“La Regione non ha un ruolo di gestione ma di programmazione strategica”. Questa è la risposta dell’assessora regionale ai Diritti civili, Monica Cerutti, alla richiesta di comunicazione sulle politiche della Giunta regionale di gestione ed inclusione delle popolazioni nomadi, svolta nel corso del Consiglio regionale del 5 aprile. La richiesta, ribadita in apertura di seduta, era stata formulata dal capogruppo azzurro, Gilberto Pichetto, in base alle notizie, apparse sui media, sul coinvolgimento di soggetti pubblici e cooperative nella gestione del sistema della solidarietà. In attuazione della Strategia nazionale di inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti, “nel febbraio del 2014 – ha spiegato l’assessora – è stato istituito il Tavolo regionale composto dai rappresentanti delle amministrazioni periferiche statali, degli uffici regionali, degli Enti locali, delle associazioni e degli organismi della società civile impegnati nella tutela dei nomadi come Aizo Rome e Sinti Onlus, Idea Rom, Opera Nomadi e Romanò Ilo. Il Tavolo si occupa di approfondire i quattro assi individuati – lavoro, salute, casa e istruzione – allo scopo di contribuire al monitoraggio e all’attuazione delle politiche regionali”. L’assessora ha ricostruito l’iter delle riunioni, comprese quelle territoriali che coinvolgevano, via via, i soggetti dei territori coinvolti.
“Dopo un primo giro di incontri, su ciascuna tematica, attualmente è in fase di approfondimento il tema dell’abitare”. È stato Maurizio Marrone ad aprire il dibattito lamentando la mancanza delle risorse necessarie alla realizzazione di politiche risolutive oltre al coinvolgimento, nella gestione del problema, di cooperative da tempo indagate dalla magistratura. Concluso l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia, il proseguimento del dibattito è stato rinviato alla prossima seduta. Sono già iscritti a parlare Gian Luca Vignale (Misto-Mns), Nadia Conticelli (Pd) e Claudia Porchietto (FI).
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Nel 2017 ricorre il centenario della fondazione del Lions Club International, la più grande associazione di servizio del mondo, che conta circa 1.400.000 soci organizzati in oltre 46.000 club di 210 Paesi.
nelle cure e nell’osservazione del neonato.
1500 grammi di peso sono circa 6000 all’anno in Italia, 350 in Piemonte e di questi oltre il 70% soffre di problemi respiratori alla nascita. Non solo, oltre il 10% di questi bambini soffre di problemi respiratori dopo la dimissione che possono richiedere ossigenoterapia domiciliare.
implementare il quantitativo di rifiuto da avviare a recupero/riciclo sottraendolo dalla quota di smaltimento, con particolare attenzione al miglioramento dei parametri qualitativi. L’obiettivo principale è superare il 65% di RD in tutti i quartieri entro il 2020, come richiesto dall’Unione europea.

C’è chi realizza sciarpe e foulard, chi incide il legno o il cuoio, chi produce bambole con l’uncinetto, chi forgia bijou con alluminio e pasta di mais. Non mancano cestai e impagliatori, pittori e soffiatori di vetro. E’ l’altra faccia della “Street art”
creazioni. 

La situazione del MOI ( ex Mercati Ortofrutticoli all’Ingrosso) è da tempo insostenibile e grottesca: oltre mille clandestini occupano una struttura pubblica , devastandola e commettendo svariati reati. Appare di tutta evidenza l’ incapacità dello Stato e del Comune di Torino di risolvere la vergognosa questione, malgrado l’impegno del nuovo Prefetto di Torino Renato Saccone. Il sindaco/a forse appare non rendersi pienamente conto del degrado di un’intera zona della città. La nuova giunta 5S cerca di affrontare il problema a parole …, affidandosi a Cooperative, non ben precisati mediatori ed addirittura ai centri sociali (in qualità di consulenti???) . Da ultimo, si è fatto vivo come mediatore anche l’arcivescovo Cesare Nosiglia che apparirebbe come una sorta di deus ex machina. Nell’intera faccenda il grande assente appare lo Stato. Se io parcheggio in sosta vietata vengo subito multato…mille clandestini occupano da anni una struttura pubblica ,senza che gli organi comunali e statali abbiano il coraggio di intervenire. Il cittadino, per non dire chi abita nella zona del MOI non è più in grado di capire.
enorme di eventi, una vera e propria indigestione di parole, quasi tutte a senso unico? C’e’ la necessità di questa kermesse torinese ? Io ho dei forti dubbi. Persino un liceo di periferia ,l’Einstein, ha inserito nel suo orario di lezione una scuola di democrazia, per non parlare della scuola di buona politica del prof. Bovero , pupillo di Bobbio. La democrazia, direi ,si impara praticandola, votando, partecipando alla vita politica, più che ascoltando i soliti maestri, non sempre ottimi, a voler essere gentili. Nel contempo, dal Comune giunge la notizia di un taglio del 30% alla cultura, di fronte a cui i grandi enti, Regio, Stabile, Egizio ,quasi non hanno fatto una piega. La giustificazione è quella già tirata fuori da Chiamparino quand’era sindaco: gli asili hanno la priorità. Gabriele Ferraris su “Torino7” denuncia la mistificazione pubblicitaria che si rivela piuttosto vecchia. La mia esperienza mi induce a pensare che i tagli avvengano soprattutto sui piccoli ad alcuni dei quali, dai tempi di Chiamparino, è negato qualsiasi contributo. Una delle prime cose da tagliare ,o almeno da ridurre, sarebbe proprio la Biennale dell’ovvietà ideologica che anche quest’anno si è rivelata assai poco democratica ed assolutamente illiberale.
Valdo Fusi e i morti di Salo’