E’ stata discussa oggi in Sala Rossa l’interpellanza sulla sicurezza e sanificazione nel trasporto in sharing, bici, auto, scooter, monopattini; presentata dalla consigliera comunale Federica Scanderebech.
“Ho dovuto presentare un’interpellanza, dopo non aver ricevuto alcuna risposta in sede di commissione, sulla sicurezza dei cittadini che utilizzano mezzi in sharing: dalle bici alle auto, senza dimenticare scooter e monopattini. Credo che in questo momento la sicurezza sanitaria debba essere una priorità in tutti i servizi che vengono erogati direttamente dalla Città o delegati a enti esterni. Una considerazione che vale per i servizi di trasporto pubblico quanto quelli in sharing, che per definizione, essendo in condivisione tra più utenti, potenzialmente possono diventare veicoli di diffusione del contagio. Mezzi peraltro che hanno continuato a essere usufruiti anche da personale sanitario durante il lockdown, in particolare 500 monopattini attivi (6 società su 8 hanno arrestato il servizio), 1.700 bici adoperabili e tutte le società di auto hanno mantenuto il servizio, con mia immensa preoccupazione sull’uso corretto in prevenzione dei contagi”, commenta Scanderebech.
“Per questo – continua la consigliera – reputo necessario e indispensabile prevedere la dotazione almeno sulle auto e sugli scooter in sharing di dispositivi di protezione individuale monouso, guanti e mascherine, oltre al sottocasco monouso per lo scooter. Che congiuntamente ad una sanificazione che non sia solo quotidiana, ma effettuata ad ogni cambio di utente potrebbe prevenire i contagi. E prevedere altrove l’obbligo dell’utilizzo di mascherine e guanti per l’uso dei mezzi in sharing”
“Ho consigliato inoltre – aggiunge Scanderebech – che sia data adeguata comunicazione, allegata ai veicoli in condivisione e sulle app, per l’utilizzo di buone pratiche al fine di evitare la diffusione del virus COVID-19, oltre per una opportuna comunicazione del momento in cui sia avvenuta l’ultima sanificazione. Addirittura a Shanghai alcune app di delivery indicano la temperatura corporea del riders, qua si chiede venga divulgato e comunicato nelle app la data e l’orario della sanificazione. Parrebbe che il Comune di Roma della stessa parte politica stia gestendo il tutto molto meglio, mi domando perché non si possano confrontare per attuare reali buone pratiche”
Conclude Scanderebech: “L’Assessore ha fornito una risposta vaga e frammentata, tanto da trasmettere l’idea che la Giunta non abbia un quadro preciso dei protocolli sulle procedure di sanificazione adottate a Torino. Mi pare che si stia navigando a vista. Non mi darò pace finché il tema non avrà le giuste e dovute risposte, anche presentando una mozione”.
Inoltre, la riduzione dei contatti esterni e la prolungata condivisione degli spazi domestici con il partner rendono, spesso, ancora più complicata l’emersione di situazioni di violenza: infatti, nelle ultime settimane si è registrata una diminuzione degli accessi delle donne ai centri antiviolenza e agli sportelli, ma anche delle denunce stesse per maltrattamenti, fatto, purtroppo, che non indica una regressione del fenomeno, ma è anzi il segnale di una situazione nella quale le donne rischiano di trovarsi più esposte alla violenza e ai maltrattamenti” afferma il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.
Aldo Moro cautamente possibilista. Voleva sbloccare la situazione politica. Berlinguer ha dedicato gli ultimi suoi anni a due obiettivi. PrimO andare al governo per realizzare delle riforme, come diceva, strutturali. Secondo liberare il PCI dal giogo mortale dei comunisti russi. Alberto Franceschini fondatore delle Br , ex giovane comunista di Reggio Emilia ha sostenuto che le Br erano indecise tra, appunto, Berlinguer e Moro. Optarono per il secondo perché Berlinguer era troppo protetto dal servizio d’ordine del PCI. Indicativo, no? L’ obiettivo terroristico era ben chiaro: impedire l’alleanza tra i due partiti. Ed è altresì vero che i servizi segreti di mezzo mondo erano entusiasti che il lavoro sporco lo facessero loro. Dai russi agli statunitensi, dagli inglesi ai australiani qualcuno ha brindato quando fu ucciso Moro ed i nostri servizi segreti fecero di tutto per far sì che Moro venisse liberato incolume. Consumato il dramma l’ Italia protestò. Il rispetto che dovevamo ai democratici si concretizzò nel chieder loro di sfilare per primi. E cambiava anche la mia percezione della DC come partito. I nemici erano i terroristi rossi, gli avversari i dc. C’e’ una radicale differenza, prima di tutto il rispetto per l’avversario. Anni in cui conobbi i giovani democratici. Donatella Genisio, figlia d’arte con il padre sindacalista della CISL. Sposata con Paolo Girola allora giornalista del Tg 3, in anni successivi impegnato nel sindacato subalpino dei giornalisti. Piero Damosso, che partito dal giornalismo piemontese è approdato alla testata nazionale. Tra i più ” interessanti” era Giampiero Leo.