LIFESTYLE- Pagina 5

Festival delle Sagre: Asti tra i sapori e le atmosfere della tradizione 

 

Il Settembre Astigiano si prepara a vivere, sabato 12 e domenica 13 settembre 2026, il Festival delle Sagre Astigiane, manifestazione che trasforma per un fine settimana la città in una grande vetrina della cucina piemontese e delle tradizioni del mondo rurale.

Il cuore dell’evento sarà piazza Campo del Palio, dove verrà ricreato il tradizionale villaggio delle Sagre. Protagoniste saranno le Pro Loco del territorio, chiamate a portare in città ricette che raccontano la storia gastronomica dell’Astigiano e del Monferrato.

Agnolotti, tajarin, risotti, carni, specialità legate ai prodotti della campagna e dolci della tradizione comporranno un menu decisamente piemontese. Ad accompagnarlo ci saranno naturalmente i vini delle colline astigiane e monferrine, altro elemento fondamentale di un territorio che ha fatto dell’enogastronomia uno dei suoi principali richiami turistici.

Il villaggio aprirà sabato sera, mentre la giornata di domenica sarà dedicata sia alla cucina sia all’appuntamento forse più suggestivo dell’intera manifestazione: la grande sfilata del mattino attraverso le vie della città.

Il corteo è da sempre molto più di una semplice parata. Le comunità dei paesi ricostruiscono scene della vita quotidiana di un tempo, riportando per qualche ora sulle strade di Asti contadini, artigiani, vendemmiatori e antichi mestieri. Carri, costumi, attrezzi e ambientazioni raccontano il lavoro nei campi, le feste popolari, la vendemmia e le consuetudini familiari che scandivano le stagioni nelle campagne piemontesi.

 Il Festival rappresenta uno dei momenti centrali del Settembre Astigiano, periodo nel quale Asti concentra alcuni dei suoi appuntamenti più conosciuti.

COCCO…WINE 2026! Nella Riviera del Monferrato

Sabato 5 settembre (ore 16-24), e domenica 6 settembre (ore -11-19)
il grande banco d’assaggio nel centro storico
 
Venerdì 4 settembre l’anteprima con il
Riviera Monferrato Day ed “Il Salotto di Cocco…Wine”
 
Oltre 25 cantine protagoniste, i prodotti tipici,
le Isole del Vino dedicate alla Calabria e ai vini della Georgia e dei Balcani, “Cammina il Borgo” fra paesaggio e cultura
E domenica una novità speciale: a Cocco…Wine con il Treno Storico Centoporte da Torino, Moncalieri e Asti
In corso le prenotazioni on line
 
E’ giunto alla XXV edizione Cocco…Wine, uno degli appuntamenti enogastronomici più frequentati e caratteristici del Piemonte, in programma da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026 a Cocconato d’Asti.
L’Associazione Go Wine promuove e organizza l’evento d’intesa con il Comune di Cocconato e con il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
Una formula di successo che si rinnova anno dopo anno e che mette insieme più elementi: il vino e la viticoltura del territorio, la gastronomia locale, il fascino del centro storico e del paesaggio, l’incontro con cantine provenienti da altre aree del Piemonte e, attraverso le tradizionali “Isole del Vino”, il confronto con altre regioni e Paesi.
Per un intero fine settimana Cocconato si trasformerà in una virtuale strada del vino e dei sapori. Il percorso, da piazza Cavour lungo via Roma sino al Cortile del Collegio, attraverserà il centro storico interamente pedonale alternando le postazioni delle cantine agli spazi dedicati ai prodotti tipici e agli artigiani del gusto.
Un’occasione per vivere Cocconato come vero borgo del gusto, scoprendo insieme vini, gastronomia, scorci e paesaggi di quella parte del Monferrato storicamente conosciuta come “Riviera del Monferrato”.
 
