ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 505

Raccolta differenziata, Piemonte virtuoso

La Regione tra le più virtuose d’Italia:  aumenta dell’1,6%, approdando a quota 62,1%.

A guidare la classifica la provincia di Novara con il 76%

La Regione Piemonte è una delle più virtuose d’Italia nel guidare la raccolta differenziata, con la provincia di Novara che è risultata la più efficiente nel campo, aprendo la classifica con la percentuale del 76%. All’ultimo posto si posiziona la provincia di Alessandria con il 53%.

Torino ha una performance di poco superiore, posizionandosi al penultimo posto con il 57%.

Grazie all’applicazione del nuovo metodo di calcolo ragionale della produzione dei rifiuti urbani e della raccolta differenziata, giunta quest’anno al suo secondo anno di applicazione, trovano conferma gli andamenti registrati sui dati del 2017, pari ad un aumento della produzione totale di rifiuti, con 2.170.059 tonnellate, ma ad un decremento di quelli indifferenziati pari a 841.984 tonnellate. Un lento, ma costante migliormento si è registrato nella raccolta differenziata nel 2018, pari a +1,6 punti percentuali rispetto al 2017, il che equivale all’aumento da 283 a 305 chili di rifiuti che sono stati avviati a recupero.

Il nuovo metodo di calcolo contempla anche nuove tipologie di rifiuti che in passato non venivano computati, quali quelli avviati al compostaggio domestico ( attività questa disciplinata dal Comune di riferimento), quelli assimilati ai rifiuti urbani (prodotti, per esempio, da supermercati ed attività commerciali), i rifiuti da costruzione e demolizione, quelli da spazzamento stradale avviati a recupero e le cosiddette “raccolte selettive minori”( come pile esauste, farmaci scaduti, olio, vernici e toner). Tutte le realtà provinciali in Piemonte superano l’obiettivo del raggiungimento del 65% della raccolta differenziata, previsto dalla normativa nazionale e dal piano regionale rifiuti, ad eccezione della provincia di Alessandria e della Città Metropolitana di Torino, che rimangono, invece, prossimi al 55%. Proprio la Città Metropolitana di Torino, incidendo per metà della popolazione piemontese, abbassa il dato medio regionale sotto la soglia che ci si prefigge.

In quanto a virtuosita’, dietro a Novara, si posizionano Asti, con il 71%, il Verbano Cusio Ossola con il 79%, Biella con il 68%, Cuneo (67%), Vercelli (-65%), seguiti da Torino ed Alessandria, rispettivamente con il 57% e 53%.

Per verificare l”efficacia della raccolta differenziata e delle attività di riduzione della produzione dei rifiuti, l’indicatore più significativo rimane il quantitativo pro capite di rifiuti che i cittadini non differenziano (i cosiddetti rifiuti urbani indifferenziati).

347 sono i kg di raccolta differenziata pro capite registrati a Novara, mentre ad Alessandria,  provincia fanalino di coda in Piemonte nel campo, il dato si abbassa a 296 kg pro capite.

L’Assessorato all’Ambiente, Energia ed Innovazione della Regione Piemonte, presieduto dall’Assessore Matteo Marnati, sta anche mettendo a punto la cosiddetta ‘tariffa puntuale”, un sistema di tariffazione che misura la quantità effettiva del rifiuto conferito da utenza. Sono ormai 37 i comuni dove questa viene applicata, cui sui se ne sono aggiunti 31 nel corso del 2018, arrivando a quota 68.

A facilitare e contribuire all’efficienza dello smaltimento dei rifiuti sono i consorzi, di cui il più performante risulta quello di Chieri,  che ha raggiunto  l’81% della raccolta differenziata; seguono due consorzi novaresi, del Medio Novarese (78%) e del Basso Novarese (74%), poi quello Astigiano con il 71% ed a quota 65% i consorzi Dora-Sangone e CSEA di Cuneo e del Vercellese.

