ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 619

Telt – Poli: partnership per l’innovazione

Un accordo per progetti di ricerca, master, dottorati e video-lezioni sul campo

 

La sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, e in particolare il tunnel di base, diventano oggetto di una partnership tecnico-scientifica tra Politecnico di Torino e TELT (Tunnel Euralpin Lyon-Turin) con progetti di ricerca, consulenze tecniche, master, dottorati e tesi di laurea in tutti i campi di attività relativi alla realizzazione dell’opera. L’accordo, sottoscritto dal rettore del Politecnico, Marco Gilli, e dal direttore generale di TELT, Mario Virano, è stato presentato questa mattina in Rettorato insieme al referente del progetto, il vice rettore Bernardino Chiaia, al direttore del Master in Tunnelling e Tunnel Boring Machine, Daniele Peila e al direttore ingegneria di TELT, Lorenzo Brino. L’obiettivo è sfruttare le opportunità di studio e innovazione di una delle più grandi opere che si stanno realizzando in Europa: il tunnel di base del Moncenisio infatti è l’ultimo in ordine di tempo (dopo il Loetschberg, il Gottardo e il Brennero) ed è quindi in grado di capitalizzare tutte le innovazioni e le buone pratiche dell’esperienza internazionale. Per questo il cantiere può essere un formidabile laboratorio formativo e applicativo di innovazione per l’ingegneria in ottica internazionale. “La futura galleria ferroviaria più lunga del mondo – si legge nell’intesa – avrà un peso rilevante nel campo della tecnica delle costruzioni, in particolare in sotterraneo, della scienza dei materiali, della sicurezza e dell’impiantistica ferroviaria, oltre che sulla normativa specifica di settore”. Sono coinvolti tutti i settori dell’ingegneria: strutturale, geotecnica, ambientale, energetica, di cantiere, urbanistica e gestionale.

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La società e l’ateneo vogliono inoltre individuare azioni comuni per costituire un network di rapporti internazionali, in primo luogo con le omologhe realtà francesi, che promuova la cultura tecnico-scientifica e imprenditoriale, guardando al mondo ma con un’attenzione particolare ai territori alpini. Sono previste collaborazioni su specifici progetti di ricerca e la partecipazione congiunta a bandi e programmi, in particolare europei. L’intesa ha una durata di 5 anni, rinnovabile, con la predisposizione di accordi attuativi specifici su ogni progetto. Già organizzata la prima lezione in cantiere per i 12 studenti del Master in Tunnelling and Tunnel Boring Machine del Politecnico che partirà a gennaio. Gli studenti provenienti da 7 Paesi (Colombia, Corea del Sud, Grecia, India, Italia, Malesia e Romania) parteciperanno a una lezione sul campo al cantiere francese della Torino-Lione dove potranno seguire il ciclo di vita di un “concio”, la struttura in calcestruzzo che riveste i tunnel: dalla produzione in fabbrica alla loro sistemazione ad opera della TBM Federica, che li posa avanzando nella galleria geognostica di Saint-Martin-La-Porte. In quella giornata il cantiere diventerà anche il set per la registrazione di una video-lezione che resterà nel patrimonio di conoscenze del Politecnico e potrà essere riproposta in altri corsi. Il master prevede 500 ore di lezione tenute da 42 docenti, esperti del settore provenienti da tutto il mondo, tra cui anche uno degli ingegneri di TELT. L’ateneo e la società portano avanti collaborazioni su diversi fronti, facendo rete per progetti a livello internazionale e per concorrere insieme ad altre università, istituti di ricerca e aziende a bandi di ricerca europei con l’obiettivo di formare una nuova generazione di professionisti che raccolgano il know-how e le nuove soluzioni tecniche nella costruzione delle opere in sotterraneo.

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 “Il Politecnico di Torino – sottolinea il Rettore, prof. Marco Gilli – con le proprie capacità di ricerca e trasferimento tecnologico si colloca tra gli atenei leader in Italia ed Europa nel campo dell’ingegneria delle infrastrutture e in tal senso la sinergia con TELT rappresenta un’importante occasione di formazione per i nostri studenti. Siamo certi che questa collaborazione, che guarda a settori molto ampi dell’ingegneria, porterà a una crescita reciproca di conoscenze e di opportunità, coinvolgendo i nostri docenti, ricercatori e studenti in un caso studio estremamente interessante e multidisciplinare, caratteristica, quest’ultima, ormai imprescindibile per la ricerca e la formazione nei settori tecnologicamente più avanzati”.

