ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 671

Lufthansa Group a Torino da oltre 45 anni

E’ una lunga storia quella tra il Gruppo Lufthansa e Torino, una città in continua evoluzione che deve la sua crescita, in parte, anche al contributo del Gruppo tedesco. Questi 46 anni (il primo collegamento infatti risale al 1 aprile 1971, con il volo Torino-Francoforte) hanno visto svilupparsi parallelamente Lufthansa – assieme alla consociata Air Dolomiti  e a Brussels Airlines –  e allo stesso tempo il traffico verso il Piemonte e conseguentemente la sua economia.
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Con i suoi 65 voli settimanali da Torino verso Francoforte, Monaco e Bruxelles e un traffico pari a 371.000 passeggeri trasportati nel 2016 da e per i rispettivi hub,  il Gruppo Lufthansa (a Torino presente con Air Dolomiti, Brussels Airlines e Lufthansa) ha facilitato l’integrazione della città di Torino e della  regione in Europa e nel mondo ponendole al centro  degli scenari economici mondiali; allo stesso tempo il Gruppo Lufthansa ha favorito, grazie al traffico incoming, lo sviluppo del turismo e la produzione di ricchezza locale. Un recente studio commissionato dal Gruppo a Sociometrica, società di ricerca e consulenza strategica, ha analizzato l’influenza delle compagnie del Gruppo sulla capacità di produrre reddito nel capoluogo sabaudo, impatto che deriva dalla spesa nella regione dei passeggeri trasportati.

lufthansaNel caso del Gruppo Lufthansa abbiamo un valore di quasi 4.000 posti di lavoro equivalenti creati a Torino e in Piemonte dalla sua attività di trasporto.  Moltiplicando, infatti, i giorni di permanenza media dei passeggeri in arrivo a Torino con la spesa media giornaliera, si genera una spesa totale di 131 milioni di euro. Da questo dato è poi possibile stimare il numero di posti di lavoro equivalenti generati* (cioè l’ammontare di spesa alla cui domanda di beni e servizi corrisponde il lavoro medio di una persona), che nel caso del Gruppo Lufthansa a Torino è di 3.700 unità. Se invece si pensa al traffico outgoing lo studio ha dimostrato come, per le grandi imprese torinesi, la presenza del network del Gruppo Lufthansa sia vitale: senza un sistema di trasporti aerei efficiente sarebbe molto difficile per un’impresa multinazionale sviluppare le proprie attività, mantenere i collegamenti con i molti stabilimenti distribuiti nel mondo, in una parola prender parte al grande processo di globalizzazione dell’economia mondiale. In effetti, anche l’analisi delle principali destinazioni dei passeggeri del Gruppo Lufthansa in partenza da Torino conferma una generale coincidenza con la rete industriale di molte imprese piemontesi, in particolare del settore automotive: al primo posto, naturalmente, c’è la Germania, al secondo posto ci sono gli Stati Uniti, e al terzo la Polonia seguita dalla Cina.  Se si osservano le destinazioni poi, le prime due in partenza da Torino sono Francoforte e Monaco, ma già al terzo posto c’è Cracovia, poi New York seguita da  Shanghai e a seguire tre destinazioni americane, Los Angeles, Detroit e San Francisco. Al decimo posto c’è San AEREOPaolo del Brasile. Anche in questa graduatoria diventa evidente il legame dei collegamenti con l’attività delle imprese torinesi e piemontesi.

