ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 300

DDL Concorrenza: una bomba per il comparto del Trasporto Taxi e NCC

Confartigianato Imprese Piemonte Taxi-NCC: “Chiediamo lo stralcio dell’art. 8 del DDL Concorrenza e la conferma delle prerogative della Regione Piemonte in materia di regolamentazione del comparto”

Proficuo l’incontro con l’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi. Le imprese piemontesi del comparto Taxi ed NCC  sono oltre 5.000

 

L’Assessore regionale Marco Gabusi ha incontrato una delegazione di Confartigianato Imprese Piemonte Taxi-NCC (Alessandro Nordio, Eraldo Abbate e Baglione), e una delegazione di Tassisti Torinesi (Alberto Aimone Cat, Roberto Sulpizi e Francesco Ammirati).

Sul tavolo, la richiesta di sostegno da parte della Regione Piemonte allo stralcio dell’articolo 8 del DDL Concorrenza. Trattandosi, nei fatti, di un duplicato della delega già in essere per la riforma del trasporto pubblico locale non di linea, peraltro mai completata, i presenti hanno espresso forte preoccupazione per le prospettive del Comparto. Il rischio è quello di compromettere alcuni dei principi cardine del nostro Ordinamento, anche in contrasto con la Costituzione, che riconosce e tutela il valore del Lavoro, dell’Artigianato e della Cooperazione.

Taxisti ed NCC (Noleggio con Conducente) sono in perfetta sintonia nel denunciare alla Regione – dopo un presidio svoltosi in piazza Castello lo scorso 14 dicembre al quale ha fatto seguito un incontro con l’Assessore ai Trasporti, Marco Gabusi – le forti criticità che potrebbero derivare al comparto dalle disposizioni contenute nell’art. 8 del Decreto Concorrenza.

Una disinvolta apertura alle piattaforme che si basano sull’intermediazione (e non sulla connessione) del lavoro mina proprio le caratteristiche tipiche dell’esercizio autonomo e mutualisticamente organizzato delle attività di trasporto di persona non di linea, con il rischio di trasformare migliaia di imprese in “lavoratori subordinati”. Tra l’altro non apportando per l’utente alcun miglioramento del servizio come già sperimentato in altre nazioni nelle quali si sta tornando all’assetto precedente. Deve essere marcata la differenza tra intermediazione e interconnessione, per evitare che si verifichi un vero e proprio attacco al lavoro che privilegi pericolosamente strumenti che lo intermediano anziché produrlo. Occorre tutelare il lavoro, non l’intermediazione del lavoro.

“La libertà d’impresa – sottolineano Alessandro Nordio, Presidente Nazionale di Confartigianato Taxi (anche lui presente all’incontro)  ed Eraldo Abbate Presidente Confartigianato Piemonte NCC – non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, non può recare danno alla sicurezza, alla liberta e alla dignità umana, come previsto dall’art. 41 della Costituzione, nell’ottica dell’interesse collettivo che nel nostro settore deve sempre essere garantita, in quanto servizio pubblico integrativo e complementare del trasporto locale, e il provvedimento non può prescindere dalla difesa dell’Artigianato e della Cooperazione – settori tutelati dall’art. 45 della Costituzione. A chi risponde, invece, il Decreto Concorrenza? Ci va un cambiamento culturale sul tema dei servizi pubblici che oggi è in crisi e che dal prossimo 1° gennaio non avrà più gli strumenti di sussidio previsti per la pandemia”.

“Dobbiamo continuare a sostenere – hanno affermato Roberto Sulpizi, Vicepresidente della Cooperativa Taxi Torino, Francesco Ammirati, referente del Comitato di Base Tassisti di Torino – la territorialità del servizio  e salvaguardare le attività di migliaia di professionisti che operano in maniera regolare e nel rispetto delle regole. Una legge nazionale non può non tener conto delle esigenze delle imprese a cui corrispondono persone e famiglie che vivono di queste attività”.

