CULTURA

Memorie creative a Palazzo Birago

L’appuntamento è in pieno centro storico torinese dove vi invitiamo a Palazzo Birago di Borgaro – in via Carlo Alberto 16. Di fronte un giardino che scalda la vista e purifica l’aria, dentro all’illustre gioiello di architettura, attraverso uno scalone elegante, ecco che il piano nobile del Palazzo, sede della Camera di Commercio, accoglie per 10 giorni, dal 5 al 14 giugno ,“Memorie creative”,  un viaggio nei saperi della mano che ricorda, crea e tramanda memorie creative. Con il Patrocinio della Città di Torino.

Metalli preziosi, legno, argilla, vetro, filati, tessuti, pellami, carta lavorata, ferro battuto. Ma anche vecchi ombrelli dismessi, cartone riciclato, foglie, fiori, bottoni vintage….E poi ancora a mescolare e trasformare creativamente il tutto tecniche manuali di antica tradizione che richiedono sapienza, passione, ispirazione, ore infinite di lavoro e tanta memoria.

Tutto questo è tanto di più è lo straordinario mondo del fatto-a-mano, del sapere artigianale che dal 5 al 14 giugno verrà ospitato presso le sale del piano nobile di Palazzo Birago di Borgaro, antico e affascinante, e sede istituzionale della Camera di Commercio che ha condiviso e promuove il progetto della mostra “Memorie Creative” insieme all’Associazione torinese Fatto-a-mano.

Più di 25 testimoni del fatto a mano espongono una selezione di propri manufatti interpretando la loro più autentica “memoria creativa”.

Ogni oggetto è protagonista di una storia che lascia memoria di e di un mondo. Ne nasce un mosaico straordinario, insolito, un vivace racconto che stimola emozioni, sblocca ricordi, sollecita curiosità, contagia dolcezza e magia.

Il mondo corre frenetico tra ansia ed incertezze. In Palazzo Birago, senza alcuna concessione alla nostalgia, l’invito è a fermare la mente aprendo il cuore alla bellezza della manualità, terapeutica per chi la pratica e chi la sceglie. 

Perchè le mani ricordano. Il talento crea. E le memorie creative lasciano il segno.

“La Grande Invasione”… di libri e autori

Per il secondo anno, ritorna a Chieri (ma anche ad Ivrea e ad Aosta) il “Festival della lettura”. Ospite internazionale, l’autrice indonesiana Intan Paramaditha

Dal 29 al 31 maggio

Chieri (Torino)

Incontri con scrittrici e scrittori, lezioni, reading, momenti di approfondimento e rassegne stampa condivise: anche quest’anno (alla sua seconda edizione) non mancherà di cifre particolarmente significative abbinate a momenti culturali di altissima qualità, “La Grande Invasione”, il “Festival della lettura” – curato da Marco Cassini e Gianmario Pilo insieme ad Eleonora Pepe e a Mariangela Crupi per gli eventi dedicati ai più piccoli – che si terrà a Chieri da venerdì 29 a domenica 31 maggio. Festival che la “città collinare” condivide in parallelo da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno con Ivrea (dove l’evento raggiunge addirittura la sua quattordicesima edizione) e sempre da venerdì 29 a domenica 31 maggio con Aosta, che ospita la terza edizione.

