Storie di giardini, orti e amore per il verde
A raccontarle, l’architetto-paesaggista Monica Botta nei giardini di Casa Lajolo a Piossasco
Domenica 31 luglio, ore 18
Piossasco (Torino)
“Tutti hanno bisogno di bellezza come di pane, luoghi in cui giocare o pregare, ove la natura possa curare e rallegrare e dare forza all’animo e al corpo insieme”: quanto suonano vere e, oggi più che mai, di stretta attualità le parole di John Muir, ingegnere, naturalista e scrittore scozzese (1838 – 1914), con cui Monica Botta apre il suo libro “Caro giardino, prenditi cura di me” (Ed. LDN-Milano), che sarà presentato domenica prossima 31 luglio, alle ore 18, a Piossasco in un giardino di rara bellezza, come quello di “Casa Lajolo”, dimora storica di metà Settecento appartenente dal 1850 ai conti Lajolo di Cossano! Incontro letterario, ma non solo. Pagine in cui, al piacere della lettura, s’accompagnano argomentazioni scientifiche volte a sottolineare l’importanza del “verde”, di un parco, di un giardino per il “ben-essere” dell’uomo. Di anima, corpo e mente. L’autrice, novarese, è un architetto paesaggista, esperta nella progettazione di “giardini terapeutici” e il libro mette insieme ciò che ha raccolto negli
ultimi dieci anni del suo lavoro: storie di chi ama l’orto, di chi cerca raccoglimento spirituale nel parco di un monastero, di chi vive un giardino privato come un vero regno. All’interno, anche il racconto delle esperienze di quattro “giardini terapeutici”, progettati dalla professionista e realizzati in diversi contesti socio-sanitari italiani. “Di questi giardini, che hanno come obiettivo il benessere dei fruitori, viene raccontata – si spiega – l’esperienza di un utilizzo diverso, che attiva i sensi e stimola le persone a godere dello spazio verde: dall’esperienza di un ragazzo autistico alla golosità di una nonnina per i fichi al piacere della lettura in giardino alle prime luci dell’alba”. Il tutto osservato direttamente dall’autrice che ha voluto sottolineare l’importanza che la natura può avere sulla vita delle persone, soprattutto di quelle che hanno necessità, tornando al giardino e alla natura, di trarre il massimo beneficio in un momento delicato del loro stato di salute. Quello di Monica Botta è un libro che guarda alle “fragilità umane” e a come si possano lenire i disagi ricorrendo ad attimi di gioia, restituendo bellezza alla vita attraverso le cure di un giardino. La prefazione è stata affidata a Marco Martella, storico dei giardini che vive e lavora a Parigi, dove ha fondato la rivista “Jardins”. Martella, appassionato e pratico di giardinaggio, sostiene nel suo scritto che “il giardino ripara quel margine di umanità che resiste in noi”. In chiusura, la postfazione di Giuseppe Barbiero (biologo, ricercatore di Ecologia e direttore del LEAF – Laboratorio di Ecologia Affettiva dell’Università della Valle d’Aosta), mette in evidenza “come tutti abbiamo un sentimento di affiliazione alla natura e che è proprio l’ipotesi all’origine della biofilia”.
Per chi lo desideri, dopo l’incontro, che fa parte della rassegna “Bellezza tra le righe”, organizzata da “Fondazione Casa Lajolo” e “Fondazione Cosso” con il contributo della Regione Piemonte, alle 19, aperitivo su prenotazione e omaggio dall’orto.
Incontro con l’autore compreso nel biglietto di ingresso alla Casa e al giardino: 8 euro. Aperitivo su prenotazione 10 euro. Prenotazione obbligatoria: “Casa Lajolo”, via San Vito 3, Piossasco (Torino); tel. 333 327 0586 o info@casalajolo.it
g.m.
Nelle foto:
– I giardini di “Casa Lajolo”
– Cover “Caro giardino, prenditi cura di me” (Ed. LDN-Milano)
Le strade storiche di montagna
- Approvato a maggioranza e con parere favorevole condizionato, dalla Terza commissione, il Regolamento attuativo della legge del 2021 che individua le strade storiche di montagna, nell’ottica di una valorizzazione multifunzionale del turismo delle aree montane.
Nel dibattito sono intervenuti la Lega, che ha presentato l’emendamento per prevedere le deroghe per accesso alle strade bianche, e Fdi, che ha sollecitato la pubblicazione dei bandi. L’emendamento è stato approvato a maggioranza e con parere condizionato.
