CULTURA

“Fantozzi. Un mito italiano” Alla Fondazione Mirafiore

Sabato 18 aprile sarà la volta di Guido Harari

Il laboratorio di Resistenza Permanente della Fondazione E. Mirafiore si avvia verso la conclusione della sua sedicesima edizione, con tre appuntamenti straordinari capaci di restituire al pubblico il meglio di quella cultura italiana, che sa essere popolare e raffinata, comica e profonda, quotidiana e immortale. Venerdì 17 aprile, alle ore 19, il teatro della Fondazione Mirafiore, in collaborazione E.ART.H Foundation accoglie “Fantozzi. Un mito italiano”, con Guido Andrea Pautasso e Luca Bochicchio, curatori di una mostra a lui dedicata, ad approfondire e analizzare la figura del personaggio di Fantozzi con particolare rilevanza alla sua immagine cinematografica, culturale e immaginaria. Entrambi hanno collaborato alla stesura del libro “Fantozzi. Un mito italiano”, che sarà presentato per l’occasione e che ripercorre le tappe che hanno reso Fantozzi l’antieroe per eccellenza, e ai racconti saranno alternate le proiezioni di alcune iconiche scene dei suoi film. Considerato l’ultima maschera della commedia italiana dopo Totò. Fantozzi nacque dalla penna di Paolo Villaggio, che poi interpretò anche il personaggio cinematografico, con una serie di racconti pubblicati sul settimanale L’Europeo e successivamente, nel 1971 con un romanzo pubblicato da Rizzoli a seguito del successo ottenuto dal “ragioniere nazionale” e incarnandosi in 11 film entrati nella memoria collettiva, diventando molto più di un personaggio comico. Uno specchio spietato e affettuoso dell’italiano medio, delle sue umiliazioni quotidiane, delle sue sconfitte sempre sfiorate e mai.

Sabato 18 aprile, alle ore 18.30, la penultima serata della stagione porta a Serralunga d’Alba un ospite fra i più luminosi: Guido Harari, con “La luce nello sguardo”. Nato al Cairo nel 1952, e formatosi da autodidatta ispirandosi ai grandi fotografi di rock e jazz degli anni Quaranta, Harari si è formato negli anni Settanta come fotografo e giornalista musicale, diventando nel tempo uno dei più autorevoli ritrattistica italiani, capace di attraversare decenni di musica, di cultura e di spettacolo con un obiettivo sempre teso a cogliere non il gesto, ma l’anima. In oltre cinquant’anni di carriera, ha collaborato con le maggiori testate internazionali, la fotografia musicale dentro le gallerie d’arte e curato il recupero degli archivi storici dimenticati, tra cui quelli dei leggendari Art Kane e Joe Alper. Nel 2011 ha fondato ad Alba, insieme a Cristina Pellissero, la Wall of Sound Gallery, segnando con questo gesto un ritorno alle radici piemontesi, che rende la sua presenza alla Fondazione Mirafiore qualcosa in più di un semplice incontro, un racconto intimo per immagini e parole di una vita trascorsa a inseguire la luce negli occhi delle persone e il senso del tempo nei loro volt.

L’intera stagione è stata guidata dalla parola #partecipazione, che trova la sua incarnazione più autentica e fisica nell’ultimo atto della sedicesima edizione, sabato 25 aprile, quando a partire dalle ore 10 tornerà l’appuntamento ormai tradizionale e irrinunciabile della Fondazione Mirafiore10. Il ritorno è al nuovo Bar Fontana by Ugo Alciati, sotto i portici della Bottega del Vino, da cui partiranno tre gruppi di lettura guidati da Oscar Farinetti, Antonio Armano e Paola Farinetti, ciascuno con la propria voce e il proprio sguardo a fare da filo conduttore tra gli alberi e i sentieri del bosco. Al termine della passeggiata, una sosta per ricordare i partigiani caduti della 21esima Brigata Matteotti, e per intonare insieme i canti della Resistenza, accompagnati dalla voce di Filippo Bessone, ex frontman del gruppo Trililu e dalla Filarmonica del maestro Walter Porro.

In caso di maltempo, la passeggiata si trasferirà nelle cantine storiche di Fontanafredda, dove la storia di questa terra continua a vivere tra i muri e il profumo del vino.

Partecipazione libera con prenotazione gradita su fondazionemirafiore.it

Mara Martellotta

“Sentinelle di Torino. Dove la memoria incontra la città”

Evento/Incontro tra “Veterani della Difesa”, Scuole e Artisti, presso il “Monumento Nazionale dell’Arma di Artiglieria” o “Arco del Valentino”

Martedì 21 aprile, dalle 9,30 alle 12,30

La realizzazione per immagini di un vero e proprio “Carnet de Voyage” attraverso il quale “valorizzare i Monumenti Militari di Torino, il loro significato ed il ricordo dei Caduti”: è questo l’obiettivo principe del Progetto realizzato dalla Sezione Provinciale di Torino dell’“Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (A.N.Art.I.)” in sinergia con la sezione torinese dell’“Associazione Nazionale Ufficiali” provenienti dal “Servizio attivo” (“ANUPSA”) e quella, sempre subalpina, dell’“Associazione Marinai d’Italia (A.N.M.I.)”, che prevede l’organizzazione di un “Laboratorio” tra “Veterani della Difesa”esperti militari e studenti delle Scuole torinesi, volto, per l’appunto a favorire il dialogo intergenerazionale sulla “memoria storica dei monumenti militari”. L’iniziativa nasce, in origine, da un “Bando” della “Regione Piemonte” e dal “Comune di Torino”, concordato in occasione del “Centenario” del “Parco della Rimembranza” al “Bric della Maddalena” (inaugurato nel 1925 da re Vittorio Emanuele III) e rivolto alle “Associazioni d’Arma Nazionali (ASSOARMA)” – su proposta del Consiglio Periferico di “ASSOARMA Torino” – teso a valorizzare l’area dedicata ai “Caduti della Città”.

