ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 736

52 nuove imprese parlano la lingua della Green economy

ecologia

Sono nate negli ultimi cinque anni in Provincia di Torino grazie al servizio Mip Mettersi in Proprio

 

 

Cinquantadue nuove imprese legate alla green economy e alle energie rinnovabili. Sono nate negli ultimi cinque anni in Provincia di Torino grazie al servizio Mip Mettersi in Proprio, voluto dall’ente con sede a Palazzo Cisterna, ma anche dagli incubatori del Politecnico, dell’Università e al progetto Ecompanies di Ceipiemonte. Aderiscono ai Poli di Innovazione della Regione Piemonte, Polibre, Enermhy, Polight, Tecnoparco del Lago Maggiore. Operano nei settori del solare, dell’idrogeno, del geotermico, delle biomasse, dell’idroelettrico. Sono state mappate e studiate grazie al progetto europeo “Energeia”.  E ciò può dare un notevole impulso all’occupazione in settori come green jobs, lavori verdi. Solo in Piemonte sono 2000 i posti di lavoro attivabili nei prossimi anni lungo la via maestra green, filiera di un nuovo sviluppo sociale, economico, culturale, istituzionale, in particolare nelle Terre Alte.Se ne è parlato lunedì 2 marzo a Sant’Antonino di Susa (nella sala consigliare del municipio) all’interno del seminario promosso grazie al progetto europeo. Congiunto il lavoro di Città metropolitana, Comune di Sant’Antonino e Uncem Piemonte. “Energia: opportunità per nuove imprese. Dalle energie rinnovabili le start up per lo sviluppo del territorio” il titolo dell’incontro che si è aperto  con i saluti di Susanna Preacco, sindaco di Sant’Antonino di Susa, e Gemma Amprino, consigliere della Città Metropolitana. A presentare Energeia sarà la coordinatrice del progetto Claudia Milone. Nella successiva tavola rotonda interventi di Antonio Ferrentino, Consigliere regionale, Susanna Barreca, esperta in sostegno all’imprenditoria cooperativistica della Regione Piemonte, Marco Manero, responsabile Mip della Città Metropolitana, Stefano Corgnati, docente del dipartimento di energetica al Politecnico di Torino, Stefano e Federico Fontan, giovani imprenditori del territorio. Ha concluso la serata, dopo il dibattito, l’assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero.

 

 

Massimo Iaretti

Identità Comune, cittadini per i cittadini

chivasso

“Salviamo il Piemonte” una serie di proposte per creare le condizioni di una rinascita della regione

 

Identità Comune, l’associazione nata  a Chivasso, che da alcuni anni sta portando avanti alcune battaglie per uno sviluppo del territorio, come l’istituzione della stazione Porta del Canavese e del Monferrato – con una fermata dell’Alta Velocità a Chivasso all’incrocio tra la Torino –Milano e la linea Chivasso – Ivrea – Aosta – presenta “Salviamo il Piemonte” una serie di proposte per creare le condizioni di una rinascita della regione subalpina.

 

Ecco il comunicato nel quale si annuncia l’iniziativa.

 

 

Identità Comune è una piccola associazione culturale convinta che in democrazia non debba esistere il “politico di professione” ma i cittadini possano e debbano offrire il proprio contributo al bene comune anche se non rivestono un ruolo istituzionale. Questo è tanto più necessario in questa grave crisi in cui le istituzioni e le forze politiche sono carenti di progetti ed iniziative  concrete e risolutive. Per questo Identità Comune presenta alcune analisi e proposte che non pretendono di essere la soluzione miracolosa, ma vogliono partire proprio da dove la politica cincischia: la razionalizzazione delle amministrazioni locali, dei servizi e degli investimenti per tagliare sprechi e spese improduttive, mantenere i servizi ai cittadini, far partire l’economia ed evitare discriminazioni fra i territori. La razionalità deve essere la chiave di volta ed il perno di ogni iniziativa per sfruttare al meglio le risorse disponibili senza privilegiare assurdi campanilismi e penalizzare i cittadini ed interi territori. “Salviamo il Piemonte” è il titolo delle analisi/proposte che coinvolgono amministrazione locale, trasporti, turismo, investimenti produttivi, ambiente, scuole, ospedali e servizi in genere, in un ragionamento integrato fra i diversi temi. L’orizzonte è quello della Regione con esempi di specifici territori e situazioni estensibili al territorio regionale.  Identità Comune non si illude di ricevere attenzione dalla classe politica e dalle istituzioni che sono sempre più autoreferenziali ma confida che le buone idee, se divulgate, acquistino la forza necessaria per smuovere la situazione di stallo del Piemonte. L’invito è a leggere e a far circolare questo link: http://www.identitacomune.it/salviamoilPiemonte.html

