Quando c’era L’Unità

in POLITICA

L’Unita’,  il giornale dei lavoratori. Si urlava così per venderlo. L’Unità,  organo del Partito comunista italiano fondato da Antonio Gramsci. Inscindibile il rapporto tra il quotidiano ed il partito. Di più. Come ameba e paramecio. Vivono solo se stanno insieme

Era sempre più importante il Partito. Il segretario nazionale o provinciale era più importante del direttore del giornale o del redattore locale, ma subito dopo nella scala gerarchica,  in terza posizione c’era il responsabile organizzativo. Partito comunista che dell’importanza delle gerarchie ne faceva un vanto, come della disciplina. L’ Unità orientava e dava la linea.

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Precisamente erano i dirigenti che, elaborata la linea (già, si diceva cosi) scrivendo sul giornale comunicavano con tutti. Il Partito era il Re e la Regina l’ Unità. Regina in tutti i sensi. Redazioni in tutti i capoluoghi di regione ed al centro nord almeno dei corrispondenti in tutte le province. Per dirigenti ed attivisti non leggerlo quotidianamente era peccato mortale. 300 mila copie giornaliere con punte massime il venerdì e la domenica. Venerdì  lo speciale scuola. Per dare un ordine di grandezza nel mio liceo oltre 800 studenti con oltre 100 insegnanti e una cinquantina di corpo non docente: 300 copie vendute. Il massimo si raggiungeva la domenica con un milione di copie vendute dai militanti. Vendita casa per casa. Nel 1975 , alla Falchera le case erano occupate. Una signora precisava: sono già passati i vostri colleghi. Scusi? Impossibile, noi siamo i primi stamattina. Pronta la risposta; ecco qua, Lotta Comunista. Ma no, signora, si sbaglia lei! Noi siamo gli originali. Dopo in mio lungo sproloquio mi sono allontanato convintissimo di aver fatto il mio dovere di rivoluzionario…beata gioventù. Mitica la terza pagina di cultura. Persino il lunedì reggeva le vendite con lo Sport. Un giornale a tutto tondo ed un simbolo. Francesco Guccini… ed alcuni audaci in tasca l Unità…

 

E che dire dei funzionari. La loro  importanza si capiva da quanti giornali leggevano. Tutti fascicolati con la copia dell Unità. Il top arrivava fino a otto  Il minimo tre: a Torino Unità, Stampa e Gazzetta del Popolo. Ma una regina ha bisogno della Corte. Il Calendario del Popolo fondato a Marzo 1945 da Teti Editori e patrocinato da Celeste Negarville,  operaio e responsabile stampa e propaganda del PCI. Vie Nuove fondato da Luigi longo, che tra i suoi collaboratori annovera Pier Paolo Pasolini. Riviste mensili o settimanali dove un pezzo di cultura italiana è passata. RINASCITA, creatura di Palmiro Togliatti fondatore e fino alla sua morte direttore. Palestra delle idee della sinistra italiana. Non finisce qui. Critica Marxista e Studi Storici: il titolo dice tutto sugli argomenti trattati. Nel 1974 a Torino l’ Istituto Antonio Gramsci. Il massimo per questa storia. Non solo politica, non solo propaganda ma tanta cultura, filosofia sociologia e scienze. Un immenso tentativo di sintesi della summa dell’Uomo. Quasi un Rinascimento del Novecento europeo. Qualcosa che è andato oltre le stesse intenzioni dei protagonisti. Una storia che ora sembra lontana un millennio. Storia non priva di errori e di limiti, certo. Come la polemica tra Togliatti e Vittorini che non voleva essere il pifferaio della Rivoluzione. Storia di sapere e di studio non riscontrabile ai giorni nostri. Una  storia  oggi non riproponibile ma essenziale nel bagaglio del conoscere. Oggi solo troppa ignoranza ed approssimazione.

 

Patrizio Tosetto

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