 

Mara Martellotta

Alle Molinette l’innovativa Tomoterapia Elicoidale Radixact X9

Primo Sistema in Europa, presso l’ospedale di Torino

All’ospedale Molinette sbarca la prima Tomoterapia “Radixact” in Italia ed il primo Sistema per piani di cura in Europa del Dipartimento di Oncologia e della Radioterapia universitaria della Città della Salute di Torino (diretta dal professor Umberto Ricardi). La Tomoterapia avrà il privilegio di poter lavorare con un software di ultimissima generazione per il controllo del movimento respiratorio (Synchrony), con un protocollo di collaborazione di ricerca scientifica che vedrà  l’ospedale torinese quale primo centro europeo a potersi giovare di tale sofisticato sistema.

Il sistema di tomoterapia elicoidale, rispetto alle tecniche radioterapiche convenzionali, aumenta significativamente l’efficacia, l’efficienza e la precisione del trattamento radiante, grazie all’apporto di diversi aspetti rivoluzionari:

la completa integrazione e sinergia tra il sistema TC per la verifica della centratura ed il sistema acceleratore lineare, con l’utilizzazione della stessa sorgente radiante (con spettro di energia convenzionale di 3,5 MV per l’imaging e di 6 MV per il fascio terapeutico);
il movimento elicoidale per l’irradiazione: la sorgente radiante ruota di 360 gradi senza soluzione di continuità, con contemporanea traslazione longitudinale del lettino in modo sincronizzato e con la possibilità di irradiare campi molto estesi (fino a 40 cm x 135 cm) con estrema efficienza;
la presenza di un collimatore multilamellare di tipo binario e di un TPS (Treatment Planning System) dedicato ed integrato nel sistema.

Recentemente il sistema Radixact è stato completato con un sofisticato dispositivo di tracking, che consente di “inseguire”, durante il trattamento, il movimento del tumore, dovuto ad esempio alla respirazione, orientando opportunamente in tempo reale il fascio solo sulla lesione neoplastica, evitando l’irradiazione inutile di tessuti sani.

La piattaforma di Tomoterapia, sulla base di quanto sopra riportato, presenta innumerevoli vantaggi clinici, i più importanti dei quali sono:

la possibilità di effettuare trattamenti ad alto gradiente di dose (IMRT) e con verifica quotidiana della precisione del trattamento (IGRT) in modo molto pratico e veloce;
una capacità di conformazione e omogeneità della dose alla lesione neoplastica, non ottenibile con tecniche tradizionali d’irradiazione a fasci esterni, grazie allestrema flessibilità di modulazione del fascio ottenuta attraverso un numero elevatissimo di beamlets (beam elements: fascetti elementari);
l’adattamento del trattamento radiante alle diverse condizioni della lesione neoplastica, sia inter-frazione (seduta per seduta) che intra-frazione (nel corso della stessa seduta);
l’elevata precisione di irradiazione così ottenibile consente certamente di ridurre la tossicità dei trattamenti e di effettuare programmi di intensificazione della dose per migliorare la probabilità di successo e/o per rendere possibile la somministrazione della radioterapia in un numero molto inferiore di sedute (enorme beneficio per i pazienti e migliore sfruttamento delle risorse radioterapiche);
l’elevata versatilità di impiego clinico, che consente di trattare sia le piccole lesioni, tipiche della radiochirurgia, sia i grandi campi estesi, sino agli estremi dell’irradiazione corporea totale per trapianto allogenico (Total Marrow Irradiation) e dell’irradiazione craniospinale per alcuni tumori cerebrali pediatrici; anche la radioterapia palliativa può giovarsi del contributo del sistema tomoterapia per la possibilità di eseguire eventualmente la centratura delle lesioni direttamente sul lettino di trattamento e di trattare contemporaneamente lesioni multiple in sedi anatomiche diverse.

