ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 60

«Bike for the Future», a Volpiano  per la fine dell’anno scolastico


Gli organizzatori: «Per celebrare un anno ricco di iniziative legate all’ambiente»

Giovedì 23 maggio dalle 8.15 alle 16.30, a Volpiano in viale Carlo Alberto dalla Chiesa, la scuola primaria «Gigi Ghirotti» e la scuola dell’infanzia «Acquerello» organizzano, in collaborazione con il Comune di Volpiano, «Bike for the Future», evento conclusivo dell’anno scolastico; la giornata prevede gare in triciclo, percorsi sulla sicurezza, approfondimenti sul Giro d’Italiacaccia al tesoro in bicicletta, giochi di una volta, laboratori di riciclo creativopicnic in compagnia con il Gaad di Volpiano (Gruppo di aiuto per la alternative al disagio), progetti per il recupero di oggetti e vestiti, il concorso sulla riduzione degli sprechi in mensa e il flash mob «Pedalando per il futuro sostenibile».

Sottolineano gli organizzatori: «Questo evento speciale celebra un anno ricco di iniziative legate all’ambiente, mettendo al centro la salute e l’ecologia. In un’epoca in cui la consapevolezza ambientale è più importante che mai, la giornata del 23 maggio è un’occasione per riflettere sull’importanza di preservare il nostro pianeta per le generazioni future. Il Bike for the future rappresenta il frutto di percorsi didattici svolti nell’ambito di progetti mirati, resi possibili grazie anche alla partecipazione al bando delle Scuole Ecoattive della Regione Piemonte. Attraverso molteplici collaborazioni con associazioni e realtà del territorio sul tema dei rifiuti, dell’ecologia e della mobilità sostenibile, è stata creata un’esperienza educativa unica e coinvolgente, che ha portato a risultati eccezionali».

Esenzione Iva Terzo settore, il commento di Arci

L’Arci: si rischia di strozzare il Terzo Settore e il suo prezioso operato

 

 

E’ stato approvata dal Consiglio Comunale di Torino la proposta di ordine del giorno “Riconsiderare il regime di esenzione iva per il terzo settore, un inutile aggravio procedurale per migliaia di associazioni“, firmata Alice Ravinale, Nadia Conticelli e Ludovica Cioria.

 

E’ un testo che non cambia la situazione, ma impegna il Sindaco e la Giunta a sollecitare il Governo e il Parlamento a intervenire, anche mediante confronto con la Commissione Europea. Richiama l’attenzione sul Terzo Settore e riguarda tantissime associazioni e realtà anche a Torino: con una legge di fine 2021, lo Stato ha portato tutti gli enti non profit nel campo di applicazione dell’IVA. Questa legge sarà applicabile dal primo gennaio 2025 e, senza una correzione di rotta, costringerà le associazioni a subire un grave appesantimento di oneri burocratici, non sostenibile soprattutto per quel tessuto di piccole associazioni.

 

Ricondurre il Terzo settore al campo IVA significa voler equiparare le associazioni alle imprese commerciali: a essere colpita sarebbe l’autonomia delle associazioni, limitandone le possibilità di autofinanziamento e ostacolandone lo svolgimento delle attività con pesanti adempimenti burocratici.

 

Arci Torino plaude al testo. Il presidente Andrea Polacchi: «Siamo molto soddisfatti dell’ordine del giorno approvato, segnale importantissimo che la Città ha dato a tutto l’associazionismo e al Terzo Settore – dice – Assistiamo a una procedura d’infrazione inaccettabile, figlia di un’impostazione europea eccessivamente appiattita sul mercato e la concorrenza, anche nei confronti di quei settori che non hanno nulla a che vedere col profitto».

 

Richiama l’attenzione sulle associazioni: «Il quadro fiscale proposto e il proliferarsi di adempimenti burocratici insostenibili e costosi, introdotti dall’attuale codice del terzo settore, rischiano di compromettere gravemente il mondo del non profit, le cui entrate servono esclusivamente a finanziare le attività di interesse generale e il lavoro delle persone».

 

Polacchi ricorda l’importanza del lavoro di tutte queste associazioni: «Intere comunità e diversi settori, dalle produzioni culturali indipendenti, alle azioni di cura e assistenza, dalle attività ricreative dei circoli all’impegno civico a fianco delle fasce deboli della popolazione, si reggono grazie al lavoro di migliaia di associazioni che costituiscono l’infrastruttura sociale di territori e città».