 

Massimo Iaretti

Via Baretti, nasce l'associazione

salvario notte

salvario 20Creare una rete solida tra commercianti e residenti, all’interno di una zona molto complessa

 

E’ stata presentata , alla presenza di Domenico Mangone, Assessore al Commercio, Lavoro e attività Produttive della Città di Torino e di Luca Cassiani, Presidente della Commissione Cultura della Città di Torino, l’Associazione dei Commercianti, Residenti e Cittadini di Via Baretti.

 

La neo-nata Associazione, rappresentata dal Presidente Davide Terenzio Pinto, si pone l’obiettivo di creare una rete solida tra commercianti e residenti, all’interno di una zona molto complessa come San Salvario, per dare nuovo impulso al territorio, presentarsi come un soggetto unico, e quindi contrattualmente più forte, nei confronti di istituzioni e fornitori, creare un’economia di scala capace di offrire nuovi servizi ed opportunità alla collettività.

 

Un progetto ambizioso, nato dall’iniziativa di 12 aziende costituenti che garantiscono occupazione a 74 persone, per una media di circa 6,2 persone ad esercizio commerciale e con un fatturato annuale complessivo pari a circa 7,2 milioni di euro all’anno. Numerosi i temi trattati durante l’incontro come la possibilità di riaprire alle licenze per la somministrazione e, con i soldi derivanti da esse, realizzare progetti condivisi a favore della Via, favorendo nuovi investimenti e opportunità di occupazione.

 

Al tavolo anche un’iniziativa legata alla sicurezza: un servizio di whatsapp tra le forze dell’ordine e i servizi di sicurezza privati organizzati dai locali, per essere sempre aggiornati, in tempo reale, sulla situazione di ordine pubblico nella zona. Inoltre è stato reso noto che, ogni terza domenica del mese, Via Baretti si trasformerà in una Social Street, organizzando feste, eventi e giochi per i più piccoli e creando occasioni di incontro e confronto tra commercianti e residenti.

 

(Foto: il Torinese)

La Sindone si prenota in rete

sindone

La prenotazione on line richiede pochi minuti ed è necessario possedere un indirizzo email e un numero di telefono validi

 

La visita alla Santa Sindone è gratuita e si prenota sul web. Ecco le indicazioni utili sul sito www.sindone.org:

 

La prenotazione on line richiede pochi minuti ed è necessario possedere un indirizzo email e un numero di telefono validi, nell’apposito campo dei dati personali.

 

Prima di procedere vi ricordiamo che : 

 

• l’ Ostensione inizia il 19 Aprile 2015 e termina il 24 Giugno 2015;

• la prenotazione può essere effettuata per visite singole o di gruppo;

• al termine del processo di prenotazione le verrà rilasciato un codice che, insieme al suo cognome, è indispensabile per modificare o eliminare la prenotazione;

• solo dopo aver confermato il link della prima e-mail vi arriverà in una seconda e-mail il biglietto di prenotazione in allegato;

• se non potete effettuare la visita, cancellate la prenotazione tramite la funzione elimina prenotazione.

