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Grande freddo, il Piano di accoglienza della Città di Torino per le persone senza dimora

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Con l’arrivo della stagione fredda la Città conferma e potenzia l’offerta di supporto alle persone senza dimora, che vede complessivamente oltre 1100 percorsi di accoglienza dedicati e che coinvolge nella gestione dei servizi circa 40 enti del terzo settore, attivati tramite procedure di affidamento e coprogettazione nell’ambito del Piano di Inclusione Sociale, cui si aggiungono i nuovi interventi avviati con fondi PNRR.

A differenza del passato, le strutture di accoglienza a bassa soglia non hanno osservato un periodo di chiusura durante il periodo estivo, garantendo la continuità del sistema di contrasto all’emarginazione per tutto l’anno.

Complessivamente a Torino per l’inverno 2025-26 saranno operative 27 strutture di prima accoglienza per adulti senza dimora, con una capacità ricettiva di circa 730 posti letto.

Tra le strutture di accoglienza di bassa soglia, la Città ha già completamente riqualificato il sito umanitario di via Traves, offrendo alle persone adulte incontrate in strada dai Servizi di Prossimità e dal Corpo di Polizia Locale maggiori livelli di comfort e privacy grazie all’installazione di nuovi moduli abitativi: un impegno che prosegue e che, entro gennaio, porterà i posti letto dagli attuali 68 a 88 grazie all’acquisto di 5 nuovi moduli.

Sempre operativa è anche la struttura dell’ex Buon Pastore, in corso Regina Margherita, che può ospitare fino a 80 persone, tra adulti singoli e nuclei familiari. L’accesso avviene su segnalazione dei servizi sociali e del Pronto Intervento Sociale della Città. In un luogo diverso sarà inoltre attivata un’accoglienza dedicata alle donne, garantendo loro maggior riservatezza e accompagnamento adeguato.

«Con il Piano di Accoglienza Invernale 2025/2026 la Città di Torino conferma e rafforza l’impegno verso le persone senza dimora – dichiara Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città – diventato strutturale lungo tutto il corso dell’annoConsapevoli dell’emergenza legata a questo tipo di marginalità, purtroppo in molti casi in aumento, lavoriamo per ampliare servizi e posti disponibili, migliorare la qualità degli spazi e investire in percorsi che favoriscano l’inserimento di queste persone in percorsi di autonomia. Cerchiamo di costruire risposte efficaci e umane al problema grazie al lavoro quotidiano degli operatori sociali, sanitari, delle unità di strada e della Polizia Locale, insieme alla collaborazione preziosa del terzo settore. Il nostro obiettivo è chiaro: nessuno deve essere lasciato solo, soprattutto nei mesi più freddi, ma anche oltre l’inverno, accompagnando ogni persona verso un futuro più stabile e dignitoso

L’ accoglienza temporanea costituisce solo una prima risposta emergenziale ai bisogni delle persone ospitate. In una prospettiva più ampia di emancipazione, le persone senza dimora, tramite il sostegno e la cura dei servizi sociali e sanitari competenti, possono accedere a  ulteriori risorse: i servizi abitativi temporanei “Housing Led”  (circa 170 persone in 43 strutture in collaborazione con gli ETS) o i percorsi di inserimento abitativo in appartamento autonomo secondo l’approccio Housing First (100 persone inserite nel Servizio Housing First Torino), raggiungendo il massimo grado di autonomia possibile in  un’ottica di piena riacquisizione dei diritti di cittadinanza.

A diversificare ed ampliare ulteriormente la gamma delle offerte abitative temporanee contribuiscono ora anche i servizi attivati da metà 2025 grazie ai fondi Pnrr grazie ai quali sono stati avviati progetti di ospitalità temporanea per persone senza dimora con caratteristiche specifiche (giovane età, persone LGBTQ+, donne vittima di violenza, persone in dimissioni protette da contesti ospedalieri). Nei primi mesi del 2026 tali servizi si trasferiranno nei cinque edifici ristrutturati, con una capacità complessiva di 52 posti. Sempre grazie a queste risorse, entro i primi mesi del 2026 saranno inaugurate quattro nuove sedi, con una disponibilità di 45 posti, per accoglienze dedicate a persone senza dimora ultra 65enni con problematiche sanitarie.