L’apparecchiatura inaugurata rappresenta la prima installazione in Italia dell’ultimo modello commerciale (Radixact X9) della piattaforma Tomoterapia; il software per il tracking respiratorio precedentemente descritto (“Synchrony”) consentirà al Centro della Città della Salute di essere il primo in Europa a fruire di questa ultima ed importante novità tecnologica, finora utilizzata solo in due Centri americani accademici, fornendo anche la possibilità di continuare ad alimentare un’attività di ricerca clinica, mission istituzionale per un’Azienda Ospedaliero-Universitaria, che non può prescindere dalla disponibilità di moderne apparecchiature.

La tecnologia Tomoterapia, che sta per completare un rinnovamento tecnologico dell’intera Radioterapia universitaria della Città della Salute, che ha interessato anche i presidi Sant’Anna (brachiterapia dei tumori femminili) e SGAS (acceleratore lineare in corso di installazione), costerà circa 7 milioni di euro in 7 anni (quindi circa 1 milione di euro/anno per un Dipartimento di Oncologia della CSS che spende circa 70 milioni di euro/anno per farmaci chemioterapici).  

Infine, la disponibilità di tale sofisticato sistema potrà contribuire a ridurre la mobilità passiva per trattamenti ambulatoriali radioterapici verso la regione Lombardia, molto ricca di offerta radioterapica ad alto contenuto tecnologico. ​ ​Pierpaolo Berra

Soluzioni assicurative per animali domestici

Il rapporto annualmente redatto da Assalco – Zoomark sulla “Cura degli Animali da Compagnia” – evidenzia che gli animali da compagnia delle famiglie italiane hanno raggiunto nel 2018 quota 60 milioni e mezzo.

Di questo numeroso insieme, che vede al primo posto per numero pesci e uccellini, fanno parte 7 milioni e mezzo di gatti e circa 7 milioni di cani. Ed è soprattutto alla salute e alla tutela di cani e gatti che è dedicata la maggior parte delle soluzioni assicurative sul mercato, per chi non vuol correre rischi e vuole essere pronto ad affrontare economicamente ogni tipo di imprevisto.

Ma come funzionano le assicurazioni per gli animali domestici e quali garanzie offrono?

Gli animali da compagnia sono, a tutti gli effetti, un componente della famiglia. È su questi due piani, responsabilità e tutela , che intervengono le assicurazioni. Le coperture relative a questi due aspetti vanno incontro alla richiesta di essere pronti a rispondere a qualsiasi danno involontariamente provocato a terzi e fornire le migliori attenzioni per quanto riguarda la salute dei propri animali.

La tutela per i danni causati dagli animali domestici rappresentano una garanzia aggiuntiva della garanzia RC Capofamiglia, garanzia pensata per far fronte ai danni a terzi causati da un membro del nucleo familiare nei limiti del massimale indicato in polizza. Come sempre è importante verificare attentamente, prima di sottoscrivere qualsiasi contratto di questo genere, che la copertura assicurativa sia valida per la razza canina o felina del proprio animale domestico, in quanto spesso i “cani impegnativi” sono esclusi, ma si possono aggiungere con un sovrapremio. Generalmente la copertura è valida anche quando l’animale domestico è accudito da una persona incaricata esterna al nucleo familiare.

La migliorata qualità dell’alimentazione, determinata da uno sviluppo qualitativo crescente del pet food industriale, e cure veterinarie, alle quali oggi si ricorre più spesso e con maggiore tempestività rispetto a un tempo, sono i due fattori che portano il rapporto Assalco-Zoomark a stimare che l’aspettativa di vita degli animali da compagnia si sia raddoppiata negli ultimi trent’anni. Gli interventi veterinari richiedono una sempre maggiore specializzazione in tecnica e strumentazione, lo sa bene chi si è trovato a ricorrervi, ed hanno costi spesso molto elevati, ai quali non è dato sottrarsi per ovvie ragioni. È in queste situazioni che può fare la differenza avere stipulato un’assicurazione apposita per la salute degli animali che coprano le spese veterinarie derivanti da infortunio e malattia. Tanti gli ambiti in cui una polizza sanitaria di questo tipo può intervenire:

  • interventi chirurgici;
  • ricoveri in cliniche veterinarie (risarcimento anche in forma di diaria per i tempi stabiliti da contratto);
  • malattie (per il rimborso delle spese per visite ed esami ma anche a copertura dei costi per i medicinali);
  • infortuni (per pagare le cure urgenti di pronto soccorso veterinario ma anche eventuali protesi e strumenti per la guarigione);
  • trattamenti di riabilitazione post-ricovero.