Linee guida di Fondazione Agrion nella giornata della biodiversità

Ripartire dal suolo. La corretta gestione del suolo permette di affrontare i fenomeni climatici estremi e tutelare la produttività dell’agricoltura

Il suolo è una risorsa fondamentale. Consente la vita dei vegetali, degli animali e dell’essere umano sulla Terra: queste le parole di apertura della Carta Europea del Suolo, con cui l’Unione Europea, nel 1972, stilò alcune linee guida per la corretta gestione di una delle risorse più preziose del pianeta. Una risorsa che, grazie alla ricchezza di organismi e microelementi, favorisce la biodiversità, a cui è dedicata proprio la giornata del 22 maggio di ogni anno in tutto il mondo.

Tre azioni per la biodiversità

Un suolo in salute permette una crescita sana della vegetazione in superficie, fondamentale per il sequestro dell’anidride carbonica e per una produzione alimentare varia e sana. Ma non solo: una corretta gestione di questa risorsa consente anche di limitare i danni causati da fenomeni climatici sempre più avversi ed estremi. Le piogge intense che stanno caratterizzando questa primavera causano talvolta gravi fenomeni di erosione, in particolare laddove la struttura del suolo non è tutelata: per questo e per evitare la perdita degli strati più fertili, è quindi importante ridurre il più possibile le lavorazioni del suolo più profonde e invasive, limitandole alle occasioni in cui sono davvero indispensabili.

Di fronte, invece, a periodi più siccitosi, l’inerbimento controllato rappresenta una risposta efficace: infatti, mantenendo sotto controllo un cotico erboso anche tra le file di coltivazione, si riduce l’evaporazione dell’acqua e si mantiene il terreno a temperature più basse, soprattutto nella stagione più calda e a rischio siccità.

Affinché il suolo sia in salute e favorisca quindi la crescita delle piante, occorre proteggerne la fertilità e la biodiversità attraverso una tecnica molto efficace, il sovescio: una pratica agronomica che consiste nella semina di diverse specie erbacee (come graminacee, leguminose e crucifere) anche nelle interfile. In questo modo il suolo viene nutrito e sostenuto nelle sue funzioni. Addirittura alcune specie utilizzate rilasciano composti in grado di limitare l’emissione delle tossine delle colture precedenti, svolgendo un’azione geodisinfestante completamente biologica e circolare.

I progetti realizzati da Fondazione Agrion

Dal momento che rispettare le potenzialità e il naturale ruolo del terreno è una chiave irrinunciabile per tutelare la biodiversità, Fondazione Agrion è impegnata in percorsi progettuali dedicati: a titolo esemplificativo, si è concluso a inizio anno il progetto “In-Gest Soil”, realizzato nell’ambito del PSR 2014-2020, in collaborazione con diversi enti e aziende agricole del territorio. Il progetto è stato volto a promuovere negli ambienti vitivinicoli collinari alcune innovazioni che permettano di contenere i tipici fenomeni di degrado del suolo e di mantenere, se non migliorare, la qualità e quantità della produzione, attraverso il ricorso a buone pratiche applicabili a tutti i comparti agronomici.

I dati ricavati si possono estendere anche all’ambito corilicolo: i ricercatori di Agrion, infatti, nel 2024 proseguiranno con le valutazioni sugli effetti dell’inerbimento controllato in corilicoltura. Fin quando le precipitazioni annuali erano sufficienti a soddisfare il fabbisogno idrico, la naturale scarsità di cotico erboso in corileto non rappresentava un problema. Da quando, invece, addirittura una pianta rustica come il nocciolo è in sofferenza a causa della siccità, l’inerbimento controllato rappresenta una risposta ormai essenziale per tutelare la salute delle piante e del suolo.

Dopo oltre cinquant’anni dalla pubblicazione della Carta Europea del Suolo, il tema della gestione del suolo riveste un’importanza quanto mai attuale e urgente: concepire il suolo come una vera e propria risorsa è il primo passo per proteggere la biodiversità e promuovere un’agricoltura non solo maggiormente sostenibile ed ecologica, ma anche capace di rispondere con prontezza e lungimiranza ai cambiamenti climatici, tutelata nella sua produttività e nella salute dell’ambiente in cui si inserisce.

