La mostra comprende un importante nucleo di superbi dipinti dello stesso Veronese e di Jacopo, Francesco e Leandro Bassano, sempre di committenza ducale, per illustrare uno dei momenti più alti del collezionismo sabaudo

Sono esposte alla Reggia di Venaria le spettacolari tele, commissionate dal Duca Carlo Emanuele I di Savoia ai più celebrati maestri veneti del Cinquecento, raffiguranti “La regina di Saba offre doni a Salomone” e “Il ratto delle Sabine”. Le opere, dipinte rispettivamente dall’atelier del Veronese e da Francesco Bassano, sono presentate alla Reggia dopo un accurato intervento di restauro, realizzato dal Centro Conservazione e Restauro di Venaria e provengono dalle collezioni della Nuova Galleria Sabauda di Torino. La mostra comprende un importante nucleo di superbi dipinti dello stesso Veronese e di Jacopo, Francesco e Leandro Bassano, sempre di committenza ducale, per illustrare uno dei momenti più alti del collezionismo sabaudo. Infine, completa l’esposizione, un ampio apparato didattico, dedicato anche all’iconografia e all’intervento di restauro delle opere presentate. (Piemonte Italia)
Fino al 02-02-2014 – Reggia di Venaria

“Doppio Sogno” è il titolo scelto per il percorso tra scultura e pittura inaugurato il 14 novembre con la prima parte dedicata alla scultura negli spazi all’aperto del Polo Reale e proseguirà l’11 dicembre con la seconda parte rivolta alla pittura nei nuovi spazi espositivi del Polo Reale a Palazzo Chiablese, in piazzetta Reale. A cura di Luca Beatrice e Arnaldo Colasanti, “Doppio Sogno” è una mostra che indaga immagini contrapposte e complementari attraverso linguaggi e simboli in relazione e opposizione: pittura e scultura, interno ed esterno, modernità e reminiscenza del classico, realismo e onirico, figurazione e contemporaneità, immagine e parola scritta.
“Sembra quand’ero all’oratorio, con tanto sole, tanti anni fa”. Così Paolo Conte nell’indimenticabile “Azzurro”. E’ un po’ quella l’atmosfera che si immagina quando, nel nostro mondo sempre più in preda al relativismo, si pensa ai giovani e all’ambiente cattolico. Spesso, infatti, i laici semplificano riducendo il tutto ad un clima da oratorio. Non è solo questo il Sinodo dei Giovani, aperto ufficialmente il 18 novembre 2012 dall’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia e giunto fino al 2014. L’iniziativa, infatti, ha rappresentato l’orizzonte di riferimento entro cui collocare tutte le attività e le azioni di pastorale giovanile per il biennio previsto.