ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 68

Pantanella e Tronzano a confronto sul Piemonte che verrà

Il dialogo fra il Vice Presidente Nazionale di FMPI – Federazione Medie e Piccole Imprese e l’Assessore Regionale al Bilancio, Finanza e Sviluppo Attività Produttive.

Si terrà a Torino Mercoledì 27 Marzo in Largo Cibrario 13/A a partire dalle ore 14.30 presso la sede de ‘Il Centro Servizi’ l’incontro-dialogo fra Luca Pantanella, Vice Presidente Nazionale FMPI – Federazione Medie e Piccole Imprese e Andrea Tronzano, Assessore Regionale al Bilancio, Finanza, Sviluppo attività produttive. Oggetto del confronto “Il Piemonte che sarà”.

Una panoramica a tutto tondo su quale futuro verterà il cammino intrapreso dal territorio per affrontare nuove e sempre più urgenti sfide che richiedono attenzione, lungimiranza e capacità.

Ho desiderato fortemente dar vita a questo momento, e ringrazio l’Assessore per ave accolto l’invito, per creare un’occasione di aggregazione e scambio alla presenza di numerosi imprenditori chiamati ogni giorno a fare i conti con uno scenario in continuo mutamento. Tra le questioni primari e di maggiore urgenza figurano soprattutto crisi di liquidità, ritardi nei pagamenti, difficoltà a reperire risorse umane in organico, quali saranno gli investimenti del Consiglio Regionale per creare economia e rendere più appetibile e competitivo il territorio piemontese, anche in vista dell’auspicato approdo di soggetti di mercato d’oltreconfine intenzionati a puntare su di noi”, chiosa Luca Pantanella, anche Presidente di A.L.S.I.L. Onlus – Associazione per la Legalità e la Sicurezza sul Lavoro.

Si è chiusa la tre giorni dei Distretti del Cibo

 

Torino, 25 marzo 2024 – Sono state le parole di Marco Protopapa, assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte, padrone di casa dell’evento nazionale, a dare il via ai lavori: “Per il Piemonte si tratta di una vetrina voluta e conquistata quando l’anno scorso abbiamo dato disponibilità per accogliere nella nostra regione tutti i distretti nazionali. L’evento certifica il percorso avviato dalla Regione a partire dall’approvazione del Regolamento regionale dei Distretti del cibo nel 2020, che ha permesso ai territori piemontesi di costituirsi in distretti. Siamo all’inizio di un iter che va ulteriormente sviluppato. Attualmente sono nove i distretti piemontesi ma ci sono molte altre opportunità di creare rete pensando ai tanti comuni presenti nella nostra regione con le diverse peculiarità agroalimentari di qualità”.

Fare rete, celebrare le eccellenze, organizzare i mercati e combattere lo spreco alimentare. Pensare al cibo non solo dal punto di vista gastronomico ma anche quale volano per la promozione turistica e culturale dei territori, i temi affrontati tra il 21 e il 23 marzo scorso, quando Torino e Pollenzo hanno ospitato l’incontro nazionale dei Distretti del Cibo, voluti con l’intento di favorire lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale.

Si tratta di realtà che favoriscono l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, promuovono la sicurezza alimentare, la riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni e dello spreco alimentare, salvaguardano il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole, agroalimentari e l’enogastronomia. I Distretti diventano strumenti fondamentali per la sostenibilità ambientale e territoriale, per la promozione di un territorio e la divulgazione delle proprie eccellenze.

Lo stesso presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel suo video saluto in apertura dei lavori ha sottolineato come i Distretti del Cibo siano: “portatori di cultura. Il valore del cibo non è solo legato al turismo eno-gastronomico, il cibo deve essere considerato con rispetto, come bene da salvaguardare. Un bene che deve essere un diritto per tutti”.

Parole importanti alle quali hanno fatto eco, il giorno dopo a Pollenzo, quelle di Barbara Nappini, di Slow Food che ha sottolineato quanto sia necessario una maggiore armonia tra le politiche ambientali-sociali ed economiche: “Bisogna fare pace. Pace con la natura per avere un futuro migliore”.

