ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 679

Settecento “agenti pulenti” per i 100 anni di Lions

Sensibilizzare i giovani alla conoscenza, al rispetto e alla salvaguardia dei monumenti è l’obiettivo di “Missione Agenti Pulenti”, service a favore dei giovani e dell’ambiente che intende promuovere dei momenti di confronto e di educazione sui temi della conoscenza della nostra storia, del rispetto degli spazi comuni, dei beni di interesse storico artistico e in generale di educazione alla cittadinanza.

Il progetto “Missione Agenti Pulenti – Proteggiamo i monumenti” trova ispirazione dagli obiettivi internazionali del Lions Club International, che quest’anno per il Centenario della sua fondazione ha focalizzato i service su quattro macro-aree: ambiente, fame, vista e giovani. E li adatta al contesto italiano particolarmente ricco di testimonianze materiali della nostra storia: un vero e proprio ambiente culturale che va fatto conoscere e rispettare innanzitutto ai nostri giovani cittadini.

Il service, che quest’anno giunge alla terza edizione e ha coinvolto nel 2016 circa 600 ragazzi degli ultimi anni della scuola primaria, viene portato avanti con la collaborazione degli insegnanti di classe, che svilupperanno la conoscenza storico-artistica del monumento prescelto, ma anche con il determinante coinvolgimento istituzionale dei funzionari tecnici delle Soprintendenze del Piemonte e della Valle d’Aosta e dei docenti-restauratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, sede dell’omonimo corso di laurea magistrale dell’Università di Torino. La “Missione” si articola in tre fasi, in un arco temporale di tre mesi (marzo-maggio). La prima fase, quella della Conoscenza, è svolta in aula dai docenti della scuola e serve a raccontare le caratteristiche dei monumenti. Poi si passa a Imparare e Responsabilizzare, una fase di incontro tra i ragazzi e i funzionari della Soprintendenza finalizzata all’approfondimento del tema del rispetto e della tutela dei Beni Culturali e a illustrare le modalità di intervento e a conoscere i materiali. Infine la fase più importante, quella di Intervento, che è il momento di reale partecipazione attiva degli studenti che operano sotto la guida esperta di tutor restauratori. L’iniziativa ha ottenuto, anche per quest’anno, il patrocinio della Regione Piemonte, della Regione Valle d’Aosta e dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte. I partecipanti all’incontro di lunedì 13 marzo potranno eccezionalmente visitare i Laboratori del Centro che ospitano importanti opere d’arte in restauro, mentre 36 ragazzi delle classi 3a  G e 4a G della scuola elementare VIII Marzo di Venaria Reale saranno i primi AGENTI PULENTI del Centenario Lions: dopo aver seguito le lezioni dei restauratori si cimenteranno presso i laboratori del Centro Conservazione e Restauro con le attività pratiche e più divertenti sperimentando varie operazioni di pulitura.

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LUNEDÌ 13 MARZO – ORE 11,00

CENTRO CONSERVAZIONE E RESTAURO DELLA REGGIA DI VENARIA

VIA XX SETTEMBRE, 18 VENARIA REALE, TORINO

Conferenza Stampa per la presentazione del Service Lions

“MISSIONE AGENTI PULENTI PROTEGGIAMO I MONUMENTI”

Interverranno il Governatore del Distretto Lions Gabriella Gastaldi; il presidente del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, Stefano Trucco; la referente del progetto per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino, Valeria Moratti; il Soprintendente della Valle d’Aosta, Roberto Domaine; un rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale.

