 50 scalini, alla sommità della cupola juvarriana per ammirare il particolare tetto a padiglione sorretto da una complessa orditura in legno e riconoscere dall’alto il grandioso progetto architettonico di Juvarra che con perfette geometrie, lungo un asse longitudinale che porta con lo sguardo fino a Torino, realizza un impianto scenografico straordinario per l’epoca.
Vista la particolarità dei luoghi oggetto della visita, normalmente non accessibili al pubblico, i visitatori saranno dotati di caschetto di protezione, per questo motivo possono accedere solo gli adulti e i ragazzi al di sopra dei 12 anni di età ed i gruppi non possono essere superiori alle 10 persone. Per partecipare è necessario essere in buona salute ed in condizioni fisiche tali da permettere di salire, a piedi, alcune rampe di scale. È necessario indossare un abbigliamento comodo e calzature chiuse, come scarpe da ginnastica o da trekking leggero. È vietato l’accesso con borse e/o zaini ingombranti, visto che il percorso è piuttosto impegnativo. È necessario non soffrire di patologie cardiache. A causa degli spazi limitati, non agibili a persone con disabilità, e della stretta scala a chiocciola, i due percorsi sono sconsigliati a chi soffra di claustrofobia o di vertigini e, in generale, a chi non sia in buono stato di salute.
Per partecipare alle visite guidate, della durata complessiva di circa un’ora, è obbligatoria la prenotazione alla mail stupinigi@info.ordinemauriziano.it
Biglietti: “Dietro le porte segrete” 22 euro (12 euro biglietto di ingresso + 10 euro visita guidata), ridotto 18 euro.
“Sotto il cervo” 25 euro (15 euro biglietto di ingresso + 10 euro visita guidata), ridotto 22 euro.
Per i possessori di Tessera Abbonamento Musei: 10 euro (ingresso gratuito alla Palazzina).
Informazioni al numero: 011 6200601, dal martedì al venerdì 10-17,30
Mara Martellotta
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Piero Chiambretti: “Finché la barca va”
Sarà la sua arguta, dissacrante ironia a risuonare nel “Villaggio Narrante” in “Fontanafredda” della “Fondazione E. di Mirafiore”
Venerdì 10 aprile, ore 19
Aperte le iscrizioni per la “Passeggiata Resistente” nel “Bosco dei Pensieri”
Serralunga d’Alba (Cuneo)
La nazional-popolare Orietta (parlo della Berti) se lo cinguettava – quell’arcinoto motivetto “Finché la barca va” – con dolci e armoniosi gorgheggi. “Pierino La Peste”, invece “sbotterà”, come suo solito, a tutto gas. Parlo, è ovvio, del Piero Chiambretti, del nostro torinesissimo (pur se nato ad Aosta, tralascio l’anno che anche per lui l’età comincia a farsi argomento “delicatino”) e “torinista” d’incrollabile fede granata, con l’anima in sede fissa alla mai tradita “Curva Maratona”. Sarà proprio lui, infatti con l’incontro, a tutto campo, dal titolo “oriettabertiano” di “Finché la barca va” (ma anche titolo di una sua fortunata trasmissione televisiva, 2025, su Rai3), il prossimo ospite del “Laboratorio di Resistenza Permanente” (XVI edizione, nel segno della “#PARTECIPAZIONE”) organizzato dalla Farinettiana “Fondazione E. di Mirafiore” di Serralunga d’Alba (Cuneo). Me lo vedo già. Istrionico, travolgente, imprevedibile e la battuta svicia svicia, generoso elargitore di ricordi, aneddoti e riflessioni che guardano al passato, ma soprattutto al presente e all’ancora lungo (glielo auguriamo tutto) futuro; eccolo muoversi nel “Villaggio Narrante” in Fontanafredda o nel “Bosco dei pensieri”, non, per dirla in lingua subalpina, Coma na barca ‘nt el bòsch (Come una barca nel fitto del bosco), ma Coma na barca ch’a va via dlisà (Come una barca che scivola liscia) fra le lievi onde di un mare pacifico e amico. E allora mettiamoci in barca con lui. Lasciamoci trasportare, lui ovviamente ai remi!
Cosa aspettarci dalla serata chiambrettiana? Autore e conduttore di format Tv “che hanno ridefinito il concetto di intrattenimento televisivo, sull’onda di un’ironia tagliente e visionaria creatrice di una cifra stilistica inconfondibile”, sicuramente Pierino non scenderà dall’alto con quelle grandi “ali d’angelo” che lo portarono nel 1997 sul palco del Festival sanremese (cui partecipò più volte) al fianco di Mike Bongiorno e Valeria Marini – se ben ricordo – ma non mancherà di regalare al pubblico una carrellata di ricordi che porteranno tutti, felicemente, indietro nei tempi, su su fino ai giorni nostri. Dalle prime Tv e radio private torinesi al Cabaret fino al talentuoso e lungo passaggio in Rai (da “Forte Fortissimo” al magico “Divano in piazza” fino a “Cartolina” nelle vesti di un portalettere che arriva perfino a interloquire, faccia tosta!, con Giulio Andreotti) e al passaggio al “Biscione” (con “Striscia la notizia” in coppia con la Hunziker, al “Chiambretti Supermarket” al fianco di Cristiano Malgioglio e a “La Repubblica delle donne”, solo per far menzione di alcuni programmi) per poi tornare in Rai, terzo Canale, e prendere parte alle due edizioni di “Rischiatutto 70” con Carlo Conti, a due edizioni di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” e, per l’appunto, a “Finché la barca va”, programma di interviste ed approfondimenti condotto, nel 2025, navigando niente meno che sul Tevere.