IL BANCO D’ASSAGGIO: LE CANTINE DI COCCONATO E GLI OSPITI
Il cuore della manifestazione sarà il grande banco d’assaggio, aperto sabato 5 settembre dalle ore 16 alle 24 e domenica 6 settembre dalle ore 11 alle 19.
Saranno innanzitutto protagoniste le cantine di Cocconato, ciascuna con un proprio spazio per presentare vigne, vini e storia aziendale: Bava, Benefizio di Cocconito, Cantina Nicola, Giulio Cocchi Spumanti, Maciot, Marovè, Paoletti e Poggio Ridente.
La Barbera d’Asti rappresenterà naturalmente uno dei riferimenti principali della degustazione: un vino profondamente legato alla storia viticola del territorio. Accanto ad essa sarà possibile conoscere altre espressioni da vitigni autoctoni e interessanti selezioni di vini bianchi, favoriti dalle particolari condizioni pedoclimatiche delle colline di Cocconato.
Alle aziende del territorio si affiancherà un ampio gruppo di cantine ospiti provenienti da diverse zone del Piemonte: nel complesso, saranno dunque oltre 25 le cantine protagoniste lungo il percorso della manifestazione.
I PRODOTTI TIPICI E I SAPORI DEL TERRITORIO
Cocco…Wine conferma il forte legame fra vino e gastronomia.
Lungo il percorso troveranno spazio specialità e prodotti tipici, con la presenza di realtà del territorio e artigiani del gusto: dalla Robiola di Cocconato ai salumi, dai formaggi alla nocciola, fino ai dolci e ad altre proposte gastronomiche.
Saranno presenti, tra gli altri, Cascina Rosengana – Gelà Monfrà, Cocconato Bellebuono – Combriccola Marchetti, Prunotto Salumi, Agricola Rocca, Salumeria Ferrero, Stella Alpina e Sandra Battista.
Un percorso che conferma la storica vocazione di Cocconato alla gastronomia di qualità e alla ristorazione.
 
LE ISOLE DEL VINO: DALLA CALABRIA ALLA GEORGIA E AI BALCANI
Tornano anche nel 2026 le “Isole del Vino”, una delle caratteristiche che negli anni hanno contribuito a definire l’identità di Cocco…Wine.
Nate nel segno dell’apertura e del confronto, arricchiscono il banco d’assaggio con temi enologici dedicati ad altre aree produttive, offrendo agli enoappassionati l’opportunità di ampliare il percorso di degustazione oltre i confini piemontesi.
Due i temi scelti per questa XXV edizione: la prima Isola sarà dedicata ai vini della Calabria, attraverso una speciale Enoteca pensata per raccontare la viticoltura regionale nel suo complesso: le numerose varietà, le differenti aree di produzione e territori che vantano un’antica tradizione legata alla vite.
La seconda isola allargherà ulteriormente lo sguardo verso Est, con un percorso fra Georgia, Moldavia e l’area dei Balcani e dell’Europa Sud-Orientale. In degustazione vini provenienti da differenti Paesi, fra cui Moldavia, Albania, Slovenia, Bulgaria e Grecia, per una proposta che mette al centro territori, vitigni e culture del vino da conoscere e confrontare.
 
“CAMMINA IL BORGO”: VINO, PAESAGGIO E CULTURA
È confermata anche per questa edizione l’iniziativa “Cammina il Borgo di Cocconato”, nata per invitare il pubblico a non vivere Cocco…Wine soltanto attraverso il calice, ma anche attraverso la scoperta del paese.
Una passeggiata nel centro storico consentirà di conoscere scorci, edifici, paesaggi e testimonianze della storia locale, valorizzando l’identità di Cocconato e il rapporto fra il borgo e le colline che lo circondano.
Un modo per unire la degustazione all’esperienza del territorio e per sottolineare ancora di più la dimensione turistica della manifestazione.
 