“Sarà un’invasione ‘gentile’ – sottolineano con soddisfazione Alessandro Sicchieri e Antonella Giordano, sindaco e assessora alla ‘Cultura’ della Città – fatta di pensieri, dialoghi e presenze che animano la nostra Comunità, portando la Cultura tra le persone e in spazi diversi, per renderla occasione concreta di partecipazione”. Del resto, non ci sarà che l’imbarazzo della scelta. In programma, ci sono infatti ben 30 incontri, tutti gratuiti, per un totale complessivo di più di 20 ospiti nell’arco di tre giorni. Sei il luoghi ospitanti: dall’“Auditorium Leo Chiosso” (via Conceria, 2) alla “Biblioteca Civica Nicolò e Paola Francone” (via Vittorio Emanuele II, 1), dal “Caffè Vergnano” (via Vittorio Emanuele II, 3) al “Cortile del Municipio” (via Palazzo di Città, 10), fino alla “Libreria Mondadori – Centro Storico” ( via Vittorio Emanuele II, 42b) e alla “Sala del Consiglio Comunale” (via Palazzo di Città, 10). A dare il via ai giochi, venerdì 29 maggio, sarà il drammaturgo, romanziere e poeta veneziano (“Premio Strega” 2009) Tiziano Scarpa che leggerà alcune poesie tratte dalla raccolta da lui stesso tradotta, “Tutto il giorno alle corse dei cavalli, tutta la notte alla macchina da scrivere” di Charles Bukowski: versi che, quarant’anni dopo la prima uscita negli Stati Uniti, “conservano intatte la strabordante vitalità, l’ironia corrosiva, la sferzante ruvidezza di una scrittura unica”. A seguire, Alessandro Perissinotto.

Sua la lezione dedicata a Georges Simenon “I mille volti di Maigret”. In chiusura della prima giornata, Mauro Pescio che racconta il giornalista, scrittore e attivista politico argentino Rodolfo Jorge Walsh Gill (diventato nel 1977 uno dei tanti desaparecidos per una lettera d’accusa al regime di Videla) e il suo capolavoro “Operazione Massacro”, libro definito da Gabriel García Márquz “un capolavoro del giornalismo universale”Sabato 30 e domenica 31 maggio sono confermati gli appuntamenti mattutini al “Caffè Vergnano” con la rassegna-stampa a cura della giornalista Simonetta Sciandivasci, che sarà anche in conversazione con l’autrice, attivista e studiosa femminista indonesiana Intan Paramaditha, a partire dal suo “La notte dei mille inferi”, nel quale rivela come la cosa più spaventosa nella vita non siano i “fantasmi che popolano le sue opere”, ma il “pregiudizio umano”. A seguire, Nicola Lagioia, nella sua lectio “La guerra come malattia della specie” spiegherà in che modo la letteratura possa aiutare a capire i conflitti del mondo. A trattare il “tema bellico” anche la lectio dell’economista Alessandro Giraudo, mentre sul tema “La Costituzione come anima della nostra comunità” dialogheranno idealmente Matteo Saudino e Benedetta Tobagi, che a Chieri racconterà come si arrivò al voto delle donne del 2 giugno 1946. In estrema sintesi, altre presentazioni in programma: quelle di Alice Basso, seguita da Beatrice Tozzi (che, con il romanzo “Memorabilia” ha vinto il “Premio InediTo – Colline di Torino”), da Marco BalzanoElena Varvello e Marco Rossari. Ancora da evidenziare, per questa seconda edizione del “Festival” il ritorno della sezione “Esordi” (sette i “talenti emergenti” segnalati) e l’arrivo a Chieri per la prima volta de “La piccola invasione”, la sezione dedicata ai lettori più giovani, con nove appuntamenti ed oltre quaranta classi coinvolte di ogni ordine e grado, dove si terranno reading e specifici “laboratori”.

I giochi si concluderanno nella serata di domenica 31 maggio con Valeria Parella che, in dialogo con Stefania Soma (Petunia Ollister), a partire dal suo ultimo romanzo “La ragazzina”, racconta la sua storia di Giovanna d’Arco per quello che è anche oggi: la storia di una ragazza che sfida il potere degli uomini, che rifiuta i ruoli imposti, che rivendica la propria voce e il proprio spazio nel mondo.

Da segnalare, infine, che sempre a Chieri, da mercoledì 3 a venerdì 5 giugno si svolgerà, a cura del locale “Liceo Augusto Monti”, il Festival “PARA RISUM. Affrontare la guerra a colpi di risate”. L’evento inaugurale con lo scrittore urbinate Alessio Torino (mercoledì 3alle 9, alla “Biblioteca Museion”) è realizzato in collaborazione con “La grande invasione”.

