CULTURA

Torino Capitale della Cultura 2033, proposte per il dossier. Adesioni entro il 15 aprile

I CITTADINI POSSONO ANCORA ADERIRE 

Fare in modo che il dossier di candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura 2033 nasca anche con il contributo della cittadinanza e dei quartieri della città. È questa la scommessa di “L’Europa è di Casa”, progetto che prevede due open call, una per selezionare 8 artiste e artisti internazionali, disposti a lavorare non davanti a un pubblico, ma insieme ad esso,e a dare forma artistica alla creatività e alla visione collettiva e una seconda rivolta invece ai cittadini che vogliono essere parte attiva nel progetto.

L’iniziativa è ideata da Torino 2033 nell’ambito della Candidatura a Capitale Europea della Cultura ed è realizzata e promossa dalla Rete delle Case del Quartiere in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, BJCEM –Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Gli 8 artisti selezionati dovranno guidare altrettanti gruppi di cittadini, un campione rappresentativo degli abitanti di Torino, eterogeneo per provenienza, formazione ed età, nella costruzione di 8 proposte artistico-culturali, destinate a entrare nel dossier ufficiale di candidatura. Una delle idee al centro della Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è, infatti, che i cittadini non siano destinatari passivi, ma coautori, portatori di una visione che gli artisti sono chiamati a trasformare in linguaggio estetico e forma progettuale.

I presidi territoriali coinvolti sono le 8 Case del Quartiere distribuite in altrettante aree della città (Bagni Pubblici via Agliè, Barrito, San Salvario, Officine Caos, Casa nel Parco, Cascina Roccafranca, Cecchi Point, Più SpazioQuattro). Ciascun artista selezionato lavorerà in tandem con gli operatori delle Case, che garantiranno il radicamento nel territorio e la continuità del processo.

“Abbiamo scelto di costruire la candidatura di Torino attraverso un percorso strutturato di ascolto e coinvolgimento dell’ecosistema culturale e civico della città, riconoscendo ai cittadini un ruolo attivo di portatori di esperienze, bisogni, desideri e visioni. Il nostro obiettivo è dare forma a un processo condiviso, capace di rafforzare legami, partecipazione e immaginazione civica. In questo quadro, la dimensione europea rappresenta uno spazio concreto di dialogo tra differenze, di confronto tra pratiche e di costruzione comune. La scelta di coinvolgere artiste e artisti emergenti internazionali va nella direzione di mettere linguaggi contemporanei e comunità in una relazione viva e generativa, rimarcando il ruolo dei quartieri come luoghi di creatività, co-progettazione e visione”, ha dichiarato Agostino Riitano, direttore della Candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura Torino 2033.

Le candidature degli artisti, complete di curriculum vitae, portfolio con almeno tre-cinque progetti partecipativi documentati e lettera motivazionale, devono essere inviate entro il 6 aprile 2026 all’indirizzo e-mail: v.lombardi@retecasedelquartiere.org.

Gli artisti saranno designati entro il 20 aprile e lavoreranno con la cittadinanza da maggio a settembre 2026.

I cittadini interessati a partecipare potranno aderire entro il 15 aprile tramite il sito www.retecasedelquartiere.org, oppure rivolgendosi alle loro Case di Quartiere.

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Atelier ArtDabò: Ivrea città d’arte, sulle orme di Olivetti

 

 

Nel cuore del centro storico di Ivrea prende forma un nuovo progetto culturale che punta a trasformare le vie cittadine in un itinerario artistico diffuso. L’Atelier ArtDabò di via Arduino 37, guidato da Luca Stratta e dall’artista Daniela Borla Dabò, promuove infatti l’iniziativa “Ivrea Città d’Arte”, realizzata con il patrocinio della Città di Ivrea e pensata per rafforzare l’identità culturale della città, rendendola sempre più attrattiva per residenti e visitatori.

L’idea nasce da una visione semplice ma ambiziosa: “trasformare il tessuto urbano in una sorta di museo a cielo aperto”. Il progetto si sviluppa lungo l’asse commerciale e storico di via Palestro e via Arduino, coinvolgendo anche le strade limitrofe e soprattutto le attività del territorio. Le vetrine dei negozi diventano così spazi espositivi diffusi, punti di incontro tra arte contemporanea e vita quotidiana. Finora sono circa settanta gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo a creare un circuito virtuoso tra cultura ed economia locale. L’arte entra nei percorsi dello shopping e allo stesso tempo invita a riscoprire il centro cittadino con uno sguardo nuovo.

Il primo appuntamento pubblico è in programma sabato 9 e domenica 10 maggio, quando prenderà il via la prima “passeggiata artistica” all’aperto: un evento che unirà negozi aperti, esposizioni e momenti di incontro tra artisti e pubblico, nel segno di un dialogo diretto tra creatività e commercio.

L’iniziativa si inserisce in un contesto cittadino sempre più orientato alla valorizzazione culturale. Negli ultimi anni Ivrea ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama artistico e turistico, anche grazie al riconoscimento UNESCO come “Ivrea città industriale del XX secolo”, patrimonio che racconta la visione sociale e urbanistica legata alla storia di Adriano Olivetti. “Oggi quel patrimonio dialoga con nuove forme di espressione contemporanea, dalla street art ai progetti di rigenerazione urbana, che trasformano progressivamente la città in un laboratorio creativo diffuso”.