Il Progetto di “A.N.Art.I.”, unico nel suo genere in Italia, mira a porre e a riportare (se mai ce ne fosse bisogno) nella giusta considerazione la memoria storica delle “Armi militari”, in una prospettiva di doverosa valorizzazione del servizio e del sacrificio dei “Caduti”, nonché delle risorse umane e tecnologiche del territorio nella prospettiva di “offrire un racconto originale della genesi architettonica e politica dei ‘Monumenti’, arricchito da dettagli sulla vita materiale del passato”.

Primo evento in avvio del “Progetto”: l’incontro, martedì 21 aprile ( ore 9,30 – 12,30), presso l’“Arco monumentale all’Arma di Artiglieria” (noto anche come “Arco del Valentino” o “Arco di Trionfo”, realizzato su progetto di Pietro Canonica ed inaugurato il 15 giugno 1930, in occasione dell’anniversario della Battaglia del Piave, 1918), situato all’ingresso Nord del “Parco del Valentino”, dove si terrà un workshop di “disegno dal vivo”Oltre cinquanta partecipanti – tra “Veterani della Difesa”, studenti, artisti e disegnatori professionisti – collaboreranno alla realizzazione di un ‘Carnet de Voyage’, coordinati dall’“Artigliere Cartoliniere” Antonio Mascia, per quarant’anni docente di “materie artistiche” nelle Scuole cittadine, nonché “socio volontario” dell’Associazione “Amici del Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706”. Agli studenti verranno distribuiti appositi taccuini e l’opera ritenuta migliore sarà stampata in forma di “Manifesto”. La documentazione foto-video, realizzata da “SHOWBYTE” sarà pubblicata sul sito https://www.patres.eu/ e integrata nell’applicazione di un “Progetto”, in cui “ in un clima di libertà e responsabilità – sottolinea il Generale Luigi Cinaglia, Consigliere ‘A.N.Art.I.” e responsabile dello stesso ‘Progetto’ – i monumenti militari diventano protagonisti, poiché, sebbene siano sotto gli occhi di tutti, è necessario conoscerne a fondo la genesi storica e i valori che rappresentano, i quali non celebrano tanto la guerra quanto il sacrificio degli uomini per la propria Patria, grazie al quale è stata possibile la crescita economica e lo sviluppo tecnologico dell’Italia in un clima di Pace e di Democrazia”. Parole cui fanno eco le riflessioni del “Cartoliniere” Antonio Mascia“In quest’ era tecnologica, dove l’IA spesso sostituisce la mano ‘pensante e creativa’ dell’uomo, è fondamentale che questo ‘Progetto’ dedichi uno spazio adeguato al disegno. E disegnare, in questo caso, non è un’operazione nostalgica, ma significa proiettare sul foglio le proprie osservazioni ed emozioni nate dall’incontro con i ‘Veterani della Difesa’ e dal confronto con artisti professionisti e giovani della ‘Generazione Z’, che con la loro spontaneità ci aiutano a vedere il mondo con occhi diversi”.

Le Attività Future

Le Associazioni realizzeranno una “app” collegata con il sito internet già “on line” https://www.patres.eu/ per raccontare e valorizzare tre “Monumenti” ed un “Parco”. Dopo l’“Arco Trionfale del Valentino”, sarà la volta del “Monumento al Duca d’Aosta” di piazza Castello, di quello all’“Artigliere da Montagna” (nel Giardino tra i corsi Ferrucci e Vittorio Emanuele, a fianco dei campi sportivi di “Cit Turin”) e il “Parco della Rimembranza” in occasione del suo Centenario. Le attività consisteranno nella raccolta di testimonianze da parte di esperti, “Veterani della Difesa”, architetti e testimonial della materia e nella conseguente realizzazione di decine di video-contributi, podcast, materiali iconografici anche d’epoca rigenerati e canali social per la massima fruizione del “Progetto”. Il prodotto multimediale, che sarà realizzato entro dicembre 2026, sarà aperto a tutti e potrà accogliere in futuro anche altri contributi su ulteriori “Monumenti” della città.

Gianni Milani

Nelle foto: “Arco Monumentale all’Arma di Artiglieria”, Gen. Luigi Cinaglia e il “Cartoliniere” Antonio Mascia

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 18 APRILE

 

Sabato 18 aprile ore 15

CON LA MATITA BLU

Palazzo Madama – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Quali colori servono per raccontare un’emozione? Quali per creare la luce?

I blu, le ocre e le terre verdi e brune sono i colori che il pittore ha usato per raccontare la quotidianità della

sua epoca.

Prendendo spunto da “Donna in blu che legge una lettera”, e sperimentando accostamenti cromatici, i bambini rielaboreranno un ambiente a loro familiare dove invitare la Donna in blu.