Formazione professionale
La commissione ha poi approvato a maggioranza il provvedimento della Giunta che disciplina le commissioni esaminatrici nella formazione professionale, che sono composte da un presidente, da un esperto del mondo del lavoro e da un esperto della formazione.
La Proposta di delibera aggiorna quella precedente che risaliva a undici anni fa.
I presidenti e gli esperti del mondo del lavoro sono nominati dalla Regione. L’esperto della formazione è invece designato dall’ente gestore del corso tra i propri docenti e formatori.
Sono intervenuti nell’ordine il Pd, che ha chiesto informazioni sull’entità dei gettoni di presenza, e la Lega, che si è soffermata sulle tempistiche per la formazione dei nuovi elenchi.
Flora, le piante salveranno il mondo
È nata all’interno della trasmissione PARLACONME, per volontà di Simona Riccio, la rubrica FLORA, curata dall’agronomo Davide Conti
È nata da poco la nuova rubrica della trasmissione “Parla con me”, dedicata alle piante, a cura dell’agronomo Davide Conti. Si intitola “FLORA- Le piante salveranno il mondo”. Con questo nuovo format verranno raccontate e approfondite storie di piante particolari, alcune delle quali straordinarie.
Il 14 luglio scorso è stato pubblicato sui canali di “Parla con me” il primo articolo, che sarà a cadenza quindicinale. Un secondo articolo è stato dedicato all’agave americana.
“Lo scopo di FLORA – spiega Davide Conti – rappresenta il mio personale desiderio di guidare il lettore all’interno di un viaggio che faccia emergere l’importanza delle piante per l’essere umano e il pianeta, nonché la straordinarietà e il carattere per i quali esse si distinguono.
La straordinarietà di una pianta va, infatti, al di là della sua bellezza e consiste proprio nella sua reale e imprescindibile funzione di conservazione della sopravvivenza dell’intero pianeta e delle specie che lo abitano. Comprendere il significato delle piante consente di emozionarci e custodirle con tutta la dedizione che meritano”.
“Ho deciso di affidare a Davide questa rubrica – spiega Simona Riccio, founder della trasmissione radiofonica “Parla con me” –perché non potevo sottrarmi dal porre la giusta attenzione anche verso questo tema così affascinante. “Parla con me” si occupa del vasto settore agroalimentare e rappresenta una trasmissione particolarmente legata all’ambiente e alla sua tutela. È nostro dovere riconoscere le piante come colonna portante di questo processo e sono certa che Davide Conti farà scoprire, rispettare, comprendere e farà innamorare il lettore delle piante “.
PARLACONME è il titolo della trasmissione radiofonica ideata da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist, oltre che Linkedin Top Voice Italia. Si tratta di una trasmissione che si pone l’obiettivo di porre al centro dell’attenzione la filiera agroalimentare, con il coinvolgimento di ospiti in studio e in collegamento telefonico. Obiettivi principali della trasmissione sono la valorizzazione, la promozione, la tutela e la diffusione della conoscenza della filiera agroalimentare italiana, creando consapevolezza sul ruolo che tale filiera riveste anche nel rafforzare l’identità culturale e materiale del nostro Paese.
MARA MARTELLOTTA
A conclusione del Climate Social Camp, in programma a Torino fino al 29 luglio in occasione del Meeting europeo di Fridays for Future, Green Pea – il primo Green Retail Park dedicato al tema del Rispetto – si fa portavoce del cambiamento ospitando un talk aperto al pubblico dedicato al tema della giustizia climatica. L’incontro, dal titolo “Voci dal Pianeta Terra: attivismo globale dall’Uganda a Torino”, si terrà sabato prossimo, 30 luglio, alle ore 18,30, al Piano 3 di Green Pea, e vedrà la partecipazione di una serie di giovani attivisti che interverranno per parlare dell’argomento, in un viaggio tra crisi energetica e femminismo, dando ai partecipanti la possibilità di informarsi e prendere parte coscientemente e attivamente al cambiamento.
Continua a leggere:
Giustizia climatica: se ne parla sabato a Torino al Green Pea
Anche in provincia di Torino Poste Italiane punta sulla sostenibilità e aumenta il numero dei mezzi in grado di conciliare l’efficienza nel servizio di recapito con le politiche green.
Torino, 26 Luglio 2022 – Da oggi anche in provincia di Torino sono operativi 363 veicoli a basse emissioni che si aggiungono ai tricicli e quadricicli elettrici già presenti sul territorio per la consegna dei pacchi e della corrispondenza.