 

Festa della Donna – Jiggeni Afrik

Sabato 11 marzo, dalle 16 fino alle 22, l’Associazione dei Senegalesi di Torino (AST) organizza la celebrazione della Festa della Donna – Jiggeni Afrik, nel Centro Interculturale in corso Taranto 160. Sarà l’occasione per festeggiare il ruolo delle donne africane e, in particolare, delle donne senegalesi, oltre che favorire il dialogo e l’incontro fra le culture in una società sempre più multietnica. L’incontro offrirà la possibilità di confrontare la comunità senegalese e gli studenti del programma di mobilità internazionale New African Diasporas – Transnational Communities, Cultures and Economies” coordinato in Italia dal CSA. Gli studenti provengono da molte Università negli Stati Uniti e sono ospitati presso alcune famiglie della comunità. Le attività avranno inizio con il saluto da parte delle autorità regionali, cittadine e consolari, oltre che da parte dei rappresentati del Centro Interculturale, dell’AST e del CSA, introdotto dal gruppo Combo Jazz diretto da Fulvio Chiara, a cura dei Corsi di Formazione Musicale della Città di Torino.

Il pomeriggio proseguirà con lo spettacolo “Giovine Italia”, grazie al contributo di Alma Teatro, e un intervento di Nelly Diop, intellettuale che introdurrà il tema della giornata. Le attività culturali proseguiranno con Ciooluk demb (Gli abiti di ieri) un’esibizione dei costumi del Senegal indossati da alcune studentesse della diaspora. Costumi e musica di accompagnamento saranno forniti dall’AST. Verrà presentato un intervento sul “Protagonismo delle Donne in Africa e nel Mondo”. Sarà proiettata la presentazione video di “Afropolitan LAB”, di Andrea Ciommiento, e sarà proposto lo spettacolo “Arte Migrante”. Infine si esibiranno altre comunità della Africa Nera. La giornata si concluderà con unaperitivo accompagnato da un concerto di musica tradizionale senegalese. Una giornata  per immergersi nelle immagini e nei colori delle donne africane, nelle sonorità del continente senza trascurare il piacere dei profumi e dei sapori.L’evento, con il patrocinio della Città di Torino e di Regione Piemonte, è realizzato in collaborazione con il Centro Piemontese di Studi Africani (CSA) e il Centro Interculturale della Città di Torino.

MC www.comune.torino.it

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INFO: Associazione dei Senegalesi di Torino (AST)

segreteria@ast-torino.org

La scuola all’estero

Esperienze in altri Paesi e importanza delle lingue straniere

Vivere all’estero è una esperienza straordinaria anche per i figli. Conoscere nuovi amici, confrontarsi con nuove culture rappresenta uno stimolo formidabile e crea le migliori condizioni per la costruzione di una mentalità aperta alle diversità. Per la scelta della scuola è opportuno esaminare tutte le possibilità che un paese offre: scuola in lingua italiana, o in lingua inglese o inglese/lingua del posto. La scelta di una scuola italiana certamente offre la comodità della accessibilità alla comprensione ma l’opportunità di far imparare ai propri figli una o due lingue straniere apre le porta alla comunicazione interpersonale con persone di altri paesi, alla possibilità di collocarsi  nelle migliori università del mondo e soprattutto di avere un passaporto sicuro per il mondo del lavoro . Inglese, arabo, cinese, spagnolo, tante lingue da imparare, moltissime occasioni per il futuro!

 

 

 

 

Consiglio Piemonte, pari trattamento linguistico

Lo scorso anno il Consiglio regionale del Piemonte si è dato l’obiettivo di uniformare il proprio linguaggio in tutte le sue forme espressive dagli atti legislativi a quelli amministrativi e alla modulistica, dal sito web all’attività giornalistica – decidendo di dotarsi di linee guida per l’eliminazione degli stereotipi e di tutte le discriminazioni linguistiche basate sul genere. Il lavoro intitolato “La parola cambia il pensiero” è stato presentato, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo, a Palazzo Lascaris.
Il percorso ha preso il via in seguito all’approvazione all’unanimità della mozione n. 231 “Uso del linguaggio di genere”, e ha coinvolto tutte le Direzioni del Consiglio, ultima tappa di un approfondimento già avviato dalla Regione Piemonte negli anni passati in cui sono stati affrontati, a più riprese, il tema della parità di genere e del pari trattamento linguistico.

