Gianni Contessi: “Capogrossi. Le drammaturgie del Segno. Una rilettura”

Presentazione del libro

Giovedì 5 marzo 2026, ore 17:00

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Sala incontri

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

 

 

Intervengono:

Gianni Contessi, Autore

Elena Volpato, Conservatore GAM Torino

 

La GAM è lieta di ospitare la presentazione del volume di Gianni Contessi Capogrossi Le drammaturgie del Segno. Una rilettura, pubblicato da Christian Marinotti Edizioni.

Non una nuova monografia ma un libero saggio che affronta oggi e in chiave minimamente eterodossa, a poco più di mezzo secolo dalla morte, temi e interrogativi sollecitati dalla complessità della singolare esperienza pittorica di Giuseppe Capogrossi (1900-1972), uno dei grandi maestri dell’arte italiana del dopoguerra e, per altro, uno dei più noti ed originali artisti attivi sulla scena internazionale, le cui opere fanno parte delle collezioni di importanti musei. Una doppia vita, notoriamente, quella di Capogrossi: raffinato esponente del tonalismo romano lungo gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, come testimoniato da notevoli dipinti di figura e paesaggio; poi, dopo un non breve periodo di riflessione e ricerca, la scoperta del Segno proverbiale, databile al 1950, la sua personalissima cifra che, in Italia, non tutti seppero comprendere e apprezzare ma la cui reiterata invenzione, attraverso i meccanismi di imprevedibili ripetizioni, sempre differenti, alla fine si impose. Dando vita a forme di autentica narrazione e drammaturgia. Anche per ragioni molto soggettive del suo autore, questo libro cerca di ripensare l’uomo e l’artista che l’autore stesso conobbe e frequentò in gioventù. E lo fa senza ricorrere a documenti, accontentandosi di lavorare sulle fonti secondarie, cercando di individuarvi spunti meno praticati o addirittura indizi trascurati da pure eccellenti colleghi in storiografia e critica. Ciò, eventualmente, cercando di far interagire le fonti secondarie suddette con altre non strettamente legate alla vicenda capogrossiana. Sempre nel nome del voler cercare una possibile verità diversa sull’oggetto della propria indagine, magari osservandolo da un’altra sponda.

Gianni Contessi

Professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea nell’università di Torino. Ha insegnato inoltre nell’Accademia di Brera, della cui Biblioteca è stato conservatore negli anni ‘90, nell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), nell’Università di Udine e nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Accademico nazionale di San Luca. È autore dei seguenti libri: Tre Morandi e un Fontana. Perlustrazioni critiche di confine (2020); Torino controcanto. Saggio sulla “Lettera all’amico collezionista” 1993 di Paolo Fossati (2020); Lo sguardo reticente. Vittorio Sereni critico d’arte (2016); Sulle tracce della metropoli. Testi e scenari 1895- 1930 (2006); Vite al limite. Giorgio Morandi, Aldo Rossi, Mark Rothko (2004); Ecritures dessinées: art et architecture de Piranèse à Ruskin (2002); Scritture disegnate: arte, architettura e didattica da Piranesi a Ruskin (2000); Il saggio, l’architettura e le arti (1997); Il luogo dell’immagine. Scrittori, architetture, città, paesaggi (1989); Architetti- pittori e pittori- architetti, da Giotto all’età contemporanea (1985). Per le nostre edizioni ha curato volumi di Le Corbusier, Giulia Veronesi, Julius von Schlosser e il recentissimo Scritti sull’arte. Tra genialità e acrobazie di Jean Cocteau. Per altri editori volumi di Fernand Léger, André Reszler, Paolo Fossati.

 

GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA – Via Magenta, 31 – 10128 Torino

Orari di apertura: martedì – domenica: 10:00 – 18:00.
Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.

