LIFESTYLE- Pagina 5

Weekend alla scoperta del tartufo nero

Il mese di gennaio 2026 si apre nel Cuneese con un fine settimana dedicato a uno dei prodotti simbolo del territorio: il tartufo nero. Due eventi consecutivi, in programma il 24 gennaio a Fossano e il 25 gennaio a Bene Vagienna, accompagneranno il pubblico in un viaggio tra cultura, natura e tradizione gastronomica.

Leggi l’articolo:

https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/un-weekend-alla-scoperta-del-tartufo-nero-fossano-e-bene-vagienna

Credito fotografico: Visit Piemonte, ph. Saverio Pisano

Affitti brevi: quando il progetto fa la differenza

ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.
.

 

Negli ultimi anni il tema degli affitti brevi è diventato uno dei più dibattuti nelle grandi città e nei territori a forte vocazione turistica. Da un lato rappresentano un’importante opportunità economica per i proprietari, dall’altro vengono spesso indicati come una delle cause della crescente difficoltà nel reperire alloggi destinati alla residenza stabile.

La realtà, come spesso accade, è più complessa e merita uno sguardo meno ideologico e più progettuale.

Il nodo centrale non è tanto l’esistenza degli affitti brevi, quanto come vengono gestiti, regolati e inseriti nel tessuto urbano. Un’abitazione destinata alla locazione turistica non è, di per sé, un elemento di disturbo: lo diventa quando è improvvisata, concentrata in modo eccessivo, scollegata dal contesto e priva di una visione di lungo periodo.

Negli ultimi mesi il dibattito si è riacceso anche sul piano normativo, con un’attenzione crescente da parte dei Comuni al tema dell’equilibrio tra turismo e residenzialità. È un segnale chiaro: la città non è solo un contenitore di flussi, ma un organismo delicato, fatto di relazioni sociali, servizi, tempi e ritmi che vanno rispettati.

Tuttavia, il rischio è affrontare la questione per categorie rigide – affitto breve contro affitto lungo – che non rispecchiano il funzionamento reale del mercato immobiliare.

Molti proprietari oggi utilizzano i propri immobili in modo flessibile e intelligente: locazioni turistiche per alcuni periodi dell’anno, affitti di medio termine per professionisti o studenti, e momenti di utilizzo diretto dell’abitazione. Una flessibilità che, se ben regolata, può diventare una risorsa e non una distorsione.

Il vero tema, quindi, non è vietare o demonizzare, ma progettare.

Progettare un affitto breve significa:

  • pensare all’immobile non solo come fonte di reddito, ma come parte della città;

  • curare la qualità degli spazi, dell’arredo e della manutenzione;

  • selezionare il target giusto, evitando un turismo “mordi e fuggi” poco rispettoso;

  • affidarsi a una gestione professionale che garantisca regole, controllo e continuità.

Un alloggio ben progettato e ben gestito riduce l’impatto sul contesto, valorizza il patrimonio edilizio esistente e contribuisce alla qualità complessiva dell’offerta abitativa. Al contrario, una gestione approssimativa genera conflitti, degrado e alimenta la percezione negativa che oggi grava su questo settore.

C’è poi un altro aspetto spesso trascurato: l’impatto ambientale e sociale. Non è scontato che un’abitazione occupata stabilmente produca meno consumo di risorse rispetto a un alloggio turistico utilizzato in modo saltuario. Senza dati e analisi puntuali, il rischio è costruire politiche basate su percezioni più che su numeri reali.

Per questo, il futuro degli affitti brevi passa da una parola chiave: responsabilità.

Responsabilità dei proprietari, chiamati a fare scelte consapevoli.

Responsabilità dei professionisti, che devono guidare e strutturare il processo.

Responsabilità delle amministrazioni, che dovrebbero favorire modelli equilibrati anziché soluzioni drastiche.

Abitare con stile, oggi, significa anche questo: saper conciliare redditività e rispetto del territorio, interesse privato e bene collettivo, flessibilità e visione urbana.

Gli affitti brevi possono continuare a essere una risorsa preziosa – per chi investe e per le città – solo se smettono di essere improvvisazione e diventano progetto.

www.domus-atelier.com – info@domus-atelier.com

Il ricordo di Valentino nelle parole di Anna Zamboni, Miss Italia torinese

Anna Zamboni, torinese, Miss Italia 1969, si tiene stretto il ricordo vivido e profondo di Valentino, il grande stilista, l’Imperatore, che ha segnato un’epoca nella storia della moda italiana e internazionale.  
Anna Zamboni, dopo aver vinto il titolo di Miss Italia, si classifica terza a Miss Europa e nona a Miss Universo; inizia la sua carriera di modella che la porterà in giro per il mondo, sono anni intensi, colmi di avventure, incontri importanti e tanto lavoro, conoscerà da vicino il rigore, la bellezza e la disciplina dell’alta moda.
“Le sfilate in quegli anni- ricorda Anna- erano completamente diverse da quelle di oggi, noi modelle dovevamo sorridere e non avere l’aria imbronciata, le coreografie erano incredibili, accompagnate da musiche meravigliose, si trattava di veri e propri spettacoli.”
Dopo la nascita dei figli Giorgia e Giulio la fisicità di Anna cambia leggermente, le forme si ammorbidiscono ma continua ad essere fra le modelle più richieste, questa volta, per indossare le taglie conformate. Siamo alla fine dei mitici anni ‘80, Valentino conosce Anna e , professionalmente parlando, s’innamora di lei, della sua morbidezza, della sua dolcezza, soprannominandola “la Signora dei pizzi bianchi”, perché quando la vide la prima volta lei indossava un body bianco di pizzo, pronta per farsi vestire dal Maestro.
Valentino- racconta Anna- non era solo un creatore di abiti strepitosi, ma un vero maestro di stile. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, aveva un significato, ogni gesto in passerella doveva trasmettere eleganza, rispetto per il lavoro sartoriale e consapevolezza del ruolo che una modella interpretava. Sfilare per lui voleva dire essere parte di una visione quasi teatrale, in cui la femminilità veniva esaltata senza mai essere volgare”.
Per Anna Zamboni, l’esperienza con Valentino resta una lezione di vita oltre che di moda: “ lui sapeva valorizzare noi modelle come persone prima ancora delle silhouette. Il mio ricordo è quello di un uomo elegantissimo, raffinato, esigente e profondamente innamorato della bellezza , capace di lasciare un segno indelebile in chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui”.
“ I love beauty, it’s not my fault”   “ Amo la bellezza, non è colpa mia “
Didia Bargnani

