ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 505

Fondazione Bellisario e Intesa Sanpaolo per l’impresa al femminile

Anche quest’anno partono le candidature per il Premio Women Value Company, rivolto ad aziende che più delle altre favoriscono la cultura della “diversità di genere”. Le candidature possono essere inoltrate entro il 16 febbraio

 

La Fondazione Marisa Bellisario continua la collaborazione con Intesa Sanpaolo per promuovere l’imprenditoria femminile.

Circa 1.500 imprese piccole e medie partecipanti da tutta Italia e più di 300 aziende selezionate in tre anni, che hanno avuto l’opportunità di raccontarsi in un roadshow che ha toccato le principali città italiane. Nato nel 2017 da una collaborazione del nostro Gruppo con la Fondazione Marisa Bellisario, il Premio Women Value Company è ormai una solida realtà per la valorizzazione del talento imprenditoriale femminile.

La 4° edizione è al via: se ritieni fondamentale valorizzare il talento femminile, se la tua azienda attua con coraggio la parità di genere e offre pari opportunità e percorsi di carriera, se il tuo obiettivo è sostenere il rapporto donne-lavoro con politiche di welfare aziendale che migliorano la qualità della vita allora raccontaci il tuo progetto!

Impegno e determinazione per il raggiungimento dei traguardi, fiera fiducia nelle proprie capacitàcondivisione e generosità verso le donne, sono solo alcuni dei valori che hanno caratterizzato le imprese vincitrici delle scorse edizioni. Ora hai l’occasione di condividere le sfide e i valori che fanno unica la tua azienda e concorrere all’assegnazione dell’ambito simbolo dell’eccellenza femminile. Ti aspettiamo!

Premio Women Value Company 2020 – Intesa Sanpaolo

La Mela d’Oro anche quest’anno sarà assegnata a due imprese, una media e una piccola, che si sono distinte per iniziative che favoriscono il lavoro delle donne.

Partecipa anche tu con la tua impresa.
Stiamo cercando aziende che più delle altre favoriscono la cultura della “diversità di genere” e investono in:

  • servizi per conciliare famiglia e lavoro
  • iniziative per una serena gestione del tempo in azienda, come asili nido interni e orari flessibili
  • politiche retributive basate sul merito
  • sviluppo e valorizzazione di competenze e carriere femminili

Come candidarsi

È semplice: leggi con attenzione il bando e compila il questionario online entro il 16 febbraio 2020.

Leggi anche:

https://www.intesasanpaolo.com/it/business/landing/premio-fondazione-marisa-bellisario.html

Alle OGR è tempo di “Scintille”. I cambiamenti che trasformano il vivere quotidiano

Le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino dal 7 febbraio al 7 maggio 2020 presentano il quinto ciclo della rassegna Scintille, un’appendice della sezione Officine del Sapere di OGR Public Program

E’ nata con lo scopo di raccontare al pubblico quali siano o siano state le “scintille”, gli scatti di innovazione, le rivoluzioni, i forti cambiamenti (sociali, culturali, tecnologici, economici, digitali) che hanno influenzato e influenzano il nostro modo di vivere quotidiano e il nostro modo di rapportarci alla società.

Il quinto ciclo di incontri delle Officine del Sapere è curato da Fulvio Ferrari, Fondatore del Museo Casa Mollino, incaricato da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT di ideare la rassegna “Scintille – Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole ed è subito sera”.

La serie di quattro incontri affida alla religione, all’arte, all’egittologia e alla logica la possibilità di saper meglio comprendere e orientare i giorni della vita: scintille tra le nuvole imbronciate del nostro quotidiano. Tutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione su www.ogrtorino.it/education.

La rassegna, giunta al suo quinto ciclo, ha visto, a partire da marzo del 2018, una serie d’incontri che hanno descritto importanti “scintille”, intese come idee, progetti, invenzioni, scoperte scientifiche o simboli di una specificità torinese, e ha coinvolto Vittorio Marchis, Claudio Bartocci, Tiziano Bonini, Christian Marazzi, Maria Nadotti, Mauro Giacca, Marzia Quaglio, Prof.ssa Martina Ardizzi, Prof. Urs Gasser, Walter Barberis, David Avino, Alberto Maria Barberis, Luciano Bonaria, Chiara Saraceno e Marcello Baricco, Paolo Vineis e Francesco Remotti, Mauro Dorato e Vincenzo Barone.