Il sistema che dispiega tutto il ventaglio di opportunità ha una porta di accesso prioritaria: il centro servizi “Homeless Torino” in via Sacchi 47. Operativo da lunedì al sabato (in orario 9,30–13 e 14-16), offre orientamento e primo contatto con i servizi sociali, oltre all’accesso alle risorse di accoglienza per tutte le persone adulte in situazione di estrema precarietà abitativa.

Il centro servizi lavora in stretta connessione con l’Ambulatorio sociosanitario “Roberto Gamba” (via Sacchi 49), dove i medici del Centro ISI dell’Azienda Sanitaria Città di Torino garantiscono screening sanitario e invio ai servizi specialistici. Per l’intero periodo invernale l’Ambulatorio è aperto tutti i giorni, festivi compresi, dalle 15 alle 18.

Homeless Torino è anche in rete con gli altri 8 Centri Servizi realizzati grazie al PNRR che offrono opportunità e servizi per rispondere a bisogni specifici (ad esempio bagni pubblici, deposito bagagli, fermo posta, supporto per l’accesso alla residenza fittizia, orientamento, consulenza legale, sostegno alimentare).

Il centro servizi di via Sacchi è inoltre base operativa delle Unità di Strada e di Prossimità della Città, quali il Servizio Itinerante Notturno (detto Boa Urbana Mobile), attivo tutti i giorni dell’anno dalle ore 18 alle ore 2, con due equipe di operatori OSS (che diventano tre nel periodo più freddo, da novembre a marzo), impegnate nell’intercettare le persone senza dimora nei luoghi di stanzialità e nell’indirizzarle verso le case di ospitalità e i servizi e il Servizio di Strada Diurno (Educativa Territoriale Homeless), con una equipe di educatori attivi dal lunedì al venerdì (con possibilità di intervento anche il sabato), che operano quotidianamente sul territorio per contattare e accompagnare le persone senza dimora in percorsi di inclusione e cura, in coordinamento con i servizi sociali della Città.

Anche la Polizia Locale è direttamente coinvolta tramite un’unità multiprofessionale interdipartimentale composta da operatori di diversi reparti specializzati e da operatori del Servizio Sociale. Il compito è garantire sicurezza urbana diffusa e allo stesso tempo accogliere e supportare le persone più fragili, accompagnandole verso una migliore collocazione notturna e adeguati percorsi di sostegno.

Negozi di vicinato, comunità e innovazione: nasce il modello Upskill Piemonte

Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, Upskill 4.0, UniCredit e ASCOM collaborano per riportare al centro i negozi di vicinato, rafforzandone il ruolo come luoghi di comunità e come leve per lo sviluppo urbano. All’evento “Torino, città di prossimità” sono state presentate nuove strategie per contrastare la desertificazione commerciale e rilanciare le attività di quartiere, con Upskill Piemonte come esempio concreto di innovazione applicata al commercio tradizionale. I dati mostrano una relazione diretta tra presenza di esercizi commerciali e qualità urbana: dove i negozi scompaiono diminuisce anche il valore immobiliare, e il 74% degli italiani percepisce questa perdita come un peggioramento della qualità della vita.

Torino, 26 novembre 2025 – Rendere i negozi luoghi di relazione, cultura e esperienza, integrare strumenti digitali mantenendo le identità storiche, favorire eventi, collaborazioni e scambi tra imprese, coinvolgere i giovani per portare competenze e visione nel commercio locale: queste sono alcune delle proposte emerse durante l’incontro, realizzato con la partecipazione di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, Upskill 4.0, UniCredit e ASCOM Confcommercio Torino e provincia. Presenti, tra gli altri, Maria Luisa Coppa, Paola Casagrande, Cristina Di Bari, Marco Borgione, Stefano Micelli e Stefano Daelli.

Secondo elaborazioni Confcommercio, tra il 2012 e il 2024 in Italia hanno chiuso 118.000 negozi al dettaglio, oltre un quinto del totale. A Torino la densità commerciale è passata da 12 esercizi ogni mille abitanti nel 2012 a 9,5 nel 2024, e senza interventi ad hoc potrebbe scendere a 7,6 nel 2035, con una perdita potenziale del 23% delle attività esistenti. La desertificazione commerciale incide anche sul mercato immobiliare: in quartieri privi di negozi il valore delle abitazioni cala del 16%, con un differenziale che può arrivare fino al 39% rispetto alle aree ricche di attività. L’impatto non è solo economico: il 57% della popolazione considera i negozi un presidio di sicurezza territoriale e il 64% li identifica come luoghi di socialità e sostegno comunitario.