Il documento è suddiviso in due parti. La prima contiene le linee guida generali, indirizzate all’intero Consiglio regionale, indipendentemente dal ruolo ricoperto e dall’attività svolta. Ognuno è chiamato a un uso consapevole del linguaggio, che integri il linguaggio di genere, in tutte le sue forme espressive, siano esse dirette o mediate dalle tecnologie, formali o informali, rivolte all’interno o all’esterno. La seconda parte contiene linee guida specifiche, destinate rispettivamente ai tre contesti specifici della normativa, dell’ambito amministrativo e della comunicazione, con particolare riguardo all’attività giornalistica. Seppur indipendenti tra loro, i tre ambiti sono complementari e trasversali di tutta l’attività del Consiglio.

Il gruppo di lavoro ha inoltre proposto un adeguamento, e quindi una riscrittura integrale, dello Statuto regionale per garantire, anche all’interno della norma principale della nostra Regione, un linguaggio non discriminatorio e rispettoso dell’identità di genere, senza compromettere la qualità della legislazione.

Nel tempo, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha approvato, con la Deliberazione n. 22 del 1 marzo 2016, la Carta di intenti Io parlo e non discrimino, realizzata con la finalità di eliminare l’uso discriminatorio della lingua da un punto di vista di genere. Oltre al Consiglio regionale, gli enti promotori della Carta sono stati la Regione Piemonte, la Città metropolitana, il Comune di Torino, l’Università degli Studi e il Politecnico.

Contestualmente, la Regione ha poi approvato la legge regionale 23 marzo 2016, n. 5 che contiene norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale. Detta legge, per quanto riguarda il pari trattamento linguistico, prevede l’attuazione di interventi finalizzati a favorire l’adozione da parte del personale regionale non solo di comportamenti ma anche di linguaggi coerenti con i principi contenuti nella legge, tra cui il divieto di discriminazione fondato sul sesso e sull’identità di genere.

Alla presentazione hanno partecipato la consigliera regionale e componente del Comitato Diritti Umani Enrica Baricco, e le consigliere comunali Maria Grazia Grippo ed Eleonora Artesio.

 

www.cr.piemonte.it

PRODOTTINI FINANZIARI “SEMPLICI E CARINI QUASI QUASI COME TE”

Prodotti finanziari “facili-facili” per i Risparmiatori. Quello di cui qui sotto (che, tra l’altro, non è neppure tra i più complessi), emesso da primaria Banca europea (non importa quale, più o meno “così fan tutte”), è un’esemplificazione di cose che si dovrebbe vietare di collocare al pubblico, sia per la difficile comprensibilità (e questa è già la ‘spiegazione’ che rilascia l’emittente su un suo rotocalco, immaginatevi capirne qualcosa dal Prospetto Consob), sia per la complessità nel calcolo dell’alea del rischio e del valore congruo (mark to market) del prezzo di emissione. Ora: è comprensibile, ma non condivisibile, che lo Stato permetta alla gente di rovinarsi col gioco d’azzardo (solo quello legale fattura in Italia 90 miliardi di Euro), visto che ne trae un utile erariale imponente, ma perchè permettere che altri (che hanno tutto il diritto di farlo, essendo autorizzati e essendo Società che operano per realizzare utili) traggano benefici numerari immensi come parti avvantaggiate nei confronti degli inermi Risparmiatori? La spiegazione ci sarebbe, ma è meglio non pensarci e rimpiangere i tempi del “se potessi avere mille Lire al mese”.