“Occorre difendere – ha affermato Alberto Aimone Cat, Presidente della Cooperativa Taxi Torino –  quanto contenuto nell’art. 117 della Costituzione sulle competenze specifiche delle Regioni in materia di Trasporto Pubblico Locale. Superare l’autonomia regionale contraddice e fa venir meno i principi della programmazione territoriale, della regolazione e del livello dei servizi, della garanzia di servizio pubblico che le Regioni in questi anni hanno assicurato”.

L’Assessore Regionale Marco Gabusi ha espresso piena solidarietà e appoggio alle istanze espresse, e ha condiviso la proposta presentata dalla delegazione in merito alla elaborazione e alla approvazione redazione di un Protocollo d’intesa tra le parti interessate.

E’ in corso la lotteria di Natale della Fondazione Ricerca Molinette

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E’ iniziata la lotteria di Natale della Fondazione Ricerca Molinette, il cui ricavato servirà a raccogliere fondi a sostegno dei gruppi di ricerca di Città della Salute e della Scienza, impegnato a trovare nuove cure contro il cancro e le malattie del nostro tempo.

Per prenotare uno o più biglietti (donazione di 2,50 €/ciascuno) o un intero blocchetto si potrà contattare la Fondazione oppure recarsi presso uno dei negozi che aderiscono all’iniziativa, il cui elenco è disponibile sul sito https://fondazionericercamolinette.it/chi-ricerca-vince/.
Tra i partner che sostengono l’iniziativa c’è anche il Centro Commerciale Lingotto, che ha coinvolto i propri negozi, messo in palio un monopattino elettrico e che ospiterà i volontari della Fondazione contribuendo alla promozione.

Cinghiali e rischio di peste suina africana L’allarme di Confagricoltura

“Destano forti preoccupazioni anche nella nostra regione le notizie provenienti dalla Germania, che segnalano un nuovo caso di peste suina africana nel distretto di Ludwigslust-Parchim, in una carcassa di cinghiale ritrovata un’ex area di addestramento militare, nei pressi di Redlin, al confine con lo stato del Brandeburgo”. Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, interviene ancora una volta sulla questione dell’eccessiva proliferazione della fauna selvatica, chiedendo a tutti gli enti interessati il massimo sforzo per contenere il fenomeno.
“Nei mesi scorsi, grazie all’intervento del prefetto di Torino che si era attivato su segnalazione della nostra organizzazione, si era istituito un tavolo di coordinamento tra tutti i soggetti interessati – spiega Allasia – per individuare iniziative congiunte per limitare la presenza abnorme di cinghiali che oltre a danneggiare pesantemente i raccolti crea problemi di ordine sanitario all’ecosistema”.
Le notizie provenienti dalla Germania allarmano non soltanto gli agricoltori, ma tutti i cittadini. Al momento, come riferisce il sito https://www.regierung-mv.de/ del governo federale del Meclemburgo-Pomerania Occidentale,  non è noto come la peste suina africana sia entrata nel distretto di Ludwigslust-Parchim. Tuttavia, la stessa variante del virus è stata confermata nell’allevamento di suini domestici di Lalendorf e nel focolaio di Marnitz, che è ora diffusa nell’Europa orientale, negli Stati baltici, in Polonia e nel Brandeburgo.
“Dobbiamo evitare in tutti modi che la peste suina africana si propaghi: sarebbe un danno enorme per i nostri allevamenti e per la sicurezza alimentare – aggiunge Enrico Allasia –  e per questo chiediamo a tutte le istituzioni di moltiplicare gli sforzi per sviluppare un’attività di selezione dei cinghiali che riporti il numero di ungulati a un livello compatibile per il nostro territorio”.

La Regione sostiene i distretti del cibo

Grazie a un emendamento approvato dal Consiglio regionale, la Regione Piemonte potrà contribuire alle spese di costituzione e avviamento dei Distretti del cibo. Lo ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa rispondendo questo pomeriggio in Aula all’interrogazione a risposta immediata della consigliera Sarah Disabato (M5s) in merito alle azioni di sostegno alla filiera del food e, in particolare, dei Distretti del cibo del settore ortofrutticolo, per scongiurare possibili ripercussioni a livello metropolitano e regionale.