Recentemente sono nate anche nuove realtà culturali, come lo spazio creativo Pirarts in piazza Gioberti, concepito come laboratorio aperto alla comunità con mostre, eventi e jam session dedicati all’arte partecipata. Segnali che confermano una tendenza: Ivrea continua a investire nella cultura come strumento di vitalità urbana e coesione sociale.

In questo scenario si inserisce il lavoro di Daniela Borla Dabò, pittrice, scrittrice e ceramista con numerose esperienze espositive in Italia e all’estero. Negli ultimi anni l’artista ha portato il proprio lavoro anche in televisione e in radio insieme al compagno Luca Stratta, manager e grafico digitale che segue la promozione e la comunicazione dei progetti artistici. Tra le tappe recenti figurano la partecipazione a programmi televisivi e radiofonici dedicati all’arte, la mostra “Donne in Luce” a Roma e il riconoscimento ottenuto con il Premio Brera 26 per l’opera “Città della Luce”.

Accanto alle mostre e alle collaborazioni culturali, il percorso artistico della coppia si è intrecciato con numerosi incontri e iniziative: dalla partecipazione a eventi come Paratissima alle esposizioni internazionali, fino a progetti sociali e attività dedicate ai più giovani. Un lavoro che negli anni ha costruito una rete di relazioni tra arte, territorio e comunità.

Con “Ivrea Città d’Arte” questa esperienza si traduce ora in un progetto collettivo che coinvolge negozianti, cittadini e visitatori. “L’obiettivo è semplice ma significativo”, spiegano gli organizzatori: “rendere l’arte parte della vita quotidiana e trasformare una passeggiata in centro in un percorso di scoperta”. In una città che da sempre unisce innovazione, cultura e partecipazione civile, l’arte torna così a essere uno dei linguaggi più naturali per raccontarne l’identità.

Maria La Barbera

“Disegniamo l’arte”, alla Palazzina di Caccia di Stupinigi per adulti e bambini

Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, domenica 19 aprile, alle ore 15.45, il disegno torna ad essere al centro di un gesto diretto: guardare, scegliere, tracciare. “Disegniamo l’arte” rappresenta un invito rivolto ad adulti e bambini a sperimentare il disegno dal vero. Foglie, rami, scorci del giardino, ma anche dettagli architettonici della Palazzina diventano punti di partenza per costruire immagini essenziali, senza impostazioni rigide. Le postazioni, distribuite tra interno ed esterno, accompagnano i partecipanti in un percorso libero, dove il tempo della visita si dilata e si concentra sullo sguardo e il drawing style.
Non è richiesto un livello specifico: si lavora insieme, ciascuno con il proprio segno, alternando attenzione e pratica per soffermarsi su ciò che spesso resta sullo sfondo.

INFO
Palazzina di Caccia di Stupinigi Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)
Domenica 19 aprile, ore 15.45
Durata dell’evento: 1 ora e 30 minuti circa
Prezzo visita + laboratorio: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto
Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro per ragazzi 6-17 anni e over 65. Gratuito: minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card, accompagnatori disabili
Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente
011 6200601 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it
www.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

A Guarene, Neviglie e Piea tra dialoghi, idee e buone pratiche

Sta per volgere al termine il programma di “Snodi” delle Colline Co-creative di Langhe, Monferrato e Roero, sostenuto dal PNRR per la rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici di Guarene, Neviglie e Piea. Avviato nella primavera del 2023, il progetto ha accompagnato i tre territorisi in un percorso di crescita e collaborazione rafforzando il senso di comunità attraverso la cultura, e promuovendo il coinvolgimento attivo dei più giovani.

“Come Sindaco del Comune di Guarene non posso che esprimere grande soddisfazione per i risultati raggiunti dal progetto ‘Snodi’. È stato un percorso impegnativo, che ha richiesto visione, capacità di coordinamento e un forte coinvolgimento dei territori, ma che ha saputo rispettare pienamente gli obiettivi e realizzare tutte le attività previste – dichiara il Sindaco Simone Manzone – ancora più significativo è il fatto che questo progetto non si esaurisce con la sua conclusione formale: la sua vera forza sta nell’eredità che lascia. ‘Snodi’ ha infatti introdotto studi, modelli e strumenti che rappresentano una base concreta per immaginare e costruire nuove traiettorie di sviluppo culturale per il nostro territorio, anche oltre il 30 giugno”.

“È proprio la capacità di generare visione futura, oltre ai risultati immediati – spiegano Corrado Benotto, Sindaco di Neviglie, e Alessandro Borgo, Sindaco di Piea – che rende questo progetto un investimento strategico per le comunità di Langhe, Roero e Monferrato”.

Il percorso si conclude con “Snodi culturali”, ciclo di 11 incontri gratuiti e aperti al pubblico che si terranno tra il 16 aprile e il 26 maggio con la Fondazione Cesare Pavese. Gli incontri, moderati da Pierluigi Vaccaneo, si svolgeranno il martedì e il giovedì in alcuni luoghi simbolici del progetto, a Guarene e a Piea, presso gli hub riqualificazione grazie a “Snodi”, mentre a Neviglie gli appuntamenti avranno luogo sul belvedere The Traveler, dell’artista Jean Marie Appriou che, in questi anni, ha ospitato diversi appuntamenti di “Snodi”, oppure in caso di maltempo presso la chiesa dei Battuti Bianchi.