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“TELT sente fino in fondo la responsabilità di gestire al meglio la realizzazione di quest’opera storica e per farlo vuole ispirarsi alle migliori best practiceinternazionali e ai più aggiornati saperi tecnici di cui il mondo universitario è portatore. È la sfida dell’eccellenza – evidenzia Virano – in tutti i campi di attività: nei progetti, nei lavori, nella sicurezza e nella tutela dell’ambiente. Mentre attingiamo alle conoscenze e alle innovazioni presenti al Politecnico, offriamo i nostri cantieri come laboratori di attività formative e palestre di esperienza sul campo per ingegneri e architetti che guardano al mondo. La nostra ambizione è però anche che quest’opera possa generare valore aggiunto per il territori al di qua e al di là delle Alpi”.

 

Il conto deposito che tutela chi compra casa

Di Patrizia Polliotto*

La legge sulla concorrenza in vigore dal 29 agosto scorso ha introdotto la facoltà per l’acquirente di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino ad avvenuta trascrizione del contratto di compravendita. In buona sostanza, finché non si firma e perfeziona il contratto immobiliare, si evitano rischi con il venditore lasciando la cifra destinata all’acquisto nelle mani (“deposito”) del notaio. In questo modo chi non trascrive il preliminare ha uno strumento in più per evitare l’esposizione a rischi diversi : come l’eventualità che tra la data del rogito (o, meglio, la data dell’ultima ispezione dei registri immobiliari eseguita dal notaio rogante) e quella della sua trascrizione nei registri venga pubblicato un gravame inaspettato a carico del venditore (ipoteca, sequestro, pignoramento, domanda giudiziale ecc.). Oppure che il venditore venda più volte lo stesso immobile a diversi acquirenti, con la conseguenza che tra essi prevale chi per primo trascrive. In buona sostanza, il notaio deve tenere in deposito il saldo del prezzo destinato al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità pubblicitaria (cioè, la trascrizione dell’atto di acquisto nei Pubblici Registri) con la quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato in maniera chiara e ottimale.

* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte
dell’Unione Nazionale Consumatori
UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

Etica, impresa e solidarietà

L’incontro ha l’obiettivo di affrontare il tema dell’Etica nell’impresa e far emergere i punti di vista delle culture e delle religioni sull’argomento nell’ottica dell’integrazione tra di esse. Ne discuteranno in una tavola rotonda coordinata dal Professore Giovanni Ossola (Università di Torino):

-il Rav Alberto Moshe Somekh (Rabbino della Comunità Ebraica di Torino)
-il Mons. Alfonso Badini Confalonieri (Vescovo di Susa)
-il Pastore Eugenio Bernardini(Moderatore della Tavola Valdese)
-il Prof.ssa Roberta Ricucci(Università di Torino)
-il Dott. Marco Di Giacomo (Etica SGR S.p.A.)

Interverranno anche il Prof. Gianmaria Ajani – Magnifico Rettore dell’ Università di Torino e il Prof. Valter Cantino – Direttore del Dipartimento di Management all’inizio del seminario.

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Scuola di Management ed Economia

Corso Unione Sovietica 218 bis – Torino

Venerdì 15 dicembre 2017

Ore 9,30– 12,30

Aula Magna – Aula Tosetti Value

Il seminario è aperto al pubblico

Appendino, biotestamento: “Un grande passo per i diritti”

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, interviene con un post su Facebook a proposito della legge sul biotestamento: “Il biotestamento è legge dello Stato. Da oggi, riconoscendo ad ogni persona il diritto di disporre di se stessa, il nostro Paese fa un grande passo avanti in tema di diritti.  Un sincero ringraziamento a chi ha reso possibile tutto questo, e un pensiero coloro che prima di oggi sono stati costretti a patire sofferenze, sotto gli sguardi impotenti e il dolore dei loro cari.  Questa è una vittoria di tutte e tutti, questa è una vittoria dell’Italia”.

 

(foto: il Torinese)

Troppi morti per incidenti in bici

 

