“Prima lo staffista devoto a Mussolini. Poi l’arredo del presidente dell’ATC del Piemonte Orientale con simpatie neo-fasciste. Ora il motto delle Brigate Nere sul profilo social del Presidente dell’Ipla”
Se è vero che tre indizi fanno una prova, allora, Presidente Cirio, c’è un problema. In tempi in cui, quasi ogni giorno, scritte vergognose profanano le case dei figli dei partigiani o dei deportati, è possibile chiedere che la Giunta scelga persone almeno non sfacciatamente di simpatie fasciste?
Oppure l’antifascismo non è più da considerarsi un patrimonio comune ed acquisito? Si rende conto, Presidente Cirio, che ogni giorno siamo costretti ad occuparci di difendere la dignità del nostro Paese riacquisita grazie alla Resistenza, e non dei problemi del Piemonte? Si tratta di episodi che non possono essere minimizzati, perché dimostrano come una parte della destra italiana non ha mai rielaborato il rapporto con il fascismo alla luce della Resistenza e della nostra Costituzione. E’ come se si volesse cancellare da un lato le responsabilità per il ruolo nella seconda guerra mondiale e nella Shoah, e dall’altro l’idea stessa che la nostra Repubblica si fonda sulla lotta di liberazione dal nazi-fascismo. E’ giunto il tempo, Presidente, di prendere una posizione chiara e netta. Non possiamo accettare che persone con nostalgie passate o simpatie presenti per il fascismo, rappresentino le nostre istituzioni.
Mauro SALIZZONI vice Presidente Consiglio regionale
Domenico ROSSI Consigliere regionale PD
L’Unita’, il giornale dei lavoratori. Si urlava così per venderlo. L’Unità, organo del Partito comunista italiano fondato da Antonio Gramsci. Inscindibile il rapporto tra il quotidiano ed il partito. Di più. Come ameba e paramecio. Vivono solo se stanno insieme
copie giornaliere con punte massime il venerdì e la domenica. Venerdì lo speciale scuola. Per dare un ordine di grandezza nel mio liceo oltre 800 studenti con oltre 100 insegnanti e una cinquantina di corpo non docente: 300 copie vendute. Il massimo si raggiungeva la domenica con un milione di copie vendute dai militanti. Vendita casa per casa. Nel 1975 , alla Falchera le case erano occupate. Una signora precisava: sono già passati i vostri colleghi. Scusi? Impossibile, noi siamo i primi stamattina. Pronta la risposta; ecco qua, Lotta Comunista. Ma no, signora, si sbaglia lei! Noi siamo gli originali. Dopo in mio lungo sproloquio mi sono allontanato convintissimo di aver fatto il mio dovere di rivoluzionario…beata gioventù. Mitica la terza pagina di cultura. Persino il lunedì reggeva le vendite con lo Sport. Un giornale a tutto tondo ed un simbolo. Francesco Guccini… ed alcuni audaci in tasca l Unità…
Calendario del Popolo fondato a Marzo 1945 da Teti Editori e patrocinato da Celeste Negarville, operaio e responsabile stampa e propaganda del PCI. Vie Nuove fondato da Luigi longo, che tra i suoi collaboratori annovera Pier Paolo Pasolini. Riviste mensili o settimanali dove un pezzo di cultura italiana è passata. RINASCITA, creatura di Palmiro Togliatti fondatore e fino alla sua morte direttore. Palestra delle idee della sinistra italiana. Non finisce qui. Critica Marxista e Studi Storici: il titolo dice tutto sugli argomenti trattati. Nel 1974 a Torino l’ Istituto Antonio Gramsci. Il massimo per questa storia. Non solo politica, non solo propaganda ma tanta cultura, filosofia sociologia e scienze. Un immenso tentativo di sintesi della summa dell’Uomo. Quasi un Rinascimento del Novecento europeo. Qualcosa che è andato oltre le stesse intenzioni dei protagonisti. Una storia che ora sembra lontana un millennio. Storia non priva di errori e di limiti, certo. Come la polemica tra Togliatti e Vittorini che non voleva essere il pifferaio della Rivoluzione. Storia di sapere e di studio non riscontrabile ai giorni nostri. Una storia oggi non riproponibile ma essenziale nel bagaglio del conoscere. Oggi solo troppa ignoranza ed approssimazione.