Alla Farinettiana “Fondazione” di Fontanafredda sarà dunque un diluvio di ricordi, ma anche, certamente, di riflessioni sul presente. E di attese sul futuro. Dalla sua, una carriera condotta non solo all’interno del mondo televisivo, ma caratterizzata da tante altre sfaccettature e perfino, lo sappiamo bene, nel campo da anni del mondo imprenditoriale, quello della Ristorazione, attraverso la società “Food &Company”. Al riparo di un largo ombrello a difesa, fra ineludibili alti e bassi, di un meritato successo. Il merito? “A 18 anni – ebbe a rispondere in un’intervista il buon Pierino – ho cominciato a lavorare nel Cabaret e ho capito che la mia statura poteva diventare un punto di forza. Non mi misuro, penso di essere un metro e sessanta e … mai usato scarpe rialzate. Non mi piace imbrogliare. Mi danno l’idea di volere e non potere” . Grande, unico Pierino!
Attenzione!
Dalla “Fondazione E. di Mirafiore” avvertono anche che sabato 25 aprile, a partire dalle 10, si svolgerà la consueta “Passeggiata Resistente” nel “Bosco dei Pensieri”. L’appuntamento è presso il nuovo “Bar Fontana by Ugo Alciati”, situato sotto i portici della “Bottega del Vino”, da cui partiranno i tre gruppi di lettura con Oscar Farinetti, Antonio Armano e Paola Farinetti. Al termine della passeggiata, un momento di raccoglimento per ricordare i partigiani caduti della “XXI^ Brigata Matteotti” e per intonare i canti della Resistenza con Filippo Bessone, ex frontman del gruppo “Trelilu” e la fisarmonica del maestro Walter Porro. In caso di maltempo, la passeggiata si svolgerà nelle “Cantine Storiche” di Fontanafredda. La partecipazione è libera, ma è gradita la prenotazione.
“Fondazione E. di Mirafiore”,Villaggio Narrante in Fontanafredda, via Alba 15, Serralunga d’Alba (Cuneo); tel. 0173/626424 o 377/0969923 o www.fondazionemirafiore.it
Gianni Milani
Nelle foto: Piero Chiambretti e Oscar Farinetti
L’INTERVISTA
Valorizzare il patrimonio legato alla Cittadella di Torino e aprire il museo ad un nuovo pubblico attraverso tecnologie e nuovi linguaggi della narrazione.
Il Museo Civico Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706 apre una nuova fase con l’arrivo del nuovo direttore, il Gen. Roberto De Masi. Governance, innovazione digitale, inclusività e nuovi spazi sono le direttrici lungo le quali intende sviluppare il suo mandato, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del museo nella vita culturale torinese e di ampliare il pubblico anche in vista del 350° anniversario dall’anno di nascita di Pietro Micca.
Generale De Masi, quali sono gli obiettivi che si propone nel suo mandato?
Il mio obiettivo è consolidare il museo come presidio culturale della città e luogo di riferimento per la conoscenza dell’assedio del 1706. Per farlo è necessario innanzitutto lavorare sulla gestione rafforzando il coordinamento tra i soggetti coinvolti nelle attività culturali. Una struttura organizzativa più solida consente di programmare iniziative con maggiore continuità e di sviluppare progetti capaci di ampliare la diffusione della conoscenza storica legata alla Torino militare.
Il patrimonio del museo è strettamente legato alla storia della città. Come si può raccontarlo oggi ad un pubblico più ampio?
Il museo custodisce un patrimonio di grande valore, legato alla memoria della Cittadella di Torino e alla figura di Pietro Micca. Per dialogare con un pubblico sempre più ampio è necessario aggiornare gli strumenti di comunicazione e di narrazione. L’innovazione digitale può aiutarci molto, dalle nuove modalità di visita a strumenti interattivi che rendono l’esperienza più coinvolgente e permettono di raccontare in modo efficace le vicende dell’assedio e il sistema difensivo della città.
Tra i temi che ha indicato c’è anche quello dell’inclusività. Che cosa significa per un museo come questo?
Significa lavorare perché il museo possa essere sempre più accessibile e aperto a pubblici diversi. Naturalmente è necessario tener conto di alcune caratteristiche strutturali del sito: il percorso di visita comprende le gallerie sotterranee della Cittadella, un sistema di cunicoli militari progettati per la difesa della città e oggi tra gli elementi più suggestivi del museo.
Attraverso strumenti di narrazione innovativi possiamo permettere anche a chi non può percorrere fisicamente le gallerie di conoscerle e comprenderne la funzione storica. L’obiettivo è mantenere il legame con l’esperienza originale del sito offrendo, allo stesso tempo, nuove modalità di accesso ai contenuti.
Qual è, quindi, la sfida dei prossimi anni per il museo?
La sfida è coniugare la tutela di un patrimonio storico unico con la capacità di aprirsi a nuovi linguaggi e a nuovi target di pubblico. Rafforzare l’organizzazione, innovare la comunicazione e ampliare le possibilità di accesso sono i passaggi fondamentali per far sì che il Museo Pietro Micca diventi sempre più un luogo di divulgazione e di memoria condivisa, capace di raccontare la storia della città con strumenti contemporanei senza perdere, tuttavia, l’autenticità di uno dei siti storici più affascinanti di Torino.
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