Per info dettagliate su programma e luoghi: www.lagrandeinvasione.it

g.m.

Nelle foto: Intan Paramaditha; Locandina “Festival”; Nicola Lagioia; Benedetta Tobagi

Garesio Wine Prize for Documentary Photography: vince Chatard

Chatard è stato scelto da una giuria composta da Giovanna Garesio, fondatrice di Garesio Vini e Resort, Walter Guadagnini, direttore artistico di EXPOSED Torino Photo Festival, e François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino.

Il premio offre al vincitore una residenza artistica nelle Langhe finalizzata alla realizzazione di un nuovo progetto fotografico.

Il fotografo documentarista e ricercatore visivo franco-tedesco Daniel Chatard, classe 1996, è il vincitore della seconda edizione del Garesio Wine Prize for Documentary Photography. Il riconoscimento, promosso dall’azienda vitivinicola Garesio Vini e Resort in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, rientra nel programma di EXPOSED Torino Photo Festival ed è dedicato ai progetti capaci di raccontare con uno sguardo originale e consapevole i temi del paesaggio, dell’ambiente e dell’ecologia.

Questa la motivazione del premio:

“La giuria assegna il Garesio Wine Prize for Documentary Photography a Daniel Chatard per la capacità di interpretare con sensibilità il tema del paesaggio e delle sue trasformazioni, raccontando attraverso immagini autentiche, potenti ed evocative le dinamiche economiche, sociali e politiche che lo caratterizzano. Pur essendo molto giovane, il suo percorso artistico evidenzia una notevole maturità espressiva, confermata dalle collaborazioni con importanti realtà internazionali della fotografia, da Der Spiegel al Washington Post, fino a esperienze artistiche come il Chobi Mela Festival in Bangladesh, la Prototriennale di Amburgo e Aperture Gallery di New York. Ogni fotografia dimostra attenzione al contesto, cura del dettaglio, equilibrio compositivo e una visione personale capace di costruire una narrazione immediatamente riconoscibile. La sua ricerca si distingue inoltre per originalità, coerenza tematica, attenzione alle piccole comunità locali e forte intensità emotiva, elementi che ne fanno una delle voci più interessanti della fotografia contemporanea. Con questo premio si vuole valorizzare non solo il talento già espresso, ma anche le future potenzialità creative e umane di un autore destinato a sviluppare ulteriori esperienze di rilievo”.

La premiazione si terrà martedì 2 giugno alle ore 18.30 presso CAMERA Torino e rappresenterà anche l’occasione per approfondire il lavoro e la ricerca visiva di Chatard, nell’ambito della chiusura della terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival, dedicata ai protagonisti emergenti della fotografia contemporanea.

Mara Martellotta

A schermo pieno. Eni nel cinema italiano

Una mostra curata da Sergio Toffetti è ospitata al Museo Nazionale del Cinema di Torino, un viaggio attraverso le stazioni AGIP raccontate dal cinema italiano

 

Il Museo Nazionale del Cinema ospiterà fino al 24 giugno prossimo una mostra fotografica curata da Sergio Toffetti , che rappresenta un viaggio attraverso le stazioni AGIP raccontate dal cinema italiano, una sorta di cartografia che mostra l’evoluzione del paesaggio e la trasformazione di stili di vita, sogni e bisogni individuali e collettivi.

Allestita al piano di accoglienza della Mole Antonelliana e realizzata in collaborazione con ENI, l’esposizione con foto di scena, fotogrammi, immagini e spot, narra il modo in cui il cinema italiano abbia trasformato distributori di benzina e aree di servizio in luoghi simbolici della modernità, specchio dell’evoluzione sociale, economica e culturale dell’Italia.