DOMENICA 6 SETTEMBRE, UNA NOVITÀ SPECIALE: IL TRENO STORICO CENTOPORTE
Una delle novità più significative dell’edizione 2026 riguarda la giornata di domenica 6 settembre.
Sarà infatti possibile raggiungere Cocco…Wine a bordo di un affascinante Treno Storico Centoporte, con partenza da Torino Porta Nuova e fermate a Moncalieri e Asti, per vivere la manifestazione attraverso un’esperienza che unirà viaggio, paesaggio, vino e scoperta del Monferrato.
La proposta è pensata per chi desidera lasciare l’auto a casa e trasformare la giornata a Cocco…Wine in un vero itinerario: il viaggio sul convoglio storico, l’arrivo nel borgo, il percorso di degustazione e l’incontro con cantine e produttori.
La quota prevista è di € 48 a persona e di € 25 per i minori e comprende il viaggio sul Treno Storico Centoporte, la partecipazione a Cocco…Wine e una speciale Card Riviera del Monferrato, con sconti e promozioni riservate ai partecipanti per tornare successivamente sul territorio presso cantine, agriturismi, ristoranti, produttori tipici e artigiani del gusto.
Per i primi 100 partecipanti che prenoteranno il pacchetto è inoltre previsto un buono da € 5, utilizzabile per l’acquisto di vino presso le cantine presenti alla manifestazione.
 
VENERDÌ 4 SETTEMBRE: IL RIVIERA MONFERRATO DAY ED IL SALOTTO DI COCCO…WINE
La manifestazione sarà anticipata venerdì 4 settembre da una giornata riservata alla stampa ed agli operatori per presentare il nuovo progetto “Riviera del Monferrato”, nato a inizio 2026 dall’incontro fra i territori di Albugnano e Cocconato. Con il coordinamento della Enoteca Regionale di Albugnano sarà così promossa una giornata di incontri e degustazioni, fra i nebbiolo di Albugnano (mattino) e la Barbera d’Asti di Cocconato (tardo pomeriggio).
Alle ore 20.00 a Cocconato, presso il Ristorante Cannon d’Oro e secondo tradizione, si terrà invece “Il Salotto di Cocco…Wine”, appuntamento dedicato alla tavola, ai sapori e ai vini di Cocconato.
Un momento conviviale aperto anche al pubblico che precede il fine settimana di degustazioni nel centro storico.
IL PROGRAMMA IN SINTESI
  • Venerdì 4 settembre – Anteprima Anteprima con il Riviera Monferrato Day     
    Dalle 11:00giornata di degustazioni e visite tra Albugnano e Cocconato nella Riviera del Monferrato. Iniziativa riservata a Stampa e Ho.Re.Ca.(stampa.eventi@gowinet.it)     
    Ore 20.00: “Il Salotto di Cocco…Wine” presso il Ristorante Cannon d’Oro.
  • Sabato 5 settembre – dalle ore 16 alle 24   Apertura del banco d’assaggio nel centro storico con le cantine di Cocconato e del Monferrato, le cantine ospiti, le Isole del Vino e gli stand gastronomici.           
Nel programma anche degustazioni di approfondimento e l’iniziativa “Cammina il Borgo”.
  • Domenica 6 settembre – dalle ore 11 alle 19          Cocco…Wine per tutta la giornata con banco d’assaggio, cantine, prodotti tipici, Isole del Vino, degustazioni di approfondimento e “Cammina il Borgo”.           
Nella stessa giornata sarà attivo il progetto speciale del Treno Storico Centoporte.Ore 16.00: Degustazione guidata Barbera d’Asti e Nocciola
 
COME DEGUSTARE
Il costo della degustazione per le giornate di sabato 5 e domenica 6 settembre è di € 18,00.
È prevista una tariffa ridotta a € 15,00 acquistando online il biglietto entro il 4 settembre e una quota di € 13,00 per i Soci Go Wine e le Associazioni di Settore.
Al punto accredito ogni partecipante riceverà il calice in vetro, la taschina, il braccialetto e un carnet con 8 buoni degustazione, di cui 2 riservati alle Isole del Vino.
Ogni buono consentirà un assaggio. Chi desidererà proseguire il percorso potrà acquistare durante la manifestazione un ulteriore carnet al costo promozionale di € 10,00.
Prenotazioni e acquisto biglietti online sul nostro sito internet (pagamento tramite carte di credito) al link: https://www.gowinet.it/evento/cocco-wine-2026-5-e-6-settembre-2026/
Per info: Go Wine – Alba tel. 0173 364631 stampa.eventi@gowinet.it – www.gowinet.it
 
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN
 

Il tortino di patate alla taggiasca, vellutato al palato

Uno sfizioso ed originale contorno o un raffinato antipasto, questo è il morbido tortino a base di patate ed olive taggiasche. Una semplice preparazione dall’armonioso gusto delicato presentata su una vellutata crema di pomodoro.