“La nostra presenza oggi a Torino dimostra il nostro impegno nei confronti del mercato italiano, paese in Europa dove serviamo il maggior numero di destinazioni – e nello specifico di Torino e del suo territorio. Oggi Lufthansa, insieme a Air Dolomiti e a  Brussels Airlines, è il network carrier principale dello scalo piemontese, offrendo ai passeggeri ottimi collegamenti verso gli hub di Francoforte, Monaco e Bruxelles e, da lì, verso oltre 250 destinazioni del mondo – commenta Steffen Weinstok, Senior Director Sales Italy & Malta Lufthansa Group – Tra i nostri principali clienti nella regione  ci sono circa 500 aziende, di differenti  dimensioni e settori di appartenenza, tutte accomunate dalla necessità di raggiungere comodamente diverse zone del mondo. Chi viaggia per affari sceglie i nostri voli per il nostro vasto network e gli ottimi collegamenti ma anche perché siamo in grado di offrire orari comodi per i trasferimenti di lavoro in giornata – aggiunge – Inoltre, grazie alle nostre joint venture in Asia e Nord America, offriamo un grande numero di destinazioni e servizi integrati nei più importanti mercati intercontinentali del mondo, garantendo così ulteriori vantaggi per i passeggeri” conclude.
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Ma il Gruppo Lufthansa non è solo il vettore di riferimento per il traffico business: l’esteso network, infatti, offre numerose destinazioni turistiche nei paradisi tropicali più belli del mondo facilmente raggiungibili da Torino, via Francoforte, a prezzi interessanti: Panama, Cancun, Maldive, Nairobi, Mauritius sono solo alcuni esempi di come sia variegata l’offerta di voli del Gruppo.

Il Gruppo Lufthansa è rinomato per la sua affidabilità e per il suo prodotto di qualità sia a terra che a bordo, risultando ideale per i passeggeri in viaggio per affari e per piacere. Lufthansa garantisce qualità di servizio in ogni classe di viaggio (First Class, Business Class, Premium Economy Class e Economy Class), con un ricco programma di Inflight Entertainment che prevede film in prima visione con un’ampia scelta in lingua italiana, canali radio internazionali e un’ampia offerta di programmi TV, oltre ad un vasto assortimento di cibi e bevande che rendono ancora più piacevole casellela permanenza a bordo. Inoltre, grazie a Flynet, la connessione Internet di Lufthansa sopra le nuvole, è possibile rimanere sempre collegati con i propri famigliari e amici anche in volo, non solo sulle tratte intercontinentali ma anche sui voli a corto e medio raggio (in graduale implementazione su tutta la flotta a corto e medio raggio) Il settore è in continua evoluzione e il Gruppo Lufthansa vuole rispondere tempestivamente ai cambiamenti, con soluzioni e proposte in linea con le richieste del mercato. Ne sono un esempio la Nuova Eurowings, così come il programma di ricerca sulla sostenibilità ambientale implementato dal Gruppo. In questa direzione vanno anche  gli ingenti investimenti di rinnovamento della flotta che hanno portato all’introduzione dell’A320neo e dell’A350-900, presentato oggi a Francoforte.

* Da analisi svolte dal CER sull’economia italiana, si è calcolato che il costo medio per unità di lavoro nel settore dell’ospitalità è di 34mila su base annua

Coop Drive, fai la spesa online e la ritiri in auto

Il Presidente Nova Coop Dalle Rive: “Il futuro non è l’h24, ma innovare l’offerta”

 

Se è vero che il tempo è denaro, è altrettanto vero che rappresenta lo spazio della vita quotidiana nella sua totalità: casa, affetti, lavoro, momenti per se stessi e per gli altri. Nova Coop inaugura “Coop Drive”, il nuovo servizio che consente in qualunque momento di ordinare la spesa online e andare a ritirarla comodamente in automobile ad un apposito punto di ritiro, senza fatica e scegliendo l’orario più comodo.

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Il servizio è completamente gratuito e parte oggi presso l’Ipercoop di Beinasco (To). Per usufruirne basta collegarsi al sito “La Spesa che Non Pesa” (www.laspesachenonpesa.itda pc, cellulare o tablet. Dopo aver registrato le proprie credenziali, è possibile munirsi del carrello virtuale in cui caricare la spesa, con tutta la garanzia della qualità e convenienza dei punti vendita Nova Coop. Scegliere è semplice: il menu consente di cercare i prodotti selezionando le diverse categorie merceologiche o inserendo una parola chiave nel motore di ricerca. È possibile ordinare i prodotti anche in base al prezzo o alle promozioni attive al momento. In qualunque fase, prima di aver completato l’ordine, il sistema permette di modificare il proprio carrello.

