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Quattro ragazze dal Piemonte finaliste per Miss Italia 2026

Quattro ragazze piemontesi ed un unico grande sogno, quello di diventare Miss Italia. E per loro, prima della finalissima del 21 settembre, in diretta su Raiplay e TV San Marino, l’esperienza all’Academy Nazionale del prestigioso concorso che si terrà dall’8 al 10 settembre presso il Castello di Santa Severa, a Santa Marinella, in provincia di Roma. Le quattro Miss che si sono aggiudicate l’ambita esperienza sono: Francesca Rita Longobardi, 21 anni di Grugliasco e Miss Piemonte, studentessa universitaria. Prima ancora della determinazione, in Francesca si nota l’empatia: osserva con attenzione chi ha davanti e cerca un contatto autentico con le persone. Il lavoro di babysitter ha rafforzato responsabilità e pazienza; la palestra e la danza Heels rappresentano spazi di disciplina e libertà. Nell’ultimo anno è uscita consapevolmente dalla sua zona di comfort, avvicinandosi alla moda, allo spettacolo e alla comunicazione. Immagina il futuro tra economia, marketing, organizzazione di eventi, con l’obiettivo di migliorarsi sempre e viaggiare molto.

Emily Zoe Pugliese, 20 anni, Miss Valle d’Aosta, di Ciriè, è diplomata al liceo scientifico ed è iscritta alla facoltà di Biotecnologie presso l’Università di Torino. Parallelamente lavora come cameriera in un ristorante nel weekend. Entrare in un ambiente nuovo significa, per Emily, lasciarsi guidare dalla curiosità e cercare un clima di armonia. Predilige il dialogo ai conflitti, e considera l’ascolto il modo migliore per comprendere gli altri. Ha praticato numerose discipline, tra cui roller, sci, nuoto ed equitazione, e mantiene con lo sport un rapporto costante fatto di movimento e scoperta. Il mondo della moda è un interesse recente che Miss Italia le consente di esplorare con maggiore consapevolezza. Vuole concludere gli studi e capire come trasformare questa esperienza in una opportunità professionale.

Nicole Medini, 18 anni, Miss Sport Givova, di Carmagnola, studia al liceo con indirizzo rivolto alla moda. Parallelamente svolge un’attività di circense. La pista del circo è stata la sua prima scuola. Fin da bambina, Nicole si esibisce con hula-hoop e trapezio. La sua è una professionalità dello spettacolo costruita sul campo, fatta di allenamento quotidiano, precisione, gestione del rischio, rapporto con il pubblico e capacità di continuare anche quando l’emozione è forte. Non considera il circo un semplice ambiente di provenienza, ma una scuola di vita e una direzione futura. All’Acedemy porta presenza scenica, coordinazione, coraggio e professionalità con la performance dal vivo, qialita rare maturate grazie ad anni di lavoro reale.

L’ultima, ma non meno importante, ragazza che sogna di diventare Miss Italia è Greta Vianelli, 20 anni, torinese, Miss Torino, studia fisioterapia e ama la moda e le passerelle. Ambizione e semplicità convivono senza contrasto nel modo in cui Greta guarda alle esperienze quotidiane. Dopo il liceo scientifico continua a studiare e a praticare lo sci, disciplina che richiede precisione e controllo, capacità di adattarsi rapidamente alle condizioni.

Le quattro Miss sono pronte a entrare nell’Academy con consapevolezza ed entusiasmo, portando con sé il bagaglio di esperienza che ha dato loro il lungo percorso di Miss Italia sotto la guida di Mirella Rocca, agente esclusivista Piemonte e Valle d’Aosta. La loro preparazione è destinata a crescere grazie alla full immersion con l’attrice Fioretta Mari, che le guiderà come protagoniste in un documentario reality destinato a Rai Play e TV San Marino, con la partecipazione di Giulia Salemi. Al termine della tre giorni, il 10 settembre saranno scelte le ragazze che faranno parte della finalissima che si svolgerà presso il castello di Santa Severa, a Santa Marinella.