Disabato, prendendo spunto dalle recenti decisioni del titolare del gruppo T18 Piemonte di chiudere l’azienda, leader nella produzione e distribuzione di prodotti ortofrutticoli di qualità, ha domandato “quali azioni intenda intraprendere la Giunta regionale per sostenere e incentivare nuove modalità di commercio per il reparto ortofrutticolo, favorendone la crescita, la riorganizzazione e l’aggregazione con altre aziende”.

Protopapa ha ricordato che l’individuazione e il riconoscimento dei Distretti del cibo sono previsti dalla legge regionale 1/2019 e che il presidente della Giunta ha approvato con un decreto del 2020 le procedure per la loro costituzione.

“A oggi – ha aggiunto – è stata inoltrata agli uffici regionali la domanda di riconoscimento da parte del Distretto del cibo Chierese-Carmagnolese, che aggrega 25 Comuni della cintura di Torino e l’istruttoria è in fase avanzata. Altri territori, Casalese e Cavourese in particolare, hanno manifestato interesse e hanno avviato incontri informativi con l’assessorato”.

Il sostegno alla filiera ortofrutticola, ha concluso, “è comunque assicurato, in particolare per quanto riguarda la riorganizzazione e l’aggregazione, da un intervento specifico dell’Organizzazione comune dei mercati (Ocm) dei prodotti agricoli. In particolare, è previsto un contributo del 5% del fatturato per le aziende che si aggregano in Organizzazioni dei produttori (Op)”.

 

Idee per il rilancio del commercio La parola all’assessore Chiavarino

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Natale 2021: doveva essere il Natale del rilancio del commercio, di una nuova vita per i negozi nei quali, in concomitanza proprio di questo periodo – nel 2020 –  molta merce è rimasta in magazzino, complici le restrizioni dovute alla pandemia e alla comodità di acquistare on line…purtroppo  lo sarà solo in parte.

Secondo le ultime osservazioni del neo assessore al commercio del comune di Torino, Paolo Chiavarino –  persona conosciuta e di grande competenza nel mondo del commercio –  l’aumento dei contagi e della paura dei cittadini a chiudersi per molto tempo nei locali, ha sfiduciato l’acquisto ” in presenza” , preferendo quello  da casa.
Noi de ” Il Torinese” abbiamo intervistato l’assessore  nei suoi uffici per cercare di comprendere il suo nuovo progetto, nel quinquennio di consiliatura  comunale  che lo vede coinvolto, in uno dei settori fortemente colpito dalla pandemia.
1. Il Natale 2020 per il commercio torinese ha subito una forte flessione nelle vendite, causa pandemia. Quest’anno  si sperava in una ripresa, ma pare che all’aumento dei contagi, se pur con molte meno restrizioni rispetto all’anno scorso, segua ancora, da parte dei clienti, una paura generalizzata: come vede la situazione da neo assessore appena insediato? 
A subire il colpo sono stati soprattutto i negozianti e io personalmente ho trovato il commercio torinese in difficoltà . Tuttavia, da parte degli operatori, c’è grande attesa e fiducia per il futuro : stanno lavorando davvero con entusiasmo non solo in centro, ma anche in periferia, dove la storiche vie del commercio stanno piano piano riprendendo vigore. Sono cautamente ottimista ma solamente perchè mi baso sui dati che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi e devo quindi agire in maniera preventiva a tutela sia dei commercianti e del loro operato sia dei consumatori, cioè dei cittadini
2. La precedente assessora alla viabilità aveva delineato un progetto di ztl ambientale prolungata che aveva trovato il disaccordo delle associazioni di categorie a tutela dei commercio e i commercianti stessi.  Ci può dare una previsione sul suo futuro operato a tal proposito? 
Coi colleghi degli assessorati coinvolti nella questione, siamo giunti alla conclusione che al momento le telecamere restano spente: le argomentazione volte alla  tutela dell’ambiente e alla valorizzazione e alla promozione del commercio cittadino, le vorrei affrontare partendo da un concetto ben noto ai negozianti torinesi che è quello della pedonalizzione di aree cittadine più specificatamente dedicate allo shopping e destinabili a questo tipo di di rigenerazione urbana. Le associazioni di categoria e quelle ambientaliste mi sostengono e ne sono lieto. La pandemia ci ha sicuramente insegnato un nuovo modo di vivere la città in tutti i suoi aspetti, compresi quello commerciale: mi voglio impegnare, di concerto con tutti gli attori coinvolti,  per seguire questa importante scia sociale.
3. Una tematica per la quale sono iniziati i lavori con l’ex assessore al commercio e che però non è riuscita a trovare un completamento è quella dei distretti  commerciali: intende proseguire? 
 
