PER 1,5 MILIARDI DI EURO
Garanzia per finanziamenti a PMI, microimprese e Midcap erogati entro il 30 novembre 2019. Un portafoglio attivato in via esclusiva per le regioni del Mezzogiorno

Il Gruppo Intesa Sanpaolo rafforza il proprio impegno a favore di
Microimprese, Piccole e Medie Imprese e Midcap con un’operazione sostenuta dal Fondo di
Garanzia denominata “Tranched Cover”. Grazie a questo innovativo strumento le imprese
avranno la possibilità di accedere ai benefici previsti dalla legge 662/96 (il Fondo di
Garanzia operativo dal 2000 con la finalità di favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle
PMI mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce
alle garanzie portate dalle imprese) attraverso la garanzia diretta sui portafogli di
finanziamenti di nuova erogazione. In particolare il primo Gruppo bancario italiano ha ottenuto dal Fondo l’ammissione alla garanzia per quattro portafogli da 300 milioni di euro ciascuno da erogare nelle regioni del nord e del centro entro il 30 novembre 2019, e richiederà in autunno l’ammissione per un ulteriore portafoglio di 300 milioni dedicato in via esclusiva alle regioni del Mezzogiorno. Con 5 portafogli per un valore complessivo di finanziamenti per 1,5 miliardi di euro,
quello della Banca risulta ad oggi l’impegno maggiore all’interno del panorama italiano,
confermando il ruolo determinante come motore dell’economia reale.

Attraverso i portafogli di finanziamenti “Tranched Cover”, Intesa Sanpaolo agevolerà
l’accesso al credito del tessuto imprenditoriale italiano e, in particolare, delle piccole realtà
imprenditoriali con la possibilità di ottenere credito con maggiore velocità, a condizioni più
favorevoli e senza alcun costo per le garanzie; ulteriore vantaggio è rappresentato dalla
possibilità di finanziare con questo strumento le Mid-Cap (fino a 499 dipendenti), sinora
escluse dall’intervento del Fondo di Garanzia, per supportarle nei loro progetti di crescita e
sviluppo. Teresio Testa, responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo e direttore
generale di Mediocredito Italiano, dichiara: “La partecipazione di Intesa Sanpaolo al
programma di finanziamenti garantiti ci permette di dedicare maggiori risorse alla crescita
e allo sviluppo del nostro Paese, confermandoci ancora una volta la Banca di riferimento
per il progresso dell’economia nazionale e propulsore dell’economia reale”.



di Davide Berardi *
perdere un occhio, un comportamento di stalking che fa smarrire il sonno, un’azione di mobbing che lancia un giaccone di uno sventurato collega da una finestra di un ufficio, un “luogo” di nonnismo dettato da gerarchie emotive egoiste e personali all’interno del quale trova sfoga la propria frustrazione individuale su chi è più debole o più indifeso o tremendamente più sfortunato di noi. Cosa si cela dietro ciò? Vigliacchi? Prepotenti seriali? Persone psicotiche o psicologicamente individui non in grado di elaborare i propri vissuti sani o feroci che siano e che, dunque, evacuano la loro esperienza, “vomitandola” sulla vita di un altro essere umano. Non vigliacchi o per lo meno non solo vigliacchi, ma individui disturbati dalla loro di vita stessa, deboli e non giustificabili. Persone che, probabilmente, a loro volta, non sono state aiutate quando dovevano esserlo e che continuano a non farsi aiutare. Individui che non accettano un dato di realtà, loro, personale, causato dalla vita. Perché piaccia o no viviamo tutti sotto la scia di un destino anarchico e, se non si riesce a tollerare questo dato di realtà, allora bisogna imparare, umanamente, non a sfogarsi su un l’altro ma a chiedere aiuto.
La violenza chiama violenza e chiama vendetta, ma le ferite non si cancellano, anzi, spesso vengono soffocate dai nostri pregiudizi contro chi ha atteggiamenti diversi dai nostri. Ciò porta la vittima a nascondere l’abuso subito, ma non si può nascondere una ferita così profonda come la violazione dell’animo umano. Allora leggiamo di suicidi, di “contro violenze”, di gesti apparentemente gratuiti, che ledono la figura dell’altro, di sfruttamento da parte di familiari verso componenti della loro stessa famiglia, sangue contro sangue, beh è importante sapere che il rapporto di parentela non determina l’affettività, ma sentenziare su una vittima di abuso, di qualunque natura sia, indubbiamente non migliora le cose, anzi dona ancora più forza e legittimità a chi compie gesti inumani solo perché non piace la spazzatura dentro casa, sul marciapiede, nel palazzo accanto. Fa paura sapere e prendere consapevolezza che l’uomo può arrivare a compiere infime atrocità, poiché siamo tutti esseri umani. Spaventa essere accumunati biologicamente ad un altro essere cattivo al punto tale da mostrarsi feroce e folle, “puzza” tutto ciò, poiché ricorda di cosa possiamo essere in grado di fare. E allora ne parliamo solo quando capita? No! Parlate di quello che vi succede, raccontate quello che vi accade, il pregiudizio o il timore di essere giudicati non sono atteggiamenti sani, non lasciate che vinca il qualunquismo o la pena per certe cose che accadono. Non siamo tutti uguali, non la pensiamo tutti allo stesso modo. Non omologate un vostro pensiero di sensibilità. Nessuno merita di subire prepotenze e chi ne rimane vittima deve sapere che non c’è vergogna nell’essere stati soggetti in un momento di offesa. Togliamo la maschera ai comportamenti scorretti, alla luce sarà più facile affrontarli e faranno meno paura. Facciamo prendere aria alla stanza della nostra intimità, il sapore e l’odore delle emozioni è il nostro, non di qualcun altro, la vergogna blocca, la condivisione libera e di qualsiasi cosa si tratti, farlo sotto la luce del sole renderà tutto meno buio di quello che è. Nessun sopruso deve impedire a qualcuno di smettere di volersi bene. Vogliatevi bene, è un obbligo emotivo.
*Dott. Davide Berardi, Psicologo – Psicoterapeuta