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Una volta ultimata la spesa, basterà scegliere l’orario in cui andare a ritirarla (il servizio è garantito già dopo due ore ed è attivo dalle 8.30 alle 20.30, sette giorni su sette) oltre alla modalità di pagamento, che potrà essere effettuato subito online o al momento del ritiro.Il portale offre più di dieci mila tipologie di prodotti delle principali marche (comprese naturalmente tutte le linee Coop), che abbracciano la quasi totalità della gamma offerta in ipermercato. Dai prodotti alimentari confezionati, inclusi i Freschi e Freschissimi (ortofrutta, carni rosse e bianche, panetteria e pasticceria, ma anche latticini e surgelati), a tutto il necessario per la cura della persona e la pulizia della casa. In futuro il servizio si arricchirà anche della gastronomia preincartata e dei prodotti ittici freschi.

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«Quello di Beinasco è il primo Drive che inauguriamo e non a caso lo facciamo in uno dei punti vendita più importanti di tutta la rete Nova Coop – sottolinea Ernesto Dalle Rive, Presidente di Nova Coop – Testeremo il gradimento da parte dei clienti con l’obiettivo di estendere il servizio su tutto il territorio piemontese. Entro l’anno attiveremo un secondo Drive in una zona semicentrale di Torino, che non sarà agganciato a un ipermercato esistente ma completamente autonomo, e lanceremo la consegna a domicilio. Parallelamente confermiamo tutti gli investimenti già annunciati su Torino e Vercelli e abbiamo in progetto almeno sei nuove aperture nei prossimi anni tra Torino, Ivrea, Giaveno e Asti. Il futuro però è nella capacità di integrare il negozio reale con un’offerta online presidiata di persona. L’epoca dei grandi ipermercati è finita e, nel rispetto dei nostri dipendenti, non crediamo che la soluzione sia introdurre aperture h24. Le parole chiave per noi sono “qualificare” e “innovare”, le politiche dell’offerta e il rapporto con il consumatore».

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la scelta dell’Ipercoop di Beinasco come sede del primo Coop Drive arriva da lontano. Uno dei centri commerciali più performanti della rete, un ipermercato  posto in un centro commerciale con oltre 4 milioni di visitatori annui e un presidio soci di oltre 65.000 soci. Un punto vendita da sempre strategico per la sua posizione, che raccoglie i quartieri più popolosi di Torino Sud e molti insediamenti industriali e di servizi, e che si trova alla confluenza di strade ad alto traffico, in particolare la Tangenziale Sud. «Siamo il 3° punto vendita di Nova Coop in termini di fatturato in Piemonte e il secondo a Torino, con oltre 1,5 milioni di scontrini all’anno – sottolinea Roberto Patrucco, direttore Ipercoop Beinasco – Al nuovo Drive abbiamo dedicato un team di lavoro composta da sette persone e abbiamo importanti aspettative su questo servizio, che siamo certi sarà molto utile per venire incontro alle esigenze dei nostri clienti. Delegare a qualcun altro la propria spesa richiede fiducia e noi faremo in modo di meritarla sempre: “Fare la spesa come fosse la nostra” è il motto del team di Coop Drive». 

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«Ci sono molti nuovi stili di vita a cui rispondere e il servizio drive nasce in questa ottica  spiega Antonio Bongiovanni, dirigente Prodotto e New Business Nova Coop  – In Italia questo servizio è ancora agli albori, ma in Francia dove è stato lanciato più di 15 anni fa e dove oggi i drive sono più di 2400, ha un peso del 4% sul fatturato della grande distribuzione. Ad incidere di più sono i prodotti pesanti, che il ritiro in automobile rende molto meno faticoso acquistare».

 

Crai e Lions: «Con la spesa pensa ai bambini bisognosi»

supermercato 2L’appuntamento è per il 4 febbraio. Per tutto il giorno volontari Lions saranno presenti presso i punti vendita della catena Crai che hanno aderito all’iniziativa per raccogliere alimenti e prodotti per la prima infanzia donati dai clienti.