In questo quadro si inserisce Upskill Piemonte, promosso da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT con Upskill 4.0, UniCredit e Ascom Torino, un modello che riunisce imprese, studenti, banche, esperti e istituzioni per accompagnare le attività locali nei processi di innovazione. Cristina Di Bari sottolinea: «La passione è il motore dell’imprenditorialità, e il commercio è una forza trainante non solo per l’economia, ma anche per la coesione sociale… Perché dove si è accolti, nasce anche la voglia di tornare e di acquistare». Grazie al design thinking e al coinvolgimento di 60 studenti ITS Academy, sei imprese del Distretto Urbano del Commercio hanno sviluppato prototipi e strategie per rafforzare competitività, attrattività e presenza nel quartiere.

Maria Luisa Coppa commenta: «Questa iniziativa dimostra come sia possibile attivare soluzioni concrete e immediate per rilanciare il commercio di prossimità… La vera sfida ora è portare questo modello oltre Torino». Marco Borgione aggiunge: «Come UniCredit crediamo profondamente nello sviluppo del territorio legato al commercio di prossimità, e riteniamo che la leva più efficace siano i giovani… Questo dialogo intergenerazionale è, per noi, una prospettiva strategica su cui continuiamo a investire».

Sei imprese hanno trasformato esigenze reali in prototipi pronti per essere applicati: Latteria Bera sviluppa un e-commerce narrativo dedicato alla filiera casearia piemontese; Confetteria Stratta avvia un percorso di internazionalizzazione; Libreria Luxemburg lavora a una piattaforma digitale con meccanismi di reward per acquisti e attività culturali; Profumeria Cavour 11 DK punta su esperienze olfattive integrate con digitale e realtà aumentata; Gioielleria Palmerio sviluppa eventi e percorsi di co-design per ampliare i target; Trifule & Bulè realizza iniziative immersive per raccontare la filiera del tartufo e promuovere turismo gastronomico. I prototipi sono ora avviati verso la loro implementazione con il supporto della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, Ascom e degli studenti ITS.

Torino, ok al nuovo ospedale: 503 posti letto, 8 sale operatorie e sostenibilità al centro

La presentazione ufficiale del progetto del nuovo ospedale di Torino Nord arriva dopo la conclusione positiva della conferenza dei servizi e il parere favorevole espresso dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Un passaggio che non rappresenta soltanto un avanzamento tecnico, ma anche un segnale forte sul piano politico e sanitario.

A illustrare i dettagli dell’intervento, nel corso di un incontro presso l’ospedale Maria Vittoria, sono stati il presidente della Regione Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il direttore generale dell’Asl Città di Torino Carlo Picco e il gruppo di progettazione incaricato.

Il presidente Cirio ha ricordato che «Regione, Asl e Comune hanno promosso un ampio confronto e dialogo con tutti i portatori di interessi in tutte le fasi, dalla localizzazione dell’ospedale allo sviluppo del progetto stesso […] Un piano che sta vedendo la realizzazione di 91 case di comunità, 30 ospedali di comunità e 43 centrali operative territoriali in Piemonte, a cui si aggiungono 11 nuovi ospedali e 4 rigenerazioni o ampliamenti», insieme all’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

Sulla stessa linea il sindaco Lo Russo, che ha ribadito come «La salute delle torinesi e dei torinesi […] è per noi una priorità assoluta. […] Oggi abbiamo la conferma di aver intrapreso la direzione giusta con il via libera al progetto e tempi definiti, per dotare la città di una struttura strategica per migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti».

Per il direttore generale Picco questo passaggio segna un momento decisivo: «per l’Asl Città di Torino questo momento è storico […] Il nuovo ospedale non sarà una semplice struttura sanitaria, ma un polo moderno e innovativo, capace di rispondere concretamente ai bisogni della comunità e, soprattutto, di superare gli attuali e ormai insuperabili limiti di Maria Vittoria e Amedeo di Savoia».

Da qui il percorso avanza verso le fasi operative: entro fine anno il progetto sarà trasmesso all’Inail per la validazione e, successivamente, si procederà con la gara d’appalto che permetterà l’avvio dei lavori.