 

Nuova vita per il palazzo Enel di Torino: sarà un centro polifunzionale

LA CITTÀ CHE CAMBIA 

 

È stato presentato ieri Eblo’, a cura di Blue SGR – Fondo Chirone che ha individuato i suoi partner tecnici e commerciali nello Studio Pession e Immogroup operanti sul territorio torinese. L’importante intervento di ristrutturazione e di restyling edilizio interesserà l’iconico e inconfondibile edificio Enel in Corso Regina Margherita 267 a Torino, lungo una delle principali arterie stradali della città. L’operazione darà un forte contributo alla profonda trasformazione del quartiere Campidoglio, all’interno della Circoscrizione 4, giocando un ruolo chiave nella valorizzazione della zona circostante in ottica di restituzione alla comunità e di creazione di ambienti urbani più sostenibili.

 

In un’area residenziale che ospita oltre 170 opere realizzate da numerosi artisti e con una grande varietà di servizi e strutture, quali il Parco della Pellerina e Parco Dora, l’Ospedale Maria Vittoria e il Sacrario del Martinetto, il progetto Eblò prevede la ristrutturazione di tutti gli elementi dello storico Palazzo Enel, inclusa la sua particolare facciata, occupata interamente da serramenti a oblò, elemento da cui prende il nome il progetto.

 

«Eblò rappresenta un catalizzatore per la riqualificazione urbana e architettonica del quartiere – dichiara Alessandro Mazzucco, Portfolio Manager di Blue SGR  L’investimento vuole essere non solo un rinnovamento degli spazi fisici, ma anche un punto di riferimento all’interno del processo di sviluppo di tutta l’area. È per questo che ci siamo immaginati un edificio che, oltre a spazi destinati a start-up e aziende, viva in un continuo dialogo e scambio con il pubblico e la cittadinanza, creando un ambiente urbano più vibrante e inclusivo per tutti».

 

Al completamento dell’intervento, l’edificio offrirà ambienti lavorativi smart completamente personalizzabili su undici piani, su una superficie totale di 11.000 metri quadri, ideali per piccole start-up e grandi aziende. Verrà esaltata così la conformazione planimetrica della struttura, che mostra chiaramente la sua destinazione originale come spazio per uffici e attività accessorie. In base alle necessità, le soluzioni offriranno da 400 a 1.500 metri quadri sullo stesso piano e da 160 a 190 postazioni, divisibili per tre aree, in un luogo ideale per lavorare seguendo il concetto del work-life balance. Saranno infatti presenti un ristorante e una sala polivalente con capienza fino a 100 persone, un baby parking e una caffetteriaposizionata di fronte alla reception, fino ad una palestra di 1.500 metri quadri: un mix di ambienti che puntano a creare un universo organico e funzionale, inclusivo e sostenibile, strategico anche per la sua posizione comoda e privilegiata.

 

«Il progetto di Eblò – afferma Emanuele Pession, Architetto e Founder di Studio Pession Associatoè un perfetto esempio di come il restyling e la riqualificazione architettonica di un edificio storico possano convergere per dare vita a un luogo che non solo si inserisce armoniosamente nel contesto urbano in trasformazione, ma diventa anche un’incarnazione del processo innovativo e sostenibile».

 

Le varie destinazioni degli spazi mirano a costruire una forte connessione tra ambienti interni e pubblico esterno, tra cittadinanza e aziende private: un mix per dare un impulso alla rigenerazione urbana, sotto un’ottica funzionale, inclusiva e sostenibile, strategica per l’intero ambiente circostante e dall’alto valore per l’intera città.

 

Con sistemi energetici efficienti, un utilizzo di materiali sostenibili e ultime tecnologie, Eblò, conforme  agli standard ESG (Environmental, Social, and Governance) si posiziona come un esempio di eccellenza anche nell’ambito della sostenibilità: il progetto, infatti, si sta impegnando ad ottenere la certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) v4 Core & Shell, verso l’ottimizzazione dell’impatto dell’edificio con un focus sul miglioramento della vita e del benessere degli occupanti.