 

Riconoscibili dai loro giubbotti gialli, i volontari della più grande Associazione di servizio del mondo consegneranno ai clienti in ingresso un sacchetto con marchio Lions e un volantino con le indicazioni dei prodotti da acquistare per essere donati.
LIONSIl materiale raccolto sarà poi fornito alle varie sedi della Caritas, all’Associazione U.L.AO.P. Onlus e ad altri enti caritatevoli certificati e dichiarati in anticipo, in modo da garantire la tracciabilità del flusso di ridistribuzione alle famiglie bisognose.

 

«L’iniziativa – spiega Gabriella Gastaldi, Governatore del Distretto 108 Ia1, che comprende gran parte del Piemonte e la Valle d’Aosta – s’inserisce nell’ambito del service “Alleviare la fame”, che non solo figura tra i principali campi di azione dei Lions di tutto il mondo, ma rappresenta una delle quattro macro-aree di intervento delle celebrazioni del Centenario della nostra Associazione, che ricorre proprio quest’anno».

 

«In un momento come questo, in cui la crisi economica non dà tregua, la disoccupazione imperversa e lions zanpovertà e fame stanno mettendo in ginocchio tantissime famiglie, è di estrema importanza per noi Lions metterci a disposizione della comunità e aiutare le persone in difficoltà ad alleviare le loro sofferenze. Per questo motivo – precisa Gastaldi – nella giornata del 4 febbraio abbiamo organizzato in tutti i Comuni italiani iniziative di raccolta di alimenti e prodotti per l’infanzia da destinare a famiglie in stato di bisogno con bambini piccoli».
«”We serve”, “Noi serviamo”, è il nostro motto. Da 100 anni siamo al servizio della nostra comunità. In questo primo nostro secolo di vita abbiamo contribuito con dedizione allo sviluppo e al benessere di milioni di persone in tutto il mondo. E oggi più che mai c’è bisogno del nostro impegno», conclude il Governatore. 

 

 

Quaglia nuovo presidente della Fondazione Crt

crtE’ Giovanni Quaglia è il nuovo presidente della Fondazione Crt, nominato oggi dal  Consiglio di Indirizzo che lo ha votato all’unanimità. Succede ad Antonio Maria Marocco. Cuneese, classe 1947, è laureato in Lettere e docente di Economia e Direzione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Torino, con esperienza al vertice di società, enti, istituzioni, associazioni culturali e organizzazioni non profit. È stato consigliere di amministrazione di Unicredit fino al 2015. La Fondazione  ha attuato oltre 37.000 interventi per il welfare, la salvaguardia del territorio, l’arte, la cultura, la ricerca, l’istruzione e l’innovazione.
   

Professione volontario: da Infine Onlus formazione e servizi

A Torino Infine Onlus forma 30 volontari da inserire nel progetto Prendi l’Alzheimer per mano

Infine Onlus opera a Torino dal 2014 con progetti di assistenza alle famiglie che devono prendersi cura di malati di demenza con un approccio che considera il sostegno ai caregiver della stessa importanza delle terapie per i malati. Con la stessa visione globale Infine Onlus affronta la relazione con i volontari che sono i protagonisti delle attività di assistenza. Il volontario Infine Onlus viene accolto in una comunità creata per fornirgli tutti gli strumenti utili per affrontare la missione di cura che gli viene affidata.

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Fa parte della filosofia di Infine Onlus creare per tutte le iniziative che propone gruppi di lavoro in cui la consapevolezza della missione deve essere accompagnata da attività di approfondimento, ricerca e condivisione spiega Marina Sozzi Presidente di Infine Onlus – Ed è con questo spirito che con i nostri volontari lavoriamo anche per dare occasioni di perfezionamento e sviluppo al loro impegno sociale che non è improvvisato: non sono angeli, sono professionisti”.