Come sarà il nuovo ospedale

La struttura sorgerà su circa 60.000 metri quadrati nell’area compresa tra corso Regina Margherita, corso Lecce e corso Appio Claudio, attualmente destinata a luna park. Una posizione ritenuta ideale perché vicina agli ospedali esistenti ma sufficiente ad accogliere un presidio più ampio, con 503 posti letto, 156 in più rispetto agli attuali 347. Sono previste inoltre 8 sale operatorie, 4 sale ibride, 13 sale diagnostiche, il pronto soccorso, il blocco interventistico e la sede del Dipartimento Materno-Infantile dell’Asl.

Il concept architettonico, sviluppato da ATI Project, prevede una piastra centrale con sei torri collegate da un asse principale, integrata da spazi verdi, terrazze, parcheggi e percorsi pedonali. Il progetto punta sulla sostenibilità energetica e sull’uso di materiali a basso impatto, combinando vetrate e muratura per armonizzarsi con il tessuto urbano.

Disponibili 768 posti auto e moto, con stalli anche elettrici e aree dedicate a taxi, biciclette e mezzi sostenibili. Non verrà intaccato il Parco della Pellerina: anzi, a intervento concluso saranno messi a dimora 151 nuovi alberi.

Dal punto di vista della sicurezza idrogeologica, i reparti sanitari saranno collocati oltre 6 metri sopra il livello massimo di esondazione registrato dalla Dora Riparia nella piena del 2000.

Il costo complessivo previsto è di 347,76 milioni di euro, interamente finanziati da Inail. L’entrata in funzione è stimata entro il 2031.

Quaglieni: “Anni luce distante dall’imam, ma non basta un’interrogazione per cacciarlo”

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

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Che basti un’interrogazione parlamentare a per cacciare l’Imam di via Saluzzo a Torino dove abita da vent’anni, mi sembra sbagliato e intempestivo.
Che l’Iman abbia fatto in piazza una dichiarazione sbagliata e condannabile sul 7 ottobre non è sufficiente per costringerlo ad andarsene. In fondo è un reato di opinione espresso da tanti ProPal. Sono anni luce distante da chi in coro ha difeso l’Imam perché ne condivide le idee. Io mi tengo lontano dagli ambienti musulmani perché ritengo l’Islam in generale  spesso incompatibile con la nostra democrazia e ho dei forti dubbi sull’esistenza di un Islam moderato. Basti pensare al rapporto e alla violenza sulle donne. Ho scritto tra i primi sul pericolo che la vicenda di Gaza potesse generare un nuovo terrorismo in Europa perché Hamas è terrorismo e non potrà mai cambiare e arrendersi alla sconfitta. Il ministero dell’Interno deve agire, applicando le norme senza soggiacere ad un’interrogazione che ha una finalità evidentemente  propagandistica. Concordo sul fatto che il ministero dovrebbe dare esecuzione reale a tante espulsioni rimaste sulla carta.
L’Italia non può essere a priori  inclusiva ed accogliente per tutti, ma i reati di opinione detti su una piazza,  senza ricorso a nessuna violenza, non possono essere perseguiti secondo queste modalità. Considerare una colpa fare proselitismo ed essere un riferimento della proprietà comunità stravolge tutto e rivela intolleranze preoccupanti  vanno denunciate. Più calma e più decisione meditata  si impongono. Gli isterismi verbali di chi riduce tutto a propaganda, sono incompatibili con la democrazia liberale. Essi ci riconducono a Orban, modello di una democrazia limitata, sicuramente illiberale.

Vendite auto: l’Europa cresce, Stellantis scende

La  situazione è poco incoraggiante per Stellantis: negli ultimi dieci mesi il gruppo ha registrato in Europa una flessione delle vendite del 4,7%, in contrasto con l’andamento generale del mercato che, nello stesso periodo, è cresciuto dell’1,9%. Nel solo mese di ottobre il gruppo italo-francese ha immatricolato quasi 160 mila vetture (157.350 unità), un incremento del 4,6% rispetto all’anno precedente, mantenendo la propria quota al 14,4%. Tuttavia, questa crescita si è rivelata meno dinamica rispetto al mercato europeo, che nello stesso mese ha segnato un aumento del 4,9%. Il risultato positivo di ottobre non è riuscito a compensare le difficoltà dei mesi precedenti: tra gennaio e ottobre, infatti, Stellantis ha venduto 1,6 milioni di auto, pari a un calo del 4,7% sullo stesso periodo del 2024, con una riduzione della quota di mercato dal 15,7% al 14,7%. Nel contesto generale, ottobre si è chiuso in Europa (considerando Unione Europea, Regno Unito e Paesi EFTA) con 1.091.904 immatricolazioni, il 4,9% in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso; nei primi dieci mesi del 2025 le vendite complessive hanno raggiunto 11.020.514 unità, con una crescita complessiva dell’1,9%, secondo i dati Acea.