In Piemonte ventitré morti per incidenti in bicicletta in un solo anno. Il dato è emerso in seguito all’interrogazione di Gian Luca Vignale (Mns) che  in aula ha posto la questione all’assessore ai Trasporti Francesco Balocco, per chiedere quale sia il grado di sicurezza sulle piste ciclabili in Piemonte. Lo scorso anno su 10.905 incidenti accaduti nella nostra regione, ha risposto Balocco, 1.042 hanno coinvolto i ciclisti: 1.002 sono stati i feriti, mentre 23 le persone decedute. Nel 2015 i sinistri erano stati 11.134: 1.043 quelli che hanno interessato i fruitori delle due ruote, 997 sono stati i feriti e 13 i morti. La rilevazione degli incidenti stradali con lesioni alle persone è inclusa nel Programma statistico nazionale istituito dall’Istat, i dati – acquisiti da una molteplicità di enti tra i quali tutte le Forze dell’ordine e le Polizie locali – vengono poi trasmessi anche alla Commissione europea. Le percentuali di incidentalità ciclistica rispetto al totale dei casi verificatesi in Piemonte, mettono in evidenza che il 45,3% nel 2015 e il 43,7% nel 2016 si sono verificati nella provincia di Torino e gli incidenti che coinvolgono i ciclisti, nella sola provincia di Torino, risultano essere l’8% di tutti quelli che si sono verificati nell’intera provincia per tutti i mezzi di locomozione. Seguono Novara, Cuneo e Alessandria. Nella provincia di Novara si ha la percentuale più alta rispetto all’incidentalità dell’intera provincia,  di incidenti che vedono coinvolti ciclisti pari al 16,5% dei sinistri totali. I dati evidenziano inoltre che, seppur siano diminuiti gli incidenti nel 2016, sia al contrario aumentata la loro pericolosità: il numero dei decessi è passato da un valore pari a 13 nel 2015, ad un valore pari a 23 lo scorso anno e, nello specifico nella Città metropolitana si è passati rispettivamente da 6 morti a 11. Durante il question time è stata data risposta anche alle interrogazioni a risposta immediata di Davide Bono (M5s) sulla situazione del nuovo polo sanitario di Venaria (To), di Antonio Ferrentino (Pd) sull’utilizzo dell’erbicida glifosato, potenzialmente altamente pericoloso per la salute delle persone, per l’ambiente e la biodiversità, di Elvio Rostagno (Pd) sulla riqualificazione del rifugio Selleries in Val Chisone (To), di Francesca Frediani (M5s) sulla docente del Liceo scientifico “Gramsci” di Ivrea (To) che avrebbe accompagnato gli studenti ad un comizio di Matteo Renzi, di Federico Valetti sui disagi su tutto il servizio ferroviario regionale a causa della neve, di Angela Motta (Pd) sui requisiti per l’esercizio della professione presso le imprese funebri, di Marco Grimaldi (Sel) sul contrasto al dissesto idrogeologico, di Stefania Batzella (Gruppo misto – Movimento libero indipendente) sul progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia “Prosantè” tra l’AslTo3 e il centro ospedaliero di Briançon, di Silvana Accossato (Mdp) sull’effettiva apertura e operatività della Clinica della memoria di Collegno (To).

 

MB – www.cr.piemonte.it

(foto: il Torinese)

E se la preside ‘autoritaria’ facesse solo il suo mestiere?

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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La preside del liceo “Regina Margherita” e’ oggetto di vigorose proteste da parte dei docenti dell’istituto che annunciano uno sciopero contro la loro dirigente.Un fatto eclatante e davvero insolito. La prof. Marianeve Rossi , preside da pochi mesi, viene accusata di autoritarismo, mentre lei parla semplicemente di ripristino della legalità all’interno dell’Istituto da lei diretto . Il “Regina Margherita ” , visto anche solo di fuori, per l’estrosa e inappropriata pittura geometrica della facciata, appare una scuola nella quale gli organi dirigenti sembravano assenti . Infatti per due anni essa e’ stata priva di un preside titolare, malgrado l’alto numero di allievi e tre sedi. E’ impossibile dimenticare nella storia del “Regina Margherita “l’incredibile episodio degli interni della scuola deturpati dagli studenti negli anni 70 ,quando il preside Alonge , futuro docente universitario e preside del DAMS, lasciò fare all’estro contestativo degli studenti che ,invece di seguire le lezioni, si improvvisarono pittori fantasiosi . Dovettero far ridipingere l’intero istituto, a carico ovviamente dello Stato . Il “Regina ” ebbe un grande preside negli anni della contestazione, cinquant’anni fa, con Roberto Berardi futuro ispettore centrale del Ministero della P.I. che seppe affrontare di petto il facilismo e il permissivismo trionfante. Poi la scuola divenne via via sempre più un istituto magistrale In crisi e alla disperata ricerca di una nuova identità che trovo ‘ con la sezione linguistica. Smarri ‘ la sua storia e come liceo (sono diventati tutti licei e i veri licei hanno perso il loro smalto originario) non venne mai considerato rilevante ne’ in positivo ne’ in negativo.

