Scontri No Tav, il Siulp dice “basta!”

Torino, 25 luglio 2026 – In seguito ai violenti scontri avvenuti in Val di Susa, il Segretario Generale Provinciale del SIULP Torino, Eugenio Bravo, interviene con una dura presa di posizione sul bilancio degli eventi e sulla tutela degli appartenenti alle Forze dell’Ordine.

«Ancora una volta ci troviamo a commentare un bilancio inaccettabile: circa un centinaio di appartenenti alle Forze dell’Ordine feriti durante gli scontri avvenuti in Val di Susa. Un copione che si ripete puntualmente ogni anno e che non può più essere archiviato con le solite dichiarazioni di circostanza e con l’ennesima solidarietà di facciata.

È ormai evidente che il cosiddetto Festival dell’Alta Felicità rappresenta da anni il contesto all’interno del quale centinaia di antagonisti, delinquenti e violenti italiani ed europei si organizzano per assaltare, travisati, il cantiere e attaccare violentemente uomini e donne in divisa. È undato di fatto che si ripete sistematicamente e che non può più sorprendere nessuno.

Risulta incomprensibile come vi siano ancora politici e commentatori che fingano stupore davanti a quanto accade. È un’ipocrisia che offende chi, ogni anno, paga il prezzo più alto con ferite, ricoveri ospedalieri e conseguenze fisiche e psicologiche per aver semplicemente svolto il proprio dovere al servizio dello Stato.

“Basta”

Se davvero si vuole prevenire il ripetersi di queste violenze, occorre assumere decisioni chiare e coraggiose. Non è più accettabile consentire che situazioni già note da anni continuino a degenerare in gravissimi episodi di guerriglia urbana. La prevenzione non si realizza con le parole, macon scelte politiche e amministrative concrete.

Siamo stufi della mediocrità di chi prende decisioni con leggi sulla sicurezza praticamente “inutili”. E siamo stanchi delle passerelle istituzionali e delledichiarazioni di solidarietà rilasciate a giochi fatti. Di quella solidarietà non sappiamo più cosa farcene.

La solidarietà non impedisce che decine di poliziotti, carabinieri e finanzieri finiscano in ospedale. Non protegge chi ogni giorno indossa una divisa ed è mandato ad affrontaresituazioni di estrema violenza.

“Si è sfiorata la tragedia”

In questa occasione si è addirittura sfiorata la tragedia. Si è sfiorato il morto. E non è nemmeno la prima volta. Non possiamo consentire che il rischio di perdere la vita tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine diventi un fatto da archiviare con rassegnazione.

Chi indossa una divisa, in questi contesti, non si trova semplicemente a gestire una manifestazione, ma viene esposto a veri e propri attacchi con strumenti e modalità che mettono concretamente a rischio la vita degliOgni volta si sfiora l’irreparabile, ogni volta si promettono interventi, ogni volta tutto torna come prima. È una deriva inaccettabile per uno Stato di diritto.

Chi indossa una divisa, in questi contesti, non sitrova semplicemente a gestire una manifestazione, ma viene esposto a veri e propri attacchi con strumenti e modalità che mettono concretamente a rischio la vita degli operatori: bombe incendiarie, ordigni artigianali, bombe carta, pietre lanciate anche attraverso strumenti rudimentali come fionde, razzi e altri oggetti contundenti.

Le richieste del SIULP

Da decenni il SIULP di Torino denuncia criticità, propone soluzioni e chiede interventi normativi e organizzativi efficaci. Da decenni, però, le nostre richieste restano inascoltate.

Chi ha avuto responsabilità politiche e istituzionali in questi anni dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere che, di fronte a problemi così evidenti e ripetuti, non sono state date risposte adeguate.

Il cantiere TAV rientra tra gli obiettivi sensibili strategici nazionali e la sua tutela rappresenta una priorità dello Stato. Per questo motivo, l’impiego di militari, con compiti e responsabilità ben definiti, non può essere considerato una scelta folle o straordinaria, ma uno strumento possibile per garantire una migliore gestione delle risorse e consentire alle Forze dell’Ordinedi essere maggiormente disponibili per gli altri contesti urbani e territoriali.

Allo stesso modo, di fronte a una situazione che si ripete da anni con le medesime modalità violente, riteniamo che vietare manifestazioni che rappresentano il presupposto per questi episodi debba essere valutato come unascelta necessaria e inderogabile nell’interessedella sicurezza pubblica.

L’appello alla politica

Se una classe politica sulla scena nazionale da decenni non è in grado di garantire il rispetto dello Stato di diritto, di far applicare le leggi e di assicurare la tutela degli operatori di polizia, dovrebbe avere il coraggio e la responsabilità di fare un passo indietro, lasciando spazio ad altri che, ci auguriamo, siano maggiormente capaci di affrontare e risolvere questi problemi.

Il SIULP Torino non intende più assistere passivamente a questa continua orribile situazione. Se la politica continuerà a dimostrarsi incapace di garantire un’adeguata tutela agli appartenenti alle Forze dell’Ordine, il sindacato valuterà ogni iniziativa legittima e consentita per difendere con maggiore forza la dignità, la sicurezza e i diritti di tutti gli operatori di polizia.

Torino, 25 luglio 2026

Ufficio Stampa SIULP

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