Anche qui, come sempre, è bene fare attenzione alle specifiche del contratto, norme ed esclusioni, tempistiche massimali ed eventuali scoperti. Come avviene per tutte le polizze infortuni e malattia, potrebbero essere previste franchigie e si può, quindi, essere tenuti a farsi carico comunque di una parte delle spese sostenute. Un’altra discriminante potrebbe essere l’età e la razza dell’animale domestico, perché le Compagnie hanno diritto di porre restrizioni a questo proposito.

Alla RC può aggiungersi la voce Tutela Legale, una garanzia utile a ottenere un rimborso in caso di spese giudiziarie conseguenti a un sinistro, quando con la controparte non si trova un accordo e si apre una controversia. Sembrano verifiche scontate ma è meglio ricordarne l’importanza, dato che puo succedere che le contestazioni aperte con le Compagnie d’assicurazione riguardano proprio malintesi dovuti a una lettura frettolosa delle specifiche del contratto.

 

Emanuele Farina Sansone

Premio Umberto Agnelli al giornalismo a Yoko Uchida

Tokyo, Istituto italiano di Cultura

La giornalista e scrittrice giapponese Yoko Uchida, insignita del “Premio Umberto Agnelli al giornalismo 2019”, ama l’Italia, anche quella dei borghi, tuttora poco conosciuta presso il grande pubblico internazionale. Titolare dell’agenzia giornalistica e fotografica Uno Associates Inc., ha scritto numerosi articoli e libri sul nostro paese – da “Prego un cappuccino italiano” PHP Institute Inc., Tokyo, due volumi del 1995 e 1999, a “Venezia da un’altra fondamenta”, Shueisha Co.,Ltd., Tokyo, 2017 – esaminando i vari aspetti del Bel Paese con brio e maestria, tanto da meritare numerosi premi letterari. Tra le sue opere: il pluripremiato la “Casa di Gino” e “Montereggio. Vicissitudini dei librai viaggiatori da un paesino” Hojosha Publishing Co.,Ltd., Tokyo, 2018. Montereggio, i cui librai hanno dato origine al Premio Bancarella, si trova in Lunigiana. Con questo piccolo centro la scrittrice giapponese ha costruito un rapporto sentimentale intenso e profondo, tanto da promuovere un’iniziativa culturale tra gli scolari montereggini al fine di far loro conoscere l’arcipelago nipponico.
Il Premio Umberto Agnelli è stato consegnato a Tokyo, presso l’Istituto Italiano di Cultura, nel corso della XXXI sessione dell’Italy Japan Business Group il 15 novembre 2019 dal Presidente della Fondazione Italia Giappone, Vice Presidente e Presidente pro tempore dell’IJBG, Ambasciatore Umberto Vattani.
“Si tratta” – ha commentato l’Ambasciatore d’Italia in Giappone Giorgio Starace – “di un doveroso riconoscimento all’attività della Dott.ssa Uchida, brillante divulgatrice giapponese della cultura italiana e delle bellezze dei territori del nostro Paese”. “La visione che dell’Italia offre Yoko Uchida – rileva Umberto Vattani – è per molti versi interessante e talvolta sorprendente. In ogni caso utile e culturalmente rilevante”.Due anni fa il premio Umberto Agnelli andò a Takayuki Terashima, produttore della trasmissione televisiva “Storia dei borghi italiani” che ha sin qui raggiunto oltre trecento puntate.
Il Premio è stato istituito per volontà del Dr. Umberto Agnelli (1934 – 2004), Presidente della Fondazione Italia Giappone e del Segretariato Italiano dell’Italy Japan Business Group, per dare un segno di riconoscimento a professionisti italiani e giapponesi della carta stampata, del mondo dell’informazione e della divulgazione italiani e giapponesi che operano nel diffondere e approfondire la conoscenza dei due Paesi nei vari aspetti politici, economici, sociali e culturali. Organizzato dalla Fondazione Italia Giappone, e denominato inizialmente come “Premio Giornalistico Italia Giappone” è stato attribuito per la prima volta nel 1992. In seguito alla scomparsa del Dottor Agnelli, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha deliberato di dedicarlo alla sua memoria.
I premiati i delle precedenti edizioni: Marco Panara di Repubblica; Guido Busetto de Il Sole 24 Ore; Vittorio Zucconi del gruppo l’Espresso; Pino Di Salvo della Rai; Nello Puorto della Rai; Ernesto Toaldo dell’Ansa; Vittorio Volpi per i suoi articoli sul Corriere della Sera; Mauro Mazza direttore del TG2 Rai; Roberto Maggi dell’Ansa; Pio d’Emilia di Sky Tv; Stefano Carrer de Il Sole 24 Ore; Giulia Pompili de Il Foglio; Akira Kobayashi, corrispondente da Milano del quotidiano NihonKeizai (NIKKEI) il più importante giornale economico giapponese; Mario Sechi Direttore AGI, già direttore de Il Tempo; Shuichi Habu, già Direttore del Dipartimento Culturale e Corrispondente in Italia dello Yomiuri Shimbun, il principale quotidiano nazionale giapponese; Stefania Viti, autrice di articoli e libri su vari aspetti della cultura giapponese; Takayuki Terashima produttore del programma TV “Racconti dei borghi d’Italia” trasmesso dalla BS NTC; Antonio Moscatello corrispondente Aska News.