“Sono molto contenta del risultato raggiunto dalle mie ragazze – spiega Mirella Rocca – non era per nulla scontato che il Piemonte e la Valle d’Aosta arrivassero fino a qui. Le selezioni sono molto difficili. A questo punto mi auguro che almeno una di loro possa accedere alla finalissima; si tratta di ragazze preparate e intelligenti pronte a farsi notare sulla passerella”.

Mara Martellotta

Sfoglia caramellata alla crema, trionfo di dolcezza

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Una croccante sfoglia caramellata che racchiude una deliziosa crema pasticcera aromatizzata al limone.

Un perfetto connubio di morbidezza e friabilita’, semplice e irresistibile.

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Ingredienti

 

1 confezione di pasta sfoglia pronta quadrata

500ml. di latte fresco intero

4tuorli

100gr. di zucchero

40gr. di maizena

1 bustina di vanillina

1 limone

Zucchero a velo

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Preparare la crema pasticcera. Portare ad ebollizione il latte aromatizzato con la buccia di limone grattugiata, lasciar intiepidire e filtrare. Lavorare i tuorli con lo zucchero, unire la vanillina, versare il latte a filo sempre mescolando. Cuocere la crema a bagnomaria per circa 10 minuti. Lasciar raffreddare, aggiungere il succo di  ½ limone senza mai smettere di mescolare. Disporre una base di sfoglia su un piatto da portata, coprire con la crema pasticcera, mettere la seconda sfoglia, ricoprire con la crema. Disporre l’ultima sfoglia, spolverizzare di zucchero a velo, guarnire a piacere. Servire fresca.

 

Paperita Patty

Ping pong in piazza Arbarello: una promessa che diventa realtà

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Due tavoli da ping pong potrebbero arrivare già a ottobre in piazza Arbarello, trasformando una semplice promessa familiare in un nuovo spazio pubblico dedicato allo sport, al gioco e all’incontro per tutti i cittadini in un’area carente di impianti sportivi.
Il progetto, promosso dall’associazione A Tutto Tondo e sostenuto dalla Circoscrizione 1, è nato nel 2024 da un’idea di Cristina Rondolino, partita da una promessa fatta al figlio: portare il ping pong in piazza. Da quel desiderio è nata una raccolta fondi che ha in primis coinvolto cittadini e tutte le scuole del quartiere. In un secondo tempo, la Fondazione Vialli Mauro, che ha gestito il progetto rivolto alle associazioni del territorio  con i fondi della Compagnia di Sanpaolo, ha reso possibile coprire una parte importante dell’investimento con un bando a sostegno delle attività sportive.
Ora manca solo un’ultima quota per completare il finanziamento e il crowdfunding resta aperto. E’ possibile partecipare direttamente dalla pagina della campagna: https://bit.ly/pingpong-arbarello
Nelle prossime settimane è prevista una festa dedicata al progetto, per coinvolgere ancora una volta il quartiere e raccogliere ciò che serve per arrivare al traguardo.
Nel frattempo, anche il lungo percorso tecnico e amministrativo con la Circoscrizione 1 durato due anni, è ormai alle battute finali. Dopo aver escluso l’ipotesi iniziale di installare i tavoli sul prato, per tutelare l’area verde di Piazza Arbarello, il progetto è stato ripensato insieme agli uffici competenti. Restano gli ultimi dettagli, il tracciamento dell’area e il passaggio finale con la Soprintendenza per la data di installazione dei tavoli.
I due tavoli, in calcestruzzo e acciaio, saranno pensati per durare nel tempo e saranno gestiti nella manutenzione e nella pulizia da Amiat.
Ma l’obiettivo va oltre due semplici tavoli. L’idea è portare nel cuore della città un’occasione gratuita di movimento e socialità, soprattutto per bambini, ragazzi e famiglie. Racchette e palline potranno essere messe a disposizione gratuitamente anche grazie alla collaborazione con i locali della zona, così che chiunque possa fermarsi e giocare.
Se gli ultimi passaggi andranno come previsto, a ottobre piazza Arbarello potrebbe quindi avere un nuovo punto di incontro per tutta la cittadinanza!
Quella che era iniziata come una promessa fatta a un figlio potrebbe così diventare una piccola conquista di tutto il quartiere.