Certamente, i progetti sul tavolo sull’argomento sono parecchi: il nuovo volto che porteranno alla città avrà un impatto importante anche sul turismo.
L’aspetto strutturale stesso della città sara’ un po’ modificato, a partire dalle aree porticate perchè anche lì si possono creare delle sinergie, rapporti di partenariato fra pubblico e privato, rimettendo mano anche ad alcuni edifici abbandonati da tempo e che potrebbero essere destinati a nuove e diverse attività commerciali e culturali.
Un aspetto importante in questo cammino di sviluppo dei distretti  commerciali è anche quello che vede la messa in opera di strutture informatiche sostenute dalla città e  adatte a  sfavorire l’acquisto in rete da una parte, dall’altra però a  sostenere i negozianti sia nella vendita in presenza sia on line dei loro stessi prodotti.
Il mio compito sarà anche quello di agevolare sempre di più la bottega di prossimità: è uno strumento di sviluppo oltre che commerciale anche sociale e, mi permetto di aggiungere, promozionale della città nelle quali le eccellenze del territorio e della città sono sempre a disposizione con loro qualità e narrate dai produttori stessi. Condivido con favore alcuni dei progetti, messi in campo per il mio assessorato, della precedente amministrazione e sarà mio compito migliorarli e aggiungervi novità. E’ mio preciso dovere sottolineare anche come questa condivisione di progetti è realizzata in primis con le circoscrizioni dove il dialogo  è di assoluta importanza per avere un occhio puntuale sulla situazione attuale e a lavorare di conseguenza.
4. Nelle linee programmatiche che ha presentato in terza commissione consiliare, tra i vari punti illustrati, quello relativo alla situazione dei mercati,  fortemente identitari per alcune aree cittadine, pensare al mercato che più rappresenta Torino – Porta Palazzo – , è inevitabile.  Ci può illustrare come e se verrà riqualificato ulteriormente? 
 
Il mio lavoro su questo importante mercato deve essere necessariamente realizzato con i colleghi degli assessorati coinvolti nei vari aspetti: viabilità, arredo urbano, turismo.
Io devo occuparmi dei caratteri strettamente commerciale – strutturale : la vendita dell’ittico, ad esempio, che si svolge in una struttura obiettivamente con molte criticità, stiamo cercando di rimetterla a posto. Le difficoltà ci sono, è chiaro, ma confido anche nella collaborazione degli operatori.
L’aspetto innovativo del lavoro in questa zona sarà il restyling delle bancarelle dell’ortofrutta e delle plance di vendita dei prodotti, leggere e in alluminio , con un budget messo a punto pari a  200.000 euro: con la compartecipazione finanziaria anche di camera di commercio, ritengo che anche l’aspetto estetico per un turista che viene in visita a Porta Palazzo, possa risultare una ulteriore e significativa carta d’identità per la cura della città, pur mantenendo i caratteri che fanno di Porta Palazzo il simbolo del meltin’pop culturale di Torino.  Spero anche negli  aiuti finanziari che potrebbero pervenire dal PNRR e per questo mi sono messo subito al lavoro.
5. In questo periodo di festività il tema della movida sarà al centro dell’attenzione, così come lo è ormai da parecchio tempo. Quali linee programmatiche suggerisce per conciliare  fra il ” diritto al divertimento e il diritto al sonno?