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I trenta volontari che Infine ricerca per ampliare i suoi servizi devono essere maggiorenni, con una disponibilità di tempo costante e puntuale di due ore la settimana, da dedicare al sostegno delle famiglie indicate dalle ASL come bisognose di assistenza con attività di aiuto a casa che permettano ai caregiver di prendersi una pausa personale allontanandosi dal malato.Il team di Infine Onlus formato da coordinatori, psicologi, formatori, dopo un colloquio attitudinale avvia un corso di 36 ore per preparare i candidati con nozioni mediche sulla la demenza e l’Alzheimer, sulla comprensione e la gestione della malattia da un punto di vista psicologico, sulle tecniche di stimolazione cognitiva, ma anche con attività volte a preparare il volontario a gestire gli stress a cui è sottoposto, dalla gestione delle emozioni alle nozioni di primo soccorso.Prima di conseguire l’attestato di partecipazione i volontari possono ancora praticare le tecniche acquisite nell’Alzheimer Caffè di Via Luserna 8 a Torino e nei gruppi attivi nella sede di Infine Onlus.Terminato il tirocinio è la coordinatrice delle famiglie che accompagna il volontario dalla famiglia per costruire insieme le modalità di intervento. Per Infine Onlus è importante che i volontari e le famiglie si trovino a loro agio insieme e quindi l’impegno è volto a cercare il “giusto volontario con la giusta famiglia”. Il volontario, dopo l’inserimento, instaura un rapporto diretto con la famiglia che gli permette di concordare orari, giorni, occasioni per vedersi ed essere di aiuto, ma può per qualsiasi evenienza confrontarsi con la coordinatrice, lo psicologo o la responsabile dei volontari in sede.

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Una volta al mese i volontari si ritrovano con il coordinatore e lo psicologo che supervisiona il progetto per confrontarsi e condividere le varie esperienze ed esigenze.

Ai volontari viene offerta la tessera associativa di Infine Onlus con i seguenti benefit:

 

ingresso gratuito a tutte le iniziative di Infine Onlus e accesso alla biblioteca

sconto del 10% presso la libreria “Fontana” di Via S. Francesco d’assisi, 18

 

Ogni venerdì pomeriggio presso la sede di infine Onlus c’è la “merenda del volontario”: uno spazio di incontro dove è possibile conoscere lo staff di Infine Onlus, la sede e porre tutte le domande sulle modalità di volontariato. Chi vuole diventare volontario Infine Onlus può compilare il form sul sito www.infine.it

Turismo Halal friendly? Sotto la Mole diventerà realtà

islam modaQuali accorgimenti per un hotel o un ristorante “su misura” per il turista di religione islamica? Il tema del turismo ‘halal friendly’ è stato materia di dibattito per gli operatori del settore, nell’incontro promosso da Comune, Università e Turismo Torino in vista del terzo Forum della Finanza Islamica in programma il 6 e 7 marzo nella nostra città.  Sono necessari cibi che Bianconerispettino i divieti, una copia del Corano nel comodino, frigobar senza alcolici e Tv senza canali per adulti. Oltre a  prodotti per il corpo certificati halal, indicazione delle sale di preghiera  vicine e della Mecca per il momento della preghiera. “Sotto la Mole non abbiamo ancora alberghi o ristoranti ‘halal friendly’ – dice Paolo Pietro Biancone, esperto di finanza islamica dell’Università, (nella foto a sinistra, che i nostri lettori conoscono poiché tiene una rubrica sui temi economici  qui sul “Torinese” – ndr) -. Si tratta di un turismo di alta gamma ed è quindi  importante capire che rappresenta un’opportunità per gli operatori. Inoltre l’accoglienza halal non penalizza il cliente tradizionale”.