Link: https://www.gofundme.com/f/portiamo-il-ping-pong-in-piazza-arbarello

Sui binari della storia: 140° della linea  Novara – Vignale – Varallo

 

La Fondazione FS Italiane, in collaborazione con il Museo Ferroviario Valsesiano ed il Comune di Varallo Sesia, sabato 12 e domenica 13 settembre celebra il 140° anniversario della linea turistica Novara – Vignale – Varallo, con un ricco fine settimana all’insegna della cultura ferroviaria, con treni storici, show di rotabili, presentazioni editoriali e tante altre iniziative.

Protagonista assoluto della due giorni nel cuore della Valsesia sarà il treno storico a vapore che collegherà Novara alle località servite dalla linea fino a raggiungere Varallo, la cui stazione è ubicata ai piedi del suggestivo Sacro Monte, percorrendo un itinerario tra i più panoramici e affascinanti di tutta Italia.

Sia nella giornata di sabato 12 che domenica 13 il treno storico a vapore partirà dalla stazione di Novara alle ore 9.50. Previste fermate intermedie a Fara (10.25), Romagnano Sesia (10.50), Borgosesia (11.25) e arrivo a Varallo alle ore 12. Il treno di ritorno per Novara partirà nel pomeriggio alle 16.30 con arrivo a destinazione previsto per le 18.25

A bordo saranno proposti momenti di intrattenimento e una degustazione a cura del Museo Ferroviario Valsesiano, in collaborazione con il Comune di Varallo.

Numerose le iniziative previste nell’area ferroviaria di Varallo, all’interno del rinnovato magazzino merci e negli spazi esterni recentemente recuperati e restaurati dove sarà possibile lo spettacolo di una locomotiva a vapore del Gruppo 880.

Nel corso del pomeriggio sono previsti incontri e presentazioni dedicati alla storia ferroviaria del territorio, tra cui testimonianze e ricordi di ex macchinisti che hanno operato sulla linea, la presentazione a cura di Angelo Nascimbene del fascicolo “Binari Senza Tempo Piemonte” edito dalla Duegi Editrice e dedicato alle quattro linee piemontesi inserite nel progetto di valorizzazione turistica della Fondazione FS.

Ed ancora, sarà possibile visitare lo shop della Fondazione FS Italiane e DUEGI Editrice presso il magazzino merci, un percorso fotografico dedicato alla storia della linea, l’annullo filatelico, l’esposizione di cimeli ferroviari, diorami e modelli presso la sede del Museo Ferroviario Valsesiano, le carrozze storiche Centoporte accompagnati dai volontari. Dalle ore 14.00 alle ore 16.00 sarà possibile partecipare a una visita guidata del centro storico di Varallo.

I biglietti per viaggiare a bordo dei treni storici a vapore tra Novara e Varallo Sesia sono disponibili su tutti i canali di vendita Trenitalia e sul sito www.fondazionefs.it.