Alla Biblioteca Nazionale Universitaria le lettere autografe di Vivaldi 

Alla Biblioteca Nazionale Universitaria  di Torino si inaugura, mercoledì 4 marzo, l’esposizione degli scritti autografi del grande compositore Antonio Vivaldi, in attesa di celebrare nel 2028 i 350 anni dalla sua nascita. Il musicista infatti nasceva il 4 marzo del 1678. Di Antonio Vivaldi, e in particolare della Primavera delle sue Quattro Stagioni, si conoscono varie versioni per ogni genere musicale. Protagonista di spot pubblicitari e intrattenimenti, le musiche di Vivaldi fanno ormai parte della colonna sonora contemporanea. La Biblioteca Nazionale di Torino possiede un tesoro poco conosciuto, ma di grande valore: 27 volumi quasi interamente autografi di Antonio Vivaldi, facenti parte delle raccolte Enzo Giordano e Mauro Foà, la più importante collezione al mondo di partiture e lettere scritte di pugno dal grande compositore veneziano, del quale nel 2028 si celebreranno i 350 anni dalla nascita.

Nella Sala Mostre Filippo Juvarra della Biblioteca, sono esposti gli scritti, in gran parte autografi, del compositore veneziano, patrimonio della Biblioteca Nazionale di Torino. L’esposizione consente di ammirare una selezione ragionata e commentata delle opere che sono mostrate nelle teche di vetro altamente performanti. Si tratta di un’occasione unica per conoscere aspetti personali e non sono musicali del “Prete Rosso”, con annotazioni private, anche di opere autografe mai esposte. La selezione delle opere accompagnerà il visitatore nel laboratorio creativo del musicista: il percorso propone le vicende che hanno portato alla Biblioteca questo patrimonio eccezionale, con un affondo sul libro di musica, manoscritto e a stampa del Settecento. Spazio al focus per riflettere sul valore e l’importanza del corpus documentario.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 26 marzo prossimo con orario che va dalle 9 alle 19, ad ingresso libero e senza necessità di prenotazione.

Si intitola “Marzo con Vivaldi” la rassegna di talk, presentazioni, dibattiti e laboratori, reading e spettacoli legati all’omaggio al compositore, in vista dei 350 anni dalla nascita. Il primo dei concerti è in programma venerdì 6 marzo alle 17, nell’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale, con l’ensemble “Quadro Raro”, che eseguirà brani del compositore veneziano.

“’Marzo con Vivaldi’ alla Biblioteca Nazionale di Torino – spiega Marzia Dina Pontone, direttrice della Biblioteca – è un’occasione straordinaria per apprezzare dal vivo una selezione di partiture autografe di Antonio Vivaldi; un’opportunità rara per entrare di persona nel laboratorio creativo del famoso compositore veneziano, e per scoprire un patrimonio culturale unico al mondo, perché Vivaldi è stato un compositore e un artista diventato un ‘classico’ in tutto il mondo, che ha saputo ispirare la cultura musicale internazionale da oltre tre secoli, eppure la sua musica barocca non potrebbe essere colta pienamente senza l’apporto di conoscenza offerto dalla nostra Biblioteca. Invitiamo tutti a venire in Nazionale per scoprire le incredibili vicende compositive e conservative degli autografi vivaldiani, attraverso il percorso espositivo e il palinsesto culturale dell’attività ‘Marzo con Vivaldi’”.

Info: 4 marzo 2026 – 26 marzo 2026 – https://bruto.cultura.gov.it/ – bu-to@cultura.gov.it

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – piazza Carlo Alberto 3, Torino

Mara Martellotta

Candido di Voltaire, un aggiornamento contemporaneo

venerdì 6 marzo – ore 20.45

TEATRO CARDINAL MASSAIA – Torino

Michele Savoia, attore che spazia dalla prosa al musical, dal cinema internazionale al mondo dei Me contro te, veste il ruolo di regista, mettendosi al contempo a nudo nell’interpretazione del protagonista di questo torrenziale monologo con canzoni, tra musical e stand-up, tra confessione intima e avventura pop.

Al contempo un aggiornamento contemporaneo del Candido di Voltaire e una fiaba musicale originale, che strizza l’occhio a La La Land e agli one woman show di Rachel Bloom, a partire da uno spunto che prende simpaticamente in giro il classico e amatissimo film di Joel Schumacher Un giorno di ordinaria follia.