Da semplici tappe obbligate lungo le strade della mobilità, le stazioni AGIP nel tempo sono diventate presenze ricorrenti, punti di incontro dai quali sono nate storie capaci di attraversare generi, epoche e immaginari.

Il percorso espositivo si sviluppa cronologicamente e viene raccontato attraverso foto di scena e fotogrammi tratti da ben 37 film , a partire da “Ossessione” del 1943 di Luchino Visconti, per passare al Caso Mattei di Francesco Rosi del 1972, approdando poi nel 2014 a “Perez” di Edoardo Perez.

Al centro della mostra vi è la riproduzione della stazione di servizio AGIP di Piazzale Accursio a Milano, realizzata nel 1953 da Mario Bacciocchi. Si tratta di un capolavoro dell’architettura del Novecento, simbolo del boom economico di quegli anni. Al suo interno un monitor propone due montaggi alternati a spot pubblicitari, mentre sulle pareti disegni e immagini illustrano l’evoluzione del design delle stazioni di servizio.

Si tratta di lavori provenienti dall’Archivio storico di ENI, una realtà che non racconta soltanto la storia di un’azienda, ma anche quella del paesaggio italiano e delle comunità che lo hanno abitato.

Tra le immagini quella del 1932 con cui il MOMA di New York ha presentato per la prima volta una pompa di benzina, riconoscendola come simbolo di razionalità e modernità.

In Italia, negli anni Cinquanta, AGIP ne trasforma il design grazie al lavoro di Marcello Nizzoli, che rende iconici i distributori valorizzando il “cache sei zampe” di Luigi Broggini.

Sono alcuni degli esempi della memoria collettiva incarnata dall’Archivio Storico ENI, che supera il valore aziendale e viene ad assumere un significato culturale e civile. Nei suoi 6 km di documenti , 500 mila immagini, 5 mila audiovisivi, 70 mila disegni tecnici si leggono i cambiamenti della città, delle campagne, delle infrastrutture e dei luoghi di lavoro lungo tutto il Novecento.

Nel passaggi dal cinema in bianco e nero a quello a colori, le stazioni di servizio sfilano come sequenze cromatiche e di stile nei road movies all’italiana. Icone degli anni del boom economico diventano anche espressione di un immaginario collettivo capace di intrecciare tecnica, design e aspirazione al benessere.

Le stazioni di servizio, collocate lungo le principali arterie autostradali, si impongono insieme al simbolo del “cane a sei zampe” come alcuni dei simboli maggiormente riconoscibili di un Paese come l’Italia proiettato verso la modernità.

Nel cinema italiano la stazione Agip diventa un luogo familiare e insieme sospeso, teatro di incontri, partenze, soste notturne e momenti di trasformazione personale, oltre che strumento privilegiato per osservare come luoghi apparentemente ordinari abbiano contributo a costruire la memoria collettiva del Paese.

L’esposizione “A schermo pieno” è, quindi, la ricostruzione di un paesaggio in continuo cambiamento, quello di un’Italia attraversata anche dal mito americano, dall’euforia del miracolo economico e dalla nascita di nuovi modelli di socialità e consumo.

Dopo la proiezione avvenuta giovedì 21 maggio, alle 20.30, al Cinema Massimo de “Il sorpasso” di Dino Risi, film girato in Italia nel 1962 e uno di quelli che meglio è riuscito a raccontare le varie facce della modernizzazione dell’Italia nel secondo dopoguerra, fino al 29 giugno, sempre al Cinema Massimo verrà proposta la rassegna di “A schermo pieno. Eni nel cinema italiano” con quattro film che hanno contribuito a rappresentare l’ Italia del progresso tra gli anni Sessanta e i Settanta del Novecento . Sono in programma Ossessione di Luchino Visconti del 1943, la Dolce Vita di Federico Fellini del 1960, Kidnapped- Cani arrabbiati di Mario Bava del 1974 e “A ciascuno il suo” di Elio Petri del 1967, autori che hanno fotografato il nostro Paese percorso da un profondo cambiamento sociale.