La nuova fornitura è composta da veicoli a quattro ruote, tra macchine e furgoni allestiti con propulsori endotermici di ultima generazione: metano, motorizzazioni ibride e full electric.
Grazie a questi nuovi mezzi, da oggi anche sul territorio torinese la posta viaggia completamente “green” durante tutto il processo di recapito. I veicoli prima di entrare a far parte della flotta di Poste Italiane sono stati modificati e resi funzionali alle esigenze del servizio postale; ad esempio, in alcune macchine, il sedile passeggero è dotato di un particolare allestimento per l’alloggiamento delle cassette o di particolari scaffalature per il trasporto dei pacchi. Altri ancora hanno accessori ad hoc per la mission di Poste Italiane, come il sistema Keyless Entry&Start per il riconoscimento a distanza del conducente. Grazie a questa tecnologia, le portiere e il portellone si sbloccano automaticamente, facilitando il lavoro degli operatori.
Il rinnovo della flotta aziendale in ottica sostenibile è uno degli obiettivi del piano industriale ’24 SI’ dell’Azienda guidata dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, e proseguirà per tutto il 2022. Al momento sono 13 mila i veicoli green che Poste ha messo su strada, per arrivare nel 2024 ad un totale di 17.000.
Con i nuovi mezzi elettrici, dunque, la mobilità dell’Azienda è sempre più sostenibile, in linea con l’ESG – Environmental Social and Governance, il piano d’azione in materia di sostenibilità ambientale e sociale del Gruppo.
A Torino dal 25 al 29 luglio.
Saranno due eventi chiave per il movimento per il clima a livello globale, e vedranno la partecipazione di attivisti e attiviste da tutto il mondo. Si tratta di 5 giorni di confronto e discussione sul futuro della lotta climatica, di socialità e protesta, in un momento storico in cui le temperature altissime sono chiaro indicatore del fatto che la crisi climatica è già presente e che ci riguarda tutti.
Il programma è diviso in due parti: al Campus Luigi Einaudi si terranno le sessioni di discussione del meeting europeo di Fridays For Future, mentre al Parco Colletta – nella cornice del Climate Social Camp – si terranno conferenze, laboratori e proiezioni su temi collegati alla crisi climatica.
LA SETTIMANA AL CAMPUS LUIGI EINAUDI
TAVOLI DI DISCUSSIONE
“COSTRUIRE LA MOBILITAZIONE PER IL CLIMA”
MARTEDÌ 26 LUGLIO – ORE 9.30 e MERCOLEDÌ 27 LUGLIO – ORE 9.30
Dopo 3 anni di mobilitazione, gli attivisti di Fridays For Future discutono di come riuscire ad
accelerare il cambiamento e arrestare la crisi climatica nel poco tempo che ci rimane. Ci
saranno due gruppi di discussione:
• Le lotte per il clima dell’Africa, del Sudamerica e dell’Asia: come far sì che la politica e
i media occidentali diano voce agli attivisti che rischiano la vita per difendere i loro
territori.
Speaker: Patience Nabukalu, attivista di FFF in Uganda
• Agire locale, pensare globale: organizzarsi per fermare le multinazionali del fossile che
speculano sul nostro futuro
Speaker: Luisa Santi, attivista di FFF in Amazzonia, Brasile
“LE SFIDE DEL FUTURO”
MERCOLEDÌ 27 LUGLIO – ORE 14.30 e GIOVEDÌ 28 LUGLIO – ORE 9.30
Due sessioni di discussione su due temi specifici per delineare il futuro dei movimenti per
il clima. I dibattiti saranno incentrati su:
• Giustizia climatica ed economia fossile: quali sono le alternative all’attuale sistema
economico per coniugare il benessere e il rispetto degli ecosistemi?
Speaker: Raksita Rajagopal, attivista di FFF nel Rajasthan, India
• Strategie di mobilitazione: quali sono i metodi di azione più efficaci per aumentare la
consapevolezza e favorire il cambiamento, a livello individuale e politico?
Speaker: Yashila Govender, attivista di FFF in Sud Africa
WORKSHOP E FORMAZIONI
MARTEDÌ 26 LUGLIO – ORE 14.30 (Campus Luigi Einaudi)
Nove workshop e formazioni su nove temi specifici per comprendere le diverse
sfaccettature della crisi climatica: “Stop EACOP: il più grande oleodotto al mondo mette a
rischio l’Africa orientale”; “La difesa dei territori delle comunità indigene in Messico e
Indonesia”; “Il conflitto del Sahara Occidentale e le radici della crisi climatica”; “Greenpeace
Roots: come trasformare l’ansia climatica in azione”; “Le migrazioni climatiche e i flussi nel
Mediterraneo”; “Il ruolo delle foreste per arginare il riscaldamento globale”.