 

GLI APPUNTAMENTI

 

  • venerdì 7 febbraio 2020, ore 18.30
    La religione del futuro
    Prof. Giovanni FiloramoIl Prof. Giovanni Filoramo, Professore Emerito di Storia del cristianesimo presso l’Università di Torino, si soffermerà sulle possibili e ipotizzabili trasformazioni che l’esperienza religiosa potrà conoscere a partire dai profondi cambiamenti indotti dalla tecnologia. Esporrà esempi concreti sul possibile futuro delle religioni stesse.

 

  • giovedì 5 marzo 2020, ore 18.30 *
    Dott. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino

 

  • mercoledì 8 aprile 2020, ore 18.30 *
    Prof. Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico, saggista e accademico italiano

 

  • giovedì 7 maggio 2020, ore 18.30 *
    Prof. Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte italiano

 

Agricoltura, Cia: “Non si può più attendere”

«E’ stato un confronto franco e costruttivo. Crediamo che le soluzioni vadano ricercate in via prioritaria attraverso i Tavoli istituzionali, ai quali la nostra Organizzazione non si è mai sottratta. Chiediamo risposte e offriamo collaborazione, sollecitando interventi rapidi, perché l’agricoltura rischia di subire danni irreversibili»

AGRICOLTORI IN REGIONE, CARENINI (CIA PIEMONTE): «CHIEDIAMO RISPOSTE E OFFRIAMO COLLABORAZIONE»

«E’ stato un confronto franco e costruttivo. Crediamo che le soluzioni vadano ricercate in via prioritaria attraverso i Tavoli istituzionali, ai quali la nostra Organizzazione non si è mai sottratta. Chiediamo risposte e offriamo collaborazione, sollecitando interventi rapidi, perché l’agricoltura rischia di subire danni irreversibili».

Così il presidente regionale di Cia agricoltori del Piemonte, Gabriele Carenini, commenta l’incontro dei giorni scorsi in Regione con il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa.

Carenini era accompagnato dai presidenti provinciali della Cia piemontese Claudio Conterno (Cuneo), Stefano Rossotto (Torino) Giampiero Amelio (Alessandria), Manrico Brustia (Novara, Vercelli e Vco) e Alessandro Durando (Asti).

«Abbiamo trattato nel concreto le principali problematiche del mondo agricolo – osserva Carenini -, dalle linee della nuova Pac alla gestione della fase finale dell’attuale Psr, dalla manutenzione del territorio al contrasto alla proliferazione della fauna selvatica, dalla semplificazione burocratica al ricambio generazionale, dalle politiche di settore alle proposte della nostra Organizzazione contenute nel progetto “Il Paese che vogliamo”. Sono emersi elementi di interesse da entrambe le parti».

Il presidente Cirio ha assicurato la massima attenzione della Regione verso le istanze agricole, confidando, tra l’altro, che vada in porto entro febbraio il recupero dei fondi europei sulla Misura agroambientale e le indennità compensative.

Quanto alle proposte di Cia agricoltori del Piemonte sul dissesto idrogeologico e la pulizia dell’alveo dei fiumi, verrà convocato a breve un incontro specifico con l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Marco Gabusi.

Omaggio a Marchionne: la galleria Heritage al Motor Village

Sono trascorsi 14 anni dal 26 maggio 2006, giorno in cui il Mirafiori Motor Village aprì le porte di Piazza Cattaneo, primo e unico punto di accesso pubblico allo stabilimento di Mirafiori e al mondo Fiat. Voluto da Sergio Marchionne, era per il manager il simbolo del nuovo corso che lui stesso stava inaugurando, di un’apertura al pubblico che si ancorava al passato per puntare al futuro

Per preservare il ricordo delle origini venne mantenuto il soffitto originale dello stabilimento del 1939, ancora oggi struttura portante e visibile del Motor Village; in pochi mesi l’angolo nord-est del lungo muro di Mirafiori venne abbattuto e dove prima sorgeva il reparto selleria iniziò a prendere forma il primo flagship store del gruppo.