Mara Martellotta

The Phair, 42 gallerie a Torino: chiusa la rassegna internazionale di fotografia

Annunciate le date 2027 e assegnati i premi, residenze e acquisizioni istituzionali

Appuntamento dal 20 al 23 maggio 2027

Torino, 24 maggio 2026Si è conclusa la VII edizione di THE PHAIR | Photo Art Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia e all’immagine contemporanea che per tre giorni ha animato le OGR Torino in Sala Fucine, registrando una significativa partecipazione di pubblico proveniente dall’Italia e dall’estero. Da venerdì 22 a domenica 24 maggio, THE PHAIR ha riunito 42 gallerie italiane e internazionali provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Montenegro e Svezia, confermandosi uno degli appuntamenti di riferimento per collezionisti, curatori, artisti e professionisti del settore.

L’edizione 2026 ha confermato la crescita internazionale della manifestazione e la sua capacità di costruire un dialogo sempre più ampio tra fotografia, arti visive, ricerca curatoriale e nuove piattaforme culturali, attraverso un percorso espositivo unitario e un articolato programma di incontri dedicati al futuro dell’immagine contemporanea.

Con questa VII edizione THE PHAIR continua il proprio percorso di crescita internazionale, consolidando Torino come luogo di confronto privilegiato per la fotografia contemporanea e per le nuove pratiche visive. La qualità delle gallerie partecipanti, il dialogo con le istituzioni culturali internazionali e l’attenzione verso ricerca e sperimentazione testimoniano la volontà di costruire una piattaforma sempre più aperta, dinamica e capace di leggere la complessità del presente attraverso le immagini. Appuntamento al prossimo anno, dal 20 al 23 maggio”, dichiarano Roberto Casiraghi e Paola Rampini, fondatori di THE PHAIR.

THE PHAIR 2026 si conferma inoltre un momento di profonda valorizzazione dell’immagine contemporanea grazie all’assegnazione di premi, residenze artistiche e acquisizioni istituzionali volti a sostenere la ricerca artistica, le nuove produzioni e le gallerie partecipanti.

Sono stati annunciati i vincitori dei premi di The Phair 2026, che ha saputo coinvolgere imprese, fondazioni e istituzioni culturali accomunate dalla volontà di sostenere linguaggi contemporanei e pratiche artistiche in grado di interpretare il presente e immaginare nuove prospettive per il futuro, quali Banca Patrimoni Sella & C., BIAUTO GROUP, MCA – Mario Cucinella Architects, Residenza Alberto Stabile e Fondazione Arte CRT.

The PHAIR | Photo Art Fair ha consolidato nel tempo un’identità fondata su qualità e ricerca rafforzando al contempo la propria apertura internazionale, anche grazie alla sinergia con EXPOSED Torino Photo Festival contribuendo a rendere Torino un polo sempre più centrale nel panorama dell’immagine contemporanea.

Con una visione sempre più internazionale e interdisciplinare, THE PHAIR conferma così il proprio ruolo di piattaforma culturale dedicata alla fotografia e all’immagine visiva contemporanea, capace di mettere in dialogo ricerca artistica, istituzioni, collezionismo e nuove forme di produzione culturale.

A Giulia Fegez l’EXPOSED feat Witty Books Dummy Award

Il pensiero di Nicola Matteucci e Augusto Del Noce al “Pannunzio”

