ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 673

Patrocinio delle Regioni per “Just the woman I am”

donna just the womanLa Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, su proposta del Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Mauro Laus, ha accordato il  patrocinio a quello che è ormai diventato per Torino un appuntamento fisso  ma che, a questo punto, assume rilevanza nazionale.mSi tratta di  JUST THE WOMAN I AM,  la corsa/camminata non competitiva, in programma il prossimo 5 marzo, organizzata ogni anno dal sistema universitario torinese formato dall’Università degli Studi di Torino, dal Politecnico di just woman donnaTorino e dal CUS Torino che devolve il ricavato a favore della ricerca universitaria sul cancro. “Aver portato questa manifestazione sul tavolo nazionale della Conferenza dei Presidenti,   – commenta Laus – rende ancora una volta il Piemonte protagonista per la sensibilità dimostrata rispetto ai valori dello sport, alla base di una cultura della prevenzione e della salvaguardia della salute. Il mio augurio è che, grazie al patrocinio accordato dalla Conferenza, JUST THE WOMAN I AM possa diventare veicolo nazionale dei messaggi e dei valori  che le appartengono”.

 

Tecnologia 3D al servizio della medicina

Importanti novità per la chirurgia dei tumori urologici. Ingegneri e urologi in team per affrontare le nuove sfide

 

Chirurgia guidata da ricostruzioni di immagine in 3D, ovvero una chirurgia basata sulle ricostruzioni dell’imaging preoperatorio, in cui l‘organo da operare e la neoplasia possono essere studiate anticipatamente dal chirurgo in tre dimensioni.

Prostatectomia robotica “parziale”, che prevede l’asportazione di una sola parte della prostata, o costruzione di una nuova vescica.

urologia

Queste sono alcune delle novità che verranno presentate dal 25 al 27 gennaio 2016, durante il quinto TECHNO-UROLOGY MEETING (TUM), evento organizzato dal professor Francesco Porpiglia, ordinario di Urologia presso l’Università di Torino e direttore della Divisione di Urologia del San Luigi, in collaborazione con il Professor Evangelos Liatsikos dell’Università di Patrasso (Grecia) e il professor Peter Wiklund del prestigioso Karolinska University Hospital di Stoccolma, che si svolgerà all’A.O.U. S. Luigi Gonzaga di Orbassano.

I TEMI DEL CONGRESSO

Durante il meeting verranno presentate le tecniche più innovative per il trattamento mini invasivo dei principali tumori urologici, del rene, della vescica e della prostata, che colpiscono ogni anno in Italia oltre 65.000 persone.

 

TECNOLOGIA 3D al servizio della medicina: ingegneri e urologi in team per affrontare le nuove sfide

La novità di quest’anno è la “chirurgia guidata da ricostruzioni di immagine in 3D” ovvero una chirurgia basata sulle ricostruzioni dell’imaging preoperatorio, in cui l‘organo da operare e la neoplasia sono studiate in tre dimensioni.

La vera innovazione in questo campo è rappresentata dall’uso della nuova generazione di software sviluppata e sfruttata alle massime potenzialità da un gruppo di giovani ingegneri biomedici torinesi, che, lavorando in stretta collaborazione con gli urologi e nell’ambito di un promettente filone di ricerca, fornisce ricostruzioni tridimensionali estremamente accurate e sovrapponibili alla realtà, impensabili fino a pochi anni fa.

Nell’ambito di questa collaborazione è stata sviluppata anche la stampa in 3D in alta definizione, ovvero una riproduzione fedele dell’organo e del tumore da operare stampata in materiale plastico. Il chirurgo può cosi disporre di un modello “fisico” e non soltanto virtuale e può pianificare l’intervento in modo LETTO OSPEDALEdettagliato.

Gli sviluppi della collaborazione tra ingegneri biomedici e urologi vanno nella direzione della cosiddetta “precision surgery“, una chirurgia di precisione, il cui scopo è raggiungere la massima efficacia oncologica con il minimo impatto sui tessuti sani. Tutto ciò viene realizzato per il tumore di rene e della prostata ed è in fase di studio per il tumore della vescica ed è la prima volta che in ambito urologico vengono applicati sistemi così sofisticati. Ancora una volta l’urologia del San Luigi si connota per la continua ricerca di una chirurgia sempre più d’avanguardia.