Candido è un giovane attore di talento, energetico e ottimista, generoso e gioiosamente
oversize. Il suo corpo fuori misura gli ha causato dolore durante l’adolescenza, ma negli ultimi
anni è diventato il suo segno di riconoscimento, ciò che lo ha reso il simpatico pacioccone che tutti amano e che è “grosso, grasso, allegro e dice sempre di sì”.
www.teatrocardinalmassaia.com

La Palazzina di Caccia di Stupinigi apre le porte dei suoi spazi segreti 

Continuano nel 2026 gli appuntamenti con le visite guidate straordinarie alla riscoperta degli spazi segreti, normalmente chiusi al pubblico, della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Nel mese di marzo saranno attivati i due percorsi che raccontano la storia della Palazzina nelle sue diverse fasi abitative e il progetto architettonico alla base della sua costruzione.

“Passepartout” conduce dietro le porte segrete agli ambienti nascosti della servitù, ai passaggi e ai corridoi ricchi di fascino e di storia e permette di raggiungere la sommità della cupola juvarriana, per camminare lungo i suggestivi balconi concavi/ convessi che affacciano sul grandioso salone centrale, guardare da vicino il tetto a barca rovesciata di Juvarra dalla complessa orditura in legno e ammirare dall’alto, dopo aver percorso i cinquanta scalini di una stretta scala chiocciola, un panorama unico che si estende a 360 gradi sotto il cervo, simbolo della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

“Dietro le porte segrete” rappresenta la visita agli ambienti della servitù, ai passaggi e ai corridoi segreti usati per divincolarsi nel dedalo di stanze e raggiungere discretamente le sale e gli appartamenti privati.
La visita conduce proprio dietro le porte segrete, negli spazi nascosti dove si muoveva la servitù e dove si trova ancora il quadro dei campanelli automatici che permette di comprendere da vicino il funzionamento di una residenza come quella di Stupinigi.
“Sotto il cervo” è una visita in verticale al meraviglioso ambiente ligneo che ospita la cupola del Padiglione centrale, realizzato da Filippo Juvarra, con una vista mozzafiato a 360 gradi sul paesaggio circostante.

Per partecipare alle visite è necessaria la prenotazione  e vista la particolarità dei luoghi oggetto di visita, normalmente non accessibili al pubblico,  i visitatori saranno forniti di caschetto di protezione e potranno accedere persone dai 12 anni di età in su, in buone condizioni di salute. I gruppi non potranno essere superiori alle 10 persone.
È  necessario indossare un abbigliamento comodo con calzature chiuse, scarpe da ginnastica e trekking leggero. Vietato l’accesso con borse o zaini ingombranti. A causa degli spazi limitati, non agibili a persone con disabilità, si sconsiglia il percorso a persone che soffrano di claustrofobia o di vertigini.

Il costo del biglietto per accedere a “Dietro le porte segrete” è  di 22 euro, ridotto 18, il costo del biglietto per accedere a “Sotto il cervo” è  di 25 euro, ridotto 22 euro.

Prenotazione obbligatoria a

stupinigi@info.ordinemauriziano.it

Tel 0116200601

Dietro le porte segrete
Calendario sabato 7, 14, 21, 28 marzo

Sotto il cervo
Calendario sabato 7, 14, 21, 28 marzo
Mara Martellotta

Fondazione CRT, fondi per strade e incroci più sicuri a Torino

Partiranno nei prossimi mesi nuovi interventi di riqualificazione in otto incroci cittadini. Il progetto, che punta a migliorare la sicurezza di carreggiate, marciapiedi e attraversamenti pedonali, è stato approvato dalla Giunta Comunale su proposta dell’Assessora alla Mobilità, Chiara Foglietta.

I lavori rientrano nel piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, che nei prossimi 18 mesi vedrà l’apertura di oltre 140 cantieri in tutta la città grazie a un investimento complessivo di 32 milioni di euro sostenuto da Fondazione CRT.

Il piano approvato oggi nasce dal lavoro congiunto tra uffici tecnici, Circoscrizioni e cittadini, le cui segnalazioni sono state fondamentali per definire le priorità d’azione.

