CRONACA- Pagina 179

Terapia domiciliare bloccata dalla neve: carabinieri soccorrono 85enne

Solo e anziano, con i figli all’estero, aspettava l’ossigenoterapia domiciliare che la neve aveva reso impossibile. I carabinieri sono intervenuti e lo hanno soccorso. È successo a Grondona, nell’Alessandrino, dove un 85enne, a causa delle difficili condizioni meteo, non ha potuto ricevere l’assistenza programmata.

La donna incaricata del servizio – che prevede il supporto di una badante per la gestione dei macchinari di ventilazione- è rimasta coinvolta in un incidente stradale e non ha potuto raggiungere la casa dell’uomo.

Il signore ha così deciso di chiamare i carabinieri. Giunti sul posto, nonostante la neve, i militari sono rimasti con lui fino alla fine, permettendogli di completare la terapia.

VI.G

Emergenze e incendi boschivi: nuova intesa tra Regione Piemonte e Vigili del fuoco

Protezione civile e incendi boschivi: Regione Piemonte e Vigili del fuoco rafforzano l’intesa

Regione Piemonte e Direzione regionale dei Vigili del fuoco compiono un passo decisivo nel consolidamento della collaborazione istituzionale in materia di protezione civile, lotta agli incendi boschivi e formazione del volontariato. Con la firma della Convenzione, avvenuta oggi a Palazzo della Regione, viene definito un quadro operativo chiaro e stabile che disciplina ambiti, modalità di intervento e risorse dedicate.

Alla sottoscrizione dell’accordo hanno partecipato l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi, il direttore regionale dei Vigili del fuoco del Piemonte Alessandro Paola e la viceprefetto vicario di Torino Alessandra Tripodi.

La Convenzione rappresenta un passaggio strategico per il sistema regionale di prevenzione e gestione delle emergenze, superando una fase caratterizzata da interventi occasionali e strumenti non omogenei. L’intesa introduce infatti una cooperazione strutturata, continuativa e programmata tra le istituzioni coinvolte, rafforzando l’efficacia delle azioni sul territorio.

L’accordo prevede uno stanziamento complessivo di 800 mila euro per il biennio 2026–2027, pari a 400 mila euro annui, destinato al sistema regionale antincendio boschivo. Le risorse sosterranno le attività della Direzione regionale dei Vigili del fuoco, garantendo il funzionamento della Sala operativa unificata permanente (SOUP), il coordinamento degli interventi di spegnimento via terra e via aerea, l’impiego di personale specializzato e lo svolgimento di esercitazioni e attività di addestramento congiunto.

Accanto a questo investimento, la Regione Piemonte destina ulteriori 200 mila euro alla formazione, con l’obiettivo di rafforzare le competenze operative del sistema. Grazie a queste risorse saranno formate 456 unità di personale, per oltre 40 mila ore complessive di attività, attraverso percorsi dedicati alla gestione delle emergenze, alla sicurezza, agli interventi antincendio e al coordinamento tra le diverse componenti operative.

La Convenzione si inserisce in un percorso più ampio già avviato dalla Regione Piemonte con la sottoscrizione di un Accordo quadro con i Vigili del fuoco, volto a costruire una collaborazione trasversale su tutte le principali aree della protezione civile: dalla prevenzione dei rischi naturali alla gestione delle emergenze, dal dissesto idrogeologico al supporto tecnico-operativo sul territorio.

Un cambio di passo significativo che restituisce al Piemonte un modello di cooperazione istituzionale solido e coerente, capace di integrare pianificazione, prevenzione, formazione e capacità operativa.

Nel panorama delle iniziative territoriali si segnala anche l’impegno della Provincia di Novara, che con il presidente Marco Caccia e il consigliere delegato alla Protezione civile Lido Beltrame ha avviato un progetto strutturato a sostegno della formazione dei Vigili del fuoco volontari, rafforzando ulteriormente il sistema locale di sicurezza grazie a una collaborazione concreta tra enti e Comando.

«Oggi – ha detto l’assessore regionale alla Protezione Civile, Marco Gabusi – la Regione Piemonte compie un passo fondamentale per rafforzare il proprio sistema di Protezione civile. Questa Convenzione non è solo un atto amministrativo, ma il risultato di un grande lavoro di collaborazione istituzionale: per questo motivo intendo ringraziare il consigliere regionale Paolo Ruzzola, sempre vicino alla componente volontari, che ci ha consentito di mettere finalmente a sistema competenze, professionalità e risorse. Tutto ciò significa investire sulla sicurezza dei cittadini e sulla capacità reale di risposta alle emergenze».