Età: 5-11 anni

Costo €4 a bambino. Biglietto di ingresso ridotto al museo per adulti accompagnatori (gratuito con Abbonamento Musei)

Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629 (lun.-ven. 09.30 – 13; 14 – 16); madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Sabato 18 aprile ore 15:30

IL MAO IN UNA MATITA

MAO – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Nelle sale delle collezioni permanenti, spaziando tra opere di diverse epoche, origini e materiali e alcuni lavori dell’artista Chiharu Shiota, i partecipanti muniti di fogli e matite potranno scegliere un soggetto con cui ‘fare amicizia’ disegnandolo dal vero, per poi conoscerne, con una breve visita, contesto, contenuti e significati.

Prenotazione obbligatoria maodidattica@fondazionetorinomusei.it

Costo: € 4 a bambino; adulto accompagnatore ingresso ridotto alle collezioni € 10 (gratuito con Abbonamento musei)

DOMENICA 19 APRILE

 

Domenica 19 aprile ore 15:30

QUANDO IL SEGNO DIVENTA SPAZIO.

GAM – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

In occasione dell’evento organizzato dall’Associazione Abbonamento Musei “Disegniamo l’arte 2026” la GAM propone un’attività in cui protagoniste saranno le sculture della collezione del museo.

I bambini saranno coinvolti in un gioco di scoperta delle opere plastiche partendo dagli spazi del giardino fino alle sale del museo, ragionando sul concetto di spazio che da chiuso e limitato si apre all’esplorazione e di come il disegno sia una parte fondamentale nella creazione di una scultura, sia essa figurativa o astratta. Momenti di disegno dal vero di fronte alle opere permetteranno di analizzare e rielaborare le forme fino a sintetizzarle in un segno personale. In laboratorio una tela bianca diventerà un nuovo luogo di accoglienza sul quale far rivivere le sensazioni ispirate dalle opere che, rielaborate attraverso il lavoro grafico, diventeranno originali composizioni da esporre.

Grazie alla collaborazione tra FTM e Biraghi, al termine dell’attività sarà offerta la merenda a tutti i partecipanti. I materiali per le attività del Dipartimento Educazione GAM sono forniti da Fibracolor.

Costo: € 10 a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

LUNEDI 20 APRILE

 

Lunedì 20 aprile ore 17

MONUMENTA ITALIA. UN PROGETTO DI ARTE PUBBLICA ITINERANTE

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO e presentazione dell’esposizione Monumenta Italia / Cantiere Madama

Con Irene Pittatore, Tea Taramino e Lisa Parola

Il progetto artistico di Irene Pittatore, a cura di Lisa Parola e Tea Taramino, propone attraverso l’arte una riflessione sull’assenza di monumenti dedicati alle donne e alla loro storia nello spazio pubblico. Un vuoto che diventa occasione per un processo civico e culturale sul significato contemporaneo di memoria collettiva, patrimonio urbano e monumentalità in prospettiva di genere. Manifesti e opere compongono un percorso che supera i confini degli spazi espositivi per estendersi a laboratori, lezioni e azioni d’arte pubblica, configurandosi come un cantiere aperto.

Irene Pittatore (Torino, 1979). Artista e performer adotta strumenti visivi, narrativi e partecipativi per creare opere che riflettono su emarginazione, discriminazione e i loro sintomi. I suoi progetti, dedicati alla violenza di genere (Monumenta ItaliaL’amavo troppo e le ho sparato), alla diversità e all’inclusione (You as me / Nei panni degli altri), all’emergenza abitativa (Homeless heroines) si sviluppano in dialogo con musei, festival, gallerie, università.

Tea Taramino (Torino, 1952). Artista e curatrice, ideatrice del PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari spazio di dialogo tra arte ufficiale e outsider art, con sede presso Flashback Habitat. Dal 1982 cura la collezione civica di arte irregolare che valorizza in coprogettazione con la Città di Torino attraverso eventi con istituzioni pubbliche e private in collaborazione con i Dipartimenti educazione dei Musei di Arte Contemporanea, Università, Accademie e altri enti italiani ed esteri.

Lisa Parola (Torino,1964). Storica dell’arte, autrice e curatrice. Per Einaudi ha pubblicato Giù i monumenti? Una questione aperta (2022). Nel 2024 ha aggiornato la voce ‘Monumento’ in occasione del Centenario dell’Enciclopedia Treccani; nel 2025 ha pubblicato con Lenz New Monumentalities in You don’t make a masterpiece, you survive one, nell’ambito della personale di Maurizio Cattelan curata da Lorenzo Giusti alla GAMeC di Bergamo. È socia fondatrice di a.titolo.

Conferenza a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.

 

 

MARTEDI 21 APRILE

 

Martedì 21 aprile ore 17:30

COSA RESTA DI UNA CITTÀ QUANDO SMETTE DI RICORDARE?

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO

Biblioteca Francesco Cognasso, corso Cincinnato 115

Con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama e curatore della mostra.

La conferenza intende portare il museo fuori dalle sue mura per promuovere la conoscenza di un patrimonio significativo e sostanzialmente ignoto, non solo al pubblico di Palazzo Madama, ma anche ai cittadini torinesi che frequentano più abitualmente le biblioteche. Gli appuntamenti sono un invito a conoscere la città.

Torino è una città che non grida: ammonisce. Lo fa con il bronzo, con il marmo, con statue che sembrano ferme e invece lavorano nel tempo. Qui il monumento non è ornamento: è progetto. È un’idea di città che educa senza alzare la voce, che distribuisce la memoria lungo le strade, che trasforma l’arrivo in una lezione e la piazza in una coscienza civile.

