Riparte il Master di II livello in Industrial Automation del Politecnico di Torino, organizzato insieme a Comau e Prima Industrie, con il finanziamento della Regione Piemonte; nell’edizione 2017-2018 il percorso didattico si concentra sulle tecnologie della “quarta rivoluzione industriale”, che stanno modificando sempre più il panorama dell’industria manifatturiera internazionale.

Si è tenuta oggi, alle ore 9.30, presso la Sala Consiglio di Facoltà del Politecnico di Torino, la cerimonia d’apertura della VI edizione del Master in Industrial Automation del Politecnico di Torino, organizzato insieme a Comau e Prima Industrie e finanziato dalla Regione Piemonte. Oltre a consolidare l’offerta formativa e professionale proposta con successo ormai dal 2012 – che ha portato finora oltre 90 studenti ad essere assunti in Comau a tempo indeterminato, e che vede nella nuova edizione in partenza, 22 neo-assunti per Comau e 3 per Prima Industrie – la nuova edizione del Master presenta anche alcune importanti novità, per poter fornire ai partecipanti gli strumenti idonei a comprendere e poi guidare il cambiamento in atto nei processi produttivi industriali.
Quello dell’automazione industriale è un mercato sfidante e in continua espansione, che necessita di figure professionali altamente specializzate, dalle elevate competenze tecniche e gestionali. L’obiettivo del Master è quindi quello di investire sui giovani neolaureati di talento, dando loro la possibilità di sviluppare tali skills direttamente sul campo.
***
In particolare, nel biennio in partenza, il fulcro del percorso formativo è costituito dall’Industry 4.0, ovvero la cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, e dalle tecnologie abilitanti ad essa connesse che sempre più stanno interessando – e trasformando – il panorama dell’industria manifatturiera internazionale.
La principale novità dell’edizione 2017-2018 consiste nell’introduzione di tre differenti indirizzi di specializzazione, tutti connotati da attività in aula e on the job: uno dedicato all’innovation, uno al product development e uno di carattere più gestionale, incentrato sul project management.
Il Master si struttura in un percorso di formazione e lavoro che prevede l’assunzione diretta degli studenti – tra i migliori laureati in Ingegneria provenienti da Università italiane ed estere – in Comau e Prima Industrie, attraverso un contratto di alto apprendistato. Il corso, totalmente in lingua inglese, consta di 540 ore di lezione il primo anno e 660 ore dedicate al project work, nel secondo anno. Le lezioni sono tenute dai migliori manager di Comau, di Prima Industrie e da docenti del Politecnico di Torino.
***
Come rileva Mauro Fenzi, CEO di Comau: “La nostra azienda crede da sempre nel valore dei giovani talenti e nel loro prezioso contributo nella realizzazione di nuove soluzioni per il mondo industriale, che vive un periodo di grande trasformazione. Penso soprattutto alle sfide imposte dal nuovo paradigma dell’Industry 4.0, su cui l’edizione di quest’anno del Master è incentrata. In un mondo influenzato dalle nuove tecnologie digitali, sono sempre più necessarie le competenze di una nuova generazione di professionisti capaci di padroneggiarle e che siano permeati di questa cultura dell’innovazione. Comau è pronta ad accettare la sfida e a rendersi protagonista insieme a loro di questo cambiamento. Per questo motivo continuiamo a organizzare, per il sesto anno consecutivo, questo Master così come tutti gli altri learning programs della Comau Academy. Tra questi, sempre in tema di Industry 4.0, a fine marzo partirà il nuovo Master in Manufacturing Automation & Digital Transformation, rivolto ad aziende e manager che vogliano acquisire le competenze necessarie a far fronte alla trasformazione digitale in atto nel settore dell’automazione industriale”.
“Grazie ai Master in Industrial Automation e Additive Manufacturing organizzati nel 2016 con il Politecnico di Torino e Comau, 6 giovani talenti sono entrati a far parte del nostro Gruppo.” – aggiunge Gianfranco Carbonato, Executive Chairman di Prima Industrie. “La nostra partecipazione alle nuove edizioni conferma la nostra convinzione che le nuove generazioni siano portatrici di approcci innovativi e nuove energie, di cui le aziende hanno sempre bisogno, e che i Master siano un eccellente strumento per incontrarle, selezionarle e formarle. E’ importante che quest’anno il Master sia focalizzato sull’Industry 4.0: sistemi autonomi, integrazione e interconnessione di macchine e aziende, Additive Manufacturing, Big Data, Cloud, IoT e realtà aumentata si stanno sempre più diffondendo nelle aziende manifatturiere e saranno indubbiamente i pilastri della produzione del futuro.”