Arriva a Torino The Portal, un’esperienza unica tra esoterismo, storia e gastronomia

Sta per arrivare a Torino, nella giornata di sabato 31 gennaio prossimo, un’esperienza unica nel suo genere, un progetto che unisce esoterismo, storia e gastronomia, ideato e organizzato da Valentina Gaido, founder di Virgo Torino, punto di riferimento in città per l’esoterismo, e Isotta Rosboch, gastronoma, comunicatrice e consulente gastronomica in Italia e all’estero.

The Portal sarà un percorso guidato alla scoperta di tutte quelle strade e piazze torinesi cariche di magia, un vero e proprio cammino immersivo nella città, tra i suoi luoghi energicamente potenti e simbolici, nascosti e misteriosi.

Durante il cammino, numerose realtà di spicco del panorama gastronomico torinese, e non solo, prenderanno parte all’esperienza realizzando assaggi inediti, pensati appositamente per The Portal, concepiti come veri e propri simboli gastronomici, in dialogo con i luoghi attraversati e con l’immaginario esoterico della città.

Valentina Gaido e Isotta Rosboch, che oltre ad essere le ideatrici dell’evento sono anche le guide del tour, hanno concepito The Portal come un momento di esplorazione sensoriale e culturale, in cui i partecipanti saranno invitati ad “assaggiare” Torino in una forma diversa dal consueto, attraverso preparazioni non convenzionali, cariche di significato e suggestione.

Quattro ore di esperienza che rappresentano il primo appuntamento di una serie che, durante l’anno, andrà a comporre e completare il progetto The Portal in forme e percorsi differenti, mantenendo sempre al centro il dialogo tra città, simboli, gusto e dimensione rituale.

Info e prenotazioni: virgo.torino@gmail.com – isotta.rosboch@gmail.com

Gian Giacomo Della Porta

Scuola in Ospedale di Piancavallo vince “Aula Aquilone-LCI”

La Scuola in Ospedale di Piancavallo, sezione distaccata dell’istituto Comprensivo Alto Verbano di Ghiffa,  è risultata vincitrice della categoria “Oltre il vento” dedicata alle scuole in ospedale,  nell’ambito del concorso “Aula Aquilone -LCI”. Il concorso, promosso da LCI Srl rappresenta un’iniziativa creativa e didattica rivolta alle scuole italiane, che invita gli alunni a progettare e costruire aquiloni utilizzando materiali di riciclo, con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi dell’educazione ambientale, dell’economia circolare e del lavoro di squadra. La giuria ha premiato il progetto “La forza nella fragilità” riconoscendone originalità e intensità creativa e espressiva.
Fondata nel 1958, tra le prime scuole in ospedale in Italia, la Scuola in Ospedale di Piancavallo rappresenta una realtà scolastica statale che consente ai bambini di proseguire il proprio percorso di studi anche durante la degenza, garantendo continuità educativa e supporto formativo in un momento particolarmente delicato della loro vita. Da oltre sessanta anni rappresenta un modello di eccellenza nel panorama delle scuole ospedaliere italiane, grazie ad un approccio didattico integrato attento alla persona, alla collaborazione con le scuole di appartenenza degli studenti e a una solida tradizione pedagogica.
“Lavorare con  studenti che portano con sé,  insieme al vissuto di malattia, esigenze speciali e bisogni diversificati, richiede massimo impegno nel costruire relazioni e creare opportunità significative – ha sottolineato la coordinatrice della scuola, la professoressa Palmina Trovato – La scuola in ospedale rappresenta un elemento di continuità e fiducia verso il futuro, capace di trasformare anche un tempo difficile in un’occasione di crescita”.

“Siamo profondamente onorati di premiare la Scuola in Ospedale di Piancavallo con il riconoscimento “Oltre il vento” – ha dichiarato Patrizio Donato , Purchase, Marketing & Communication Manager  di LCI e responsabile del progetto Aula Aquilone – Il progetto “La forza nella fragilità” rappresenta un esempio straordinario di come creatività, collaborazione e resilienza possano trasformare ogni sfida in un’opportunità di crescita e scoperta. Questo premio celebra non solo l’ingegno dei ragazzi e delle ragazze coinvolti, ma anche la dedizione degli insegnanti  e operatori, che rendono possibile un percorso educativo così significativo. Con Aula Aquilone vogliamo continuare a sostenere iniziative capaci di unire sostenibilità, arte e inclusione,  affinché ogni studente possa sentire che la propria voce e il proprio talento hanno valore”.
Il riconoscimento prevede l’assegnazione del valore di mille euro per materiale didattico . Il premio ottenuto nel concorso “Aula Aquilone -LCI” conferma ancora una volta il valore educativo, umano e creativo del lavoro svolto quotidianamente dalla Scuola in Ospedale di Piancavallo.

Mara Martellotta