 

«Con Eblò l’innovazione incontra la funzionalità – sottolinea Beppe Caruso, CEO di Immogroup Il progetto offre non solo spazi ufficio moderni e completamente personalizzabili, ma anche ambienti smart per favorire la produttività e il benessere dei lavoratori, grazie a servizi aperti al pubblico. È un progetto pensato per soddisfare tutte le necessità contemporanee nella vita sempre più ibrida tra i luoghi di lavoro e attività al di fuori del contesto professionale.”

 

Eblò, raffinata rinascita urbana a Torino, rappresenta non solo un punto di riferimento per le aziende che cercano un ambiente di lavoro innovativo, responsabile e sostenibile, orientato al benessere dei propri dipendenti, ma anche un simbolo di rinascita urbana per la città di Torino.

Rifiuti agroalimentari, siglata la convenzione

Collaborazione e coordinamento nelle attività di stoccaggio, raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti agroalimentari prodotti dalle imprese e nell’accesso a servizi di alto profilo per la loro gestione. E ancora attività di sensibilizzazione e comunicazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e delle opportunità di valorizzazione dei rifiuti e, infine, identificazione di opportunità progettuali sostenute da fondi e finanziamenti pubblici o privati in materia di diffusione di buone pratiche di gestione di rifiuti del settore agroalimentare.

Sono queste in sintesi le finalità della Convenzione sottoscritta giovedì 21 marzo presso Regione Piemonte dalla Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, Cascina Pulita e Nexus Rete di Imprese Mista a margine dell’evento “Territori che nutrono“, un confronto sui temi delle politiche di aggregazione e promozione dei territori, dell’organizzazione dei mercati, dello spreco alimentare, della valorizzazione dei paesaggi, dell’enogastronomia e dei percorsi turistici.

Cosa cambia con la firma della Convenzione? I circa 200 Distretti presenti in Italia e riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura definiranno fin da subito una roadmap di interventi sul territorio nazionale, a partire da quelli lombardi che rappresentano il progetto pilota. A seguire e nel rispetto degli obiettivi della Convenzione saranno organizzati incontri formativi e informativi sulla normativa ambientale e sulla corretta gestione dei rifiuti rivolti alle aziende associate ai Distretti e si darà vita a un circuito di raccolta dei rifiuti agroalimentari conforme agli standard qualitativi e di sostenibilità che la Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo intende adottare, grazie al know-how di Cascina Pulita e il coordinamento di Nexus.

I Distretti del Cibo nascono per promuovere un nuovo modello di sviluppo per l’agroalimentare italiano, per favorire la diminuzione dell’impatto ambientale delle produzioni, per promuovere la salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari. Per questo è necessario sviluppare l’agricoltura circolare, ovvero un sistema agricolo in cui, grazie anche alla ricerca scientifica e alle innovazioni tecnologiche, gli scarti si riutilizzano e si rigenerano divenendo risorse. L’obiettivo, quindi, non è solo quello di ridurre sprechi e rifiuti ma di creare valore aggiunto per l’intera filiera. Questo accordo va nella direzione di fornire riferimenti e strumenti utili a tutti i Distretti.

Angelo Barone, Presidente della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo

 

Siamo lieti di avviare questa collaborazione con la Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo e Nexus, lieti di essere stati selezionati quale partner privilegiato per la raccolta e valorizzazione dei rifiuti del comparto agroalimentare d’eccellenza coordinato dalla Consulta. Ci impegneremo a servire ogni Distretto con l’elevato standard qualitativo che ci contraddistingue, contribuendo alla sostenibilità di ogni filiera coinvolta“.

Virginia Vergero, Responsabile Innovazione di Cascina Pulita

A Torino il tour Ugl

Paolo Capone, Leader UGL: “Puntare sulla partecipazione dei lavoratori per rinnovare le relazioni industriali”

Lunedì 25 marzo, alle ore 10.00, in Piazza San Carlo, a Torino, si è svolta la tappa del tour itinerante per l’Italia promosso dall’UGL con lo slogan “Lavoro è PartecipAzione”, a bordo di un autobus, per promuovere la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. Il tour, che sta attraversando venti regioni, si propone di affrontare il tema della partecipazione declinandolo concretamente nelle singole realtà aziendali, per arrivare alla realizzazione compiuta dell’art. 46 della Costituzione Italiana.

