Cavallari: “L’incertezza normativa, inevitabilmente, riduce la qualità, aumenta i costi e espone a maggiori rischi. Occorre una programmazione politica di lungo periodo per le imprese”
Il 15 dicembre scorso sono stati eletti i vertici dei Giovani Ance: Angelica Krystle Donati è la nuova Presidente; tra i Vice Presidenti il Presidente dei Giovani Ance Piemonte e Valle d’Aosta Andrea Cavallari con delega ai progetti strategici innovativi nell’ambito del partenariato pubblico-privato.
Il programma per il triennio prevede cinque punti principali, rappresentati dalla formazione, sicurezza e education, dallapromozione dell’innovazione,della sostenibilità e economia circolare, dal rafforzamento dei rapporti internazionali, dalla valorizzazione dei rapporti associativi e dall’ampliamento della comunicazione.
“La nostra è una squadra che mette in primo piano sicurezza e innovazione – ha commentato Andrea Cavallari, presidente dei Giovani Ance Piemonte – Purtroppo le recenti tragedie che hanno investito i cantieri italiani, sono l’effetto delle continue e mutevoli condizioni normative, con orizzonti temporali sempre strettissimi perché anche le proroghe, quando arrivano, non danno respiro e mettono sotto pressione la committenza e i lavoratori. Mentre la politica discute, il cronoprogrammaavanza e il tempo scorre inesorabile”.
“La progettazione e l’esecuzione della riqualificazione energetica o sismica di un edificio – precisa l’architetto Andrea Cavallari – sono processi complessi che richiedono tempo e non possono trasformarsi in mere corse per seguire ridicole scadenze fiscali. L’obbiettivo nobile di ridurre le emissioni in atmosfera ha dato luogo al Superecobonus del 110%, ma si scontra con l’esigenza di dover inviare i file asseverati dei SAL al 30% all’Enea entro il 31 dicembre 2021 per non perdere il bonus stesso.
È necessario rendersi conto che la riqualificazione energetica e sismica sono enormi sfide che l’Italia deve affrontare con serietà e con programmazione a lungo termine, per almeno un decennio prescindendo dai mandati elettorali”.


La crisi politica che si era scatenata all’inizio del 2020, in piena crisi pandemica, sembrava avere confermato il nostro atavico vizio ad autoinfliggerci dolori in aggiunta a quelli già riservatici dalle difficili condizioni esterne.
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Siccome chi doveva cambiare cioè il commercio in difficoltà, le partite IVA, i giovani senza lavoro non sono andati a votare, ha vinto di nuovo la sinistra. Torino sta ripartendo? No. Siamo a sessanta giorni dalla elezione del Nuovo Sindaco Stefano LORUSSO ma la svolta per far rinascere Torino dopo 25 anni di declino non si vede e tutte le classifiche o gli studi sulla nostra Città la danno in declino. Perché Torino non riesce a rilanciarsi? Perché non vuole esaminare i dati della sua analisi come farebbe un Medico serio che dice la verità , tutta la verità ai suoi pazienti. Ieri dopo l’ennesima bocciatura del Sole 24 Ore che dice che Torino è 12a tra le venti Città capoluogo di Regione , LORUSSO ha risposto:”Sappiamo che Torino ha grandi difficoltà , ma anche grandi potenzialità, senza capire che questa frase che ci viene ripetuta da almeno 10 anni non ha dato risultati perché oggi le grandi potenzialità danno meno di ciò che Torino perde ogni anno e che purtroppo continuerà a perdere perché la strategia seguita dai vari governi, e dai vari tromboni, per il passaggio all’elettrico di auto e Tir ha fatto calare la vendita delle auto e intaccherà gran parte dell’indotto perché l’auto elettrica ha bisogno di meno parti rispetto a quella sulla quale viaggiamo da decenni. I pochi votanti hanno però votato un Consiglio Comunale di non eccelso livello .
Se non si ha il coraggio di dire che Torino dal 1996 al 2018 ha perso 18 punti di PIL rispetto a MILANO e 8 rispetto alla media nazionale non si capisce cosa vuol dire tutto ciò in termini di perdita di lavoro e negli incassi delle partite IVA e del commercio. Il BOOM Economico nacque da grandi politici come Degasperi e Einaudi oltreche’ da grandi capitalisti che investivano nel nostro Paese ma nacque anche perché con la Indagine parlamentare sulla povertà del 1951-2 tutto il Parlamento sapeva alla perfezione come vivevano allora gli italiani. Finché La metà della Città che da anni sta male non starà meglio Torino non ripartirà . Ecco perché occorre accelerare i lavori della TAV, della Linea 2 della Metro , della quarta corsia sulla tangenziale o della Tangenziale est. Ecco perché occorre ottenere dal Governo un forte stanziamento di incentivi per sostituire le auto e i Tir vecchi con mezzi Euro 6 in produzione che sono molto ma molto meno inquinanti e molto, ma molto più sicure e non limitarsi a dare gli incentivi solo per acquistare mezzi elettrici. Ecco perché i giornali dovrebbe spiegare molto meglio gli studi su Torino per dare la sveglia alla classe politica torinese… il Direttore de La Stampa aveva detto che LORUSSO conosceva bene i problemi ma stranamente non ha presentato il programma di rilancio e dei primi 100 giorni.