L’assessore Gabusi ha poi aggiunto che «con questo atto, la Regione Piemonte rafforza in modo concreto la propria capacità di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei rischi naturali, puntando su un sistema integrato, coordinato e strutturalmente preparato, fondato su cooperazione istituzionale, investimenti e formazione continua».

Il direttore regionale dei Vigili del fuoco del Piemonte, Alessandro Paola, ha evidenziato che «la sottoscrizione di accordi negoziali con Regione Piemonte consentirà di realizzare nuove strategie operative finalizzate al potenziamento della capacità di risposta alle emergenze e alla prevenzione dei rischi territoriali. Il ruolo dei Vigili del fuoco, con le proprie componenti operative permanenti e volontarie presenti in regione, sarà ancora più incisivo in virtù della collaborazione istituzionale nell’ambito del più ampio quadro di competenze che Regione Piemonte assicura nel proprio sistema di protezione civile. Parimenti la Direzione regionale dei Vigili del fuoco assicura, per tutte le attività oggetto di convenzione, la funzione di raccordo con la struttura unitaria centrale del Corpo dei vigili del fuoco, operante a livello nazionale».

A chiudere, l’intervento della viceprefetto vicario di Torino Alessandra Tripodi, che ha sottolineato come «la Protezione civile è fatta di una collaborazione costante e ormai consolidata, richiede uno spirito di squadra che qui è già realtà e che oggi trova un ulteriore coronamento con questo protocollo, soprattutto in scenari complessi come quelli degli incendi boschivi. La Prefettura può sempre contare su un Corpo composto, che garantisce risposte molto professionali e tempestive. Considerando che il territorio del Piemonte è particolarmente fragile, è necessario che tutte le componenti e le professionalità si integrino all’interno del sistema per dare risposte sempre più efficaci».

Cosa c’è nel bilancio di previsione: dalla Regione sostegno a imprese e territori

Il Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Piemonte, approvato dal Consiglio regionale, conferma secondo la Giunta regionale guidata da ALberto Cirio “una linea di rigore e responsabilità finanziaria, assicurando stabilità dei conti, sostegno a imprese e territori e tutela dei servizi essenziali”.

«È un bilancio di buon senso, di equilibrio e di serietà. Quella serietà che ha fatto sì che dal 2019 a oggi la Corte dei Conti abbia sempre parificato senza eccezioni i conti della Regione Piemonte – afferma il presidente Alberto Cirio – Ha ottenuto il parere favorevole dei revisori, mette in sicurezza il pagamento dei debiti del passato e, nello stesso tempo, non taglia i servizi, garantisce gli investimenti per il futuro e continua a darsi delle priorità, soprattutto sulla salute delle persone e sul futuro dei nostri figli».

Nel 2026 il bilancio presenta entrate e spese per 18,35 miliardi di euro, nel pieno rispetto dei vincoli nazionali ed europei. Prosegue il percorso di riduzione del disavanzo: il disavanzo di amministrazione presunto scende a 1.586 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli anni precedenti.

Il disavanzo da ripianare nel 2026 ammonta a 103,9 milioni di euro, in linea con il piano concordato con la Corte dei conti e aggiornato alla Legge di Bilancio dello Stato. «Il contenimento del disavanzo – evidenzia l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – non è solo un obbligo normativo, ma un segnale di serietà nei confronti dei cittadini e delle imprese. Continuiamo a ridurre progressivamente il debito senza tagliare i servizi. Abbiamo garantito risorse stabili per tutti i comparti, sensibili e non: dalla sanità alla cultura, dal welfare allo sport».

Le principali voci

La manovra privilegia investimenti e sviluppo: nel 2026 le spese in conto capitale superano 1,14 miliardi di euro, mentre le spese correnti ammontano a 12,83 miliardi.

La sanità è la voce principale del bilancio, con oltre 9,3 miliardi di euro destinati al sistema sanitario regionale. Proseguono gli investimenti in edilizia ospedaliera, anche grazie alle risorse Pnrr, FSC e Inail. «Difendiamo un modello sanitario pubblico e accessibile – ribadisce Tronzano – e sappiamo valorizzare anche il contributo del privato, in un’ottica di sussidiarietà intelligente che migliora l’efficienza e amplia l’offerta di servizi».

