E’ una lunga storia quella tra il Gruppo Lufthansa e Torino, una città in continua evoluzione che deve la sua crescita, in parte, anche al contributo del Gruppo tedesco. Questi 46 anni (il primo collegamento infatti risale al 1 aprile 1971, con il volo Torino-Francoforte) hanno visto svilupparsi parallelamente Lufthansa – assieme alla consociata Air Dolomiti e a Brussels Airlines – e allo stesso tempo il traffico verso il Piemonte e conseguentemente la sua economia.

Con i suoi 65 voli settimanali da Torino verso Francoforte, Monaco e Bruxelles e un traffico pari a 371.000 passeggeri trasportati nel 2016 da e per i rispettivi hub, il Gruppo Lufthansa (a Torino presente con Air Dolomiti, Brussels Airlines e Lufthansa) ha facilitato l’integrazione della città di Torino e della regione in Europa e nel mondo ponendole al centro degli scenari economici mondiali; allo stesso tempo il Gruppo Lufthansa ha favorito, grazie al traffico incoming, lo sviluppo del turismo e la produzione di ricchezza locale. Un recente studio commissionato dal Gruppo a Sociometrica, società di ricerca e consulenza strategica, ha analizzato l’influenza delle compagnie del Gruppo sulla capacità di produrre reddito nel capoluogo sabaudo, impatto che deriva dalla spesa nella regione dei passeggeri trasportati.
Nel caso del Gruppo Lufthansa abbiamo un valore di quasi 4.000 posti di lavoro equivalenti creati a Torino e in Piemonte dalla sua attività di trasporto. Moltiplicando, infatti, i giorni di permanenza media dei passeggeri in arrivo a Torino con la spesa media giornaliera, si genera una spesa totale di 131 milioni di euro. Da questo dato è poi possibile stimare il numero di posti di lavoro equivalenti generati* (cioè l’ammontare di spesa alla cui domanda di beni e servizi corrisponde il lavoro medio di una persona), che nel caso del Gruppo Lufthansa a Torino è di 3.700 unità. Se invece si pensa al traffico outgoing lo studio ha dimostrato come, per le grandi imprese torinesi, la presenza del network del Gruppo Lufthansa sia vitale: senza un sistema di trasporti aerei efficiente sarebbe molto difficile per un’impresa multinazionale sviluppare le proprie attività, mantenere i collegamenti con i molti stabilimenti distribuiti nel mondo, in una parola prender parte al grande processo di globalizzazione dell’economia mondiale. In effetti, anche l’analisi delle principali destinazioni dei passeggeri del Gruppo Lufthansa in partenza da Torino conferma una generale coincidenza con la rete industriale di molte imprese piemontesi, in particolare del settore automotive: al primo posto, naturalmente, c’è la Germania, al secondo posto ci sono gli Stati Uniti, e al terzo la Polonia seguita dalla Cina. Se si osservano le destinazioni poi, le prime due in partenza da Torino sono Francoforte e Monaco, ma già al terzo posto c’è Cracovia, poi New York seguita da Shanghai e a seguire tre destinazioni americane, Los Angeles, Detroit e San Francisco. Al decimo posto c’è San
Paolo del Brasile. Anche in questa graduatoria diventa evidente il legame dei collegamenti con l’attività delle imprese torinesi e piemontesi.
“La nostra presenza oggi a Torino dimostra il nostro impegno nei confronti del mercato italiano, paese in Europa dove serviamo il maggior numero di destinazioni – e nello specifico di Torino e del suo territorio. Oggi Lufthansa, insieme a Air Dolomiti e a Brussels Airlines, è il network carrier principale dello scalo piemontese, offrendo ai passeggeri ottimi collegamenti verso gli hub di Francoforte, Monaco e Bruxelles e, da lì, verso oltre 250 destinazioni del mondo – commenta Steffen Weinstok, Senior Director Sales Italy & Malta Lufthansa Group – Tra i nostri principali clienti nella regione ci sono circa 500 aziende, di differenti dimensioni e settori di appartenenza, tutte accomunate dalla necessità di raggiungere comodamente diverse zone del mondo. Chi viaggia per affari sceglie i nostri voli per il nostro vasto network e gli ottimi collegamenti ma anche perché siamo in grado di offrire orari comodi per i trasferimenti di lavoro in giornata – aggiunge – Inoltre, grazie alle nostre joint venture in Asia e Nord America, offriamo un grande numero di destinazioni e servizi integrati nei più importanti mercati intercontinentali del mondo, garantendo così ulteriori vantaggi per i passeggeri” conclude.

