Il primo atlante della città di oggi e della sua trasformazione nel recente passato
Mercoledì 13 dicembre, ore 17,30 IED – Istituto Europeo del Design, via san Quintino 39
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Registrazione consigliata.

Un incontro pubblico dedicato a descrivere chi sono i torinesi oggi, in un racconto che intreccia fenomeni strutturali e nuove dinamiche, processi di lungo periodo e manifestazioni più recenti.
I dati raccolti confermano come la Torino contemporanea sia una città plurale, caratterizzata da una forte componente straniera, e punto di riferimento anche per l’immigrazione da altre regioni italiane, specie meridionali. A fronte di una crescente componente di popolazione anziana, diventa sempre più centrale valorizzare la risorsa rappresentata dai giovani e lavorare per cercare di affrontare le disparità nei livelli di istruzione, di occupazione e di reddito, che con differenze a volte anche molto significative interessano i vari quartieri cittadini.
Nel terzo seminario dedicato a conoscere ed approfondire le caratteristiche strutturali del nostro territorio, si proverà ad avviare una discussione attorno a come le politiche e le strategie di rigenerazione possano agire da leva per attivare/riattivare le comunità urbane, agendo da fattore di sviluppo locale, intercettando in maniera operativa e concreta la dimensione socioeconomica, incoraggiando e promuovendo la generazione di nuove competenze, capacità ed opportunità.

Dopo CASE. Tra spazi vuoti e eccessi di proprietà (16 ottobre 2017) e SUOLI. Trasformazioni urbane, vecchi problemi e nuovi usi (13 novembre 2017), PERSONE. Capitale sociale a Torino: una città, tante vite è il nuovo appuntamento del ciclo di incontri pubblici dedicati a conoscere, approfondire e discutere le caratteristiche strutturali del nostro territorio. Gli incontri costituiscono il percorso di accompagnamento verso la redazione di Torino ATLAS. Mappe del territorio metropolitano, uno strumento che attraverso mappe, rappresentazioni cartografiche e infografiche propone una panoramica sulla Torino di oggi. Curato da Urban Center Metropolitano e Centro Einaudi, in collaborazione con IED – Istituto Europeo del Design, Torino ATLAS è un vero e proprio atlante e presenta una selezione dei dati statistici prodotti e raccolti nel tempo dal gruppo di ricerca del Rapporto Rota.
Il prossimo appuntamento è dedicato alle IMPRESE (16 gennaio 2018 al Centro Einaudi).
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PERSONE. Capitale sociale a Torino: una città, tante vite
Mercoledì 13 dicembre, ore 17,30
IED – Istituto Europeo del Design, via san Quintino 39
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Registrazione consigliata.
Intervengono:
Luca Davico (DIST e Centro Einaudi), Claudio Calvaresi (Avanzi.org)
Partecipano alla tavola rotonda:
Alberto Barberis (Gruppo giovani Imprenditori, Unione Industriale Torino), Silvia Cordero (Ufficio Pio, Compagnia di San Paolo), Tommaso Delmastro (IED Torino), Erika Mattarella (Bagni di via Agliè), Carlo Massucco (Comune di Torino).
Moderano:
Simona Patria (ATC Torino), Davide Pellegrini (Associazione Italiana Sharing Economy)
Al Pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano arriva il codice Fast. Alle porte dell’arrivo della stagione invernale e di conseguenza dell’influenza, che comporta il problema di sovraffollamento
di Pier Franco Quaglieni
pace e’ preminente rispetto a tutto.Ha ragione Papa Francesco che sostiene la necessità della prudenza. Oggi il mondo arabo diviso potrebbe trovare linee comuni proprio in nome della solidarietà con i Palestinesi. Gerusalemme e’ la città di tre religioni e va rispettata come città della pace e non porla come pomo di discordia. Nella politica estera americana ci vuole equilibrio e saggezza,l’idea di imitare Reagan di fronte alla Libia e’ un’idea sbagliata ,come fu un gravissimo errore quello di Obama di fronte a Gheddafi. La minaccia dell’Isis va combattuta ,dandole priorità con realismo politico e non con atti ,magari condivisibili in linea di principio,ma inopportuni in questo momento.Difendere Israele comporta un’accortezza che Trump drammaticamente non possiede.
De “Repubblica “ed altro
le lezioni. Sicuramente non si può svolgere un lavoro didattico proficuo al freddo. Ma trarne spunto per far casino non appare lecito. Io ricordo di aver insegnato nella mia giovinezza al liceo “Cottini” che aveva un impianto di riscaldamento inadeguato. Per quattro anni feci lezione con il cappotto e il cappello in testa. Erano gli anni del terrorismo e in quella scuola circolavano i volantini delle Br ed alcuni colleghi erano apertamente favorevoli se non contigui al terrorismo. Non ricordo che gli allievi avessero da eccepire sul riscaldamento, venivano a scuola con la giacca a vento. Forse il caldo della politica, di una certa politica sostituiva i termosifoni mal funzionanti. Quando entrai per la prima volta nel mese di novembre in quella scuola, un bidello mi chiese sorpreso perché avessi lasciato il soprabito in sala professori. Io rimasi stupito da quell’interrogativo così strano. Lui mi avverti che avrei potuto non più ritrovarlo al momento dell’uscita perché in quella scuola rubavano tutto .Dopo poco mi resi conto che il riscaldamento non funzionava e dovetti munirmi di cappotti adeguati, rifiutando io di indossare l’eskimo di tanti colleghi che nei collegi docenti volevano la votazione per alzata di mano e parlavano come piccoli agitatori politici.
Cuochi e chef 
dovrebbero invece ripristinare “Valentina” e “Valentino” per incrementare il turismo. I due battelli, come tutti ricordiamo, fecero una pessima fine e nessuno più ne parla. Lasciare a chiunque la conduzione di una barca a motore e’ da irresponsabili. Già con le barche a remi degli imbarcaderi accadevano incidenti anche mortali con annegamenti di persone. Hanno ragione i canottieri ad apporsi,loro il fiume lo vivono e lo conoscono anche nelle sue insidie.
L’addio alla mamma del professore




atteggiamenti basati sulla durezza e indipendenza. Così da rappresentare l’uomo “forte”, colui che non piange mai. Ora, al di là del fatto che le lacrime fanno parte del corpo umano dunque, se esistono, possono essere usate come funzione corporea, in realtà, riuscire a sviluppare atteggiamenti caldi ed accudenti non rappresenta nessuna minaccia alla propria identità maschile anzi, semmai, un valore in più, poiché proprio l’aspetto accudente verso l’altro denota il livello di crescita interiore dell’individuo, segnando una matura capacità di crescita e sviluppo affettivo, demarcata dall’abbandono del semplice egoismo personale verso la considerazione dell’altro. Capacità necessaria per riuscire a volere bene veramente a qualcuno al di fuori di noi. Da ciò troviamo la forza per svincolarci dall’assolutezza della capacità cullante in famiglia affibbiata alle donne, nel corso della storia, per sottolineare la grande possibilità di revisionare la figura dell’uomo come elemento “caldo” del sistema famiglia, dandogli il corretto valore che può e deve avere oggi. La tenerezza non è soltanto donna, ma deve essere di entrambi i componenti della coppia e quale momento più propizio se non la nascita di un figlio per raccontare la capacità affettiva evolutiva che può raggiungere un uomo riempiendo a pieno la figura del Papà.
*Dott. Davide Berardi, Psicologo – Psicoterapeuta