Sul fronte produttivo, la Regione sostiene imprese, artigianato, innovazione e internazionalizzazione attraverso bandi e strumenti finanziari, in sinergia con fondi europei e Programma operativo complementare. Tra le risorse principali: 865 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027, 756 milioni per lo sviluppo rurale e oltre 3,5 miliardi di fondi Pnrr già assegnati.

Il bilancio 2026 prosegue infine la razionalizzazione della spesa: i costi del personale restano stabili e la rinegoziazione dei mutui consente una riduzione degli oneri finanziari. «In linea con quanto previsto dalla Legge di bilancio statale – puntualizza Tronzano – utilizziamo tutti gli strumenti disponibili per alleggerire il carico finanziario della Regione. Le risorse liberate vengono reinvestite per rafforzare la sanità».

«Questo bilancio – conclude Tronzano – è il frutto di un lavoro collegiale, trasparente e condiviso. Ringrazio la Commissione Bilancio, i dirigenti, i tecnici e tutti i consiglieri, anche di opposizione, che hanno contribuito con proposte e osservazioni. In un momento delicato per i conti pubblici, la Regione Piemonte dimostra che è possibile coniugare rigore, sviluppo e tutela sociale, senza chiedere nuovi sacrifici ai cittadini».

Se vuoi, posso accorciarlo ancora di più (versione comunicato stampa breve) oppure renderlo più divulgativo per un pubblico non tecnico.

Noi siamo con voi: “la violenza è cieca contrapposizione”

I gravissimi fatti di sabato pomeriggio a Torino interrogano tutti i
credenti soprattutto su come non confondere gli inaccettabili eccessi
di alcuni con il sentimento mite della maggioranza e con la sofferenza
silenziosa di tanti che vivono la povertà e l’emarginazione. Dobbiamo
essere consapevoli che dietro queste violenze non c’è opposizione
politica, ma contrapposizione cieca, non ci sono strategie, ma
tattiche di guerriglia urbana che si rinnovano ad ogni occasione, con
azioni organizzate e pianificate.

Ma c’è di più. La stessa procuratrice generale del Piemonte, Lucia
Musti, parla non solo di violenze di piazza ma di clima culturale
che, a suo dire, le rende possibili. Denuncia la presenza di «una area
grigia di matrice colta e borghese» che rispetto alle violenze degli
antagonisti a Torino nutre un atteggiamento di «benevola tolleranza», e
denuncia una «lettura compiacente» da parte di “taluni soggetti della
classi sociali più intellettualmente preparate”, i quali con il loro
scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in
appoggio, immiseriscono quella parte di società che invece “dovrebbe
svolgere una illuminata azione di deterrenza e di rispetto delle regole
democratiche”.

Per questo occorre promuovere il dialogo – come scrive Papa Leone XIV –
e non arrendersi ad una polarizzazione estremista e ingannevole che
riduce la realtà ad una sua parodia, le radici culturali e religiose
quasi ad etichette da esibire, il pensiero ad un calcolo.

Noi del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte non vogliamo
accontentarci di una fede marginale e privata. Vogliamo essere voce
che denuncia e propone, in un mondo spesso afono e dove troppi non
hanno voce. Questo è amore politico perché l’indifferenza è il cancro
della democrazia. L’impegno di chi crede dà senso a quel Tavolo della
Speranza nato nel luglio scorso, proprio a Torino, per contrastare
l’odio, le divisioni e disarmare il linguaggio.

Educare alla speranza significa vivere incentrando l’esistenza nel rispetto per la dignità della persona e la promozione di una cultura che si sposa con l’inquietudine e la
condivisione del sapere, di un atteggiamento che è un avventurarsi con
umiltà nel mistero della vita.

A nome del Coordinamento interconfessionale dell Piemonte Noi siamo con voi”

Giampiero Leo, Younis Tawfik, Dario Disegni, Walid Bouchnaf, Antonio Labanca, Amir Younes, Stefania Palmisano, Idris Bergia, Loredana Annaloro, Maria Requena, Giuseppe Cicogna, Walter Nuzzo

Tre finanzieri feriti al Cpr di corso Brunelleschi

Tre finanzieri feriti ieri al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di corso Brunelleschi, a Torino. È accaduto quando due gruppi di migranti si sono scontrati tra loro. Sono dovuti intervenire i militari della guardia di finanza del comparto antiterrorismo pronto impiego.

