In classe fino a maggio un’iniziativa didattica innovativa di Fondazione CRT con Dschola e Comau per circa 3.000 studenti piemontesi dai 6 ai 19 anni

Un robot per aiutare gli studenti a imparare materie scolastiche curricolari, come matematica e arte, stimolandone la capacità di apprendimento attraverso l’uso interattivo delle nuove tecnologie. È l’obiettivo del progetto Robo-Scuola, realizzato dall’associazione Dschola in partnership con la Fondazione CRT e Comau per circa 3.000 studenti piemontesi dai 6 ai 19 anni e un centinaio di docenti. Fino a maggio saranno coinvolte complessivamente 38 scuole, di cui 14 primarie, 11 secondarie di primo grado e 13 secondarie di secondo grado, che già partecipano al progetto Diderot della Fondazione CRT.
Robo-Scuola è un’iniziativa didattica innovativa, sia per le modalità di lavoro proposte sia per le sue finalità: per la prima volta, infatti, l’apprendimento scolastico in classe viene facilitato da una collaborazione interattiva “studente-robot”. Per gli alunni non si tratterà di cimentarsi con lo studio della Robotica – come già accade in diverse realtà scolastiche – ma di utilizzare il robot come un vero e proprio strumento didattico, capace rendere più intuitiva e affascinante la comprensione di normali materie di studio, quali la matematica e l’arte.
Il progetto Robo-Scuola è l’esempio concreto di come le tecnologie avanzate possano essere utilizzate per sviluppare una nuova modalità di apprendimento, capace di integrare e supportare al meglio gli strumenti e le metodologie didattiche tradizionali insieme e accanto agli insegnanti. A lavorare tra i banchi di scuola con i giovani alunni sarà progettato e realizzato da Comau in modalità “aperta”, proprio per essere utilizzato a fini didattici ed educativi.
“Attraverso uno strumento come il robot, vicino al ‘linguaggio’ dei ragazzi, portiamo nelle scuole del territorio metodologie didattiche ad alta innovazione, capaci di diventare vere e proprie best practice per il Paese – afferma il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci –. Robo-Scuola viene sperimentato per la prima volta nelle classi del progetto Diderot della Fondazione CRT, che offre ogni anno a migliaia di studenti l’opportunità di avvicinarsi in modo creativo e stimolante a discipline in ambiti molto vari, affiancando e integrando il lavoro quotidiano svolto dagli insegnanti”.
“Comau è orgogliosa di partecipare ad un progetto innovativo come Robo-Scuola, insieme a dei partner di grande valore come la Fondazione CRT e l’associazione Dschola e a numerose scuole del territorio piemontese – afferma Donatella Pinto, Responsabile delle Risorse Umane di Comau –. Questo programma di studio dimostra concretamente l’importanza che i robot possono assumere anche in un contesto educativo e con finalità didattiche. Il robot assume infatti i caratteri di uno strumento di lavoro per allievi e insegnati, utile per sviluppare nuove competenze all’interno di un panorama formativo in continua evoluzione e aperto al cambiamento”.
Ogni scuola coinvolta partecipa al progetto con tre diverse classi: gli studenti sono chiamati a frequentare un modulo specifico, che prevede una lezione di arte o di matematica, della durata di 100 minuti, facilitati dalla presenza di un divulgatore scientifico. Gli alunni dovranno imparare in primo luogo a conoscere come funziona un robot e i quali sono i suoi componenti, assemblandone alcune parti. Il robot che verrà “creato” in aula sarà poi utilizzato dagli studenti per svolgere le diverse attività didattiche. I risultati di apprendimento raggiunti grazie a Robo-Scuola saranno valutati dai docenti in base a parametri e obiettivi stabiliti nelle fasi preliminari del progetto.
Per facilitare l’apprendimento della matematica, ad esempio, gli studenti delle scuole primarie avranno il compito di movimentare sagome di figure geometriche mediante un robot su cui è montata una pinza, per poi collocarle in un’area definita di cui dovranno calcolare il perimetro. Nelle scuole secondarie, invece, grazie a un robot dotato di uno strumento grafico, gli allievi dovranno individuare dei punti nello spazio e tracciare delle curve su un piano cartesiano.
Per gli studenti delle scuole primarie e secondarie che frequenteranno il modulo di arte, invece, il progetto Robo-Scuola sarà dedicato alle invenzioni di Leonardo da Vinci, che verranno studiate e confrontate con l’uso delle moderne tecnologie robotizzate. Grazie all’impiego del robot saranno eseguite le operazioni tipiche di alcune macchine inventate da Leonardo: ad esempio, la capacità di movimentazione di oggetti condotta da un robot attraverso una pinza, sarà messa in analogia con quella della gru ideata dal famoso scienziato.
