“La valorizzazione del legno. Sfide, analisi, proposte” è il titolo del convegno promosso da Uncem che si terrà giovedì 23 giugno, dalle ore 9,30 alle 17, presso il Circolo della Stampa di Torino, in corso Stati Uniti 27
La superficie forestale piemontese è in continua crescita. Superato nel 2015 un milione di ettari. Un patrimonio immenso, oggi in gran parte non gestito, che richiede un impegno strutturale e capace di unire l’azione pubblica a quella delle imprese. E il parterre allestito dall’associazione che raggruppa gli enti locali montani subalpini è davvero ricco.
Nella mattinata di giovedì 23 interverranno Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte, Igor Boni e Piergiorgio Terzuolo dell’Ipla, Franco Licini, Dirigente Settore Foreste Regione Piemonte, Alessandra Stefani, Vice Capo del Corpo forestale dello Stato, Paolo Maria Terzolo, Dottore forestale, Franco Molteni della Fondazione per l’Ambiente Fenoglio – Turin School of Local Regulation. A seguire, una tavola rotonda su “Edilizia, bionergie, uso energetico. Nuove dimensioni per un sistema di utilizzo avanzato e competitivo”, con Alberto Poggio, docente del Politecnico di Torino, Dipartimento Energia; Sandro Cobror di BioChemtex, Mossi&Ghisolfi; Mario Bonaccorso, Responsabile Area Biotecnologie industriali e Bioeconomia, Assobiotec-Federchimica; Giovanni De Ponti, Direttore generale FederlegnoArredo; Walter Righini, Presidente Fiper; Andrea Maria Rizzo, docente Università di Firenze, Dipartimento di Ingegneria Industriale; Luca Lo Bianco, Direttore scientifico della Fondazione Montagne Italia; Lorenzo Franchini, Enel, Affari Istituzionali Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Conclusioni della mattinata don l’assessore regionale alla Montagna Alberto Valmaggia e il deputato Mino Taricco.
Nel pomeriggio, la presentazione di best practice e scenari, con Stefano Battaglia della Silvateam (San Michele Mondovì), Massimo Pace della Helaris Holding (Settimo Torinese), Gianni Tarello, Presidente regionale e nazionale del settore forestale di Fedagri Confcooperative, Alberto Dotta del Consorzio forestale Valsusa, Andrea Dematteis di Gestalp (Sampeyre), Beppe Tecco di Agrindustria (Cuneo), Andrea Crocetta di Replant, Start up presso l’Incubatore di imprese del Politecnico di Torino, Andrea Ferretti, Sindaco di Usseaux (To), Giorgio Ferraris, Sindaco di Ormea (CN), Giorgio Talachini della Cooperativa La Foresta (Susa), Ettore Durbiano di Federlegno Arredo, Mirko Rossetto della Rossetto Legnami (Luserna San Giovanni), Antonio Spinelli del Cluster Legno Piemonte, Fausto Bollati della KWB, Franco Gottero dell’Ipla e i rappresentanti delle aziende XLam Dolomiti, Margaritelli – Listone Giordano (Miralduolo di Torgiano), Stella (Cuneo). Conclusioni della giornata con l’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero e il viceministro Andrea Olivero.
Massimo Iaretti
Prime polemiche post-elettorali. “La Compagnia è stata partner leale e affidabile di tutte le istituzioni, di volta in volta governate da diversi colori politici
John Elkann (Fondazione Agnelli), Fabiola Gianotti (CERN), Marco Gilli (Politecnico di Torino) e Francesco Profumo (SAFM) premiano le idee di impresa elaborate da 50 giovani, che applicano tecnologie già oggi disponibili per usare meglio le risorse naturali e rispondere ai bisogni del pianeta. La migliore idea si aggiudica 50.000 euro offerti dalla Fondazione Agnelli per favorire la creazione di una vera Start up
La crescita di un territorio sotto l’aspetto dell’offerta turistica passa, obbligatoriamente, per la strada del potenziamento delle sue strutture ricettive.