Torino non ha solo fatto l’Italia: l’ha messa in scena, ogni giorno, davanti ai suoi cittadini. Questa è la storia di una capitale che ha scelto di scolpire non il potere, ma la responsabilità.

E di affidarci una domanda che brucia ancora: cosa resta di una città quando smette di ricordare?

Ingresso libero.

MERCOLEDI 22 APRILE

 

Mercoledì 22 aprile

Irene Pittatore | Monumenta Italia / Cantiere Madama

PALAZZO MADAMA – apre l’esposizione

A cura di Tea Taramino

@Piccola Guardaroba e Gabinetto Cinese

Quanti sono i monumenti dedicati a una donna, a Torino e nelle altre città italiane? Quanti quelli realizzati da una donna? Da questi e altri interrogativi prende le mosse Monumenta Italia, un progetto d’arte pubblica che ha l’obiettivo di creare consapevolezza rispetto all’esiguità dei monumenti dedicati alle donne: un’occasione per una riflessione civica sul patrimonio artistico urbano, su cosa oggi significhi parlare di monumentalità, memoria e patrimonio rispetto alla storia delle donne.

Monumenta Italia riunisce manifesti, video e un gonfalone utilizzati come strumenti di riflessione in mostre, laboratori, lezioni e azioni nello spazio pubblico. Il cantiere, che opera a livello nazionale, ha la sua base a Torino, dove, dal 2024, sono stati diffusi i manifesti (Biblioteche Civiche, fermata Bengasi della metropolitana, URP del Consiglio regionale del Piemonte, rassegna Opera Viva – Il Manifesto in piazza Bottesini), organizzate mostre e laboratori (Recontemporary, Assessorato alla Cultura della Città di Torino, Gliacrobati). Il progetto è in corso di svolgimento a Novara con una campagna di 71 affissioni urbane e si è concluso a Savona con azioni performative e cantieri fotografici diffusi. Cantieri di ricerca sono attivi a Bologna e a Roma.

Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni.

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

Job Film Days:”Dall’idea al soggetto”

Nel maggio torinese dedicato alla lettura

Per il maggio della lettura e della scrittura, torna “Dall’idea al soggetto” di Job Film Days. Come si scrive un film che parla di lavoro e di diritti? Avere una buona idea non è sufficiente, occorre anche avere strumenti per approdare alla scrittura. Nasce così il laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto”, organizzato dall’associazione Job Film Days, in collaborazione con l’associazione Video Community. Nel mese di maggio, che Torino dedica alla lettura fra il Salone Internazionale del Libro ed altre iniziative ad esso collegate, quindi alla fruizione culturale, Job Film Days pensa, invece, alla scrittura. L’edizione 2026 del laboratorio prevede tre giorni di incontri e confronto a Torino, il 9 e 30 maggio, e 13 giugno, durante i quali si terranno lezioni condotte da esperti del settore cinematografico, e rappresentanti di Enti del mondo del lavoro. L’obiettivo è guidare i partecipanti verso la scrittura di un soggetto da inviare alla sezione Concorsi del festival Job Film Days, che premierà le tre migliori opere durante la prossima edizione. I premi saranno offerti dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e da Aurora Penne. Tra gli ospiti e i tutor, oltre al regista Mattia Berlizzi e allo sceneggiatore e documentarista Alejandro De La Fuente, è attesa la regista Martina Parenti che, insieme a Massimo D’Anolfi, ha realizzato “I Promessi Sposi” nel 2007 e “Grandi speranze” nel 2009, entrambi presentati al festival di Locarno insieme a numerosi altri lavori che, negli anni, sono stati selezionati tra i più importanti festival cinematografici internazionali, come la Biennale di Venezia, dove è stata presentata in anteprima “Guerra e pace”, mentre nel 2024 è stato proposto “Vestiari, Erbari, Lapidari”. Lo scorso anno la Biennale aveva dedicato ai due autori una monografia completa. Il laboratorio di scrittura sviluppa un’esplicita finalità di promozione della creatività, e costituisce un elemento di integrazione e rafforzamento della filiera cinematografica, inserendosi nel quadro delle azioni mirate alla creazione di opportunità lavorative per i giovani e la diversificazione dell’economia locale. La domanda per le iscrizioni dovrà essere presentata entro il 24 aprile 2026. Il laboratorio è dedicato ad autori e videomaker under 35. Iscrizione gratuita.