Maggiori informazioni sui canali social della Fondazione FS o all’indirizzo di posta elettronica trenistorici@fondazionefs.it

I Presìdi Slow Food a Terra Madre Salone del Gusto 2026

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A Torino sbarcano oltre 130 Presìdi Slow Food italiani, di cui 12 novità che verranno presentate ufficialmente nei giorni dell’evento. Ecco la mappa delle new entry più gustose, dalla Calabria al Trentino, dal Veneto alla Sicilia, passando per Basilicata, Toscana e Lazio. E nasce anche un nuovo Presidio Slow Food nazionale: quello della castanicoltura tradizionale. Per quattro giorni, dal 24 al 27 settembre, il centro di Torino accoglie il meglio della biodiversità targata Slow Food. Piazze, vie e cortili della città ospitano centinaia di espositori e produttori, tra cui quelli di oltre 130 Presìdi Slow Food, i progetti che hanno l’obiettivo di salvaguardare piccole produzioni tradizionali a rischio d’estinzione. Tra questi, 12 novità che nell’occasione saranno presentate ufficialmente. Sono legumi, ortaggi, frutta, lievitati, mieli e formaggi che non rappresentano soltanto alimenti buoni, puliti e giusti: sono storie di agricoltori e contadine, allevatori e pastore, artigiani e artigiane del cibo che con determinazione, coraggio e visione scommettono su varietà autoctone e razze locali che l’omologazione – della cultura alimentare, del gusto, del commercio – rischierebbe altrimenti di cancellare per sempre. E c’è un nuovo Presidio che unisce tutta la penisola: quello della castanicoltura tradizionale. Un progetto che, partendo dal cosiddetto “albero del pane”, mette al centro la rigenerazione delle Terre Alte nel loro complesso. I numeri dei Presìdi Slow Food: più di 130 quelli italiani presenti a Terra Madre Salone del Gusto 2026 12 novità per la prima volta a Torino più di 700 Presìdi Slow Food nel mondo, di cui oltre 400 in Italia

“La tua bici però non l’ho toccata…”

Anche tra i monti e le valli più a nord del Piemonte il vento della contestazione scosse il partito comunista sul finire degli anni sessanta

 