Sicuramente non è nelle mie intenzioni “militarizzare” le zone della cosiddetta “movida” , però un segnale alla cittadinanza  bisogna darlo. Fermare immediatamente le situazioni di disagio che si vengono a creare su segnalazione dei residenti, nei limiti dell’ordine pubblico, è fra le mie priorità. Limitare l’asporto, modificare gli orari di apertura e di chiusura dei locali potrebbero essere dei segnali, ad esempio. La soluzione, spero che possa trovare apprezzamento e  su cui sto ragionando con gli altri assessorati competenti e con i Presidenti delle circoscrizioni , è la proposta e la creazione di iniziative culturali e musicali con  una programmazione oraria che ” distragga” dal momento alcolico puro ma che si possa associare a una situazione di coinvolgimento sociale attenta e divertente allo stesso tempo.

Chiara Vannini

Bettelmatt, il pascolo della questua

Il nome Bettelmatt, oggi associato ad uno dei più famosi e rinomati formaggi d’alpe, deriva da un termine vallesano-Walser risalente al Medioevo che significa, letteralmente, “pascolo della questua”, traendo origine da un’antica tradizione religiosa .

Una delle più vecchie pratiche di lasciti in natura, a favore dei poveri o di enti religiosi, per i vallesani dell’Oberland bernese e per i Walser, era quella di disporre, giunta l’ultima ora, di “legati” in formaggio, usandolo come merce di scambio, per il pagamento degli affitti, delle concessioni di alpeggio e delle tasse. O, come in questo caso, a vantaggio dei più bisognosi. Così, dall’alto Vallese alle colonie Walser come la Val Formazza, si diffuse l’usanza, nei testamenti, di questi lasciti a favore dei poveri, con la distribuzione ( quasi sempre a Natale o Pasqua ) di forme di formaggio. Grazie alla devozione e al senso di pietà dei vecchi Walser, i formaggi dei pascoli migliori  venivano riservati alla questua per i poveri. Gli alpeggi da cui provenivano questi formaggi venivano spesso indicate come “alpi della questua” (“Bettelalp”) e corrispondevano sempre ai pascoli più ricchi delle vallate. Il motivo? Più il pascolo era ricco e più la generosità del donatore sarebbe stata premiata nell’altra vita. In altri casi l’usanza della questua era legata ad ex-voto, per “liberarsi” da pericoli e calamità naturali. Nella Turtmanntal , valle del Canton Vallese che si apre sulla sinistra della valle del Rodano, un tempo abitata dai Walser, ai piedi dell’imponente mole del Weisshorn, il 14 agosto – vigilia dell’Assunta – i poveri , saliti dal fondovalle, giravano con la gerla i diciassette alpeggi, ricevendo in ciascuno una piccola parte di formaggio. Ma gli esempi sono tanti, come recitano i più antichi documenti conservati negli archivi ecclesiastici e delle varie comunità. Il Bettelmatt, formaggio a pasta compatta di colore che va dal giallo all’oro, con la ruvida crosta di color marrone più o meno scuro, porta con se anche questa storia legata all’elemosina pubblica. Così questa delizia, prodotta da latte crudo intero di una mungitura di mucche di razza bruna,  tra luglio e settembre, esclusivamente nei sette alpeggi della Valle Antigorio Formazza ( Bettelmatt, Kastel, Val Toggia, Vannino, Poiala, Forno e Sangiatto )  può essere definito anche un prodotto solidale che affonda le radici in quello che era un generoso esempio di carità e di sostegno agli “ultimi”.