Mara Martellotta

Le residenze degli scrittori

Il silenzio, l’isolamento, la contemplazione della natura, l’assenza di routine e di responsabilità abituali. Solcare i mari in barca a vela, esplorare i ghiacci del Polo Nord o vivere in un altro periodo storico all’interno di una residenza medievale, queste sono le opportunità messe a disposizione degli scrittori per migliorare la concentrazione, incentivare la produttività e solleticare la creatività. Osservare nuovi e straordinari scenari o stimolare l’ispirazione attraverso l’apprendimento di nuove attività è un vero e proprio servizio dedicato di chi ha fatto della scrittura un’ arte, la ragione e la passione della propria esistenza lasciando miracolosamente,   a noi lettori, tracce di infinita bellezza:   I capolavori della letteratura mondiale. Le residenze pensate per i geni della scrittura, per i talenti della penna sono molte, sparse in tutto il mondo, alcune sono davvero incredibili per la loro posizione, per le caratteristiche architettoniche o per l’esperienza che fanno vivere, inoltre sono tutte dotate di spazi o studi dove poter lavorare, creare pensieri e parole e coltivare l’estro. Un Faro alle Isole Shetland, un appartamento sul mare dove scrivere ammirando il mare, immersi nei suoni della natura: le onde, i gabbiani. Una moderno spazio in Svizzera, una hi tech “Treehouses” fatta di metallo e dal design sofisticato da cui venerare le Alpi, con vista privilegiata sul Monte Bianco. Una casa in pieno Circolo Polare Artico con spedizioni in Veliero nei mari del nord comprese, dove il freddo e il paesaggio incredibilmente candido incoraggiano la fantasia. Una vigna in California o in Canada, il dolce profumo del mosto e pregiatissimi vini per far fermentare la creatività. Anche nel nostro paese esistono diverse residenze destinate agli scrittori, posti dove il loro genio viene lusingato e incoraggiato in tutti i modi possibili , tra le più celebri: Santa Maddalena, in mezzo alla meravigliosa campagna Toscana, dove pace, natura e una atmosfera solenne e raccolta fanno da sfondo a soggiorni sapienti, e poi un Castello a Civitella Ranieri, in provincia di Perugia, che ospita, in piena atmosfera medievale, prodigi della scrittura coccolati anche da un meraviglioso e ricercato cibo locale. A Detroit invece, nell’ottica di una riqualificazione culturale e artistica della città, è nato il progetto Write A House che mira a creare una community di scrittori a cui viene dedicata una casa, anch’essa rivitalizzata e ristrutturata ad hoc.

 

Maria La Barbera

Il forte di Ceva riapre al pubblico da domenica 19 aprile

Il Forte di Ceva riapre al pubblico domenica 19 aprile, inaugurando una stagione 2026 che promette di coniugare il fascino dell’architettura militare a momenti di svago e cultura per tutte le età.  Aperture e visite guidate saranno garantite da Itur, società monregalese che gestirà il servizio per il quarto anno consecutivo.
La stagione si aprirà con un appuntamento dedicato ai più piccoli, domenica 19 aprile dalle 15 alle 17, dal titolo “Disegniamo l’arte”, un laboratorio creativo organizzato in collaborazione con l’Associazione Abbonamento Musei, per scoprire i segreti del Forte attraverso il disegno. Al termine dell’attività è prevista una gustosa merenda per tutti i bambini ( costo di 3 euro per i bambini dai 5 ai 12 anni, 3 euro per gli accompagnatori, 3 euro se possessori Abbonamento Musei e 5 euro se non abbonati).

Per  chi, invece, è  alla ricerca di un’atmosfera più sofisticata,  dopo l’enorme successo del 2025, tornano gli attesi “Aperitivi al tramonto”, previsti nelle serate del 28 giugno, 26 luglio  e 27 settembre, a partire dalle ore 18, su prenotazione. Il Forte, in queste occasioni, si trasformerà nella cornice ideale per ammirare il panorama delle Alpi e vivere la magia del tramonto della rocca che domina la città.

“Riaprire le porte del Forte è ogni anno un’emozione che si rinnova – ha dichiarato l’assessore Luca Prato –  Quest’anno abbiamo voluto puntare su di un’offerta che non fosse solo culturale, ma anche esperienziale. Vogliamo che il Forte sia un luogo dove le famiglie possano divertirsi e dove i turisti possano godersi la bellezza del nostro paesaggio in momenti di convivialità.  Vedere questo monumento animarsi con laboratori per bambini e visite al tramonto rappresenta la prova di quanto questa struttura sia una risorsa preziosa e dinamica per Ceva e l’intero territorio.
A partire dal 19 aprile, il Forte sarà  visitabile ogni domenica e festività con orario dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Le visite guidate partiranno regolarmente ogni ora e l’ultima partenza sarà alle ore 17.

Valore aggiunto per i visitatori sarà l’adesione al circuito Abbonamento Musei. I possessori della tessera potranno accedere gratuitamente  per la visita libera o usufruire della visita guidata con un’integrazione di soli 3 euro. Per tutti gli altri il costo è di 8 euro per la visita guidata e 5 per quella in autonomia.
Mara Martellotta

Il Club Fruttero. La mostra

23 aprile – 29 maggio 2026

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 

 

 

Un percorso tra materiali inediti, lettere e manoscritti originali per entrare nel mondo di Carlo Fruttero nel centenario

 

Non una biografia, ma un metodo. Il Club Fruttero. La mostra parte dai materiali – taccuini, lettere, manoscritti – per mostrare come Carlo Fruttero leggeva, scriveva, sceglieva. Dal 23 aprile al 29 maggio 2026 a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, prende forma il percorso espositivo centrale del centenario. Una mostra costruita sul lavoro, più che sul racconto: carte, appunti, strumenti che restituiscono un modo di stare nei libri e farli.

In esposizione materiali originali dell’Archivio Fruttero conservato dalla Fondazione Mondadori e documenti dalle collezioni custodite dalle eredi. Il percorso si sviluppa per ambienti che corrispondono a pratiche: entrare, leggere, scrivere, condividere, scegliere, giocare. Ogni sala attiva una funzione e coinvolge il visitatore più che guidarlo.

Al centro si impone il lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Le bozze e le pagine annotate del dattiloscritto “A che punto è la notte” sono affiancate da taccuini preparatori, appunti e materiali della campagna promozionale che accompagnò l’uscita del libro, con le vetrine dedicate a Milano, Torino e Roma: un processo lungo sette anni, visibile nelle sue stratificazioni. Accanto, carte manoscritte e strumenti raccontano la costruzione condivisa dei testi.