Non si trattava solo dell’eco del movimento studentesco  e della percezione, quasi palpabile, del montante malessere operaio che sarebbe poi esploso nell’autunno caldo. A scuotere le fronde del partito che Luigi Longo aveva ereditato da Togliatti era un certo venticello di dissenso che già si era manifestato con alcune battaglie per la democrazia interna al partito e una diversa idea  sul “modello di sviluppo“, mosso da un gruppo di compagni più a sinistra,  vicini a Pietro Ingrao, in contrapposizione alla componente più “moderata” del partito, capeggiata da Giorgio Amendola. Da poco era uscita una rivista mensile, diretta da Lucio Magri e da Rossana Rossanda: “Il Manifesto”. Il contrasto con la linea del partito diventò piuttosto forte, al punto che il PCI ne chiese la sospensione delle pubblicazioni. Ma ormai il treno de Il Manifesto era in piena corsa e non poteva più essere fermato. Così, durante una drammatica riunione  del Comitato Centrale, in una fredda giornata di fine di novembre del 1969 , il gruppo dirigente comunista deliberò la radiazione per Rossana Rossanda, Luigi Pintor e Aldo Natoli con l’accusa di “frazionismo“. Nei confronti di Lucio Magri venne adottato solo un provvedimento amministrativo mentre a Massimo Caprara (che dal 1944 e per vent’anni era stato il segretario personale di Togliatti), Valentino Parlato e Luciana Castellina non venne  rinnovata la tessera. Ciò che si muoveva dentro e attorno al giornale, che diventò successivamente un “quotidiano comunista”, si trasformò in breve in formazione politica autonoma alla sinistra del PCI. Anche in Val d’Ossola la battaglia politica generò scontri molto duri, dividendo e mettendo gli uni contro gli altri compagni e amici da lunga data. Per i due fratelli Bentinelli di Villadossola si trattò di un vero dramma famigliare. Da una parte Libero, il maggiore tra i due, militante severo e indisponibile a critiche e compromessi, e dall’altra Nandino, un pò più giovane, testardo come un mulo e “scaldatissimo” nel sostenere le ragioni del dissenso. Tanto tuonò che piovve e così anche il più giovane dei Bentinelli si trovò espulso da quella che era la sua seconda famiglia. I due fratelli arrivarono al punto d’ignorarsi e se proprio capitava che si trovassero uno di fronte all’altro, facevano finta di non conoscersi. Per alcuni mesi andarono avanti così, ignorandosi e tenendosi il broncio.Libero continuava a frequentare le riunioni della sezione del Pci, alla Lucciola.Nandino, a parte qualche serata con due o tre compagni di Domodossola e Varzo che condividevano le stesse idee, usciva raramente da casa. Con il tempo però la nostalgia per quelle discussioni che infiammavano le serate tra le quattro mura della sede per poi trasferirsi alla Casa del Popolo o al bar “Monte Rosa” si fece sentire. A Libero rodeva l’anima pensare ai suoi ormai ex-compagni che si riunivano anche due volte alla settimana, mentre lui era lì, solo con il suo orgoglio che non gli consentiva di recedere dalle posizioni che aveva preso anche se non era poi del tutto convinto di aver fatto la scelta giusta. Il dubbio s’insinuava e l’umore ne risentiva. Ogni giorno che passava Nandino s’adombrava sempre più, assumendo l’atteggiamento scontroso di chi aveva, come s’usava dire, “le balle girate” e questo lo rendeva quasi irriconoscibile anche agli occhi di chi gli era più vicino .Libero, interpellato da sua cognata sulla possibilità del rientro del fratello nelle file del partito, rispose che la cosa era fattibile ma che occorreva da parte di Nandino una “bella autocritica”, per dare ragione dell’errore fatto e del conseguente ravvedimento.Il fratello però non ne voleva sapere di cospargersi il capo di cenere. “Piuttosto che ammettere l’errore vado da Don Gaspare ad offrirmi come sacrestano”,diceva rosso in volto, alzando il tono della voce. E l’esempio, per un mangiacristiani come lui, doveva bastare a tacitare ogni supplica di ravvedimento. Ma ben presto la nostalgia si trasformò in invidia e quel tarlo si mise a lavorare nella sua testa finché decise che era giunto il momento di agire.Una sera di metà luglio, armato di cacciavite, s’avvicinò allo stabile della Lucciola senza farsi notare. Nel caseggiato che ospitava il magazzino delle attrezzature della Festa de L’Unità e al piano superiore la sezione del Pci, era in corso la riunione settimanale. Nello spiazzo erano posteggiate sette o otto auto, un paio di Vespe e la bicicletta di Libero. Nandino, avvelenato da un misto d’invidia e rancore per il fatto che “quelli” si riunivano mentre a lui toccava rimaner fuori, decise di bucar loro  tutte le gomme. L’aria della sera era ancora calda e le finestre della sezione aperte. Renato, affacciatosi per fumare una sigaretta, udì degli strani fischi provenire dal basso. Si sporse un po’ di più e, intravvedendo un’ombra aggirarsi tra le auto, avvertì gli altri. “C’è qualcosa che non va di sotto. Ho sentito dei rumori strani e mi è parso di vedere qualcuno”, disse allarmato. Scesero rapidamente le scale e lo spettacolo che si presentò agli occhi dei militanti del Pci lasciò tutti senza parole: le auto avevano le gomme a terra, bucate dal cacciavite. E così anche le Vespe. Nandino, colto alla sprovvista, si era nascosto nella siepe ma venne scovato quasi subito. Condotto sotto il porticato, finì con il trovarsi proprio davanti al fratello e non trovando niente di meglio da dire per giustificarsi gli sussurrò con voce affranta “A te la bici però non l’ho neanche toccata”. Una bugia che mostrò subito d’avere le gambe corte poiché la vecchia Atala di Libero aveva subito la stessa sorte, con entrambe le gomme sgonfie, tristemente afflosciate. Solo l’autorevolezza del fratello maggiore impedì a Nandino di buscarsi un sacco di legnate. E la spiegazione che accompagnò il risarcimento dei danni, placò gli animi. In fondo l’invidia di Nandino, figlia dell’orgoglio e della sua testa dura, era frutto di un disperato bisogno di stare con gli altri, con i suoi compagni di sempre e non trovando il modo giusto per tornare sui suoi passi senza rimetterci la faccia,aveva pensato di “punirli” con quella bravata. La storia finì con il ritorno del “figliol prodigo” per il quale non venne sacrificato il vitello più grasso ma assegnato il compito gravoso di fare i turni di vigilanza notturna all’imminente Festa de L’Unità. Così avrebbe avuto modo di pensare a ciò che aveva fatto e, già che c’era, far buona guardia affinchè nessuno – a mani nude o con qualche cacciavite-  potesse aveve la tentazione di giocare qualche brutto scherzo.