Due morti e una ragazza grave, tragico bilancio di un incidente nel Torinese

Sono sempre numerosi gli incidenti che, purtroppo, continuano a verificarsi sulle strade piemontesi. L’ennesima tragedia si è consumata oggi a Rivarolo Canavese, dove un’auto è uscita di strada schiantandosi contro un muretto di cemento ai bordi della carreggiata. Il bilancio è gravissimo: due persone hanno perso la vita e una terza è rimasta ferita in modo serio.

L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi martedì 25 novembre 2025, in via Rivarossa. L’allarme è stato lanciato poco prima delle 17. Per ragioni ancora da chiarire, il conducente di una Ford Focus diretta ad  Argentera ha  perso il controllo del veicolo, finendo contro un muretto di cemento posto lungo una roggia. L’impatto è stato violentissimo.

Sono accorsi i vigili del fuoco di Rivarolo, Bosconero e Ivrea, insieme ai carabinieri e agli operatori della Croce Rossa Italiana. Per il guidatore e uno dei passeggeri non c’è stato nulla da fare: sono deceduti sul colpo. Una terza occupante, una ragazza, è stata estratta dalle lamiere dai pompieri e successivamente stabilizzata dal personale del 118. È stata trasportata d’urgenza, in codice rosso, all’ospedale di Ciriè.

Riparte Mirafiori? La 500 Hybrid dà slancio, ma il futuro è da costruire

La Fiat 500 ibrida rappresenta una speranza — seppur non si sa quanto fondata — per il rilancio di Mirafiori. Stellantis ha presentato il nuovo modello, la cui produzione è iniziata a novembre: a regime, lo stabilimento torinese potrà aumentare la capacità produttiva annuale di circa 100.000 unità, con le prime consegne previste per gennaio 2026.

Per il debutto ufficiale sono arrivati a Torino l’amministratore delegato Antonio Filosa, il presidente John Elkann e Olivier François, responsabile del marchio Fiat. Presenti anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco Stefano Lo Russo e i rappresentanti sindacali nazionali e locali.

Con l’avvio della 500 ibrida riprenderanno inoltre le assunzioni: 400 giovani entreranno a febbraio con un percorso di formazione dedicato, in vista dell’attivazione del secondo turno di lavoro. Intanto, a Mirafiori è partita anche la riqualificazione della Palazzina, sede storica del gruppo costruita nel 1939 e centro nevralgico di una produzione che ha superato i 29 milioni di veicoli. L’intervento rientra nel programma grEEn-campus, volto a trasformare gli spazi lavorativi e a rafforzare le radici degli enti centrali di Stellantis.

La nuova gamma della 500 Hybrid sarà disponibile in tre varianti di carrozzeria — Hatchback, 3+1 (ordinabile dall’inizio del prossimo anno) e Cabrio — con allestimenti Pop, Icon e La Prima. A queste si aggiunge la serie di lancio “Torino”, un omaggio alla città che da sempre è la casa di Fiat, proposta esclusivamente nella versione Hatchback.

(foto TorinoClick)

Decreto di espulsione per l’imam di via Saluzzo

Ha ricevuto il decreto di espulsione Mohamed Shahin, imam che predicava nella moschea Omar Ibn Al Khattab di via Saluzzo. L’espulsione per motivi di sicurezza è stata firmata dal ministro dell’Interno Carlo Piantedosi. Il provvedimento è legato alle tensioni di queste settimane legate alle vicende di Gaza e alle parole pronunciate dall’Imam, considerate un incitamento alla violenza.