Due sezioni sono dedicate al lavoro editoriale: dalla collana Presa diretta, con le sue scelte controcorrente tra gli anni Sessanta e Settanta, all’esperienza di Urania. Pubblicare significa scegliere ed esporsi: non selezionare per confermare, ma per discutere e mettere in discussione.

Tra i materiali emergono anche documenti meno noti. Una lettera inedita della fotografa, scrittrice e attivista Carla Cerati racconta di aver rinunciato a una manifestazione pro-Vietnam per continuare a leggere “La donna della domenica”: un gesto indicativo della forza che un libro può esercitare. Nella stessa direzione si collocano le lettere di Samuel Beckett a Fruttero, il suo traduttore italiano, che introducono il tema del lavoro invisibile di traduzione, fatto di scelte continue e negoziazioni.

La mostra non si limita a esporre: chiede di intervenire, votando il proprio incipit preferito e portandolo allo stand della Fondazione Mondadori al Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio). In cambio, un Tratto Pen verde, come quello usato da Fruttero. La lettura torna ad essere un atto attivo, non un consumo. Anche la sala dedicata all’esperienza televisiva de “L’arte di non leggere” insiste su questo aspetto: parlare di libri come esercizio pubblico di selezione, non come elenco.

Il percorso si chiude in una sala che tiene insieme gli estremi. “All’inizio, alla fine” accosta uno scritto giovanile e il taccuino di La linea di minor resistenza, tra le ultime opere pubblicate: materiali lontani nel tempo che mostrano la stessa pratica, lo stesso modo di lavorare.

 

La mostra è affiancata da una serie di eventi speciali, ospitati nelle sale del Circolo, che ne ampliano il racconto e ne attivano i contenuti in forma partecipata. Il 23 aprile il vernissage con “A cena con Fruttero”: sette tavoli, sette libri, sette voci. Intervengono Carlotta Fruttero con “Donne informate sui fatti”, Federica Fruttero per “Mutandine di chiffon”, Annalena Benini in “La donna della domenica”, Francesca Sforza per Fruttero giornalista, Franco Forte con Urania, Giuseppe Culicchia “Da una notte all’altra”, Paolo Verri “A che punto è la notte”. Il 29 maggio il finissage con Frullato Fruttero, maratona di lettura.

 

La mostra fa parte del progetto culturale diffuso per il centenario, ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris Università IULM. Il Club Fruttero attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi. Fruttero era uno scrittore, un traduttore, un curatore, un editore: scriveva, traduceva, curava, sceglieva. Il centenario ne restituisce il metodo: leggere per capire, scegliere per escludere, discutere per divertirsi e non essere neutrali.

Giovedì 23 aprile alle ore 11 è in programma l’anteprima stampa della mostra al Circolo dei lettori e delle lettrici in via Bogino 9, Torino

Carlo Fruttero in una fotografia di Carla Cerati/ Courtesy Elena Ceratti

Info

Club Fruttero sito ufficiale www.ilclubfruttero.it

info@fondazionemondadori.it – www.fondazionemondadori.it

Facebook @fondazionemondadori.| Instagram @fondmondadori

 

“Lattes Grinzane”, ad Amitav Ghosh il “Premio Speciale 2026”

Il più grande scrittore indiano vivente. Cinque, tutti stranieri, gli autori finalisti

Monforte d’Alba (Cuneo)

Scrittore, giornalista e antropologo indiano, nato a Calcutta (1956), oggi residente tra New York e Goa – il più piccolo stato dell’India sul Mar Arabico – e autore di rilievo mondiale (vincitore del 54° “Premio Jnanpith”, massimo riconoscimento letterario dell’India), ad Amitav Ghosh è andato, nell’ambito della XVI Edizione del “Premio Lattes Grinzane”, il “Premio Speciale 2026”, riservato ad autori internazionali di alto profilo e, spesso, con una lunga carriera alle spalle. Con tale assegnazione e l’annuncio dei cinque scrittori finalisti, è entrata nel vivo l’edizione di quest’anno del “Premio Lattes Grinzane”, organizzato dalla “Fondazione Bottari Lattes” – con il sostegno di numerosi Enti pubblici e privati – nata nel 2009 a Monforte d’Alba (Cuneo) per volontà di Caterina Bottari Lattes, con la finalità di promuovere e mantenere viva la conoscenza del marito Mario Lattes (1923 – 2001) nella sua multiforme attività di pittore, scrittore, editore e fervido animatore di proposte culturali.

Cinque, si diceva, gli autori finalisti. La cinquina decisamente più internazionale nella storia del “Premio”, in rappresentanza di FranciaRegno UnitoUSA e Spagna. Ecco i nomi e le opere selezionate da una “Giuria Tecnica” di altissima competenza, presieduta dalla scrittrice (ma anche giornalista e conduttrice radiofonica) Loredana LipperiniJulia Deck con “Ann d’Inghilterra” (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah), Mathias Enard con “Disertare” (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con “La terra d’inverno” (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con “La vita immaginata” (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Usón con “Le belve” (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).