“Interveniamo su snodi specifici con un impegno particolare verso l’abbattimento delle barriere architettoniche e il miglioramento dell’accessibilità – spiega l’Assessora alla Mobilità Chiara Foglietta –. L’obiettivo è garantire strade più sicure e funzionali per tutti, rispondendo concretamente alle necessità di una mobilità senza ostacoli attraverso una manutenzione puntuale e una migliore organizzazione degli incroci, così da dare seguito alle esigenze espresse dai territori. La Città intende proseguire con determinazione nel percorso di abbattimento delle barriere e di incremento dell’accessibilità, attraverso una progettazione condivisa e concertata con le associazioni, per costruire soluzioni sempre più inclusive ed efficaci.”

I lavori coinvolgeranno: l’intersezione tra corso Regina Margherita, via Principe Eugenio, corso Valdocco e via Cigna; l’incrocio tra via Cigna e via Cecchi; l’area tra via Maria Ausiliatrice, via Cigna e via Cottolengo; piazza Hermada con corso Quintino Sella e corso Gabetti; l’intersezione tra corso Unione Sovietica e via Passo Buole; l’incrocio tra corso Sommeiller e corso Re Umberto; piazza Piero della Francesca; l’intersezione tra via De Sanctis e via Monginevro.

Le opere prevedono il rifacimento dell’asfalto, la sistemazione dei marciapiedi e delle aree di sosta, l’efficientamento dello smaltimento delle acque piovane e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Sarà inoltre completato l’adeguamento degli impianti semaforici e realizzati percorsi tattili per le persone con disabilità sensoriali.

Gli interventi mirano a incrementare la sicurezza e l’accessibilità per tutti gli utenti della strada. Al termine dei lavori, la riorganizzazione degli spazi renderà gli spostamenti quotidiani più semplici e ordinati, grazie a percorsi più chiari e funzionali.

L’investimento specifico per questo lotto di interventi è di 2.690.000 euro, interamente finanziato da Fondazione CRT, e rappresenta un tassello fondamentale del più ampio programma di riqualificazione urbana che trasformerà Torino nei prossimi mesi.

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Oltre 93mila imprese femminili in Piemonte: il 21% è artigiano

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In Piemonte l’imprenditoria femminile non rappresenta una componente marginale dell’artigianato, ma una parte strutturale e consolidata del sistema produttivo regionale.

Al 31 dicembre 2025 le imprese femminili registrate sono 93.489, di cui 19.735 artigiane, pari al 21,1% del totale. Le imprenditrici artigiane sono 30.584 e rappresentano il 22% degli imprenditori del comparto, un’incidenza leggermente superiore alla media nazionale (21,9%).

Nel corso dell’ultimo anno il calo delle imprese femminili si è attestato a -0,8%, una flessione più contenuta rispetto al dato complessivo (-1,2%). Un andamento che segnala una maggiore capacità di resilienza dell’imprenditoria femminile, pur in un contesto economico complesso.

Il Piemonte si colloca al quarto posto in Italia per numero di donne con cariche nelle imprese artigiane, dopo Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Oltre la metà (55,7%) ricopre il ruolo di titolare, il 20,6% è amministratrice e il 20% socia. Si tratta prevalentemente di realtà di piccole dimensioni, fortemente radicate sul territorio: più del 50% conta tra 1 e 9 addetti, con un modello che intreccia attività economica, occupazione e comunità locale.

Dal punto di vista settoriale, quasi la metà delle imprese femminili artigiane opera nei servizi alla persona (49,1%), seguiti dal manifatturiero (26,4%), dai servizi alle imprese (14,6%) e dalle costruzioni (10,1%).

I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte su fonte Unioncamere-Infocamere.

Tra le principali criticità segnalate dalle imprenditrici emerge innanzitutto il peso della burocrazia (54,5%), spesso ritenuta sproporzionata rispetto alla dimensione delle micro e piccole imprese. Segue il tema della conciliazione tra vita professionale e privata (53,4%), che interessa imprese di ogni dimensione, con o senza dipendenti. Rilevanti anche le difficoltà legate alla liquidità e all’accesso al credito (41,7%), soprattutto nelle fasi di incertezza economica. Il 27,1% segnala inoltre la mancanza di tempo da dedicare alla formazione e all’aggiornamento delle competenze.