Al centro dell’evento i temi locali e regionali che riguardano l’occupazione, l’economia e il lavoro. La sicurezza sul lavoro, i bassi salari e la maggiore produttività sono questioni cruciali che richiedono l’attiva partecipazione dei lavoratori.

“Torino vanta una lunga storia industriale che ha forgiato il tessuto economico dell’Italia. Grandi aziende, negli anni, hanno dato lavoro a molte persone e famiglie che con il proprio impegno hanno fatto crescere il Paese. Nei momenti di crisi però, sono state proprio queste zone a essere più duramente colpite dalle ricadute negative. Oggi, anche il futuro crea preoccupazioni, con l’intelligenza artificiale e l’evoluzione tecnologica che corrono veloci e mettono a rischio molti posti di lavoro.  La situazione che sta attraversando Mirafiori, e i quasi 1000 operai, tra scioperi, contratti ridotti e produzione a picco, è allarmante e ci spinge a ribadire quanto sia importante puntare sugli investimenti nelle politiche industriali e sul sostegno al comparto automotive per far ripartire la produzione. In tal senso l’UGL è favorevole alla prosecuzione del tavolo tra istituzioni nazionali, locali e parti datoriali per il rilancio del settore”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, a margine dell’evento.

“La partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese in questa fase più che mai riveste un ruolo centrale. Il messaggio che abbiamo cercato di diffondere-anche attraverso il tour- consiste nel valorizzare la collaborazione tra capitale e lavoro per rinnovare l’attuale modello di relazioni industriali e dare voce alle istanze dei lavoratori”.

Agricoltura: “Pacchetto Giovani”, proroga al 15 aprile

L’Assessorato regionale all’Agricoltura ha prorogato al 15 aprile 2024 la scadenza del bando “pacchetto giovani” che offre aiuti concreti ai giovani piemontesi per avviare l’attività e per investire nell’innovazione aziendale.

L’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa precisa: “Visto il grande interesse che sta riscontrando la nuova programmazione dello Sviluppo Rurale, si è ritenuto opportuno concedere una proroga per favorire i giovani agricoltori a predisporre nel miglior modo le domande per questa prima opportunità concessa dal nuovo Csr”.

Il bando, aperto a dicembre 2023, ha una copertura finanziaria complessiva di 45 milioni di euro e integra due misure del Complemento di sviluppo rurale 2023-2027 (Csr): investimenti per migliorare la competitività sui mercati delle aziende agricole e accrescere la redditività delle stesse (misura SRD01) e contributi per l’insediamento iniziale dei giovani agricoltori piemontesi (misura SRE01).

Possono partecipare i giovani agricoltori che al momento della presentazione della domanda hanno un’età compresa tra 18 anni (compiuti) e 41 anni (non compiuti) e sono già titolari di una azienda agricola.

Il bando è pubblicato sul sito della Regione Piemonte al link: https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/csr-2023-2027-insediamento-giovani-agricoltori-sre01-investimenti-competitivita-srd01

Bonus mutuo 2024, tutte le novità

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Nel 2024, il governo ha predisposto un incentivo fino a 760 euro per i titolari di mutui. Questo importo può essere ottenuto come rimborso per coloro che sostengono l’onere di un mutuo per l’acquisto della propria residenza.

L’incentivo legato al pagamento del mutuo è correlato alle agevolazioni fiscali. Infatti, la normativa prevede detrazioni sugli interessi del mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto della casa adibita a residenza.

Per ricevere un rimborso Irpef fino a 760 euro, è necessario che il mutuo ipotecario sia stato sottoscritto non più di 12 mesi prima dell’acquisto dell’immobile posto a garanzia. È quindi possibile acquistare prima l’immobile e stipulare il relativo contratto di mutuo entro 12 mesi, oppure stipulare il contratto di mutuo acquistando l’immobile nei 12 mesi successivi.