Ma il Gruppo Lufthansa non è solo il vettore di riferimento per il traffico business: l’esteso network, infatti, offre numerose destinazioni turistiche nei paradisi tropicali più belli del mondo facilmente raggiungibili da Torino, via Francoforte, a prezzi interessanti: Panama, Cancun, Maldive, Nairobi, Mauritius sono solo alcuni esempi di come sia variegata l’offerta di voli del Gruppo.
Il Gruppo Lufthansa è rinomato per la sua affidabilità e per il suo prodotto di qualità sia a terra che a bordo, risultando ideale per i passeggeri in viaggio per affari e per piacere. Lufthansa garantisce qualità di servizio in ogni classe di viaggio (First Class, Business Class, Premium Economy Class e Economy Class), con un ricco programma di Inflight Entertainment che prevede film in prima visione con un’ampia scelta in lingua italiana, canali radio internazionali e un’ampia offerta di programmi TV, oltre ad un vasto assortimento di cibi e bevande che rendono ancora più piacevole
la permanenza a bordo. Inoltre, grazie a Flynet, la connessione Internet di Lufthansa sopra le nuvole, è possibile rimanere sempre collegati con i propri famigliari e amici anche in volo, non solo sulle tratte intercontinentali ma anche sui voli a corto e medio raggio (in graduale implementazione su tutta la flotta a corto e medio raggio) Il settore è in continua evoluzione e il Gruppo Lufthansa vuole rispondere tempestivamente ai cambiamenti, con soluzioni e proposte in linea con le richieste del mercato. Ne sono un esempio la Nuova Eurowings, così come il programma di ricerca sulla sostenibilità ambientale implementato dal Gruppo. In questa direzione vanno anche gli ingenti investimenti di rinnovamento della flotta che hanno portato all’introduzione dell’A320neo e dell’A350-900, presentato oggi a Francoforte.
* Da analisi svolte dal CER sull’economia italiana, si è calcolato che il costo medio per unità di lavoro nel settore dell’ospitalità è di 34mila su base annua

L’appuntamento è per il 4 febbraio. Per tutto il giorno volontari Lions saranno presenti presso i punti vendita della catena Crai che hanno aderito all’iniziativa per raccogliere alimenti e prodotti per la prima infanzia donati dai clienti.
Il materiale raccolto sarà poi fornito alle varie sedi della Caritas, all’Associazione
povertà e fame stanno mettendo in ginocchio tantissime famiglie, è di estrema importanza per noi Lions metterci a disposizione della comunità e aiutare le persone in difficoltà ad alleviare le loro sofferenze. Per questo motivo – precisa Gastaldi – nella giornata del 4 febbraio abbiamo organizzato in tutti i Comuni italiani iniziative di raccolta di alimenti e prodotti per l’infanzia da destinare a famiglie in stato di bisogno con bambini piccoli».
E’ Giovanni Quaglia è il nuovo presidente della Fondazione Crt, nominato oggi dal Consiglio di Indirizzo che lo ha votato all’unanimità
Quali accorgimenti per un hotel o un ristorante “su misura” per il turista di religione islamica?
rispettino i divieti, una copia del Corano nel comodino, frigobar senza alcolici e Tv senza canali per adulti. Oltre a prodotti per il corpo certificati halal, indicazione delle sale di preghiera vicine e della Mecca per il momento della preghiera. “Sotto la Mole non abbiamo ancora alberghi o ristoranti ‘halal friendly’ – dice Paolo Pietro Biancone, esperto di finanza islamica dell’Università, (nella foto a sinistra, che i nostri lettori conoscono poiché tiene una rubrica sui temi economici qui sul “Torinese” – ndr) -. Si tratta di un turismo di alta gamma ed è quindi importante capire che rappresenta un’opportunità per gli operatori. Inoltre l’accoglienza halal non penalizza il cliente tradizionale”.
