A fare da battistrada sono i piccoli ed i piccolissimi comuni. Le prime adesioni di enti locali al Comitato Piemonte Autonomo, ovvero al Comitato promotore per il referendum dell’autonomia del Piemonte arrivano dalle entità di minori dimensioni, anche se le presentazioni del Comitato sono avvenute nei centri maggiori, come Novara, Chivasso o Alessandria. Così se nella Città Metropolitana di Torino i primi comuni a muoversi sono stati Virle e Ingria, si registra la presa di posizione di Caresana a Vercelli, della città di Arona in Provincia di Novara, negli ultimissimi giorni del 2017. In Provincia di Alessandria, a Valenza, il gruppo consigliare della Lega Nord, Maurizio Oddone, annuncia il deposito di una mozione in questo senso nei prossimi giorni, mentre nel Comune di Villamiroglio e nell’Unione dei Comuni della Valcerrina, il primo giorno dell’anno è stata inviata la stessa mozione da parte di Massimo Iaretti (nella foto) , capogruppo a Villamiroglio, consigliere dell’Unione e presidente del Movimento Progetto Piemonte. “Si tratta di un atto coerente con i principi sui quali si basa l’MPP, movimento politico nato nel 2009, che richiedevano un’azione forte nella direzione dello Statuto Speciale per il Piemonte – dice Iaretti – o, se questa fosse una meta irrealizzabile, di una maggiore autonomia regionale concessa dallo Stato. All’epoca ci fu chi disse che eravamo visionari o anacronisti, adesso registro con piacere che si sta sviluppando un ampio movimenti di pensiero in questa direzione. Certo e questo è un punto irrinunciabile, l’autonomia deve essere delineata nel pieno
rispetto, da un lato della volontà popolare, dall’altro delle regole dettate dallo Statuto del Piemonte e dalla Costituzione della Repubblica Italiana”. La mozione depositata a Valenza, nell’Unione dei Comuni della Valcerrina e a Villamiroglio, è un documento articolato con il quale si chiede alle amministrazioni di aderire al Comitato promotore per il referendum dell’autonomia del Piemonte, di domandare alla Regione di regolamentare l’istituto del referendum consultivo, di promuovere ogni tipo di attività legata all’aggregazione ed al confronto con i cittadini sulle questioni legate all’autonomia del Piemonte e, una volta approvata, a trasmetterla al presidente della giunta reginale ed al presidente del Consiglio regionale. “Come è stata dimostrato in altre Regioni, il problema dell’autonomia non è né di destra, né di sinistra, è un sacrosanto diritto dei cittadini di qualunque tendenza politica siano”, conclude Iaretti.
vengono dalla tradizione della destra nazionale, ma soprattutto un salto di livello che la Lega di Salvini e Giorgetti è chiamata a realizzare in vista dei prossimi appuntamenti elettorali”. Un percorso iniziato a fine novembre a livello nazionale, con l’accordo tra Gianni Alemanno, Segretario Nazionale del Movimento Nazionale per la Sovranità e Giancarlo Giorgetti, Vicesegretario della Lega per il sostegno di Matteo Salvini a candidato premier e consolidato al convegno di Napoli di inizio di dicembre. “In Piemonte la collaborazione con la Lega è iniziata già con le elezioni della città di Alessandria, è stato fondamentale unirsi per raggiungere un risultato
importante” dichiara Marco Botta, commissario regionale del Movimento Nazionale. “L’obiettivo è di formare un fronte sovranista che possa presentarsi nettamente in tutto il territorio italiano. Nella nostra Regione è forte il desiderio di un Piemonte autonomo che possa ridurre il credito fiscale di quasi 10 miliardi di euro l’anno, proprio per questo sosterremo l’iniziativa della Lega di chiedere il referendum e la conseguente autonomia della Regione, sulla scia dei successi referendari del Veneto e della Lombardia” afferma Gian Luca Vignale, consigliere regionale e presidente del Gruppo consiliare. “Come ha detto Salvini – all’incontro tenutosi ad Alessandria per presentare il comitato referendario Piemonte autonomo – un nuovo rinascimento del Piemonte parte proprio da Alessandria e noi del Movimento Nazionale siamo pronti a sostenere quest’iniziativa” sostiene Alessandro Bego, Commissario provinciale MNS.