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Il corpo docente in passato ebbe professori molto validi, ma oggi il solo fatto che la stragrande maggioranza degli insegnanti sia sindacalizzata in un periodo di profonda crisi dei sindacati, non depone favorevolmente, pur senza voler fare generalizzazioni ingiuste . Accusare un capo d’istituto di autoritarismo appare un argomento spuntato ed abusato. Un vero ritorno al clima del’68 con cinquant’anni di ritardo . Il Preside di una scuola ha precisi doveri e responsabilità che non possono facilmente conciliarsi con un corpo docente abituato a far da se’ o quasi . Ci furono istituti in cui a governare era la triplice sindacale e non il capo di istituto. Non furono delle belle storie perché chi non era o non voleva allinearsi era considerato un reprobo senza diritti. Il fatto che si litighi sulle toilettes , come riportano i giornali, non appare particolarmente significativo.  Noi non conosciamo la prof. Rossi, non sappiamo se usi metodi “autoritari “. Sappiamo però che per troppi anni la figura del preside e’ stata considerata come quella del passacarte e del mero burocrate a cui accollare ogni responsabilità delle decisioni assunte dagli organi collegiali della scuola, nati da quei “Decreti delegati Malfatti “che tanto danno hanno provocato alla scuola, minando in primis la professionalità dei docenti e la libertà di insegnamento . Pensare ad una preside pre -sessantotto non ci dispiace e la tanto contestata prof. Rossi ci appare simpatica . C’e ‘ chi ha parlato di lei come di una sorta di padrone del vapore dei primi del secolo scorso. A noi appare una donna che sa assumersi le proprie responsabilità senza le diplomazie e i bizantinismi di tanti presidi- manager che non vengono neppure dall’insegnamento o addirittura giungono dal sindacato .

 

quaglieni@gmail.com

Sanità, il nodo delle liste d’attesa

In Piemonte le liste di attesa in sanità sono un nodo irrisolto che si è ulteriormente ingarbugliato in questi quattro anni di amministrazione Chiamparino. La legislatura regionale è quasi agli sgoccioli ed il traguardo del 2019 si avvicina ,nonostante la questione collegata all’autentica delle firme ( problema che c’è sempre stato , ma cheha portato all’annullamento delle elezioni soltanto nel 2014) ,ed il peggioramento di tutti  i  servizi che  dipendono  dalla  Regione è  stato  una  costante   di  questi ultimi anni. Allora, ecco l’annuncio, faranno, faranno, etc, etc. Peccato che i programmi sino ad oggi presentati dalla Giunta Chiamparino non siano altro che una scopiazzatura in peggio dei programmi che noi stavamo efficacemente realizzando e che avrebbero cambiato veramente la   marcia se la legislatura non fosse stata bruscamente ed
ingiustamente   interrotta. Venendo   all’annuncio   di   voler   far   prenotare   direttamente visite ed esami dai medici di famiglia , la decisione era stata nostra, anche se ,per noi, si collocava all’interno di  una strategia complessiva che prevedeva anche l’esercizio
della medicina di base all’interno di  strutture  aperte almeno dodici ore al giorno.
Roberto Cota

Mappe del territorio metropolitano

 Il primo atlante della città di oggi e della sua trasformazione nel recente passato

 

Mercoledì 13 dicembre, ore 17,30 IED – Istituto Europeo del Design, via san Quintino 39

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Registrazione consigliata.

 

Un incontro pubblico dedicato a descrivere chi sono i torinesi oggi, in un racconto che intreccia fenomeni strutturali e nuove dinamiche, processi di lungo periodo e manifestazioni più recenti.

I dati raccolti confermano come la Torino contemporanea sia una città plurale, caratterizzata da una forte componente straniera, e punto di riferimento anche per l’immigrazione da altre regioni italiane, specie meridionali. A fronte di una crescente componente di popolazione anziana, diventa sempre più centrale valorizzare la risorsa rappresentata dai giovani e lavorare per cercare di affrontare le disparità nei livelli di istruzione, di occupazione e di reddito, che con differenze a volte anche molto significative interessano i vari quartieri cittadini.

Nel terzo seminario dedicato a conoscere ed approfondire le caratteristiche strutturali del nostro territorio, si proverà ad avviare una discussione attorno a come le politiche e le strategie di rigenerazione possano agire da leva per attivare/riattivare le comunità urbane, agendo da fattore di sviluppo locale, intercettando in maniera operativa e concreta la dimensione socioeconomica, incoraggiando e promuovendo la generazione di nuove competenze, capacità ed opportunità.