“Snodi culturali” è qualcosa di più di un ciclo di incontri e approfondimenti per acquisire esperienze e buone pratiche, attraverso il confronto diretto con professioni, studiosi e operatori culturali. “Snodi” vuole lasciare una traccia per tutti coloro che vivono e operano nei tre territori. Tra gli ospiti figurano la giornalista Francesca Giacobino, che aprirà il ciclo con il tema “Comunicare la cultura”, l’imprenditrice Serena Tosa insieme al pilota e imprenditore Dindo Capello, che offriranno uno sguardo sul rapporto tra cultura e impresa. Anche un Ente pubblico come il Comu e di Paroldo racconterà la propria esperienza insieme a professionisti della progettazione culturale, tra cui Federico Alberto, Marwan Chaibi e Damiano Aliprandi, della Fondazione Carraldo, esperti del territorio come Edmondo Bonelli, operatori teatrali co e Elena Romano e Beppe Incarbona, manager come Luca Luongo e lo storico Daniele Lupo Jallá. I temi affrontato spazieranno dall’organizzazione di eventi culturali alla costruzione di strategie di comunicazione, dal valore dei beni culturali minori alla valorizzazione delle aree rurali, fino al rapporto tra paesaggio, cultura, impresa e comunità locali. Il ciclo avrà la sua conclusione martedì 26 maggio alle ore 18, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Guarene, con la presentazione del libro “Vite di Langa e Roero. Trasformazioni di una civiltà contadina”, scritto a quattro mani da Carlo Petrini e Paolo Tibaldi, pubblicato da Slow Food Editore. A dialogare con il pubblico sarà Paolo Tibaldi, che ripercorrerà le profonde trasformazioni avvenute negli ultimi due secoli nelle colline delle Langhe e del Roero, territori capaci di evolvere senza smarrire la propria identità culturale. L’incontro finale sarà l’occasione per trarre un bilancio e condividere i risultati del progetto con la comunità.

Tutti gli appuntamenti si terranno alle ore 18 a Guarene e Neviglie e, alle ore 21, a Piea. Gli incontri sono gratuiti senza necessità di prenotazione.

Mara Martellotta

La memoria del primo amore e la sostituzione nella mostra dedicata a Diana Markosian

Dal 10 aprile al 6 settembre prossimo, le Gallerie d’Italia di Torino presentano la mostra “Diana Markosian. Replaced”, progetto dell’artista dedicato alla memoria del primo amore e al sentimento della sostituzione. La mostra fa parte di EXPOSED Torino Photo Festival. Diana Markosian è una delle giovani protagoniste della scena fotografica internazionale. Il progetto “Replaced” prende avvio dall’innocenza del primo amore e si sviluppa attraverso luoghi e tempi diversi, tra ricordo e ricostruzione, dove la macchina fotografica diventa al tempo stesso testimone e strumento di indagine emotiva. Nel momento in cui i luoghi e i gesti del passato vengono riattivati, la memoria si rivela instabile, mettendo in discussione l’unicità stessa dell’esperienza amorosa. In un gesto radicale, l’artista di origine armena, nata a Mosca nel 1989, ingaggia un attore per interpretare l’uomo del suo passato e ricostruisce scene di intimità e di rottura muovendosi sul terreno incerto della memoria, dove il desiderio modifica e trasforma i ricordi.
Il lavoro diventa così un atto di riappropriazione della propria storia, un tentativo di abitare ancora, e per un istante, ciò che è stato. Più che un racconto del passato, “Replaced” è un esercizio di presenza: il titolo della mostra significa “sostituito/a”. Nelle immagini vediamo lei come un modello che prende il posto della persona con cui l’amore è finito. Attraverso un film, adattato per la sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino, e una serie di fotografie che combinano rievocazione, sceneggiatura e autofinzione, l’artista ha ricostruito la relazione durata oltre un decennio, interrogando la fragilità del mito romantico e il disorientamento che segue la sua fine.

Venerdì 10 aprile, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà alle Gallerie d’Italia l’incontro “Inside”, in occasione della mostra dal titolo “Diana Markosian. Replaced”, in cui l’artista dialogherà con la curatrice Brandey Estes per approfondire il suo progetto e il processo creativo che lo ha generato.

Attraverso fotografie, installazioni e narrazione autobiografica, “Replaced’ indaga il modo in cui amore, memoria e perdita plasmato la nostra identità, interrogando il senso di appartenenza, i ricordi condivisi e il disorientamento che nasce quando questi vengono riscritti. Durante l’incontro, l’artista racconterà la genesi del lavoro e il percorso che l’ha portata a trasformare un’esperienza personale in una riflessione più ampia, sulla fragilità dei legami e sulla natura mutevole della memoria. L’incontro si svolgerà in inglese.
Sempre alle Gallerie d’Italia, mercoledì 27 maggio, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà un incontro con Vito Mancuso. Esiste certamente una necessità biologica nei confronti dell’amore, quale emerge già nella vita degli animali, ma il modo umano non è riducibile alla biologia, è anche sentimento, passione, malinconia, ideale, oscurità e luminosità insieme. Che cosa insegna di noi e del nostro destino?