Calendari AIL con i disegni Mandala dei pazienti 

Ematologia dell’ospedale Mauriziano di Torino

 

Da venerdì 15 novembre 2019 saranno disponibili presso l’ospedale Mauriziano di Torino i calendari AIL con i disegni dei MANDALA elaborati dai pazienti del reparto di Ematologia.

I calendari saranno distribuiti dai volontari AIL presso il Day Hospital Ematologia dell’ospedale Mauriziano dal lunedi al venerdi. Il ricavato sarà devoluto all’AIL di Torino per realizzare progetti di umanizzazione nell’ambito dello stesso nosocomio.

Libera rappresentanza militare, incontro a Torino

Il  sindacato militare libera rappresentanza dei militari ha organizzato per la data del 23 Novembre presso l’Art Hotel Boston di via Massena un convegno dove saranno presenti alti esponenti militari, polizia di stato, e rappresentanza del comune di Torino. Interviene  ​il segretario regionale del Piemonte Nicola Quibellino. Ecco la locandina con il programma

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“Anni di piombo e di tritolo”

IL LIBRO DI GIANNI OLIVA PER NON DIMENTICARE CIO’ CHE E’ STATO E PER FARLO CONOSCERE A CHI NON C’ERA ANCORA

 

Il 4 novembre scorso l’Associazione Vitaliano Brancati ha presentato, presso Circolo degli Scrittori di Torino, l’ultimo libro di Gianni Oliva: Anni di Piombo e di Tritolo. Oltre all’autore erano presenti il presidente dell’associazione Gianni Firera, l’ex procuratore della Repubblica Armando Spataro e il senatore Giorgio Benvenuto.