Marco Travaglini

Filetti di pesce ai pinoli

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Note di gusto insolite per questa semplice e leggera ricetta di pesce che, con pochi ingredienti e pochi minuti, vi permetterà di portare in tavola un secondo fresco e gustoso adatto alle calde giornate estive. 
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Ingredienti 

Filetti di pesce (varietà a piacere) 
Poca farina bianca 
1 limone 
20gr. di pinoli 
10 olive verdi denocciolate 
1 cucchiaio di olio 
1 noce di burro 
Poco vino bianco secco 
Sale e pepe q.b. 

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In una larga padella tostare i pinoli con un cucchiaio di olio, tenere da parte. Tagliare le olive a rondelle. 
Infarinare i filetti nella farina bianca e lasciar rosolare in padella con una noce di burro, sfumare con il vino bianco, cospargere con la buccia grattugiata del limone, lasciar cuocere un paio di minuti e aggiustare di sale e pepe.  Aggiungere al pesce le olive ed i pinoli, lasciar insaporire brevemente e servire con una fresca insalata verde. 


Paperita Patty 

I Parchi alpini raccontano

Con musica, storie e immagini una storia iniziata 20 anni fa.

Venerdì 18 settembre al Museo Regionale di Scienze Naturali si svolgerà l’evento conclusivo di un’estate dedicata al racconto della biodiversità: “Ieri, oggi e domani: sei parchi per la biodiversità”, per celebrare i vent’anni del progetto di monitoraggio della Biodiversità Alpina, nato dalla collaborazione tra aree protette, ricercatori e operatori e diventato nel tempo un’importante esperienza di ricerca a lungo termine sugli ecosistemi alpini.

Sarà un’occasione per ripercorrere le tappe del progetto, raccontare i risultati scientifici raggiunti e riflettere sul valore della continuità delle osservazioni: anno dopo anno, la collaborazione tra chi studia e protegge questi territori ha permesso di costruire una conoscenza sempre più approfondita dei cambiamenti in corso negli ambienti alpini.

A guidare il racconto sarà lo zoologo Giuseppe Bogliani, che dialogherà con i Parchi protagonisti del progetto, mentre la musica del Quintetto di fiati Orobie e del Coro Città di Rivarolo accompagneranno questo viaggio insieme alle illustrazioni di Fabio Vettori.
Al termine della serata, verrà servito un aperitivo con i prodotti a Marchio di Qualità del Parco.

📍 Museo Regionale di Scienze Naturali, Via Accademia Albertina 15, Torino
📅 Venerdì 18 settembre
🕕 Dalle ore 18.00 alle 20.00
🎟️ Evento gratuito
📝 Iscrizione obbligatoria qui:
https://www.eventbrite.it/e/ieri-oggi-domani-sei-parchi-per-la-biodiversita-tickets-1999772455246

“Di fiore in foglia” apre le porte all’autunno

Sabato 12 e domenica 13 settembre ritorna l’atteso appuntamento organizzato dal Vivaio di Monteu da Po “Gardenesque”, che inaugura l’autunno con due giornate a porte aperte