In occasione della mostra di Diana Markosian, mercoledì 10 giugno prossimo, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà un incontro con Valeria Montebello, che esplorerà il modo in cui le relazioni sentimentali continuano a vivere nella memoria anche dopo la loro fine. L’autrice rifletterà su come gli amori passati rimangano presenti come tracce, fantasmi che abitano luoghi, oggetti e ricordi condivisi. Una riflessione sul desiderio, sulla perdita e sui modi in cui ognuno di noi rielabora la fine di una storia amorosa.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Arte, le Gallerie d’Italia di Torino invitano i visitatori a fruire di una visita guidata che accompagna il pubblico tra immagini e narrazioni, che trasformano una vicenda personale in una riflessione universale su memoria, identità e fragilità dei legami. La visita guidata è prevista il 15 aprile prossimo dalle 18 alle 19.

Mara Martellotta

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 11 APRILE

 

Sabato 11 aprile

BEKHBAATAR ENKHTUR IN DIALOGO CON LE OPERE DELLA SEZIONE HIMALAYANA DEL MAO

MAO – nuova esposizione

A partire da sabato 11 aprile 2026, nella galleria dell’Asia centro-meridionale e Regione Himalayana del MAO, sarà visibile un’opera site specific dell’artista mongolo Bekhbaatar Enkhtur (Ulaanbaatar, Mongolia, 1994), concepita per essere posta in dialogo con le opere della collezione permanente.

Ispirata alle raffigurazioni dei leoni guardiani, figure simboliche di protezione tradizionalmente collocate all’ingresso dei templi e codificate durante le dinastie Ming e Qing – diffuse nell’Asia interna inclusa la Mongolia sotto il dominio Quing – la scultura di Bekhbaatar Enkhtur propone una reinterpretazione contemporanea dell’idea di offerta religiosa.

La scultura è visibile acquistando il biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota. The Soul Trembles.

 

Sabato 11 aprile ore 11:00

SONORA. Nel cuore profondo delle notti

GAM – Visita guidata sonora alla mostra “Notti”
Visitare la mostra NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni significa immergersi in un viaggio tra buio e luce, silenzi e bagliori che hanno affascinato gli artisti per secoli. Il percorso racconta la magia della notte attraverso osservazioni astronomiche, atmosfere lunari, sogni e inquietudini; dalle prime rappresentazioni del cielo alle allegorie barocche, dai notturni romantici alle visioni simboliste e alle sperimentazioni contemporanee. Con Sonora, questa esperienza diventa ancora più intensa: la voce della guida accompagna i visitatori tra le sale, mentre una selezione musicale curata dal maestro Giovanni Bietti evoca le emozioni del notturno. Le musiche spaziano dalle armonie contemplative del tramonto ai notturni romantici, fino alle sonorità moderne che parlano di attesa e speranza. Un viaggio sensoriale che unisce arte e suono, trasformando la visita in un’esperienza immersiva dove la luce delle opere e il ritmo dei brani si fondono nella magia della notte.
Durata: 90 minuti
Costo: 10 € a partecipante
Costo aggiuntivo: biglietto di ingresso alla mostra. Gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta
Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it
Prenotazione e pagamento online

 

Sabato 11 aprile ore 16

IL METRONOMO IN SALOTTO

MAO – visita guidata in collaborazione con OFT

Musica e arte sono unite dalla bellezza. Si potrà scoprire il filo che le lega nel corso delle visite guidate organizzate presso i tre grandi musei della Città di Torino e ispirate dai concerti della Stagione concertistica Memories dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Il sabato precedente il concerto GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica propongono infatti, a rotazione, un ciclo di visite guidate al proprio patrimonio museale.

L’iniziativa è come sempre a cura dei Dipartimenti Educazione della Fondazione Torino Musei con la collaborazione di Coopculture.

Sabato 11 aprile 2026, ore 16

Il metronomo in salotto

Quanto dura un anno del dio Brahma? Quanto tempo dovrà aspettare un ricco committente della Persia Safavide per poter utilizzare la sua nuova coppa in metallo minuziosamente ageminata? Come si possono concepire e misurare ritmi umani e ritmi divini? Spaziando nelle collezioni del museo, il percorso si sofferma su diverse concezioni del tempo umano e del tempo divino e opere di varie datazioni, materiali e provenienze, che ne documentano lo scorrere a volte in bilico tra trascendenza e immanenza.

Costo: 7€ per il percorso guidato + biglietto di ingresso in mostra (ingresso gratuito al museo con Abbonamento Musei e Torino +Piemonte Card).

Prenotazione consigliata t. 011 19560449 oppure ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

DOMENICA 12 APRILE

 

Domenica 12 aprile

CHIUDONO LE MOSTRE DELLA TERZA RISONANZA

GAM – Ultimo giorno per visitare le mostre Notti, Linda Fregni Nagler, Elisabetta Di Maggio, Lothar Baumgarten e “l’Intruso” Davide Sgambaro.