E’ dettagliato e drammatico il racconto di Oliva, è una ricostruzione puntuale e minuziosa di ciò che accadde in quel ventennio angoscioso, in quegli anni dolorosamente definiti “di piombo e di tritolo”, dal dicembre 1969 con l’attentato di Piazza Fontana e l’esplosione della Banca Nazionale dell’Agricoltura fino all’assassinio di Roberto Ruffili il 16 aprile del 1988. Due decenni di terrorismo “rosso” durante i quali furono assassinati magistrati come Emilio Alessandrini, operai come Guido Rossa, giornalisti come Walter Tobagi e Carlo Casalegno, condannato a morte il presidente della DC Aldo Moro e di stragi “nere” come quella di Piazza della Loggia, del treno Italicus e della stazione di Bologna, scempi che fecero quasi quattrocento vittime e mille tra feriti e invalidi.

Questo libro non nasce con l’obiettivo di svelare particolari inediti sui fatti accaduti ma con la volontà, come dice l’autore, di raccontare gli anni di piombo a chi non c’era, quegli anni che egli stesso ha vissuto a Torino, un periodo nefasto che vide l’uccisione di 20 persone, molti feriti e gambizzati, vite che portano ancora oggi lesioni indelebili, non solo fisiche.

“In mezzo c’ero anche io, non tra quelli che sparavano, non tra quelli che lanciavano molotov” dice l’autore parlando dei cortei dell’ultrasinistra, “in quegli anni era molto più facile essere radicale che moderato: un insidioso conformismo dell’anticonformismo” dichiara, spiegando poi che questa tendenza condizionava ogni forma di pensiero e comportamento e che l’ideologia era la misura di tutte le cose, una sorta di farmaco che anestetizzava la morale. “Perché mi sono salvato? Mi piacerebbe dire che ho fatto una scelta ragionata, invece credo di non averlo fatto solo per paura” spiega Gianni Oliva “ la paura è una grande protezione”, la paura come filtro, come salvaguardia, quella cosa che non ti fa “varcare il confine tra protesta e crimine” e aggiunge che per commettere il male non è necessario essere cattivi, che non c’è nessun percorso interiore o sociale profondo dietro le azioni criminose che hanno portato assassini ad armarsi e che non ci deve essere nessuna giustificazione alla violenza alla quale non bisogna piegarsi, tollerare o legittimare.

Secondo Oliva, che ha un passato di insegnante di Italiano e latino, la scuola dovrebbe dedicare più tempo all’insegnamento della storia contemporanea e perché non ci sia “un cortocircuito nella memoria collettiva” e per non far perdere senso alla storia stessa, si dovrebbero ricordare con più facilità i nomi delle vittime che quelli dei carnefici, quei carnefici a cui certamente spetta il diritto di parola, come dovrebbe essere in uno stato di diritto, ma che non dovrebbero avere pulpiti nelle università o palchi nelle trasmissioni televisive consentendo così alle loro ragioni di essere affermate senza un contraddittorio. “Chi ha commesso il male può percorrere la strada individuale del pentimento o mantenere la convinzione delle proprie follie, ma deve farlo in privato lontano dalle luci della ribalta” scrive Oliva, invece talvolta assistiamo ad un ribaltamento dei ruoli e chi ha ucciso o usato violenza in nome di una idea diviene un protagonista giustificato. Come disse Andrea Casalegno, figlio di Carlo il giornalista ucciso nel 1977, “uno può diventare un ex-terrorista ma non un ex assassino”, a conferma che la responsabilità morale resta per sempre come chi se ne andato, morto assassinato senza sapere perché.

In questo libro si ripercorre la storia di quei due decenni e si evidenzia come il nostro paese fosse portato avanti a due velocità, una “conservatrice e retrograda” che nel 1954, come ricorda Oliva, condanna al carcere la “Dama Bianca” di Fausto Coppi per adulterio, l’altra più aperta e attenta al processo di modernizzazione, quella del miracolo economico che migliorò lo stile di vita, che innalzò il livello di scolarizzazione, che fece sognare e sperare migliaia di famiglie.

Ricordare e conoscere quindi, fare i conti con un passato che troppo spesso si dimentica, quel passato che ha lasciato alcune zone grigie e suggerisce una domanda sul piano storico: erano davvero necessari 385 omicidi e centinaia di invalidi prima di vincere la guerra?