***

Ingredienti

2 patate medie
2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate sott’olio
2 pomodori
1 cucchiaio di panna liquida
Sale, olio q.b.

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Lessare le patate con la buccia, parlarle e schiacciarle grossolanamente con una forchetta. Sminuzzare le olive ed amalgamarle alle patate, condire con olio evo e sale. Pelare i pomodori, ridurli in dadolata e passarli in padella con un filo di olio, salare, frullare ed unire il cucchiaio di panna. Comporre il tortino in un anello tagliapasta rotondo premendo leggermente. Scottare in padella la fetta di pancetta (facoltativo). Impiattare presentando il tortino adagiato sul letto di crema al pomodoro guarito dalla fetta di pancetta. Servire preferibilmente tiepido.

Paperita Patty

A proposito di gelato

UN LETTORE CI SCRIVE

Caro direttore,

nell’articolo della bravissima Noemi, “Il gusto autentico di Torino: viaggio nelle gelaterie più amate dai torinesi”, sarebbe molto importante, per completezza, citare la storica gelateria di Nichelino, IL GELATONE 2, che dal 1985 fornisce, anche a moltissimi torinesi, uno dei gelati più buoni di Torino e provincia, oltre ad essere quasi certamente tra i più genuini, per prodotti impiegati e sistema produttivo utilizzato, rimasti invariati nel tempo, mentre è noto che ormai quasi tutte le altre gelaterie utilizzino sistemi produttivi molto più rapidi e ingredienti decisamente meno genuini, anche tra quelle citate nell’articolo stesso.

Cordiali saluti
Un fedele cliente

Torna la Sagra del Fritto Misto alla piemontese di Montaldo

Al via venerdì 28 agosto la XX edizione

Venerdì 28 agosto prossimo, a Montaldo, frazione di Cerrina Monferrato (AL), prenderà il via la XX edizione della Sagra del Fritto Misto alla piemontese, che si concluderà nella giornata di lunedì 31 agosto. Per tutte le quattro giornate di sagra, lo stand gastronomico sarà aperto a partire dalle ore 18.30 e vedrà come protagonista il Fritto Misto, cotto al momento in padella e servito nella versione tradizionale monferrina che prevede la prevalenza di pezzi salati, a cui si affiancano semolino, amaretto e carote.
Il fritto verrà servito in accompagnamento con il bagnetto verde di produzione artigianale locale. Nello stand sarà possibile trovare, oltre al re dei fritti, antipasti tipici piemontesi, tra cui peperoni in bagna cauda, roast beef, carne cruda, antipasto della nonna, pesche ripiene e bonèt, interamente preparati dallo staff. Per scongiurare il rischio di pioggia, la cena e i balli sul palchetto, dove si esibiranno le orchestre, si svolgeranno al coperto, e l’ingresso ai balli sarà gratuito. Nella sola serata inaugurale, venerdì 28 agosto, la pizza sarà tra le pietanze a disposizione del pubblico.