“Grazie alle innovazioni tecnologiche oggi è possibile ricostruire in 3 dimensioni e in modo molto fedele alla realtà l’organo da operare, ed è possibile anche ottenere una stampa, anch’essa in 3 dimensioni, che il chirurgo può “manipolare” in modo da pianificare in modo estremamente accurato l’intervento chirurgico. Questa tecnologia è di estrema importanza soprattutto quando il chirurgo pianifica un intervento “conservativo” cioè nei casi in cui è prevista l’asportazione della sola parte malata dell’organo. Questa innovazione acquista particolare rilevanza in caso di trattamento di alcuni tumori renali”, ha dichiarato il professor Francesco Porpiglia.

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PROSTATA: prostatectomia robotica parziale

Per quanto riguarda il tumore della prostata, quest’anno in particolare verrà presentata, in anteprima, una nuova tecnica chiamata prostatectomia robotica “parziale”, che prevede l’asportazione di una sola parte della prostata e che, nei casi selezionati in cui è indicata, consente potenzialmente eccezionali risultati funzionali in termini di potenza e continenza senza inficiare i risultati oncologici.

RENE: conservazione della parte sana dell’organo

Grande spazio verrà dedicato al trattamento “conservativo” dei tumori renali, anche in situazioni di estrema complessità tecnica, con l’obiettivo di asportare la neoformazione e preservare la parte sana del rene. Questo approccio consente indubbi vantaggi per paziente, in primis in termini di preservazione della funzione renale.

 

medico sanitaVESCICA: ricostruzione nuova vescica

Verrà ricostruita, dai maggiori esperti mondiali, una “nuova vescica” (dopo esportazione per tumore della vescica nativa) mediante intestino, con approccio robotico, intervento peraltro già eseguito presso l’ospedale San Luigi.

Gli interventi saranno eseguiti da alcuni fra i più importanti chirurghi della scena mondiale e saranno trasmessi in diretta dalle sale del Blocco Operatorio del San Luigi e commentate nella sala congressi interna all’ospedale che ospiterà il convegno.

L’intensa “tre giorni” sarà completata da interessanti ed innovative letture magistrali mentre il Simposio Satellite “Hot topic in prostate cancer” aprirà i lavori congressuali.

Anche quest’anno l’evento è stato possibile grazie al continuo e fattivo supporto della Direzione Generale e di tutto lo staff tecnico e amministrativo dell’Azienda Ospedaliera San Luigi Gonzaga.

 

Migranti e dintorni, il mondo cambia: la destra per gli operai e i comunisti per il mercato

profughi 2STORIE DI CITTA’

di Patrizio Tosetto

l Presidente Silvio Berlusconi si complimenta con Marco Minniti per i provvedimenti legislativi.  In particolare per i lavori socialmente utili fatti dai rifugiati in attesa di permesso. Vietato stupirsi. Del resto, anche nel mondo le cose rapidamente cambiano. Il nuovo presidente degli Stati Uniti per difendere gli operai Usa è contro la globalizzazione e il presidente comunista cinese vuole la globalizzazione selvaggia per continuare ad esportare. La destra per la classe operaia ed i compagni  per il libero mercato.berlusconi

Cose del XXI secolo. Ma torniamo alle nostre piccole vicende, che per noi poi non sono così tanto piccole. Udite udite udite:  chi è venuto qui si deve rendere utile per l’ Italia. Sapeste quante critiche abbiamo ricevuto quando sulle pagine di questo giornale ci scandalizzavamo perché denunciavamo l’ profughi-monteuassurdo di  non poterli far lavorare.

Se uno era in galera poteva essere assunto da una coop sociale e lavorare.  Scontata la pena era clandestino  e doveva essere licenziato.  Ora, se ho capito bene la palla passa ai sindaci che dovrebbero….anzi devono coordinare tutto indirizzando i migranti  ai lavori socialmente utili.  Dunque, cara Sindaca Chiara  Appendino, tra un po’ tocca anche  a te. Poi essendoci la Città  Metropolitana o le ricostituite Province, serve un coordinamento tra le municipalità.

bandiera-usaOvviamente speriamo che la burocrazia non la faccia da padrone e ci rimane la convinzione che il lavoro non manchi.  Assistenza agli anziani e pulizia dei parchi per fare un esempio.