 

Maria La Barbera

Restructura: la visione culturale del territorio

Questo il tema del Congresso dell’ Istituto Nazionale di Bioarchitettura, alla rassegna presso l’ Oval Lingotto Fiere

 

L’architettura, i suoi valori simbolici ed identitari, costituiranno il tema della tavola rotonda in programma, nell’ambito di Restructura 2019, sabato 16 novembre prossimo alle 16, presso l’Oval Lingotto Fiere, Sala Rossi.

“Storia ed attualità del’architettura. La visione culturale del territorio” è il titolo, infatti, del congresso promosso dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, Coordinamento Inbar Piemonte, di cui è responsabile per il Piemonte l’architetto Ivano Verra. Tre le relazioni in cui si articolerà l’incontro, condotto da personalità non appartenenti al mondo dell’architettura, che avranno lo scopo di stimolare, da diversi punti di vista, la platea tecnica.

La bellezza dell’architettura assume un valore simbolico tanto che, nei periodi di instabilità e di conseguente crisi sociale, istituzioni e problematiche ambientali diventano, per lo più, bersaglio dell’identità, della memoria e della storia di un’intera nazione. Da oltre trent’anni, d’altronde, l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura si interroga e studia i valori, anche simbolici, presenti nell’architettura contemporanea. In questa occasione intende dibattere con i propri iscritti, grazie all’apporto di diversi contributi interdisciplinari, i rimedi che possono essere attuati in seguito alla devastazione e successiva ricostruzione del patrimonio ambientale ed architettonico che si verifica nei periodi di crisi, compresi quelli derivanti da cambiamenti climatici. La visione identitaria del paesaggio e dell’architettura ha imposto, infatti, alla luce della Convenzione Europea, la considerazione di un concetto nuovo di paesaggio che nasce dal legame che sussiste tra un luogo e la personalità, il vissuto di un individuo e la collettività. Proprio alla luce della Convenzione Europea sono stati fatti forti richiami al concetto di sviluppo sostenibile ed al ruolo determinante delle comunità locali nei rapporti tra società e territorio.

Dibatteranno sul tema dell’architettura ideale e sul valore della bellezza nel patrimonio costruito Edoardo Sylos Labini ed Edoardo Cigolini ( Cultura #Identita’); sul tema del “Patrimonio culturale sotto attacco: guerra, terrorismi ed aree di crisi” parlerà la ricercatrice dell’Imt Scuola Alti Studi di Lucca Elena Franchi. Mauro Grimaldi e Davide Prontera di Azimut interverranno sul tema “Sostenibilità sociale, ambientale ed impatto economico sono le nuove frontiere della finanza a supporto dei territori”. Il responsabile del settore Sostenibilità Mapei, Mikaela Decio, tratterà, infine, il tema del sostenibilità ed innovazione nel ciclo di vita del patrimonio immobilare. Seguiranno, alle 17.30, una tavola rotonda ed un dibattito moderati dall’architetto Gio’ Dardano. L’avvio dei lavori sarà affidato all’incontro con lo scrittore Osvaldo Guerrieri.

 

Mara Martellotta

Le Regioni contro l’emergenza infezioni in ospedale

Progetto ICARETE: “Le Regioni si confrontano sull’emergenza globale delle infezioni contratte in ospedale”

Nell’ambito del Progetto ICARETE, un nuovo interessante incontro sul comparto sanitario mettendo a confronto i massimi esperti in tema di infezioni resistenti indicate dall’OMS come potenziale prima causa di morte nel 2050, proposto da Motore Sanità“.

Le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA), sono infezioni che possono essere acquisite durante il ricovero o in altri contesti sanitari simili. Purtroppo, continuano a crescere in quasi tutti i Paesi Europei, con un incremento medio annuo del 5%. In Italia si contano tra 450-700 mila infezioni in pazienti ricoverati in ospedale, con un risultato che è fra i peggiori d’Europa.