Gestione dei fondi europei, Regione Piemonte promossa

Il Comitato di Sorveglianza del FESR Piemonte ha convalidato i risultati raggiunti dalla Regione Piemonte nella gestione dei fondi europei: al 30 novembre 2025 la spesa certificata del Programma 2021–2027 ha raggiunto quota 173 milioni di euro, superando ampiamente il target N+3 fissato a circa 102 milioni. Significa che la Regione Piemonte ha avviato, portato a termine progetti e investito risorse per 70 milioni in più rispetto agli obiettivi fissati da Bruxelles, confermando l’ottimo dinamismo della nostra regione nell’uso dei fondi Ue.
Il Piemonte si conferma infatti al vertice nazionale nell’utilizzo dei fondi europei FESR: prima Regione in Italia per livello di spesa certificata nel Programma 2021–2027, a cui si aggiunge la chiusura positiva della programmazione 2014–2020, con il superamento di tutti gli obiettivi finanziari e fisici previsti.
«Il Piemonte ha dimostrato di saper utilizzare in modo efficace e tempestivo le risorse europee  – dichiarano il presidente della Regione  Alberto Cirio e gli assessori al Bilancio e alle Attività produttive Andrea Tronzano e all’Innovazione Matteo Marnati – Il primato nazionale sul target di spesa certificata del FESR 2021–2027 testimonia la qualità della programmazione e della capacità amministrativa della Regione Piemonte che non solo ha centrato tutti gli obiettivi finanziari, ma si è fatta trovare pronta anche sulle strategie di intervento che sono state fin da subito orientate su assi strategici, dalla digitalizzazione, alla ricerca, dalla riqualificazione energetica agli investimenti per la produzione sostenibile. Questo importante arriva in piena continuità con la chiusura positiva del ciclo 2014–2020, con la spesa certificata che ha superato del 3% l’intera dotazione disponibile. E’ la prova concreta del buon governo delle risorse e dei fondi europei che si confermano così un’opportunità concreta per le imprese, i cittadini e il territorio».
Il superamento degli obiettivi del 2025 consente di guardare con fiducia ai prossimi due anni della programmazione per arrivare al pieno utilizzo degli oltre 1,5 miliardi di euro previsti dal PR FESR Piemonte 2021–2027 ed evitare i tagli automatici delle risorse che sarebbero arrivati a fronte di un loro mancato utilizzo.
Oltre ai progetti conclusi e certificati per 173 milioni, sono infatti già stati attivati 52 bandi per oltre 1 miliardo di euro sulle diverse misure previste dal piano: competitività e transizione digitale (699 milioni); transizione ecologica (425 milioni), coesione territoriale (140 milioni), tecnologie strategiche (100 milioni), mobilità urbana (8 milioni) e infrastrutture per le competenze (20 milioni).
Tra le misure che hanno riscosso maggior successo il voucher digitalizzazione, che ha una copertura di 44,5 milioni; il fondo di attrazione investimenti con 82 milioni, il bando per il verde urbano, con 8,5 milioni, le misure per la mobilità sostenebile e per le ciclovie, con 22 milioni di euro a cui si aggiungono i 30 per gli itinerari strategici delle residenre reali, dei paesaggi vitivinicoli e del distretto del Lago Maggiore; le strategie urbane d’area con oltre 125 progetti approvati e 208 comuni coinvolti
Per quanto riguarda invece la chiusura del ciclo 2014-2020, con lettera ufficiale del 20 ottobre 2025, la Commissione Europea ha comunicato la chiusura formale del programma che ha registrato una spesa certificata pari a 709,5 milioni di euro, equivalente al 103% della dotazione finanziaria effettiva di 683,2 milioni.
Questi i numeri principali del programma 2014-2020
​•​ 19.958 imprese sostenute, di cui:
​•​ 3.557 con contributi a fondo perduto (sovvenzioni)
​• ​16.401 con strumenti finanziari (prestiti e garanzie)
​•​ 6 strumenti finanziari attivati:
​•​ 149 milioni di euro in prestiti agevolati, che hanno mobilitato ulteriori 79 milioni da parte del sistema bancario
​•​ 74,8 milioni di euro in garanzie, che hanno permesso l’erogazione di oltre 2 miliardi di euro di credito alle imprese
​•​ Quasi il 100% dei beneficiari degli strumenti finanziari è rappresentato da PMI piemontesi
Durante l’emergenza sanitaria, la Regione ha attivato circa 160 milioni di euro per interventi straordinari, tra cui:
​• ​l’assunzione di 3.079 operatori sanitari (equivalenti full time);
​• ​la fornitura di oltre 60 milioni di dispositivi di protezione individuale (DPI) alle strutture sanitarie
Tutti i target più significativi sono stati conseguiti. Tra questi si segnalano:
​• ​842 imprese che collaborano con istituti di ricerca
​•​ 986 servizi resi disponibili su open data o big data
​•​ 125 nuove applicazioni digitali per imprese, operatori e cittadini
​•​ 15.827 imprese sostenute complessivamente
​•​ 16 edifici pubblici ristrutturati nei settori energia e sviluppo urbano

Fondazione Crt presenta le nuove direttrici strategiche dei prossimi tre anni

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Dal piano di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale al centro di ricerca del Museo Egizio, fino al rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione, la Fondazione CRT ha presentato  alle OGR Torino le linee strategiche per il triennio 2026-2028: un percorso che mette a disposizione 620 milioni di euro per il territorio, di cui 350 destinati alle erogazioni e 270 agli investimenti per lo sviluppo territoriale.