E voi, novelli rivoluzionari ed antagonisti: gli extracomunitari non sono il vostro nuovo soggetto Profughirivoluzionario depositario dell’azione per sovvertire il sistema.  Speriamo che burocrazia ed “alternativi” non si alleino per non far funzionare le cose.

Positività? Una su tutte: combattere l’inedia che prende chi non fa nulla.  La smetteranno quelli che sostengono che con i profughi si buttano solo via i soldi.  Subito il decreto attuativo e confidiamo nei nostri sindaci.  Ultima cosa.  Sapete il perché del giudizio del Berlusca? Semplice: anche nel nostro Paese, ogni tanto vince il buon senso. Che non ha colore politico.

Patrizio Tosetto

tosetto

La Regione contro il gioco d’azzardo e l’usura

USURA CONSIGLIOSi è svolto questa mattina il primo incontro tra gli studenti e il dottor Marco Martino della Squadra mobile di Torino sui temi dell’indebitamento, del gioco d’azzardo e dell’usura. Altri tre incontri con altri ragazzi si terranno a Palazzo Lascaris il 30 gennaio, il 6 e il 13 febbraio.

Giorgio Bertola, consigliere segretario con delega all’Osservatorio Usura, ha rivolto a studenti e insegnanti il saluto di apertura: “Ringrazio tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine, gli insegnanti e gli studenti che hanno aderito a questa importante iniziativa di formazione e approfondimento. Il fenomeno dell’usura oggi più che mai, anche a causa della crisi economica, è da seguire con attenzione. La figura dell’usuraio si è “professionalizzata” nel tempo e la sua attività è cresciuta in modo esponenziale. Oggi viene gestita in molti casi da gruppi criminali, società finanziarie ad essi collegate e organizzazioni mafiose che trovano nell’usura lo strumento per riciclare parte del loro patrimonio illecito, riuscendo così a impadronirsi di attività produttive e commerciali”.

Al progetto, promosso e organizzato dall’Osservatorio sul fenomeno dell’usura del Consiglio regionale del con reg lascarisPiemonte, partecipano complessivamente 42 istituti superiori del Piemonte. Sono state organizzate 34 conferenze su tutto il territorio regionale a cui parteciperanno circa 170 studenti ogni volta.

Oltre alle conferenze a Palazzo Lascaris, altri incontri si svolgeranno nelle sedi degli istituti superiori del Piemonte, organizzati in collaborazione con Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

Durante gli incontri viene proiettata la versione ridotta a 21 minuti del documentario “Vite da recupero”, del regista Enrico Verra, prodotto dalla Babydoc Film. Il documentario racconta il conflitto tra un recuperatore di credito e due persone indebitate: un’impiegata e un pensionato che, per motivi diversi, si trovano in una situazione di grave sovraindebitamento.

Il docufilm, allegato al libro “Vivere a rate”, è stato realizzato grazie al contributo di esperti e volontari della Fondazione antiusura La Scialuppa CRT Onlus ed è stato utilizzato durante gli incontri formativi che l’Osservatorio Usura, da molti anni, svolge capillarmente nelle scuole.

FC – WWW.CR.PIEMONTE.IT

I sindacati: “Carrefour chiude tre punti vendita e mette 500 lavoratori in esubero”

supermercato“Chiude tre punti vendita, a Borgomanero e Trofarello,  e Pontecagnano in Campania. Carrefour, inoltre, metterà  500 lavoratori in esubero”. Lo annunciano i sindacati  Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS,  che annunciano una mobilitazione per il 27 e il 28 gennaio. “Sono state anticipate dall’azienda esigenze organizzative che implicherebbero un e grave peggioramento delle condizioni di lavoro per i dipendenti. Le argomentazioni dell’impresa hanno portato ad evidenziare rilevanti problematiche sugli andamenti aziendali, come il fatturato, il costo del lavoro e la redditività dell’anno”, sostengono i sindacalisti, che  hanno proclamato lo stato di agitazione e l’astensione dal lavoro per i lavoratori di tutto il Gruppo, nelle modalità che ogni area geografica riterrà più opportune.

