Turismo in Langa APS, in partnership con Nostra Manera-Alba e le Cento Teglie, propone una serie di visite guidate al castello di Sanfrè con un finale a sorpresa dedicato ai sapori del territorio. Il castello sorge in cima al borgo, a pochi km da Bra e Carmagnola, e visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 con partenze ogni ora. Il percorso di visita prenderà il via dal giardino panoramico, da cui si gode un’ampia vista sulla pianura Cuneese e sull’arco alpino, per poi proseguire all’interno del maniero tra alcune sale cinquecentesche, tra cui lo splendido salone dei Duchi, un tempo destinato all’ospitalità dei duchi di Savoia, con alcova e soffitti impreziositi da stucchi e affreschi di fine Cinquecento. A conclusione del tour, e in occasione del periodo quaresimale, i partecipanti saranno salutati con un saggio di Fuaset, dolce tipico di Sanfrè, realizzato con pasta di pane e tradizionalmente preparato nel periodo pasquale, accompagnato da un calice di vino di produttori locali.
Mara Martellotta

Chi scrive ha conosciuto un solo e vero Carnevale, quello in piazza Vittorio dove tutta la città si ritrovava in festa. L’assessore Dondona decise molti anni fa di eliminare il Carnevale in piazza Vittorio per riqualificare la piazza. Oggi ho qualche dubbio sulla reale riqualificazione di quell’area non più di parcheggio perché sotto la piazza venne costruito un parcheggio utilissimo, malgrado i limiti di accesso troppo angusti e pericolosi, forse per accontentare i pochi radical- chic come Vattimo ,feroci contestatori anche dei parcheggi sotterranei. Si andava in piazza Vittorio a divertirsi, a vincere un pesce rosso e poi a gustare la cioccolata con panna di Ghigo, l’unica istituzione che regge al tempo dal 1870. C’era anche in via principe Amedeo, poi in piazza Carlo Alberto e alla fine nello spiazzo che diventerà il parcheggio Valdo Fusi, la fiera dei vini dove si mangiava e si stava allegri con buona musica tradizionale: la cucina non era sempre all’altezza , ma ai torinesi piaceva. Si mangiava spesso lo zampone con i crauti. Il carnevale venne spostato in periferia, alla Pellerina in modo particolare. E da allora sono stato una sola volta e mi è bastata. Lo spirito di piazza Vittorio è stato ucciso . Vedo che il Carnevale di quest’anno, che celebra anche il centenario di Gianduia maschera del Carnevale torinese, si è un po’ riposizionato in centro. E’ fatto positivo che può far rinascere la festa che dopo i fasti degli Anni 80 e 90, e’ andata putroppo in crisi anche a Venezia. In Piemonte è bene vivo il famoso Carnevale di Ivrea che si fonda sulla storia e a cui l’editore Pedrini ha dedicato un volume. Resiste poi il Carnevale di Viareggio che non ha mai avuto rivali. Vorrei fare una proposta per il 2027: tornare a fare qualcosa in piazza Vittorio per ricordare il Carnevale storico della Città. Un solo evento rievocativo che piacerebbe a molti e che ci renderebbe giovani per mezza giornata o anche solo due ore.