Cento parchi e giardini coinvolti: il Festival del Verde apre con le “Api solitarie”

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Il programma completo del Festival del Verde sul sito www.festivalverde.it

Si è aperta ufficialmente ieri la seconda edizione del Festival del Verde che da lunedì 20 a domenica 26 maggio coinvolgerà più di cento tra parchi pubblici, giardini, orti urbani e musei in oltre 150 appuntamenti “green” per far conoscere il verde urbano di Torino e della sua area urbana.

L’inaugurazione simbolica del Festival si è tenuta  alla presenza dell’assessore alla cura del verde della Città di Torino e di Giustino Ballato, Presidente di Orticola del Piemonte, che, in coincidenza con il Bee Day, la giornata mondiale dedicata alle api, hanno installato un nido artificiale per api solitarie presso il Parco Europa di Cavoretto, vero e proprio “balcone verde” sulla città di Torino.

Il nido artificiale ospita 150 api solitarie, una specie particolarmente adatta agli ambienti urbani. Tra le più piccole al mondo, le api solitarie non producono miele ma sono importanti impollinatori e sono totalmente inoffensive nei confronti dell’uomo perché non hanno una regina da difendere. Sono pacifiche, nidificano le une a fianco delle altre senza problemi, rimangono vicine al posto dove nascono e sono attive a lungo (da maggio a settembre).

Il Festival proseguirà durante tutta la settimana con visite guidate negli spazi verdi più suggestivi, tour nell’agricoltura urbana, reading e presentazioni di libri, attività di volontariato, escursioni naturalistiche e molto altro ancora, interessando oltre Torino altri dieci comuni (Carignano, Collegno, Moncalieri, Nichelino, Pino Torinese, Rivalta di Torino, San Mauro Torinese, San Secondo di Pinerolo, Santena, Settimo Torinese) e andando a toccare anche Cuneo e la provincia di Asti. Numerosi gli appuntamenti in programma curati della Città di Torino.

 

TORINO CLICK

Lo smog uccide anche d’estate

Venerdì 24 maggio 2024, dalle 18

Assemblea e presentazione della nuova campagna sperimentale di monitoraggio dei livelli di ozono nell’aria a Torino

& Aperitivo

 

Polo Culturale Lombroso16 (Sala Molinari) via Lombroso 16, Torino

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Insieme al particolato fine e al biossido di azoto, l’ozono è l’inquinante che desta più preoccupazione per la salute umana in Europa, in particolare nei Paesi del Mediterraneo come l’Italia, anche perché le sue concentrazioni sono in costante aumento. L’ozono è un inquinante particolare, che non viene emesso direttamente dalle attività umane, ma si forma soprattutto d’estate in presenza di certi inquinanti e in condizioni di forte insolazione. La sua formazione è legata alla presenza nell’atmosfera di inquinanti come gli ossidi di azoto e i composti organici volatili, che vengono emessi soprattutto dal traffico veicolare Tuttavia, a causa delle modalità con le quali si trasforma nell’atmosfera, le sue concentrazioni tendono a essere più alte in campagna e nelle aree verdi rispetto alle zone più trafficate.

A Torino esistono solamente due stazioni fisse per la misurazione dell’ozono, una ubicata nel Parco Di Vittorio nell’area del Lingotto e una nei giardini di via Rubino a Mirafiori nord, che mostrano costantemente valori superiori a quelli consentiti dalla legge.

 

“Con questa campagna vogliamo raccogliere dati in altri luoghi nei quali i cittadini e le cittadine torinesi trascorrono una parte del loro tempo libero d’estate, come parchi e giardini pubblici, per capire meglio a quali rischi per la salute sono esposti. In generale, infatti, ci si preoccupa per l’inquinamento solamente nel periodo invernale, anche se durante l’estate si raggiungono spesso concentrazioni di ozono che rappresentano un rischio per la salute altrettanto grave, soprattutto per chi fa attività fisica all’aperto. Ci proponiamo di studiare almeno 50 punti in città per cominciare a costruire una mappa e a sensibilizzare i cittadini e l’amministrazione pubblica”, commenta Roberto Mezzalama, presidente del Comitato Torino Respira.

 

Dopo 5 anni di “Che aria tira?”, la campagna di rilevamento dei livelli di biossido d’azoto, il Comitato Torino Respira lancia una nuova iniziativa di monitoraggio civico della qualità dell’aria. Gli obiettivi restano gli stessi: raccogliere informazioni e dati per ampliare la conoscenza sulla qualità dell’aria della città e aumentare la consapevolezza della cittadinanza sui rischi che l’assenza di politiche coraggiose per ridurre l’inquinamento dell’aria, a partire dal disincentivo all’uso dell’auto privata, possono avere sulla propria salute, anche d’estate.