Dal 24 gennaio al 24 febbraio, presso la Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165 a Torino, dalle 10 alle 18, con ingresso libero, la mostra “EXODOS – rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione” sarà il contenitore per approfondire il tema dei migranti
viaggio dei profughi dai campi di raccolta fino alla situazione in Piemonte. Immagini impattanti ma anche un ricco programma di incontri, di testimonianze, di riflessioni e di workshop.Le immagini sono di Marco Alpozzi, Mauro Donato, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi e Stefano Stranges, mentre i video sono di Stefano Bertolino e Cosimo Caridi. L’obiettivo del progetto è quello di fornire un punto di vista sulla crisi dei migranti, un punto di vista sfaccettato e multiforme, tanti sono gli autori impegnati in questo reportage collettivo; raccontare il «volto umano» della crisi dei migranti
partendo dalle persone, dagli sguardi, dalle storie; valorizzare quanto costruito in questi anni dai nostri territori sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Le foto e i video sono stati realizzati tra il 2014 e il 2016 in alcuni dei momenti e dei luoghi più drammatici dell’emergenza profughi, come le isole di Lesbo e Kos, la frontiera di Idomeni, la giungla di Calais, ma anche i Balzi Rossi vicino a Ventimiglia o il mare al largo di Lampedusa. Per l’allestimento, si è scelto un percorso tematico, per guidare il pubblico nei vari momenti che scandiscono la quotidianità di chi dalla propria terra intraprende il cammino verso un mondo migliore.
Nell’itinerario espositivo si è così scelto di individuare e concentrare l’attenzione sulle fasi salienti di questi viaggi: il «Mare», trampolino e naufragio verso il miraggio di un nuovo mondo; la «Strada», attraverso i campi, i fiumi, le lande desolate delle terre di nessuno; l’arrivo davanti alle «Barriere», fatte di reti, muri, confini; i
«Campi», luoghi di attesa, di riposo, di speranza, di paura; «Incontri» tra le società, i turisti e i migranti. La mostra è stata realizzata dall’associazione Allievi del Master in Giornalismo Giorgio Bocca e dalla Regione Piemonte e affronta il tema osservandolo da tre diversi punti di vista: quello dell’esperienza e della narrazione internazionale, quello dell’esperienza del sistema di accoglienza e quelle degli strumenti di inclusione della Regione Piemonte.
chiesa con bestemmie e svastiche rivela il grado di avvilimento a cui si è giunti. Si poteva capire ,in passato e forse anche nel presente, la bestemmia dell’operaio in fabbrica o del contadino
più odiosa e grossolana come la bestemmia, debba essere considerata un reato: ciascuno ha, per esprimersi, i mezzi che ha. C’è il santo e il bestemmiatore, il poeta e lo scaricatore portuale, con in mezzo tanta gente banale che non ha opinioni e che non prega e non bestemmia. Divertirsi offendendo gli altri risulta tuttavia particolarmente difficile da comprendere. Mi piacerebbe conoscere il grado di acculturazione dei questi giovani e dove hanno
nel laico Croce il suo strenuo difensore: così nacque il famoso “Perché non possiamo non dirci cristiani” durante la sua villeggiatura in Piemonte. Certo gli untorelli che usano la bomboletta spray non costituiscono pericoli di sorta, perché lo fanno per divertimento. Dopo aver giustificato per troppi anni l’ignoranza e aver declassato la funzione della scuola anche come scuola di civismo, ci ritroviamo a fare i conti con questi giovani che certo sono un’eccezione, ma spesso l’eccezione purtroppo conferma la regola. Sono i figli di una società malata e nichilista e il prodotto deteriore di una scuola che non riesce più a svolgere la sua funzione.

che molte persone che stimo non vedano o fingano di non vedere i pericoli che incombono. Che preferiscano applaudire entusiasticamente anziché provare a ragionare. Che si spellano le mani quando sentono dire che la legislatura è finita con il voto del 4 dicembre (ed è vero, nella sostanza) e che si indignano però se si fa notare come quel voto abbia anche chiuso il ciclo dell’attuale gruppo dirigente del PD e che sia necessario un nuovo congresso. In altri tempi, dopo tre sconfitte consecutive si sarebbe sentito il bisogno di una nuova legittimazione congressuale. Oggi si fa finta di nulla, anzi si spera che i contestatori (che non sempre hanno ragione) tolgano il disturbo.
Il Museo del Risparmio di Torino lancia una call for action: “fateci avere i vecchi quaderni dei conti della vostra famiglia”. Daranno un contributo prezioso alla mostra che il Museo sta preparando nelle sue sale in vista dell’8 marzo.