«Dai nostri rilievi emerge che solo una quota ridotta di imprese femminili ha fatto ricorso a misure di sostegno dedicate – osserva Sara Origlia, presidente del Movimento Donne di Confartigianato Imprese Piemonte – non tanto per assenza di bisogno, quanto per scarsa conoscenza delle opportunità, per la complessità delle procedure o per requisiti poco compatibili con la realtà delle piccole imprese artigiane. È necessario interrogarsi sull’efficacia delle politiche pubbliche: non basta prevedere risorse, occorre renderle realmente accessibili».

Origlia sottolinea inoltre che il sostegno alle imprese guidate da donne non può essere episodico né concepito come misura assistenziale. «Deve diventare una scelta strutturale di politica economica, capace di valorizzare il contributo delle donne alla crescita e alla competitività del Paese, coinvolgendo istituzioni, associazioni di categoria e sistema bancario».

La conciliazione resta uno dei principali fattori che incidono sulla competitività. «Oggi – aggiunge – la famiglia è spesso l’unico vero supporto. Servono strumenti concreti e politiche di welfare più efficaci, capaci di sostenere l’occupazione femminile e aiutare a bilanciare lavoro e cura. È necessario rafforzare la spesa per famiglie e giovani e intervenire anche sulla leva fiscale, prevedendo la detraibilità delle spese sostenute per servizi di assistenza e conciliazione».

«Non si tratta di quote rosa – conclude Origlia – ma di riconoscere competenze e talento. Offrire alle donne pari opportunità significa rendere l’intero sistema economico più solido, innovativo e competitivo».

Carlo Levi a Torino tra pittura ed editoria

Nuova mostra alla Fondazione Amendola di via Tollegno 52

La Fondazione Giorgio Amendola propone da giovedì 5 marzo a sabato 11 aprile prossimi una mostra temporanea incentrata sulla figura di Carlo Levi, organizzata in collaborazione con la Fondazione Carlo Levi di Roma.

La curatela è  affidata a Pino Mantovani e Cesare Pianciola. Nel corso degli anni la Fondazione ha compiuto un percorso di ricerca sulla figura dell’artista proponendo una serie di mostre incentrate, per esempio, sul rapporto tra Carlo Levi e i Sei di Torino, su Carlo Levi e il confine lucano, su Carlo Levi ritrattista di personaggi della politica e della cultura novecentesche.

La mostra attuale si colloca in questa linea e si sviluppa in due sezioni.

La prima sezione comprende una ventina di opere provenienti da collezioni private torinesi per un arco cronologico  che si sviluppa dalla fine degli anni Venti, coincidente con la fase del Gruppo dei Sei, sotto l’egida di Lionello Venturi e Edoardo Persico, agli anni Cinquanta ( due paesaggi parigini, una serie di ritratti familiari e un autoritratto). Sono presenti, tra gli altri soggetti, diverse nature morte realizzate tra gli anni Trenta euQuaranta , oltre a un paesaggio lucano del 1936 dipinto durante il confino.

Il pubblico potrà ammirare, tra le altre,  la straordinaria opera dal titolo “Qui nascono”, presentata nella sala personale alla Biennale di Venezia del 1954, una summa artistica della ricerca dell’autore e del suo sentimento dopo l’esperienza del confino lucano  del 1935-36, che ha dato origine al suo capolavoro letterario “Cristo si è fermato a Eboli”.

Le figure di contadini che,  soli o in gruppo, scrutano intensamente lo spettatore, con l’intento di affermare che sono al mondo e al contempo denunciare con dignità la loro condizione umana, sono la premessa del grande telero “Lucania ‘61”, presente in riproduzione come installazione permanente alla Fondazione  Amendola  e da un anno potenziata grazie all’esperienza di videomapping che coinvolge  in modo ancora più  diretto lo spettatore nella fruizione allargatavdell’opera attraverso una narrazione in  italiano e in inglese con sottotitoli in diverse lingue.