 

A fronte di particolari e impreviste necessità ci riserviamo di sospendere o modificare la prenotazione effettuata. In tale evenienza sarete tempestivamente contattati via e-mail o telefonicamente per riprogrammare la visita. Per informazioni contattare il numero telefonico +390115295550 o inviare una email a gestpre2015@sindone.org 

Il costo della chiamata sarà tariffato secondo le modalità contrattuali del vostro operatore telefonico

Quando Re Vittorio mise mano al portafoglio per la statua di D'Azeglio

d'azeglio

Il sovrano, venuto a conoscenza che l’entità della cifra raccolta non era sufficiente allo scopo di coprire tutte le spese necessarie per l’erezione del monumento, integrò personalmente la sottoscrizione con la cifra di £. 55.000

 

Cari amici lettori e lettrici bentornati al nostro ormai consueto appuntamento settimanale con Torino ed i suoi monumenti. Quest’oggi vorrei far soffermare la vostra attenzione sulla figura di Massimo d’Azeglio e sull’opera a lui dedicata. (Essepiesse)

 

 GLI ALTRI ARTICOLI NELL’ARCHIVIO DELLA RUBRICA ARTE

 

Collocata in corso Massimo d’Azeglio, all’interno del Parco del Valentino e precisamente all’incrocio con corso Vittorio Emanuele II, la statua rappresenta d’Azeglio avvolto da un mantello, con le braccia conserte ed in piedi su una colonna cilindrica scanalata in granito con cornici e bordure in bronzo. Alla base della colonna vi sono quattro trofei in bronzo rappresentanti la Pittura (tavolozza e pennelli, cartella e ombrello da sole), la Diplomazia (carta geografica e i volumi “Il diritto delle genti” e gli “Scritti politici”), la Letteratura (i volumi “Ettore Fieramosca”, “Niccolò de` Lapi” e “Ricordi”) e l’Arte Militare (spada e cappello da generale).

 

Ai lati del basamento due bassorilievi rappresentano il suo ferimento nella battaglia di Vicenza e la firma del Proclama di Moncalieri, nel quale era presente in qualità di ministro. Massimo Taparelli marchese d’Azeglio nacque a Torino il 24 ottobre 1798 dalla nobile famiglia Taparelli di Lagnasco (nell’attuale provincia di Cuneo), già discendente dei più antichi marchesi di Ponzone, feudatari del vercellese e viveronese. Figlio del marchese Cesare Taparelli (noto esponente della Restaurazione sabauda e cattolicesimo subalpino) e di Cristina Morozzo di Bianzè, per via dell’occupazione napoleonica, furono costretti a vivere per qualche anno a Firenze, dove Massimo incontrò per la prima volta Vittorio Alfieri.

 

Frequentò giovanissimo (all’età di quattordici anni) l’Università di Torino e successivamente divenne tenente di cavalleria nel Reggimento Piemonte Reale. Abbandonò, però, la carriera militare e si dedicò alla pittura trasferendosi a Roma; dopo una permanenza anche a Milano, dove entrò in contatto con gli ambienti letterari e soprattutto con Alessandro Manzoni (del quale sposò la figlia Giulia), nel 1831 tornò a Torino. Nel 1833 scrisse il romanzo storico-patriottico “Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta”, il quale lo rese ben presto popolarissimo. Fino al 1848 scrisse opuscoli politici ma durante la Prima Guerra d’Indipendenza combatté e fu ferito a Vicenza.

 

Nel 1849 venne eletto su invito di re Vittorio Emanuele II, Presidente del Consiglio ma abbandonò la carica nel 1852 per ritirarsi a vita privata e dedicarsi nuovamente alla pittura ricoprendo però ancora piccoli incarichi governativi e diplomatici. Nel 1863 iniziò la stesura di “I miei ricordi” che però venne pubblicato postumo; morì il 15 gennaio 1866. Lo stesso giorno della sua scomparsa il Consiglio Comunale, su proposta della Giunta, deliberò che fosse aperta una sottoscrizione pubblica per l’erezione di un monumento al d’Azeglio; la raccolta si chiuse il 12 giugno 1867 e furono raccolte circa £. 32.000.