***
Commenta il Direttore della Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino, Carlo Rafele: “Negli ultimi anni il modello formativo si è profondamente trasformato. Il Politecnico di Torino è sempre più impegnata a offrire modalità formative innovative, sia per quanto riguarda la composizione didattica, miscelando le componenti d’aula con quelle on the job, sia per quanto concerne le tecniche erogative, che comprendono l’e-learning, lo streaming video, i team works avanzati. Ma non basta. Così come la ricerca viene condotta sempre di più in partenariato con le imprese, anche la didattica deve essere progettata in collaborazione con le esigenze aziendali per ridurre i tempi di inserimento nel mercato del lavoro grazie a contenuti formativi rapidamente utilizzabili, avviando la formazione aziendale in parallelo a quella accademica. I corsi in apprendistato, finanziati dalla Regione Piemonte, permettono proprio di configurare questa modalità formativa che sta portando i suoi frutti anche grazie a partenariati solidi e costanti nel tempo come quello con Comau e Prima Industrie. Tutto ciò ci permette di proporre per la sesta edizione questo percorso formativo che si è consolidato negli anni e ha permesso a molto giovani di accedere al mondo del lavoro attraverso un percorso diretto ed efficace”.
Giovanna Pentenero, Assessora al Lavoro e Formazione professionale della Regione Piemonte sottolinea: “Sull’alto apprendistato, che rappresenta per i giovani un’importante opportunità di imparare associando la formazione universitaria all’apprendimento in impresa, la Regione Piemonte ha deciso di scommettere stanziando, fino al 2018, 5 milioni di euro, per finanziare percorsi formativi rivolti a circa 500 ragazzi. Inoltre, la giunta regionale ha deciso di creare una sinergia tra lo strumento contrattuale dell’alto apprendistato, applicabile a tutti i percorsi accademici, e i programmi di ricerca finanziati dal fondo europeo di sviluppo regionale. Questo consente ai giovani di essere inseriti, ad esempio, nei percorsi dell’Industria 4.0, come nel caso di Comau, o nei progetti di industrializzazione della ricerca, chimica verde, salute. Ad oggi sono circa 1000 i ragazzi assunti in alto apprendistato in Piemonte, che hanno partecipato a percorsi di Istruzione tecnica superiore, Laurea, Dottorato, Master di I e II livello. Gli esiti formativi e occupazionali sono molto positivi: il 94% dei giovani che ha terminato il percorso formativo ha ottenuto il titolo di studio e il 100% degli apprendisti è stato confermato dalle imprese in cui ha svolto l’apprendistato”.
Ad aprire la cerimonia di inaugurazione del Master è stato Ezio Fregnan (Comau Training Manager). È stato quindi trasmesso un video capace di condensare al meglio i capisaldi della “Quarta rivoluzione industriale”, leitmotiv dell’intero programma. A seguire, sono stati proposti gli “Essay Experience” dei partecipanti della quinta edizione del Master e i project work condotti dagli studenti della quarta edizione, coordinati da Massimo Ippolito (Comau Innovation Manager). Luca Iuliano (Politecnico di Torino – coordinatore scientifico del Master) ha presentato quindi la nuova struttura del Master. L’introduzione della sesta edizione e la presentazione dei nuovi partecipanti per il biennio 2017-2018 è stata affidata a Luca Civitico (Comau HR Business Partner EMEA & BU Automation Systems) e a Fabrizio Cau (Prima Industrie Divisional HR Manager – Vice President). Hanno chiuso l’incontro, infine, gli interventi di Marco Gilli (Rettore del Politecnico di Torino), Carlo Rafele (Direttore della Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino), Donatella Pinto (Comau Head of Human Resources), Ezio Basso (Prima Industrie Managing Director), Giovanna Pentenero (Assessore all’Istruzione, al Lavoro e alla Formazione professionale della Regione Piemonte), e la cerimonia di consegna dei diplomi della quinta edizione.
Sono in corso gli interventi sul patrimonio arboreo comunale torinese risultati necessari a seguito della consegna dei referti relativi alla prima tranche (oltre 8.500 alberi controllati) dell’appalto del controllo di stabilità degli alberi. 
supporto dell’Università di Torino, con cui è operativa una collaborazione sul tema delle fitopatologie in ambiente urbano, allo scopo di individuare le cause e possibili strategie di contenimento. Come noto, la Città di Torino, il cui patrimonio arboreo pubblico è di entità molto rilevante, dalla metà degli anni ‘90 sottopone le piante del territorio cittadino a periodici controlli della stabilità, affidati con specifica gara d’appalto a professionisti esterni specializzati (dottori agronomi e forestali, periti agrari) e le attività sono sottoposte al coordinamento ed alla supervisione dei tecnici comunali; ogni 3 mesi gli appaltatori consegnano alla città le risultanze delle indagini del patrimonio arboreo analizzato in tale periodo.