CONFERENZE
MARTEDÌ 26 LUGLIO – ORE 17.30 – Aula magna Campus Luigi Einaudi
2022 – 2030: OTTO ANNI PER FERMARE LA CRISI CLIMATICA
Da 3 anni il movimento Fridays For Future unisce ragazzi e ragazze in tutto il mondo che
hanno a cuore il futuro del nostro Pianeta. In questi anni, in cui però abbiamo vissuto anche
una pandemia globale e una nuova guerra in Europa, è cambiata la sensibilità sul tema della
crisi climatica?
Qual è il ruolo della scienza, dell’università, del mondo associativo, del sindacato
nell’affrontare la crisi climatica? Cosa devono fare queste realtà per evitare che il collasso
climatico metta a repentaglio la sopravvivenza stessa della nostra specie?
Ne discutiamo con:
Panel scienza e università
• Antonello Provenzale, Direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR
• Elisa Palazzi, Docente di Fisica del Clima all’Università di Torino
• Stefano Geuna, Rettore dell’Università di Torino
• Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino
• Patrizia Lombardi, Presidente del Comitato di Coordinamento RUS
Panel associazionismo e mondo del lavoro: il modello di sviluppo
• Carlo Petrini, Fondatore di Slow Food
• Luciana Castellina, Presidentessa onoraria di ARCI, Fondatrice de Il Manifesto
• Michele De Palma, Segretario Fiom
Panel associazionismo e mondo del lavoro: pratiche locali di iniziativa e costruzione di reti
territoriali per affrontare la crisi climatica
• Walter Massa, Presidenza nazionale ARCI
• Dario Salvetti, Rappresentante Sindacale Unitario GKN
• Maria Josè Fava, Referente Libera Piemonte
VENERDÌ 29 LUGLIO – ORE 14.30 – Aula magna Campus Luigi Einaudi
“LA GRANDE CECITÀ”: COME RACCONTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI NEI MEDIA
Chi comunica il cambiamento climatico trova davanti a sé diversi ostacoli, che non
riguardano solo la caratteristica complessità di un argomento scientifico. Ci sono barriere
da superare, innalzate dalla natura intrinseca del problema. Distanze psicologiche,
temporali e fisiche da colmare. In che modo possono i media e le principali testate
giornalistiche comunicare l’urgenza del nostro tempo?
Ne discutiamo con:
• Agnese Pini, direttrice de La Nazione
• Maurizio Molinari, direttore di La Repubblica
• Riccardo Luna, direttore di Green&Blue
• Elena Ciccarello, direttrice di La Via Libera
• Salvatore Cannavò, vice direttore de Il Fatto Quotidiano
Modera: Ferdinando Cotugno, giornalista
VENERDÌ 29 LUGLIO – ORE 17 – Aula magna Campus Luigi Einaudi
LA CRISI CLIMATICA È UNA CRISI SANITARIA
Pochi mesi fa la prestigiosa rivista Lancet ha pubblicato un rapporto intitolato “Codice rosso
per un futuro sano”: secondo lo studio, l’impatto del cambiamento climatico in tutto il mondo
sta diventando il fattore che più di ogni altro definisce la qualità della salute. Gli impatti della
crisi climatica sulla salute umana saranno sempre più pericolosi, causando l’aumento dei
decessi per le ondate di calore, una maggiore incidenza di alcune patologie invalidanti o letali,
e – non ultimo – la diffusione di epidemie. Quali sono, nello specifico, i rischi che correranno
nei prossimi anni i paesi come l’Italia? Che effetto hanno le azioni di contrasto alle emissioni
sulla salute delle persone?
Ne discutiamo con:
• Paolo Vineis, ordinario di Epidemiologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra
• Anna Ravetti, Medico e coordinatrice della commissione ambiente dell’Ordine dei Medici di
Torino
• Guido Giustetto, Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Torino
• Claudio Gianotti, Medico – ISDE Giovani
A causa dell’elevata temperatura a Torino si sono verificati dei superamenti della soglia di informazione dell’ozono.
Perdurando le attuali condizioni di forte irraggiamento solare ed elevate temperature, altri superamenti potrebbero aver luogo nei prossimi giorni.
