Era prevista l’iniziativa “Murazzi paesaggi riflessi”. Ora, più che i paesaggi riflessi restano solo i riflessi di paesaggi immaginari. Insomma, non se ne fa più nulla
La storia infinita dei Murazzi finisce qui. Agli amanti della Movida resterà la consolazione di poter fare le ore piccole fino alle 3 anzichè alle due, dopo la deccisione del Comune. Fatto sta che, invece, le tanto decantate iniziative di “Estate ai Murazzi”, che avrebbero dovuto prendere il via tra qualche settimana, sono morte sul nascere.
La ragione? I responsabili dell’associazione Borgo Murazzi, che si sarebbero dovuti occupare delle manifestazioni si sono tirati indietro addossando la colpa a Palazzo Civico: troppi intoppi, troppi ritardi – hanno fatto sapere attraverso un comunicato – e poi con l’inizio della rassegna soltanto a luglio non si rientrerebbe con gli incassi rispetto alle spese sostenute. Alcune delle aziende di caffetteria e gelateria si sono tra l’altro già ritirate dall’iniziativa.
In Comune si registra l’ira funesta dell’assessore Ilda Curti che accusa l’associazione di aver considerato il tutto fin dall’inizio come un bluff. Il suo collega di Giunta, Domenico Mangone si consola affermando: almeno ci abbiamo provato fino all’ultimo. Anche il sindaco Piero Fassino ci teneva molto. I fantomatici dehors previsti nei pomeriggi e nelle serate dei fine settimana erano stati stoppati per precauzione da parte dei funzionari comunali. Questi – come dar loro torto – volevano assicurarsi che tutto fosse effettivamente in regola dopo la bufera dell’inchiesta sui Murazzi scoppiata nei mesi scorsi.
Nel frattempo, sbloccati finalmente gli intoppi burocratici, qualche giorno fa Palazzo Civico aveva diramato il proprio proclama sulle redivive manifestazioni estive lungo il Po: “Su proposta degli assessori Ilda Curti, Maurizio Braccialarghe e Domenico Mangone la Giunta ha approvato le linee di indirizzo atte ad accogliere iniziative progettuali a carattere temporaneo che riguarderanno l’attuale stagione estiva, al fine di animare la storica banchina del Po, fin dai prossimi giorni. Più soggetti hanno infatti manifestato l’interesse a restituire vitalità all’area con l’organizzazione di iniziative culturali e commerciali legate al turismo e ad attivare intrattenimenti entro e non oltre la mezzanotte. A cura dell’Associazione Borgo Murazzi, costituita da alcune realtà imprenditoriali torinesi, sarà realizzata sul lato destro dell’area, l’iniziativa “Murazzi paesaggi riflessi”.
Ora, più che i paesaggi riflessi restano solo i riflessi di paesaggi immaginari. Insomma, non se ne fa più nulla. Davvero un pasticciaccio brutto.
CB
(Foto: il Torinese)
L’ indagine congiunturale dell’Unione Industriale di Torino spinge le imprese locali ad un cauto ottimismo, formula che sta a significare: la crisi c’è ancora ma stiamo lentissimamente progredendo. Alle fine del primo trimestre di quest’anno i primi segnali positivi si intravedono, ma è troppo presto per parlare di autentica ripresa. Una “ripresina” forse sì. La produzione industriale, gli ordini e l’ occupazione stanno crescendo poco per volta, idem per l’export mentre diminuisce la cassa integrazione. 





Alla fine della partita i tifosi hanno abbandonato mesti la piazza. Sarà per la prossima volta con l’Uruguay
Una serata da ricordare quella che si è svolta martedì 17 giugno per commemorare l’anniversario della prima proiezione del secondo kolossal della storia del cinema mondiale. Cabiria torna a vibrare sulle note della partitura di Ildebrando Pizzetti (autore della Sinfonia del Fuoco) e Manlio Mazza, restaurata e diretta da Timothy Brock e la partecipazione del Coro Maghini di Torino diretto da Carlo Chiavazza.
Il civico 33 di via Po, da cui prende il nome questa rubrica. Qui avvenne la prima proiezione pubblica per un pubblico scelto, organizzata a Torino il 7 novembre 1896 da Vittorio Calcina (fotografo ufficiale di casa Savoia) in una sala dell’Ex Ospizio di Carità
In sei anni, dal 2008 al 2014 il tasso dei giovani disoccupati in Piemonte è cresciuto in modo preoccupante. Le indagini di Banca d’Italia e Ires Cgil fotografano la situazione: nella fascia tra i 15 e i 24 anni la quota di disoccupati è passata dal 14,9 al 40,2%; tra i 25-34 dal 6,7 al 15,1. Ma il dato più eclatante riguarda Torino dove, nella stessa fascia, chi non ha lavoro raggiunge quota 46,4%. Insomma, quasi un disoccupato su due, il dato peggiore di tutta l’Italia del Nord. E i ragazzi che non studiano, non lavorano e non cercano occupazione sono passati dal 13,5% al 22,3%. Il dato incoraggiante, però, è che la prima parte del 2014 segna una diminuzione del calo dell’occupazione.
Con la tradizione non si sbaglia mai, è rassicurante e non riserva brutte sorprese. E cosa ci può essere di più tradizionale di San Giovanni?
La città doveva essere blindata con la realizzazione di una “zona rossa” impenetrabile per tutelare gli statisti. Si calcola che tra dignitari e accompagnatori, circa mille persone sarebbero arrivate a Caselle, altro punto nevralgico per le forze dell’ordine
Per ora l’arma segreta del duo Chiamparino/Fassino è una lettera. Per scongiurare la dipartita dell’Authority dei Trasporti, arrivata al Lingotto un anno fa e già sul punto di sparire causa decreto sulla Pubblica Amministrazione Il sindaco di Torino e il presidente della Giunta Regionale hanno preso carta e penna per scrivere al premier Matteo Renzi per assicurarsi che ” il Governo confermi l’Authority dei Trasporti: Pur comprendendo l’obiettivo di razionalizzazione che ispira la decisione di unificare in una unica sede le diverse Authorities – aggiungono Fassino e Chiamparino – la decisione di stabilire la sede dei Trasporti a Torino deriva da ragioni che tutte mantengono oggi la loro validità”. 
Non che il Capo dello Stato non sia favorevole alle eccellenze nostrane. Il fatto è che le bontà agroalimentari nulla c’entrano con la Pubblica Amministrazione, tema su cui verte il provvedimento governativo