 

Domenica 12 aprile ore 16:00

NOTTI POETICHE: UN VIAGGIO TRA ARTE E SENTIMENTO

GAM – Visita guidata speciale alla mostra NOTTI
Esiste una dimensione in cui il tempo sembra fermarsi: è quella della notte, luogo prediletto da artisti e poeti per dare voce ai moti dell’anima. Vi invitiamo a scoprire la mostra NOTTI. cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni attraverso un percorso inedito, dove il silenzio delle opere incontra la melodia della parola scritta. Non una semplice visita guidata, ma un cammino sensoriale dedicato all’amore nelle sue infinite declinazioni: l’attesa, l’incontro, il desiderio e la memoria.
Durata: 90 minuti
Costo: 10 € a partecipante
Costo aggiuntivo: biglietto di ingresso alla mostra. Gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta
Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it
Prenotazione e pagamento online

MERCOLEDI 15 APRILE

 

Mercoledì 15 aprile ore 16

POESIA, ARTE E DANZA PER CELEBRARE I 70 ANNI DELLA PROFESSORESSA PIERUCCINI

MAO – poesia, arte e danza

L’incontro è inteso a festeggiare il settantesimo compleanno della Prof.ssa Cinzia Pieruccini, che da tempo collabora con il Museo: sanscritista e storica dell’arte dell’India, insegna presso l’Università degli Studi di Milano. Sarà un pomeriggio di poesia, arte, e danza: vi saranno interventi a tema poetico e artistico coordinati da Giuliano Boccali e Chiara Policardi, e un’esibizione di danza classica dell’India (Bharatanāṭya) a cura di Lucrezia Maniscotti.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione.

 

GIOVEDI 16 APRILE

 

Giovedì 16 aprile ore 18

IL MARE IN UNA PIETRA. GLI ZAFFIRI DAL MISTICISMO BUDDISTA ALLA REGALITÀ EUROPEA

MAO – conferenza nell’ambito del ciclo di conferenze Bagliori d’Oriente

A cura di Sherif El Sebaie.

Quinto appuntamento del ciclo di conferenze Bagliori d’Oriente, a cura di Sherif El Sebaie, già Consulente Scientifico per la Galleria dei Paesi Islamici dell’Asia del MAO Museo d’Arte Orientale. Il percorso, pensato come un viaggio attraverso culture e simboli, esplorerà l’uso, il valore rituale e il significato culturale delle pietre preziose e semipreziose, mettendo a confronto le tradizioni artistiche e religiose dell’Oriente e dell’Occidente.

L’appuntamento di aprile sarà dedicato agli zaffiri.

Usato nei rituali buddisti e nelle corone occidentali, lo zaffiro è la gemma della saggezza e della protezione divina. Verranno esaminati manufatti indo-tibetani, gemme cingalesi e il linguaggio simbolico delle corti europee dal Medioevo all’Ottocento.

Ingresso: 5€. Biglietto acquistabile in museo. Non è richiesta la prenotazione

 

Giovedì 16 aprile ore 17:00

PRESENTAZIONE DEI VOLUMI: GIULIO PAOLINI, ECCOMI. QUI DOVE SONO E 0424. I VENT’ANNI DELLA FONDAZIONE GIULIO E ANNA PAOLINI

GAM – Conferenza

Intervengono:

Bettina Della Casa, direttrice della Fondazione Giulio e Anna Paolini

Fabio Belloni, professore associato di Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Torino

Fabio Cafagna, conservatore GAM Torino

Elena Volpato, conservatore GAM Torino

La GAM, in collaborazione con la Fondazione Giulio e Anna Paolini, è lieta di ospitare la presentazione dei volumi Giulio Paolini, Eccomi. Qui dove sono e 0424. I vent’anni della Fondazione Giulio e Anna Paolini pubblicati nel 2025 in occasione dei primi vent’anni della Fondazione, nata nel 2004.

I vent’anni della Fondazione Giulio e Anna Paolini

Nel dicembre 2024 la Fondazione ha compiuto vent’anni. Giulio Paolini ha voluto rendere omaggio a questo anniversario con una pubblicazione, che documenta le attività e il ruolo della Fondazione, costituita insieme alla moglie Anna (1931-2021) e ai suoi più stretti collaboratori. Accanto ai testi di Bettina Della Casa e Maddalena Disch dedicati alla Fondazione, il libro propone una riflessione dello storico dell’arte Fabio Belloni relativa alla presenza dell’artista nelle proprie opere. Una ricca sequenza di immagini dello studio e dell’abitazione di Paolini, nonché della sede della Fondazione completano il volume.

Giulio Paolini, Eccomi. Qui dove sono

Il volume, integralmente curato da Giulio Paolini, coniuga riflessioni sulla propria poetica con considerazioni di carattere privato, ed è arricchito da un’ampia selezione di riproduzioni di opere, fotografie personali e tavole inedite. Paolini stesso lo definisce «una sorta di ‘diario intimo’, dettato da parole e immagini di vita che, nel corso del tempo, hanno scandito la mia lunga esperienza, dagli anni Sessanta fino a oggi. Un percorso coerente ma sempre diverso, che si rinnova nel succedersi delle occasioni biografiche ed espositive evocate». Giulio Paolini, protagonista dell’arte concettuale in Italia e all’estero, fin dagli esordi ha accompagnato la sua ricerca artistica con dichiarazioni e scritti. Autore di numerosi libri curati in prima persona, ha da sempre nutrito un interesse particolare per l’ambito grafico ed editoriale.