La seconda sezione  documenta,  attraverso la riproduzione di copertine e sovracopertine, le collaborazioni editoriali e in particolare quelle con la casa editrice Einaudi  per le sue opere letterarie e come illustratore per copertine e tavole di altri editori italiani,  quali Laterza, Maria, la Nuova Italia, Edizioni U per autori quali Pier Paolo Pasolini, Rocco Scotellaro, Umberto Saba e Augusto Monti.

Fondazione Giorgio Amendola, via Tollegno 52, Torino
Info 0112482970

www.fondazioneamendola.it

Mara Martellotta

I cent’anni ‘d monsù “tramezzino”

Alla “Centrale Nuvola Lavazza”, una serata di gran festa per celebrare il primo secolo di vita del torinesissimo “tramezzino”

Venerdì 13 marzo, dalle 19

Raccontano le cronache (ma non mancano i dissenzienti) che a battezzarlo con il nome di “tramezzino”, piccolo spuntino da gustare “tra” i pasti e definizione italiana alternativa all’odiato (come tutti i forestierismi!) “sandwich” inglese, fu niente meno che il “Vate” o l’“Immaginifico” pescarese Gabriele D’Annunzio. Per lui – sempre secondo le cronache – una sorta di “cibo patriottico”, di cui s’invaghì frequentando a Torino il celebre “Caffè Mulassano” o “Buvette Mulassano”, aperta nel 1907 dal liquorista Amilcare Mulassano al civico 15 di piazza Castello (lungo i cosiddetti, in allora, “Portici della Fiera”) e acquisita nel 1925 dai coniugi torinesi emigranti di ritorno da Detroit, Angela Demichelis e dal marito Onorino Nebiolo. E, proprio qui (nel piccolo locale liberty, opera dell’ingegnere Antonio Valdone di Cortemilia, allievo di Carlo Ceppi), fu inventato nel 1926 (e questa è storia!) il gustoso “paninetto” regalato alla Città e al mondo intero, come prelibato accompagnamento all’aperitivo e ricco di squisite farciture, dalla stessa Angela Demichelis Nebiolo, la “Signora del Mulassano”, una delle prime donne negli “States” a prendere la patente e che a Torino portò con sé tutta la cultura d’Oltreoceano: grandi idee, entusiasmo e … una “tostiera”, che le consentì di offrire per la prima volta sotto la Mole l’allora sconosciuto “toast”, ben presto affiancato, per l’appunto, dal più gustoso (per il fine palato dei torinesi) “tramezzino”, un “pane con una speciale maglia glutinica”, accompagnato da svariate farciture, dalla mitica “bagna cauda” alle prelibatezze del “tartufo”.

Il tutto 100 anni fa!

Un secolo di gloriosa storia per una leccornia “tutta torinese”, proprio come per quel signor (“monsù”Vermouth, di cui si sono celebrati nei giorni scorsi i 240 anni nel Salone dedicato al “Museo Nazionale del Risorgimento”. E anche il “tramezzino” non passerà “indenne” dai festeggiamenti organizzati nella sua “Città natale” in occasione del suo magnifico secolo di storia. Una sola serata! Ma tanto basta! Ideato e promosso da “EatBin” (Associazione impegnata nella valorizzazione delle eccellenze gastronomiche piemontesi), “Tramezzino 100!” – questo il nome dell’evento “Dai più classici ai più creativi, in un’unica serata” – sarà organizzato, con il patrocinio della “Città di Torino” e in collaborazione con “Lavazza Eventi”, da “To Be Company” presso “La Centrale Nuvola Lavazza” di via Ancona 11/A, a Torino, venerdì 13 marzoa partire dalle 19.