 

(foto: il Torinese)

Valanga e terremoto: “Encomio ai soccorritori piemontesi”

vigili rigopiano“I soccorritori piemontesi che stanno compiendo la loro preziosa opera a Farindola, per salvare vite umane, meritano il ringraziamento e il plauso  da parte della intera comunità piemontese. Chiedo pertanto ai presidenti di Giunta e Consiglio regionale di attribuire loro  un encomio ufficiale della Regione Piemonte”.

ruffino lascarisE’ questa la proposta di Daniela Ruffino (FI) , in relazione all’opera di soccorso prestata nella drammatica vicenda della valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano.

“Da parte mia, in quanto giavenese, – aggiunge Ruffino – rivolgo un particolare apprezzamento al lavoro eccezionale del mio concittadino Luca Giaj Arcota, presidente del soccorso speleologico piemontese. Ritengo che a lui e a tutta la squadra piemontese, anche l’Unione dei Comuni Valsangone di cui Giaj Arcota è cittadino e volontario da anni, non possa non attribuire  un riconoscimento.”protezione

“Come già in tante occasioni del passato, in cui le calamità naturali nella nostra o in altre regioni hanno messo in pericolo la vita delle persone, – conclude Rufino – il mondo della protezione civile e  del volontariato piemontese, anche questa volta ha dimostrato grande coraggio e professionalità. Tutti i volontari piemontesi che si sono distinti  per impegno e abnegazione in questo momento drammatico, così come nelle aree terremotate del Centro Italia, devono sentire la vicinanza dei piemontesi, in primo luogo da parte delle istituzioni”.

Stangata biglietti Trenitalia, i pendolari: “Stop aumenti o fermiamo i treni”

treno frecciarossaStop agli aumenti “spropositati” degli abbonamenti,  come precondizione per sederci a un tavolo con l’azienda ferroviaria: ma  se non verranno ascoltati, dicono i pendolari, ” siamo pronti a iniziative che possano darci maggiore visibilità, come ad esempio bloccare i treni”. Questa la linea del Comitato nazionale treno stationpendolari dell’Alta velocità, i cui componenti hanno incontrato a Torino il  parlamentare Pd Stefano Esposito. Presenti un centinaio di persone presenti . Esposito chiede ai pendolari di restare fermi sulla richiesta di stop agli aumenti, in vista dell’audizione dell’ad di Fs, Mazzoncini, in calendario martedì al  Senato.

 

 

 

(foto: il Torinese)

Lo studio è social

Gli utenti che utilizzano internet sono cresciuti del 10%, così come gli utenti dei social media. La penetrazione media dei social media nel mondo è del 31%, per un totale di 2,3 miliardi di utenti

 

Di Paolo Pietro Biancone*

MATURITA STUDENTESSA

 

Su una popolazione mondiale di 7,4 miliardi di persone, gli utenti di internet (senza la distinzione desktop-mobile) sono 3,4 miliardi, per una penetrazione sul totale del 46%. A livello globale, inoltre, ben 2,3 miliardi di persone utilizzano i social media (31% di penetrazione) e 3,8 miliardi di persone utilizzano dispositivi mobile (penetrazione del 51%). Secondo lo studio di We Are Social, dove vengono raccolti dati sull’ utilizzo dei canali digitali e social, dei dispositivi utilizzati dagli utenti e più in generale sullo scenario digitale, il trend è in crescita. Gli utenti che utilizzano internet sono cresciuti del 10%, così come gli utenti dei social media. La penetrazione media dei social media nel mondo è del 31%, per un totale di 2,3 miliardi di utenti. I tassi di penetrazione più alti sono in Nord America, Europa, Sud America e Asia, anche se i singoli Paesi dove sono più utilizzati i social sono Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong.

