Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha deliberato l’ingresso nella MMH – Mercato Metropolitano Holding, un investimento di circa 2 milioni di euro in linea con la strategia di diversificazione delle partecipazioni del gruppo e di sostegno ai settori in crescita del made in Italy. Oggi la società, con la quale Intesa Sanpaolo collabora da oltre un anno, inaugura il suo primo store a Londra, 5.000 metri quadrati a Elephant&Castle, quartiere della città investito da un radicale progetto di trasformazione. All’evento, al quale è stata data ampia risonanza, partecipano il Console italiano e il top management della Banca. “Siamo qui – spiega Massimo Tessitore, a capo della Direzione Multicanalità Integrata del Gruppo Intesa Sanpaolo – per sostenere il cibo italiano nel mondo, un marchio globale e riconosciuto a livello internazionale.
Questa iniziativa apre ai piccoli produttori italiani la porta dell’esportazione su un mercato che sa apprezzare e può permettersi le nostre eccellenze. E’ un investimento, dunque, che risponde appieno al nostro obiettivo di valorizzazione del made in Italy di qualità e di diversificazione strategica degli investimenti del Gruppo”. Il format londinese del Mercato Metropolitano è il medesimo concepito da Andrea Rasca per il primo store temporaneo in occasione di Expo Milano 2015 e della successiva installazione a Torino Porta Susa. Ovvero uno spazio che unisce la vendita diretta dei prodotti alla degustazione di cibo e bevande in ristorantini e chioschi, alla proposta di eventi di cucina, musica, cultura e arte. Un luogo, insomma, dove trascorrere piacevolmente del tempo, fare spesa, conoscere e apprezzare le eccellenze italiane. 2 I medesimi prodotti sono inoltre acquistabili on line da www.mercatometropolitano.com, che effettua consegne in tutta Europa. Sviluppato in sinergia da Intesa Sanpaolo e Mercato Metropolitano, il sito attualmente conta 450 aziende attive con un’offerta di oltre 2.800 prodotti tipici realizzati da piccoli artigiani locali. Contestualmente all’inaugurazione del Mercato Metropolitano di Londra, la società lancerà on line un crowdfunding attraverso Seedrs, principale operatore del Regno Unito specializzato nella raccolta di fondi tra privati per il finanziamento delle start-up. L’obiettivo è continuare con il piano di aperture, focalizzato in particolare nelle metropoli estere, dove la domanda di prodotti enogastronomici italiani di qualità è in continua crescita.
(foto: il Torinese)
IN SINTESI
• 5.000 metri quadrati a Elephant&Castle dedicati alle specialità enogastronomiche dei piccoli produttori italiani, mercato ortofrutticolo, ristoranti di “street food”, iniziative per far conoscere le eccellenze del made in Italy • Prodotti acquistabili anche on line su www.mercatometropolitano.com e recapitabili in tutti i paesi europei • Intesa Sanpaolo entra nel capitale della holding che, dopo aver lanciato il Mercato Metropolitano di Torino Porta Susa e quello di Londra, sta lavorando a un nuovo piano di aperture all’estero • Varata un’operazione di crowdfunding con Seedrs, principale operatore on line del Regno Unito specializzato nella raccolta fondi tra privati per il finanziamento delle start-up Torino

Dalla scheda cliente al Customer Relationship Management


STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
“Il Piemonte non può più attendere il riordino di un importante segmento del servizio sanitario regionale che è quello della residenzialità psichiatrica: per troppi anni
“L’abbandono ed il ritorno alla montagna” è il tema dell’ottava assemblea nazionale degli studenti forestali
un progetto innovativo basata su valori ambientali, naturali e culturali, rinnovando tradizioni e mantenendo reti di relazioni con territori extra – montani. Per poter riabitare le Alpi i fattori che esercitano un maggior peso son due: il primo è morfologico-infrastrutturale, poiché se da un lato abbiamo valli lunghe che danno accesso a valichi o trafori internazionali, percorsi da grandi assi viari e ferroviari e hanno al loro interno città importanti; dall’altro ci son piccole valli che dopo pochi chilometri sboccano in pianura e son costrette a far riferimento a dotazioni urbane che si trovano fuori da esse. L’altro fattore è il grado di urbanizzazione della pianura pedemontana su cui sboccano le valli. Si va quindi dalla presenza di metropoli come Torino alle numerose città sparse dell’alta pianura veneta. Combinando i due fattori otteniamo una varietà di situazioni più o meno attrattive per i nuovi abitanti. La Valle di Susa è un caso esemplare di come gli effetti dei due fattori si combinano perfettamente. Infatti, è una delle poche valli delle Alpi Occidentali italiane di una certa lunghezza e conduce a valichi e trafori internazionali, inoltre il suo sbocco pedemontano è compreso nella corona più periferica dell’area metropolitana di Torino.