 

Programma:

Alle 18 Assemblea dei soci e delle socie del Comitato Torino Respira. Si può aderire al Comitato qui: https://www.torinorespira.it/aderisci/

 

Alle 19, presentazione di “Lo smog uccide anche d’estate”, la nuova campagna sperimentale di monitoraggio dei livelli di ozono nell’aria a Torino. Durante la serata si potrà sostenere questa nuova campagna con una donazione.

 

A seguire, aperitivo (16 euro): per permettere di organizzare al meglio l’aperitivo, si chiede la conferma della propria partecipazione compilando il form https://forms.gle/aoNXQJLUjrDKY4z66 o scrivendo a info@torinorespira.it (preferibilmente entro il 21/05).

 

La partecipazione alla sola presentazione della campagna di monitoraggio è libera.

 

Informazioni

 

Comitato Torino Respira

www.torinorespira.it/

Alla Cavallerizza Reale l’evento finale della Rete per la prevenzione

È in programma lunedì 20 maggio 2024, dalle ore 9 alle 13, nell’Aula magna della Cavallerizza Reale dell’Università degli Studi, in via Verdi 9 a Torino, l’evento finale del progetto «Una rete per la prevenzione» promosso dal Comitato permanente Salute e Sicurezza sul lavoro della Prefettura di Torino, coordinato da Michele Garufi.

Nell’occasione verranno sviluppate e approfondite le tematiche affrontate nel percorso formativo gratuito rivolto alle stazioni appaltanti dei Comuni dell’area metropolitana di Torino, promosso dal Comitato prefettizio, così come previsto dal «Protocollo di intesa per la sicurezza e regolarità nei cantieri edili» siglato il 4 aprile 2022.

Dopo il saluto del rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna, del prefetto di Torino DonatoGiovanni Cafagna, e delle Istituzioni – tra cui quello della vicesindaca del Comune di Torino Michela Favaro, alla quale il sindaco Stefano LoRusso ha da poco affidato le deleghe a Lavoro e Sicurezza sul lavoro – prenderà la parola il coordinatore del Comitato, Michele Garufi, che illustrerà le azioni formative intraprese a favore a tutela della salute e sicurezza nei cantieri edili.

Seguiranno gli interventi di Ance (Chiara Borio), Api (Salvatore Rapisarda), Ordini e Collegi professionali (Andrea Gaveglio), Inail (VitaRomaniello), Spresal (Pier Luigi Pavanelli), Ispettorato Nazionale del Lavoro (Angelo Serina) e Università (Sabrina Gambino).

Modererà e trarrà le conclusioni finali Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro, componente del Comitato prefettizio Salute e Sicurezza.

Electra: da Torino a Trieste con l’auto elettrica

Bonus acqua 2024, quel che c’è da sapere

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Il bonus idrico integrativo è un sostegno economico garantito dallo Stato a quei soggetti che vivono in condizioni di particolare svantaggio economico. Si richiedono degli specifici requisiti, come il rientro in una data soglia Isee ad esempio.

È però importante sottolineare come il regolamento di attuazione sia demandato alle varie autorità idriche regionali e locali. Ciò si traduce in una garanzia di differenziazioni sul territorio nazionale. Un discorso che vale anche per le modalità di richiesta. I modi della domanda possono essere differenti in alcuni aspetti a seconda dell’area di residenza. È tutto infatti di competenza diretta delle amministrazioni comunali.

Il bonus idrico integrativo è dunque un sostegno extra, se vogliamo, per il quale non esistono automatismi. Non c’è alcun calcolo di sistema, con ripartizione del dovuto. Occorre presentare una domanda attraverso gli sportelli fisici dedicati dell’ente territoriale che si occupa della gestione del bonus.

Al tempo stesso è possibile anche sbrigare l’intera pratica online, facendo riferimento al portale dell’ente citato. La scadenza per presentare la domanda è il 30 maggio 2024 ma il calendario può variare. Come detto, infatti, la gestione è locale. Il proprio ente di riferimento potrebbe prevedere tempistiche meno stringenti.

Alla domanda si richiede di allegare i seguenti documenti: documento di identità in corso di validità; copia della bolletta relativa all’utenza per la quale si richiede il bonus; copia del modello Isee ordinario, in corso di validità al momento della presentazione della domanda.