L’assessorato all’Ambiente ricorda pertanto di evitare attività ricreative con esercizio fisico intenso all’aperto nei luoghi soleggiati; di evitare, nei lavori all’aperto, di concentrare nelle ore di maggior soleggiamento (indicativamente tra le 11 e le 17) le attività faticose; di effettuare pause in zone o strutture ombreggiate.
Ai soggetti più sensibili (bambini, anziani, cardiopatici, asmatici o persone affette da malattie dell’apparato respiratorio) si rammenta inoltre di evitare la permanenza all’aria aperta nei luoghi soleggiati.
Il suggerimento per tutti è di integrare la propria dieta con cibi contenenti sostanze antiossidanti, come frutta e ortaggi freschi.
La situazione è monitorata dall’Arpa Piemonte: qui di seguito i bollettini che evidenziano la situazione:
Bollettino ozono: http://www.arpa.piemonte.it/bollettini/bollettino_ozono.pdf/at_download/file
Bollettino ondate di calore: http://www.arpa.piemonte.it/bollettini/bollettino_calore_comune_torino.pdf/at_download/file
(foto Vincenzo Solano)
“Earth’s Memory”
Fino al 18 novembre
Bard (Aosta)
C’erano una volta i ghiacciai. Triste, drammatica, realtà. Da anni, ormai, il più grande serbatoio d’acqua dolce sulla Terra (che fino a 20mila anni fa ricopriva il 32% delle terre emerse e oggi meno del 10%) sta infatti pian piano consumandosi sotto l’incessante tragico fenomeno del surriscaldamento del pianeta e della crisi climatica più in generale. A darne ulteriore testimonianza la mostra “Earth’s Memory”, promossa ed organizzata, fino al prossimo 18 novembre, dal valdostano “Forte di Bard” e che, in anteprima mondiale, presenta i risultati – 90 scatti fotografici – del progetto “Sulle tracce dei ghiacciai”, il viaggio fotografico – scientifico, portato avanti per tredici anni, dal fotografo romano Fabiano Ventura.

Scatti a confronto. Repeat Photography. Immagini d’oggi poste in relazione con le identiche inquadrature immortalate dai grandi maestri del passato, la mostra (che ha ricevuto il patrocinio dell’“Unesco” e vanta una collaborazione scientifico divulgativa con l’“ESA – European Space Agengy”) comunica in modo inequivocabile gli effetti del riscaldamento globale sugli ecosistemi, proponendo al visitatore un’intensa riflessione sul rapporto che lega la specie umana e l’ambiente naturale. Una foto sull’altra. Uguale il soggetto, uguale il punto di ripresa. Terribilmente diverso il racconto delle immagini. Quelle di ieri e quelle d’oggi. Un esempio su tutti. 1893: a 2976 metri d’altezza, Vittorio Sella (alpinista biellese e grandissimo fotografo di montagna) fermava in uno scatto di eccelsa perfezione il “Prager – Hutte”, il terzo Rifugio del “Club Alpino Austriaco”, allora nel cuore dei ghiacciai del “Parco Nazionale degli Alti Tauri”; 2021, la stessa immagine, la stessa inquadratura la ritroviamo in uno scatto a colori di Fabiano Ventura. Un disastro! Non la foto del bravissimo fotografo romano, per l’amor del cielo!, ma ciò che quelle identiche immagini ci svelano. Nello scatto di Ventura l’azzurro intenso dei ghiacciai cede inesorabilmente al grigio della roccia, della pietraia e al verde minimo della rada vegetazione. Un confronto impietoso. Ma documento reale. La ritirata, il lento scioglimento dei ghiacciai. In poco più di un secolo. Stessa sorte (per citare ancora due casi ben documentati in mostra) occorsa al “Ghiacciaio del Morteratsch” (Canton Grigioni) ripreso intatto nel 1883 da Florio Tognoli e al “Ghiacciaio del Lys” (Valle di Gressoney) come appare nel 1921 nello scatto di Umberto Monterin. Un gran lavoro, quello di Fabiano Ventura che, dal 2009 al 2021, insieme ad un team di registi e ricercatori, ha condotto ben otto spedizioni sui maggiori ghiacciai del Pianetta, dal Karakorum al Caucaso, dall’Alaska alle Ande fino all’Himalaya e, ovviamente, alle nostre Alpi. Oggi i 90 confronti fotografici esposti al “Forte di Bard” con immagini di grande formato e altissima qualità, si affiancano alla restituzione dei dati scientifici raccolti durante le spedizioni e divulgati in mostra con le più moderne tecniche di interactive design e data visualization: proiezioni su grande schermo, video-installazioni e immagini immersive che consentono al visitatore di addentrarsi nel magico mondo dei ghiacciai e nel complesso tema dei cambiamenti climatici.