Showroom espositivo e punto vendita di tutta la gamma FCA, il Mirafiori Motor Village è da 14 anni un importante punto di riferimento nella geografia del quartiere Mirafiori e una location per grandi eventi.

Fedele alla sua vocazione di “punto” di contatto tra la storia dell’azienda e l’innovazione introdotta dagli ultimi modelli presentati al pubblico, il 31 gennaio, in occasione di Automotoretrò, il Mirafiori Motor Village ha inaugurato per il pubblico, in collaborazione con FCA Heritage, la nuova Galleria Heritage, un ricco percorso alla scoperta dei brand italiani del Gruppo FCA e della loro storia ultracentenaria, un nuovo allestimento dedicato ad appassionati, collezionisti, clienti e curiosi.

La passione non ha tempo e la nuova galleria è un autentico viaggio andata e ritorno dal passato ai giorni nostri che permette di apprezzare il valore delle radici storiche e al tempo stesso conoscere il mondo di FCA Heritage, il dipartimento del gruppo che è nato per tutelare e valorizzare il passato di Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth.

Luoghi storici aperti al pubblico e parti dello stabilimento di Mirafiori che hanno trovato una nuova vocazione ospitando il patrimonio storico dell’azienda: la galleria è il posto giusto per respirare la storia del brand e di Torino e avvicinarsi al mondo FCA Heritage.

Trait d’union tra il passato e il futuro anche alcune memorabilia esposte nello stesso spazio che ospita le ultime novità della gamma FCA: la macchina da cucire utilizzata dagli addetti del reparto selleria per realizzare i sedili delle vetture – a ricordare il passato del Mirafiori Motor Village – accanto ad una selezione di ricambi storici, alcuni dei quali vengono nuovamente riprodotti dal costruttore per garantire pezzi di altissima qualità a clienti e collezionisti, e una auto d’epoca che, dopo essere stata restaurata e certificata dagli esperti di FCA Heritage, viene proposta in vendita in un ideale passaggio di consegne dalla storia al presente.

 

Mirafiori Motor Village

Piazza Riccardo Cattaneo, 9 10137 Torino |Telefono: 011 – 753 8257 |www.mirafiorimotorvillage.it

Alpini, Biella candidata per l’Adunata nazionale 2022

Sabato 1 febbraio presso la sede della Sezione Ana di Torino è stata convocata la riunione dei Presidenti del 1° Raggruppamento comprendente le Sezioni Ana del Piemonte, della Liguria, della Valle d’Aosta e della Francia

Fra i vari punti all’ordine del giorno  la votazione per la candidatura all’Adunata nazionale 2022. Le Sezioni che hanno presentato la candidatura sono: Alessandria- Biella- Genova e la scelta sarà fatta con voto segreto dei 25 Presidenti di Sezione.

Se una Sezione, al primo turno raggiunge la maggioranza assoluta ( 13 voti) sarà la candidata ufficiale. In caso contrario si procede al ballottaggio tra le prime due. Successivamente la Sezione vincente sarà segnalata alla Sede nazionale; stessa cosa faranno gli altri 3 Raggruppamenti segnalando la loro Sezione scelta per l’Adunata nazionale. L’anno scorso Alessandria non è stata favorita dalla sorte per l’Adunata nazionale 2021 e la preferenza è andata a Udine .

Ieri si è proceduto alla prima votazione dove Genova ha avuto il minor numero di voti; nel successivo ballottaggio fra Alessandria e Biella, la maggioranza dei presidenti ha scelto la città di Biella come candidata all’Adunata nazionale 2022 del 1° Raggruppamento.