 

Re Vittorio Emanuele II venuto a conoscenza che l’entità della cifra raccolta non era sufficiente allo scopo di coprire tutte le spese necessarie per l’erezione del monumento, integrò personalmente la sottoscrizione con la cifra di £. 55.000 ed affidò l’incarico per l’esecuzione del bozzetto del monumento al professor Alfonso Balzico. Il 12 giugno 1867, alla scadenza della sottoscrizione, venne nominata una Commissione composta dal Sindaco e da otto persone (quattro consiglieri e quattro partecipanti alla sottoscrizione) col mandato di fare proposte sul luogo nel quale collocare il monumento. Inizialmente la Commissione pensò di collocarlo in Piazza Castello con il fronte rivolto verso la Loggia Reale, ma nella seduta del 9 maggio 1873, si pronunciò definitivamente ( con l’approvazione del Consiglio Comunale) a favore della piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova.

 

Nella seduta del 4 giugno 1873, il Consiglio Comunale approvò la proposta della Giunta di costruire intorno al monumento una cancellata del costo di £. 1.500. L’inaugurazione del monumento, alla quale non partecipò nessun membro della Famiglia Reale, avvenne in un piovoso 9 novembre del 1873, in occasione dei festeggiamenti per il monumento di Camillo Benso Conte di Cavour. Nel 1936 il monumento venne trasferito nella sua collocazione attuale, nel Parco del Valentino all’angolo tra corso Vittorio Emanuele II e corso Massimo d’Azeglio.

 

Anche per questa volta la nostra passeggiata “con il naso all’insù” termina qui. Vi aspetto per il prossimo appuntamento con Torino e le sue meraviglie da scoprire.

 

(Foto: www.museotorino.it)

Simona Pili Stella

La nebbia è sparita: sarà normale?

NEBBIA

E’ certamente un aspetto positivo per gli automobilisti. I dati di gennaio dell’Arpa dicono che c’è stata nebbia fitta in un solo giorno, rispetto a una media di 7

 

Non c’è più la nebbia di una volta, quella che nell’immaginario collettivo – almeno fino a venti anni fa – voleva dire: Torino! E’ certamente un aspetto positivo per gli automobilisti. I dati di gennaio dell’Arpa dicono che c’è stata nebbia fitta in un solo giorno, rispetto a una media di 7; nebbia ‘ordinaria’ 9 volte invece di 22. Il foehn è stato presente 17 giorni su 31, le massime sono salite di 3 gradi rispetto alla media, e gennaio è il secondo più caldo dal ’58. Diciamo che le cose, almeno dal punto di vsita della natura, della letteratura, del fascino misterioso, sono piuttosto insolite. Mah.

 

(Foto: il Torinese)

Su Facebook il Comitato Resistenza e Costituzione del Piemonte

consulteNella pagina istituzionale troveranno spazio i racconti legati ai luoghi della Resistenza, delle battaglie; i fatti che hanno colpito l’immaginario collettivo, le persone, le loro vite, le loro immagini

 

La riunione periodica del Comitato Resistenza e Costituzione del Piemonte è stata l’occasione per il lancio ufficiale della pagina istituzionale Facebook dell’organismo consultivo del Consiglio regionale.“Una novità importante – ha commentato il vicepresidente dell’Assemblea Nino Boeti, delegato al Comitato – che ci permetterà un dialogo più immediato con i cittadini, in particolar modo con le nuove generazioni che hanno più familiarità con la comunicazione social”.

 

Il rapporto tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini sta vivendo una fase di profondo mutamento: i siti istituzionali non costituiscono più l’unico punto di accesso alle informazioni. Sempre più spesso i cittadini si informano attraverso le proprie reti di relazioni, cercano il dialogo diretto con il proprio interlocutore, sia esso un’azienda o un ente pubblico, all’interno di spazi pensati per una comunicazione a due vie. L’apertura di uno spazio facebook risponde a queste esigenze.

 

I contenuti e i progetti che il Comitato elabora e porta avanti nella sua attività si prestano anche alle più moderne forme di comunicazione che vanno comunemente sotto il nome di “storytelling”: costruire una storia e raccontarla attraverso diversi media, foto, racconti, video, creazioni artistiche. Nella pagina istituzionale troveranno pertanto spazio i racconti legati ai luoghi della Resistenza e della Costituzione, delle stragi, delle battaglie; i fatti che hanno colpito l’immaginario collettivo, le persone della Resistenza, le loro vite, le loro immagini; i luoghi dei viaggi del progetto di Storia contemporanea, come sono state vissuti dagli studenti e molto altro.