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https://paoloturatitactica.wordpress.com/2017/03/08/prodottini-finanziari-semplici-e-carini-quasi-quasi-come-te/

 

Giornata Mondiale del Rene. Iniziative il 9 marzo

Sono circa 2 milioni e mezzo i pazienti in dialisi cronica in tutto il mondo, di cui più di 50.000 in Italia e circa 3200 in Piemonte. Nella nostra regione 700 pazienti ogni anno giungono a una insufficienza renale che necessita di terapia sostitutiva, all’età media 70 anni. Il 18% di questi pazienti viene messo in lista per trapianto renale. Per merito dei Centri trapianto del rene di Torino e Novara i pazienti trapiantati oggi  residenti in Piemonte sono circa 2200. Per il 9 marzo saranno numerose le iniziative in programma in  tutta la regione in occasione della Giornata Mondiale del Rene. In Piemonte il 2016 ha registrato un numero dei trapianti elevato  rispetto all’anno precedente. E il 2017 è stato caratterizzato anche dal trapianto effettuato alle Molinette con la chirurgia robotica, dove è stato possibile recuperare un rene asportato per un’anomalia congenita e trapiantarlo con successo in un paziente sottoposto a dialisi.

Dalle reti neurali all’intelligenza artificiale

Dalle reti neurali artificiali all’intelligenza artificiale: è la nuova avventura che renderà le macchine capaci di prestazioni sempre più simili a quelle umane nel campo dell’apprendimento automatico, cioè nell’estrazione di informazioni anche molto complesse a partire da dati non organizzati. Riconoscere immagini e parlato, apprendere strategie in giochi complessi, ma anche analizzare dati nella medicina di precisione: sono solo alcuni esempi di come le macchine possano raggiungere prestazioni “umane”. Tuttavia, malgrado gli enormi progressi nelle applicazioni, siamo ancora lontani dal modo di apprendere degli umani e degli animali. Ma poco per volta le macchine “imparano a imparare”. Riccardo Zecchina, ordinario di Fisica teorica al Politecnico di Torino e responsabile dell’unità di Inferenza statistica e Biologia computazionale all’HuGeF, spiegherà comein un futuro non troppo lontano – i sistemi cognitivi artificiali andranno oltre quelli neurali basati sul “deep learning”, verso la “vera” intelligenza artificiale. Il prof. Zecchina, ultimo allievo di Tullio Regge, sarà ospite di GiovedìScienza giovedì 9 marzo, alle 17:45 al Teatro Colosseo (a Torino, in via Madama Cristina 71).

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Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it

Plasticità cerebrale. Se ne parla a “Seralmente”

Dalle cellule staminali alla vita di tutti i giorni
Con Luca Bonfanti e Paolo Peretto, ricercatori del NICO Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi – Università di Torino

Ognuno di noi nasce con 100 miliardi di neuroni collegati tra loro da migliaia di miliardi di connessioni: questo ci permette di pensare, muoverci, ricordare, amare, odiare, contrattare i prezzi al mercato e preparare conferenze.Numero, tipo, sede di ogni neurone all’interno della complessità del cervello sono in gran parte determinati dalla genetica. Ma come può “la genetica” prevedere tutto ciò che succederà nel mondo che ci circonda? Se il mondo cambia – e tutti sappiamo che questo accade continuamente – come potremo adattarci alle nuove situazioni?

È possibile cambiare la struttura dei contatti tra i neuroni o il loro numero nell’arco della nostra vita? Possiamo sostituirli quando vengono danneggiati o addirittura persi, come nell’Alzheimer, nel Parkinson o nell’ictus? È vero che il nostro cervello contiene cellule staminali attive anche negli individui anziani? E soprattutto, come sarà il nostro cervello all’età di 90 anni?

Sono solo alcune delle domande che negli ultimi decenni hanno appassionato neuroscienziati, affascinato cittadini curiosi di scienza, e dato speranza a pazienti con malattie neurologiche. 
Interpretando i ruoli dello scienziato ottimista e di quello pessimista, Luca Bonfanti e Paolo Peretto – ricercatori del NICO Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi – Università di Torino – cercheranno di dare alcune risposte raccontando la storia, lo stato attuale e il futuro delle ricerche sulla plasticità cerebrale. 