IL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau
a prezzi accessibili a tutti. A fine degli anni ’90 il Coordinamento dei genitori di Torino, con l’appoggio di Legambiente, Aiab e altre associazioni, lottava per ottenere la mensa biologica per tutti. In quegli anni le città italiane hanno fatto scuola in Europa, e non solo, in materia di educazione alimentare e ristorazione scolastica. Oggi i genitori percorrono strade diverse, non colgono i loro veri diritti (e soprattutto quelli dei ragazzi), privilegiano l’apparente affermazione di diritti individuali. E’ una sconfitta per tutti, genitori e istituzioni, ma soprattutto per i ragazzi, che avrebbero la possibilità di acquisire una cultura alimentare che stiamo un po’ tutti perdendo. E’ un segno dei tempi, dell’incapacità di capire che se vogliamo garantire un futuro a noi stessi, ai nostri figli e al pianeta dobbiamo ripartire dalla consapevolezza che l’agricoltura, il cibo, la convivialità e i piccoli gesti quotidiani ci aiutano a costruire un’economia finalmente sostenibile. E’ utile che le istituzioni locali assumano un’iniziativa e avviino un confronto che coinvolga tutte le parti interessate per ristabilire le priorità, rispettare i diritti dei ragazzi e ristabilire un modello educativo e di ristorazione che ritorni a essere all’avanguardia.
L
milioni siano sufficienti o meno – ha spiegato il capogruppo di Forza Italia, Gilberto Pichetto – ci auguriamo che il monitoraggio previsto non diventi un’operazione di facciata, bisogna essere chiari fin da subito e non generare aspettative che non verranno rispettate”. Per la capogruppo Lega Nord, Gianna Gancia “dobbiamo considerare questa discussione anche in ottica referendaria, in base all’esito della consultazione queste discussioni potrebbero essere sterili. Siamo inoltre preoccupati per le liste d’attesa sull’epatite C. Non dimentichiamo l’aspetto dei costi standard, tema che ha una valenza grande e vede molte disparità”. Per i consiglieri del Movimento 5 Stelle Davide Bono e Stefania Batzella “abbiamo votato un odg che impegnava l’assessore a portare al tavolo nazionale il tema degli assegni di cura erogati ai parenti dei malati, provvedimento che genererebbe un risparmio notevole rispetto al ricovero in reparto o in Rsa. Dobbiamo approfondire tutti gli aspetti, forse si poteva fare meglio, se non ci saranno risorse sufficienti i nuovi Lea rappresenteranno un po’ un incompiuto, solo la metà se ne andrebbe per le cure dei virus come epatite C. Valuteremo inoltre tutte le malattie rare e croniche che sono state inserite”.
Dal 15 al 17 settembre 2016 presso il Teatro Regio di Torino ci sarà l’11° Congresso Internazionale organizzato dall’European College for the Study of Vulval Disease (ECSVD)
patologie oncologiche, e non, correlate al Papilloma Virus, con la presentazione del nuovo vaccino nonavalente presto disponibile anche in Italia; la ricostruzione per le donne che hanno subito la mutilazioni genitali; la gestione multidisciplinare del dolore vulvo-perineale alla luce della nuova classificazione internazionale del 2015 e delle nuove terapie riabilitative. Parteciperanno tra i più importanti specialisti a livello nazionale e internazionale, tra i quali il Dott. Paolo Scollo, Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), il Dott. Francesco Raspagliesi dell’Istituto Tumori di Milano, il Dott. Mario Airoldi della Città della Salute di Torino, il Prof. Jacob Bornstein, già Presidente dalla International Society for the Stufy of Vulvar Disease (ISSVD), il Prof. Michael Hockel, Direttore della Scuola di Chirurgia Pelvica Radicale di Lipsia, il Dott. Jeff Andrews, Editore del Journal of Lower Genital Tract Disease. L’ECSVD, fondato nel 1996 proprio a Torino, oggi tra i suoi membri vede i principali esperti europei nella patologia vulvo-vaginale e negli anni ha esteso il proprio ambito scientifico ad altri aspetti della patologie femminili, un ampliamento voluto dall’attuale Presidente, il Dott. Fabrizio Bogliatto dell’ASL TO4.