Dopo un’estate bollente, il Vivaio Gardenesque, situato a Monteu da Po, in via Vincenzo Cappello 74, è pronto ad aprire le proprie porte all’autunno con il programma “Di fiore in foglia” sabato 12 e domenica 13 settembre. Si tratta di una vera e propria festa del giardino d’autunno a ingresso gratuito, un appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che vogliono trascorrere un weekend nella natura, oltre a scoprire ed acquistare piante erbacee perenni e varietà insolite adatte a ogni tipo di giardino e spazio verde. Dal 2018, Gardenesque sperimenta e produce con passione e rispetto per l’ambiente. Con “Di fiore in foglia”, Simone Nigra e Andrea De Paoli, titolari di Gardenesque, propongono una full immersion nella bellezza di tutte le proprie innumerevoli varietà botaniche, e offrono l’occasione di vivere un’esperienza a 360⁰ con un programma ricco di iniziative green che vanno dalle passeggiate botaniche ai laboratori per un pubblico di ogni età, fino alle “chiacchierate botaniche”, momenti di confronto e di scambio per accrescere la cultura del verde in un onesto appassionato e familiare. In questa avventura di due giorni, la varietà e la biodiversità coltivata con passione a Gardenesque, si arricchisce di vivai e artigiani ospiti che metteranno in mostra le proprie eccellenze: l’azienda agricola “Maurizio Feletig” con rose antiche, arbusti da bacca e fogliame a colorazione autunnale; “Mina Iris” con le iris barbate; “Casa Baz” con le sue collezioni di piante insolite e tropicali; “Esli erboristeria tisaneria” con golosi prodotti naturali; “Sassi” con accessori sartoriali per il giardinaggio, e “Chico Ceramica” con ceramiche artistiche e artigianali. I laboratori sono organizzati in collaborazione con i vivaisti e gli artigiani ospiti, e spazieranno dalla ceramica per grandi e bambini, per sperimentare la lavorazione a crudo con l’ingobbio sabato 12 e domenica 13, alle ore 11 e alle ore 16, con un costo di partecipazione di 8 euro, fino al laboratorio dedicato alle erbe spontanee e benefiche in cucina attraverso una passeggiata botanica, semplice e istruttiva, per imparare a conoscere e impiegare le erbe migliori in compagnia della naturista Viviana Sorrentino. Saranno presenti ancora due laboratori pratici di Selvatici Intrecci per creare talismani e artefatti magici con tutto ciò che la natura offre insieme a Vivi di Sana Pianta, domenica 13 dalle 15 alle 18, con un costo di partecipazione di 30 euro. Le “chiacchierate botaniche”, a partecipazione gratuita, avranno come fil rouge il tema del giardino sostenibile, un palinsesto di incontri per suggerire buone pratiche per dare vita a un giardino inteso come ecosistema, in armonia con l’ambiente e resiliente al cambiamento climatico. Sabato 12 settembre, a partire dalle ore 11, Orietta Giorcelli, vivaista, immergerà i partecipanti nel profumo degli iris, offrendo consigli per la coltivazione di queste forti piante dal profumo avvolgente. Sabato 12 settembre, alle 15.30, il giardiniere Filippo Alossa svelerà il motivo per cui si fanno giardini, illustrando le motivazioni che ci spingono all’interazione con le piante. Domenica 13 settembre, alle ore 11, l’architetta Marta Mariani parlerà di ecologia e illustrerà come il cippato e le tecniche di pacciamatura naturale siano uno strumento per avere un giardino più bello e sostenibile. Ultimi due appuntamenti di domenica 13 settembre, alle 15.30 con il vivaista Maurizio Feletig, che esplorerà l’utilizzo di frutti e bacche come fonti di bellezza e fulcro della biodiversità in un giardino in cui l’uomo convive con altri mammiferi, insetti e uccelli. Alle 16.30 Giorgio Borromiti, di Casa ElMaGio parlerà di alimentazione naturale, grani antichi e pasta madre.