Ivrea, Usic: “Oltre 500 chili di droga sequestrati”

“DURO COLPO ALLE PIAZZE DI SPACCIO”

“La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC) esprime il proprio plauso per l’operazione condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Ivrea, che ha portato all’arresto in flagranza di tre soggetti e al sequestro di oltre 500 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra marijuana e hashish. Un’operazione di assoluto valore investigativo e operativo, sviluppata attraverso controlli sul territorio, attività di osservazione e un blitz mirato, che ha consentito di individuare un capannone industriale adibito allo stoccaggio della droga e di sottrarre al mercato illegale un quantitativo ingentissimo di stupefacenti, insieme a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio.
Parliamo di una quantità di droga tale da rappresentare un colpo durissimo alle piazze di spaccio del territorio e, potenzialmente, anche ai canali di rifornimento che alimentano ambienti sensibili come quelli frequentati dai più giovani, comprese le scuole. È anche così che si protegge la sicurezza delle nostre comunità. Ai colleghi della Compagnia di Ivrea va il nostro sincero ringraziamento: hanno dimostrato professionalità, determinazione e spirito di servizio, intervenendo con efficacia e precisione. Proprio mentre a Torino alcuni colleghi sono stati esposti a episodi di violenza e aggressioni, operazioni come questa ricordano che la legalità non si difende a parole, ma sul campo, ogni giorno. Le Forze dell’Ordine non sono un bersaglio: sono un presidio essenziale di sicurezza e legalità per i cittadini”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Askatasuna: gli scontri? “Un successo al di là di ogni aspettativa”

Il corteo contro lo sgombero di Askatasuna, dove sono andati in scena degli scontri vergognosi, viene rivendicato come un successo “al di là di ogni aspettativa” dall’area antagonista. Una narrazione che però entra in forte contrasto con quanto accaduto. Le strade della città sono state segnate da scontri con le forze dell’ordine, danneggiamenti, vetrine infrante e un clima di tensione.

Leggi l’articolo su L’identità:

Askatasuna senza vergogna: il corteo e gli scontri definiti “un successo”

Corso Principe Oddone, due giovani arrestati per spaccio

Doppio arresto della Polizia di Stato ha arrestato in corso Principe Oddone a Torino. Due giovani, di ventidue e venticinque anni, sono stati fermati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

È notte quando i poliziotti in servizio di volante notano un’autovettura sospetta con all’interno due passeggeri. Uno dei due, un cittadino senegalese di 21 anni, alla vista degli operatori avvicinatisi per un controllo, tenta inutilmente di nascondere, tra il freno a mano ed il sedile dell’auto, 70 grammi di hashish, sequestrati dagli agenti con 350€ in denaro contante, probabile provento dell’illecita attività.

Il secondo arresto è invece avvenuto alle prime ore del giorno quando i poliziotti di volante percorrendo Corso Principe Oddone hanno percepito e notato poco più avanti un uomo diretto verso Piazza Statuto. L’uomo, un ventiquattrenne italiano, alla vista della Volante ha svoltato in una via con divieto di accesso per i veicoli, se non in contromano, come se volesse sottrarsi un eventuale controllo. Gli agenti però lo hanno raggiunto rinvenendo oltre 50 grammi di sostanza stupefacente, mista tra hashish e cocaina, e un bilancino di precisione.

Croce Bianca Volpianese, corso aspiranti volontari soccorritori 118

La Croce Bianca Volpianese ODV, associazione di volontariato aderente ad Anpas, annuncia l’avvio di un nuovo corso di formazione per aspiranti volontari soccorritori del 118.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Volpiano, si propone di formare nuove persone pronte a dedicare parte del proprio tempo al servizio della comunità, garantendo un supporto essenziale nelle situazioni di emergenza sanitaria.

Per presentare il percorso formativo è stato organizzato un incontro informativo sabato 21 FEBBRAIO alle ore 15.00, presso la Sala Corsi di Via Torino 47 a Volpiano.