Aula Magna di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino 
Largo Paolo Braccini 2 (già Via Leonardo da Vinci 44) – Grugliasco (TO)

in collaborazione con il Comune di Grugliasco

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
www.seralmente.com  www.nico.ottolenghi.unito.it 

L’8 marzo screening gratuito per l’osteoporosi

Alla Clinica Santa Caterina da Siena di Torino un importante appuntamento dedicato alla prevenzione e alla diagnosi di una patologia che in Europa colpisce il 30% delle donne in menopausa

In occasione della Festa della Donna, come ogni anno la Clinica Santa Caterina da Siena di via Villa Della Regina 19, Torino, offre la possibilità di effettuare uno screening gratuito per l’osteoporosi.Mercoledì 8 marzo, dalle 10:00 alle 18:00 sarà possibile sottoporsi a un esame non invasivo e di rapida esecuzione: l’ultrasonometria ossea quantitativa effettuata a livello del calcagno, esame che aiuta a valutare il rischio di fratture.

Questo screening di primo livello permette di valutare la salute ossea tramite una tecnica diagnostica altamente efficace per studiare l’invecchiamento dell’apparato scheletrico. L’apparecchiatura impiegata utilizza gli ultrasuoni e ne misura la velocità e la capacità di penetrazione attraverso l’osso. Combinando questi due dati si ottiene quello che viene chiamato T-score, un valore utile per definire il rischio di fratture osteoporotiche.Un importante appuntamento dedicato alla prevenzione e alla diagnosi dell’osteoporosi, patologia che provoca fragilità ossea e aumenta il rischio di fratture anche per traumi lievi e colpisce maggiormente proprio il genere femminile: in Europa colpisce il 30% delle donne in menopausa.

L’osteoporosi è una patologia dello scheletro caratterizzata da una riduzione della massa ossea e dalla compromissione della micro architettura del tessuto. Il decorso è spesso senza sintomi e la diagnosi viene fatta solo quando si verifica una frattura da fragilità, cioè per un trauma che sarebbe insufficiente a procurare la frattura in un soggetto sano.  Le fratture osteoporotiche si verificano con maggior frequenza in alcuni segmenti dello scheletro: vertebre, femore e radio.

La patologia può essere legata a più fattori, tra cui quelli genetici, età, sesso, etnia, ipogonadismo primario e secondario nel maschio, stile di vita e propensione alle cadute.  Nello stile di vita, il ruolo fondamentale di una corretta alimentazione, sia per lo sviluppo dello scheletro sia per il mantenimento e la riduzione della perdita di massa ossea dopo la menopausa, inizia fin dall’infanzia: occorre assumere ogni giorno la giusta quantità di Calcio e vitamina D insieme ad una dieta bilanciata che contenga tutti i nutrienti essenziali. A ciò va accompagnata la regolare attività fisica. No al fumo, al consumo eccessivo di alcool, all’abuso di caffeina.

Oltre all’ultrasonometria ossea per la diagnosi dell’osteoporosi può essere necessario eseguire la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata o Densitometria ossea) che misura il contenuto minerale osseo sulla scorta di parametri accreditati a livello internazionale. Anche in questo caso si tratta di un’indagine strumentale semplice e indolore che non richiede alcuna preparazione specifica.

L’iniziativa dell’8 marzo, in particolare, rientra nelle spirito etico della Clinica Santa Caterina da Siena che ritiene fondamentale fornire il proprio contributo nell’ambito della prevenzione, punto cruciale per la correzione dei fattori di rischio modificabili con un corretto stile di vita.

Per maggiori informazioni  +39 011.8199211

La fiducia è come la gomma

La fiducia è una cosa seria: non è una qualità che si compra, che è innata, ma deve essere costruita nel tempo, mantenuta, confermata, protetta. La fiducia ha bisogno di tempo, di storia, di fatti e di rapporti chiari e trasparenti

Di Paolo Pietro Biancone *

 