Il primo requisito da rispettare è ovviamente l’attivazione di un’utenza idrica diretta. L’intestatario del contratto deve avere la residenza anagrafica presso l’indirizzo di fornitura. È possibile però fare richiesta anche per un’utenza indiretta. In questo caso la residenza anagrafica coincide con l’indirizzo della fornitura condominiale.

I requisiti più importanti sono però, ovviamente, quelli economici. Trattandosi infatti di un bonus aggiuntivo a quello già previsto, si richiede di dimostrare un “disagio economico e sociale”. I parametri sono fissati direttamente dal Comune di appartenenza.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

La Giornata delle api a Parla con me

Carmagnola celebra la biodiversità e la sostenibilità delle Api  insieme a Simona Riccio e alla sua trasmissione Parla Con Me ®

Lunedì 20 maggio dalle ore 18.00 alle ore 19.00, durante la puntata di Parla Con Me ® condotta da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist e founder della trasmissione, si parlerà di API insieme a Laura Bortolotti – ricercatrice del gruppo di ricerca in apidologia del Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente del CREA, Luca Palermo titolare dell’azienda agricola Il Fuco Barbuto, Giovanni Boanogià direttore del Museo di Storia Naturale di Carmagnola,  Rodolfo Floreano – Presidente di Agripiemonte Miele e rappresentanti del Comune di Carmagnola.

Il 20 maggio di ogni anno, il mondo celebra la Giornata Mondiale delle Api, un’occasione per riflettere sull’importanza vitale degli impollinatori per la sopravvivenza del nostro pianeta. Le api e altri impollinatori, come farfalle, pipistrelli e colibrì, svolgono un ruolo fondamentale nell’impollinazione delle piante, contribuendo direttamente alla produzione alimentare e alla conservazione della biodiversità.

L’anno corrente non fa eccezione e la Giornata Mondiale delle Api 2024 assume un significato particolare per la comunità di Carmagnola che, insieme all’Amministrazione Comunale, si unisce al coro globale di sensibilizzazione sull’importanza degli impollinatori, sottolineando ilprogetto innovativo e sostenibile in atto nel cuore del suo territorio.

Il progetto del Comune di Carmagnola per salvaguardare le api

Nel Bosco del Gerbasso di Carmagnola, un polmone verde che è orgoglio della comunità, è stato avviato un progetto pionieristico per favorire la presenza e la prosperità delle api. Grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale, le associazioni naturalistiche del territorio e gli apicoltori locali, sono stati installati 27 alveari, con la prospettiva di raggiungerne un massimo di 40, al fine di aumentare la biodiversità e monitorare la qualità dell’aria.

Il Progetto, fortemente voluto dal Comune di Carmagnola, viene realizzato in collaborazione con il CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ente di ricerca dedicato alle filiere agroalimentari con personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf). L’obiettivo consiste nell’utilizzare gli impollinatori come “sentinelle ambientali”, monitorando lo stato di salute del territorio e promuovendo la produzione di miele locale. Guidati da Guido Rolfo e da Luca Palermo, apicoltore e titolare dell’azienda agricola “Il Fuco Barbuto” che si è aggiudicata lamanifestazione di interesse del Comune, i cittadini di Carmagnola si impegnano attivamente nella promozione della biodiversità e della sostenibilità.

Celebrazione e Riconoscimento

Durante la puntata del 20 maggio di Parla Con Me ®, un rappresentante del Comune di Carmagnola riceverà i primi vasetti di miele prodotti nelBosco del Gerbasso dall’apicoltore locale Luca Palermo, facendo presente che si concludono i tre anni di studio di “BeeNetApi e biodiversità nel monitoraggio dell’ambiente, progetto di ricerca scientifica che tiene sotto osservazione le api italiane in tutto il Paese, finanziato dalla Rete Rurale Nazionale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (fondi 2014-2020) e condotto dal Centro Agricoltura e Ambiente del CREA.

L’evento rappresenta un momento significativo per la comunità di Carmagnola, un’occasione per celebrare la collaborazione, l’innovazione e l’impegno verso un futuro sostenibile.

In diretta sulla pagina LinkedIn Top Voices Italy e Facebook di Simona Riccio, oltre al canale YouTube di Parla Con Me® > LinkedIn: https://bit.ly/3UZX5Kp > Facebook: https://bit.ly/44IFzh3 > YouTube: https://bit.ly/3UNIsJ3