Più che un bonus vero e proprio, si tratta di un’agevolazione fiscale che consente di detrarre, nella dichiarazione dei redditi, gli interessi passivi versati alla banca, nonché le relative spese e oneri accessori. In pratica, lo Stato ti restituisce una parte di tali interessi, fino a un massimo di 4.000 euro all’anno. Per essere più precisi, la detrazione fiscale viene calcolata al 19% su un importo massimo di 4.000 euro, che equivale a un rimborso potenziale di 760 euro.

Questa detrazione si applica nell’anno in cui le spese sono state effettivamente sostenute, indipendentemente dalla data di scadenza.

Inoltre, un’altra condizione fondamentale per ottenere il bonus è che entro 12 mesi dall’acquisto, l’acquirente destini l’immobile ad abitazione principale per sé stesso o per i suoi familiari. Senza questa destinazione, il beneficio non è concesso. È possibile portare in detrazione anche gli interessi passivi del mutuo se qualche familiare ha mantenuto la residenza nell’abitazione.

Gli “interessi passivi del mutuo” si riferiscono agli interessi che il mutuatario deve pagare alla banca come compenso per aver ricevuto il denaro necessario per l’acquisto dell’immobile. Questi interessi costituiscono il costo associato all’utilizzo dei fondi ricevuti. La porzione degli interessi che può essere detratta rappresenta l’ammontare pagato annualmente alla banca attraverso le rate del mutuo. Tale quota di interessi è detraibile fino a un massimo di 4.000 euro, che corrisponde al valore massimo di 760 euro per il rimborso Irpef.

Conformemente alla normativa vigente, il diritto alla detrazione degli interessi passivi dei mutui spetta al proprietario dell’immobile, al titolare del contratto di mutuo e a coloro che risiedono effettivamente nell’abitazione. È da sottolineare che se si cambia la propria residenza dopo aver iniziato a beneficiare della detrazione, quest’ultima viene automaticamente revocata.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Medaglia d’oro al Piemonte per la formazione