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In tutto il mondo ben 2.3 miliardi di utenti utilizzano i social media. Le piattaforme social più utilizzate a livello globale sono Facebook, che ha toccato soglia 1,5 miliardi di utenti, e Qzone, il più popolare social network cinese con più di 800 milioni di utenti attivi. Non solo, a crescita più forte web internetproviene dalle app di messaggistica istantanea. Se nel 2015 Whatsapp contava 600 milioni di utenti, nel 2016 ne conta ben 900 milioni; mentre Facebook Messenger è passata dai 500 milioni di utenti agli 800. Per quanto riguarda Facebook, emerge che l’83% degli utenti accede al social da mobile (ben 1,3 miliardi di utenti), mentre solo la metà vi accede anche da desktop. la penetrazione di Internet in Italia è del 63%, pari a circa 38 milioni di persone connesse. La penetrazione dei social, invece, è del 47%, con 20 milioni di utenti attivi. Il dato maggiormente in crescita riguarda però l’utilizzo dei canali social dai dispositivi mobile: da 22 milioni di account che accedevano ai social da smartphone nel 2015, si è passati a 24 milioni. Internet in Italia ha anche un grande utilizzo. Nel 2016 la percentuale di utenti che accedono a internet da mobile è aumentata del 5%, mentre gli accessi complessivi – comprensivi di desktop e mobile – sono aumentati del 3%. È interessante notare che il 79% delle persone che utilizzano internet accedono ogni giorno, mentre solo l’1% degli utenti accede a internet solo poche volte al mese. Sono 28 milioni gli utenti attivi sui Social Media in Italia, cioè il 47% della popolazione totale. È davvero forte il dato degli accessi da mobile: ben 24 milioni di persone.

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Le piattaforme social più utilizzate sono: Facebook, Whatsapp e Facebook Messenger. A seguire vi sono Google Plus e Twitter, per tornare a un altro social di Facebook: Instagram. Facebook in Italia ha circa 28 milioni di utenti attivi. Si registra, inoltreo, quasi la metà degli utenti (49%) appartiene alla fascia d’età 20-39 anni, con il 26% della sotto-fascia d’età 20-29 anni. Da qui emerge il dilemma: WEB AGRIsocial come opportunità o distrazione? Ogni fenomeno può essere un’opportunità innovativa, se ben indirizzata. Ad esempio, lo studio attraverso i social può essere incentivante, costruttivo, creativo. Deve essere ben canalizzato e ben coordinato, ma può portare risultati interessanti in termini di diffusione della cultura. I Social non sono solo distrazione, svago, superficialità, se incanalati sono ottimi strumenti di divulgazione culturale. L’intervento dei docenti e degli esperti in materia è fondamentale: ignorare il fenomeno è miope. Rileggere il fenomeno come strumento in più di crescita è l’atteggiamento positivo e innovativo nell’ambito della formazione. Gruppi di studio virtuali possono favorire approfondimenti, diffusione di contenuti di qualità, passaggi di informazione e condivisioni di testimonianze.

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 In tal senso, positiva sarebbe la diffusione in massa dei Mooc (Massive Open Online Courses, in italiano: Corsi aperti online su larga scala), ossia momenti di studio, aperti e disponibili in rete,

Laptop work
Laptop work

pensati per una formazione a distanza che coinvolga un numero elevato di utenti. I partecipanti ai corsi provengono da diverse aree geografiche e accedono ai contenuti unicamente via rete. I corsi sono aperti, ossia l’accesso non richiede il pagamento di una tassa di iscrizione e permette di usufruire dei materiali degli stessi. L’acronimo MOOC è stato utilizzato per la prima volta nel 2008 nel corso “Connectivism and Connective Knowledge” del professor George Siemens della Athabasca University. I corsi MOOC si sono diffusi su scala mondiale a partire dall’autunno 2011. In particolare, nell’autunno 2011 la Stanford University ha erogato gratuitamente un corso post laurea di intelligenza artificiale al quale si sono iscritti circa 160.000 studenti provenienti da 190 Paesi. In Italia, la diffusione dei Mooc è stata a lungo bloccata in Italia da due fattori: Il primo di natura culturale, in quanto gli strumenti tecnologici di apprendimento sono stati spesso sottovalutati e considerati inefficaci; Il secondo fattore è legato alla storia specifica dell’innovazione digitale nel sistema universitario e formativo italiano. Ma il gap si può recuperare: sono gli utenti social a richiederlo.

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*Professore Ordinario di Economia Aziendale e coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management

MinD Mad in Design, ecco il workshop

mindMinD Mad in Design è un workshop, rivolto agli studenti universitari, sul progetto dell’abitare per il disagio mentale. Un tema di stringente attualità che necessità oggi di un approccio olistico e apre all’individuazione di nuovi sbocchi professionali per architetti, designer, educatori, psicologi, antropologi, tecnici della riabilitazione psichiatrica e discipline affini.

