STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
primo lavoro nella coop Rear assunto come portalettere e uomo tutto fare. Base elettorale lucana, proprio uno che si é fatto tutto da solo. Con i suoi vezzi. Vestiti confezionati da artigiani sarti della sua regione, la Basilicata. E persino uscito indenne da un apposita commissione regionale che doveva appurare se il suo ruolo di presidente della coop Rear fosse incompatibile con il ruolo di consigliere Regionale. Superata questa prova si dimette da presidente ma i bene informati fanno notare che al suo posto sono stati eletti amici e “parenti” . All’ufficio del lavoro si ricordano di lui e
della coop, era il più gettonato per cause di lavoro. Ma lui va avanti. 3 volte eletto in consiglio regionale diventa presidente dell’Assemblea. Lascia parte dei suoi sodali lucani e diventa fassiniano doc. Il resto è storia recente. E il Chiampa è infastidito, anzi proprio arrabbiato. Ma qui c’è, almeno per il sottoscritto, la prima vera sorpresa. Telefono e messaggio chiedendo a politici pd nostrani: che succede ? Pensando che le risposte fossero a favore di fatto del Chiampa. Errore. Grande rispetto per la risorsa politica del governatore uscente ma non é più tempo di scelte fatte in solitaria. Insomma Mauro Laus ha ragione. Bene, facciano loro che sono del Pd. Ma quando un’ azienda é sull’orlo del fallimento chiede il concordato preventivo e il commissario scelto ha ampi poteri. Superata l’ emergenza si può tornare ad una dinamica normale. Penso che non ci sia in tutta la storia repubblicana un
caso come quello del Pd che nel giro di 4 anni passi dal 40 % delle Europee al 18 delle politiche. La proposta di Salizzoni era una proposta ottima. Vediamo perché. Innanzitutto perché non è del Pd e non è mai stato del Pd. Secondo, è un luminare, come dimostrato da ciò che ha fatto come chirurgo. Ha rifiutato per tutta un vita offerte a 100 mila dollari ad operazione. Ha rifiutato per essere coerente con i suoi ideali di eguaglianza sociale. Onestà intellettuale e morale. Mi sembrano qualità non da poco. Un azzardo? Fosse anche é ciò d cui ha bisogno un partito che si autodefinisce di sinistra, seppur con venature di centrismo. E nell’ azzardo ci sono rotture con il passato. Basta con le nomenclatura. Basta con la casta. Un sospetto. Laus è diventato amico politico di Gariglio che ha mal ha digerito la defenestrazione da segretario regionale? Se fosse vero muoia Sansone con tutti i filistei. Un altro sospetto. Molti sostengono che Renzi é pronto e con i fedelissimi farà un altro partito di centro. Del resto fanno notare i cattivi: i democristiani e gli ex democristiani non sanno stare lontano dal Potere. Il dissolvimento è dietro l’ angolo. Poco importa perdere le elezioni regionali. E dunque poco importa proporre candidati credibili. Oramai a pochi importano le sorti del Pd.
di Enzo Ghigo
Sabato 7 Aprile alle ore 12 davanti all’ingresso del Campus Einaudi, Corso Regina Margherita 60, il movimento giovanile di Forza Italia ha organizzato un ritrovo di protesta contro il progetto dell’asilo nido gender all’interno dell’Università degli Studi di Torino.
L’indirizzo educativo è prezioso e molto delicato” “Siamo pronti a sostenere proposte a sostegno della famiglia e della natalità, progetti che possano dar vita a nuove strutture per accogliere i tantissimi bambini che ad oggi non hanno accesso alle strutture per mancanza di posti e assurde graduatorie, iniziative volte ad avviare percorsi capaci di sanare le problematiche mondo del lavoro-maternità. Ma non siamo disponibili – conclude Varaldo – a mettere in alcun modo in discussione la famiglia, le figure dalla mamma e del papà, le naturali ed oggettive differenze tra le bambine e i bambini”
Una scelta che significa mancato rispetto del lutto, che prescinde dalle decisioni della Capigruppo e che di fatto scavalca il Presidente del Consiglio Comunale
evidentemente altri ragionamenti hanno avuto la meglio. Ci troviamo di fronte all’ennesima caduta di stile di una Sindaca per la quale, ancora una volta, la visibilità sembra essere una priorità più urgente rispetto al bene della città. Esprimo inoltre il mio imbarazzo per il Presidente del Consiglio Comunale, che – non mi sfugge – si è visto scavalcato dal Gabinetto della sua stessa Sindaca.
parasociale, con scadenza successiva a quello in vigore,potrebbe configurare una violazione dell’Art. 123 del T.U.F.