Durante l’appuntamento, gli istruttori illustreranno contenuti, modalità e tempistiche del corso, rispondendo a tutte le domande dei partecipanti.
Il percorso, gratuito e riconosciuto dalla Regione Piemonte secondo lo standard formativo regionale, prevede una prima parte teorica di 54 ore, durante la quale verranno affrontati argomenti come la chiamata di soccorso, il funzionamento del sistema emergenza-urgenza, i codici di intervento, i mezzi di soccorso e le tecniche di rianimazione cardio-polmonare anche con l’utilizzo del defibrillatore.
Al termine della fase teorica, i volontari parteciperanno a un tirocinio pratico protetto di 100 ore, affiancati da personale esperto, durante il quale potranno cimentarsi in trasporti in emergenza su ambulanza e in servizi ordinari. Al termine del percorso i soccorritori saranno in grado di gestire le chiamate al 118, collaborare con la Centrale Operativa e con altri professionisti del soccorso, intervenire in caso di incidenti, malori o traumi, utilizzare il defibrillatore, stabilizzare i pazienti e garantirne il trasporto sicuro verso le strutture ospedaliere.
Il programma di formazione prevede inoltre momenti di aggiornamento periodici, fondamentali per mantenere sempre elevate le competenze tecniche e assicurare un servizio qualificato e sicuro alla cittadinanza.
Cliccasul link ed iscriviti!
La Croce Bianca Volpianese conta 207 volontari, di cui 90 donne, ed effettua ogni anno oltre 16.000 servizi a favore della comunità. Dispone di 9 ambulanze, 4 mezzi attrezzati per il trasporto di persone in situazione di disabilità e 6 altri mezzi destinati a servizi sociosanitari e di protezione civile.
Oltre al soccorso in emergenza-urgenza e ai trasporti socio-assistenziali, l’associazione presta assistenza sanitaria durante manifestazioni culturali e sportive, contribuendo in modo significativo alla sicurezza della popolazione.
Il corso è aperto a tutti i cittadini maggiorenni interessati ad apprendere le tecniche di primo soccorso e disponibili a prestare attività di volontariato presso la Croce Bianca Volpianese.
Per iscriversi o per ulteriori informazioni è possibile contattare la sede al numero 011 9881572 oppure al cellulare 348 2897117 (dal lunedì al venerdì, dalle 08:00 alle 16:30).
L’Anpas Comitato Regionale Piemonte ODV rappresenta 81 associazioni di volontariato, con 16 sezioni distaccate, 10.695 volontari (di cui 4.242 donne), 5.388 soci e socie e 741 dipendenti (di cui 86 amministrativi). Dispone di 472 autoambulanze, 265 automezzi per il trasporto di persone in situazione di disabilità, 242 mezzi per il trasporto persone e per la protezione civile, oltre a 4 imbarcazioni. Complessivamente, ogni anno svolge 594.623 servizi, di cui 200.399 in emergenza-urgenza 118, percorrendo 20.209.167 chilometri, di cui 4.765.067 legati ai servizi di emergenza.

Lo Russo: “Torino ferita, la Città si costituirà parte civile”

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Dopo gli scontri avvenuti a Torino sabato scorso, il sindaco Stefano Lo Russo è intervenuto per comunicazioni in aula nella seduta di ieri del Consiglio Comunale.

Il primo cittadino ha ricostruito i fatti della manifestazione, ampiamente preannunciata, che ha raccolto adesioni da varie parti d’Italia e dall’estero.

Ha quindi illustrato il Piano operativo integrato adottato per garantire incolumità pubblica, tutela delleinfrastrutture e continuità dei servizi essenziali, recependo le indicazioni della Questura.

Sabato i tre cortei sono iniziati in maniera pacifica e senza danneggiamenti alle ore 14.30 – ha spiegato – per poi riunirsi in corso Cairoli, raggiungendo un totale di circa 20mila persone, e proseguire verso corso Regio Parco. Parte del corteo – ha precisato – ha però deviato verso l’immobile dell’ex Centro sociale Askatasuna, in corso Regina Margherita.

Secondo quanto riferito dalla Questura, si è trattato di circa 1.500 violenti che, attraverso l’utilizzo di scudi protettivi in lamiera, pietre, pezzi di selciato, bottiglie, razzi, bombe carta e artifici pirotecnici lanciati sfruttando tubi di lancio artigianali, hanno scagliato numerosi attacchi alle Forze dell’Ordine, per circa due ore, che hanno causato il ferimento di più di 100 agenti.