cedimento, ristabilendo l’equilibrio della pianta. Quella effettuata lo scorso mese di dicembre è la prima consegna dei risultati dei controlli da quando è stato aggiudicato il nuovo appalto, che prevede numerose novità dal punto di vista tecnico gestionale. Si tratta infatti della prima gara della Città di Torino per tale servizio che viene aggiudicata con il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dunque non al massimo ribasso, ma valutando il progetto tecnico e le caratteristiche qualitative dell’offerta. Inoltre, in tale appalto si prevede una maggiore attenzione verso gli approfondimenti strumentali (tomografie obbligatorie per le piante con diametro tronco superiore ai 70 cm.) e il caricamento diretto da parte dei professionisti dei dati rilevati sul nuovo software per la gestione integrata del patrimonio arboreo della Città di Torino, ALBERA.TO. 
Per molti manager, l’anno nuovo è una sorta di New deal di Roosveltiana memoria che ha lo scopo di “porre rimedio agli errori commessi” in precedenza e di “rafforzare i punti” di forza messi in evidenza da un’attenta valutazione della performance. Non va nemmeno trascurato, a nostro avviso, il vecchio detto popolare: “Anno Nuovo Vita Nuova”, perché questo fa capolino nelle menti di molti di noi, predisponendoci ad accettare in modo migliore il cambiamento.
sentire persone trasferite in altre sedi lavorative, altre che hanno cambiato azienda, altre ancora che hanno lanciato un nuovo prodotto o una nuova iniziativa. Come dire: Situazioni oggettive che confermano questa nostra teoria.





Le prime vittime dell’ondata di gelo, viene detto ogni giorno, sono i senzatetto. Le principali città, inclusa la nostra, hanno adottato misure straordinarie. “Ma quella con il freddo è una battaglia che si combatte la maggior parte dei giorni dell’anno per chi non ha un posto dove dormire.”
degrado delle strutture spiegherebbe, sentendo Nicola e le interviste televisive dei diretti interessati, anche i posti vuoti all’interno dei dormitori.
esperienza in città, la quasi totalità è gente comune che ha subito un tracollo finanziario per la perdita del lavoro. Per questa ragione si è trovata dall’oggi al domani a vivere la strada, a mettersi in fila per i vari dormitori della città. Il senzatetto medio ha tra i 40 e i 50 anni, è spesso diplomato, e non viene chiaramente da famiglie agiate. Ultimamente sono sempre di più gli under 30.” A conferma di ciò che mostrano gli ultimi rilevamenti dell’Istat che stravolgono il vecchio “modello di povertà italiano” e per i quali oggi la povertà assoluta
risulta inversamente proporzionale all’età, diminuisce all’aumentare di quest’ultima. La persistente crisi del lavoro ha infatti penalizzato (o meglio, sta ancora penalizzando) soprattutto giovani e giovanissimi in cerca di una prima/nuova occupazione e gli adulti rimasti senza un impiego.
visione di questo panorama molto eterogeneo. Io scrivo di Giuseppe, maestro di karate che è stato nei boschi della Val di Susa per un anno, o di Antonio, ex imprenditore nei guai con la legge per colpe non sue. Quando si svegliano la mattina le loro strade si dividono, tutti inseguono la sopravvivenza. Inseguono i pasti caldi e i pochi visi amici che li sono rimasti.” Solitamente non si tratta, comunque, di persone che rifiutano le regole e le convenzioni sociali, che cercano sistemi di vita alternativi: “Io credo che il rifiuto delle convenzioni del nostro sistema sociale sia più una conseguenza. Vivendo in strada, cambiano i parametri di riferimento, molte persone hanno infatti radicalmente mutato il loro modo di essere.” spiega, come ultima annotazione, Nicola Samana.
Il termine ” risparmio energetico” include tutta quella serie di lavori che portano a una riduzione del fabbisogno energetico dell’edificio privato o condominiale
Il 65% dellimporto speso viene restituito dallo Stato sotto forma di detrazione d’imposta un decimo l’anno per i successivi dieci anni. Bisogna sottolineare che, per poter usufruire delle detrazioni, è necessario che il contribuente abbia in dichiarazione dei redditi un’imposta a debito.
Nulla in comune tra il caso Volkswagen e quello Fca, dice Sergio Marchionne




La Diocesi di Torino ha deciso di ampliare il proprio servizio accoglienza notturna, per ospitare chi ha bisogno di riparo in questi giorni di nevicate e di grande freddo