totale fiducia nel liquidatore, persona dal profilo e dalle capacità di qualità assoluta e riconosciuta. Ora vorrei avere certezze sul futuro professionale di queste persone, sulla cui dedizione e professionalità nessuno può davvero avere dubbi. E vorrei averle in fretta. È necessario anche avere al più presto certezze sul nuovo strumento. Tutte le parti in causa si diano una mossa.
Di Giorgio Merlo
complicato riproporre l’esperienza della Dc e candidarsi a suo erede naturale da parte di personaggi e di esponenti politici che sono e restano lontani anni luce dalla sua cultura, dai suoi insegnamenti e dai suoi leader. Eppure è ciò che realmente sta capitando. Moltissimi commentatori si stanno esercitando in questa singolare ed anacronistica operazione. I 5 stelle come la Dc perché oltre ad essere il primo partito hanno pure un consenso trasversale. Interclassista si sarebbe detto un tempo. Altri sostengono che il centro destra, ovvero il tradizionale “blocco sociale” del forzaleghismo, contiene il vero consenso democratico cristiano. Perche’ un blocco sociale e politico sostanzialmente ostile e alternativo alla sinistra pre e post comunista. Altri, infine, propendono per la tesi che sia proprio il Pd, al netto degli ultimi “ex comunisti sopravvissuti” in quel partito, che rientra di diritto tra gli eredi della Democrazia Cristiana. Ora, senza dilungarci in questa dissertazione sui presunti e virtuali eredi del partito di De Gasperi, Moro, Fanfani e Donat-Cattin, forse è arrivato anche il momento per sostenere una semplice ma definitiva considerazione: e cioè, la cultura e l’ispirazione democratico
cristiana possono essere riproposti e riattualizzati solo da coloro che rientrano a pieno titolo in questa tradizione e che, nel bene e nel male, non l’hanno mai rinnegata. E ciò per svariati motivi. Ma su tutti vale una motivazione di fondo. Un partito dichiaratamente populista, demagogico e post ideologico come i 5 stelle; uno schieramento apertamente di destra come l’attuale centro destra; un partito che fino a ieri era apertamente e dichiaratamente un “partito personale” e che oggi, con Renzi in crisi, e’ apertamente confuso e sbandato come il Partito democratico, non possono essere confusi neanche lontanamente con l’esperienza, il ruolo, la funzione e soprattutto con la cultura politica della
Democrazia Cristiana. E allora, per non girarci attorno, tocca a coloro che non hanno mai rinnegato quella esperienza cercare oggi, nel concreto, le modalita’ politiche, culturali ed organizzative per non archiviare definitivamente quel magistero politico. Questo non significa riproporre la Dc. Sarebbe semplicemente una sciocchezza perché la Dc e’ stato un grande partito ma anche e soprattutto un prodotto storico. Di quel momento storico. Tocca, semmai, ai cattolici democratici e ai cattolici popolari di oggi farsi carico di una iniziativa politica che sappia riattualizzare e riproporre quella cultura, quella tradizione e quel patrimonio ideale, culturale, etico e programmatico. Nella dialettica politica contemporanea, però. Un patrimonio, quindi, che va aggiornato e modernizzato. Questo, credo, e’ l’unico modo per non svilire e per non deprimere ulteriormente il ruolo storico della Dc ma, soprattutto, e’ anche la modalità concreta per recuperare una cultura politica che per troppi anni e’ stata colpevolmente ed irresponsabilmente sottovalutata e quasi rinnegata.
La storia – leggenda di Babilonia é nota ai più. Dio punisce l’arroganza e presunzione degli uomini inventando le lingue, e gli uomini non si capirono più. L’attuale situazione tra i politici questo mi sembra: la più totale incomunicabilità