 

Dopo CASE. Tra spazi vuoti e eccessi di proprietà (16 ottobre 2017) e SUOLI. Trasformazioni urbane, vecchi problemi e nuovi usi (13 novembre 2017), PERSONE. Capitale sociale a Torino: una città, tante vite è il nuovo appuntamento del ciclo di incontri pubblici dedicati a conoscere, approfondire e discutere le caratteristiche strutturali del nostro territorio. Gli incontri costituiscono il percorso di accompagnamento verso la redazione di Torino ATLAS. Mappe del territorio metropolitano, uno strumento che attraverso mappe, rappresentazioni cartografiche e infografiche propone una panoramica sulla Torino di oggi. Curato da Urban Center Metropolitano e Centro Einaudi, in collaborazione con IED – Istituto Europeo del Design, Torino ATLAS è un vero e proprio atlante e presenta una selezione dei dati statistici prodotti e raccolti nel tempo dal gruppo di ricerca del Rapporto Rota.

Il prossimo appuntamento è dedicato alle IMPRESE (16 gennaio 2018 al Centro Einaudi).

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PERSONE. Capitale sociale a Torino: una città, tante vite

Mercoledì 13 dicembre, ore 17,30

IED – Istituto Europeo del Design, via san Quintino 39

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Registrazione consigliata.

 

Intervengono:

Luca Davico (DIST e Centro Einaudi), Claudio Calvaresi (Avanzi.org)

 

Partecipano alla tavola rotonda:

Alberto Barberis (Gruppo giovani Imprenditori, Unione Industriale Torino), Silvia Cordero (Ufficio Pio, Compagnia di San Paolo), Tommaso Delmastro (IED Torino), Erika Mattarella (Bagni di via Agliè), Carlo Massucco (Comune di Torino).

 

Moderano:

Simona Patria (ATC Torino), Davide Pellegrini (Associazione Italiana Sharing Economy)

Al Pronto soccorso del Mauriziano il codice Fast

Al Pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano arriva il codice Fast. Alle porte dell’arrivo della stagione invernale e di conseguenza dell’influenza, che comporta il problema di sovraffollamento dei Pronto soccorso, su iniziativa del Direttore generale dottor Silvio Falco e del responsabile del DEA Domenico Vallino verrà attivata questa nuova ed innovativa tipologia di codice e di percorso del paziente. Si tratta di un nuovo percorso dove confluiranno pazienti con problematiche mediche e chirurgiche di diversa gravità (codici bianchi verdi e gialli), per i quali però si prevede un iter diagnostico terapeutico veloce che sfocia in una rapida dimissione dalla Struttura del Pronto soccorso. Questo nuovo ambulatorio sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18, ovvero nella fascia oraria con più alto flusso di accessi in DEA (che conta quasi 60.000 accessi ogni anno con la maggior parte dei casi di codice verde e bianco). Lo scopo di questa innovativa e rivoluzionaria iniziativa è quella di ridurre i tempi di attesa per la visita medica e migliorare il Servizio offerto alla popolazione. In analogia ai codici bianchi potrebbero essere soggetti al pagamento del ticket regionale sul PS, secondo quanto previsto dalla normativa. L’ambulatorio sarà gestito da un medico dell’équipe di Medicina e Chirurgia di accettazione e d’urgenza supportato da un infermiere esterno all’organico del DEA, ma dipendente dell’Azienda Mauriziano UmbertoI. L’attività verrà svolta in un’area dedicata adiacente alla sala d’attesa del Pronto soccorso.

Torino citta’ cardioprotetta, anche alla Tesoriera

Saranno presenti alcune classi delle scuole del territorio che assisteranno a una dimostrazione sull’utilizzo dei DAE

Martedì 12 dicembre alle ore 11 al Parco della Tesoriera (presso la sede del Cai Uget) sarà installato il primo degli otto defibrillatori, donati dalla Live Onlus alla Città di Torino nell’ambito del progetto “Torino Città Cardioprotetta”, che saranno collocati nei prossimi mesi in tutte le Circoscrizioni cittadine. L’obiettivo è quello di promuovere i principi della tutela della salute e diffondere la pratica dei “gesti salva vita”. Interverranno Enzo Lavolta, Vicepresidente Vicario del Consiglio comunale, Marco Chessa, Consigliere comunale di Torino e Claudio Cerrato, Presidente della Circoscrizione 4. Testimonial dell’evento sarà l’atleta Marco Giuliano della Società di pallanuoto Torino ’81. Saranno presenti, inoltre, alcune classi delle scuole del territorio che assisteranno a una dimostrazione sull’utilizzo dei DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) a cura di ANPAS Piemonte (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).