“Dopo un’estate così difficile per i nostri giardini e terrazzi, la soluzione non è rinunciare a questi spazi che ci connettono alla natura, ma accettare la sfida e ricercare nuove conoscenze e pratiche per rendere il nostro modo di fare i giardini sempre più efficace e soetenibile – spiegano Simone Nigra e Andrea De Paoli – con ‘Di fiore in foglia” vogliamo offrire il nostro contributo affinché appassionati e curiosi possano approfondire questo tema e agire di conseguenza”.

Mara Martellotta

Area 12 Shopping Center: arriva “Feel the Street”

L’arrivo di settembre coincide ad Area 12 Shopping Center con una nuova animazione
esclusiva: arriva “Feel the Street”, un evento gratuito dedicato alla creatività urbana e alle arti
di strada, pensato per tutta la famiglia, con particolare attenzione ai ragazzi.
Per due fine settimana – sabato 12 e domenica 13 e sabato 26 e domenica 27 settembre,
dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 15 alle 19 – il centro si trasformerà in uno spazio dinamico e
coinvolgente dove musica, movimento ed arte si incontreranno per dare vita ad
un’esperienza unica. Le espressioni più rappresentative della cultura urbana contemporanea
– dalla break dance alla street art, dai suoni hip hop agli urban sports – si uniranno su un vero
e proprio palco a cielo aperto, dove poter liberare energia, talento e creatività.
L’area dedicata di oltre cento metri quadri verrà allestita sotto l’ala coperta all’ingresso del
centro, per poter garantire l’attività anche in caso di maltempo, e verrà transennata per
assicurare massima sicurezza ai partecipanti.
Le discipline approfondite saranno nel dettaglio: Street Art, Parkour, Break Dance e Skate.
Il 12 e 13 settembre particolare attenzione al parkour, mentre il 26 e 27 settembre allo skate.
Tutti i giorni, dalle 15 alle 19, sarà attivo anche un interessante laboratorio di writing.
Tanti saranno anche i temi trattati con i ragazzi, in compagnia degli istruttori, come le relazioni
interpersonali e le abitudini sane. Il fine di questa Educational Urban Experience è infatti quello
di promuove attraverso le discipline dello street style l’intrattenimento sportivo-agonistico e, al
contempo, fornire un insegnamento sociale e creativo, volto all’inclusione di tutti.
L’impegno principale è di contrastare i dilaganti fenomeni di microdelinquenza, bullismo
e dipendenze nelle fasce giovanili metropolitane, dove si stanno diffondendo alienazione,
solitudine e assenza di stimoli o punti di riferimento reali.
Gaetano Maugeri, Direttore di Area 12, aggiunge: “Questo è un evento dedicato ai ragazzi
dai 6 ai 18 anni, un target giovane che spesso sta diventando sempre più difficile da
raggiungere. Il format vuole far percepire agli adulti di domani che la strada può significare
anche aggregazione territoriale, socializzazione e condivisione, diventando punto di partenza
per attività sane e positive, come gli sport sopracitati. Per questo abbiamo voluto fortemente
che fossero anche coinvolte numerose associazioni del territorio nelle attività di animazione.”
Saranno presenti l’Associazione Vides Main – Onlus, gestore di Punto Luce Torino, centro
di aggregazione giovanile del quartiere Le Vallette; Latin Dance Fitness ASD, che unisce i
ritmi della danza latino-americana alla ginnastica aerobica e allo urban style, in lezioni di
gruppo divertenti e dinamiche; Vittoria Pattinatori, che organizza corsi di pattinaggio a rotelle
e skiroll per tutte le età, oltre ad essere un’eccellenza italiana a livello agonistico; ASD Inti
Danza, che organizza corsi per bambini, ragazzi e adulti in danza urbana, contemporanea e
caraibica.

Orari e dettagli di tutte le attività saranno consultabili sul sito ufficiale del centro
www.area12.to.it

Area12 Shopping Center
Strada Altessano 141 – Torino