Marco Travaglini

Scuola di Amministrazione al Polo Cavouriano di Santena

Brunetta: “Simbolo di rinascita che farebbe inorgoglire Cavour”

16 dicembre 2021 – È stato siglato a Palazzo Vidoni il protocollo d’intesa per realizzare un polo formativo della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (Sna) presso il Complesso Cavouriano di Santena, in provincia di Torino. A firmarlo, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, la presidente della Sna, Paola Severino, il presidente della Fondazione Cavour, Marco Boglione, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e la vicesindaca Michela Favaro, su delega del sindaco, Stefano Lo Russo, intervenuto in videocollegamento insieme al sindaco di Santena, Ugo Baldi. Presenti alla cerimonia della firma anche il segretario generale della Sna, Fortunato Lambiase, il direttore della Fondazione Cavour, Marco Fasano, e i deputati piemontesi Carlo Giacometto e Claudia Porchietto.

Il nuovo polo formativo Sna permetterà di attivare programmi di formazione in raccordo con gli enti territoriali e con specifico riferimento al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e potrebbe diventare un vero “Campus Cavour”, sviluppando collaborazioni con le Università locali, a partire dall’ateneo di Torino e dal Politecnico.

“La scelta del Complesso Cavouriano come polo del Nord-Ovest della Scuola Nazionale dell’Amministrazione ha un grande valore simbolico – commenta il ministro Renato Brunetta – perché rappresenta la continuità tra il passato e il presente. Siamo qui per un rito di buona amministrazione. Nel 1853 Cavour varò la riorganizzazione dello Stato sabaudo, la riforma della Pubblica amministrazione che di lì a poco sarebbe stata estesa a tutta l’Italia unita. Oggi stiamo costruendo una nuova Pa per la ricostruzione di una nuova Italia dopo lo shock della pandemia. Il Pnrr può essere considerato una enorme scommessa sul capitale umano, sulle competenze e sulla formazione dei dipendenti pubblici. Il polo Sna a Santena affiancherà la sede storica ospitata nella Reggia di Caserta e il polo in progettazione a L’Aquila. Saranno i primi di una serie di altri poli in tutto il Paese, simboli di rinascita che farebbero inorgoglire Cavour. Stiamo realizzando una nuova unità d’Italia nel nome dei ‘volti della Repubblica’, come li ha definiti il presidente Mattarella”.

“La Scuola Nazionale dell’Amministrazione deve diventare una scuola dell’eccellenza, un hub che dirama i suoi raggi nei poli formativi sul territorio”, sottolinea la presidente Paola Severino. “I poli formativi, a loro volta, saranno i luoghi di un incrocio virtuoso tra mondi diversi: le amministrazioni centrali, quelle locali, le università e le imprese. La velocità con cui abbiamo dato vita a questo progetto è un segnale importante: rispecchia la nuova Pubblica amministrazione, che si muove con rapidità quando c’è una buona idea da tradurre in pratica”.

“Sono felice e orgoglioso di firmare questo Protocollo, anche per i Cavalieri del Lavoro che rappresento”, afferma l’imprenditore Marco Boglione, presidente della Fondazione Cavour. “Il segreto di questa iniziativa sta nella collaborazione istituzionale di tutti gli stakeholder. Cavour sarebbe fiero di una giornata come quella di oggi”.

“In Piemonte è nata l’Italia per opera di donne e uomini di questa terra che hanno creduto per primi nel nostro futuro come Paese – sottolinea il presidente della Regione Alberto Cirio -. Penso a Cavour, penso a Einaudi. Qui sono nati i padri dell’Italia e della nostra Repubblica, amministratori straordinari, e credo non possa esserci sede migliore di Santena per ospitare una scuola che punta a formare chi ci governerà domani. Il progetto, poi, sarà sostenuto con i fondi del Pnrr e questo è uno dei primi risultati concreti del lavoro sinergico che la Regione sta facendo insieme alle altre istituzioni del territorio, per attrarre e utilizzare al meglio i fondi che l’Europa sta mettendo a disposizione del nostro Paese”.