Mara Martellotta

Degusta La Morra 2026

Il 6 Settembre non perdetevi la degustazione più amata da tutti gli appassionati del vino!
On Sunday 6 September, don’t miss the wine tasting that’s a favourite with all wine lovers!
Un evento unico e imperdibile, durante il quale i produttori di La Morra vi faranno assaggiare una selezione die loro pregiati vini, raccontandovi le caratteristiche, la storia e soprattutto la passione
che si cela dietro a ogni etichetta.
A unique and unmissable event, during which the winemakers of La Morra will invite you to taste a selection of their fine wines, telling you about their characteristics, history and, above all, the passion
that lies behind each label.
I vignaioli vi accoglieranno in una delle storiche vie del borgo, via San Martino, dietro le loro barrique, diventate ormai i tradizionali
banchi d’assaggio di questo evento.
The winemakers will welcome you in one of the village’s historic streets, Via San Martino, behind their barriques, which have now become the traditional
tasting counters for this event.
Saranno presenti anche banchetti di prodotti locali e musica dal vivo!
There will also be food stalls selling local delicacies as well as live music!
Vi aspettiamo il 6 Settembre dalle 15:30 alle 19:30 in via San Martino a La Morra.
We look forward to seeing you on 6 September from 3.30 pm to 7.30 pm
in Via San Martino, La Morra.
INFO & PRENOTAZIONI:
INFO & RESERVATIONS:
Potete prenotare il vostro biglietto tramite l’Ufficio Turistico di La Morra
o la Cantina Comunale di La Morra.
You can book your ticket through the La Morra Tourist Office
or the Cantina Comunale di La Morra.
mail: info@visitlamorra.it
info.cantinalamorra.com
T: +39 333 2060148 – +39 0173 209664
La lista dei produttori presenti alla degustazione è in continuo aggiornamento.
Potete consultarla sul nostro sito nella sezione “News”
attraverso il link sottostante:
The list of producers taking part in the tasting is constantly being updated.
You can view it on our website in the ‘News’ section
via the link below:
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

Il gusto autentico di Torino: viaggio nelle gelaterie più amate dai torinesi

SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO 
A Torino il gelato non è un semplice sfizio estivo. È un rito, una tradizione che si rinnova stagione dopo stagione, anche d’inverno, quando i più affezionati non rinunciano a una coppetta avvolti nella sciarpa, magari scegliendo gusti più intensi, più “caldi” al palato. Non è solo questione di gusto: qui si parla di cultura, di artigianato, di memoria collettiva. La città, con la sua eleganza discreta e la sua passione per i sapori autentici, custodisce alcune delle gelaterie più celebri d’Italia, vere e proprie istituzioni locali, amate da generazioni. Ma accanto a queste, anche insegne più recenti hanno saputo trovare il loro spazio, con formule nuove che parlano un linguaggio contemporaneo senza rinunciare alla qualità.
La qualità è casa: le gelaterie nate sotto la Mole
È impossibile parlare di gelato a Torino senza citare Fiorio, in via Po, un nome che evoca immediatamente immagini di nobiltà sabauda e salotti letterari. Aperto nel 1780, era uno dei luoghi preferiti di Cavour, e ancora oggi conserva quell’aria un po’ austera, ma incredibilmente affascinante, che lo rende unico. Qui il gelato è classico, senza compromessi, e i gusti storici, gianduia, zabaione, crema Fiorio , continuano a fare scuola. Non si cerca l’effetto sorpresa, ma la perfezione nella semplicità: una nocciola morbida, profonda, in cui si sente tutta la Langhe; una crema pasticcera vellutata, dal sapore netto e sincero.
Ma accanto a Fiorio, c’è un’altra gelateria che ha segnato una rivoluzione, e che, pur essendo ormai presente in molte città del mondo, conserva un legame forte con Torino: Grom. Nata nel 2003 dall’idea di due giovani torinesi, Grom ha riportato al centro la ricerca dell’ingrediente naturale, della frutta vera, del latte fresco. Una scommessa che ha saputo coniugare visione imprenditoriale e amore per il gelato come una volta. Tra i gusti più rappresentativi ci sono il sorbetto al limone femminello, il pistacchio di Bronte, e il cioccolato extranoir, ma non manca mai il gusto “crema come una volta”, semplice solo in apparenza. Chi ama la frutta può scegliere fragola, albicocca o fico in base alla stagione, tutti ottenuti da coltivazioni selezionate.
Un altro nome sempre più centrale nella mappa torinese del gelato è Mara dei Boschi, laboratorio nato nel quartiere San Salvario e divenuto rapidamente una meta cult per chi cerca qualcosa di diverso. Qui il gelato è artigianale nel senso più puro del termine: ogni gusto nasce da una riflessione, da una sperimentazione. C’è un uso costante di ingredienti locali, come il latte crudo o la nocciola Piemonte IGP, ma anche un’apertura verso accostamenti più arditi. Tra i gusti che sorprendono ci sono il gelato al sesamo nero, la crema allo yuzu (un agrume giapponese profumato e agrumato), il cioccolato con fava tonka, oppure il latte affumicato con caramello salato. Chi entra per la prima volta da Mara dei Boschi capisce subito che qui il gelato è considerato quasi una forma d’arte. Anche i sorbetti sono speciali, come quello al mango Alphonso, alla mora selvatica o alla barbabietola con lampone.
E poi, naturalmente, c’è Pepino, storico marchio torinese famoso per aver inventato nel 1939 il “Pinguino”, il primo gelato su stecco ricoperto di cioccolato. Una vera icona cittadina, ancora oggi disponibile in diverse versioni – gianduia, menta, nocciola – con uno stile retrò che affascina.
Non solo torinesi: quando la qualità parla a tutti
In mezzo a questa offerta ampia e radicata, c’è chi è arrivato da fuori ma ha saputo conquistare la città, senza fare troppo rumore, ma con una qualità che non ha lasciato indifferenti. È il caso de La Romana, catena originaria di Rimini, che a Torino ha trovato un pubblico sorprendentemente affezionato. Con un approccio che punta molto sulla cremosità, sulla golosità delle creme, sulla panna montata al momento e sulla possibilità di colare cioccolato fuso nel fondo del cono, La Romana ha saputo intercettare un gusto torinese che, seppur raffinato, non disdegna l’intensità e la ricchezza dei sapori.
Tra i gusti più apprezzati c’è il “150”, una crema ricca con pandispagna al cioccolato sbriciolato dentro, che richiama immediatamente l’idea di un dolce della nonna. C’è poi il “Biscotto della nonna”, con vere briciole di biscotto croccante che contrastano la morbidezza della base cremosa. Da non perdere nemmeno la “Crema al limone”, fresca ma intensa, perfetta nelle giornate calde ma piacevole anche come contrasto nei mix di gusti più ricchi. E per chi ama i sapori decisi, ci sono il “cioccolato fondente Venezuela” o la crema “Zabaione con Marsala Superiore”. Il tutto condito da un servizio sempre accurato, che accompagna l’esperienza come fosse una piccola cerimonia.
Il successo di queste gelaterie, tutte molto diverse tra loro, dimostra che a Torino il palato non si accontenta. I torinesi, sotto sotto, sono dei veri intenditori. Non si lasciano abbindolare da decorazioni vistose o mode passeggere. Cercano la sostanza. E quando la trovano, sono fedeli. Per questo, tra le vie del centro e i quartieri più residenziali, le gelaterie migliori sono sempre frequentate, anche nei mesi freddi. Perché il gelato, a Torino, è un piacere che non ha stagione. E non è mai solo un dolce: è un piccolo pezzo di identità cittadina.
NOEMI GARIANO