La scelta finale per la città candidata all’Adunata nazionale 2022 spetterà al Consiglio Direttivo nazionale, che procederà alla votazione, nel mese di novembre, dopo aver visionato la disposizione logistica ( vie di comunicazione , ricettività alberghiera ecc.) delle 4 città finaliste

Ci auguriamo che, per l’Adunata nazionale 2022, la scelta cada sulla Sezione piemontese del 1° Raggruppamento di Biella .

Vincenzo Lumello

A Chieri spariscono le bottiglie usa e getta

Negli edifici comunali si regista in media un calo dell’82% “Risultato reso possibile anche grazie al gruppo #dontplasticbefantasic

IL SINDACO  SICCHIERO: “A CHIERI UNA NETTA RIDUZIONE”

In cinque mesi negli edifici comunali della Città di Chieri si è registrata una significativa riduzione del consumo delle bottigliette di plastica usa e getta, a seguito dell’installazione di quattro erogatori d’acqua. Dalle statistiche comparative dei consumi d’acqua pre e post installazione degli erogatori, risulta che nel periodo compreso tra il 4 settembre 2019 ed il 31 gennaio 2020, nella Biblioteca Civica si è registrata una riduzione del -89,46% delle bottigliette d’acqua rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; in Sala Consiliare del -87,16%; allo Sportello Unico del Comune -81,31%, infine al Comando dei Vigili la riduzione è stata del -71,14%. “Siamo molto soddisfatti, si tratta di numeri significativi che dimostrano che abbiamo ottenuto quello che ci eravamo ripromessi – commenta il Sindaco di Chieri Alessandro SICCHIERO – il primo atto assunto dalla nostra Giunta è stato la delibera che decreta l’Emergenza Climatica. Non un provvedimento meramente simbolico, di bandiera, infatti abbiamo stimolato delle ‘buone pratiche’ capaci di incidere sulle abitudini e i comportamenti dei consumatori, favorendo quel cambio di cultura e di mentalità indispensabile per un’economia e una società ecologicamente sostenibili”. Tra le iniziative assunte dall’amministrazione comunale volte alla riduzione del consumo della plastica, ricordiamo anche la conversione di tutti i distributori automatici di bevande presenti negli edifici comunali, eliminando bicchieri e bastoncini di plastica sostituiti con equivalenti compostabili. “Per disincentivare l’uso delle bottigliette PET usa e getta, non solo abbiamo installato quattro erogatori d’acqua ma, accogliendo la proposta del gruppo spontaneo di giovani #dontplasticbefantasic, abbiamo aumentato il costo delle bottigliette dei distributori, portandole ad 1 euro. In questo modo è stato possibile favorire un calo del consumo delle bottigliette che nella media si aggira intorno al -82%”. Si ricorda che a novembre il Comune di Chieri ha adottato il logo, “Chieri Green City”, che contrassegna tutte le iniziative a difesa dell’ambiente.

Ugl celebra 70 anni di vita pensando all’emergenza Embraco

Sabato mattina nella sede dell’Ugl del Piemonte, a Torino in via Bionaz 23, è stata celebrata la Festa del Tesseramento per i 70 anni dell’organizzazione sindacale (in continuità con quella che fu la Cisnal)

E’ stato inaugurato in Piemonte il nuovo simbolo e logo, poi sono state consegnate le tessere ai segretari regionali di settore tra cui Massimo Rossato (Sicurezza Civile e
Terziario), Ciro Marino (Metalmeccanici) e Silvia Marchetti (segretario regionale).
E’ intervenuto il segretario generale Ugl per il Piemonte, Armando Murella. Ai lavori ha preso parte anche una nutrita rappresentanza di lavoratori dell’ex Embraco di Riva presso Chieri che lunedì avranno un incontro al Mise a Roma supportati anche dall’organizzazione sindacale Ugl. E’ inoltre intervenuto il capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Chieri, Luigi Furgiuele che ha portato la massima vicinanza dello stesso ed il massimo impegno in ambito territoriale per questi lavoratori che stanno vivendo un momento non facile.
Massimo Iaretti

Confronto con privato no-profit, la Regione: “Valore aggiunto per la sanità”

Si è riunito nei giorni scorsi in Assessorato alla Sanità regionale il Tavolo del  settore socio-sanitario privato no-profit, convocato dall’assessore Luigi Genesio Icardi

«E’ la prima volta – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – che la Regione Piemonte apre un confronto diretto con gli operatori del privato no-profit socio-sanitario sulla riorganizzazione dell’assistenza sul territorio.

