che non l’ hanno voluta. Lei sempre contro la Tav. Proprio così. Non ha sentito le dichiarazioni di Conte. I pentastellati e i leghisti sono per l’ Europa. Forse si era addormentata. Ma non demorde. Peggio che andar di notte. Vuol solo dire che Giggino e Il Matteo ministro dell’interno non sono autonomi da questi cosiddetti poteri forti? Ma non penso. O forse non fa il ministro solo perché non considerata in grado di fare quel ” mestiere “. Un’ occasione mancata per noi torinesi. Ma si sa, non tutte le ciambelle vengono col buco. Ora speriamo in Riccardo Molinari. Alessandrino, leghista della prima ora a dispetto della giovane età. Leghista segretario “nazionale” della lega Nord Piemonte. Una volta era così quando Salvini sosteneva prima di tutto il Nord. Ora eletto in Calabria: prima di tutto gli italiani. Riccardo Molinari muove i primi passi grazie a Tino Rossi .Europarlamentare leghista passato a Forza Italia. Tino Rossi messo da parte da Cota inciampato sulle mutande verdi e dimissionario da governatore piemontese. 5 minuti prima delle dimissioni Riccardo era Cotiano di ferro. Dopo 5 minuti dalle dimissioni di
Umberto Bossi Salviniano, sempre di ferro. Alla guerra come alla guerra. Ora speriamo che Salvini sia riconoscente e oltre ai lombardi si accorga dei piemontesi. Però con questa nuova compagine governativa lo spirito dei Savoia manca proprio.Speriamo che gli austroungaruci lombardi con i masianiello napoletani non ripropongano lo spirito dei Borboni. Vedremo appunto i sottosegretari. E non basta, vedremo chi diventerà presidente di commissione. Anche questo conta. Per adesso la nostra città, la nostra regione, non è rappresentata. E un po’ tutti dobbiamo “farci un esame di coscienza”. Ieri è proprio ieri. Dal dopoguerra un piemontese c’è sempre stato ai vertici. Einaudi, Scalfaro, Saragat, Nicolazzi, Donat – Cattin. Ministri… il compianto astigiano Gianni Goria. E arrivando ai tempi nostri Fassino più volte ministro. Ci si era un po’ illusi con Crosetto. Ma tant’ è che dovremo farcene una ragione, rimanendo preoccupati della difesa dei nostri diritti di piemontesi e di torinesi .In fondo qualche contributo all unità d’ Italia l’abbiamo dato.


