L’evento, dal titolo “Dare Spazio al Valore”, ha riunito oltre 500 rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, della ricerca e del Terzo Settore, per illustrare le direttrici strategiche del prossimo triennio.

Presentando il nuovo piano, la Presidente Anna Maria Poggi ha sottolineato come il ruolo delle fondazioni bancarie oggi non sia solo sostenere, ma agire come soggetti innovatori, tessitori e sussidiari, capaci di abilitare processi, rafforzare ecosistemi e accelerare percorsi che rendano il territorio inclusivo e competitivo: “Il nostro piano pluriennale accompagna lo sviluppo con un contributo sostenibile, strutturato e misurabile, trasformando risorse e idee in opportunità concrete. Il nostro compito è individuare le energie migliori, valorizzarle e metterle in relazione, contribuendo a creare contesti in cui persone, istituzioni e comunità possano crescere insieme. Il supporto degli attori presenti oggi e della banca conferitaria UniCredit, rafforza ulteriormente la capacità di connettere risorse, progetti e comunità”.

Il Segretario Generale Patrizia Polliotto ha ricordato che il patrimonio della Fondazione non è un fine, ma uno strumento al servizio del territorio: “Presentare qui, alle OGR, questo nuovo corso è la prova tangibile di come, negli anni, siamo riusciti a moltiplicare il valore del patrimonio non solo grazie a una gestione rigorosa e competente, ma soprattutto grazie a una squadra capace di trasformare idee in progetti concreti e generare sviluppo reale. Continueremo a farlo con responsabilità e visione, mettendo le nostre competenze al servizio delle comunità e delle istituzioni con cui collaboriamo ogni giorno”.

I tre dibattiti tematici dell’evento hanno approfondito le principali direttrici del piano.

Sul capitale umano e il talento, sono intervenuti Andrea Orcel (UniCredit) e Lorenzo Pregliasco (YouTrend). Il contesto mostra sfide significative: l’Italia è penultima in Europa per giovani laureati (31,6% vs 44,1% UE) e persistono forti divari sociali nell’istruzione. A riguardo Orcel ha dichiarato: “In UniCredit crediamo che il nostro sostegno alle comunità locali non sia solo una responsabilità ma anche un investimento cruciale per il futuro. Apprezziamo l’annuncio odierno della Fondazione CRT che riflette il suo impegno nel promuovere l’innovazione e l’istruzione come pilastri essenziali per affrontare le sfide della nostra società. Supportando i talenti locali e dotandoli di tutte le competenze necessarie per l’era digitale, miriamo ad abbattere le divisioni sociali nell’istruzione e a creare opportunità per tutti. Insieme, stiamo cercando di coltivare un ambiente inclusivo che consenta alle persone di prosperare e contribuire a un’economia più competitiva e sostenibile”.

Sul territorio e la qualità della vita, hanno partecipato il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e Viviana Pinto (Discentis). Il confronto ha messo in luce come politiche urbane, infrastrutture e offerta culturale siano fattori determinanti per l’attrattività: a cinque anni dal titolo, infatti, solo il 59% dei laureati formati in Piemonte resta a lavorare nella regione (il 47% nella sola provincia di Torino), che è al di sotto della media europea come PIL pro capite.

“Per la Regione Piemonte la collaborazione con la Fondazione CRT rappresenta davvero un valore aggiunto per il nostro territorio e per le nostre politiche di sviluppo perché ci consente di dare forza ad alcuni asset strategici investendo in cultura, sostenibilità e crescita – dichiara il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Oggi qui celebriamo una sinergia che si rinnova e che è ogni giorno a supporto del nostro Piemonte nell’affrontare le sfide del futuro in un mondo sempre più complesso e globale”.