Fascismo, antifascismo, post fascismo 

Lunedì 25 maggio prossimo, alle ore 18, il Centro Pannunzio, in via Maria Vittoria 35H, promuove un incontro su uno dei temi più  complessi della storia italiana contemporanea, il rapporto tra fascismo e antifascismo, tra memoria storica e interpretazione critica.
Presso la sede del Centro interverrà il professor Pier Franco Quaglieni, storico e Presidente del Centro Pannunzio, da decenni impegnato nello studio del pensiero politico italiano e del Risorgimento.
La sua riflessione si concentrerà sul tema dal titolo “Fascismo, antifascismo: il post fascismo di Nicola Matteucci e di Augusto del Noce”, due tra i più importanti filosofi del Novecento italiano.
Nicola Matteucci  è  stato un politologo e storico delle dottrine politiche  e ha contribuito ad una rilettura liberale della storia italiana, mentre Augusto del Noce ha indagato in profondità le radici filosofiche del totalitarismo e della modernità,  offrendo degli strumenti interpretativi ancora oggi validi.
Al centro della riflessione sarà presente il concetto di “post fascismo”, inteso come categoria interpretativa utile a comprendere le trasformazioni della cultura politica italiana del secondo dopoguerra, alla luce delle eredità e della discontinuità rispetto al passato. Il professor Quaglieni si soffermerà anche su De Felice e la sua fortunata biografia su Mussolini.
L’incontro intende recuperare una dimensione rigorosa ma non ideologica del dibattito, superando le contrapposizioni semplificate che spesso banalizzano il discorso pubblico. L’iniziativa, in linea con i valori del Centro Pannunzio, si propone di restituire una complessità storica e profondità filosofica a un tema che ancora oggi risulta centrale per la coscienza civile del nostro Paese.

MM

“Snodi Culturali”: Tibaldi presenta il suo libro a quattro mani con Carlin Petrini

A Guarene (Cuneo), evento finale della rassegna. 

Martedì 26 maggio, ore 18

Guarene (Cuneo)

Evento conclusivo. Non privo di dolenti memorie. Che certamente non mancherà di farsi affettuosa trama di indelebili ricordi e profonde gratitudini. Perché Lui, la Sua anima, la Sua voce saranno lì, in mezzo al pubblico e alle sue tante voci, come vento di speranza e di quell’infinito amore, che nel tempo l’hanno accompagnato a fare grande, sempre di più, la Sua amata Langa. Destino!

Proprio a pochi giorni, infatti, dalla scomparsa (giovedì 21 maggio scorso, a 76 anni) nella sua Bra dell’indimenticato Carlin Petrini“filosofo del cibo buono, pulito e giusto” – fondatore di “Slow Food”“Terra Madre – Salone del Gusto” e di quella meraviglia (2004) che è a Pollenzo l’“Università di Scienze Gastronomiche”, primo Ateneo al mondo dedicato al cibo nella sua globalità – si terrà l’ultimo appuntamento (che lo vedeva coinvolto) di “Snodi Culturali”, il ciclo degli 11 incontri gratuiti, tenuti, dal 16 aprile scorso al prossimo 26 maggio (a Guarene, Neviglie e Pieia) sotto la direzione creativa della “Fondazione Cesare Pavese”, con il coordinamento e la “moderazione” di Pierluigi Vaccaneo.

Ultimo appuntamento in programma a Guarene (Cuneo), martedì 26 maggio (ore 18), presso “Palazzo Re Rebaudengo”, protagonista l’albese Paolo Tibaldi (attore, regista e scrittore, “Premio Davide Lajolo 2020” per l’impegno nella valorizzazione della cultura locale attraverso il linguaggio teatrale) che, in quell’occasione racconterà, di “Vite di Langhe e Roero. Storie e vite che hanno dato forma a una delle terre più affascinanti d’Italia”, ultimo libro (“Slow Food editore”, 2025) scritto a quattro mani – e a due grandi cuori – proprio insieme a  Carlin Petrini. Un viaggio nelle Langhe e nel Roero attraverso le storie, i volti e le trasformazioni che hanno segnato gli ultimi due secoli, il libro intende guidare il pubblico dentro una “geografia umana” fatta di lavoro, comunità e cambiamenti profondi. “Dalla civiltà contadina – si sottolinea – alle sfide contemporanee, dai pionieri del vermouth e dei vini piemontesi ai contadini che hanno saputo via via leggere la terra con umiltà ed ingegno, si tratta di un racconto che intreccia memoria e futuro, invitando a riscoprire il valore delle radici come responsabilità condivisa. Un’occasione per guardare ai territori con uno sguardo nuovo, consapevole e generativo”.  Pur rendendo il totale, dovuto omaggio alla tradizione. E, in proposito, Carlin citava in prefazione Gustav Mahler“Tradizione è custodire un fuoco – diceva il grande compositore e direttore d’orchestra austriaco – non adorare la cenere”.