 

Il workshop si svolge a Torino dal 9 al 13 marzo 2017, all’interno del Collegio Universitario di Merito Camplus Lingotto e prevede la costituzione di più team di lavoro formati da studenti (Architettura, Design, Psicologia, Scienze della Formazione, Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica) e pazienti psichiatrici, guidati da professionisti nel ruolo di project leader, affiancati da educatori professionali.

 

L’ambito di intervento con cui     MinD      si confronta sono i luoghi dell’abitare di persone portatrici di patologie psichiche e disagio, gruppi appartamento e comunità alloggio, ma anche spazi di vita temporanei, spazi legati ai luoghi del lavoro, alla scuola, alle strutture che quotidianamente o per delle circostanze temporanee dobbiamo utilizzare e condividere con altri. Luoghi arredati con oggetti spesso insicuri e inadatti a soddisfare i requisiti minimi di benessere delle persone. Il rapporto tra il benessere della persona e lo spazio progettato è il tema al centro dell’azione di progetto. A partire da uno scenario dato, in un contesto di inclusione sociale, obiettivo dei team di lavoro sarà studiare nuove soluzioni per un abitare socialmente inclusivo nel rispetto della normativa vigente, attraverso l’individuazione delle dinamiche relazionali e delle esigenze e i bisogni di una società allargata.

 

Partecipare a     MinD      significa calarsi in un’esperienza di formazione fortemente inclusiva e interdisciplinare, e impegnarsi in prima linea, mettendo in gioco le proprie competenze e abilità, nel superamento delle barriere del pregiudizio e dell’indifferenza nei confronti delle persone fragili. Partecipare a      MinD     significa relazionarsi direttamente con una parte della società emarginata, in una dimensione di scambio e ascolto reciproco, e offrire la propria professionalità per studiare nuove soluzioni per la costruzione di una società più aperta e paritaria.

 

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Per partecipare inviare una lettera di motivazione, un breve cv e portfolio lavori di max 5MB (per gli studenti di Architettura e Design) a madindesign@camplus.it (oggetto: partecipazione call MinD) entro il 5 febbraio 2017, ore 12.00. Per informazioni visitare il sito

www.madindesign.com e scrivere a madindesign@camplus.it

 

 

 

L’Iran di Rafsanjani

iran Ayatollah-Hashemi-Rafsanjani-Da conservatore a moderato Rafsanjani è stato uno dei pilastri della Repubblica islamica dell’Iran. Possibili contraccolpi sugli equilibri politici della nazione persiana
Con lui non è cambiato nulla e nulla probabilmente sarebbe cambiato se fosse diventato il nuovo leader supremo della nazione iraniana. Ali Akbar Hashemi Rafsanjani era uno dei pilastri della teocrazia islamica iraniana, uno degli uomini più potenti dell’establishment religioso dell’Iran e anche uno dei più ricchi del Paese. Un uomo del sistema che non avrebbe mai invertito la direzione di marcia della rivoluzione con il rischio di farla implodere. Vinceva e perdeva e quando sembrava ormai escluso dalla lotta politica riemergeva per puntare nuovamente in alto, come nel 2013, l’anno in cui trionfò il riformista Rouhani, quando tentò di correre per la terza volta per le presidenziali ma fu escluso all’ultimo momento dal “Consiglio dei Guardiani” perchè considerato “troppo vecchio”. Di recente era tornato sulla scena politica, alla veneranda età di 82 anni, quando salì sull’ennesimo carro dei vincitori, quello del presidente Rouhani il cui schieramento vinse le elezioni legislative del 26 febbraio 2016, giorno in cui si rinnovò anche la cruciale Assemblea degli Esperti che nomina la Guida Suprema della Repubblica.