EXODOS – una mostra fotografica per parlare di profughi

exod5Dal 24 gennaio al 24 febbraio, presso la Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165 a Torino, dalle 10 alle 18, con ingresso libero, la mostra “EXODOS – rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione” sarà il contenitore per approfondire il tema dei migranti, dall’accoglienza ai servizi di inclusione sociale e lavorativa. La mostra, realizzata dall’Associazione Allievi del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca”, si avvale delle immagini di 12 fotografi e video maker e documenta il exod siccardiviaggio dei profughi dai campi di raccolta fino alla situazione in Piemonte. Immagini impattanti ma anche un ricco programma di incontri, di testimonianze, di riflessioni e di workshop.Le immagini sono di Marco Alpozzi, Mauro Donato, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi e Stefano Stranges, mentre i video sono di Stefano Bertolino e Cosimo Caridi. L’obiettivo del progetto è quello di fornire un punto di vista sulla crisi dei migranti, un punto di vista sfaccettato e multiforme, tanti sono gli autori impegnati in questo reportage collettivo; raccontare il «volto umano» della crisi dei migranti exodpartendo dalle persone, dagli sguardi, dalle storie; valorizzare quanto costruito in questi anni dai nostri territori sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Le foto e i video sono stati realizzati tra il 2014 e il 2016 in alcuni dei momenti e dei luoghi più drammatici dell’emergenza profughi, come le isole di Lesbo e Kos, la frontiera di Idomeni, la giungla di Calais, ma anche i Balzi Rossi vicino a Ventimiglia o il mare al largo di Lampedusa. Per l’allestimento, si è scelto un percorso tematico, per guidare il pubblico nei vari momenti che scandiscono la quotidianità di chi dalla propria terra intraprende il cammino verso un mondo  migliore. exod35Nell’itinerario espositivo si è così scelto di individuare e concentrare l’attenzione sulle fasi salienti di questi viaggi: il «Mare», trampolino e naufragio verso il miraggio di un nuovo mondo; la «Strada», attraverso i campi, i fiumi, le lande desolate delle terre di nessuno; l’arrivo davanti alle «Barriere», fatte di reti, muri, confini; i exod56«Campi», luoghi di attesa, di riposo, di speranza, di paura; «Incontri» tra le società, i turisti e i migranti. La mostra è stata realizzata dall’associazione Allievi del Master in Giornalismo Giorgio Bocca e dalla Regione Piemonte e affronta il tema osservandolo da tre diversi punti di vista: quello dell’esperienza e della narrazione internazionale, quello dell’esperienza del sistema di accoglienza e quelle degli strumenti di inclusione della Regione Piemonte.

Svastica e bestemmia, ecco il prodotto di una società nichilista

Il fatto che dei teppistelli pinerolesi  si divertissero ad imbrattare una cristiani chiesachiesa con bestemmie e svastiche rivela il grado di avvilimento a cui si è giunti. Si poteva capire ,in passato  e forse anche nel presente, la bestemmia dell’operaio in fabbrica o del contadino  alle prese con il suo duro lavoro dei campi. C’erano persone che avevano addirittura assunto la bestemmia come intercalare quasi inconsapevole. Ma che ci siano dei giovani che scrivano per divertimento delle bestemmie, coniugandole  con le svastiche hitleriane, è davvero troppo. Chi scrive è per la libertà di pensiero e non ritiene che nessuna opinione, neppure la hitler_cardinal4più odiosa e grossolana come la bestemmia, debba essere considerata un reato: ciascuno ha, per esprimersi, i mezzi che ha. C’è il santo e il bestemmiatore, il poeta e lo scaricatore portuale, con in mezzo tanta gente banale che non ha opinioni e che non prega e non bestemmia. Divertirsi offendendo gli altri  risulta tuttavia particolarmente difficile da comprendere. Mi piacerebbe conoscere il grado di acculturazione dei questi giovani e dove hanno  frequentato o frequentino  la scuola. Nella loro mostruosa ignoranza i ragazzini di Pinerolo  non lo sanno, ma l’accoppiamento  di bestemmia e svastica  non appare così strano: Hitler , in nome di un paganesimo germanico  delirante, voleva proprio cancellare la civiltà cristiana nel 1942 trovò cristiani croce chiesanel laico Croce il suo  strenuo difensore: così nacque il famoso “Perché non possiamo non dirci cristiani” durante la  sua villeggiatura in Piemonte. Certo gli untorelli che usano la bomboletta spray non costituiscono pericoli di sorta, perché lo fanno per divertimento. Dopo aver giustificato per troppi anni l’ignoranza e aver declassato la funzione della scuola anche come scuola di civismo, ci ritroviamo a fare i conti con questi giovani  che certo sono un’eccezione, ma spesso l’eccezione purtroppo conferma la regola. Sono i figli di una società malata e nichilista e il prodotto deteriore di una scuola che non riesce più a svolgere la sua funzione.
                                                                                                                       Pier Franco Quaglieni

 

 

Scissioni, risultato finale a somma negativa

LA VERSIONE DI GIUSI / di Giusi La GangaLA GANGA

Di scissioni di partito me ne intendo, purtroppo. Le dinamiche sono sempre le stesse: I voti un po’ se ne vanno, molti restano, parecchi mandano a quel paese entrambi i contendenti. Il risultato finale è a somma negativa.