La fiducia è come la gomma da cancellare si consuma a ogni errore. Un aforisma netto, secco, vero. La parola “Fiducia” ha origini antiche, assimilata all’espressione “avere fede”. Dal latino (fides) e dal greco (feithe): persuado, son persuaso. In realtà fides in latino ha anche un secondo significato, cioè “funicella, corda di strumento musicale”, così come in sanscrito (fid) che significa “legare”. Etimologicamente la fiducia è composta, dunque, da due elementi primari: l’essere persuasi, convinti, e il legame, il tenere unito. Questo vale nei rapporti umani, dove la fiducia si conquista, si consuma, si tradisce, e comporta stati d’animo differenti dalla gioia alla delusione. Ma questo vale anche per le aziende, di ogni tipo, pubbliche, private, non profit, che nascono e vivono per soddisfare bisogni della collettività, del mercato. La fiducia in azienda è su due livelli: quella interna, verso e da parte dei dipendenti, e quella esterna, nei rapporti con il mercato e dei portatori di interesse (i cosiddetti stakeholder). La fiducia è una cosa seria: non è una qualità che si compra, che è innata, ma deve essere costruita nel tempo, mantenuta, confermata, protetta. La fiducia ha bisogno di tempo, di storia, di fatti e di rapporti chiari e trasparenti. L’azienda stessa si attrezza in quest’ottica: dal punto di vista delle fiducia interna, John Meyer e Natalie Allen hanno identificato tre principali ragioni per cui un dipendente può sentirsi motivato a impegnarsi per la propria azienda: di tipo affettivo (senso di appartenenza), normativo (vincoli di natura morale) e di continuità / convenienza (un disincantato bilancio dei costi / benefici sul rimanere o meno nell’organizzazione).

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Occorre influire sulla gestione dei fattori che influenzano la fiducia: la comunicazione, i valori, le norme di funzionamento. In alcuni casi la scarsa fiducia può essere la semplice e diretta conseguenza di una scarsa comunicazione: l’Azienda non fa conoscere a sufficienza ai propri dipendenti le proprie scelte e strategie, le modalità con cui persegue i valori, tutela il rispetto delle persone, modifica le norme, sceglie chi promuovere e chi sanzionare, esprime la propria riconoscenza. In altri termini, l’Azienda si meriterebbe la fiducia dei dipendenti, ma non li mette nelle condizioni di conoscerne i motivi.S e i valori sono dichiarati e non rispettati, occorrerà diminuire la tolleranza verso i comportamenti avversi ai valori, intensificare le azioni di controllo, consapevoli anche in questo caso di dover affrontare il costo di nuovi conflitti interni. Le norme di funzionamento e di comportamento possono essere riequilibrate attraverso opportuni interventi di riorganizzazione, purché al loro rinnovamento contribuiscano innanzitutto coloro che sono chiamati tutti i giorni a seguirle, e che ne conoscono bene limiti, contraddizioni e virtù.

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Quanto alla fiducia del mercato, occorre prendere a riferimento un ampio gruppo di portatori di interesse (o stakeholder), ossia azionisti, territorio, clienti, fornitori, concorrenti, comunità locale, governi, finanziatori etc.. Il termine stakeholder è stato definito da Freeman nel 1984 ed indica tutti i soggetti o gruppi di individui da cui l’impresa dipende per sopravvivere: azionisti, dipendenti, consumatori, fornitori. In senso più ampio si intende per stakeholder ogni singolo individuo che può influenzare o può essere influenzato dalle attività aziendali (concorrenti, governi locali, comunità locali, la stampa). Le aziende, quindi, devono agire con l’intento di soddisfare le attese legittime di tutti i diversi soggetti, anche se queste sovente appaiono tra loro inconciliabili. Le imprese per allineare i divergenti interessi e per creare valore nel lungo periodo devono sviluppare ed implementare le risorse e le capacità disponibili, adattandole ai repentini cambiamenti del mercato, così da soddisfare con azioni innovative i bisogni dei consumatori, prima e meglio dei concorrenti, e la fiducia dei portatori di interesse tutti.La reputazione determina i risultati aziendali e lo sviluppo e il consolidamento delle aziende nel tempo e nello spazio.Venendo meno i rapporti di fiducia, sotto ogni piano, si cancellano pian piano i risultati attesi.

*Professore Ordinario di Economia Aziendale e coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management