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Da conservatore a politico moderato, vicino da alcuni anni ai riformisti di Rouhani, ha accompagnato passo dopo passo tutto il cammino della rivoluzione islamica dell’Iran di cui è stato uno dei padri fondatori insieme all’ayatollah Khomeini. Fin dal 1979, l’anno della vittoria dei rivoluzionari che rovesciarono il regime dello scià, è sempre stato protagonista della vita politica della sua Persia. Presidente della Repubblica per due mandati, presidente del Parlamento, dell’Assemblea degli Esperti e del Consiglio per il discernimento, leader popolare e controverso, abile manovratore nei palazzi del potere tanto da essere definito “lo squalo”, figura di spicco dell’apparato religioso, Rafsanjani è sempre stato una figura di primo piano nei giochi di potere ai vertici del clero conservatore. Alla morte di Khomeini nel 1989 fu eletto presidente per essere confermato nel 1993. Nel 2005 perse le elezioni contro il laico Ahmadinejad che diede il via a una lunga, triste e austera presidenza ma Rafsanjani non si diede per vinto e si avvicinò all’opposizione riformista. Dopo la vittoria dei moderati di Rouhani alle recenti elezioni per il rinnovo del Majlis (il Parlamento), il pragmatico Rafsanjani, neo alleato del presidente, si era assicurato l’ingresso nella potente Assemblea degli Esperti, insieme allo stesso Rouhani, avendo ottenuto il maggior numero di voti.

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Da molti era già stato considerato come l’arbitro del dopo voto, l’unica persona capace di indicare la strategia adatta per continuare ad aprire l’Iran al mondo, sulla scia dello storico accordo con gli Stati Uniti e l’Occidente sui piani nucleari di Teheran siglato a Vienna il 14 luglio 2015, fortemente voluto da Rafsanjani che fu anche uno dei negoziatori. “Inizia ora una nuova fase, aveva detto l’ex presidente subito dopo le elezioni di un anno fa, una fase di unità e collaborazione. È arrivato il momento di lavorare duramente per costruire il Paese”. Forse l’intesa riformista moderata del tandem Rouhani-Rafsanjani avrebbe potuto ridurre l’abnorme peso politico degli ultraconservatori in Parlamento e nella potente Assemblea degli Esperti ma la stessa cosa l’abbiamo auspicata più volte in passato, senza risultati apprezzabili, soprattutto durante la presidenza di Khatami (dal 1997 al 2005), il primo leader di Teheran che avviò le riforme che avevano suscitato molte aspettative sia in Iran che all’estero ma che furono presto soffocate dallo strapotere delle frange oltranziste dei conservatori. Da allora ben poco è cambiato.

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L’evoluzione del regime di Teheran verso un maggior rispetto dei diritti umani non c’è stato, come dimostra il fatto che i leader che guidarono il movimento di protesta dell’Onda Verde del 2009, stroncato nel sangue, Moussavi e Kharroubi, sono ancora agli arresti domiciliari nonostante le promesse del presidente Rouhani di liberarli, e allo stesso Khatami è stato ritirato il passaporto e la sua libertà di movimento è strettamente vigilata. Il cammino verso un vero cambiamento del Paese si annuncia ancora tortuoso e la scomparsa di Rafsanjani accenderà prevedibilmente una nuova lotta per il potere. La prima sfida saranno le elezioni presidenziali a maggio con Rouhani che cerca una riconferma ma, privo dell’alleato Rafsanjani, dovrà vedersela con una pattuglia agguerrita di conservatori radicali che tenteranno di risalire alla presidenza della Repubblica. Ora le speranze degli iraniani e della comunità internazionale sono riposte nel successore di Alì Khamenei, ovvero la Guida suprema dell’Iran che controlla tutti i centri vitali del potere, dai Guardiani della Rivoluzione ai servizi segreti, dalle varie milizie che intervengono con bastoni e armi a spegnere sul nascere proteste iran deserte focolai di ribellione al controllo totale sui media. A questa istituzione religiosa, per quanto enigmatica e arcaica, spetta sempre l’ultima parola, da quasi 40 anni. Per molti osservatori l’uscita di scena di Rafsanjani indebolisce il campo riformista e potrebbe avere conseguenze sul fragile equilibrio politico del Paese. Alle presidenziali primaverili la riconferma di Rouhani non è per nulla scontata. Mentre decine di migliaia di iraniani (almeno un milione secondo la stampa locale) danno l’ultimo saluto all’ex presidente si spera nella comparsa di una nuova generazione di moderati che possa guidare la nazione persiana verso un futuro meno cupo, più democratico e più aperto al mondo.

Filippo Re

(Pubblicato da “La voce e il tempo”)