Ci sono stati due arresti in flagranza e un altro in flagranza differita, considerato tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione a un operatore della Polizia di Stato. Altre 24 persone sono state denunciate. I costi preventivi e di ripristinodei danneggiamenti sono pari a circa 164mila euro – ha affermato il primo cittadino.

Torino – ha dichiarato Lo Russo – è stata ferita. È stata ferita materialmente, nei suoi quartieri, nei suoi spazi pubblici, ma soprattutto è stata ferita nella sua identità civile, da violenze che non hanno nulla di politico, nulla di ideale e nulla di nobile.

La democrazia rifiuta la violenza – ha sottolineato, citando Norberto Bobbio e ribadendo che la violenza non è mai una forma di conflitto legittimo e che “non c’è niente di rivoluzionare nel colpire in dieci un agente di Polizia”.

Ha quindi annunciato che la Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziali nei confronti dei responsabili delle violenze, a tutela degli agenti feriti, dei cittadini colpiti e dell’interesse collettivo.

E ha proposto il conferimento di una civica benemerenza all’agente Alessandro Calista colpito vigliaccamente durante gli scontri e al suo collega Lorenzo Virgulti che lo ha soccorso e tratto in salvo, come segno concreto di gratitudine della città e come riconoscimento simbolico a tutte le donne e tutti gli uomini delle Forze dell’Ordine “che hanno operato in condizioni difficilissime”.

Ha poi ricordato che questa volta tutte le forze politiche, a ogni livello, hanno preso unanimemente le distanze dalle violenze, senza ambiguità, e che a Torino hanno sfilato decine di migliaia di persone in modo pacifico: un corteo partecipato, composto e plurale, il cui significato è stato oscurato dall’azione di frange violente organizzate. Non si può fare ricadere su manifestanti pacifici “tutto l’onere di non aver isolato tempestivamente chi è arrivato con l’unico obiettivo di praticare violenza” – ha affermato.

Mi aspetto – ha detto il sindaco – che lo Stato sappia intervenire e prevenire quando le informazioni ci sono e il rischio è conosciuto. Gli scontri non nasconosabato sera e lo sgombero di Askatasuna non ha evitato le violenze – ha affermato Lo Russo, invitando a non fare semplificazioni e strumentalizzazioni.

Oggi – ha rimarcato – ci troviamo di fronte a una “spinta anti-sistema” che nasce da frammentazione, disagio, rifiuto e rabbia, “in forme nuove, disordinate,talvolta contraddittorie”.

Ha quindi ribadito che l’immobile di corso Regina Margherita 47 “tornerà nella piena disponibilità della Città” e che non verrà lasciato vuoto né abbandonato.

La politica è responsabilità verso il futuro e verso le Istituzioni – ha dichiarato, parafrasando Aldo Moro –e che “usare episodi di questa gravità per regolare conti politici è irresponsabile, perché piega i fatti a logiche di parte e alimenta ulteriormente la tensione”.

La città è stata violentata dai violenti – ha concluso Lo Russo – ma è anche una città che ha mostrato, ancora una volta, la forza silenziosa della sua parte migliore.

Nel dibattito in Sala Rossa, FedericaScanderebech (Forza Italia) ha affermato che quanto accaduto – scontri, guerriglia urbana e feriti fra le Forze dell’ordine – è il risultato di un problema di legalità e ordine pubblico che non può più essere ignorato. Il segnale evidente di una deriva che colpisce Torino e l’intera nazione. Una violenza inaccettabile e incompatibile con la convivenza democratica. Nessuna ambiguità – ha chiesto la consigliera, riferendosi agli esponenti di Avs presenti in piazza. Chi ha manifestato, ha difeso l’illegalità ha detto. Ha quindi chiesto al sindaco un segnale forte di distanza da Avs, per non diventare complice di quanto sta accadendo.

Per Giuseppe Catizone (Lega) il sindaco scivola sulla banana di Avs, perché nella manifestazione di sabato erano presenti violenti che arrivano e dialogano con una parte ben precisa di questa Maggioranza. Per il consigliere, era evidente la presenza di un furgone riconducibile ad Askatasuna, da dove è poi partito il corteo di incappucciati che hanno premeditato le violenze verso le Gorze dell’ordine. Risarcire i danni sarà doveroso, ma il compito della politica è tracciare una linea netta tra il diritto di manifestare e quello di distruggere la città sfogando rabbia sociale repressa – ha dichiarato.