(Comunicato stampa allegato)

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

“Un calice di Erbaluce”, l’antologia letteraria che celebra il vino simbolo del Canavese

Nasce da un’idea dell’autrice e giornalista Debora Bocchiardo l’antologia a tema “Un calice di Erbaluce”, che celebra il vino simbolo del Canavese, di Edizioni Pedrini. Diversi stili e approcci all’argomento esalteranno la versatilità del tema, ma anche il senso della convivialità e della condivisione. Del resto, un brindisi è sempre qualcosa di giocoso che guarda al futuro con fiducia e serenità, elementi di cui il mondo contemporaneo ha fortemente bisogno.

“Un calice di ottimismo” è da condividere tra persone che amano la lettura, la scrittura, le tradizioni agricole ed enogastronomiche del territorio. Ogni racconto non dovrà superare le 13 mila battute, spazi inclusi, e dovrà contenere la frase “Un calice di Erbaluce”. A scelta si potrà declinare la proposta in classico, fermo o passito. La consegna dei testi dovrà avvenire entro il 30 gjugno 2026, e il volume prenderà corpo se ci saranno almeno 20 adesioni.

Info: scrivere a deborabocchiardo@gmail.com o consultare il sito www.edizionipedrini.com

Mara Martellotta

Pino Torinese premia il professor Gianfranco Gribaudo

È il professore di Pino Torinese Gianfranco Gribaudo il premiato della prima edizione del Premio Cultura, il nuovo riconoscimento che debutta quest’anno in paese con l’obiettivo di celebrare eccellenza e tradizione del territorio.
La scelta è stata condivisa all’unanimità dalle associazioni promotrici dell’iniziativa – Museo delle Contadinerie, Unitre di Pino Torinese e l’associazione Santa Maria del Pino – che hanno deciso di premiare il docente per la sua instancabile attività di studio, insegnamento e valorizzazione della lingua piemontese, considerata un pilastro dell’identità culturale del territorio.
Gribaudo è noto in particolare per essere l’autore del monumentale “Nuovo Dizionario piemontese-italiano. La fiama ch’as dëstissa nen“, opera di riferimento per la conservazione e la diffusione del patrimonio linguistico regionale. Il suo lavoro lo ha reso non solo un accademico di primo piano, ma anche un autentico custode della lingua madre, patrimonio immateriale della comunità piemontese. Nel corso della sua carriera ha inoltre collaborato con il Centro Studi Piemontesi di Torino, contribuendo alla formazione di nuovi studiosi e alla realizzazione di testi didattici dedicati alla lingua piemontese.
Un dialetto non è una lingua “minore” come spesso si crede – ha spiegato Chiara Pantone, curatrice del Museo delle Contadinerie -. Dal punto di vista scientifico possiede un proprio sistema grammaticale, lessicale e fonetico completo e conoscerlo e studiarlo è una ricchezza, perché è la massima espressione della cultura locale e l’eredità storica della sua comunità. Permette di cogliere sfumature e concetti legati al territorio che spesso non sono traducibili nella lingua nazionale ed è fondamentale per interagire quotidianamente con le generazioni più anziane o per immergersi pienamente nella vita sociale locale“.
La cerimonia ufficiale di consegna del premio si terrà venerdì 10 aprile alle ore 17.30 presso l’Auditorium del Centro Polifunzionale di piazza Montessori a Pino Torinese. Nel corso dell’incontro sarà presentata anche la quarta edizione, ampliata e aggiornata, del Dizionario.
Durante l’evento il professor Gribaudo dialogherà con il professor Francesco Balcet, attuale docente del corso di piemontese dell’Unitre locale. Interverranno inoltre i presidenti delle associazioni organizzatrici e le autorità comunali.
Valorizzare la lingua piemontese – ha dichiarato la sindaca di Pino Torinese, Alessandra Tosi – significa riconoscere il valore della nostra identità e della nostra storia, ma anche guardare al presente con maggiore consapevolezza. Premiare il professor Gianfranco Gribaudo vuol dire valorizzare il lavoro di chi, con studio e passione, contribuisce a mantenere viva una parte fondamentale del nostro patrimonio culturale e a trasmetterlo alle nuove generazioni“.
La lingua piemontese non è soltanto memoria del passato, ma uno strumento prezioso per comprendere il nostro territorio e le sue radici – ha commentato l’assessora alla cultura Elisa Pagliasso -. Ringrazio le associazioni organizzatrici di questo premio che è in grado di sottolineare come cultura, ricerca e insegnamento possano diventare un ponte tra la tradizione e il futuro della comunità. Il lavoro del professor Gribaudo, in questo senso, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la tutela e la diffusione del patrimonio linguistico piemontese“.

Il “torinese” comandante Mark e i Lupi dell’Ontario

Le avventure, narrate nell’omonimo fumetto, sono nate più di cinquant’anni fa – nel 1966 – ad opera di un trio di autori torinesi che si facevano chiamare “EsseGesse”, già autori di personaggi famosi nel mondo dei fumetti come Il grande BlekCapitan MikiKinowa Alan Mistero