“ ‘Tramezzino100!’ sarà una grande degustazione – raccontano gli organizzatori – dedicata alla sua storia e alla sua evoluzione: oltre quindici interpretazioni accompagneranno il pubblico in un percorso che includerà i grandi classici, firmati dai ‘Caffè Storici’ di Torino e dai bar più rappresentativi della città, luoghi iconici selezionati per qualità, ricerca e attenzione su questo prodotto. In un’unica serata, il racconto di un secolo di gusto attraverso uno dei protagonisti assoluti della convivialità torinese, accompagnato dal ‘vermouth’, altro grande simbolo della tradizione locale”. Fra un interessante mix di “classicità” e “modernità”, brillanti attori – protagonisti della serata saranno sette locali, selezionati fra i numerosi appartenenti all’“Associazione Caffè Storici Torino e Piemonte” – nata nel 2023 come naturale evoluzione dell’“Associazione Caffè Salotti Sabaudi” (2018) – che riunisce diciannove realtà, di cui tredici nella sola città di Torino: un vero e proprio “museo diffuso” unico in Italia.

Dal “Caffè Mulassano” (prim’attore e protagonista di un talk a lui dedicato) al “Caffè Gelateria Pepino” fino alla “Pasticceria Abrate” a “Stratta” al “Caffè Pasticceria Bonfante” per concludere con il “Caffè Elena” e la “Pasticceria Roletti”: i “magnifici 7” (e con loro altre 10 locali fra i più rappresentativi della storia “conviviale” subalpina) daranno il meglio di sé, per celebrare a dovere il “tramezzino”, come “patrimonio culturale vivo della città”. E, fra un “tramezzino” e l’altro, non mancheranno talk a tema (di vivo interesso storico-culturale) che si terranno sul palco della “Centrale Nuvola Lavazza” e vedranno protagonisti alcuni dei nomi più rappresentativi della serata, in dialogo con giornalisti ed esperti del settore. Fra i più attesi il “Caffè Mulassano. Dove il tramezzino è diventato storia”, moderato dalla giornalista Rosalba Graglia, con l’intervento di Patrizio Abrate, attuale socio – insieme a Vanna Chessa – del “piccolo gioiello liberty” di piazza Castello. Altro incontro di particolare interesse, data anche la location ospitante, quello dedicato a “I Caffè Storici di Torino: luoghi simbolo del rito del ‘caffè’ e del ‘tramezzino’”. A colloquiare, in virtù di pubblico, Marcello Arcangeli, direttore del “Training Center” Lavazza, e Guido Saracco, già direttore del “Politecnico” di Torino e oggi curatore di “Biennale Tecnologia” e delle produzioni culturali di “Prometeo Tech Cultures”. Altri talk sono previsti e annunciati nei giorni di avvicinamento all’evento. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria su: https://shop.tobevents.it/eventi/tramezzino100/

Gianni Milani

Nelle foto (Courtesy “Caffè Mulassano”): “Tramezzino 100”; Angela Demichelis Nebiolo, 1924; Angela e Onorino, 1965; “Caffè Mulassano” (part.), 2026

Corsi di Spina 3: “Attraversamenti pedonali pericolosi”

Caro direttore,

il Comitato di cittadini Dora Spina Tre è attivo dal 2004 con proposte di miglioramento del quartiere e del Parco Dora.
Da alcuni anni, il nostro Comitato segnala al Comune il problema degli attraversamenti pedonali dei corsi Rosai e Gamba di Spina 3 che continuano ad essere un potenziale pericolo per i pedoni: le strisce pedonali sono quasi totalmente consumate e quindi poco visibili, la segnalazione della velocità 30 è collocata solamente nella parte mediana dei corsi, in corrispondenza dei ponti pedonali, tanto che numerose auto arrivano a notevole velocità all’incrocio con via Livorno.
In particolare, su corso Rosai il passaggio pedonale ha le strisce quasi invisibili ed è ancora quello originale, rialzato pochissimo, tanto da poterlo percorrere ad alta velocità. Anche la segnaletica verticale è insufficiente, in quanto la visuale, approssimandosi, nel transitare in auto, al ponte pedonale che scavalca il corso, è coperta per alcuni metri dal pilone centrale del ponte stesso. Proprio in quel punto c’è già stato un investimento di un pedone.
Il nostro Comitato ha ripetutamente richiesto al Comune di Torino di ridipingere le strisce usurate e di sistemare sulla strada qualche rallentatore /segnalatore efficace della viabilità. In tal senso, ha suggerito che potrebbero essere utilizzate anche qui le risorse di “Torino Cambia-Spazi che uniscono” per la manutenzione del suolo pubblico, fornite dalla Fondazione CRT, di cui ha discusso la seduta del Consiglio comunale del 20 settembre dell’anno scorso.
COMITATO DORA SPINA TRE