Sformatini di cavolfiore viola con salsa al parmigiano

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Un’idea deliziosa per gustare il cavolfiore. Ideale come antipasto o contorno, sono facilissimi da preparare e raffinati da presentare.

Ingredienti per 8 sformatini

1 cavolfiore viola
3 uova intere
30gr.di parmigiano grattugiato
100ml di panna liquida fresca
Sale, pepe, burro

per guarnire
Parmigiano grattugiato
Latte
Nocciole tostate

Cuocere a vapore il cavolfiore. Quando cotto, lasciar raffreddare poi frullare in mixer con le uova, il parmigiano, il sale ed il pepe.
Imburrare 8 stampini da creme caramel, versare il composto e cuocere a bagnomaria coperto con un foglio di alluminio per circa 30/40 minuti. Preparare la salsa facendo fondere il parmigiano con poco latte o panna liquida e tritare le nocciole. Servire lo sformatino capovolto nel piatto nappato con la salsa e spolverizzato con il trito di nocciole. Servire tiepido.

Paperita Patty

A Torino 4mila piante in fiore tra parchi e piazze

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Dal bianco al rosa, fino alle intense tonalità del blu. Anche quest’estate Torino si veste di colore grazie alle fioriture che impreziosiscono alcuni dei suoi principali spazi verdi e luoghi simbolo.