Ora la parola passa ai 400 studenti e studentesse che fanno parte delle “Giurie Scolastiche” a cui è affidato il compito di leggere le opere in finale e decretare quella vincitrice di quest’anno. Le ragazze e i ragazzi coinvolti provengono da tutta Italia e fanno parte di 25 Istituti Superiori, tra cui  il “Lycée René Char” di Avignone, in Francia. Le Scuole piemontesi inserite in “Giuria” sono: Liceo Scientifico Statale “Leonardo Cocito” di Alba (Cuneo), Istituto di Istruzione Superiore “Arimonda-Eula” di Savigliano (Cuneo), Liceo Classico e Linguistico “Vincenzo Gioberti” di Torino, Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi “A. Magarotto” di Torino e Liceo Classico Statale “Gian Francesco Porporato” di Pinerolo (Torino).

Il prossimo appuntamento con il “Premio Lattes Grinzane” è fissato per sabato 17 ottobre: nella mattinata gli studenti saranno protagonisti dell’incontro con i cinque finalisti al “Castello di Grinzane Cavour”, durante il quale potranno dialogare con gli scrittori e porre loro delle domande. Al pomeriggio, al “Teatro Sociale Busca” di Alba, Amitav Ghosh terrà una lectio magistralis su un tema a sua scelta e sarà insignito del riconoscimento, dopodichè verrà scoperto il nome del vincitore o della vincitrice della XVI edizione del “Premio”. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali social della “Fondazione Bottari Lattes”.

Commenta la “presidente” di Giuria, Loredana Lipperini“La cinquina finalista della XVI edizione del ‘Premio Lattes Grinzane’ è costituita da cinque fra autori e autrici stranieri: non è in alcun modo una scelta che intende sottovalutare la bellezza della narrativa italiana, i cui candidati, anche quest’anno, sono stati e sono di pregio assoluto. Solo, la giuria ha ritenuto che il valore dei cinque testi finalisti rendesse impossibile escluderne uno. Sono, come ogni volta, romanzi molto diversi fra loro, ma con un’affinità di fondo. In ‘Ann d’Inghilterra’, Julia Deck scardina le regole classiche dell’autofiction per raccontare la vita di una donna comune, sua madre, come se fosse una protagonista della Storia. Mathias Enard, con “Disertare”, ci immerge nel trauma e nell’orrore della guerra nel momento esatto in cui le guerre tornano ad assediare il mondo. Di un altro trauma che è ormai alle spalle parla Andrew Miller in “La terra d’inverno”, scegliendo di scavare nell’inquietudine delle coppie e di una piccola comunità inglese. In “La vita immaginata”, Andrew Porter mette a confronto un padre imprendibile e un figlio solitario per destino. E in “Le belve” Clara Usón affronta l’antica questione del male, questa volta nei gesti e nella mente di una terrorista dell’‘ETA’, la cui vita scorre parallela a quella di una ragazza come tante. C’è sempre un mondo che influisce sulle narrazioni, che non sono mai ripiegate all’interno, ma portano alla luce le contraddizioni, gli orrori e il tentativo di pacificazione di chi vive in un tempo difficile”.

Ricordiamo ancora che, dal 2017, il “Premio Lattes Grinzane” è parte integrante del “calendario culturale” legato alla “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba”. Inoltre, prosegue anche nel 2026 la collaborazione tra il “Premio” e la Rassegna “Cervo in Blu d’inchiostro”. Per cui domenica 18 ottobre, proprio all’indomani della cerimonia finale, si terrà l’appuntamento all’“Oratorio di Santa Caterina” di Cervo con uno dei finalisti. L’evento sarà condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del “Liceo Cassini” di Sanremo.

Per info: tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it

Gianni Milani

Nelle foto: Amitav Ghosh (ph. Mathieu Genon) e “Cover” libri finalisti

 

Al “Pannunzio” due incontri su Amendola e la storia delle repubbliche

Lunedì 20 e lunedì 27 aprile – ore 17.30

Centro Pannunzio – Via Maria Vittoria 35H, Torino

Il Centro Pannunzio di Torino dedica due appuntamenti del mese di aprile a temi centrali della storia politica e istituzionale italiana ed europea, confermando la propria vocazione a promuovere occasioni di approfondimento civile, storico e culturale.

Lunedì 20 aprile alle ore 17.30, presso la sede del Centro, Gerardo Nicolosi ricorderà Giovanni Amendola nel centenario della morte. Giornalista, parlamentare liberale, già ministro e fermo oppositore del fascismo, Amendola appartiene a pieno titolo alla storia del liberalismo del Novecento. Il suo percorso politico e intellettuale verrà ricostruito anche alla luce del recente saggio che Nicolosi, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Siena, ha dedicato a questa figura fondamentale dell’antifascismo liberale.

L’incontro offrirà anche un momento di intensa memoria civile: Marvi Del Pozzo leggerà infatti la commemorazione pronunciata alla Camera il 29 aprile 1926 dal deputato piemontese ed ex ministro Marcello Soleri a nome del Gruppo liberale, in un clima ormai segnato dall’asservimento al regime. Sarà l’occasione per tornare a riflettere sulla statura morale e politica di Amendola, che dopo il delitto Matteotti diede vita, insieme alle altre opposizioni, all’Aventino e pagò con la violenza squadrista la sua coerente battaglia per la libertà.

Lunedì 27 aprile alle ore 17.30 il Centro Pannunzio proporrà invece un incontro dal titolo “La Repubblica italiana e le repubbliche nella storia”, con il giurista Fabrizio Fracchia e lo storico Pier Franco Quaglieni. L’iniziativa si presenterà come una ampia ricognizione storico-giuridica sul concetto di repubblica, dalle esperienze del mondo classico alla nascita della Repubblica democratica italiana.

