Uno studio del Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture pubblicato sulla prestigiosa rivista “Scientific Reports” del gruppo “Nature”
Riuscire a rimuovere contaminanti cancerogeni dalle acque sotterranee mediante l’iniezione controllata di nanoparticelle di ferro in falda. Questo è il risultato raggiunto dal gruppo di ricerca di Ingegneria degli Acquiferi del Politecnico di Torino (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture – DIATI), guidato dal prof. Rajandrea Sethi. La ricerca, svolta nell’ambito del progetto europeo “Reground” (Programma quadro Horizon 2020), è stata pubblicata in questi giorni su Scientific Reports – prestigiosa rivista del gruppo Nature – tra i gruppi editoriali di maggior spicco nell’ambito della comunità scientifica internazionale. Le acque sotterranee rappresentano una delle risorse idriche più importanti, per qualità ed abbondanza: costituiscono circa il 30% delle acque dolci sfruttabili dall’uomo, mentre il restante 68% si trova accumulato nei ghiacciai e soltanto il 2% è disponibile in corpi idrici superficiali. La bonifica ed il ripristino ambientale dei sistemi acquiferi contaminati rappresenta quindi un tema di grande interesse ed attualità. Il team di ricercatori del Politecnico di Torino, composto da Carlo Bianco, Janis Patiño, Tiziana Tosco e Alberto Tiraferri, coordinati dal Prof. Rajandrea Sethi, svolge da anni ricerca di frontiera nell’ambito delle nanotecnologie applicate alla bonifica di falde inquinate, la cosiddetta Nanoremediation. Quest’ultima rappresenta uno degli approcci più innovativi ed avanzati oggi disponibili per la rimozione di contaminanti tossici e cancerogeni, quali solventi clorurati e metalli pesanti. Le nanoparticelle, grazie alla loro ridotta dimensione, vengono iniettate nel sottosuolo in corrispondenza dell’area contaminata, dove generano una “zona reattiva” in grado di rimuovere gli inquinanti dall’acqua di falda in tempi ridotti e con un’efficacia superiore rispetto agli approcci tradizionali. Se la reattività delle nanoparticelle nella rimozione dei contaminanti è comprovata, il controllo della fase di iniezione e quindi la formazione della zona reattiva rappresentano ancora uno degli aspetti critici e dei principali fattori limitanti nell’applicazione di questa tecnologia su vasta scala. In molti casi non è possibile controllare in modo efficace se e dove le particelle si depositeranno: una mobilità troppo limitata non consente una buona distribuzione delle nanoparticelle all’interno della zona reattiva, una mobilità eccessiva causa una perdita anche significativa di materiale, che si disperde nel sottosuolo senza venire a contatto con gli inquinanti. Lo studio pubblicato su Scientific Reports, dal titolo “Controlled Deposition of Particles in Porous Media for Effective Aquifer Nanoremediation”, presenta una strategia di iniezione innovativa capace di superare questo limite, consentendo pertanto di migliorare notevolmente il processo di Nanoremediation. “L’approccio che proponiamo – spiega Carlo Bianco – sfrutta l’iniezione sequenziale e modulata di una sospensione stabile di nanoparticelle e di un agente destabilizzante, che induce una migrazione ottimale delle nanoparticelle in falda e successivamente una deposizione controllata nella zona desiderata”. Un modello matematico, sviluppato dai ricercatori, supporta la progettazione delle fasi di iniezione, consentendo di adattare la procedura all’applicazione specifica. L’approccio è stato applicato con successo a scala di laboratorio per ottenere la deposizione controllata di nanoparticelle di ossido di ferro, materiale innovativo sviluppato nell’ambito del progetto europeo “REGROUND” per la bonifica di acquiferi contaminati da metalli pesanti. Il metodo proposto rappresenta un importante passo in avanti nel campo della Nanoremediation, in quanto, per la prima volta, è stato possibile controllare la distribuzione spaziale di nanoparticelle in mezzi porosi. Se applicato su scala reale, il metodo sviluppato permetterebbe una distribuzione controllata delle nanoparticelle in prossimità della zona contaminata, limitando la perdita di materiale reattivo con conseguente riduzione dei costi totali di bonifica e con un aumento dell’efficacia dell’intervento.
specializzato nello studio dei Paesi arabo-musulmani e sulla realtà plurale e complessa del mondo islamico allo scopo di favorire una proficua integrazione dei musulmani nella società italiana e di condividere con i lettori le iniziative di dialogo cristiano islamico in atto. Ampio spazio viene dedicato nella rivista alle nuove e timide riforme che avanzano in Arabia Saudita promosse dal giovane principe ed erede al trono dei Saud, Mohammed Bin Salman, figlio dell’anziano re Salman. Il Centro Federico Peirone è un organismo della Diocesi di Torino e ha sede in via Mercanti 10 a Torino. Fondato nel 1995 è dedicato alla figura di padre Federico Peirone, missionario della Consolata, docente di lingua araba e del pensiero islamico all’Università di Torino, antesignano del dialogo islamo-cristiano. É possibile abbonarsi alla rivista o acquistare i singoli numeri presso la sede del Centro Peirone.