Completano l’esposizione i video delle spedizioni e le interviste ai vari ricercatori coinvolti, le collezioni di abbigliamento di ieri e oggi, le raccolte di documenti e mappe di valore storico-scientifico. Obiettivo “trasmettere l’idea – racconta Ventura – che l’uomo è un abitante della terra e non è estraneo alla natura. Salvaguardarla vuol dire salvaguardare noi stessi come specie e come umanità. L’abbandono di una visione totalmente antropocentrica, che sembra quasi una banalità, è diventata una delle sfide più importanti del nostro tempo”. In mostra, fra l’altro, anche una preziosa selezione di mappe e documenti storici sulle prime esplorazioni geografiche, confronti fotografici in formato panoramico ad effetto immersive, video-installazioni e una teca con documenti originali di Vittorio Sella.
Gianni Milani
“Earth’s Memory”
Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II 85, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it
Fino al 18 novembre
Orari: mart. e ven. 10/18; sab. – dom. e festivi 10/19. Lun. chiuso
Nelle foto:
– Fotografia storica: Vittorio Sella “Prager – Hutte”, 1893, Credit “Fondazione Sella”/ Fotografia moderna: Fabiano Ventura, 2021, Credit “Associazione Macromicro”
– Fotografia storica: Florio Tognoli “Canton Grigioni. Ghiacciaio del Morteratsch”, 1883, Credit “SLUB Dresden- Deutsche Fotothek/Fotografia moderna: Fabiano Ventura, 2021, Credit “Associazione Macromicro”
– Fotografia storica: Umberto Monterin “Ghiacciaio Lys”, 1921, Credit: Famiglia Monterin/ Fotografia moderna: Fabiano Ventura, 2020, Credit: “Associazione Macromicro”
A TORINO E PROVINCIA SONO STATI FINANZIATI PROGETTI DEL VALORE DI 10,1 MILIONI DI EURO
Il presidente Cirio e gli assessori Poggio e Carosso: «In arrivo più di 18 milioni di euro. Lavorando in sinergia con i sindaci e i privati stiamo incamerando risorse per difendere l’ambiente valorizzando le nostre perle verdi»
Parchi e giardini storici del Piemonte riceveranno oltre 18,3 milioni di euro del Pnrr sul programma di valorizzazione di luoghi particolarmente significativi. Torneranno al loro antico splendore 18 luoghi distribuiti su tutta la Regione che hanno conquistato il 15% della posta di 150 milioni a livello nazionale. Enti locali e privati hanno presentato piani giudicati dalla commissione ministeriale ben al sopra della soglia minima di valutazione con un rating quasi sempre attorno agli 85 punti.
«I tanti obiettivi raggiunti sono una buona notizia per Comuni e privati spesso alle prese con ristrettezze economiche che impedivano di eseguire lavori di manutenzione di autentiche perle disseminate sui territori – hanno sottolineato il presidente della Regione, Alberto Cirio con l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio e il vicepresidente con delega ai Parchi Fabio Carosso -. I target raggiunti sono la cartina di tornasole dell’importanza dei fondi europei che il Piemonte sta riuscendo a intercettare grazie al lavoro fatto in sinergia con tante realtà pubbliche e private e naturalmente anche tanti sindaci che ce la stanno mettendo tutta per incamerare risorse utili a difendere l’ambiente, valorizzando le nostre perle verdi».
A Torino e provincia sono stati finanziati 9 progetti del valore di 10,1 milioni di euro: oltre alla palazzina di Caccia di Stupinigi che ottenuto 1,9 milioni, hanno vinto i progetti del castello di Miradolo di San Secondo di Pinerolo finanziato con 1.869.432 euro e il Parco del Castello Reale di Moncalieri a cui saranno consegnati 2.000.000 euro. In graduatoria anche il Giardino storico della dimora Lajolo di Piossasco il cui progetto è stato valutato 798.725 euro e quello del Parco del castello di Bruino che ha preso 253.040 euro. Al giardino storico all’italiana di palazzo d’Oria di Ciriè saranno assegnati 330.000 euro, e altri fondi arriveranno per i giardini di Levante dei musei reali (1.336.992 euro) per il parco del Torrione di Pinerolo(1.151.469 euro) e per il Castello di San Giorgio Canavese (540.000 euro).