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Video documentario, Italia 2022, 26’, Regia di Valentina Noya
Mercoledì 21 settembre 2022 h 20, OFF TOPIC, Via Giorgio Pallavicino 35, Torino
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Dalla serie “Indigeno” ©Arianna Arcara |
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RI_GENERAZIONI è il video racconto di una comunità attraverso lo sguardo e la voce dei suoi protagonisti, abitanti di una porzione di territorio all’interno del quartiere Vanchiglia, a Torino. Storia, presente e futuro si intrecciano in un microcosmo multiforme dove gli abitanti “nativi” condividono le giornate e gli spazi con “nuovi/e cittadini/e”, persone di diverse culture e nuclei provenienti da progetti sociali.
Prodotto dall’Associazione Quore, con il contributo di Regione Piemonte e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il lavoro nasce all’interno di TOHOUSING, progetto di accoglienza per persone LGBT+, operativo dal 2019 nel complesso di edilizia residenziale ATC in Corso Farini 32 e via Faà di Bruno 1 a Torino. Tohousing, così come l’hub culturale Off Topic e l’Associazione Torino Youth Centre, costituiscono un punto di osservazione privilegiato per indagare vecchie e nuove dinamiche del territorio, accompagnare il processo di trasformazione e rigenerazione urbana in atto ed infine offrire strategie di sviluppo comunitario locale.
“RI_GENERAZIONI – dichiara la regista Valentina Noya – rappresenta un excursus evolutivo verso un’idea di società attraverso un crescendo di testimonianze; queste partono dalla memoria storica del quartiere con Fiorenzo, il gommista il cui occhio dagli anni ’70 a oggi è stato ininterrottamente proiettato a guardare fuori dalla propria attività le trasformazioni urbanistiche e sociali avanzate dalla classe operaia che viveva e lavorava intorno all’Italgas, insieme a Virginia, che imprime dei ricordi ancora più nostalgici a quel periodo, attraversando una geografia demografica di figure molto diverse fra loro, fino a giungere alle nuove generazioni: artisti, fuori sede, stranieri, seconde generazioni in cerca di un posto da chiamare casa, persone lgbtqi+ in fuga da una società che li respinge, ma che quel senso di casa la trovano nel progetto ToHousing, all’interno delle ATC di Corso Farini.
Il video è realizzato in collaborazione con Associazione Torino Youth Centre nell’ambito del progetto Indigeno e con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema.
Il film testimonia inoltre il più ampio percorso di attivazione e rigenerazione urbana del progetto INDIGENO, primo beneficiario del bando ToNite – Area 2 lanciato dal Comune di Torino, finanziato nell’ambito del programma europeo UIA Urban Innovative Actions e volto a migliorare la vivibilità e sicurezza del Lungo Dora, insistendo in particolare nella porzione di realtà tra Corso Farini e Via Pallavicino. Un’ampia progettualità ed un lungo percorso di progettazione che mira a rivitalizzare l’identità del quartiere dove l’uso dell’arte in tutte le sue forme e lo sviluppo di azioni di comunità contribuiscano a rinnovare la fruizione di una parte di città. L’obiettivo è la costruzione di una comunità partecipata e solidale mirando alla comprensione di tutte le diversità socio culturali che compongono il quartiere in cui convivono OFF TOPIC, il complesso di case popolari di Via Farini e il Campus Einaudi. |
Proprio a Medan vedono, infatti, la luce molti romanzi che rappresentano la massima espressione del naturalismo francese, e ciascuno di questi suoi figli cartacei contribuisce alla costruzione, all’ampliamento, alla ristrutturazione e all’abbellimento del rifugio dello scrittore. In questo “locus amoenus” Zola crea quei personaggi immortali che diventano la personificazione di vizi, difetti e tare che, attraverso l’ereditarietà, si trasmettono alle generazioni successive, influenzandone l’esistenza e condannandoli spesso alla rovina. “Voglio spiegare come una famiglia, un piccolo gruppo d’esseri, si comporti in una società, sviluppandosi, per dare vita a dieci, a venti individui, che appaiono, al primo colpo d’occhio, profondamente dissimili, ma che l’analisi dimostra profondamente legati gli uni agli altri. L’ereditarietà ha le sue leggi, come la gravità” scrive Zola nell’introduzione della “Fortuna dei Rougon”, dando il via a una ricerca e a un’analisi che regaleranno alla letteratura le figure immortali dei “vinti” Gervaise, Lantier e Coupeau, Etienne e Catherine, Nanà, ma anche a Denise, un luminoso esempio di forza, tenacia e riscatto nel “Paradiso delle Signore”.
nella nostra società attraverso l’intolleranza per lo straniero e il diverso, attraverso la chiusura di confini, attraverso la costruzione di muri, attraverso la presunzione di possedere una cultura, un credo superiori a quelli degli altri.