“Per Torino e il Piemonte, l’apertura a Santena della nuova sede per la Scuola Nazionale dell’Amministrazione – evidenzia la vicesindaca di Torino Michela Favaro – arricchisce, integra e contribuisce a irrobustire un sistema universitario e della conoscenza che conta già su importanti atenei e centri di alta di formazione di riconosciuta e assoluta eccellenza. Peraltro, considerando l’attuale contesto che richiede alte capacità progettuali per mettere concretamente a frutto le opportunità di rilancio e sviluppo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Pubblica amministrazione è chiamata a svolgere un ruolo chiave, da esercitare anche attraverso il potenziamento dell’offerta formativa per i propri funzionari e dirigenti”.

Per il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, “portare a Santena, nell’area metropolitana di Torino, la seconda sede della Scuola nazionale di amministrazione pubblica è un grande risultato, frutto di un lavoro svolto in sinergia con tutti i livelli dell’amministrazione locale, il ministro e il Dipartimento della funzione pubblica. In quella prestigiosa sede si porterà una delle funzioni principali dello Stato: la formazione del proprio personale. Dovremo investire sempre più nel capitale umano, è una necessità a tutti i livelli per affrontare al meglio sfide sempre più complesse”.

Sugar tax, l’ultima tassa per mettere le mani nelle tasche dei cittadini senza dirglielo

A cura di lineaitaliapiemonte.it

I politici rassicurano sempre che non metteranno le mani in tasca ai cittadini poi però lo fanno nascondendo balzelli per ogni dove. O dicendo che è per il nostro bene: così oltre al danno di dover pagare c’è pure la beffa che millantano di tutelare la nostra salute. E’ il caso della cosiddetta “sugar tax”, la tassa sul consumo delle bevande analcoliche edulcorate, formalmente in capo ai produttori ma alla fine chi la pagherà? Colui che paga già tutte le altre: il cittadino

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https://www.lineaitaliapiemonte.it/2021/12/15/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/sugar-tax-lultima-tassa-per-mettere-le-mani-nelle-tasche-dei-cittadini-senza-dirglielo-di-carlo.html

“Calamandrei”, una scuola sempre attiva

E’ appena stata archiviata, con un buon successo, la prima giornata, sabato 11 dicembre, dell’Open day dell’Istituto Calamandrei di Crescentino che ospita i corsi di studio Afm-Amministrazione finanza marketing nel biennio e Sia-Sistemi informativi aziendali nella sede di piazza Marconi e Cat-Costruzioni ambiente territorio  e Aaa-Agricoltura ambiente alimentazione nella sede di via Dappiano.

I prossimo appuntamenti si terranno venerdì 17 dicembre dalle 18 alle 20 e sabato 15 gennaio dalle 9 alle 12.30. E’ previsto un tour per visitare le aule, i laboratori, gli spazi dedicati al mondo scolastico, con la partecipazione di docenti,  ed allievi per illustrarli. Per informazioni è necessario visitare la pagina istituzionale www.iis-galileoferraris.it/itcg-crescentino// o telefonare allo 0161/846315 e 0161/834293. La presenza all’Open Day di Cinzia Ferrara, dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore Galileo Ferraris, del quale il’Calamandrei’ fa parte con l’alberghiero ‘Ronco’ di Trino Vercellese e l’Agrario di Vercelli è stata l’occasione per rivolgerle alcune domande.

 

La presenza del Covid-19 si fa ancora pesare ….

Il ministro Bianchi ha spinto sul rientro in presenza in sicurezza. La scuola, pertanto, continua a monitorare quotidianamente lo stato di salute di personale e studenti. Sull’applicazione del Green Pass non abbiamo avuto problemi sin dalla sua introduzione. Inoltre c’è la figura del referente Covid che si deve interfacciare con il Sisp qualora si verificassero dei casi. E devo rilevare, anche da parte degli studenti un sostanziale rispetto delle regole.

 

Che peso ha avuto il rientro in presenza?

Il rientro in presenza ha favorito il ripristino delle uscite didattiche a completamento delle lezioni in aula, naturalmente sempre avendo attenzione alla situazione sanitaria. Stiamo anche lavorando con Erasmus per permettere alle ragazze ed ai ragazzi all’estero per un periodi di alternanza scuola/lavoro. Sono riprese le attività laboratoriali a Crescentino, grazie anche alla messa a disposizione di terreni da parte di alcuni agricoltori della zona.

