“Festa del libro medievale e antico di Saluzzo”. Prima Edizione
“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”
Da venerdì 22 a mercoledì 27 ottobre
Saluzzo (Cuneo)

L’immagine guida è un particolare dell’affresco “San Giorgio e la principessa”, presente nella “Cappella di San Ponzio” a Castellar, nel Saluzzese, opera di Pietro Pocapaglia (meglio noto come Pietro da Saluzzo) risalente alla metà del XV secolo. E il sottotitolo richiama i primi versi de “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto – “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori” – che portano subito il lettore all’immaginario medievale intessuto di eroismi, sfide, viaggi, guerre, amori e magie. La prima edizione della “Festa del libro medievale e antico di Saluzzo” si presenta come nuova manifestazione libraria dedicata alla cultura e storia medievale, lette e approfondite attraverso romanzi, saggi, fantasy, lezioni, musiche e performance, promossa dalla “Fondazione Cassa di Risparmio” di Saluzzo e dalla Città di Saluzzo, in collaborazione con il “Salone Internazionale del Libro” di Torino e la “Fondazione Amleto Bertoni”. Obiettivo: portare all’attenzione del grande pubblico un periodo storico, dal V al XIV secolo, che da sempre esercita una forte fascinazione sull’immaginario collettivo (come dimostra l’attuale successo di romanzi, serie televisive, film e videogiochi che a quelle atmosfere ancor oggi si ispirano) e che fu un laboratorio culturale straordinario da cui nacque l’ “idea europea”, anche se troppo spesso la cosiddetta “Età di mezzo” viene minimizzata come storico “momento oscuro” in opposizione al Rinascimento. L’iniziativa si svolgerà da venerdì 22 a mercoledì 27 ottobre, e trova nella città di Saluzzo, che fu capitale dell’omonimo Marchesato, il suo luogo ideale di espressione. “Evento unico nel suo genere in Italia– spiegano i curatori Marco Piccat, professore di Filologia Romanza all’Università di Trieste e presidente della Fondazione CRS, e Marco Pautasso del Salone Internazionale del Libro di Torino – la Festa del libro medievale e antico intende rivalutare, in antitesi alla vulgata dominante, un’epoca che fu laboratorio culturale straordinario, nonché incubatore dell’idea europea. Il Medioevo contribuì, infatti, alla circolazione delle lingue e dei saperi, favorì non solo gli scambi commerciali, ma soprattutto le contaminazioni e gli intrecci artistici, culturali e politici tra i vari paesi europei”. Molteplici gli appuntamenti in programma: dagli incontri con storici e scrittori alle lezioni magistrali, via via fino ad animazioni e laboratori per bambini e adulti, reading, mostre, ma anche concerti, proiezioni di film, spettacoli teatrali, rappresentazioni storiche e altro ancora. Previsti addirittura spettacoli di falconeria (lungo la salita al Castello) e laboratori di calligrafia e miniatura. Si inizia sabato 22 ottobre, alle ore 18, al Cinema Teatro “Magda Olivero”. Tra gli ospiti, solo alcuni nomi: il 22, il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, con una “lectio magistralis” ispirata al suo nuovo libro “Il posto degli uomini. Dante in Purgatorio dove andremo tutti” (Mondadori) e, a seguire, il 23, il cantautore Angelo Branduardi, il “Menestrello” che ha saputo unire la musica medievale e rinascimentale con la musica folk tradizionale, in concerto acustico con Fabio Valdemarin.
E ancora dal 24 in poi una nutrita serie di storici, letterati e scrittori, per chiudere, il 27 ottobre, con Franco Cardini, noto storico e saggista specializzato nello studio del Medioevo, che terrà una “lectio magistralis” tratta dai temi del volume “Le cento novelle contro la morte” (Salerno Editore). Al programma si affiancherà anche una parte espositiva, dove il pubblico sarà accolto da editori, librerie ed enti culturali con le loro proposte di catalogo, le novità sul tema e la presenza di copie di libri esclusivi, sia manoscritti che a stampa. Inoltre gli esercizi commerciali (in una città che per l’occasione sarà tutta vestita a festa e ricca di proposte culturali ed enogastronomiche a tema) ospiteranno titoli di libri selezionati sul tema, dalla saggistica alla narrativa, dal fantasy ai libri antichi, che a fine manifestazione confluiranno in un nuovo “Fondo del Libro Medievale” da destinare alla Biblioteca civica di Saluzzo “Lidia Beccaria Rolfi”.