Il Piemonte, con 24 percorsi su 25 realizzati, ha raggiunto il 96% dei corsi premiati (rispetto al 68,5% registrato a livello nazionale, derivante da 239 percorsi premiati su 349 complessivi), senza alcun percorso critico (fascia rossa) collocandosi così, in termini di performance regionale, in prima posizione a livello nazionale. L’86% degli studenti degli ITS Academy, ad un anno dal diploma, ha trovato un’occupazione e nel 92,9% dei casi è coerente con il percorso di studi con un dato di “non occupati” che si dimezza rispetto allo scorso anno. Con queste premesse, per l’assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Piemonte Elena Chiorino – unitamente a tutti i soggetti che fanno parte del sistema Its Academy – raggiungere ancora una volta il podio è motivo di grande orgoglio.
I dati dell’ultimo monitoraggio sugli ITS Academy confermano l’alta qualità e l’efficacia del sistema formativo regionale in cui credo tantissimo – ha commentato l’assessore Elena Chiorino – un percorso importante messo a disposizione gratuitamente per i nostri giovani che favorisce il lavoro. I numeri delle performance occupazionali del Piemonte evidenziano ancora una volta come l’offerta degli ITS Academy, grazie ad un’organizzazione flessibile e ad una didattica esperienziale, possa davvero dare un rapido accesso al mondo del lavoro intercettando i crescenti fabbisogni di elevate competenze tecniche espressi dal nostro tessuto imprenditoriale”.
Il monitoraggio INDIRE 2024, illustrato questa mattina a Firenze nell’ambito della manifestazione nazionale Didacta, coinvolge gli studenti che hanno terminato i percorsi e si sono diplomati al dicembre 2022 e che hanno trovato occupazione nel 2023. Ad oggi sono 146 le Fondazioni ITS Academy presenti sul territorio nazionale; in Piemonte le Fondazioni sono 7 e orientate prevalentemente ad aree tecnologiche considerate “strategiche” per lo sviluppo economico e la competitività della Nazione.
Per Marco Gay, presidente Confindustria Piemonte: “La formazione permette alle imprese di non subire i grandi cambiamenti in atto, dalla transizione ambientale a quella tecnologica, ma di anticiparli e di sfruttarne appieno le possibilità e quindi guidarli. Confindustria Piemonte collabora in modo costante su queste tematiche con la Regione, in una partnership pubblico-privato virtuosa, testimoniata dai risultati eccellenti dei nostri ITS, ma anche dall’efficacia delle Academy. Si tratta di realtà oramai operative che vanno oltre alla formazione per le imprese, consentendo alle aziende di tutte le dimensioni, di progettare e realizzare percorsi efficaci che garantiscono occupazione e occupabilità. I già alti indici di attrattività del nostro territorio, non potranno che migliorare grazie a questo sforzo congiunto“.
Questi risultati ci spronano – ha dichiarato Stefano Serra presidente della Fondazione Its Aerospazio e Mecatronica – il nostro ITS nasce con 54 studenti, siamo arrivati con tanto impegno agli attuali 550 e puntiamo a 1.200 con i fondi del PNRR. Una crescita che ci viene richiesta in prima battuta dai ragazzi perché ogni anno abbiamo un elevato numero di candidati che hanno questa vocazione e superano gli esami di selezione ma poi non abbiamo posti sufficienti nei corsi finanziati disponibili. E in seconda battuta dalle aziende che con queste “lauree professionalizzanti biennali” trovano le competenze necessarie per sostenere la loro crescita e costruire il futuro industriale del nostro territorio. I dati 2023 ci dicono che settori come l’Aerospazio sono cresciuti negli ultimi 3 anni da 20.000 a 35.000 addetti e siamo fieri di aver contribuito con i nostri ragazzi a questo successo”.
Gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy) sono la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante, legata al sistema produttivo territoriale e al mercato del lavoro, monitorata e finanziata anche in base ai risultati. Il Piemonte, ancora una volta, si è confermato ai vertici del monitoraggio nazionale realizzato su incarico del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un sistema, quello degli Its Academy piemontesi, che funziona restituendo occupazione reale ad un anno dal termine del corso. Un risultato importante e certificato dai numeri, che attesta come l’impegno di Regione, su impulso dell’assessore Elena Chiorino con delega a lavoro e formazione, a lavorare nella stessa direzione e in stretto contatto il mondo delle imprese sia stato vincente.

Bonus mamme, che cosa c’è da sapere

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Il tanto atteso bonus mamme, un sostegno fondamentale per le lavoratrici con due o più figli piccoli, sta giungendo a molte famiglie, ma in ritardo. Decine di migliaia di lavoratrici, beneficiarie di questo importante aiuto, si sono trovate ad aspettare finora senza ottenere nulla.

Marzo porta con sé una speranza tangibile, con un pagamento triplo in arrivo per coloro che ancora non hanno ricevuto il loro dovuto sostegno finanziario. Scopriamo i motivi del ritardo e fino a quanto si potrà trovare in più in busta paga.

Il problema sembra derivare dalla lentezza con cui molte aziende e l’amministrazione pubblica si sono adoperate nell’attivare la modulistica necessaria. Questo ha causato ritardi nel processo di erogazione del bonus, lasciando molte famiglie in una situazione finanziaria precaria.

Il risultato di questa impreparazione è un pagamento triplo in programma per questo mese. Per coloro che non si sono mossi in anticipo e non hanno ancora percepito il bonus, marzo porterà un’accoglienza calorosa sotto forma di un sostegno finanziario aggiuntivo. Chi si trova in questa situazione si vedrà accreditare sulla busta paga fino a circa 450 euro netti in più.

Un sollievo benvenuto per molte famiglie che hanno atteso a lungo per ricevere questo vitale aiuto economico. L’importanza di questo bonus finanziario è ulteriormente sottolineata dalla sua natura: il bonus mamme consiste nell’esonero dai contributi Ivs, che rappresentano una significativa parte dello stipendio.