Oltre al percorso didattico in aula, il progetto Robo-Scuola dà agli istituti coinvolti anche la possibilità di partecipare a un bando di concorso sul tema della “cooperazione tra robot ed esseri umani”. Entro l’8 aprile 2017 gli studenti dovranno inviare un elaborato (foto, video, disegno, ecc…) al comitato organizzatore.
Mercoledì 29 Marzo, alle ore 10.00, si terrà nell’Aula di Palazzo Lascaris la
In questi giorni si sta facendo sentire sempre di più, la protesta dei commercianti della zona centrale di Torino contro i piani della sindaca Chiara Appendino e della sua giunta. L’esecutivo di Palazzo Civico ha dichiarato di avere in programma, infatti, il prolungamento dell’ orario della Zona traffico limitato, portando il divieto di transito fino a sera. Il simbolo della protesta è un cartello bianco, affisso sulla vetrina di ogni negozio, con la scritta a caratteri cubitali : “NO ZTL PROLUNGATA”. La mobilitazione è partita in maniera spontanea e silenziosa (almeno per il momento), da un gruppo di commercianti dell’area pedonale di via Giovanni Amendola, per poi estendersi piano piano anche alla maggior parte dei negozi di via Roma e delle zone limitrofe. “Vogliono prolungare la fascia oraria della zona Ztl fino alle 19”- recita il manifesto appeso dietro ogni vetrina- “I negozianti- conclude l’avviso- chiedono di ridurla alle 9e30 in modo da facilitare il commercio”. Maria Lapietra, assessora alla Mobilità, ha però ancora confermato nei giorni scorsi, la volontà di rivedere e con molta probabilità modificare, gli orari della Ztl.
Apre i battenti dopo meno di due anni di lavori il Torino Outlet Village, la shopville del lusso frutto di un investimento da 100 milioni di euro
Il Salone del libro di Torino incassa il primo importante risultato. A due mesi dall’evento – ricordiamo che il Salone si svolgerà al Lingotto dal 18 al 22 maggio – gli espositori hanno risposto con entusiasmo, raggiungendo già un numero maggiore rispetto a quello dell’anno precedente. Sono 350 gli espositori che si sono iscritti per partecipare alla Book Fair torinese, mentre erano 330 quelli totali della scorsa edizione. “Avevo un po’ sfidato la scaramanzia pronosticando per la primavera sorprese positive anche in termini di partecipazione degli espositori – dichiara a Repubblica il direttore del Salone, Nicola Lagioia – ” Fortunatamente non si è peccato d’ottimismo e questo significativo dato premia innanzitutto la squadra della Fondazione che, sia sul piano professionale che relazionale, sta portando avanti senza sosta da ottobre, un lavoro intensissimo.”
Si è svolto oggi a Palazzo Lascaris il convegno “Quale cognome per i figli?”, promosso dallo Zonta Club International con il patrocinio della Consulta Femminile regionale
possibilità di utilizzare il cognome materno ha un’importanza che va oltre le strette implicazioni burocratiche o legislative. E’ un discorso legato alla maternità, agli affetti, alla storia di un figlio e – di conseguenza – di una famiglia. Si tratta del diritto all’identità personale, del principio di uguaglianza e di pari dignità dei genitori. E’ un tema di civiltà che non deve vedere l’italia esclusa rispetto a quanto già avviene in molti paesi europei”.
I recenti reports rilasciati da
settore più trainante, il
Il Novecento in Piemonte e il suo impatto sul nuovo Millennio sono i temi al centro della quarta edizione del Piemonte Visual Contest. Come sempre, per raccontare le diverse sfaccettature (storiche, politiche, economiche, sociali, culturali) del Secolo Breve nel nostro territorio saranno coinvolte le comunità di creativi, storyteller, mappatori, sviluppatori, data scientist e designer. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 maggio.
nazionale, un’iniziativa pionieristica che unisce tecnologie, storytelling, nuove forme di cultura digitale. Oggi il Piemonte è una regione in profondo cambiamento. Da territorio fortemente improntato all’industria e alla produzione, negli ultimi decenni sta accogliendo la sfida del cambiamento in ambito urbanistico, architettonico e paesaggistico fino a quello sociale, economico e culturale. Non a caso, la terza edizione del contest ha voluto indagare proprio queste trasformazioni, che affondano le radici nelle vicende del secolo scorso. E il secolo scorso resta al centro anche della quarta edizione edizione del contest, che prende il via lunedì 30 gennaio 2017 e si chiude il 15 maggio 2017. Piemonte Visual Contest – edizione 2017 si propone di indagare ad ampio spettro le vicende storiche, politiche, economiche, sociali e culturali che hanno caratterizzato il Novecento in Piemonte e il loro impatto sul nuovo Millennio. Il racconto dovrà svilupparsi utilizzando e integrando Data Visualization, Mappe Digitali, Storytelling e Data Journalism.
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