Il Presidente Nova Coop Dalle Rive: “Il futuro non è l’h24, ma innovare l’offerta”
Se è vero che il tempo è denaro, è altrettanto vero che rappresenta lo spazio della vita quotidiana nella sua totalità: casa, affetti, lavoro, momenti per se stessi e per gli altri. Nova Coop inaugura “Coop Drive”, il nuovo servizio che consente in qualunque momento di ordinare la spesa online e andare a ritirarla comodamente in automobile ad un apposito punto di ritiro, senza fatica e scegliendo l’orario più comodo.

Il servizio è completamente gratuito e parte oggi presso l’Ipercoop di Beinasco (To). Per usufruirne basta collegarsi al sito “La Spesa che Non Pesa” (www.laspesachenonpesa.it) da pc, cellulare o tablet. Dopo aver registrato le proprie credenziali, è possibile munirsi del carrello virtuale in cui caricare la spesa, con tutta la garanzia della qualità e convenienza dei punti vendita Nova Coop. Scegliere è semplice: il menu consente di cercare i prodotti selezionando le diverse categorie merceologiche o inserendo una parola chiave nel motore di ricerca. È possibile ordinare i prodotti anche in base al prezzo o alle promozioni attive al momento. In qualunque fase, prima di aver completato l’ordine, il sistema permette di modificare il proprio carrello.
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Una volta ultimata la spesa, basterà scegliere l’orario in cui andare a ritirarla (il servizio è garantito già dopo due ore ed è attivo dalle 8.30 alle 20.30, sette giorni su sette) oltre alla modalità di pagamento, che potrà essere effettuato subito online o al momento del ritiro.Il portale offre più di dieci mila tipologie di prodotti delle principali marche (comprese naturalmente tutte le linee Coop), che abbracciano la quasi totalità della gamma offerta in ipermercato. Dai prodotti alimentari confezionati, inclusi i Freschi e Freschissimi (ortofrutta, carni rosse e bianche, panetteria e pasticceria, ma anche latticini e surgelati), a tutto il necessario per la cura della persona e la pulizia della casa. In futuro il servizio si arricchirà anche della gastronomia preincartata e dei prodotti ittici freschi.
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«Quello di Beinasco è il primo Drive che inauguriamo e non a caso lo facciamo in uno dei punti vendita più importanti di tutta la rete Nova Coop – sottolinea Ernesto Dalle Rive, Presidente di Nova Coop – Testeremo il gradimento da parte dei clienti con l’obiettivo di estendere il servizio su tutto il territorio piemontese. Entro l’anno attiveremo un secondo Drive in una zona semicentrale di Torino, che non sarà agganciato a un ipermercato esistente ma completamente autonomo, e lanceremo la consegna a domicilio. Parallelamente confermiamo tutti gli investimenti già annunciati su Torino e Vercelli e abbiamo in progetto almeno sei nuove aperture nei prossimi anni tra Torino, Ivrea, Giaveno e Asti. Il futuro però è nella capacità di integrare il negozio reale con un’offerta online presidiata di persona. L’epoca dei grandi ipermercati è finita e, nel rispetto dei nostri dipendenti, non crediamo che la soluzione sia introdurre aperture h24. Le parole chiave per noi sono “qualificare” e “innovare”, le politiche dell’offerta e il rapporto con il consumatore».
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la scelta dell’Ipercoop di Beinasco come sede del primo Coop Drive arriva da lontano. Uno dei centri commerciali più performanti della rete, un ipermercato posto in un centro commerciale con oltre 4 milioni di visitatori annui e un presidio soci di oltre 65.000 soci. Un punto vendita da sempre strategico per la sua posizione, che raccoglie i quartieri più popolosi di Torino Sud e molti insediamenti industriali e di servizi, e che si trova alla confluenza di strade ad alto traffico, in particolare la Tangenziale Sud. «Siamo il 3° punto vendita di Nova Coop in termini di fatturato in Piemonte e il secondo a Torino, con oltre 1,5 milioni di scontrini all’anno – sottolinea Roberto Patrucco, direttore Ipercoop Beinasco – Al nuovo Drive abbiamo dedicato un team di lavoro composta da sette persone e abbiamo importanti aspettative su questo servizio, che siamo certi sarà molto utile per venire incontro alle esigenze dei nostri clienti. Delegare a qualcun altro la propria spesa richiede fiducia e noi faremo in modo di meritarla sempre: “Fare la spesa come fosse la nostra” è il motto del team di Coop Drive».