Per info e informazioni dettagliate su programma, date e luoghi destinati all’evento: www.salonelibro.it-visitsaluzzo.i
g.m.
Nelle foto
– Pietro Pocapaglia: “San Giorgio e la principessa”, metà XV secolo, Photo Giorgio Olivero – Ufficio BCE Diocesi di Saluzzo
– Angelo Branduardi
– Spettacolo di falconeria
“Cosa si aspettano giornalisti, fotoreporter, artisti quando raccontano la tragedia dei conflitti, della guerra, della violenza? Una reazione. Che sia commozione, fastidio, rifiuto, consenso, indignazione. Ancor più: un’azione, un comportamento costante nel tempo che provenga dalle coscienze e in base al quale possano dire che la denuncia, la testimonianza non sia stata vana, inutile. Purtroppo questo non accade quasi mai”. Da e su questa triste constatazione parte e s’ incentra l’incontro programmato per il prossimo lunedì 11 ottobre, alle ore 18, presso la Sala del “Polo del ‘900”, in via del Carmine 14, a Torino. A confronto, due scrittori-fotografi di gran razza e un notissimo giornalista globetrotter, caposervizio degli Esteri e inviato di guerra nei punti più caldi del pianeta, dell’Africa e del Medio Oriente (con vicende personali alle spalle, come si sa, fortemente pesanti) per “La Stampa”. I primi, Michela Battaglia e Stefano De Luigi, il secondo Domenico Quirico. “Il dilemma del linguaggio” é il titolo dell’incontro progettato da “ArtPhoto” e dalla sua vulcanica fondatrice, Tiziana Bonomo che, dopo i saluti di Alessandro Bollo (direttore del “Polo”), ne sarà anche conduttrice e moderatrice. La riflessione prende spunto dall’interessante lavoro artistico “Babel” (diventato anche libro edito nel 2018 da “Postcart Edizioni”) realizzato a quattro mani – e a due teste egregiamente pensanti – da Michela Battaglia e Stefano De Luigi che, in quel lavoro, si interrogano sull’efficacia del linguaggio del fotoreporter nell’ambito del quotidiano. Si interrogano e riflettono e ciò che ne esce è un senso di amara delusione. L’ennesima, dopo l’attentato avvenuto nel 2005 al “Bataclan” di Parigi. E proprio i giudizi preconfezionati e superficiali che in quella occasione sono stati diffusi dai mezzi di informazione li hanno spinti a sviluppare il progetto “Babel” che coniuga la cartellonistica pubblicitaria (fotografie dei manifesti della metropolitana di Parigi) e le immagini estrapolate dalle riviste di propaganda Daesh – Isis. “È un lavoro – si legge in una nota – che unisce i due linguaggi solo apparentemente contrastanti della propaganda di Al Qaida e della cartellonistica pubblicitaria tipica del capitalismo occidentale”. Il risultato sono immagini non convenzionali che si ispirano ai celebri décollage di Mimmo Rotella. Nel 2003, la scrittrice, filosofa e storica americana Susan Sontag scriveva: “Lo shock è diventato uno dei più importanti criteri di valore e incentivi al consumo”. Da allora la soglia di sopportazione si è andata via via alzando. “Ci si è assuefatti e, addirittura, si è sempre più bramosi di una certa pornografia del dolore”. Dice Tiziana Bonomo: “L’insistente domanda di verificare se esiste un’alternativa al linguaggio usato fino ad oggi è la stessa che Domenico Quirico pone all’ adeguatezza della sua scrittura”. Domanda legittima anche per un grande narratore di umanità, la più varia e dolente, e di storie divorate sul campo e di guerre e di rivoluzioni come quelle esibite in pagina da Quirico. “L’incontro al ‘Polo del ‘900’ – conclude la Bonomo- ha proprio lo scopo, in quest’ottica, di far emergere i tanti interrogativi e alcuni punti fermi nel mondo della testimonianza rispetto ad avvenimenti apparentemente ineluttabili della Storia”.