Jamais un acquis, toujours à reconquérir”.

Il Terzo Reich, dal giugno del 1940, vi aveva installato una delle più importanti basi per i sommergibili della Kriegsmarine e per questa sua posizione strategica subì 165 bombardamenti aerei da parte degli Alleati che provocarono quasi un migliaio di morti e centinaia di feriti gravi. La grande offensiva alleata nel settore occidentale del fronte di Normandia, denominata “operazione Cobra”, aveva come obiettivo la conquista dei porti e quello di Brest, principale base della marina francese prima della guerra, era il più a ovest e il più importante per garantire i rifornimenti alle truppe d’invasione. Una carneficina che ispirò anche una delle più importanti poesie di sempre. “Rappelle-toi Barbara. Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là. Et tu marchais souriante. Épanouie ravie ruisselante. Sous la pluie (Ricordati Barbara. Pioveva senza sosta quel giorno su Brest. E tu camminavi sorridente. Serena rapita grondante. Sotto la pioggia)”. Barbara è tra le poesie più famose di Jacques Prévert. Nel 1946, terminata la guerra, non più giovanissimo ( era nato a Neuilly-sur-Seine il 4 febbraio del 1900, all’alba del secolo breve) pubblicò la raccolta di poesie Paroles dove troviamo anche questo poema che figura tra i più belli di Prévert. Dopo il periodo surrealista, i testi delle canzoni, l’attività teatrale con il Gruppo d’Ottobre, le collaborazioni cinematografiche con Jean Renoir e Marcel Carné e nuovamente l’attività teatrale, videro la luce queste poesie ( insieme ad altre, raccolte in Histoires) che, nell’edizione curata da René Bertelé per Le Point du Jour, ebbero un enorme successo. In perfetta sintonia con il clima culturale del tempo la silloge poetica rappresentò una novità assoluta e dirompente, mostrando una potenza evocativa intrisa da quell’ansia bruciante di andare oltre le pagine dei libri per entrare prepotentemente nella vita di tutti i giorni. Già dai primi versi Prévert delineò il luogo in cui l’opera era ambientata: la città di Brest, importante porto bretone nel dipartimento del Finistère. La città era stata quasi completamente distrutta da un devastante bombardamento nell’estate del 1944. La pioggia di bombe l’aveva rasa al suolo a tal punto che solo qualche vecchia fortificazione medievale in pietra aveva miracolosamente resistito. Il padre di Prévert era bretone e proprio in Bretagna il piccolo Jacques aveva trascorso parte della sua infanzia portando con sé per tutta la vita l’impronta di quella terra battuta dai venti e impregnata dall’odore salmastro dell’oceano. Barbara, con il suo lungo testo vide il poeta esprimersi in prima persona, filtrando il ricordo di una ragazza, osservandone gli incontri , i gesti e i movimenti mentre felice correva incontro al suo uomo e lo abbracciava. Emozioni e sorrisi che si tradussero in versi diventati immagini indimenticabili e senza tempo, vere e proprie icone per intere generazioni, veloci e brevissime incursioni su un avvenimento tanto doloroso, dove l’intimità di una storia d’amore s’incuneava nella più grande storia francese. Così la quasi anonima Barbara venne trasformata da Prèvert da vittima in un potente simbolo, donandogli l’immortalità, contestando l’orrore della guerra che, ieri come oggi, uccide anche gli amori felici come quello di Barbara e dell’uomo che la chiamava al riparo di un portico mentre “pioveva senza tregua su Brest”.
Noto volto televisivo, sarà Donatella Di Cesare, docente di “Filosofia Teoretica” alla “Sapienza” di Roma, autrice di numerosi libri (tradotti e discussi anche all’estero, l’ultimo “Se Auschwitz è nulla” – Bollati Boringhieri 2022) che affrontano questioni fra l’attualità e la storia, come le migrazioni, le rivoluzioni, il potere e i diritti umani, la prossima ospite della terza edizione della rassegna “CuneiForme” ideata e realizzata dall’Associazione “Progetto Cantoregi” e “Le Terre dei Savoia”, dedicata quest’anno al tema “d(I)ritti”. “DIRITTI umani e civili – affermano gli organizzatori – che ancora vengono violati, per capire come invece affermarli, come lottare e rimanere DIRITTI e fermi sui principi di solidarietà, umanità, cura e rispetto, affinché le conquiste dei diritti non si rivelino fragili e di carta e per ragionare su come fare emergere la consapevolezza e come limitare le loro violazioni”. In quest’ottica, ben si inserisce l’appuntamento di venerdì 9 settembre (ore 21) alla “Soms” di via Costa 23 a Racconigi, con Donatella Di Cesare che terrà una “Lectio magistralis” su “Diritti e democrazie”, una “riflessione per ragionare se le Democrazie riescano ancora a garantire i diritti fondamentali umani”.