Versi Satanici…che mi entri nelle liste di prescrizione”. Pure entrare in liste di prescrizione per dire o scrivere quello che si pensa? Già, almeno su questo campo non si può dire ciò che si pensa. Almeno su una donna che indossa il burqa. Ma questa donna era, è felice? “Patrizio che t’interessa? E poi voltarti dall’altra parte è considerato tolleranza ed integrazione”. Arriva Sabrina amica e moglie di Paolo con un leggiadro vestito fotocopia del bianco coniglio di Alice nel paese delle meraviglie: “scusa sono di fretta” e sfodera il suo smagliante sorriso infilandosi il casco, partono in moto ed io continuo ad osservare i penetranti occhi azzurri .Sbaglierò, ma loro sono felici, e continuo a pensare che la ragazza con il burqa invece non lo sia per il semplice fatto che subisce. Io sono contento per la felicità dei miei amici. Direi, in modo molto elementare: meglio essere felici che infelici. Arrivato in ufficio m’informo sul burqa. Ce ne sono diversi tipi legati al grado d’integralismo religioso islamico e…udite ..udite… di carattere tribale. Già, proprio così, di carattere tribale. Non mi sembra una bella cosa. Appuro che nel nostro Paese è reato non farsi riconoscere. Non avevo dubbi. La Cassazione ha sentenziato : tranne nei casi di necessità. Il burqa è necessità? Religiosa? Sicuramente, ma con la carta d’identità come si fa? Ma poi francamente non mi interessa l’aspetto burocratico della questione.Tutti hanno diritto alla felicità ed insisto, anche questa donna ha diritto alla felicità. Che fare? Sicuramente non aspettare e subire. Per quella ragazza? Probabilmente poco o nulla. Ma bisogna partire da un principio: nel nostro mondo le regole sono diverse, se volete stare qui accettate le nostre. Il mondo non è stato attrezzato per l’allegria. La felicità va stappata a viva forza. Ho copiato questa bella frase da Vladimir Majakovskij poeta futurista russo. Interprete della rivoluzione d’ottobre. Rivoluzione fatta in una società dove c’erano ancora i servi della gleba. L’emancipazione è ancora una categoria del cambiamento e l’affrancamento dalle logiche tribali. Un lungo percorso. Ma non possiamo aspettare. La strage d’Orlando è una tragica conferma che i diritti alla diversità, che i diritti delle donne alla emancipazione sono nel mirino del terrorismo Islamico. Caro Paolo, cara Sabrina, la vostra felicità un buon viatico contro un mondo che noi non accettiamo e non accetteremo mai.
Digital Transformation per la customer satisfaction
Parlando con alcuni amici che non vedevo da qualche tempo, uno mi chiese a che punto fosse la mia collezione di penne. «Collezione? Guarda che ti sbagli – risposi – io non colleziono penne!». Mi fecero notare che ne avevo sempre di diverse, dalla mia prima stilografica Auretta delle elementari per passare alla Pelikan GV150 (verde e nera da professore …), all’Aurora 88 e via via, arrivando all’età adulta, ad altre penne che erano quasi “gioielli” da uomo. A un certo punto la passione cessò. Non compravo penne da anni sino a quando, chiedendo qualcosa “di nuovo” in un negozio nel quale mi ero recato per un regalo, mi fecero vedere un modello del quale mi dissero: «Questa penna è andata sulla luna». «Ma scusi – replicai – qual è la novità?» «La novità sta nel refil! – rispose il negoziante – È pressurizzato e le consente di scrivere dal basso verso l’alto (come si fa in assenza di gravità). Guardi che scrive anche sott’acqua utilizzando sino all’ultima goccia d’inchiostro».In altre parole: qualcuno si era preoccupato di competere per un componente pressoché invisibile con obiettivi di vendita importanti, visto anche il costo elevato del prodotto. Ecco: la vendita dovrà mantenere focalizzata l’attenzione sul cliente finale fornendo prodotti sempre innovativi, con persone competenti in grado di stimolare l’acquirente e di comprendere veramente i bisogni di chi compra. Dedicare cioè il tempo giusto alla relazione, non secondo le logiche di chi vende ma secondo le necessità di chi compra. Occorre però riorganizzare il proprio lavoro sfruttando tutti quegli aiuti che solo la tecnologia può darci; la strada del presente che guiderà il nostro futuro si chiama Digital Transformation. Wikipedia la descrive come un insieme di cambiamenti prevalentemente tecnologici, culturali, organizzativi, sociali, creativi e manageriali che consentono di ridisegnare l’offerta del proprio business per renderlo più competitivo e allineato alle aspettative del proprio mercato grazie alle tecnologie digitali. Quindi, la parola d’ordine dell’ultimo periodo – Resilienza – viene da oggi affiancata da Digital Transformation. Per molti è fondamentale “ristrutturare il proprio business”, per ridefinire il proprio vantaggio competitivo e generare valore al cliente finale e all’azienda. La direzione commerciale e marketing di un’azienda è la funzione più vicina al mercato e quindi deve tenere i ricettori sempre accesi. Chi è sul mercato deve concentrare la propria attenzione su di esso, ma anche dedicare tempo alla preparazione personale e all’organizzazione. Qualcuno potrebbe pensare che la digitalizzazione di alcune attività porti alla riduzione della qualità del servizio e del valore offerto al mercato. Non è vero! Qualcuno invece potrebbe dire che la tecnologia costa e che i suoi benefici saranno recuperati nel tempo, ma non è questo il momento per fare investimenti… Ecco alcuni piccoli aggiornamenti digitali in grado di offrire importanti vantaggi alla struttura commerciale(e non solo…) con investimenti “accettabili” anche da una piccola azienda.

Il Piemonte approva la legge contro il caporalato nei confronti dei lavoratori stagionali nell’agricoltura.
“È apprezzabile l’iniziativa seminariale promossa alla Camera dal Presidente della VI Commissione Maurizio Bernardo sull’educazione finanziaria, tema su cui il Senato sta lavorando da mesi.
Il Piano regionale Amianto del Piemonte entra nel vivo con l’assegnazione di 1,1 milioni di euro ai consorzi di comuni per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di manufatti contenenti asbesto
La candidata pentastellata Chiara Appendino torna sul tema della Città della Salute, sul quale era intervenuta il ministro Boschi