Stiamo mettendo a fuoco le varie tipologie di questa importante realtà, divise per offerta, servizi e budget. Vogliamo valutare le proposte per costituire un percorso di continuità assistenziale, che risponda alla principale criticità del sistema ospedaliero, vale a dire le difficoltà di presa in carico del paziente nel post-acuzie. Riteniamo che su questo fronte l’apporto del privato possa essere determinante, tanto più quando si tratta di no-profit, che ha il valore aggiunto della tutela della salute come missione. Una dimensione etica che la Sanità non può permettersi di sottovalutare».

La scorsa settimana un Tavolo analogo si è aperto con i rappresentanti delle Residenze sanitarie assistite del Piemonte, d’intesa tra lo stesso assessore Icardi e l’assessore regionale alle Politiche sociali, Chiara Caucino.

Emergenza “tratta” in Piemonte

Sono 667 le persone accolte in Piemonte dagli enti “anti-tratta” tra il 2014 e il 2018,  1117 sono i colloqui effettuati

Da Palazzo Lascaris / Alla data del  maggio 2018 nei centri del Piemonte erano ospitate 704 richiedenti asilo Nigeriane. Sono solo alcuni dei dati presentati oggi nel corso dell’incontro  “EMERGENZA TRATTA IN PIEMONTE. NUOVE FORME DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA”, a cura della Direzione Processo legislativo e Comunicazione Istituzionale del Consiglio regionale del Piemonte, svoltosi ieri in sala Viglione.

“Un tema di attualità drammatica, sul quale con questo incontro accendiamo un faro, con la presenza di relatori di livello – ha dichiarato Silvio Magliano, presidente Gruppo Moderati – Nella Municipale è attiva una Squadra Anti-Tratta: questa è la misura della professionalità e della preparazione dei nostri Agenti. Mai come oggi è necessario che le istituzioni prestino attenzione a questo fenomeno, il Consiglio lo ha dimostrato anche istituendo la neo-commissione legalità. Ringrazio l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte per la disponibilità a organizzare l’incontro”.

“Il Piemonte e in particolare Torino, vantano un primato. La procura di Torino, da sempre sensibile al tema, ha creato nel 2011, su volontà dell’allora Procuratore Giancarlo  Caselli, la prima sezione anti tratta, riconoscendo con sentenza passata in giudicato l’esistenza della mafia Nigeriana – ha sottolineato Stefano Castellani, sostituto procuratore presso la procura di Torino – Tra il 2012 e il 2016, sempre a Torino, si è svolta una seconda indagine sulla mafia nigeriana, (operazione Athenaeum) dove si è accertato l’esistenza di un terzo secret cult (i maphite), oltre ai due  scoperti 15 anni fa (i black-axe e gli eiye). L’indagine condotta dalla squadra investigativa anti tratta della Polizia locale di Torino, si è conclusa con l’esecuzione di 44 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nonostante sia difficile mappare l’organigramma della mafia nigeriana abbiamo negli anni individuato i gruppi di appartenenza e i principali  reati da cui deriva il business internazionale ” .

“La squadra investigativa “anti tratta” diventata una sezione specializzata della Procura della Repubblica “ Sezione di PG – Tratta è sfruttamento della prostituzione” – ha poi specificato Fabrizio Lotito,  Commissario Polizia Locale presso la Procura di Torino e consulente della Commissione Parlamentare “Antimafia” per quanto riguarda la Mafia Nigeriana  – opera direttamente sotto i gruppi specializzati della DDA, Criminalità Organizzata e sicurezza urbana, oltre che sotto la direzione del gruppo “fasce deboli”. I reati perseguiti dalla squadra sono principalmente legati al fenomeno della tratta di esseri umani, violenza sessuale, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione, dell’accattonaggio e al contrasto alle associazioni criminali straniere di stampo mafioso. La squadra “anti tratta” della Polizia Municipale di Torino è l’unica realtà in Italia che vede agenti e ufficiali della Polizia Locale svolgere all’interno di una Procura della Repubblica attività investigative di tale importanza”.