L’incubo dei soldati inglesi è un fortino su un isolotto, difeso dalle acque del lago Ontario. Lì vivono i Lupi dell’Ontario e il loro leggendario capo, il Comandante Mark. Le sue avventure, narrate nell’omonimo fumetto, sono nate più di cinquant’anni fa – nel 1966 – ad opera di un trio di autori torinesi. I tre ,che si facevano chiamare “EsseGesse”, erano Pietro Sartoris, Dario Guzzon e Giovanni Sinchetto, già autori di personaggi famosi nel mondo dei fumetti come Il grande BlekCapitan MikiKinowa Alan Mistero. Le avventure del Comandante Mark si svolgono in meno di un decennio, tra il 1773 e il 1781, nella zona del lago Ontario, al confine tra il Canada e quelli che sarebbero diventati gli Stati Uniti d’America, durante la Guerra di indipendenza americana. Mark è un comandante dei Lupi dell’Ontario, un gruppo di patrioti volontari che combatte contro le Giubbe rosse di Re Giorgio III d’Inghilterra. Rimasto orfano da bambino, Mark  –  cresciuto col padre adottivo in un villaggio di pellerossa –  abbraccia la causa dei patrioti americani quando scopre che suo padre, un capo dei “Figli della Liberta”, è stato impiccato dalle Giubbe Rosse. Quì irrompe la storia vera, poiché  Sons of Liberty ( i Figli della Libertà) erano i membri di una società segreta che si poneva l’obiettivo di combattere la madrepatria, dato che questa imponeva pesanti dazi sulla colonia d’oltremare, dallo zucchero alla stampa. Tra le loro azioni più clamorose ci fu quella al porto di Boston, quando alcuni di questi patrioti, travestiti da pellerossa, attaccarono una nave carica di tè , gettarono a mare l’intero prezioso carico. A dividere le peripezie con il Comandante ci sono diversi personaggi come il calvo e coraggioso Mister Bluff, con il volto incorniciato da una folta barba ispida, ex corsaro ed ex compagno di lotta del padre di Mark o El Gancho (un rude marinaio con un uncino alla mano destra). Discorso a parte merita Gufo Triste, capo indiano con l’indole del menagramo, sempre pronto a dispensare le massime del suo trisnonno stregone,  improntate al pessimismo e profetizzanti sciagure e guai. Da Gufo Triste e da Flok, il cane pelle, ossa e peli di Mister Bluff, nascono le migliori scenette della serie, essendo l’obiettivo preferito di questo cane ossuto  il sedere da addentare del capo delle tribù dei Grandi Laghi che, a sua volta, non perde occasione per rendere pan per focaccia al povero cane, tendendogli i più strampalati trabocchetti. Ciò non toglie che i due, al momento  opportuno, quando si tratta di combattere contro le odiate Giubbe Rosse inglesi, sfoderano un grandissimo coraggio. Infine, Betty: biondina dal viso acqua e sapone che incarna l’eterna fidanzata dei personaggi dei fumetti e, in questo caso, del Comandante Mark del quale è gelosissima. Fra i “cattivi” inglesi, il più delle volte sbaragliati dai Lupi dell’Ontario, un cenno va dedicato al crudele e spietato colonnello Sparrow e al maggiore Stoddard.  Nelle tavole che narrano le avventure dei nostri eroi non mancano i pirati, i contrabbandieri della peggior specie e gli indiani corrotti dall’acqua di fuoco,orribile intruglio dove al pessimo whisky si mescolavano gli ingredienti più disparati e nocivi. Le avventure del Comandante Mark sono state pubblicate nei 281 numeri della Nuova Collana Araldo, caratterizzandosi rispetto alle altre ( come ad esempio quelle di Tex o di Zagor) , per gli episodi sempre autoconclusivi e raramente a puntate. Storie a fumetti che, oltre tutto, si racchiudevano in 64 pagine rispetto alle 98 dello standard bonelliano, dedicando le restanti pagine ad altri personaggi della Essegesse come i già citati Alan Mistero e Il Grande Blek, oppure Kerry il Trapper. La ragione del successo di questa serie a fumetti è racchiusa  nella caratterizzazione dei personaggi. Il comandante Mark è il prototipo dell’eroe senza macchia e senza paura che lotta per gli ideali di libertà. E’ bello, giovane, aitante ed elegante, con la sua giubba e il berretto di castoro, oltre ad essere abilissimo nella scherma e dotato di una mira infallibile.La serie iniziata nel settembre del 1966 terminò nel gennaio del 1990 con il numero 281 ( “L’ultima vittoria” ) nel quale Mark e Betty si sposano e gli americani – guidati da  George Washington –  vincono sugli inglesi, ottenendo l’indipendenza dalla corona. Le avventure del Comandante Mark e dei suoi “lupi”,  per quanto agli occhi dei più critici possano apparire scontate, sono riuscite a mantenere il loro fascino proprio per essere fuori dal tempo e immutate negli anni. Ed è per questo che, leggendole ancora oggi, riescono a suscitare ancora delle piacevoli emozioni.

Marco Travaglini

 

A Saluzzo “A” come “Artigianato”

Nell’antica “Capitale del Marchesato”, prende il via con l’88^edizione della “Mostra Nazionale dell’Artigianato”, la Rassegna “start/storia e arte – Saluzzo”

Dall’11 aprile al 17 maggio: “Casa Cavassa” e “Il Quartiere”

Saluzzo (Cuneo)

Il via sabato 11 aprile, negli spazi rinascimentali del “Museo Civico – Casa Cavassa” (via San Giovanni, 5), per arrivare fino a domenica 17 maggio. C’è più di un mese di tempo per visitare l’88^ “Mostra Nazionale dell’Artigianato”, primo grande evento inserito nella 10^ edizione di “start/storia e arte – Saluzzo”, promossa dal “Comune di Saluzzo”, con l’attenta regia della “Fondazione Amleto Bertoni”. Preziosa chicca di quest’anno, l’esposizione – a ricco ampliamento della “Mostra” – intitolata “Di bosco, di legno, disegno”, curata da Axel Iberti, designer di “formazione politecnica”, già protagonista del rilancio del marchio iconico “Gufram” (fondato nel 1996 in Piemonte) chiamato a interpretare il materiale simbolo del territorio con lo sguardo e gli strumenti del “design contemporaneo”.