Il percorso prenderà avvio dalla Grecia di Pericle, Platone e Sparta, per proseguire con la repubblica romana e con figure come Catone, Cicerone e Livio. Saranno inoltre analizzate le repubbliche marinare, con particolare attenzione a Venezia, la repubblica fiorentina e Machiavelli, le repubbliche giacobine, la repubblica romana di Mazzini e la tragica parentesi della repubblica sociale italiana. Il confronto si concluderà con una riflessione sui tratti storici e istituzionali della Repubblica italiana nata il 2 giugno 1946, a ottant’anni dalla sua fondazione.

Con questi due incontri il Centro Pannunzio prosegue il proprio lavoro di valorizzazione della memoria storica come strumento di consapevolezza civile, riportando al centro del dibattito figure, idee e passaggi decisivi della tradizione liberal-democratica italiana.

Il Centro Pannunzio

Fondato a Torino nel 1968 nel nome e nello spirito di Mario Pannunzio, il Centro Pannunzio rappresenta da oltre mezzo secolo uno dei più solidi punti di riferimento del dibattito culturale liberal-democratico italiano.

Nato per iniziativa di Arrigo Olivetti, Mario Soldati e Pier Franco Quaglieni, il Centro si è distinto fin dall’origine per la sua indipendenza da appartenenze partitiche e per una vocazione dichiaratamente pluralista. La sua attività si sviluppa attraverso conferenze, incontri di studio, presentazioni editoriali e momenti di approfondimento dedicati ai temi della libertà, della responsabilità civile, della cultura storica e della difesa delle istituzioni democratiche.

Insignito nel 1979 della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura della Repubblica Italiana, il Centro Pannunzio continua a promuovere un confronto rigoroso e non conformista, offrendo uno spazio stabile di dialogo tra studiosi, intellettuali e cittadini.

La sua identità si fonda su un principio semplice ma esigente: coltivare la libertà come metodo e come valore, nella convinzione che la cultura non sia mai esercizio ornamentale, ma responsabilità pubblica.

Centro Pannunzio – Via Maria Vittoria 35H – 10123 Torino

Tel. 011 8123023 – Email: info@centropannunzio.it – Sito web: www.centropannunzio.it

Ufficio Stampa Due Punti – Email: ufficiostampa@duepunti-srl.it – Tel. +39 335 650 5656

Torino Capitale della Cultura 2033, proposte per il dossier. Adesioni entro il 15 aprile

I CITTADINI POSSONO ANCORA ADERIRE 

Fare in modo che il dossier di candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura 2033 nasca anche con il contributo della cittadinanza e dei quartieri della città. È questa la scommessa di “L’Europa è di Casa”, progetto che prevede due open call, una per selezionare 8 artiste e artisti internazionali, disposti a lavorare non davanti a un pubblico, ma insieme ad esso,e a dare forma artistica alla creatività e alla visione collettiva e una seconda rivolta invece ai cittadini che vogliono essere parte attiva nel progetto.

L’iniziativa è ideata da Torino 2033 nell’ambito della Candidatura a Capitale Europea della Cultura ed è realizzata e promossa dalla Rete delle Case del Quartiere in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, BJCEM –Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Gli 8 artisti selezionati dovranno guidare altrettanti gruppi di cittadini, un campione rappresentativo degli abitanti di Torino, eterogeneo per provenienza, formazione ed età, nella costruzione di 8 proposte artistico-culturali, destinate a entrare nel dossier ufficiale di candidatura. Una delle idee al centro della Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è, infatti, che i cittadini non siano destinatari passivi, ma coautori, portatori di una visione che gli artisti sono chiamati a trasformare in linguaggio estetico e forma progettuale.

I presidi territoriali coinvolti sono le 8 Case del Quartiere distribuite in altrettante aree della città (Bagni Pubblici via Agliè, Barrito, San Salvario, Officine Caos, Casa nel Parco, Cascina Roccafranca, Cecchi Point, Più SpazioQuattro). Ciascun artista selezionato lavorerà in tandem con gli operatori delle Case, che garantiranno il radicamento nel territorio e la continuità del processo.

“Abbiamo scelto di costruire la candidatura di Torino attraverso un percorso strutturato di ascolto e coinvolgimento dell’ecosistema culturale e civico della città, riconoscendo ai cittadini un ruolo attivo di portatori di esperienze, bisogni, desideri e visioni. Il nostro obiettivo è dare forma a un processo condiviso, capace di rafforzare legami, partecipazione e immaginazione civica. In questo quadro, la dimensione europea rappresenta uno spazio concreto di dialogo tra differenze, di confronto tra pratiche e di costruzione comune. La scelta di coinvolgere artiste e artisti emergenti internazionali va nella direzione di mettere linguaggi contemporanei e comunità in una relazione viva e generativa, rimarcando il ruolo dei quartieri come luoghi di creatività, co-progettazione e visione”, ha dichiarato Agostino Riitano, direttore della Candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura Torino 2033.

Le candidature degli artisti, complete di curriculum vitae, portfolio con almeno tre-cinque progetti partecipativi documentati e lettera motivazionale, devono essere inviate entro il 6 aprile 2026 all’indirizzo e-mail: v.lombardi@retecasedelquartiere.org.

Gli artisti saranno designati entro il 20 aprile e lavoreranno con la cittadinanza da maggio a settembre 2026.

I cittadini interessati a partecipare potranno aderire entro il 15 aprile tramite il sito www.retecasedelquartiere.org, oppure rivolgendosi alle loro Case di Quartiere.

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