All’inizio della stagione estiva, i giardinieri della Divisione Verde e Parchi della Città hanno messo a dimora circa 4.000 piante ornamentali, che proprio in queste settimane stanno raggiungendo il massimo della fioritura.

Le nuove composizioni floreali si possono ammirare al Monumento a Vittorio Emanuele, nel Giardino Lamarmora, in piazza Solferino, piazza Statuto e piazza Carlo Alberto, oltre che al Parco del Valentino e al Sacrario del Martinetto.

Un’esplosione di forme e colori affidata a numerose varietà, tra cui Begonie Dragon Wing, Cleome, Dalie, Gaura, Hibiscus Moscheutos, Impatiens, Salvie farinacee, Zinnie, Petunie, Verbene, Salvie Greggi e Coleus. Fiori e fogliame che trasformano aiuole e spazi pubblici in piccoli angoli fioriti, rendendo più accoglienti le aree frequentate ogni giorno da torinesi e visitatori.

Dietro la bellezza di queste fioriture c’è un lavoro quotidiano che comprende progettazione, messa a dimora, irrigazione e manutenzione. Un impegno particolarmente importante durante i mesi più caldi, quando le alte temperature richiedono cure costanti per accompagnare la crescita delle piante e mantenerle in buone condizioni.

TorinoClick

Turismo in montagna, dieci regole per rispettare un patrimonio prezioso del Piemonte

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Il decalogo di Uncem

La montagna è una delle grandi ricchezze del Piemonte. Non soltanto per il valore ambientale e paesaggistico delle Alpi, ma perché nelle vallate si vive, si lavora, si produce e si fa impresa. Dietro l’immagine di una vetta, di un sentiero o di un bosco ci sono comunità che mantengono vivi i paesi, attività commerciali, aziende agricole e forestali, strutture ricettive, ristoranti, rifugi e un insieme di servizi indispensabili anche per chi arriva dalla città per trascorrere qualche ora o una vacanza.

Negli ultimi anni questo patrimonio ha assunto un peso crescente anche dal punto di vista turistico. Il Piemonte ha chiuso il 2025 superando 6,7 milioni di arrivi e 18,1 milioni di pernottamenti, con una crescita rispettivamente del 7,1% e del 7,5% rispetto all’anno precedente. All’interno di questo quadro la montagna occupa ormai un posto di primo piano: nel 2025 le località montane piemontesi hanno totalizzato complessivamente oltre 1,1 milioni di arrivi e la permanenza media dei visitatori è stata di circa 3,1 notti.

Particolarmente significativo è il risultato dell’estate 2025. Nelle aree montane sono stati registrati circa 668 mila arrivi e oltre 1,9 milioni di pernottamenti, con incrementi del 14,3% e del 17,4% rispetto all’estate precedente. Anche l’inverno 2024-2025 aveva dato risultati importanti, con oltre 441 mila arrivi e quasi 1,5 milioni di presenze: per numero di turisti arrivati è stata la migliore stagione invernale dell’ultimo decennio.

La montagna, dunque, non vive più soltanto di sci. Escursionismo, bicicletta, sport all’aria aperta, enogastronomia e ricerca di temperature più miti durante l’estate stanno progressivamente allargando la stagione turistica. Bardonecchia, ad esempio, nel 2025 ha raggiunto circa 432 mila presenze, Sestriere quasi 365 mila e Sauze d’Oulx oltre 256 mila.

E il turismo produce effetti che vanno ben oltre alberghi e impianti. Uno studio sulle stazioni sciistiche di Prato Nevoso, Limone Piemonte e Pian Munè ha calcolato, per la stagione 2024-2025, una spesa iniziale dei visitatori vicina ai 46 milioni di euro, capace di generare un impatto economico complessivo stimato in circa 111 milioni. In altri termini, il denaro speso da chi frequenta la montagna mette in moto una filiera molto più ampia, coinvolgendo commercio, ristorazione, servizi e altre attività locali.