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«Ci sono molti nuovi stili di vita a cui rispondere e il servizio drive nasce in questa ottica – spiega Antonio Bongiovanni, dirigente Prodotto e New Business Nova Coop – In Italia questo servizio è ancora agli albori, ma in Francia dove è stato lanciato più di 15 anni fa e dove oggi i drive sono più di 2400, ha un peso del 4% sul fatturato della grande distribuzione. Ad incidere di più sono i prodotti pesanti, che il ritiro in automobile rende molto meno faticoso acquistare».
L’appuntamento è per il 4 febbraio. Per tutto il giorno volontari Lions saranno presenti presso i punti vendita della catena Crai che hanno aderito all’iniziativa per raccogliere alimenti e prodotti per la prima infanzia donati dai clienti.
Il materiale raccolto sarà poi fornito alle varie sedi della Caritas, all’Associazione
povertà e fame stanno mettendo in ginocchio tantissime famiglie, è di estrema importanza per noi Lions metterci a disposizione della comunità e aiutare le persone in difficoltà ad alleviare le loro sofferenze. Per questo motivo – precisa Gastaldi – nella giornata del 4 febbraio abbiamo organizzato in tutti i Comuni italiani iniziative di raccolta di alimenti e prodotti per l’infanzia da destinare a famiglie in stato di bisogno con bambini piccoli».
E’ Giovanni Quaglia è il nuovo presidente della Fondazione Crt, nominato oggi dal Consiglio di Indirizzo che lo ha votato all’unanimità
Quali accorgimenti per un hotel o un ristorante “su misura” per il turista di religione islamica?
rispettino i divieti, una copia del Corano nel comodino, frigobar senza alcolici e Tv senza canali per adulti. Oltre a prodotti per il corpo certificati halal, indicazione delle sale di preghiera vicine e della Mecca per il momento della preghiera. “Sotto la Mole non abbiamo ancora alberghi o ristoranti ‘halal friendly’ – dice Paolo Pietro Biancone, esperto di finanza islamica dell’Università, (nella foto a sinistra, che i nostri lettori conoscono poiché tiene una rubrica sui temi economici qui sul “Torinese” – ndr) -. Si tratta di un turismo di alta gamma ed è quindi importante capire che rappresenta un’opportunità per gli operatori. Inoltre l’accoglienza halal non penalizza il cliente tradizionale”.
Dal 24 gennaio al 24 febbraio, presso la Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165 a Torino, dalle 10 alle 18, con ingresso libero, la mostra “EXODOS – rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione” sarà il contenitore per approfondire il tema dei migranti
viaggio dei profughi dai campi di raccolta fino alla situazione in Piemonte. Immagini impattanti ma anche un ricco programma di incontri, di testimonianze, di riflessioni e di workshop.Le immagini sono di Marco Alpozzi, Mauro Donato, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi e Stefano Stranges, mentre i video sono di Stefano Bertolino e Cosimo Caridi. L’obiettivo del progetto è quello di fornire un punto di vista sulla crisi dei migranti, un punto di vista sfaccettato e multiforme, tanti sono gli autori impegnati in questo reportage collettivo; raccontare il «volto umano» della crisi dei migranti
partendo dalle persone, dagli sguardi, dalle storie; valorizzare quanto costruito in questi anni dai nostri territori sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Le foto e i video sono stati realizzati tra il 2014 e il 2016 in alcuni dei momenti e dei luoghi più drammatici dell’emergenza profughi, come le isole di Lesbo e Kos, la frontiera di Idomeni, la giungla di Calais, ma anche i Balzi Rossi vicino a Ventimiglia o il mare al largo di Lampedusa. Per l’allestimento, si è scelto un percorso tematico, per guidare il pubblico nei vari momenti che scandiscono la quotidianità di chi dalla propria terra intraprende il cammino verso un mondo migliore.