Andrea Russi (M5S) ha espresso solidarietà alle Forze dell’ordine e ai giornalisti, ma ha ricordato che nella manifestazione erano presenti anche persone che volevano portare la propria voce e le proprie ragioni. Da mesi si alza il tono dello scontro, il rischio era evidente – ha detto. Ha quindi concordato con il sindaco che non spettava ai manifestanti la gestione dei delinquenti, ritenendo però che servisse anche la presa di distanza degli organizzatori, che non c’è stata. Politica e antagonismo devono seguire strade diverse – ha sostenuto. Per il consigliere le conseguenze sono funzionali a una Festra che da tempo sta cercando di restringere gli spazi di manifestazione e irrigidire le norme. E la militarizzazione del quartiere non ha aiutato, alzando ulteriormente il livello dello scontro – ha precisato. Per Russi, Torino non ha paura, ma è stanca delle violenze di pochi per le quali pagano il prezzo tutti.

Secondo Enzo Liardo (FDI) si è assistito alla solita manifestazione degenerata, che ha messo a ferro e fuoco la città, causato ferimenti, messo in discussione la vita dei torinesi. La criticità di fondo – ha sottolineato – sta nella copertura politica di cui ha goduto Askatasuna, che ha sottratto per trent’anni un bene alla disponibilità pubblica per le proprie esigenze. Liardo ha auspicato che il Centro sociale in futuro prenda uno spazio in affitto come tutti i cittadini e le associazioni torinesi e ha chiesto al sindaco di sollevare l’assessore Rosatelli dall’incarico.

Pino Iannò (Torino Libero Pensiero) ha ricordato il problema strutturale di una Giunta incapace di assumere posizioni chiare, condizionata dalla presenza di Avs. Ha definito il sindaco ostaggio di una maggioranza fragile, incapace di prendere posizioni nette e la responsabilità politica che ne consegue. Ha concluso chiedendo al sindaco se davvero governa questa città.

Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha definito l’accaduto una vendetta di Askatasuna, un corteo organizzato da una frangia violenta evidente già in anticipo nei suoi sviluppi. Firrao ha detto che la situazione si potrà superare se la Sinistra isolerà i violenti, come fece il Pci negli Anni di piombo; viceversa gli episodi si ripeteranno e sarà una continua escalation. Firrao ha definito uno sbaglio la partecipazione di Avs al corteo e ha invitato il sindaco a non essere ambiguo nella sua azione politica.

Fabrizio Ricca (Lega) ha sostenuto che la politica fatta male legittima le violenze. Rosatelli – ha affermato – può restare in Giunta, così – ha dichiarato – si potrà raccontare quale deriva stia prendendo il Consiglio Comunale e chi difenda le frange antagoniste in città.

Valentina Sganga (M5S) ha evidenziato quanto la violenza sia inaccettabile sempre, ma che per la Destra lo è quando conviene. Gravissima è l’aggressione al poliziotto, ma c’è una Destra che usa Torino come passerella, silente davanti al genocidio palestinese, nessuna difesa dei carabinieri fatti inginocchiare in Cisgiordania, o che guarda con favore all’Ice americana – ha detto. Askatasuna – ha sottolineato – non è un problema: è un pretesto per contrastare il dissenso. Non era in discussione un luogo, ma la possibilità di dissentire, per questo le persone erano in piazza – ha concluso.

Per Silvio Viale (+ Europa, Radicali Italiani) sabato non è scesa in piazza la parte migliore della città. Tutti sapevano – ha sostenuto – quello che sarebbe successo perché tutto era previsto e premeditato sotto la direzione di chi ha convocato Centri sociali da tutta Italia, portando a Torino tutto il “know-how” di guerriglia della Val di Susa.

Domenico Garcea (Forza Italia) ha sottolineato che Torino ha subìto un autentico assalto. Ha approvato la costituzione del Comune come parte civile, sostenendo che il suo Partito lo chiedeva da tempo. Ha poi affermato che la partecipazione al corteo da parte degli esponenti di Avs ha violato il principio di legalità, chiedendo le dimissioni dell’assessore Rosatelli e l’estromissione di Avs dalla maggioranza, sottolineando come il diritto di manifestare sia sacro, mentre non lo è quello di devastare.

Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia) ha affermato che questo è il tempo delle scelte di campo, aggiungendo che da parte del Comune ci sono state leggerezza e mancanza di posizioni nette nei confronti di Askatasuna. Per l’esponente di FdI, la manifestazione era stata organizzata per destabilizzare la città e i partecipanti ne erano coscienti. La politica, ha aggiunto, ha la responsabilità di scegliere se stare dalla parte dello Stato o al fianco di chi distrugge: ha quindi definito quello di Askatasuna come terrorismo rosso, stigmatizzando chi lo ha appoggiato.

Claudio Cerrato (PD) ha ribadito che il suo Gruppo consiliare si è riconosciuto totalmente nelle parole del sindaco, invitando a non minimizzare, né strumentalizzare quanto accaduto sabato scorso. Ha poi espresso solidarietà alla cittadinanza, in particolare a chi vive o lavora a Vanchiglia e ai manifestanti pacifici (sottolineando come la democrazia sia il rispetto delle minoranze), agli operatori dell’informazione e alle Forze dell’ordine, in primo luogo ai loro feriti. Chi ha l’onore di rappresentare i propri concittadini, ha conclusi Cerrato, deve dimostrare responsabilità, non soffiare sul fuoco e lavorare per il bene delle persone che vivono a Vanchiglia e in città.

Ha espresso solidarietà alle Forze dell’ordine ancheSimone Fissolo (Moderati), dichiarandosi d’accordo con la proposta del sindaco per una benemerenza ai due poliziotti feriti e ribadendo come la violenza non appartenga a questa città. Ha quindi stigmatizzato la partecipazione a una manifestazione che aveva chiaramente l’obiettivo di riprendersi un luogo sgomberato da poco. Per il consigliere adesso serve sostenere le associazioni che lavorano nel quartiere e ripristinare la normalità nel quartiere Vanchiglia.

Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) ha condannato le violenze arrivate dopo quattro ore di manifestazione pacifica e dopo che una marea di persone aveva attraversato la città senza alcun problema. Una storia sbagliata e violenze compiute da chi non ha a cuore il futuro di Vanchiglia e rispetto per i torinesi. Ha poi ribadito l’essenza nonviolenta del suo Gruppo, la necessità di non cadere nelle provocazioni dello sciacallaggio di bassa lega e non semplificare la realtà. Sarebbe un venire meno alle responsabilità di rappresentanza, una mancanza di rispetto verso la città e chi ha manifestato pacificamente sabato – ha affermato.

Ha ringraziato il sindaco, Tiziana Ciampolini (Torino Domani), per le parole di responsabilità e laprofondità di analisi del suo intervento. L’aggressione alle Forze dell’ordine, a cui ha espresso piena solidarietà, ha cancellato la presenza della moltitudine di persone che ha manifestato pacificamente e, facendole sparire dai media, li ha rese irrilevanti – ha detto. Per la consigliera, i violenti fanno solo il gioco di chi vuole usare altra violenza per reprimere il dissenso e la partecipazione dal basso. Ha quindi auspicato la presa di distanza dai violenti da parte di chi si sta impegnando per riottenere uno spazio pubblico. Si apriranno mediazioni generative per Vanchiglia, che sta difendendo i suoi spazi sociali – ha concluso.

Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha definito gli episodi di sabato un evento da condannare e ha ribadito il sostegno alle attività di pubblica sicurezza, per poi stigmatizzare i comportamenti violenti di gruppi estremisti incapaci di portare valori e significato politico alla manifestazione. Ha quindi richiamato la necessità di non nutrire di violenza ulteriore un periodo storico complesso come l’attuale e ha confermato l’appoggio alla Giunta Lo Russo.

Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima) ha richiamato i giovani consiglieri di Avs, criticandoli per aver appoggiato un corteo che, già in partenza, si sapeva sarebbe sfociato in violenza. Ha poi richiamato la vicenda delle Br che venne superata quando la Sinistra comprese la loro natura terroristica e haauspicato un medesimo atteggiamento nei confronti dei violenti di oggi. Infine, ha ringraziato i poliziotti che guadagnano poco e sono costretti ad atti eroici.

Da Palazzo Civico Ufficio Stampa