E ancora, Carlin: “Questo libro è un gesto di gratitudine verso chi ci ha regalato memorie, immagini, silenzi. Ma è anche, e forse soprattutto, un atto di responsabilità verso una generazione di giovani che merita di conoscere le radici delle loro stesse vite”. Quanto ci mancheranno questi insegnamenti! Quanto ci mancherà Carlin Petrini! La sua assenza (e il sapere che sarà “assenza senza fine”), nell’incontro del prossimo martedì a Guarene, sarà un grosso macigno, grosso e pesante sul cuore e sui ricordi di tutti presenti.

In un’occasione che vorrà sottolineare il valore conclusivo di un Progetto, quale “Snodi”, sicuramente a lui caro e che ha fortemente contribuito ad offrire una notevole imprinting socio-culturale all’intero “Suo” territorio. Sottolinea, in proposito, il sindaco di Guarene, Simone Manzone“ ‘SNODI’ è stato un progetto importante per Guarene, Neviglie e Piea, non solo per le attività realizzate, ma per il metodo che ha saputo costruire: mettere insieme istituzioni, partner culturali, artisti, professionisti, cittadini e comunità locali attorno a un’idea condivisa di territorio. L’appuntamento del 26 maggio rappresenta un momento particolarmente significativo, perché ci permette di chiudere il ciclo di ‘Snodi Culturali’ ringraziando tutte le persone che, dal 2022 a oggi, hanno contribuito alla crescita e alla buona riuscita del progetto. Dopo questa data ‘SNODI’ ci regalerà ancora qualche piccola sorpresa artistica nei tre Comuni coinvolti, ma il 26 maggio sarà soprattutto l’occasione per ritrovarci, fare memoria del percorso compiuto e riconoscere il valore delle relazioni, delle idee e delle energie che questo progetto ha saputo attivare”.

In un filone di grande impegno costruttivo per dare concretezza alle infinite, radicate potenzialità di un territorio, quale quello di Langhe – Roero, che di certo l’“immenso” Carlin ebbe ad apprezzare e a condividere.

Per infowww.progettosnodi.it

Gianni Milani

Nelle foto: Guarene “Palazzo Re Rebaudengo”, Paolo Tibaldi e Carlin Petrini

La Giardiniera reale raddoppia

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Quest’oggi sabato 23 maggio, alle ore 18.30, lo storico “Circolo degli Artisti” ai Giardini Reali di sotto raddoppierà i suoi spazi espositivi.

La palazzina di fronte la sede di corso San Maurizio 6, verrà aperta come una scatola del tempo, con tanto di porta blindata realizzata scenograficamente dagli artisti Mirco Andreis, Marco Barucci e Cristian Bertolotto, e mostrerà finalmente la sala interna, purtroppo occultata da oramai numerosi anni di chiusura susseguitisi dalle varie associazioni che hanno avuto in concessione il locale nel tempo.

Così da riportare degnamente questo luogo al godimento della comunità attraverso iniziative, eventi e mostre che come da tradizione del Circolo vengono offerti gratuitamente a tutti gli appassionati di arte e cultura grazie all’impegno dei soci. L’inaugurazione avrà luogo subito dopo la presentazione del libro di Maurizio Merlo “Volti di donna – Ritratto plurale” con la partecipazione del professor Luciano Roccia.

Igino Macagno