Di Patrizia Polliotto*
*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
sostenibile, rivolto ai lavoratori delle aziende medio-grandi. Grazie all’impegno dell’Assessorato alla Mobilità, questo Comune si è candidato ad ottenere finanziamenti (europei e nazionali) per alcuni progetti, con l’intento di favorire alternative al modo di spostarsi nei tragitti casa-lavoro. Il programma prevede alcune forme di incentivi tra cui: buoni per coloro che si recheranno al lavoro in bicicletta o che intendessero acquistarne una nuova, inserimento di rastrelliere nelle aziende, erogazione di buoni mobilità per chi fa uso del trasporto pubblico o dell’auto elettrica o del car pooling. A tal proposito alcune aziende del nostro territorio, muovendosi verso questa direzione, hanno già mostrato il loro impegno sul tema della mobilità alternativa, promuovendo autonomamente delle iniziative per i loro dipendenti.
La Città di Venaria Reale è arrivata settima a livello nazionale, con una proposta redatta assieme ai Comuni del quadrante Nord-ovest (capofila Collegno) che cofinanzierà circa un milione di euro a fondo perduto per azioni di incentivazione alla mobilità sostenibile. Il progetto proporrà alcune forme di incentivi tra cui buoni per coloro che si recano al lavoro in bici, per l’acquisto di una nuova bici, per inserire rastrelliere nelle aziende, fino a dei buoni mobilità per chi usa il trasporto pubblico o l’auto elettrica o il car pooling. Ci saranno anche azioni di formazione nelle aziende e campagne di comunicazioni particolarmente incisive (flash mob e campagne shock sui mezzi di trasporto pubblico). Il Comune di Venaria Reale ha proposto ai partner di coordinare le azioni proposte con quelle risultate vincitrici anche nel Comune di Torino, nella Città metropolitana e del quadrante nord est per far convergere circa 34 comuni su alcune politiche comuni di mobilità.
più confortevole evitando di utilizzare i mezzi pubblici». Come dire, meno traffico e stili di vita sostenibili. Non solo. BePooler, per aumentare la sicurezza per gli utenti, promuoverà insieme a Viasat l’utilizzo di dispositivi capaci di rilevare lo stile di guida, consentendo così al passeggero di conoscere se chi sta alla guida è un guidatore affidabile. «Siamo convinti – continua Domenico Petrone – che l’azienda possa diventare leader in efficienza per i costi di trasporto, footprint ambientale, sicurezza e innovazione, in linea con le politiche di responsabilità sociale d’impresa, e che il car pooling aziendale possa essere un’alternativa di trasporto sicura, innovativa ed ecologicamente sostenibile per il personale dipendente, nonché economicamente favorevole. Viaggiando da soli, infatti, il costo annuale per percorrere 30 km ogni giorno sul tragitto casa-lavoro è di circa 1.600 euro, mentre in carpooling la spesa scende a 400 euro. Il risparmio medio è dunque di circa 1.200 euro l’anno». Il car pooling che diventa welfare, incomincia a premiare dipendenti e aziende. «È un privilegio per BePooler – aggiunge infine il presidente di BePooler Antonio Turroni – avere un partner tecnologico affidabile e attento all’innovazione come Viasat. Situazione che consente di esprimere sempre e tempestivamente il meglio che il mercato e la user experience degli utenti si aspettano da una piattaforma che fa delle risposte agli stessi un motivo di vanto».