“La Regione Piemonte si è dotata da molti anni di un intervento nei confronti delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) che comprende il tema antimicrobico resistenza (AMR).

In tutti gli ospedali sono presenti Unità per il Rischio Infettivo e annualmente sono assegnati alle Aziende obiettivi regionali misurati tramite indicatori, individuati dal Gruppo regionale dedicato alla materia (GLICA). Questi obiettivi comprendono attività di sorveglianza ICA e AMR, monitoraggio del consumo di antibiotici, di prevenzione delle infezioni e formazione.

Luigi Icardi, assessore alla Sanità Regione Piemonte, ha spiegato “I livelli di resistenza riscontrati variano tra i diversi batteri e antibiotici. Continua Icardi ” In Piemonte si osserva una diffusione dell’antibiotico resistenze che nel complesso non si discosta molto dalle medie nazionali”.

In Italia si stimano circa 10.000 casi di decessi all’anno per infezioni resistenti ai comuni antibiotici, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali. Per far fronte a questo scenario preoccupante, nel 2017 il Ministero della Salute ha pubblicato il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, fissando il percorso che le istituzioni nazionali, regionali e locali, devono compiere per un miglior controllo delle infezioni. Esiste, però, una notevole variabilità tra regioni nelle modalità di attuazione dei programmi di sorveglianza e controllo di questo fenomeno.

Vista l’emergenza e con l’obiettivo di fare il punto su ciò che è stato fatto e ciò che c’è ancora da fare a livello regionale, creando una rete di comunicazione sulle infezioni correlate all’assistenza, nasce ICARETE. Progetto, che si compone di 12 incontri regionali, realizzato con il contributo non condizionante di MENARINI, che vede confrontarsi le istituzioni e i massimi esperti del settore. Il Progetto arriva in Piemonte una delle Regioni più virtuose nel sistema di controllo delle infezioni.

Franco Ripa, responsabile Settore “Programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari” Direzione Sanità-Assessorato Regione Piemonte ha illustrato “la Regione Piemonte ha sviluppato da molti anni uno specifico Programma di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza, che impegna tutti gli ospedali ad attuare specifici interventi di prevenzione. Le attività svolte vengono valutate dalla Direzione Regionale e messe in atto specifiche azioni di miglioramento”.

Claudio Zanon, direttore Scientifico di MOTORE SANITA’ ha riassunto “Da quando il problema dei super batteri resistenti alle terapie disponibili è emerso nella sua estrema gravità, la ricerca farmaceutica ha ripreso vigore e progressivamente sta mettendo a disposizione nuovi e più efficaci antibiotici”

 

Tommaso Lo Russo

 

Il numero verde Neve di Amiat

 In occasione della partenza della nuova stagione invernale 2019/2020, Amiat Gruppo Iren ha predisposto i possibili interventi per permettere ai cittadini torinesi di svolgere le proprie attività quotidiane, limitando gli eventuali disagi legati a un evento nevoso.

Come ormai da consuetudine, quindi, a fianco al Servizio di Customer Care Ambientale 800 017277 (attivo dal lunedì al venerdì, in orario 8.00 – 17.00), sarà attivo da novembre 2019 e fino a marzo 2020 il Numero Verde Neve n. 800 679738 – disponibile 24 ore su 24 anche nei giorni festivi – per richiedere informazioni sul servizio di sgombero neve sulla strade urbane.

Per dare una comunicazione il più possibile capillare al cittadino, inoltre, sono stati distribuiti in tutte le sedi di circoscrizione di Torino aperte al pubblico opuscoli informativi gratuiti sui servizi Amiat in caso di neve.

L’opuscolo rimane sempre reperibile on line e scaricabile in versione pdf sul sito di Amiat, al seguente link: http://www.amiat.it/cms/servizi/60-pulizia-della-citta/viabilita-invernale.

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione è sempre possibile scrivere ad amiat@gruppoiren.it.