Quello della tratta è un businnes secondo solo al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, che nel mondo frutta più di 32 miliardi di dollari l’anno. Dall’ultimo rapporto dell’ufficio delle nazioni unite (2018), la tratta di esseri umani affligge nel mondo più di 20 milioni di persone. Il 72% sono donne di cui il 23% minorenni.  Il 60% è destinato alla prostituzione, mentre il 34 % a quello lavorativo il restante all’accattonaggio.  In Europa nell’ultimo anno le vittime di tratta accertate sono state  21.000 I recenti dati dell’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni) ci dicono che in Italia, negli ultimi anni, il numero delle giovanissime nigeriane ha raggiunto quota 15.600. Moltissime sono minorenni.  In Italia le vittime di tratta accertate sono quasi 2000 in costante aumento.

L’incontro è stato inoltre occasione per approfondire i fatti narrati da Sergio Nazzaro, giornalista, reporter e documentarista,  esperto conoscitore di mafia nera, nel libro “Mafia Migeriana, la prima indagine della squadra anti tratta”.  Nelle pagine di questo reportage narrativo, Sergio Nazzaro, attraverso interviste, intercettazioni mai pubblicate prima e documenti inediti, ricostruisce la prima inchiesta della SAT e ci permette di osservare, da molto vicino, il modo di pensare e di agire della mafia nigeriana. Una mafia che da decenni prospera dal Sud al Nord dell’Italia in combutta con le mafie italiane.

L’Esercito promuove il ricollocamento professionale

In Piemonte il progetto pilota per l’inserimento nel mondo del lavoro dei militari congedati

L’Esercito Italiano, quale maggiore contributore del comparto Difesa, attribuisce notevole importanza alla concreta attuazione del progetto che accompagna il processo di transizione dei volontari congedati e ne promuove la visibilità nel mercato del lavoro. Si tratta di ampliare le opportunità occupazionali ,e agevolare l’inserimento dei giovani nelle realtà lavorative,attraverso incontri informativi e rapporti con le aziende. 

Attualmente è in via di definizione un progetto pilota che potrebbe portare ad un successivo accordo nazionale fra le imprese afferenti la galassia del sistema Piccola Industria Confindustria e le Forze Armate. Nello specifico, nella realtà piemontese, il sistema di rappresentanza delle imprese, di intesa con la rappresentanza delle Forze Armate in loco, sta progettando dei percorsi formativi che accrescano le qualifiche del militare congedato sulla base delle specificità richieste delle aziende. Questo permetterà di aumentare l’apprezzamento di tali risorse umane nel mercato del lavoro o, addirittura, un travaso diretto nell’impresa.

A tal riguardo l’Esercito ha organizzato, nell’aula Beniamino Andreatta del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) di Roma, il primo workshop dal titolo “Il ricollocamento del personale militare  la prospettiva dell’Esercito”. Coordinato da Esercito Italiano, Segretariato Generale della Difesa e rappresentanti del mondo del lavoro, il seminario rientra nel progetto “sbocchi occupazionali”, a sostegno della ricollocazione professionale prevista a favore dei militari delle Forze Armate Italiane congedati/congedandi senza demerito.

A testimonianza della valenza del workshop hanno partecipato varie Autorità civili e militari, tra cui l’onorevole Enrico Borghi e l’onorevole Alberto Pagani membri della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, il Capo di SME, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, il Vice Segretario Generale della Difesa, Ammiraglio di Squadra Dario Giacomin ed alti rappresentanti delle Forze Armate.

L’implementazione del progetto “sbocchi occupazionali” consentirà di incrementare gli accordi interministeriali per agevolare l’inserimento lavorativo dei volontari congedati senza demerito. 

 

Maria La Barbera