Non essendo legato a specifiche soglie Isee, questo bonus è accessibile a un’ampia gamma di lavoratrici, indipendentemente dal reddito familiare. Inoltre, il suo impatto sulla busta paga è direttamente proporzionale allo stipendio (questo punto ha causato non pochi problemi).

Per comprendere appieno l’impatto del bonus mamme e anche del suo paradosso, prendiamo in considerazione alcuni esempi pratici. Iniziamo con una lavoratrice mamma che guadagna 700 euro al mese. In questo caso, l’esonero contributivo standard è di 49 euro, indipendentemente dal numero di figli e dal genere del lavoratore. Il bonus mamme, che sarebbe di 64 euro al mese, viene quindi ridotto a 15,33 euro al mese, considerando lo sconto già applicato.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Enviroment Park, “Il mondo del futuro con gli occhi dei giovani”

“È fondamentale parlare di cura e rispetto dell’ambiente, ma anche avviare un percorso di transizione ecologica e sostenibile che riguarda oltre alle attività industriali ed economiche anche l’Università e la ricerca e la collettività tutta. L’ambiente deve essere centrale nei programmi dei Governi, delle Regioni e dei Comuni, anche quelli più piccoli. In tale contesto è essenziale coinvolgere i giovani e pertanto siamo entusiasti di accogliere a Torino tanti ragazzi e ragazze dando loro la possibilità di essere propositivi offrendo una possibilità di esprimersi in un documento e accogliendo le loro istanze”: è quanto ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio nell’intervento svolto all’Enviroment Park per presentare “Il mondo del futuro con gli occhi dei giovani piemontesi”, che si terrà a Torino e Roma il 22 aprile, alla vigilia del G7 Clima, Energia e Ambiente, dal 28 al 30 aprile.

In quella giornata 100 ragazzi a Torino e mille a Roma si confronteranno sui temi dell’ambiente, della sostenibilità e della cura delle risorse a partire dall’acqua per costruire un documento che sarà poi portati all’attenzione dei sette Ministri dei Paesi più industrializzati del mondo durante il G7.

Come rilevato da Giacomo Portas, presidente dell’Environment Park, “l’appuntamento del G7 a Torino riveste un ruolo centrale per mandare un forte messaggio sull’importanza di realizzare progetti concreti sulla sostenibilità ambientale. Portare in una città tanti giovani che possono dare un contributo essenziale ai grandi della Terra su come sarà il futuro dal 2030 in avanti è un’iniziativa importante e ambiziosa”.

All’iniziativa di oggi, un digital talk dal titolo “Water for Peace” organizzato da Earth Day Italia per fare il punto sull’importanza dell’acqua e sulla gestione sostenibile delle scarse risorse con il fine di affrontare la crisi idrica globale, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato che “il G7 di Torino sarà un appuntamento importante, che punta ad adottare un approccio ambizioso per affrontare sfide globali verso soluzioni pragmatiche e di grande impatto. Al centro dell’agenda ci sono il cambiamento climatico, con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e favorire un dialogo costruttivo con paesi in via di sviluppo per una rapida riduzione delle emissioni e una transizione energetica giusta”.

“Proprio sul clima – ha aggiunto l’assessora alla Transizione Ecologica della Città di Torino Chiara Foglietta – abbiamo iniziato un percorso di raccolta delle istanze dei ragazzi che, lungo l’iter che ha portato alla stesura del Climate City Contract della città presentato alla Commissione Europea lo scorso 14 marzo, si è concretizzato nell’organizzazione di due giornate di ascolto e confronto con gli studenti delle scuole superiori che hanno portato idee e suggerimenti sui temi chiave della transizione verso la neutralità climatica – infrastrutture verdi, comunità energetica, economia circolare e mobilità. Un impegno che proseguirà con la realizzazione di un forum giovani, a sottolineare come il loro ruolo sia centrale rispetto al cambiamento necessario per garantire il futuro del nostro pianeta. Sul cambiamento climatico i giovani hanno molto da dire. Nostro dovere è quello di ascoltarli e agire velocemente per tutelare l’ambiente e il loro futuro”.