Nell’itinerario espositivo si è così scelto di individuare e concentrare l’attenzione sulle fasi salienti di questi viaggi: il «Mare», trampolino e naufragio verso il miraggio di un nuovo mondo; la «Strada», attraverso i campi, i fiumi, le lande desolate delle terre di nessuno; l’arrivo davanti alle «Barriere», fatte di reti, muri, confini; i
«Campi», luoghi di attesa, di riposo, di speranza, di paura; «Incontri» tra le società, i turisti e i migranti. La mostra è stata realizzata dall’associazione Allievi del Master in Giornalismo Giorgio Bocca e dalla Regione Piemonte e affronta il tema osservandolo da tre diversi punti di vista: quello dell’esperienza e della narrazione internazionale, quello dell’esperienza del sistema di accoglienza e quelle degli strumenti di inclusione della Regione Piemonte.
chiesa con bestemmie e svastiche rivela il grado di avvilimento a cui si è giunti. Si poteva capire ,in passato e forse anche nel presente, la bestemmia dell’operaio in fabbrica o del contadino
più odiosa e grossolana come la bestemmia, debba essere considerata un reato: ciascuno ha, per esprimersi, i mezzi che ha. C’è il santo e il bestemmiatore, il poeta e lo scaricatore portuale, con in mezzo tanta gente banale che non ha opinioni e che non prega e non bestemmia. Divertirsi offendendo gli altri risulta tuttavia particolarmente difficile da comprendere. Mi piacerebbe conoscere il grado di acculturazione dei questi giovani e dove hanno
nel laico Croce il suo strenuo difensore: così nacque il famoso “Perché non possiamo non dirci cristiani” durante la sua villeggiatura in Piemonte. Certo gli untorelli che usano la bomboletta spray non costituiscono pericoli di sorta, perché lo fanno per divertimento. Dopo aver giustificato per troppi anni l’ignoranza e aver declassato la funzione della scuola anche come scuola di civismo, ci ritroviamo a fare i conti con questi giovani che certo sono un’eccezione, ma spesso l’eccezione purtroppo conferma la regola. Sono i figli di una società malata e nichilista e il prodotto deteriore di una scuola che non riesce più a svolgere la sua funzione.

che molte persone che stimo non vedano o fingano di non vedere i pericoli che incombono. Che preferiscano applaudire entusiasticamente anziché provare a ragionare. Che si spellano le mani quando sentono dire che la legislatura è finita con il voto del 4 dicembre (ed è vero, nella sostanza) e che si indignano però se si fa notare come quel voto abbia anche chiuso il ciclo dell’attuale gruppo dirigente del PD e che sia necessario un nuovo congresso. In altri tempi, dopo tre sconfitte consecutive si sarebbe sentito il bisogno di una nuova legittimazione congressuale. Oggi si fa finta di nulla, anzi si spera che i contestatori (che non sempre hanno ragione) tolgano il disturbo.
Il Museo del Risparmio di Torino lancia una call for action: “fateci avere i vecchi quaderni dei conti della vostra famiglia”. Daranno un contributo prezioso alla mostra che il Museo sta preparando nelle sue sale in vista dell’8 marzo.
Venerdì 3 febbraio alle ore 18 nella sede del Centro Pannunzio, Sala “Sergio Pininfarina” (via Maria Vittoria 35 H, Torino), Pier Franco Quaglieni terrà una conferenza sul tema: 1947, UN ANNO CRUCIALE DELLA STORIA D’ITALIA, SETTANT’ANNI DOPO.
da una dittatura comunista incombente, facendo fare al Paese una scelta di campo inequivocabilmente occidentale. Si è trattato di un periodo tormentato, animato da forti passioni e scosso da profonde, laceranti conflittualità che hanno pesato nella storia successiva. Fu l’anno della Costituzione, del Trattato di Pace, del passaggio di Istria e Dalmazia alla Jugoslavia, della scissione di Palazzo Barberini, della strage di Portella della Ginestra, della morte di Vittorio Emanuele III. I 70 anni trascorsi offrono l’opportunità di enucleare i temi più importanti per una ricostruzione storica mettendo a confronto tante opinioni discordanti per offrire a chi ascolta la possibilità di trarre le conclusioni che ritiene.