“Casa Cavassa” si trasforma così in un “hub internazionale e d’avanguardia” da cui parte un suggestivo percorso che mette in dialogo i “pezzi unici” degli artigiani, dislocati anche negli spazi legati al “Premio Matteo Olivero”, fino ad arrivare a “Il Quartiere – ex Caserma Musso” (piazza Montebello, 1), “polo socio culturale” che ospita botteghe, laboratori e storie di chi fa dell’artigianato la propria vita. L’itinerario espositivo propone una ricca passerella di opere firmate da “maestri storici” e “talenti contemporanei”, autori spesso fantastici e visionari impegnati in creazioni uniche  e “bizzarre” tradotte attraverso il confronto creativo con un materiale “duttile, naturale e vivo come il legno”. Fra i “designer iconici”, si va dunque da Philippe Starck pioniere francese del cosiddetto “design democratico”, attivo dagli anni ’80, con “Dick Deck”, sedia in legno che “sfida la gravità” con gambe asimmetriche, enfatizzando la venatura naturale come firma materica, a (sempre per restare in tema e solo per citarne alcuni) Godefroy de Vireau con la sua “Echelle”, seduta-scala in legno di betulla che evoca equilibri precari, in gentile concessione della “Fondazione Ferrero Comotto” fino a Ettore Sottsass (con la madia “Freemont” in legno laccato) e ad Alighiero Boetti (con il leggio “Leggi” di ispirazione “minimalistico – concettuale”).

E ancora  gli artisti olandesi Ward Wijnant con le opere della serie “Blend” e Onno Adriansee con le opere della serie “Dawn”. Fra i nomi più contemporanei in mostra saranno presenti (in una selezione necessariamente compiuta a grandi balzi) opere da “Studio Nucleo” (Piergiorgio Robino e Daphne Forestieri, Torino) a Monoferments (Monostudio Associati, Milano), con la sedia e panca “Tempesta” in ciliegio recuperato da uragani, “forme curve che onorano cicli naturali e forza primordiale del legno urbano”. La mostra infine apre uno sguardo attento agli artisti e designer piemontesi di diverse generazioni: da Luca Federico Ferrero (Torino, 1995, Accademia Albertina) ad Enzo Mastrangelo (Alba, 1975, architetto-artista), fino a Enzo Bersezio (Lesegno Cuneo, 1943, allievo di Sandro Cherchi), all’ebanista saluzzese Omar Barbero e alla ditta “Salvi Harps” fondata da Victor Salvi negli anni 50 del ‘900.

Nei due fine settimana di sabato domenica 11-12 e 18-19 aprile, il pubblico potrà immergersi nelle “Botteghe del Fare”, con oltre sessanta tra botteghe e Associazioni, dislocate “Il Quartiere” di Piazza Montebello, con spazi aperti sabato dalle 15 alle 20 e domenica dalle 10 alle 20, dove mani esperte modellano i materiali più disparati intrecciando tradizione e avanguardia. Qui siamo nel grande cuore della “Mostra Nazionale dell’Artigianato, in cui scoprire di tutto e di più, tessuti stampati a mano e capi in lana “scalda-anima”, sartoria “upcycling” che ridà vita a scarti tessili in abiti pezzi unici, accessori “outdoor” lavorati a ferri e uncinetto, fino ad arredi tessili confortevoli e ricami creativi che narrano storie locali. Per non dimenticare gioielli contemporanei d’ogni forma e fattura, mentre il cuoio si piega in lavorazioni precise e il ferro si forgia in creazioni robuste e naturalmente, protagonista assoluto, il “legno del Monviso”. Nelle stesse giornate dedicate alle botteghe al “Quartiere”, gli Artigiani esporranno le loro opere nei luoghi della città che ospitano i “Premi Matteo Olivero” degli anni passati, quali il “Foyer del Cinema Teatro Magda Olivero”, i “Fondi Storici” presso l’“Ex Biblioteca Civica” e la “Sala Capitolare” del “Chiostro di San Giovanni.

Durante tutto il periodo della “Mostra”, saranno moltissimi anche gli appuntamenti collaterali, mostre e concertidomenica 19 aprile, inoltre, a “Casa Cavassa” per tutta la giornata ci sarà una sezione del “Museo” dedicata completamente ai bambini, con il “Progetto Bimbi Materio”, a cura dell’ “Associazione Sinergia Outdoor”, nato “come risposta concreta a una crisi silenziosa:l’impoverimento dell’intelligenza manuale”.

Per infowww.startsaluzzo.it

g.m.

Nelle foto: Immagini di repertorio; Philippe Starck “Dick Deck; Godefroy de Vireau “Echelle”; Monoferments “Tempesta” (Ph. Anna Ramashova)