Grazie alla nuova area espositiva Risparmiare, il Museo del Risparmio di Torino, che in realtà nasce come moderno laboratorio per l’educazione economico-finanziaria di giovani e adulti, da oggi sarà anche un museo più tradizionale. L’inaugurazione, in concomitanza con la Giornata mondiale del Risparmio 2017, ha visto la partecipazione del presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro e del direttore del Museo Giovanna Paladino, attorniati da estimatori, volontari, studiosi e studenti che hanno contribuito alla crescita e alla valorizzazione di questo luogo unico nel panorama dei musei italiani. La sala Risparmiare è stata appositamente allestita per ospitare una ricca e importante collezione di salvadanai donata al Museo da Rocco e Nicola Tana. I due collezionisti l’hanno intitolata Dal passato al futuro, proprio per sottolineare la scelta tra l’oggi e il domani che questo oggetto rappresenta. L’intera collezione è composta da oltre 1500 pezzi, provenienti da tutto il mondo, di varie epoche, fogge e materiali. Infatti, se il salvadanaio in coccio da rompere o meglio “sacrificare” in caso di necessità, va per la maggiore, non mancano quelli in materiali più preziosi, come la porcellana, il vetro e la ghisa. Lo stesso termine inglese per salvadanaio – piggy bank – deriva dall’antico termine anglossassone per argilla e solo in seguito viene identificato con il simbolo del maialino, importante fonte di sostentamento. Nella collezione i maialini ovviamente non mancano. Ma è rappresentata anche un’ampia varietà di altri animali, tra cui alcuni splendidi esemplari di mucche americane in ceramica realizzate in occasione della Cow Parade 2000. Ci sono inoltre auto, treni, vespe, navi, aerostati, libri, registratori di cassa, còmode, cassette postali. La figura umana è rappresentata da teste, mezzi busti, corpi interi. Ai bambini piaceranno i personaggi dei Looney Tunes. Una sezione speciale è dedicata ai salvadanai meccanici americani di fine 800, fabbricati con l’intento di far divertire i bambini e di incoraggiarli a risparmiare. Smisero di produrli con la Prima Guerra mondiale, quando ferro e ghisa iniziarono a servire per ben altri scopi. La nuova sala del Museo può contenere circa 700 pezzi. I salvadanai saranno quindi esposti a rotazione. Inoltre, mostre temporanee a tema valorizzeranno i pezzi più insoliti. L’inaugurazione della sala Risparmiare è tra gli eventi promossi durante la settimana dedicata a L’Arte del Risparmio, manifestazione ideata dal Museo del Risparmio e dalle Gallerie d’Italia per celebrare la Giornata mondiale del Risparmio. Oltre alle sedi museali e culturali della Banca a Torino, Milano, Napoli e Vicenza, all’edizione 2017 hanno aderito l’Archivio storico di Intesa Sanpaolo, la Banca dei Territori e le dieci banche estere del gruppo in Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Egitto, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

“ll notaio – spiega Remo Morone, notaio torinese presso lo studio Morone, di antiche tradizioni – si pone come un elemento di collegamento tra il cittadino e le istituzioni”
dell’acquisto di un immobile.” “Imparzialità e terzietà – aggiunge Remo Morone – devono rimanere caratteristiche peculiari del notariato e sono proprio queste a collocarlo in un’area in certo modo “pubblicistica”. Il futuro del notariato, secondo me, sarà quello di una più stretta collaborazione con altre figure professionali, quali avvocati, commercialisti e geometri. Con gli avvocati è auspicabile una collaborazione nell’ambito dell’attività stragiudiziale degli stessi, nella stipula dei contratti e nelle operazioni commerciali e societarie ; con i geometri nell’ambito dell’approfondimento delle tematiche urbanistiche e edilizie, prima della stipula dei contratti immobiliari. Sempre in tema di contrattazione immobiliare, aggiungerei che dal notaio, ritengo sia indispensabile recarsi fin da subito, ad esempio, per specificare le spese condominiali straordinarie, in caso di frazionamenti preventivi, o per scegliere la migliore intestazione di un bene da parte del soggetto acquirente. Consiglio, quando si decide di acquistare un bene immobiliare, di affiancare sin dal primo momento all’agenzia immobiliare la figura notarile a scopo preventivo di mediazione. Il notaio può infine diventare figura anche estremamente preziosa nel caso di acquisto di beni mobili, quando è opportuna una figura super partes, in situazioni di particolare conflittualità “. Come si dice, allora, “tanto più notaio, tanto meno giudice”; ed è un auspicio che mai come oggi è attuale.
qualche euro al giorno. Ovviamente chi ha un occhio attento sa che la realtà non è proprio così come quella che appare, visto che, come è emerso anche dai media, vista la criticità del fenomeno, in molti centri di accoglienza queste persone, delle quali una parte è composta da riconosciuti profughi e da una restante di cercatori di fortuna, sono effettivamente costrette a soggiornare in strutture sovrappopolate, senza un numero di docce adeguato e, in alcuni casi, mal nutriti, oggetto di una feroce speculazione da parte di chi li gestisce in termini convenzionati con l’amministrazione pubblica. Molte di queste donne entrano nel racket della prostituzione, mentre gli uomini presenziano costantemente tutti i bar cittadini nell’intento di questuare la carità nell’insofferenza dei titolari dei pubblici esercizi e dei loro clienti. Chiaramente il fenomeno, nella sua complessità, non poteva che venir politicizzato dalle parti, spesso anche in termini invasivi e violenti, cercando di inserire la polemica in situazioni che hanno, in realtà, prettamente origine da violazione del diritto sia da parte delle Prefetture nella collocazione dei migranti in strutture troppo spesso non a norma, secondo i criteri di abitabilità tramite bandi di gara confezionati con urgenza e dei quali, pur essendo atti pubblici a pena di nullità, si fa molta fatica a entrarne in possesso o addirittura in visione, da parte delle cooperative, nei termini di ospitalità delle persone a loro affidate, in ultimo ai richiedenti asilo che, in molti casi, probabilmente vivendo
situazioni di forte stress, turbano la quiete pubblica con schiamazzi nei migliori dei casi.