“Torino, oggi – spiega il Sindaco Stefano Lo Russo – è un laboratorio dove si sperimenta il futuro: nella transizione digitale, nell’innovazione sostenibile, nell’alta formazione universitaria, nella cultura come leva di sviluppo, nella gestione intelligente dei flussi turistici. Abbiamo rafforzato la nostra credibilità internazionale e siamo sempre più attrattivi per gli investimenti esteri e come città da visitare ma anche dove studiare, lavorare, vivere. Siamo convinti che la direzione intrapresa, che vede le istituzioni lavorare insieme per obiettivi di crescita condivisi – un impegno in cui si inseriscono certamente anche gli importanti investimenti che la Fondazione CRT mette in campo – per rendere Torino e il nostro territorio sempre più attrattivi sia quella giusta e che questa capacità di guardare al futuro coniugando crescita e qualità della vita sarà un potente motore di sviluppo”.

Sull’innovazione e le idee, hanno discusso Marco Casale (CFO Fondazione CRT), Fabio Pammolli (AI4I), Alessandro Vespignani (ISI Foundation), Tatiana Rizzante (Reply) e David Avino (Argotec). Il confronto ha evidenziato come la trasformazione tecnologica stia ridisegnando l’economia territoriale: a Torino il 27,6% delle startup opera nel Deep Tech, un settore che in Europa rappresenta ormai il 44% degli investimenti tecnologici. Parallelamente, la filiera industriale vive un riposizionamento profondo: un’azienda su dieci (12%) valuta l’uscita dal comparto automotive per orientarsi verso aerospazio, nautica, elicotteristica e ferroviario. Un’evoluzione che richiede nuove competenze, ricerca avanzata e infrastrutture capaci di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione.

Le conclusioni dell’evento sono state affidate al Ministro della Difesa Guido Crosetto.

La strategia 2026–2028 della Fondazione CRT si sviluppa attorno a cinque ambiti chiave – pienamente coerenti con i valori della Fondazione Cura, Crescita e Meraviglia – individuati grazie a un ampio percorso di ascolto che ha coinvolto tutte le province del Piemonte e della Valle d’Aosta e a un’indagine esplorativa capillare sul territorio.

“Benessere e prossimità”: interventi rivolti alle persone che vivono fragilità nelle relazioni, nell’accesso ai servizi essenziali e nelle opportunità di inclusione – con particolare attenzione ad anziani soli, minori e giovani, persone immigrate, persone con disabilità e nuclei in difficoltà – per accrescere autonomia e benessere attraverso servizi dedicati; “educazione e autonomia”: azioni dedicate a favorire autonomia e benessere attraverso un’istruzione inclusiva, capace di ridurre disuguaglianze educative e di connettere meglio scuola e futuro professionale; “lavoro accessibile”: iniziative volte a rendere più accessibile il mercato del lavoro per chi affronta ostacoli maggiori, accompagnando giovani, donne e persone vulnerabili verso opportunità concrete, colmando i divari di competenze e rafforzando il raccordo tra scuola, servizi e imprese; “comunità partecipi”: progetti che rafforzano la partecipazione civica, sociale e culturale, rigenerando legami e coinvolgendo le persone nella vita collettiva, contrastando il crescente distacco dalla sfera pubblica e l’aumento delle condizioni di solitudine che colpiscono soprattutto giovani e anziani; “conoscenza che innova”: investimenti in ricerca di base e applicata, trasferimento tecnologico e sviluppo di competenze nei settori emergenti, sostenendo collaborazioni tra università e industria, start-up innovative ad alto contenuto tecnologico e partenariati pubblico-privati nei settori strategici del territorio per rafforzare la capacità del territorio di innovare e crescere.

Tra i progetti emblematici del nuovo triennio, la Fondazione lancerà un ampio programma di alfabetizzazione all’intelligenza artificiale destinato a scuole, Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore, per aumentare consapevolezza e competenze tecnologiche; sarà inoltre istituito un centro di ricerca e documentazione al Museo Egizio dedicato allo studio della cultura materiale scritta dell’Antico Egitto, che coniugherà le esigenze della ricerca filologica e linguistica facendo ricorso anche alle più avanzate tecnologie, posizionando ulteriormente la storica egittologica di Torino a livelli di leadership internazionale. Infine sarà rafforzato l’ecosistema dell’innovazione attraverso il sostegno alle infrastrutture e allo sviluppo delle competenze, in collaborazione con i principali attori industriali e dell’innovazione del territorio (OGR Torino, Atenei, Digital Revolution House, Istituto AI4I, ISI Foundation).

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