Proprio l’aumento dei visitatori rende però ancora più importante diffondere una cultura del rispetto. La montagna non può essere considerata un grande spazio pubblico senza regole, disponibile gratuitamente e senza limiti. È un territorio fragile, nel quale l’affollamento eccessivo di alcune località, l’abbandono dei rifiuti, i comportamenti imprudenti sui sentieri o l’accensione di fuochi possono creare problemi ambientali, costi per le amministrazioni e difficoltà per chi vi risiede tutto l’anno.

Da qui l’utilità di un decalogo proposto da UNCEM – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, rivolto a chi frequenta le vallate, dieci indicazioni che ricordano come turismo, sicurezza, tutela dell’ambiente ed economia locale possano e debbano procedere insieme.

1 | Siamo luoghi da vivere, luoghi di vita. Comunità presenti

2 | OK all’outdoor e all’attività fisica. Ma rispetta i tuoi limiti

3 | Bar e ristoranti sono accoglienti. Compra in valle, il paese vivrà

4 | Paesaggio, boschi e prati sono sempre plasmati dall’uomo

5 | Rispetta le regole poste dai Comuni, i limiti e le chiusure di percorsi

6 | Non affollare spazi di territorio per una foto o un selfie. Prima occhi, testa, cuore

7 | Non tutto è gratis. Come paghi il parcheggio in città, puoi pagare ticket o tavolo
per pic-nic in montagna

8 | Il bosco che attraversi è pianificato e gestito. Anche tagliato, da imprese forestali
intelligenti e virtuose

9 | Non portare tutto da casa, ma riporta i tuoi rifiuti a casa

10 | Attenzione ai fuochi liberi e anche al barbecue. Rispetta i divieti.
Scegli la legna giusta, ma non rubarla

Sono indicazioni semplici, ma dietro ciascuna c’è un tema concreto. Comprare un panino, bere un caffè, pranzare in un ristorante, acquistare prodotti del territorio o utilizzare un servizio locale significa contribuire a mantenere un’attività economica in una valle dove spesso fare impresa è più difficile e costoso rispetto alla pianura. Allo stesso modo, pagare un parcheggio o l’utilizzo di un’area attrezzata può contribuire alle spese necessarie per gestire luoghi sottoposti, soprattutto nei fine settimana, a una forte pressione turistica.

Anche boschi, prati e pascoli non sono semplicemente uno scenario naturale immobile. Sono territori che per secoli sono stati curati e trasformati dal lavoro dell’uomo. Agricoltori, allevatori e imprese forestali svolgono ancora oggi un’attività che ha conseguenze economiche, ambientali e di presidio del territorio. Per questo anche un taglio boschivo correttamente programmato non deve essere automaticamente interpretato come un’aggressione alla natura: può rientrare nella normale gestione di un patrimonio che necessita di manutenzione.

C’è poi il tema della sicurezza. La diffusione dell’outdoor porta sulle montagne piemontesi un pubblico sempre più numeroso e diversificato, non necessariamente composto da escursionisti esperti. Conoscere i propri limiti, informarsi sulle condizioni dei percorsi e rispettare chiusure e disposizioni dei Comuni significa proteggere se stessi e non mettere inutilmente in difficoltà chi deve intervenire in caso di emergenza.

Lo stesso principio vale per i rifiuti e, soprattutto durante i periodi più asciutti, per i fuochi. Un barbecue acceso nel posto o nel momento sbagliato può trasformarsi in un rischio serio per boschi e comunità. La prudenza individuale diventa quindi una forma concreta di tutela collettiva.

La crescita del turismo rappresenta una grande opportunità per le montagne piemontesi, ma la vera sfida consiste nel trasformare il numero crescente di visitatori in economia stabile per le vallate, senza consumarne il territorio e senza rendere più difficile la vita di chi vi abita.

Il principio alla base dei dieci punti può essere riassunto così: la montagna non è soltanto un luogo da visitare, ma un luogo da vivere e da rispettare. Godersi un panorama, percorrere un sentiero o trascorrere una giornata al fresco significa entrare, anche solo per qualche ora, nella casa di comunità che quel territorio lo custodiscono per dodici mesi all’anno. Ed è proprio dal loro futuro che dipende anche il futuro della montagna piemontese.

(foto Vialattea Sestrieres)