 

Ci sono novità in vista per l’offerta formativa ?

Si sta lavorando di concerto con la Regione Piemonte per un apprendistato di primo livello che prevede il conseguimento del diploma attraverso un vero e proprio sistema duale di alternanza scuola/lavoro.

Inoltre, sempre con la Regione Piemonte, si sta lavorando in parallelo per l’attuazione di un tirocinio post-diploma presso aziende del territorio. Come Istituto, anche a Crescentino, siamo un ente promotore di tirocinio formativo e di orientamento.

Quest’anno l’Educazione Civica è ormai una realtà come materia di insegnamento ….

In accordo alla normativa sono stati attuati dei percorsi di Educazione Civica, finalizzati ad acquisizione di competenze come Agenda 2030, Cittadinanza Digirale Sviluppo Sostenibile ed altre.

 

Un pensiero al futuro ….

 

Il rientro in presenza, sinora mantenuto pienamente, è stato apprezzato sia dagli studenti che dal personale ed è stato accolto come un graduale ritorno alla normalità. L’auspicio è che a questa si torni al più presto pienamente.

Next gen: le richieste dei giovani per migliorare la qualità della vita

Attenzione all’ambiente, alla sanità, alle famiglie e alla formazione

Investimenti mirati a migliorare la vita dei piemontesi partendo dalla qualità dell’aria e dall’assistenza sociale e sanitaria, più servizi per i giovani e le famiglie, una formazione di alta qualità sono le richieste che hanno rivolto i 400 giovani che  hanno partecipato a “Next Gen per la sostenibilità”, brainstorming collettivo aperto a tutti gli under35 che vivono, lavorano o studiano in Piemonte con il quale la Regione ha inteso condividere e migliorare le linee guida della Strategia per lo sviluppo sostenibile.

A conclusione dei lavori, il presidente della Regione Alberto Cirio ha affermato che “oggi più che mai è fondamentale ascoltare la voce dei giovani, i veri protagonisti del mondo di domani. Sarebbe paradossale non tenere conto delle loro sensibilità in una stagione importantissima come quella attuale, che comprende la ripresa post pandemia e gli investimenti derivanti dal PNRR e dagli altri fondi europei. Abbiamo davanti mesi storici, perché i tempi delle scelte sono molto brevi, e garantisco che le richieste dei giovani piemontesi saranno prese in considerazione nei programmi che stiamo predisponendo”.

Ad aprire la mattinata è stato l’assessore all’Ambiente, Innovazione e Ricerca Matteo Marnati: “Stiamo costruendo le linee di indirizzo della nostra Strategia per lo sviluppo sostenibile, cerando di unire l’aspetto economico con quello sociale e ambientale, e insieme a voi possiamo integrarle. I problemi di siccità degli ultimi tempi e quelli causati dalla bombe d’acqua che in poco tempo creano danni notevoli sono la dimostrazione che i cambiamenti climatici sono già in atto. Per fronteggiarli occorre un cambio culturale. La Regione è al lavoro per raggiungere obiettivi come il miglioramento della qualità dell’aria, la tutela delle acque, l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, la sostituzione delle caldaie obsolete, la rottamazione dei veicoli inquinanti. Tanti aspetti che messi insieme produrranno dei cambiamenti positivi”.

Quattro le sessioni che hanno caratterizzato la mattinata: sviluppo responsabile, formazione e nuovi lavori, integrazione delle marginalità, benessere-nuova vivibilità. Per ciascuna sessione tematica si sono formati gruppi di lavoro che hanno dibattuto sul tema proposto da un esperto.

Questo evento ha fatto seguito a quello sull’apporto alle scelte regionali della consultazione sul Documento strategico unitario per l’utilizzo dei fondi europei della programmazione 2021-27, svoltosi il 20 marzo scorso.