 

La pagina è disponibile all’indirizzo 
https://www.facebook.com/comitatoresistenzacostituzione

 

La Curia si rifà il logo e Fb deciderà il migliore

duomo

Gli elaborati finalisti verranno sottoposti al vaglio della giuria popolare, sulla pagina Facebook

 

Grafici e disegnatori potranno partecipare a un  concorso per l’elaborazione di un logo che, spiega l’arcivescovo Cesare Nosiglia,  “rappresenti la chiesa cattolica di Torino di ieri, oggi e domani. Al vincitore andrà  un compenso di 2.500 euro. Le proposte devono essere inviate alla curia entro il 30 aprile. Gli elaborati finalisti verranno sottoposti al vaglio della giuria popolare, sulla pagina Facebook ecclesiastica: i tre disegni più votati saranno giudicati dalla presidenza della giuria tecnica.

 

(Foto: il Torinese)

Il tram storico, simbolo e patrimonio cittadino

TRAM GMADRE

È partner del Gruppo Torinese Trasporti (Gtt), con lo scopo di creare un “museo del tram in movimento”

 

L’Associazione Torinese Tram Storici (Atts), è un’associazione senza scopo di lucro aperta a privati ed enti pubblici. Nasce nel 2005 per valorizzare il tram come patrimonio storico e culturale della città, oltre che veicolo estremamente ecologico e durevole. È partner del Gruppo Torinese Trasporti (Gtt), con lo scopo di creare un “museo del tram in movimento”: le vetture storiche non restano ferme in deposito ma escono ogni giorno, offrendo ai torinesi e ai turisti l’emozione di un viaggio nella storia e nella cultura. Tra le altre iniziative viene organizzata  la “festa del tram”

 

(www.atts.to.it – Foto: il Torinese)

“Nature Domestiche” per i 200 anni di Don Bosco

don bosco

Oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco esposti per il bicentenario nella Sala Mostre della Regione Piemonte

 

“Nature domestiche. Un senso nuovo per gli oggetti del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco” è il titolo dell’esposizione interattiva realizzata dall’Associazione Missioni Don Bosco Valdocco Onlus, ospitata, da sabato 24 gennaio a domenica  1° marzo, nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165 a Torino, in occasione del bicentenario della nascita di Don Bosco. Pochi sanno che gli oggetti della collezione di questo Museo rappresentano una delle più importanti raccolte missionarie, con pezzi provenienti da tutti i continenti e che testimoniano gli usi sociali della natura in contesti geografici e culturali diversi. La mostra si potrà visitare tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18, con ingresso gratuito.

 

“Nature domestiche” esplorerà il rapporto uomo-ambiente, a partire dalla multiforme interpretazione della natura nelle società occidentali, invitando i visitatori a ripensarla non come un’idea universale, valida ovunque e per tutti, ma come una conseguenza della diversità culturale. Chiave di lettura della mostra sarà l’esperienza della natura attraverso i sensi: in postazioni interattive si potrà infatti mettere a confronto mondo occidentale e culture “altre” e coinvolgere il visitatore in un’esperienza che lo solleciterà ad esercitare un approccio critico nei confronti della sua stessa idea di natura. La mostra (curata da Alessia Andena, Elisabetta Gatto, Anna Maria Pecci e Andrea Perin) è organizzata in  collaborazione con Comitato Bicentenario 2015, Regione Piemonte e Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco.

 

Previste visite guidate per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado: della durata di circa un’ora e mezza, avverranno con una mediatrice culturale ed un’antropologa (prenotazione obbligatoria ai numeri 011-3990149 o 011-3990116). Vi saranno anche laboratori didattici, differenziati per classi, per approfondire i temi del percorso espositivo e per sperimentazioni multisensoriali. Visite guidate, per tutti e senza la necessità di prenotare, dalle ore 16 alle 18 di ogni giorno di apertura della mostra. Su richiesta, sarà a disposizione un interprete di lingua italiana dei segni.

 

(www.regione.piemonte.it)