Infrastrutture e Logistica renderanno centrale l’Italia nell’economia globale

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L’ex Sottosegretario ai trasporti e attuale Presidente di Saimare spa Mino Bartolomeo GIACHINO  ha concluso stamane la tavola rotonda dell’importante  Convegno internazionale  “Shipping, Forwarding&Logistica Meet Industry” che si tiene nell’aula magna di Assolombarda , la grande sede degli industriali milanesi , la capitale economica del nostro Paese.
Nei grandi capovolgimenti in corso nel mondo l’Italia ,che dipende al 40% dalla economia globale   manterrà la propria centralità grazie alle sue Infrastrutture portuali, ferroviarie , autostradali e aeroportuali. Senza l’attivo commerciale che nel 2025 ha superato i 50 miliardi,  il PIL italiano da anni avrebbe il segno negativo. Il commercio mondiale da cui dipende la economia Italia che deve importare materie prime e semilavorati da trasformare e esportare , si regge sulla efficienza del nostro sistema logistico , dai porti alle infrastrutture e sempre di più dalla intermodalita’. L’incrocio nella Pianura Padana di ben quattro Corridoi ferroviari europei (TAV, Terzo Valico, Brennero, Corridoio Adriatico, che mettono in rete e collegano oltre il 50% del PIL europeo rappresenterà per il nostro Paese una grande occasione di competitività, di attrazione investimenti e di sviluppo del lavoro e del PIL. Governare quella che GIACHINO ha definito  la più Grande Area logistica del Sud Europa sarà la sfida più importante per i Governi , per le Regioni, per i porti, interporti. Dalla approvazione del Piano Nazionale della Logistica approvato dalla maggior parte degli operatori del settore, dallo sblocco delle autostrade del Mare nel 2008, dalla approvazione del primo  FERROBONUS della storia nel 2009 si è perso tempo e il Paese non ha ancora una politica della logistica organica, al punto che il costo della  inefficienza logistica del Paese come hanno certificato i due studi Confindustria e Coldiretti è raddoppiato.
Conto molto sul lavoro del Vice Ministro Rixi a partire dalla Riforma dei porti, ha detto Mino GIACHINO. Nella Porti Italia spa sarebbe opportuno trovassero spazio le Regioni che rappresentano il retroporto naturale. A questo proposito sarebbe quanto mai opportuno che tutti i parlamentari piemontesi presentassero un emendamento coerente. Così come sarà importante il ruolo delle Regioni nella Conferenza Stato Regioni.
La costruzione della nuova Diga Foranea a Genova è sicuramente l’opera simbolo di un PNRR che altrimenti rischia di dare un contributo alla nostra economia inferiore alle ricadute del Piano Marshall.  La Nuova Diga dovrebbe portare un aumento dei traffici dei porti italiani che da anni è sempre allo stesso livello. La gestione della Grande Area Logistica , la diminuzione dei tempi di attesa nei porti e il miglioramento dei collegamenti ferroviari tra porto e Pianura Padana oltre all’aumento della efficienza nei controlli alla merce dovrebbe farci recuperare le centinaia di migliaia di containers italiani che da anni scelgono di arrivare i porti del Nord Europa. Tra l’aumento dei traffici dovuto alla Diga e il recupero dei traffici sin qui persi potrebbe arrivare un aumento della crescita del PIL almeno dello 0,5% se non di più.  Ecco perché i fondi per il FERROBONUS e il MAREBONUS dovrebbero entrare strutturalmenre del Bilancio dello Stato.
Ecco perche’ la politica delle infrastrutture e la logistica dovrebbero essere ancora più centrali nella azione diel Governo Meloni per il rilancio dell economia e del lavoro e per ridurre un Debito pubblico enorme di 3.000 miliardi che ci costa ogni anno 90 miliardi di interessi.