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
E una vittoria poco probabile del Pd aprirebbe la strada per diventare Presidente del Senato. Matteo Renzi è uno che le promesse le mantiene.Tutto è in movimento ed incerto. Un esempio su tutti: Collegno Grugliasco Rivoli, area denominata non a caso la piccola Stalingrado, dove il pd e suoi candidati sono favoriti. E Umberto D’Ottavio, ex sindaco ex assessore provinciale e parlamentare uscente è in pol position. Dovrebbe vincere senonché in Liberi ed Uguali vogliono candidare Silvana Accossato, altro pezzo da novanta. Consigliera regionale ed ex assessore provinciale, già Sindaco di Collegno. E poi diciamocelo, Unberto D’Ottavio ha anche un altro difetto, è orlandiano, non e mai stato renziano.
esclusi dal maggioritario, aprendo alla società civile debbono scegliere come garantire l’elezione a questi componenti. Forse per questo Grillo ha dichiarato di defilarsi in campagna elettorale lasciando la patata bollente a Di Maio. Visto che scegliendo si scontenta chi non è stato scelto. E i grillini sulle scelte ultimamente sono stati un po’ scarsini. Infine arriviamo ai potenziali vincitori: il centro destra. Dietro la facciata devono trovare accordi sui nomi, cosa tutt’altro che semplice.
“Il quadro che sta emergendo della sanità nel torinese è di un sistema totalmente in tilt. E’ ora che o Saitta si assuma la responsabilità di aver distrutto il nostro sistema ospedaliero creando code e disagi, dopo promesse roboanti di ottimizzazione del sistema“. Ad affermarlo il vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino.
pronto soccorso. Una situazione indecente, altro che farsi pubblicità disinformando i cittadini. Il problema non é solo quello appunto denunciato dal sindaco di Venaus che portando suo suocero al pronto soccorso di Susa ha trovato più di trenta persone in barella; lunedì a Rivoli la situazione era al collasso con oltre 100 pazienti in carico nella prima mattinata. Non c’erano barelle disponibili, l’attesa era attorno alle 10 ore e non c’era un medico per gestire i codici bianchi. Sono state bloccate anche le ambulanze sempre per mancanza di barelle. Si tratta di una situazione intollerabile che ha dei precisi responsabili che non hanno fatto tesoro dei disagi vissuti già lo scorso anno nello stesso periodo“.
di Giorgio Merlo
Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia al Comune di Torino, interviene sul tema scuole:
fatto, ma spiegare con esso i tagli delle sezioni diventa un alibi se non si considera l’approssimazione con cui è stato gestito si può il sistema scuola di Torino a partire dei nidi sino ad arrivare alle scuole dell’infanzia: sistema, va osservato, che è sempre stato una eccellenza.
nei musei cittadini, tutta la mia solidarietà ai lavoratori, rischi di licenziamenti al Salone del Libro e minacce di farli in GTT ( gruppo torinese trasporti) , ma la festa poteva
servire , anche solo per una sera, a dimenticare i problemi o per provare ad esorcizzarli. Invece ha vinto la paura, oramai una psicosi, che si ripetesse il “flop” dei 24 giugno per il San Giovanni per non pensare o anche solo ad immaginare il peggio. Il ricordo della tragedia di Piazza San Carlo è ancora vivo. E così nulla! Il classico brindisi di fine anno in piazza sarà a porte chiuse, al coperto, ” indoor” . Ai torinesi non rimane che andare a Settimo Torinese , dove si aspetterà il nuovo anno in Piazza Campidoglio con le note dagli Statuto, Beppe Braida ed altri. Al posto di Fabrizio Puppo , Sindaco di Settimo Torinese, dopo le
polemiche sul blocco delle auto per ridurre l’inquinamento da polveri sottili , inviterei Chiara Appendino per il brindisi delle ore ventiquattro. Altra interessante alternativa , sono previsti bus e treni speciali per l’andata e il ritorno, è Asti dove nella tradizionale Piazza Alfieri si esibirà la brava Elisa. Torino periferia di Settimo e provincia di Asti! Buon Anno Nuovo.
Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che detta norme sulla gestione dei rifiuti e sulla gestione integrata dei rifiuti urbani
delle regioni più virtuose – sostiene il Consigliere Ferrentino – e prevede che, entro il 2018, la produzione di rifiuti urbani indifferenziati non superi i 190 chilogrammi per abitante, scendendo a 159 nel 2020”.
avvenuta a palazzo Lascaris. Si tratta di una cattiva legge, redatta ideologicamente con metodi politicamente errati”. A sostenerlo il capogruppo di Forza Italia Gilberto Pichetto e il consigliere regionale Claudia Porchietto.
Dal Consiglio regionale