RENZI LAVAGNA

Per queste ragioni sono fra quelli che pensano che il PD debba essere difeso e sostenuto, per quanti errori abbia fatto l’attuale gruppo dirigente. Ho partecipato ieri alla riunione preparatoria dell’assemblea nazionale, che si terrà il 18 febbraio, dell’Associazione Democraticisocialisti, promossa dal Presidente della Toscana, Enrico Rossi, che intende tener viva, dentro e non fuori dal PD, la cultura socialista, rinnovata e attrezzata ad affrontare i tempi completamente nuovi di fronte a noi. Viviamo un passaggio difficilissimo della democrazia italiana, che sconta una classe dirigente inadeguata e litigiosa, con un elettorato che passa da un uomo della Provvidenza all’altro, senza rendersi conto che non esistono scorciatoie salvifiche ma solo la necessità di un duro lavoro di ricostruzione del paese.

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Si vuole andare di corsa a votare, senza mettere ordine nella legge elettorale e senza costruire i presupposti politici perché il voto risulti utile all’Italia. Ognuno fa un miope calcoletto di convenienza personale o di fazione. L’esito è già scritto, al di là delle frottole propagandistiche: l’ingovernabilità si accentuerà e le prospettive di un’Italia come la Grecia si avvicinano. Continua a sorprendermi il fattopd unita che molte persone che stimo non vedano o fingano di non vedere i pericoli che incombono. Che preferiscano applaudire entusiasticamente anziché provare a ragionare. Che si spellano le mani quando sentono dire che la legislatura è finita con il voto del 4 dicembre (ed è vero, nella sostanza) e che si indignano però se si fa notare come quel voto abbia anche chiuso il ciclo dell’attuale gruppo dirigente del PD e che sia necessario un nuovo congresso. In altri tempi, dopo tre sconfitte consecutive si sarebbe sentito il bisogno di una nuova legittimazione congressuale. Oggi si fa finta di nulla, anzi si spera che i contestatori (che non sempre hanno ragione) tolgano il disturbo.
Possibile che si debba andare baldanzosi verso un baratro?

 

Giusi La Ganga

Il caro, vecchio quaderno dei conti in mostra al Museo del Risparmio

POKE RISPARMIOIl Museo del Risparmio di Torino lancia una call for action: “fateci avere i vecchi quaderni dei conti della vostra famiglia”. Daranno un contributo prezioso alla mostra che il Museo sta preparando nelle sue sale in vista dell’8 marzo.

Quel genio di mia nonna! Dai libri di casa al kakebo” sarà un’esposizione di ricordi di famiglia e di veri e propri cimeli messi a disposizione da alcune istituzioni. Non mancherà l’ultimo arrivato: il kakebo, versione rivisitata del quadernetto dei conti di casa inventato nel 1904 dalla giapponese Motoko Hani, figlia di samurai e prima direttrice donna di una rivista femminile.

C’è molto da imparare dalle precedenti generazioni, che già avevano grandi capacità di pianificazione da cui prendere esempio. Come spendevano le nostre nonne? Come gestivano il bilancio familiare o i terreni, le cascine, i raccolti? E come annotavano queste spese?

Per partecipare all’iniziativa servono le foto del proprio libro di casa, almeno della copertina e di una pagina interna, accompagnate da un commento che ne racconti la storia o le particolarità. Si possono mandare al Museo del Risparmio attraverso Facebook, e-mail e Instagram entro il 20 febbraio. I dettagli sul sito www.museodelrisparmio.it